SiteLock

Paolo Barozzi (Venezia, 9/06/1935 – Milano, 1/12/2018)

Paolo Barozzi, Il retaggio di Jackson Pollock, Campanotto Editore, Spazio Big Santamarta, Milano, 14/12/2017

"A Paolo Barozzi il coraggio non manca mai quando è questione di scalare le montagne più alte nella geografia dell'arte moderna. Affronta questa sfida con una specie di alpinismo biografico tutto suo, come ha già dimostrato nei suoi libri su Peggy Guggenheim o su Andy Warhol. Alla discesa porta sempre qualche nuova scoperta geologica."
Alan Jones, 2017
 

"Vuole il caso che buona parte degli artisti di cui Barozzi si è occupato, siano stati tra i miei preferiti o addirittura da me presentati (potrei fare - scegliendone solo alcuni - i nomi di Dorazio, Nigro, Agnetti, Rauschemberg, Cy Twombly, Pistoletto...). Credo, tuttavia, che il fatto di veder coincidere certe preferenze e certe scelte non sia mai dovuto al caso. Effettivamente il percorso tracciato da Barozzi, mi sembra - anche se considerato dall'alto d'una trentina d'anni - come molto felice e molto omogeneo. Sono pochissimi gli artisti i cui nomi appaiono oggi sfumati o cancellati, quasi tutti reggono ancora nonostante le traasformazioni immense che le arti visive hanno subito negli ultimissimi anni..."
Gillo Dorfles, 1999

"Gli articoli - ma sarà ben più giusto definirli “saggi” - che Paolo Barozzi scrisse per le pagine de «Il Mondo» e altre importanti riviste come «Comunità», «Nuovi Argomenti», «Domus», «L’illustrazione italiana», ecc. negli anni Sessanta e che sono ora raccolti in un volume, costituiscono oggi qualcosa di molto più impegnativo e stimolante di un semplice reportage artistico di quel periodo, perché ci offrono - ormai storicizzato dal tempo - un panorama davvero imprescindibile circa un periodo, soprattutto a me talmente denso di eventi culturali, da costituire una vera e propria sintesi di quell’epoca “eroica” per gli sviluppi dell’arte contemporanea." 
Gillo Dorfles, 2011

"Un’epoca eroica per gli sviluppi dell’arte contemporanea. Per grande fortuna del lettore Barozzi si serve di un linguaggio del tutto personale: che da un lato analizza acutamente ogni aspetto estetico della situazione, ma che dall’altro rifugge da quel tedioso e pseudofilosoficamente oscuro, linguaggio adottato dalla maggior parte della critica ‘ufficiale...
Gillo Dorfles, 2017

Paolo Barozzi, giornalista, scrittore, traduttore, gallerista e promotore d'arte. Nato da un'antica famiglia di noti antiquari, visse la sua infanzia tra Venezia e Milano. Studia in Inghilterrastoria dell'arte, teatro e letteratura e, rientrato in Italia dopo il servizio militare, incontra a Venezia, la collezionista americana Peggy Guggenheim.
Inizia a lavorare a Milano nel settore pubblicitario per lo studio Sigla, per Maria Visconti al Reader's Digest, e per i periodici Rizzoli. Partecipa al movimento La Parrucca (1953 – 1965) di Alessandro Mossotti, collaborando alla rivista e frequentando la redazione dove poté incontrare Luciano Anceschi, Alberto Arbasino, Nanni Balestrini, Dino Buzzati e altri personaggi della cultura Italiana del tempo.
Nel 1960, su consiglio di Peggy Guggenheim, organizzò la sua prima mostra d'arte primitiva africana.

Peggy Guggenheim e Paolo Barozzi alla mostra d'arte africana, 1960

In questa occasione conobbe Stanley Marcus, proprietario del grande magazzino di Dallas, capitale texana, che lo invitò a occuparsi dell'organizzazione della mostra dedicata agli artisti Italiani che si tenne nel grande magazzino durante le due settimane dedicate al Made in Italy.
Lavora per due anni, a Dallas, da Neiman-Marcus, dove durante “Italian fortnight” gestisce uno spazio in cui vengono esposti artisti della galleria Marlborough di Roma. Poi i viaggi in Oriente, Europa e Nord America.
A New York tramite Leo Castelli e Marta Jackson entra in contatto con alcuni degli artisti allora emergenti come Allan Kaprow, Andy Warhol, Claes Oldenburg, Jim Dine, James Rosenquist e Tom Wesselmann.  Al rientro a Venezia, nel 1961, diventa l'assistente di Peggy Guggenheim, svolgendo varie mansioni tra cui quella di gestire la galleria a Palazzo Venier dei Leoni, adiacente alle due sale allora dedicate alle opere di Jackson Pollock. Nel salotto di Peggy frequenta i più grandi artisti e scrittori come Tennessee Williams, Truman Capote, Gore Vidal, Tom Wolfe.
Dal 1966 al 1980 Barozzi dirige proprie gallerie d'arte moderna a Venezia e a Milano, organizzando mostre personali e collettive di alcuni dei più importanti artisti internazionali come Josef Albers, Jasper JohnsDennis Oppenheim, Robert RauschenbergJesús-Rafael Soto, Victor Vasarely, Andy Warhol, Joseph Kosuth, e alcuni dei maggiori artisti italiani, da Mario MerzGastone Novelli,  da Mimmo Rotella a Emilio Vedova, da Tancredi Parmeggiani a Piero Dorazio.
Dopo il 1980 curò mostre di artisti presso musei ed esposizioni italiane (la mostra personale del pittore statunitense William Congdon al Museo Querini Stampalia di Venezia) e straniere.  
Nel 1962 iniziò a collaborare a Il Mondo di Pannunzio con una serie di articoli e interviste ad artisti e personaggi del mondo dell'arte e della letteratura, come Baron Corvo, Freya Stark, William Burroughs, Peggy Guggenheim e altri. È stato corrispondente per TIME e Life da Venezia. I suoi articoli sono apparsi su Il Mondo, Tempo presente, Nuovi Argomenti, Comunità, Vogue, Harper's Bazaar, Business Art, Domus, Illustrazione italiana e altre testate.
È autore di numerosi saggi sull'arte e sui suoi protagonisti. In particolare la sua attività si è spesso concentrata sulla figura di Peggy Guggenheim. Ha scritto anche due volumi sulla sua città, Venezia.
Nel 2011 era stato presentato a Cà Giustinian, sede della Biennale di Venezia, il libro a lui dedicato "Paolo Barozzi, una passione per l’arte", curato dall’artista e fotografo Ottavio Pinarello, con la prefazione di Gillo Dorfles. Alla presentazione del volume, pubblicato da Artecom di Roma, sono intervenuti l'architetto e critico d'arte Marianna Accerboni, il critico e scrittore americano Alan Jones, il protagonista Paolo Barozzi, e l'autore del libro Ottavio Pinarello, artista e scrittore. Il volume, grazie al gran numero di immagini fotografiche inedite tratte dal suo esteso archivio personale, illustra i passaggi salienti della sua lunga attività.

 

"Milano come la vedo io" di Paolo Barozzi,  mostra a Palazzo Turati, Milano, 2016

Principali pubblicazioni

- Il sogno americano, Padova, Marsilio editore, 1970
- Voglio essere una macchina. La fotografia in Andy Warhol, quattro fotografie di Ugo Mulas, Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1979
- Viaggio nell'arte contemporanea, prefazione di Goffredo Parise, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1981
- Peggy Guggenheim. Una donna, una collezione, Venezia, Milano, Rusconi, 1983
- La Divin Marchesa (La Marchesa Casati a Venezia), Bologna, Ritz Saddler Editore 1986
- Con Peggy Guggenheim tra storia e memoria Milano, Christian Marinotti Edizioni, 2001 (seconda edizione 2004)
- Peggy Guggenheim collection, New York, Assouline, 2005 (edizione bilingue inglese-francese)
- Venezia Leggendaria, Pasian di prato, Campanotto Editore, 2009
- Venezia luogo della mente, Pasian di prato, Campanotto Editore, 2009
- Andy Warhol ed Io. Cartoline dal tempo della Pop Art, Milano, Christian Marinotti Edizioni, 2009
- Voglio essere una macchina. La fotografia di Andy Warhol, ristampa aggiornata, Pasian di prato, Campanotto Editore, 2011
- Viaggio nell'arte contemporanea, ristampa aggiornata, Pasian di prato, Campanotto Editore, 2011
- Peggy Guggenheim. Una donna, una collezione, Venezia, prefazione di Fernanda Pivano, ristampa aggiornata, Pasian di prato, Campanotto Editore, 2011
- Da Duchamp agli Happening. Articoli pubblicati su Il Mondo di Pannunzio e altri scritti, prefazione di Gillo Dorfles, Pasian di prato, Campanotto Editore, 2013
Il retaggio di Pollock. The legacy of Jackson Pollock, Campanotto Editore, 2017

 

Jean Toschi Marazzani Visconti, Paolo Barozzi, Marianna Accerboni, Gillo Dorfles, Galleria Milano
, presentazione del libro: Da Duchamp agli happening, 2015, © Gianni Marussi

Print Friendly, PDF & Email
(Visited 13 times, 1 visits today)
Condividi su:

I commenti sono chiusi