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Roberto Fanari: Il cielo ritrovato, Studio Museo Francesco Messina, Milano, dal 16/07 al 27/10/2019

Dall’11 settembre fino al 27 ottobre 2019 ha preso il via la seconda parte del progetto espositivo "Roberto Fanari. Il cielo ritrovato" allestito allo Studio Museo Francesco Messina di Milano.

"Il Cielo ritrovato" (tecnica mista su tela, 2019) è il punto d’arrivo di un percorso iniziato da Fanari da alcuni anni, che lo ha portato a realizzare cicli con media differenti per altri siti museali-espositivi a Genova, Rotterdam e a Ponte de Sor (Portogallo). 
Queste occasioni performative hanno funzionato da prodromi per l’installazione dello Museo Messina, la più impegnativa e complessa finora mai realizzata. 
L’opera, composta da 4 pannelli (6x6 metri cadauno), due dei quali collocati a 12 metri di altezza, appena sotto la volta del soffitto e due ai lati dell’abside, è stata inaugurata lo scorso il 16 luglio e per tutta l’estate ha contribuito ad arricchire la vivace offerta culturale del Comune di Milano.
Il capriccio di Fanari - come lo definisce la curatrice Raffaella Resch in catalogo - è una monumentale messinscena teatrale dove la sua arte si pone in relazione con la natura rappresentata e con l’architettura su cui va ad interagire. Viene creato un ambiente immersivo, dove un ruolo importante giocano le suggestioni derivate dal rapporto col sacro come momento fondante della creazione artistica.

Roberto Fanari: "Il cielo ritrovato", Roberto Fanari: Il cielo ritrovato, Studio Museo Francesco Messina, Milano, © Gianni Marussi

Con l’apertura della seconda fase del progetto l’artista ha collocato al piano terra e nella cripta opere bi e tridimensionali che danno vita a rimandi diretti con la pittura del soffitto, per affinità o contrasto. 

Roberto Fanari, Studio Museo Francesco Messina, Milano, © Gianni Marussi

Nella navata sono esposti i dittici "Puro colore/colore puro" e il trittico "Simulacro", oltre a un grande disegno a carboncino su tavole di legno preparate a gesso (5 tavole ognuna di 1x1,70 m) dal titolo "La forma del mio cielo".

Roberto Fanari: Il cielo ritrovato, Studio Museo Francesco Messina, Milano, © Giani Marussi

Il percorso si conclude nella cappella sottostante con diversi lavori recenti. 

Roberto Fanari: Il cielo ritrovato, Studio Museo Francesco Messina, Milano, © Gianni Marussi

La natura è sempre al centro della ricerca di Fanari ed è descritta con un dettaglio di estrema precisione, restituendo tuttavia una visione complessiva d’invenzione. Ne saranno esempio nella cripta i famosi "Paesaggi invisibili"(tecnica mista su tela) realizzati a partire dal 2012: grandi tele monocrome a tecnica mista eseguite con un dispositivo pittorico particolare che costringe l’osservatore a muoversi da un punto all’altro del quadro per trovare la corretta incidenza della luce, quella sola che rivelerà l’oggetto dipinto. 

La caratterizzazione botanica precisa, l’esaltazione delle forme, che Fanari declina anche in altri media (come la ceramica invetriata del Tronco rosa del 2016 e il bronzo del "Foglio in bronzo" dalla serie "Nella mia foresta" del 2012 presenti in mostra), porta paradossalmente a una sublimazione dei significati, che vediamo trasformarsi sotto ai nostri occhi. 

Roberto Fanari: "Foglia in bronzo", Studio Museo Francesco Messina, Milano, © Gianni Marussi

Foreste, foglie, tronchi, cieli e nuvole: in Fanari questi elementi figurativi vengono ribaltati nel loro messaggio semantico, non rientrano più nel mondo vegetale o minerale, bensì si rivelano come schemi anatomici per nuovi organismi, forse antropomorfi, comunque ibridi, di fronte ai quali la nostra immaginazione è spronata a figurarsi diversi rapporti percettivi. 

Il catalogo della mostra presentato il 12/10/2019 contiene le immagini dell’allestimento e di tutte le opere esposte, con testi critici di Maria Fratelli, Direttrice dello Studio Museo Francesco Messina, Raffaella Resch , curatrice della mostra, Alessandro Romanini,  autore, e un intervento di Michelangelo Consani. (Cod.: 978-88-55210-28-7)

Dopo aver presentato alcune sue più recenti creazioni presso l’Arboretum di Rotterdam e poi a Genova, Roberto Fanari ritorna a esporre a Milano, nella città dove vive e lavora e che nel 2015 aveva visto una sua personale presso la Fabbrica del Vapore.
Sue mostre personali si sono tenute a Villa Bottino, Lucca (2013); Palazzo Panichi, Pietrasanta (2013 – 14); Deleen Art Gallery, Rotterdam (2014 – 15 e poi 2016, 2017); Biffi Arte, Piacenza (2015); Fabbrica del Vapore, Milano (2015); Villa Erba, Cernobbio (2015); Rotterdam Contemporary Art (2016); Trompemburg Tuinen & Arboretum, Rotterdam (2016); Galleria d’Arte Moderna e Raccolte Frugone - Musei di Nervi (2017); Fondazione Ragghianti, Lucca (2017); Ponte de Sor-Alentejo, Portogallo (2018).


Roberto Fanari, intervista di Gianni Marussi, Il paesaggio dentro, Musei di Nervi (GE) – Villa Saluzzo Serra, Galleria d’Arte Moderna, Nervi, Genova.

Hanno scritto di lui: Pietro Bellasi; Bruno Corà; Maria Flora Giubilei; Raffaella Resch; Alessandro Romanini; Maurizio Vanni; Roger van Boxtel.


ROBERTO FANARI. Il cielo Ritrovato
A cura di
: Raffaella Resch

Dal 17 luglio al 27 ottobre 2019
Orari: da martedì a domenica 10 - 18 (lunedì chiuso)
Ingresso: libero
Catalogo: Forma Edizioni
Ufficio Stampa: Alessandra Pozzi - press@alessandrapozzi.com
Informazioni sull'artistawww.robertofanari.com - facebook @robertofanarilandscape - contact@robertofanari.com

Studio Museo Francesco Messina
Via San Sisto, 4/a
Milano
T. 02 86453005 - www.comune.milano.it/museomessina - c.museomessina@comune.milano.it

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