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Ercolano e Pompei visioni di una scoperta, m.a.x. museo, Chiasso, fino al 06/05/2018


In occasione dei 280 anni dalla scoperta di Ercolano e dei 270 anni da quella di Pompei, la mostra mette in luce come il ritrovamento di due tra i siti archeologici più importanti al mondo sia stato comunicato, studiato e documentato, tra il Settecento e gli inizi del Novecento, attraverso lettere, taccuini acquerellati, incisioni, litografie, disegni, rilievi, matrici, gouaches, fotografie e le prime cartoline, che vengono affiancati, nel percorso espositivo, da 23 preziosi reperti archeologici (Ercolano e Pompei, I secolo a.C. - I secolo d.C.), conservati nei depositi del MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli e presentati per l’occasione.

Erote e caprone, Ercolano, I secolo d.C., Intonaco dipinto, 30 x 40 x 5 cm, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

La rassegna testimonia come autori quali, Karl Jacob Weber e William Gell, Giovanni Battista e Francesco Piranesi, François Mazois e Philipp Hackert, nonché disegnatori, incisori e cultori dell’antico fino ai fratelli Alinari, contribuirono alla fortuna storica e critica delle due città dissepolte.

Pompei. Foro Civile - Panorama generale, F.lli Alinari IDEA, 1910-1950, Cartolina-fotografia, 9,1 x 14,2 cm, Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Ercolano e Pompei: visioni di una scoperta, promossa e realizzata dal m.a.x. museo di Chiasso in collaborazione con il MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è curata da Pietro Giovanni Guzzo, già Soprintendente dei Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Maria Rosaria Esposito, responsabile della Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso.

Statuetta di fauno, Ercolano, I secolo d.C., Marmo, H 38 cm, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

L’esposizione propone oltre 300 opere provenienti da più di 20 istituzioni di 4 paesi (Svizzera, Italia, Francia e Stati Uniti), fra cui diversi inediti esposti per la prima volta, come l’anello di re Carlo di Borbone, il taccuino con disegni acquerellati e annotazioni del nobiluomo inglese William Gell e la prima raffigurazione cartografica di Pompei ad opera del naturalista-botanico François de Paule Latapie, ma anche il corpus, riunito per la prima volta, di tre piante di Pompei ed Ercolano dell’ingegnere svizzero Karl Jakob Weber.

Planimetria della Villa dei Papiri, Karl Jakob Weber, 1754-1758, Inchiostro, matita e acquarello su carta, 59 x 135 cm, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

L’esposizione è promossa e realizzata dal m.a.x. museo di Chiasso in collaborazione con il MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MiBACT - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) - che accoglierà la tappa italiana dal 29 giugno al 30 settembre 2018 con uno specifico allestimento- e gode del patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Lugano.

Il percorso espositivo inizia dalla metà del Settecento, quando studiosi e appassionati dell’antico incominciano a descrivere i ritrovamenti, inizialmente sporadici e casuali, attraverso le lettere. È il caso di J.J. Winckelmann, a cui si aggiungono nel 1762 i commenti sulla conduzione degli scavi, come nelle lettere del conte di Caylus, collezionista e archeologo, di Goethe o più tardi, a inizio Ottocento le puntuali osservazioni di Stendhal.

Rilievo Corteo bacchico da Ercolano stampa inedita in Antichità di Ercolano esposte tomo IX, tavola 79, p. 75 30 cm x 40 cm Biblioteca, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Il viaggio del Grand Tour a fine Settecento annovera ormai come tappa obbligata Napoli, Pompei ed Ercolano. Molti artisti, architetti e cultori d’arte di tutta Europa - incuriositi dalle notizie che circolavano e dalla divulgazione delle prime incisioni promosse dal sovrano illuminato Carlo III di Borbone con soggetto “Le Antichità di Ercolano esposte” - iniziano a disegnare dal vivo, appuntando sul proprio taccuino di viaggio schizzi, disegni acquerellati e note scritte.

Giovanni Morghen disegnò e Filippo Morghen incise Nereide su mostro marino in Antichità di Ercolano esposte – Le pitture antiche, Napoli, 1762 tomo III, tavola 16, p. 87 acquaforte 23,9 cm x 33,2 cm Biblioteca dell’Accademia di architettura, Mendrisio

Sono necessari permessi speciali e le preziose notizie su Ercolano e Pompei fanno il giro del mondo, come nel caso del nobiluomo William Gell, che lascia un taccuino inedito denso di annotazioni - esposto in mostra - che confluirà in diverse pubblicazioni, fra cui la celebre “Pompeiana”. La colonia degli inglesi è, in effetti, molto attiva nel disegnare e ritrarre gli scavi, allo scopo di pubblicare testi corredati da incisioni per far conoscere l’antico.

In relazione a tale fenomeno, si inserisce la produzione delle splendide acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi che ritraggono in maniera suggestiva sia Ercolano che Pompei.

Porta Ercolano, Necropoli di Porta Ercolano, tombe monumentali, Veduta della porta dell’antica città di Pompei, Disegnatore Jean-Louis Desprez, Incisore Francesco Piranesi, in Topografia delle fabbriche scoperte nella città di Pompei, tav. 2, 1789, Acquaforte

Con l’inizio dell’Ottocento il disegno si fa preciso e prospettico, e fa capolino la nuova tecnica fotografica.

Luigi Capaldo Scavo archeologico a Pompei 1860 ca. disegno su carta vergata china e acquarello 31,5 cm x 45,4 cm Museo Nazionale San Martino, Napoli

Nei primi decenni del Novecento, le cartoline in litografia o cromolitografia diventano un usuale mezzo di comunicazione per veicolare le immagini dei luoghi visitati, inserendo così nel loro repertorio anche le città dissepolte di Ercolano e Pompei, che costituiscono tappe obbligate del nascente fenomeno del turismo.

A contestualizzare il racconto, sono esposti una ventina di reperti archeologici originali, come gioielli, tra cui l’anello di Carlo o il bracciale della Casa del Fauno, piccole teste in bronzo, lacerti di affreschi.

Anello di Carlo III oro e sardonica, diametro 2 cm, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Bracciale serpentiforme, Pompei, Casa del Fauno, I secolo a.C. – I secolo d.C, Oro, Diam. 9 cm, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Fra le opere pittoriche in mostra il ritratto di Latapie e la ricostruzione di una casa pompeiana di Luigi Bazzani proveniente da New York dal Dahesh Museum.

Accompagna la mostra un catalogo bilingue italiano-inglese (Éditions d’Art Albert Skira, Ginevra, 2018).


Il m.a.x. museo, inaugurato il 12 novembre 2005 su iniziativa della Fondazione Max Huber-Kono di Chiasso, dal 2010 è divenuto un’istituzione pubblica del Comune di Chiasso.
La missione del m.a.x. museo è quella di divulgare la conoscenza della grafica, del design, della fotografia e della comunicazione visiva contemporanea.
Col termine di “grafica” s’intende il settore della produzione artistica orientato alla progettazione e alla realizzazione di prodotti di comunicazione visiva e, in particolare, il graphic design (progettazione grafica) e la grafica d’arte (o grafica storica).
L’aspirazione del m.a.x. museo è quella di costituire un ponte tra il passato e le nuove generazioni di grafici e di designer.
La sede del m.a.x museo si trova in prossimità del Cinema Teatro e dello Spazio Officina, posizione che permette di creare un’interrelazione tra le principali strutture culturali realizzate nella cittadina di confine e, nel contempo, costituire un nuovo e importante Centro Culturale Chiasso caratterizzato da contenuti espositivi e teatrali di respiro internazionale.
La programmazione delle attività dello Spazio Officina riguarda, più in generale, le arti e la cultura contemporanea volte verso la sperimentazione e il work in progress; sono comunque strettamente correlate alla vocazione del m.a.x. museo.
Il museo, opera degli architetti Pia Durisch e Aldo Nolli, il m.a.x. museo si distingue per spazi ampi, luminosi, neutri e semplici, in modo da lasciare la massima visibilità ai contenuti. Gli architetti lo hanno progettato pensando a grafico Max Huber e alla sua opera, trovando affinità tra il loro modo di vivere l’architettura e il suo modo di operare.
La facciata del m.a.x. museo è un’immensa vetrina translucida. Di notte l’intercapedine della facciata è illuminata, rendendo visibili i contenuti e illuminando la città come una sorta di “lanterna”.


Ercolano e Pompei visioni di una scoperta
A cura di
: Pietro Giovanni Guzzo, Maria Rosaria Esposito, Nicoletta

Ossanna Cavadini
Dal 25/02/ al 06/05/2018
Biglietti: Intero  CHF 10.- / €. 10; Ridotto (AVS, AI, studenti, TCS, TCI, FAI SWISS, FAI, convenzionati) CHF 7.- / €. 7; Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone CHF 5.- / €. 5; Metà prezzo Chiasso Card; Gratuito
(bambini fino a 7 anni, giornalisti, Passaporto Musei svizzeri, ICOM, Visarte, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo); Entrata gratuita

ogni prima domenica del mese; Ingresso cumulativo m.a.x. museo + Spazio Officina Intero CHF 12.- / €. 12; Ingresso cumulativo m.a.x. museo + Spazio Officina; Ridotto (AVS, AI, studenti, TCS, TCI, FAI SWISS, FAI, convenzionati) CHF 10.- / €. 10; Ingresso cumulativo m.a.x. museo + Spazio Officina, Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone
CHF 7.- / €. 7
Orari m.a.x. museo: martedì/domenica 10.00 - 12.00, 14.00 - 18.00; lunedì chiuso; da lunedì 30.07.2018 a lunedì 20.08.2018 compresi: chiusura estiva
Orari Spazio Officina: martedì/venerdì 14.00 - 18.00 sabato-domenica-aperture speciali 10.00 - 12.00, 14.00 − 18.00; lunedì chiuso
Aperture speciali: lunedì 19 marzo 2018 (San Giuseppe), domenica 1° aprile 2018 (Pasqua), lunedì 2 aprile 2018 (Pasquetta); Chiuso:
venerdì 30 marzo 2018 (Venerdì Santo), sabato 31 marzo 2018 (Sabato Santo), martedì 1° maggio 2018 (Festa del lavoro)
Ufficio stampa Italia: CLP Relazioni Pubbliche, Milano - Anna Defrancesco Gatti - t +39 02 367 55 700, m +39 349 61 07 625 - anna.defrancesco@clponline.itwww.clponline.it
Ufficio stampa Svizzera e Insubria: Amanda Prada - m +41 76 563 34 77 - t +41 91 6950888 - ufficio.stampa@maxmuseo.ch (Svizzera) - press@maxmuseo.ch (Insubria)

m.a.x. museo
Via Dante Alighieri 6
6830 Chiasso CH
T. +41 (0)91 695 08 88 - F. +41 (0)91 695 08 96 - info@maxmuseo.ch

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