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La Vergine leggente di Antonello da Messina donata al Museo Poldi Pezzoli

Il Museo Poldi Pezzoli presenta un’importante donazione giunta recentemente ad arricchire le sue collezioni: la Vergine leggente, già attribuita ad Antonello da Messina.
L’opera, donata da Luciana Forti in memoria del padre Mino, verrà collocata nel Salone dorato, tra i capolavori del Poldi Pezzoli.
È per noi motivo di orgoglio - ha dichiarato Annalisa Zanni, direttrice del Museo - accogliere quest’opera: questa importante donazione testimonia l’affetto che i collezionisti nutrono nei confronti del Poldi Pezzoli. Lo considerano la “casa” adatta a custodire le loro opere collezionate nel tempo e sanno quanto studio e dedizione ci sono dietro l’accettazione e valorizzazione di una donazione”.
Il Museo Poldi Pezzoli, solo negli ultimi due anni, ha ricevuto ben 300 opere in donazione, tra dipinti, orologi, arredi e porcellane. Questo è stato possibile anche grazie all’acquisizione, nel 2017, di nuovi spazi - l’ala Franzini - che permettono l’esposizione, a rotazione, delle numerose opere donate.
Annalisa Zanni: “I nuovi spazi hanno invogliato ancora di più i collezionisti a donare, consci del fatto che le loro opere avrebbero trovato spazio nel Museo, come è giusto che sia, e non nei depositi, e sarebbero state oggetto anche di mostre dossier di approfondimento”.

Nel dipinto la Madonna è raffigurata di tre quarti a mezzo busto, con un libro aperto tra le mani. Maria, abbigliata con una veste blu su cui spicca un spilla realizzata con perle e un grande rubino al centro, ha distolto lo sguardo dalla lettura ed è girata verso lo spettatore, ma lo sguardo sembra perso nel vuoto, come se la Vergine fosse stata attraversata da un pensiero improvviso. In alto due minuscoli angeli volanti tengono, sospesa sopra la sua testa, una corona d’oro tempestata di perle e pietre preziose, da cui fioriscono gigli bianchi, simbolo di castità e purezza.
L’iconografia dell’opera in esame deriva da modelli fiamminghi.

Il dipinto è stato attribuito alla fase giovanile di Antonello da Messina da Roberto Longhi in una lettera al proprietario datata 27 marzo 1944. Nella lettera Longhi accosta l’opera ad altre opere giovanili di Antonello, quali il San Gerolamo penitente del Museo Civico di Reggio Calabria e la Crocifissione di Sibiu (Romania): secondo il suo avviso si tratterebbe di una delle prime opere eseguite dal pittore messinese durante il suo periodo di formazione, quando si trovava in Italia meridionale, fra Palermo e Napoli.
L’attribuzione è stata messa in discussione da alcuni studiosi, che propendono nel ritenere l’opera una copia di un originale di Antonello, o spostano l’attribuzione in direzione di un pittore valenzano.
L’alta qualità esecutiva, così come la presenza di un ritocco molto evidente, visibile anche ad occhio nudo, nella mano destra della Madonna (inizialmente raffigurata davanti al libro che sorregge, in posizione simmetrica rispetto alla mano sinistra), tenderebbero però ad escludere che possa trattarsi della copia di un altro dipinto. Il supporto in legno di pioppo, a sua volta, sembrerebbe indicare un artista attivo in Italia, dato che nelle Fiandre e in Catalogna nel Quattrocento i pittori utilizzavano solitamente altri tipi di essenze lignee.
In occasione della donazione l’opera è stata inoltre sottoposta a un piccolo intervento conservativo da parte dei laboratori di restauro di Open Care - Servizi per l’arte, che già avevano eseguito un importante restauro in occasione del prestito dell’opera per l’esposizione monografica dedicata ad Antonello da Messina, tenutasi nel 2006 alle Scuderie del Quirinale.
In quella occasione furono realizzate importanti indagini diagnostiche, utili ai fini degli studi per l’attribuzione del dipinto.
Saranno inoltre organizzate visite guidate di approfondimento dedicate all’opera, a cura di Ambarabart.


Informazioni: www.museopoldipezzoli.it - T. 02 794889 - 02 796334 - 
Appuntamenti: Il nuovo inquilino: un esperto terrà una lecture di 30 minuti davanti al capolavoro
- Sabato 16 febbraio, ore 16.00 (ingresso al Museo 7 euro; visita guidata al capolavoro e al Museo 8 euro)
- Mercoledì 20 febbraio, ore 13-13.30 e 13.30 - 14.00 (ingresso al Museo 7 euro, visita guidata 5 euro)
- Capolavoro dopo il lavoro:  giovedì 7 marzo ore 18.30 - 19.00
Ingresso: €. 7 , visita guidata €. 5; Indispensabile la prenotazione a info@ambarabart.com

Orari: da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00; chiuso il martedì
Ingresso Museo: 10 € -  7 € ridotto
Ufficio Stampa Museo Poldi Pezzoli: Ilaria Toniolo - ufficiostampa@museopoldipezzoli.org - T. 02 45473805

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12
20121 Milano

 

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