SiteLock

Max Papeschi: HIC SUNT LEONES, WEGIL, Roma, dal 22/07 al 31/08/2020

HIC SUNT LEONES o del paradosso dietro l'angolo è il nuovo progetto multimediale di Max Papeschi curato da Gianluca Marziani (tra i più importanti e influenti curatori italiani) e nato dalla collaborazione pluriennale con la Fondazione Maimeri e con l’art director Flavia Vago.
L’artista reduce dal tour mondiale di Welcome to North Korea (con il quale ha inaugurato nel 2016 questa particolare tipologia espositiva) ha scelto di ripartire dall’Italia. Tale decisione è stata presa dall’artista, per dare il suo personale contributo alla ripresa del Paese, in special modo in ambito culturale, dopo i fatti drammatici della pandemia.
Max Papeschi, famigerato per lo spietato sarcasmo delle sue opere, non poteva certo immaginare un’idea compassata e dai toni neutri, per dare una spinta alla propria Patria, infatti, al contrario, HIC SUNT LEONES è dotata di un carattere estremamente sagace e riflette abbacinanti tinte tricolori. La matrice dell’idea è storica e legata al nostro passato prossimo, di per se tutt’altro che auto-ironico, ma che ben si presta alla satira più estrema, il ventennio fascista. E dove poteva realizzare una simile visione Papeschi? A Roma, ovviamente! Nello specifico presso il WEGIL (precedentemente GIL), celebre palazzo di Trastevere che ha dato i natali nientepopodimeno che alla Gioventù Italiana del Littorio (da cui GIL per l’appunto).



Papeschi
aveva già sfiorato l’argometo in precedenti operazioni, essendo la sua un’arte di natura socio-politica, ma, questa volta, circondato da un esempio enciclopedico di architettura fascista, qual è il WEGIL,  ha dato libero sfogo alla caustica ironia che contraddistigue la sua poetica. Il risultato è un’installazione multimediale site specific, attraverso la quale Papeschi mette in scena una divertita e divertente parodia del Fascismo. I protagonisti sono le camicie nere e il Duce stesso, le cui effigi sono composte dai corpi “originali” in tenuta militaresca, ma sormontati dalla testa di Topo Gigio, emblema nazionale del Bene. Un accostamento talmente dissonante che riesce sia a demolire completamente l’autorevolezza della “nostrana” dittatura, sia a svelare la banalità del male in essa insito.

L’installazione si compone di: un video d’arte, cinque stampe (realizzate con il collage digitale, la tecnica in cui Papeschi è pioniere) e due cut-out figure (ultima frontiera installativa dell’artista). Il video, realizzato in animazione grazie alla collaborazione con Maurizio Temporin, è a tutti gli effetti il videoclip della popolare canzone fascista Faccetta Nera. Le cinque stampe sono altrettanti frame dei momenti più comico/iconici del video. Infine i due cut-out figure sono la sopracitata raffigurazione del Duce, la stessa che fa capolino sulla locandina della mostra (a testa in giù in quest’ultimo caso, come monito a imperitura memoria). Tutte e tre le parti vanno a comporre un’enorme allegoria, in corrispondenza di una mappa delle ex-colonie “dell’Impero”, (un vero monumento al colonialismo, sul quale sarà proiettato il video), scolpita sulla parete principale all’interno della location e fiore all’occhiello dell’architettura razionalista di quegli anni.
A completare il percorso espositivo ci saranno anche: una selezione di sessanta opere, tratte dal meglio della produzione papeschiana (da NaziSexyMouse a Just Married, passando per i progetti La Sociétè du Spectacle e From Hiroshima with Love, fino ai più recenti The Leader is Present e The Golden Cage) e il video d’arte/videoclip IT’S ALL DEVO (anche questo in collaborazione con Maurizio Tamporin) creato per l’omonimo brano del cantautore statunitense Gerald Casale dei DEVO.
In conclusione, con la mostra HIC SUNT LEONES, il messaggio che Papeschi vuole mandarci per la ripresa è che ridere dei “leones”, e più in generale delle nostre paure, è l’arma giusta per sconfiggerle e andare avanti. Come a dire: una risata ci salverà!

All’asta 5 opere di Max Papeschi per lo Spallanzani di Roma, in mostra al WeGil di Roma

 


Max Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero. In soli 10 anni di attività ha realizzato più di 60 mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo.
Nel 2014, è uscita in Italia la sua autobiografia Vendere Svastiche e Vivere Felici edita da Sperling & Kupfer (Gruppo Mondadori). Ad aprile 2016, ha inaugurato a Milano il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea, il cui tour mondiale è tuttora attivo. È questo un vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che, attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime, svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un.  Nel 2016 ha realizzato anche la copertina e il video clip/d’arte per la canzone It’s All DEVO del cantautore statunitense Gerald Casale (DEVO).
Nel 2017, Papeschi ha collaborato al mensile FQ MILLENIUM di Peter Gomez, creando la copertina del secondo numero della rivista e rilasciando per la stessa una lunga intervista. A settembre dello stesso anno la sua opera Wall Street è stata inserita nell’esposizione internazionale OPEN 20 ed esposta presso il Molino Stucky di Venezia. In ottobre l’artista ha preso parte anche alla Biennale di Karachi con il video d’arte/videoclip It’s All DEVO.
Nel 2018, ha inaugurato “Palermo Capitale Italiana della Cultura” con la mostra The Best is Yet to Come presso Palazzo Steri. In ottobre è uscito il suo nuovo libro Max vs Max, edito da Giunti, in collaborazione Massimiliano Parente e con testo introduttivo del critico Gianluca Marziani. Al progetto editoriale ha fatto seguito l’omonima mostra, presso il Contemporary Cluster (Palazzo Cavallerini Lazzaroni) di Roma, curata dallo stesso Marziani.
A gennaio 2019, Papeschi ha inaugurato la mostra Pyongyang Rhapsody, in collaborazione con l’artista Max Ferrigno, presso lo ZAC – Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. A maggio dello stesso anno, ha inaugurato la mostra Novecento/900 presso l’Historical Museum of Bosnia and Herzegovina.

HIC SUNT LEONES
Dal 22 Luglio 2020 al 31 Agosto 2020
Curatore: Gianluca Marziani
Orari: Tutti i giorni 10 - 19 | Chiuso il 15 agosto
Enti promotori: Regione Lazio
Organizzata da: LAZIOcrea S.p.a. in collaborazione con la Fondazione Maimeri e l’art director Flavia Vago e prodotta da GV Srl
Media Partner: ARTE.it e Radio Rock
Ingresso: Intero 6 € - Ridotto 3 € - Biglietti online www.liveticket.it/wegil - Ingresso libero per per le categorie previste dalla tariffazione vigente e per i possessori di LAZIO YOUth CARD che offre opportunità e agevolazioni agli under 30 residenti o domiciliati nella Regione Lazio
Informazioni: 334 6841506 -  info@wegil.ithttp://www.wegil.it

WeGil
Largo Ascianghi 5
00153 Roma

 

Print Friendly, PDF & Email
(Visited 12 times, 1 visits today)
Condividi su: