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Marina Abramović: The Cleaner, Palazzo Strozzi, Firenze

Grande successo di visitatori per il penultimo weekend della la mostra Marina Abramović. The Cleaner che è stata visitata da oltre 8.000 persone in 2 giorni totalizzando ad oggi 160.000 visitatori confermandosi l'evento culturale italiano da non perdere!
Ancora per 1 settimana a Palazzo Strozzi sarà possibile vedere la prima grande mostra retrospettiva italiana dedicata a una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019, Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.
L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunisce oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.
L’esposizione nasce dalla collaborazione diretta con l’artista nella volontà di proseguire - dopo Ai Weiwei e Bill Viola - la serie di mostre che hanno portato a esporre a Palazzo Strozzi i maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea. Il palazzo, nuovamente utilizzato come luogo espositivo unitario, permettendo a Marina Abramović di confrontarsi per la prima volta con un’architettura rinascimentale, sottolineando anche lo stretto rapporto che ha avuto e continua ad avere con l’Italia.
La mostra ripercorre le principali tappe della carriera dell’artista che esordisce giovanissima a Belgrado come pittrice figurativa e poi astratta. È negli anni Settanta che inizia il lavoro nella performance attraverso l’utilizzo diretto del proprio corpo, come testimoniato in mostra dalla serie Rhythm (1973-1975), dalla celebre Art Must Be Beautiful/Artist Must Be Beautiful (1975) o da The Freeing Series (Memory, Voice, Body, 1975).
Nel 1975 conosce l’artista tedesco Ulay con cui nasce un rapporto sentimentale e professionale i cui simboli sono il furgone Citroën in cui i due hanno vissuto, esposto nel cortile di Palazzo Strozzi, o celebri performance di coppia come Imponderabilia (1977), dove il pubblico era costretto a passare attraverso i corpi nudi dei due artisti come fossero gli stipiti di una porta, o The Lovers(1988) con cui segnano la fine della loro relazione incontrandosi al centro della Grande Muraglia cinese per poi lasciarsi.
Negli anni Novanta il dramma della guerra in Bosnia ispira l’opera Balkan Baroque (1997), con cui vince il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Legate al mondo balcanico e alle proprie complesse dinamiche familiari sono presentate opere come The Hero (2001) dedicato al padre, eroe della resistenza, o il controverso ciclo Balkan Erotic Epic (2005). Parallelamente Abramović porta avanti una ricerca sulle tematiche di meditazione e trascendenza che trovano espressione nei Transitory Objects (1995-2015): strumenti energetici per viaggi interiori, realizzati con materiali come il quarzo o l’ossidiana.
Col passare degli anni le sue opere si dilatano nel tempo: manifesto è The Artist is Present(2010) al MoMA di New York, in cui per più di 700 ore nell’arco di 3 mesi ha fissato muta e immobile 1675 persone che si sono avvicendate davanti a lei, ponendo al centro il valore di una comunicazione energetica e spirituale tra artista e pubblico.
La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, prodotta da Moderna Museet, Stoccolma in collaborazione con Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Bundeskunsthalle, Bonn.
A cura di Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn.


RE-PERFORMANCE E “ABRAMOVIĆ METHOD”

La mostra trova una sua fondamentale caratteristica nelle re-performance che si alterneranno ogni giorno all’interno dell’esposizione, rendendo Palazzo Strozzi uno spazio mutevole e in costante trasformazione, con Imponderabilia, Cleaning the Mirror e Luminosity negli spazi del Piano Nobile e con The Freeing Series (Memory, Voice, Body) nella Strozzina. Per mantenere vive le sue opere, che altrimenti esisterebbero solo come
documentazione d’archivio, Marina Abramović usa infatti la re-performance come metodo e pratica di lavoro, come testimoniato dal celebre ciclo Seven Easy Pieces (2005) realizzato al Guggenheim Museum di New York, in cui ha replicato sette storiche performance di artisti come Valie Export, Vito Acconci, Bruce Nauman, Gina Pane, Joseph Beuys e lei stessa. Attraverso il Marina Abramović Institute for the Preservation of Performance Art (fondato nel 2010) e con il cosiddetto “Abramović Method”, sviluppato nel corso della sua carriera come pratica fisica e mentale per realizzare una performance, l’artista ha inoltre posto le basi per oltrepassare il carattere effimero delle sue opere e reinventare l’idea stessa di performance nel XXI secolo. Coinvolgendo spettatori e performer diversi, la performance stessa cambia rinnovandosi nei diversi contesti in cui viene replicata. 

La riesecuzione dal vivo delle sue celebri performance verrà realizzata da un gruppo di performer appositamente selezionati e formati in occasione della mostra di Palazzo Strozzi da Lynsey Peisinger, stretta collaboratrice di Marina Abramović.

Arturo Galansino, Direttore Generale e curatore della mostra di Palazzo Strozzi: "Palazzo Strozzi conferma la sua vocazione per il contemporaneo e lo fa con la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Marina Abramović, una delle più iconiche figure artistiche del nostro tempo che con la sua ricerca artistica ha attraversato mezzo secolo sfidando i nostri limiti, reinventando il rapporto con il pubblico, riconfigurando il
concetto stesso di performance e entrando indelebilmente nell’immaginario collettivo".

Avvertiamo i visitatori che alcune opere in mostra presentano contenuti sensibili. Raccomandiamo l'accompagnamento di un adulto per i minori di 14 anni.

Marina Abramovic. The cleaner
a cura di Arturo Galansino
Marsilio Editori, Venezia
978-88-317-2964-2
Il catalogo si presenta come una straordinaria retrospettiva, frutto del diretto coinvolgimento dell’artista, che riunisce oltre 100 opere dagli anni settanta a oggi, offrendo, – attraverso dipinti, video, oggetti, fotografie, progetti e la ri-esecuzione dal vivo di sue celebri performance – una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, insieme alla possibilità di scoprire la meno nota produzione degli esordi. 
Nel volume verrà inoltre sottolineato lo stretto rapporto che l’artista ha avuto e continua ad avere con l’Italia. Secondo Marina: «piaccio più agli italiani che ai norvegesi perché le mie performance sono molto emotive». E in Italia, a partire dalla partecipazione a Contemporanea, a Roma nel 1973, hanno avuto luogo molte delle sue performance più significative, alcune delle quali rievocate in catalogo.

Marina Abramović: The Cleaner
Dal 21/09/2018 al 20/01/2019
A cura di: Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn.
Promossa e organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi
Prodotta da: Moderna Museet, Stoccolma
In collaborazione con: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Bundeskunsthalle, Bonn
Con il sostegno di: Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Regione Toscana, Associazione Partners Palazzo Strozzi. Con il contributo di Fondazione CR Firenze.
Sponsor: Unipol Gruppo
Orari: Apertura tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00, giovedì 10.00-23.00 (accesso in mostra consentito fino ad un'ora prima dell'orario di chiusura)
Biglietti: intero € 12,00; ridotto € 9,50; € 4,00 Scuole
In collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore sarà inoltre disponibile uno speciale biglietto congiunto (€ 16,00 intero, € 6,00 ridotto scuole) con cui sarà possibile visitare la mostra insieme al Battistero di San Giovanni e al Museo dell’Opera del Duomo.
Prenotazioni e attività didattiche: Sigma CSC T. +39 055 2469600 F. +39 055 244145 - prenotazioni@palazzostrozzi.org

Servizi: Bar caffetteria, bookshop
Informazioni: T: +39 055 2645155 - info@palazzostrozzi.org - www.palazzostrozzi.org
Comunicazione: Susanna Holm – Sigma CSC
Promozione: T. +39 055 2340742 susannaholm@cscsigma.it
Catalogo: Marsilio Editori, Venezia
Prenotazioni Sigma CSC T. +39 055 2469600 F. +39 055 244145
e attività didattiche prenotazioni@palazzostrozzi.org
Ufficio Stampa
Antonella Fiori: M. +39 347/2526982 - a.fiori@antonellafiori.it
Fondazione Palazzo Strozzi - Lavinia Rinaldi - T. +39 055 3917122 - l.rinaldi@palazzostrozzi.org
Brunswick Arts: PALAZZOSTROZZI@brunswickgroup.com 

Palazzo Strozzi
piazza Strozzi
50100 FIRENZE (FI)

 

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