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Onde Pixel – Lo Sguardo di… Miguel Chevalier, UniCredit Pavilion, Milano, fino al 28/08/2016

Anche in questa grande installazione digitale ho voluto esplorare alcuni dei temi ricorrenti nei miei lavori come la relazione tra natura e artificio, l'osservazione dei flussi e delle reti che organizzano la società contemporanea, l'architettura immaginaria e le città virtuali, mettendo in discussione il nostro rapporto con il mondo e l'arte del XXI secolo.
Miguel Chevalier


A un anno dalla sua inaugurazione, UniCredit Pavilion presenta dal 26 luglio al 28 agosto Onde Pixel - Lo Sguardo di… Miguel Chevalier, confermando l’impegno di UniCredit nella diffusione della cultura come fattore di sviluppo sostenibile delle comunità per cui lavora e in particolare si adopera per avvicinare l’arte a un pubblico sempre più ampio e nuovo.
La mostra presenta un’istallazione inedita creata per il Pavilion dall’artista francese, pioniere dell’arte virtuale, ispirato da alcune opere contemporanee selezionate dalla Collezione d’Arte di UniCredit.
Lussureggianti proiezioni pavimentali e caleidoscopiche trasformazioni permetteranno al pubblico di immergersi completamente nell’opera Onde Pixel. In una fusione di colori, forme e musiche, composte dal Maestro Jacopo Baboni Schilingi , gli spettatori avranno la possibilità di entrare in empatia con le opere “abitandole” grazie a diversi sensori, in un gioco di pesi e misure, distanze e prossimità, diventandone parte integrante.
La mostra, a ingresso libero, espone anche fotografie, sculture tridimensionali o filmati su schermi LCD, espressione dell’arte digitale e interattiva di Chevalier.
Dall’alto della Passerella dell’Arte, inoltre, si potrà ammirare il tappeto digitale modificarsi al passaggio del pubblico immerso nell’arte contemporanea.

L’immagine di Miguel Chevalier è la traccia di un’ondata di energia in tempo reale - l’energia immateriale che è la base di tutta la comunicazione.

Pierre Restany, 1999

L’idea di esplorare la collezione d’Arte UniCredit affidandosi allo sguardo di un artista eclettico e innovativo come Miguel Chevalier, è figlia di un percorso iniziato già lo scorso anno da UniCredit Pavilion che pone lo spettatore al centro dell’osservazione. Nel 2015 furono i dipendenti di UniCredit appassionati d’arte o artisti a partecipare alla selezione delle opere della collezione da presentare al pubblico. Quest’anno abbiamo dato carte blanche a Miguel Chevalier che ispirandosi alla Collezione d’Arte del Gruppo ha vestito il Pavilion con una sua nuova creazione “Onde Pixel”, un “tappeto” digitale e interattivo di forme, simboli e colori che invita lo spettatore a una vera e propria immersione nell’arte contemporanea. È il coinvolgimento delle persone, la loro partecipazione fisica ed emotiva all’arte la forza di questa esposizione.
Il pubblico, grazie a Miguel diventa attore di una trasformazione, interviene e modifica l’opera che tiene traccia del suo passaggio, così come la musica di Jacopo Baboni Schilingi che accompagna l’istallazione. Le proiezioni si fondono con la musica e l’esplosione di colori e suoni avvolgono e il visitatore e lo spingono a sperimentare una diversa relazione con l’arte. La mostra, nella sua parte più tradizionale, propone anche un dialogo tra le creazioni di questo artista contemporaneo e d’avanguardia con alcune opere del passato recente del patrimonio UniCredit.
Miguel è un artista innovativo non solo per l’impiego della tecnologia e del suoi linguaggi nell’atto creativo ma per la continua ricerca e sperimentazione, un’evoluzione che emerge dal percorso tra le sue opere dalle tecniche più tradizionali realizzate dal 2000 ai nostri giorni e presentate nell'ambito dell’esposizione.
Apertura, inclusione, sperimentazione e innovazione sono temi chiave per UniCredit Pavilion. Grazie a Miguel Chevalier per aver saputo rappresentare e interpretare questi valori in maniera così completa e avvincente.

Serena Massimi
Head of UniCredit Pavilion, Events and Art Management


Sono entrato veramente in empatia con l’arte di Miguel Chevalier quando, dopo averla incontrata io stesso molte volte, ho osservato altre persone abitarla, dall’alto. In questo senso, credo che l’installazione di Onde Pixel presso l’UniCredit Pavilion di Milano, con il suo ballatoio che consente la visione dall’alto della proiezione pavimentale, offra una meravigliosa opportunità di comprensione empatica dell’opera di questo straordinario, tenace, visionario sognatore di ecosistemi. Fino ad allora, ero stato affascinato, come tutti, dalla sua capacità di dare vita ad ambienti digitali complessi e spettacolari. Avevo goduto della sua abilità a orchestrare il colore, dal coraggio di usarlo senza reticenze, con gioiosa generosità, senza mai aver paura di apparire troppo massimalista - ossia, l’opposto di minimalista, un gusto che ha dominato gli anni della sua formazione e che non ha mai abbandonato del tutto il mondo dell’arte contemporanea, fino a condizionare la concezione dei suoi spazi, quel “cubo bianco” che, come vedremo, Chevalier viola costantemente e ostinatamente. Avevo capito che l’arte di Chevalier va abitata, anche quando non si manifesta in lussureggianti proiezioni parietali o pavimentali, che rispondono all’interazione dello spettatore, ma nelle forme più tradizionali della stampa, della scultura, dell’installazione o dell’animazione generativa su schermo. Avevo notato il suo desiderio vorace di sperimentare con qualsiasi soluzione e innovazione tecnologica, un desiderio che di solito guardo con sospetto in altri artisti, in cui l’uso dell’innovazione tende a mascherare un’assenza di sostanza, e lo sforzo di adombrare una fondamentale mancanza di cose da dire, o un’incapacità di tenere il passo del dibattito culturale contemporaneo, facendosi scudo della bruciante attualità del mezzo tecnico utilizzato. Ma Miguel Chevalier sa bene di non essere moderno perché usa il computer, e il piacere sperimentale con cui gioca con la prototipazione rapida, la stampa 3D o l’ologramma, l’attenzione con cui segue lo sviluppo tecnologico e aggiorna i suoi linguaggi alle nuove possibilità operative che gli vengono messe a disposizione da computer con schede grafiche e capacità di memoria sempre più evolute sono sempre funzionali alla continuità di un discorso coerente e maturo; e hanno un che di genuino e infantile, nel senso positivo del termine - come Pascoli e Baudelaire, Chevalier sa bene che essere artista vuol dire coltivare e seguire il bambino che è in noi.
Ma è stato, dicevo, osservando dall’alto le persone abitare i suoi ambienti che ho sviluppato una comprensione empatica del suo lavoro, cogliendone quello che credo ne sia l’aspetto essenziale. Le persone si muovono libere nelle sue installazioni. Dopo i primi abbozzati tentativi di sperimentare le forme più macchinose di interazione a cui ci hanno abituati i dispositivi che ci circondano e certe installazioni interattive - sventolare le braccia, toccare, battere i piedi o le mani; di comprendere, cioè, la forma dell’interazione, capiscono che non c’è nulla da imparare. Gli ambienti di Chevalier non vanno “interagiti”, vanno abitati, nella maniera più naturale possibile. Sono loro a reagire, non alla nostra interazione, ma alla nostra semplice presenza…

Domenico Quaranta


Sono affascinato dall’abbondanza delle immagini, gioiose e tragiche, che i media ci offrono quotidianamente. Queste immagini saranno dimenticate e rimpiazzate da altre o, se rimangono, amplificheranno un accadimento effimero. L’unica condizione contemporanea di esistenza di un’immagine è la ripetizione, la persistenza. La nozione di necessità, di sopravvivenza è sempre presente.

Miguel Chevalier
, 1986


Miguel Chevalier, nato nel 1959 a Città del Messico, risiede a Parigi dal 1985. Diplomatosi a Parigi prima all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi (1981) e poi all’Ecole Nationale Supérieure des Arts Décoratifs (1983), dal 1978 Miguel Chevalier si è dedicato esclusivamente ai computer intesi come mezzo di espressione artistica. L’opera sperimentale e multidisciplinare di Miguel Chevalier è ricca di riferimenti attinti alla storia dell’arte che egli riformula poi utilizzando gli strumenti dell’informatica.
Miguel Chevalier ha realizzato numerose mostre e installazioni per musei, spazi culturali e festival internazionali in tutto il mondo, come il Filux Festival in Messico nel 2013, il Museo di Arte Moderna Céret (Francia) nel 2014, la Cappella del King's College a Cambridge nel 2015. Ha ugualmente prodotto una serie di progetti in spazi pubblici e opere connesse all’architettura, come la facciata dell’edificio che ospita il Cinéma des Fauvettes a Parigi nel 2015.

Jacopo Baboni Schilingi, nato a Milano nel 1971, è identificato come appartenente al circolo della musica detta "erudita", che mette in primo piano la scrittura e l'interattività. Diplomato in composizione nel 1994, è uno dei compositori più rappresentativi della sua generazione. Riconosciuto sia nell’ambito dei cosiddetti conservatori classici e sale da concerto, sia come un nuovo riferimento dell’espressione artistica multidisciplinare che combina immagini, architettura e interazione con il pubblico. Il suo lavoro con Arman nel 2000 ha avviato una serie di collaborazioni con Miguel Chevalier, Jean-Pierre Balpe, Alainm Fleischer, Elias Crespin, Sarkis, etc. Quest’anno Baboni Schilingi è Deputy Artistic Director del Festival Internazionale EMW-2015 a Shanghai, "visiting professor" presso la Harvard University negli Stati Uniti e di Guest professor al Conservatorio di Wuhan in Cina.


COLLEZIONE D’ARTE UNICREDIT

La raccolta del Gruppo presenta oltre 60.000 opere, da reperti antichi a capolavori dei grandi Maestri del passato come Girolamo Savoldo, Dosso Dossi, Pietro Longhi.
La collezione comprende inoltre opere di Maestri moderni come Yves Klein, Fernand Léger, Giorgio de Chirico, Kurt Schwitters, Oskar Kokoschka, Gustav Klimt e artisti contemporanei di spicco quali Christo, Georg Baselitz, Gerhard Richter, Andreas Gursky, Giulio Paolini. Un corpus di più di 4.000 fotografie storiche e contemporanee completa la collezione. La collezione è valorizzata grazie a numerosi prestiti a mostre temporanee, comodati a prestigiose istituzioni, allestimenti in uffici e filiali del gruppo e attraverso mostre internazionali ideate e realizzate dalla banca.


Onde Pixel - Lo Sguardo di… Miguel Chevalier
Dal
26 luglio al 28 agosto 2016

Orari: martedì-domenica, 10.00 - 19.00
Ingresso: libero
Info: www.unicreditpavilion.it - Numero Verde 800 184949
Contatti: Media Relations - Tel +39 02 88623569 - mediarelations@unicredit.eu - 
@UniCredit_PR; +UniCreditGroup; Instagram: UniCredit_PR

UniCredit Pavilion
Piazza Gae Aulenti, 10
Milano

 

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