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Emilio Vedova, Palazzo Reale, Milano, fino al 9/02/2020 

A Palazzo Reale di Milano è aperta al pubblico dal 6 dicembre 2019 al 9 febbraio 2020 la mostra Emilio Vedova.
L’esposizione, tra le più importanti mai dedicate a uno dei maggiori artisti del ‘900, è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. La mostra è curata da Germano Celant e si colloca a conclusione del lavoro della Fondazione per celebrare il centenario della nascita di Emilio Vedova (Venezia, 1919 - 2006). 
L’esposizione Emilio Vedova nasce con un progetto e un allestimento che vedono la spettacolare Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale quale luogo espositivo ideale, proponendo una chiave inedita per restituire il linguaggio artistico del pittore.
Per questa mostra, che presenta opere che vanno dagli anni ʼ40 agli anni ʼ90, è realizzato uno speciale intervento, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede l’esposizione, sia a muro che a pavimento, di una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, che danno conto del valore fondamentale dell’opera di Emilio Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale. Una parete lunga 30 metri e alta 5, circondata da una struttura luminosa indipendente che attraversa diagonalmente il salone, quasi provocandone la severità architettonica, in un “contrasto di situazioni”, come si sarebbe espresso Vedova. In questo contesto lacerato sono esposte, sia a muro che a pavimento, circa 70 opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, tra cui il celebre Absurdes Berliner Tagebuch '64 che è possibile vedere esposto nella sua integrità.
Nel caso di Emilio Vedova, l’intento è di lavorare sulla forte componente scenografica dell’ambiente in cui far emergere, nelle due parti contrapposte, gli aspetti innovativi e radicali del contributo linguistico di Vedova alle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Vale a dire porre a confronto i suoi lavori degli anni ‘60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ‘80. In tale dialogo tra estremi si esplicita il valore fondamentale dell’opera di Emilio Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

A partire dagli anni ʼ50 il suo linguaggio rompe con la rigidità formale dell’astrazione arrivando a realizzare tele dal segno pittorico aperto e libero, drammatico e graffiante, connesso alla sua gestualità. Questo fare informe, intriso di materialismo, che rifiuta di lasciarsi assimilare a qualsiasi narrazione e figurazione che non sia quella dell’inconscio e della forza emotiva dell’artista, nel 1962 lo porta a spezzare anche la superficie del quadro con la serie dei Plurimi, articolazioni lignee coperte di stratificazioni cromatiche, realizzate a Berlino, che sembrano esemplificare il suo desiderio di sacrificio dell’arte a favore di un mutamento del contesto ambientale e sociale. Un discorso radicale che libera la sua pittura dall’omogeneità e che, in quel periodo, segnato dal mondo lineare, impersonale e riduttivo dell’arte minimale e concettuale, intende offrire un contributo estraneo ed estremamente soggettivo, basato su tensioni e strappi personali.
Gli anni ʼ70 conoscono da un lato l’irrigidimento delle strutture dei Plurimi, costretti ora a scorrere su rigidi binari, il ciclo Lacerazione ʼ77/ʼ78Plurimi/Binari (1977-1978) appunto, quasi la ribellione estetica fosse incanalata e portata a ripiegarsi su se stessa e dall’altro la pulsione irrazionale dei ...Cosiddetti Carnevali.. ʼ77/ʼ83 (1977-1983) che si connettono all’aspetto dionisiaco e antirituale dell’arte. Dopo le collaborazioni con Luigi Nono per Intolleranza 1960 e per PrometeoTragedia dell’ascolto (1984) che gli aprono un territorio di scatenamento delle immagini in tutto lo spazio architettonico, è negli anni ’80 che si apre l'altra fondamentale stagione dell’arte di Vedova. Dopo una serie di grandi dipinti dal materismo cromatico assoluto, egli passa infatti alla costruzione dei Dischi, grandi dipinti in tondo che possono essere esposti come entità autonome su pavimento o a parete, quasi fossero attori capaci di danzare nello spazio o arrampicarsi sui muri, evidenziando la loro mobilità e intrusione architettonica.

L’itinerario biografico e professionale del grande pittore è ricostruito nella Sala del Piccolo Lucernario che precede l’ingresso a quella delle Cariatidi. Qui una cronologia, composta da dati biografici, immagini e dichiarazioni poetiche, accompagnata da una selezione di opere che copre il lungo arco della produzione artistica di Vedova.

Alfredo Bianchini, Presidente della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova: “Questa esposizione a Palazzo Reale di Milano corona il lavoro della Fondazione per celebrare il centenario della nascita di Emilio Vedova, a partire dalla pubblicazione del prestigioso volume Vedova De America, edito da Skira, cui ha fatto seguito la mostra Emilio Vedova di/by Georg Baselitz, curata dal grande pittore tedesco nel Magazzino del Sale a Venezia. Altra tappa importante, la produzione del film Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio realizzato da Twin Studio per la regia di Tomaso Pessina, con la lettura dai diari del pittore da parte di Toni Servillo, che è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nell’ambito delle Giornate degli Autori”.

Contestualmente, la Fondazione e Marsilio Editori hanno riproposto Pagine di diario, libro edito da Prestel Verlag nel 1960, nella stessa veste grafica voluta allora dal Maestro per la pubblicazione dei suoi scritti.
In occasione della mostra di Palazzo Reale, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova pubblicherà con Marsilio Editori una monografia, curata da Germano Celant, dedicata alla ricostruzione della vicenda artistica e biografica del pittore veneziano, arricchita da un ampio apparato iconografico. 
L’esposizione è sostenuta da Generali Valore Cultura, il programma di Generali Italia per rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio.

 


EMILIO VEDOVA 
A cura diGermano Celant
Dal 6 Dicembre 2019 al 9 Febbraio 2020 
Orari: lunedì 14.30 - 19.30; martedì, mercoledì, venerdì 9.30 - 19.30; giovedì, sabato 9.30 - 22.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Ingresso: gratuito 
Informazioni: www.palazzorealemilano.it www.fondazionevedova.org 
Ufficio Stampa Mostra: Fondazione Emilio e Annabianca Vedova - Studio Systema Venezia -  systema@studiosystema.it - Adriana Vianello - T. 349.0081276 - Andrea de Marchi - T. 349.3744356 
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it 
Ufficio Stampa: PCM Studio di Paola C. Manfredi - T. 02 36769480 - press@paolamanfredi.com 

Palazzo Reale 
Piazza Duomo 12

Milano 

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