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Bacon, Monaco e la cultura francese, Grimaldi Forum, Monaco

La mostra Bacon, Monaco e la cultura francese, dal 2 luglio al 4 settembre 2016, ha come curatore Martin Harrison, autore del catalogo ragionato di Francis Bacon.
La mostra è realizzata con la collaborazione di The Estate of Francis Bacon a Londra e della Francis Bacon MB Art Foundation a Monaco.

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La mostra che presenta oltre sessanta opere dell’artista è uno dei progetti più ambiziosi che gli siano stati dedicati da tempo.
Il Grimaldi Forum invita il pubblico a scoprire l’opera di Francis Bacon (nato a Dublino nel 1909, morto a Madrid nel 1992 e vissuto a Londra, Parigi e Monaco), da un punto di vista inedito, ossia quello dell’influenza della cultura francese e degli anni trascorsi a Monaco.
Esposti importanti trittici dell’artista e alcuni suoi quadri più significativi accanto ad altri meno noti, raggruppati secondo un criterio tematico, con particolare enfasi sulle opere che hanno attinenza più o meno diretta con la Francia e Monaco.
Una delle particolarità della mostra consiste nell’offrire una panoramica comparativa mirata a illustrare le opere dei grandi maestri da cui Francis Bacon ha preso spunto: Giacometti, Léger, Lurçat, Michaux, Soutine, Toulouse-Lautrec, ecc..
La selezione delle opere provenienti da collezioni pubbliche e private è stata fatta nell’auspicio di evidenziare pienamente l’eloquenza e la potenza della pittura di questo “mostro sacro” dell’arte.
Tra le grandi istituzioni prestatrici vanno ricordate la Tate Britain e l’Arts Council Collection di Londra, l’Art Gallery di Sydney, il Centre Pompidou di Parigi oltre a numerose collezioni private.


Francis Bacon si immerge profondamente nella cultura francese fin dal suo primo soggiorno a Parigi verso la fine degli anni 1920. Nella primavera del 1927 l’artista allora diciassettenne si stabilisce a Chantilly dove lo accoglie la famiglia Bocquentin che gli insegna il francese. Nello stesso anno in occasione di una mostra alla Galerie Paul Rosenberg a Parigi, ha occasione di ammirare per la prima volta i quadri di Picasso, un’esperienza determinante che lo convincerà a seguire la sua vocazione pittorica.
Nel mese di luglio 1946, dopo aver venduto il quadro Dipinto 1946 a Erica Brausen che due anni più tardi diventa la sua agente, Bacon lascia Londra per trasferirsi nel Principato dove soggiorna fino ai primi anni 1950.
È a Monaco che dipinge il primo “papa” essenzialmente ispirato al Ritratto di Papa Innocenzo X di Velázquez e inizia a concentrarsi sulla figura umana. È una svolta decisiva nella sua produzione artistica tanto che sarà conosciuto in seguito come l’artista figurativo più enigmatico del dopoguerra.
Sebbene in vita la Tate Gallery gli abbia dedicato due retrospettive nel 1962 e nel 1985, è la mostra al Grand Palais di Parigi del 1971 l’evento più significativo della sua carriera. Solo Picasso aveva avuto nel 1966, quand’era ancora in vita, il privilegio di una retrospettiva al Grand Palais.
Un’edizione itinerante della mostra, focalizzata sui rapporti dell’artista con la Spagna, Francis Bacon da Picasso a Velázquez sarà allestita al Guggenheim Museum di Bilbao dal 30 settembre 2016 all’8 gennaio 2017.


Francis Bacon nasce da genitori inglesi il 28 ottobre 1909 a Dublino. Il padre, Eddy Bacon, capitano della fanteria leggera dell’esercito britannico in pensione originario di Durham, ha avviato una nuova attività come allenatore di cavalli; la madre Christina, è l’ereditiera di un cospicuo patrimonio proveniente dalla società siderurgica di famiglia. Francis è il secondo figlio di cinque tra fratelli e sorelle.
1915. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la famiglia di Bacon ritorna a vivere a Londra dove il padre fa parte della riserva dell’esercito britannico per cui lavora.
1918. I genitori vanno ad abitare a Farmleigh, la residenza della nonna, vicino a Abbeyleix in Irlanda. Saranno frequenti in seguito i traslochi della famiglia tra l’Irlanda e l’Inghilterra.
1927. Dopo una violenta discussione con il padre, Bacon va via di casa per trasferirsi a Londra dove vive da bohémien guadagnandosi da vivere con vari lavori saltuari. In primavera si stabilisce a Parigi dove conosce Yvonne Bocquentin che decide di prenderlo sotto la sua protezione e gli offre una camera nella sua casa di Chantilly. Da lei impara il francese e viene presentato nella società che conta a Parigi. Nella capitale ha occasione di scoprire le opere di Picasso esposte alla galleria Paul Rosenberg, un incontro che sarà il “catalizzatore” della sua vocazi one di pittore.
1929. Alla fine del 1929 ritorna a Londra, si stabilisce al 17 di Queensberry Mews West nel quartiere di South Kensington e inizia una carriera di interior designer. Convive con Eric Allden, suo compagno e primo collezionista. Dall’anagrafe risulta che allo stesso indirizzo abita anche la sua governante Jessie Lightfoot. Bacon dipinge Acquarello 1929, il primo quadro giunto fino ai giorni nostri.
1930. Bacon conosce l’artista australiano Roy De Maistre, suo primo mentore e certamente quello cui deve essenzialmente la sua formazione. A novembre espone le sue creazioni di design e alcune delle sue prime tele.
1933. In ottobre la sua Crocifissione, 1933, viene pubblicata nel libro Art Now di Herbert Read. Douglas Cooper, scrittore e mercante d’arte, vende il quadro al grande collezionista Michael Sadler.
1934. A febbraio si tiene la sua prima personale alla Transition Gallery di Londra, ma l’accoglienza fredda riservata alle sue opere lo convince a distruggerne la maggior parte.
1936. Durante l’estate le sue opere non vengono accettate alla prima Esposizione surrealista internazionale della Burlington Gallery di Londra, perché giudicate non abbastanza surreali.
1937. Bacon viene accettato alla mostra cui espongono dieci Young British Painters organizzata a Londra da Eric Hall, suo amante e mecenate dall’inizio degli anni 1930.
1939. Bacon viene riformato perché soffre di asma e non si arruola all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.
1940. Bacon presta servizio come volontario nei Civil Defence Services, istituiti allo scoppio della guerra per la protezione dei civili dai bombardamenti aerei. Si trova a Monaco quando lo raggiunge la notizia della morte del padre.
1943. L’asma si aggrava costringendolo a interrompere il servizio nei Civil Defence Services. Bacon va ad abitare al piano terreno della casa al 7 di Cromwell Place, in South Kensington a Londra, dove aveva vissuto a suo tempo il pittore preraffaellita John Everett Millais.
1945. Tre studi per figure alla base di una Crocifissione, 1944 - il suo primo trittico - viene esposto in una collettiva alla Lefevre Gallery di Londra nell’aprile del 1945.
1946. Graham Sutherland gli presenta Erica Brausen che acquista da lui Dipinto, 1946, pagato 200 sterline. Con i proventi di questa vendita, Bacon parte per Monaco dove si stabilisce con Eric Hall e la sua governante Jessie Lightfoot. Il 5 luglio diventano residenti monegaschi.
1947. Verso il 1947 a Monaco inizia a dipingere sul retro della tela senza imprimitura.
1948. Conosce Muriel Belcher che ha appena inaugurato il club Colony Room nel quartiere londinese di Soho di cui diventa frequentatore abituale insieme agli amici e artisti Lucien Freud, John Minton, Frank Auerbach, Denis Wirth Miller, ecc.. Erica Brausen è la sua prima mercante d’arte e riesce a far acquistare Dipinto, 1946, da The Museum of Modern Art di New York. È il primo quadro di Bacon che entra a far parte delle collezioni di un museo. Dal novembre del 1948 al novembre del 1949, Bacon continua ad abitare a Villa Souka-Hati a Monaco con Jessie Lightfoot.
1949. Prende in affitto Villa Frontalière a Monaco, dal 1949 ai primi anni 1950.
1951. Personale alla Hanover Gallery di Londra a dicembre.
1952. Inizia un rapporto passionale e burrascoso con Peter Lacy, ex pilota della Royal Air Force.
1953. In ottobre, prima personale dell’artista negli Stati Uniti, alla Durlacher Brothers Gallery di New York.
1954. In marzo inizia la serie Uomo in blu. In giugno espone alla Hanover Gallery e nello stesso mese alcune sue opere rappresentano l’Inghilterra alla Biennale di Venezia accanto a quelle di Freud e Nicholson. Durante l’estate va a Roma con Peter Lacy e di proposito (stando a quanto dice lui stesso) non va a vedere il Ritratto di Papa Innocenzo X di Velázquez a Palazzo Doria Pamphilj.
1955. Inizia la serie su William Blake che gli commissiona il compositore Gerard Schurmann, per la copertina del suo disco dedicato a nove poemi di William Blake.
1956. In giugno va a trovare Peter Lacy a Tangeri dove ritorna regolarmente.
1957. In febbraio Parigi gli dedica la prima personale alla galleria Rive Droite. E in marzo espone la serie dei Van Gogh alla Hanover Gallery di Londra.
1958. Mostra personale in Italia. I rapporti con la Hanover Gallery si guastano e in ottobre Bacon la lascia per passare alla Marlborough Fine Art Gallery, che lo rappresenta fino alla fine dei suoi giorni. Verso fine anno finisce la burrascosa relazione con Peter Lacy.
1960. A marzo espone per la prima volta alla Marlborough Fine Art Gallery di Londra.
1961. In autunno si trasferisce in Reece Mews, che resterà fino alla morte la sua casa e il suo atelier a Londra.
1962. A maggio la Tate Gallery organizza la sua prima retrospettiva e per questa occasione dipinge i Tre studi per una crocifissione, 1962. Il giorno dell’inaugurazione della mostra, un telegramma lo informa che Peter Lacy è morto a Tangeri. Tramite Isabel Rawsthorne conosce Giacometti. Verso il 1962 commissiona a John Deakin una serie di scatti fotografici che gli serviranno come materiale da lavoro.
1963. In autunno conosce George Dyer che diventa suo amante e sua musa. In ottobre, retrospettiva al museo Solomon R. Guggenheim di New York.
1964. Pubblicazione del primo catalogo ragionato dell’opera di Bacon a cura di Ronald Alley.
1965. Alla retrospettiva di Giacometti alla Tate Gallery, Bacon conosce Michel Leiris,che diventa un suo amico intimo e che scriverà dei testi imprescindibili per conoscere l’arte di Bacon.
1966. In novembre, personale alla galleria Maeght di Parigi.
1968. In novembre va per la prima volta negli Stati Uniti insieme a George Dyer, in occasione della sua mostra alla Marlborough-Gerson Gallery di New York. Dyer tenta il suicidio all’Hotel Algonquin dove alloggia la coppia.
1971. In aprile la madre muore in Sud Africa. Dal 27 ottobre gli viene tributato l’onore di una grande retrospettiva al Grand Palais di Parigi. Il 24, cioè due giorni prima dell’inaugurazione, George Dyer viene trovato morto all’Hotel des Saints-Pères. Un mese dopo, dipinge il primo dei suoi trittici neri in ricordo di Dyer.
1972. In maggio muore a Brighton John Deakin.
1974. Si trattiene sempre più spesso a Parigi dove alloggia in un appartamento-atelier al 14 di rue de Birague, nei pressi di Place des Vosges al Marais.
1975. Conosce lo storico dell’arte Eddy Batache e l’esperto d’arte Reinhard Hassert, che saranno suoi più cari amici e confidenti negli ultimi diciassette anni di vita. A marzo si reca a New York per la sua mostra al Metropolitan Museum of Art e in quell’occasione conosce Andy Warhol e Robert Rauschenberg.
1976. Conosce John Edwards che sarà suo compagno e l’amico più caro fino alla morte. In luglio espone le sue opere al Museo Cantini di Marsiglia.
1977. In gennaio la galleria Claude Bernard di Parigi gli dedica una mostra. Michel Leiris scrive l’introduzione per il catalogo.
1978. Una sua mostra itinerante viene inaugurata a Città del Messico verso la fine del 1977 e a Caracas nel febbraio seguente. L’artista espone a Madrid alla Fundación Juan March e a Barcellona alla Fundació Joan Miró.
1979. In ottobre muore Muriel Belcher, proprietaria del club Colony Room di Soho e sua grande amica.
1980. Muore Sonia Orwell. Fin dai primi anni 1950 nella cerchia delle frequentazioni di Bacon, aveva contribuito a presentarlo alle persone che contano nel campo delle arti e delle lettere nella Parigi degli anni 1970.
1981. In marzo muore la sorella Winifred.
1983. Prima mostra in Giappone, al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo, successivamente esposta anche a Kyoto e a Nagoya.
1984. In gennaio si inaugura una mostra alla galleria Maeght-Lelong di Parigi. Bacon lascia l’appartamento parigino.
1985. A maggio la Tate Gallery gli dedica una seconda retrospettiva in cui sono esposte 125 sue opere.
1987. Bacon espone alla galleria Lelong di Parigi. Conosce José Capelo.
1988. Mosca gli dedica una retrospettiva. Dipinge la seconda versione del Trittico, 1944.
1989. In febbraio muore la cugina Diana Watson, una delle sue prime collezioniste. In ottobre inaugura un’importante retrospettiva al Hirshhorn Museum and Sculpture Garden del Smithsonian Institution di Washington, successivamente esposta nel 1990 al Los Angeles County Museum of Art, e infine a The Museum of Modern Art di New York.
1990. Bacon va a Madrid per visitare la mostra che il Prado dedica a Velázquez; poi a Colmar in Alsazia per vedere la grande e composita pala d’altare di Grünewald a Isenheim. Michel Leiris muore il 30 settembre.
1991. Dipinge il suo ultimo trittico intitolato Trittico, 1991.
1992. In gennaio muore Isabel Rawsthorne. In aprile, contro il parere del medico curante, Bacon va a Madrid per incontrare José Capelo. Pochi giorni dopo il suo arrivo viene ricoverato nella Clinica Ruber per una polmonite aggravata da una crisi asmatica. Muore il 28 aprile per una crisi cardiaca.


Alla morte di Francis Bacon la proprietà della sua opera è passata nella sua interezza all’ unico erede, John Edwards, compagno e amico degli ultimi sedici anni di vita dell’artista. Nel 1998 Edwards ha donato l’atelier di Reece Mews alla Dublin City Gallery, The Hugh Lane. Dopo la morte di Edwards nel 2003, una parte cospicua del fondo di Francis Bacon è stata destinata a opere benefiche a nome di Francis Bacon. Attualmente The Estate of Francis Bacon e di John Edwards provvede al finanziamento del catalogo ragionato dell’opera di Francis Bacon e ha istituito una borsa di ricerca per ricostruire la biografia dell’artista. Sostiene inoltre una numerosa e varia produzione di mostre, pubblicazioni, filmati e finanzia dei progetti di ricerca sul pittore e la sua epoca.

The Estate of Francis Bacon
7 Reece Mews
Londra
SW7 3HE

mail@francis-bacon.com - www.francis-bacon.com


Martin Harrison è l’autore del catalogo ragionato di Francis Bacon pubblicato il 28  aprile 2016.
Le sue precedenti pubblicazioni riguardano l’arte e la fotografia del XIX e XX secolo, ed è stato il curatore di mostre organizzate nel Regno Unito (Victoria & Albert MuseumNational Portrait Gallery; Ashmolean Museum), in Italia, negli Stati Uniti e in Messico. È stato co-curatore della mostra dedicata a Bacon alla Kunstsammlung Nordrhein - Westfalen di Dusseldorf nel 2006 e nel 2013 della mostra Francis Bacon/Henry Moore: Chair et Os, presso l’Ashmolean Museum a Oxford.
Il suo primo saggio pubblicato su Francis Bacon è del 1999.
È l’autore di In Camera: Francis Bacon - la Photographie, le film et la pratique de la peinture (Thames & Hudson, 2005) e, con Rebecca Daniels di Francis Bacon: Incunabula (Thames & Hudson, 2008).
Nel 2009 ha curato una raccolta di nove saggi originali intitolata Francis Bacon - de Nouvelles Études: Essais du Centenaire, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’artista.
Dal 2003 sono numerosi i saggi su Francis Bacon pubblicati da Martin Harrison, in particolare come contributi a cataloghi di mostre, importanti approfondimenti sulla pittura di Bacon del 1927 per Christie’s, Sotheby’s e Phillips de Pury a Londra, New York e Parigi, e infine degli articoli dedicati a Bacon per The Art Newspaper Burlington Magazine.


  • Perché Monaco ha avuto un ruolo importante nel percorso artistico di Francis Bacon?

Martin Harrison: "Durante il periodo monegasco tra il 1946 e il 1949, Bacon si dedica a rielaborare radicalmente le proprie idee sull’arte e decide a quale soggetto dedicarsi. Conserva molto poco di quanto dipinto allora, ma dal 1949 in avanti si consacra come il pittore del corpo e dello spirito umano. E’ evidentemente a Monaco che matura questa sua decisione."

  • Quali segni della cultura francese si ravvisano più chiaramente?

Martin Harrison: "In Bacon l’unico riferimento illustre alla storia dell’arte è forse i l Ritratto di Innocenzo X di Velázquez. Per quanto riguarda l’esecuzione dei quadri invece, si richiama più direttamente ad artisti francesi o comunque vissuti in Francia, come Degas, Manet, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Gauguin, Picasso, Giacometti, che lasciano in tutta la sua opera tracce evidenti."

  • Perché la mostra al Grimaldi Forum Monaco sarà un evento di grande rilievo?

Martin Harrison: "Per quanto strano possa sembrare, dal momento che era noto l’amore di Bacon sia per la Francia e per l’arte e la cultura francese, che per Monaco, nessuna mostra ha mai cercato di chiarirne il significato né in Francia né a Monaco.
Francis Bacon, Monaco e la cultura francese è la prima mostra ad analizzare questo vicendevole rapporto, attraverso più di sessanta quadri appositamente selezionati."

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Orari : Aperta ogni giorno dalle ore 10 alle 20 - Apertura serale tutti i giovedì fino alle 22.00
Biglietto di ingresso: Intero: 10 €; Ridotto: Gruppi (più di 10 persone) 8 € - Studenti (con meno di 25 anni su presentazione di un documento di identità)  8 € - Anziani (con più di 65 anni) 8 € - GRATUITO per i minori di 18 anni

Visite guidate: 8€, ogni giovedì e domenica alle 14.30 e alle 16.30, fino a esaurimento posti (massimo 25 persone)
Audioguide: 5€, disponibili anche tramite l’applicazione Events.
Accessibilità: L’esposizione è accessibile alle persone con disabilità o mobilità ridotta
Atelier per bambini: dal 4 luglio al 15 luglio 2016; Bambini da 4 a 6 anni, mattina dalle 10.00 alle 12.00; Bambini da 7 e 11 anni, pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00
Biglietteria: Grimaldi Forum Tel. +377 99 99 3000 - Fax +377 99 99 3001; biglietteria online: ticket@grimaldiforum.mc e punti vendita FNAC.
Catalogo della mostra: prezzo al pubblico 39€. Data di pubblicazione: giugno 2016; Formato: 29 x 24 cm. 150; illustrazioni. 272 pagine circa. Edizione bilingue francese e inglese. Con i contributi di Martin Harrison, Eddy Batache, Catherine Howe, Dr Darren Ambrose, Dr Rebecca Daniels, Dr Carol Jacobi, Dr James Wishart, Amanda Harrison. Coedizione: Albin Michel / Francis Bacon MB Art Foundation.
Informazioni: Hervé ZORGNIOTTI, Directeur Communication: Tel. +377 99992502 - hzorgniotti@grimaldiforum.com - www.grimaldiforum.com

Ufficio Stampa: Nathalie Varley - tel: +377 99 99 25 03 - nvarley@grimaldiforum.com

Espace Ravel del Grimaldi Forum Monaco
10, avenue Princese Grace

98000 Monaco

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