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Un Lotto riscoperto, Lorenzo Lotto, Accademia Carrara, Chiesa di San Bernardino, Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo

Lorenzo Lotto attraverso Bergamo
dal 3 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017


Un grande progetto espositivo che si articola nella mostra Un Lotto riscoperto, presso Accademia Carrara, nell’itinerario in città Lorenzo Lotto Tour - LLT, organizzato dalla Fondazione Adriano Bernareggi, e nella visita al Coro della Basilica di Santa Maria Maggiore, proposta dalla Fondazione MIA.


"Un anno dopo Io sono il Sarto Accademia Carrara punta ancora l’attenzione su uno di quegli artisti che oggi si definiscono identitari per un museo. Quel Lorenzo Lotto irrequieto, visionario, modernissimo di cui la nostra pinacoteca conserva una delle maggiori raccolte al mondo. E proprio perché irrequieto e visionario, infallibile fotografo delle più sottili sfumature psicologiche, molto amato e studiato nel Novecento. Nonostante una simile ricchezza di studi, posso qui dire con orgoglio che l’esposizione è “ad alto tasso di novità”. Il museo come produttore di novità. Ma anche come chiave, per scoprire un territorio che ha moltissimo da offrire.
Giorgio Gori, presidente Fondazione Accademia Carrara
"Un percorso prezioso e, insieme, approfondito, nel mondo creativo di Lorenzo Lotto, pittore che non cessa mai di affascinarci. Invenzioni visionarie e dettagli umanissimi, luci tremule e composizioni sofisticate, volti indimenticabili e gesti espressivi da scoprire in un itinerario intenso che conta, tra capolavori riconosciuti, inediti e novità."
Emanuela Daffra, direttore Fondazione Accademia Carrara
La Diocesi di Bergamo ha accolto volentieri l'invito a prendere parte attiva nella realizzazione di questo nuovo approfondimento su Lorenzo Lotto, che vede la collaborazione tra Accademia Carrara, Ufficio Beni culturali, Fondazione Adriano Bernareggi e le parrocchie cittadine. Molti dei capolavori che Lotto ha realizzato sono stati commissionati dalle chiese delle contrade della città, dove tutt'oggi sono custoditi con grande attenzione e passione. Il desiderio di guidare i visitatori in un percorso agile e articolato attraverso questi luoghi di fede e bellezza si concretizza in Lorenzo Lotto Tour - LLT, ideato dalla Fondazione Bernareggi: un viaggio che, a partire dal "museo diffuso" nella città, approda alla Carrara e da qui idealmente riparte in cerca di nuove scoperte.
Don Fabrizio Rigamonti, direttore Ufficio Beni Culturali e Ufficio Pastorale della Cultura Diocesi di Bergamo
"La Fondazione MIA è felice di contribuire alla mostra dedicata a Lorenzo Lotto promossa da Accademia Carrara. Lorenzo Lotto è una figura centrale nella storia della Basilica di Santa Maria Maggiore dove è conservato uno dei suoi gioielli, il coro intarsiato, ultima grande opera realizzata dall’artista. Interessante la scoperta della corrispondenza tra Lotto e gli allora Reggenti della Misericordia Maggiore, proprio mentre stava realizzando i disegni preparatori delle tarsie, tramite cui è stato possibile ricostruire la personalità e la psicologia del grande artista, nonché i segreti della sua arte. Nell’occasione, la Fondazione MIA comunica che a completamento dei lavori all’impianto di illuminazione della Basilica, si provvederà anche alla nuova illuminazione del coro."
Fabio Bombardieri, presidente Fondazione MIA


Per incontrare il veneziano Lorenzo Lotto: due opere inedite, il racconto della scoperta, prestiti nazionali e internazionali in dialogo con gli straordinari dipinti della collezione dell'Accademia Carrara, un itinerario nella città di Bergamo, un progetto dedicato a un artista che a ogni nuovo sguardo torna a emozionare e sorprendere per la sua visone che appare così vicina alla nostra figurazione da apparire quasi "contemporanea".
L’esposizione intende approfondire un importante momento del percorso di Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 circa - Loreto, 1556/57), una fase che coincide con gli ultimi anni trascorsi dal pittore a Bergamo.
Dall’Accademia Carrara alla Basilica di Santa Maria Maggiore, al Museo Adriano Bernareggi e oltre, verso le opere di Lotto presenti in città, luoghi in alcuni casi di difficile accesso, che sarà possibile visitare grazie a una rete di collaborazioni.
Punto di partenza: un eccezionale inedito che si collega a una delle imprese più celebri del pittore, la realizzazione dei disegni per le tarsie lignee del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore, creduta sinora una replica antica di quella negli stalli del coro della Basilica, custodita nel Luogo Pio Colleoni. La mostra parte da questo capolavoro ritrovato.

Gianfrancesco Capoferri (da disegno di Lorenzo Lotto), La Creazione, 1523, tarsia lignea; Bergamo, Luogo Pio Colleoni

Gianfrancesco Capoferri (da disegno di Lorenzo Lotto), La Creazione, 1523, tarsia lignea; Bergamo, Luogo Pio Colleoni

L’oggetto, di finissima esecuzione, viene ora proposto come una delle tarsie, e non come una copia, destinata al coro intarsiato della Basilica di Santa Maria Maggiore, che furono realizzate a titolo di saggio e direttamente profilate da Lotto, che fornì il disegno e che rifinì personalmente. Un’impresa avviata nel 1522 e talmente originale, per tecnica e invenzioni di racconto, da rimanere unica, apice dell’intera carriera di Lotto per lo straordinario universo narrativo e simbolico. Accanto alla tarsia sono esposti due studi preparatori a inchiostro, realizzati per opere maggiori, uno dei quali inedito e di recente attribuzione.

Lorenzo Lotto, Due apostoli, 1510-12 circa, inchiostro su carta, Milano, Pinacoteca di Brera, cm 19 x 23

Lorenzo Lotto, Due apostoli, 1510-12 circa, inchiostro su carta, Milano, Pinacoteca di Brera, cm 19 x 23

Nel 1524 l'Europa intera è percorsa da tensioni religiose fra luterani e cristiani fedeli alla Chiesa di Roma. L'arte partecipa al dibattito e offre versioni, visioni, insegnamenti che indirizzino verso una presunta verità di fede. In quell'anno la confraternita della Misericordia Maggiore di Bergamo chiede a Lorenzo Lotto di concepire i cartoni per la decorazione intarsiata del coro della chiesa di Santa Maria Maggiore; lo scopo è fornire ai fedeli una rassicurante "enciclopedia" simbolica che organizzi il sapere religioso in una coerente costruzione spirituale. Ne scaturisce uno dei capolavori del pittore, un percorso visivo tra ermetismo e cabala, un cammino iniziatico che conduce attraverso una selva di allegorie dall'oscurità alla luce, dall'ignoranza al Sole divino della conoscenza.
Il percorso espositivo prosegue poi ponendo in dialogo alcuni dipinti di Lotto appartenenti alle raccolte dell'Accademia Carrara, con altre opere in prestito eseguite negli stessi anni.

Lorenzo Lotto, Ritratto di Lucina Brembati, 1521-23 circa, olio su tavola Bergamo, Accademia Carrara, cm 52,6 x 44,8

Lorenzo Lotto, Ritratto di Lucina Brembati, 1521-23 circa, olio su tavola Bergamo, Accademia Carrara, cm 52,6 x 44,8

Autentici capolavori: dall’enigmatico e affascinante Ritratto di Lucina Brembati alle Nozze mistiche di Santa Caterina di Palazzo Barberini a Roma, nel quale si ritrova quella felice vena narrativa e quella singolare attitudine a elaborare immagini non convenzionali, che caratterizza anche le invenzioni degli anni bergamaschi.

Lorenzo Lotto, Nozze mistiche di santa Caterina, 1524, olio su tela Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, cm 98 x 115

Lorenzo Lotto, Nozze mistiche di santa Caterina, 1524, olio su tela
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, cm 98 x 115

Lorenzo Lotto, Ritratto di giovane, 1502 circa, olio su tavola; Bergamo, Accademia Carrara, cm 34,2 x 27,9

Lorenzo Lotto, Ritratto di giovane, 1502 circa, olio su tavola; Bergamo, Accademia Carrara, cm 34,2 x 27,9

Dal Ritratto di giovane al presunto Autoritratto del Museo Thyssen di Madrid,

Lorenzo Lotto, Autoritratto (?), 1510-13 circa, olio su tavola; Madrid, Thyssen-Bornemisza, cm 43 x 35

Lorenzo Lotto, Autoritratto (?), 1510-13 circa, olio su tavola; Madrid, Thyssen-Bornemisza, cm 43 x 35

Lorenzo Lotto, Assunzione di Maria, 1527, olio su tela; Celana, Chiesa di Santa Maria Assunta, cm 238 x 193

Lorenzo Lotto, Assunzione di Maria, 1527, olio su tela; Celana, Chiesa di Santa Maria Assunta, cm 238 x 193

all’Assunta di Celana, opera che dopo anni torna a essere protagonista di un’esposizione dedicata all’artista e che traspone su scala monumentale l’invenzione contenuta nella tarsia della Creazione; al San Pietro che piange e Giuda che restituisce i trenta denari, mai viste accostate, accomunate da un medesimo gusto per il racconto, arricchito da dettagli sorprendenti poiché quotidiani, per immagini animate da ombre discontinue entro le quali si fanno strada luci imprevedibili, per scorci audaci, per impaginazioni complesse e sempre varie. Insieme ci confermano un Lotto narratore, capace come pochi di parlare alla sensibilità moderna.
Nella chiesa di San Bernardino in Pigolo c'è la Pala di San Bernardino, olio su tela, del 1521.

Lorenzo Lotto: Pala di San Bernardino in Pigolo, olio su tela (287x268 cm), 1521


Lotto in Accademia Carrara. Note sulla “fortuna” dell’artista
di Paolo Plebani

Con un elenco di luoghi lotteschi si apre la lettera che Bernard Berenson inviava il 12 maggio 1895 a Isabella Stewart Gardner, impegnata, insieme al marito, in un lungo tour europeo che era iniziato nel giugno del 1894 e che sarebbe durato oltre un anno, la maggior parte del quale trascorso in Italia. Dalla sua stanza a Villa Kraus, sulle colline di Fiesole, il giovane e promettente storico dell’arte, formatosi a Harvard, forniva all’ambiziosa collezionista qualche utile consiglio di visita alla città di Bergamo e alla sua Pinacoteca.
La lettera, infatti, menziona esplicitamente alcune celebri opere di Accademia Carrara, ma il primo pensiero di Berenson, consegnato a una formula stringata e quasi lapidaria, come di chi sull’argomento non aveva bisogno di fornire ulteriori spiegazioni (“In the Gallery, the Lottos”), correva al protagonista delle sue recenti fatiche di studioso.
Berenson aveva pubblicato da pochi mesi la prima monografia dedicata a Lorenzo Lotto e l’artista era ormai da diversi anni al centro dei suoi interessi e delle sue ricerche, al punto da farne il banco di prova del suo modo di fare storia dell’arte. Pochi giorni dopo, sabato 18 maggio, Isabella e il marito, John L. Gardner, accompagnati da una coppia di amici, percorrevano le sale del museo, come indicano le loro firme apposte nell’album dei visitatori della Carrara. John Gardner moriva pochi anni dopo, nel 1898, e da quel momento Isabella si dedicò alla realizzazione di un grande sogno che cullava da tempo insieme al marito: la costruzione di un museo nel quale allestire gli oggetti d’arte che avevano raccolto e che continuerà a procurarsi grazie anche ai consigli di Berenson. A giudicare dalle scelte collezionistiche di Isabella, Lotto non fece mai davvero breccia nel suo cuore e Berenson, che pure esortò l’amica in più di un’occasione, non riuscì a farle comprare nessun dipinto dell’artista. Significativa in questo senso è la lettera del 1 giugno 1903, nella quale lo storico dell’arte scrive alla gentildonna per proporle l’acquisto di un ritratto di Lorenzo Lotto, un dipinto non identificato, nonostante venga descritto nel dettaglio e soprattutto con grande entusiasmo. La proposta non venne accettata, con grande rammarico di Berenson che, il successivo 5 luglio, scriveva all’amica: Carissima, quasi mi dimenticavo di dirvi quanto sono rammaricato del fatto che non acquisterete il Lotto. Credo voi siate molto, molto, molto, molto e mille volte ancora “molto” in errore; ma non ha senso augurare all’Isabella Gardner Museum più di quanto Isabella Gardner stessa desideri … Dimenticato rapidamente dopo la sua morte, persino schernito da qualche suo contemporaneo come l’Aretino, all’inizio dell’Ottocento, il secolo delle riscoperte, Lotto non godeva di buona stampa. Si consideri ad esempio il giudizio senza appello e per certi versi ingeneroso dello storico dell’arte tedesco Carl Friedrich von Rumohr, che risulta ancor più severo se si pensa che è inserito nel quadro di una valutazione sostanzialmente positiva della scuola pittorica bergamasca. Lotto avrebbe dovuto aspettare ancora per oltre mezzo secolo, prima di trovare in Bernard Berenson un appassionato e tenace avvocato patrocinatore della sua causa. Se tuttavia, le ben tre edizioni della monografia sull’artista pubblicate dallo storico dell’arte (1895, 1901, 1955) hanno avuto il merito di consacrare definitivamente la figura di questo pittore, il terreno per le ricerche di Berenson fu dissodato nei decenni intorno e dopo la metà dell’Ottocento da diversi appassionati cultori di Lotto. La cittadina orobica, custode gelosa di non poche testimonianze figurative dell’artista, si ritaglia in questa vicenda un suo spazio non secondario. Non è privo di significato ad esempio che nell’autunno del 1855 Sir Charles Lock Eastlake, pochi mesi dopo la nomina a direttore della National Gallery di Londra, tentasse di acquistare per il suo museo la pala che si trovava e tuttora si trova sull’altare maggiore della chiesa di San Bernardino a Bergamo, incaricando Prospero Arrigoni, intermediario e commerciante d’arte residente in Borgo San Leonardo, di fare un’offerta agli amministratori del luogo di culto …


Lotto è artista errabondo per antonomasia, ma le sue peregrinazioni si svolgono in territori circoscritti, dove ritorna più volte. Venezia, dove nacque nel 1480, Treviso, le Marche e poi Bergamo, dove risiedette dal 1513 al 1525. A Roma, alla corte papale, tra il 1508 e il 1509, nonostante Lotto non fu uomo da frequentazioni principesche. I suoi committenti furono umanisti, colti religiosi, ricchi mercanti. Per essi ha realizzato di volta in volta ritratti indimenticabili, immagini per la devozione privata, pale d’altare ogni volta sorprendenti, cicli di affreschi. Irrequieto, scosso da una religiosità tormentata, che si specchia in alcuni temi della riforma protestante allora agli inizi, incapace di curare con efficacia i propri affari, morì in povertà nel Santuario della Santa Casa di Loreto, dove si era ritirato a vivere.


Lorenzo Lotto | Attraverso Bergamo è un percorso che racconta uno degli artisti del Rinascimento più vicini alla sensibilità moderna, anche attraverso una serie di iniziative per il pubblico: visite guidate, percorsi didattici pensati per bambini e ragazzi, una pubblicazione e un progetto teatrale nel mese di gennaio.
Un progetto Fondazione Accademia Carrara con la collaborazione di Comune di Bergamo, Diocesi di Bergamo e Luogo Pio Colleoni, da dicembre 2016 a febbraio 2017, a cura di Emanuela Daffra e Paolo Plebani.


La Fondazione Accademia Carrara si è costituita il 25 giugno 2015 per meglio adempiere, alla luce dei cambiamenti sociali e culturali di questi ultimi anni, a quelle che furono le volontà del conte Giacomo Carrara. Egli, nell’istituire nel 1796 l’Accademia in estrema sintesi intendeva “promuovere lo studio delle belle arti onde giovare alla Patria e al Prossimo”. Azioni e finalità antiche, dunque, ma tuttora validissime. Proprio perché riconosciute come attuali e centrali nella costruzione della compagine sociale, si è scelto per lo straordinario patrimonio civico di Bergamo un modello di gestione che coniugasse autonomia, snellezza ed efficacia nel perseguire la più attenta conservazione e la più moderna valorizzazione a vantaggio della collettività. Il socio promotore di Fondazione Accademia Carrara è il Comune di Bergamo, insieme a soci fondatori quali Fondazione Credito Bergamasco, Fondazione Emilio Lombardini, SACBO spa e soci cofondatori, Fondazione MIA e Innowatio spa. Partner di Fondazione Accademia Carrara è Rulmeca Holding spa. Il consiglio di amministrazione è presieduto da Giorgio Gori e la vicepresidenza è stata affidata da Miro Radici. I consiglieri sono Angelo Piazzoli, Corrado Benigni, Marco Fumagalli e Willi Zavaritt. Il Comitato dei Garanti, anch’esso presieduto da Giorgio Gori, è composto da Tito Lombardini, Mario Ratti, Fabio Leoncini, Alessandro Cainelli, Ignazio Bonomi. Il direttore di Fondazione Accademia Carrara è Emanuela Daffra.
Nel 1796 nasce Accademia Carrara: 1.796 dipinti in collezione compresi tra il XV e il XIX secolo più di 130 sculture comprese tra XV e il XIX secolo; 2.824 disegni antichi 777 disegni realizzati, dall’inizio del XIX al XX secolo, da allievi di Accademia Carrara 1.632 calchi;  62 tra gessi, affreschi staccati, grandi cartoni preparatori circa 7.600 stampe antich;  1.300 libri antichi; 976 medaglie; 221 monete 46 sigilli antichi; 320 cornici; 180 tra mobili, bronzetti, porcellane, oggetti di oreficeria 60 ventagli; 133 peltri.
Autori: Donatello, Pisanello, Antonio Vivarini, Vincenzo Foppa, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Carlo Crivelli, Sandro Botticelli, Bergognone, Cima da Conegliano, Vittore Carpaccio, Raffaello, Tiziano, Evaristo Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Pittochetto, Canaletto, Piccio, Francesco Hayez, Pellizza da Volpedo. Tra i più ampi corpus al mondo di Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni.


La Fondazione Adriano Bernareggi è un’istituzione legata alla Diocesi di Bergamo che svolge attività di animazione culturale. L’istituzione è fortemente impegnata sul territorio che ha dato i natali a Caravaggio e a Donizetti, ha adottato il Lotto e ospita veri e propri gioielli della storia architettonica. Una realtà da promuovere in un’ottica elevata, attraverso le forme più stimolanti della tradizione culturale: l’arte, la letteratura, la musica, il teatro. La Fondazione conta su un team di professionisti della cultura locale e non solo, impegnati a coordinare la conservazione e la diffusione della conoscenza su tutti i fronti. Un network di collaboratori provenienti dal mondo ecclesiale e laico, uniti nell’obiettivo di promuovere per tutti occasioni di crescita culturale. Alle iniziative itineranti nei teatri, nelle scuole e nelle parrocchie, la Fondazione Bernareggi affianca un’intensa attività espositiva e organizzativa all’interno di tre location di grande valore storico e artistico sia a livello strutturale sia per il loro contenuto. Tre spazi dedicati alla conservazione di realizzazioni storiche e artistiche, aperti a tutta la comunità. La Fondazione Bernareggi cerca di entrare nel dibattito culturale di interesse comune attraverso una serie di attività che comprendono tutti i principali ambiti del sapere: dal pensiero all’arte, dall’educazione alle performance teatrali, dalla parola scritta alla condivisione.


Il Museo Bernareggi
La struttura fu realizzata all’inizio del '500 dal celebre architetto Pietro Isabello per volere di Bartolomeo e Zovanino Cassotti e gode del contributo decorativo di Donato Fantoni. Nel 2000 il palazzo fu donato dagli eredi Bassi Rathgeb alla Diocesi, con l’espressa richiesta di adibirlo a museo. Il museo conserva 2.800 beni di cui 650 esposti nelle sale. Sono presenti opere di Lotto, Moroni, Rembrandt, Luca di Leida, Manzù.


Il Museo della Cattedrale
Inaugurato il 25 agosto del 2012, Il Museo della Cattedrale nasce da un’attività di scavi durata otto anni, da cui sono emerse un’antica cattedrale paleocristiana e una successiva cattedrale romanica del XII secolo, oltre a una domus romana del I secolo d.C. Oggi i resti sono visibili al pubblico grazie alla Fondazione che mira a far conoscere la storia della Chiesa attraverso le affascinanti eredità architettoniche dell’edificio.


L’oratorio di San Lupo
Dal 2007, dopo la ristrutturazione dell’ex oratorio di San Lupo, la Fondazione Bernareggi mantiene in vita un progetto espositivo legato all’arte contemporanea. Questo genere di impegno è quello che almeno negli ultimi anni ha avuto più risonanza sulla stampa di riferimento e ha richiamato più di 20.000 visitatori. L’impegno della Fondazione per l’arte contemporanea serve a offrire a un pubblico molto spesso lontano o perplesso in materia, occasioni di semplice conoscenza della natura, delle forme, delle logiche dell’arte contemporanea.


La Fondazione MIA
Sorge a Bergamo nel 1265 per opera di due domenicani, il vescovo Erbordo e il beato Pinamonte da Brembate. Nel tempo alla Misericordia il Comune delega le funzioni di pubblica assistenza e l’iniziativa dell’istruzione. Il Consorzio diviene con il passare degli anni istituzione di grandissima importanza non solo benefica, ma anche nel campo economico, sociale, culturale e dell’istruzione. Nel 1449 il Comune affida alla MIA la Basilica di Santa Maria Maggiore, monumento civile di proprietà del Comune di Bergamo, che da allora diviene “parte nobilissima e principale” dell’amministrazione del Consorzio. Nel 1454 il Papa Nicolò V° con una Bolla sanziona l’autonomia del “Consorzio della Misericordia” e sottrae la Basilica alla giurisdizione del Vescovo, sancendo il vincolo tra la MIA e la Basilica medesima. Dopo questa unione con la Basilica si moltiplicano le donazioni e i lasciti testamentari, in cambio di distribuzione di pane ai poveri e di avvio allo studio di studenti bisognosi. Allo splendore del culto della Basilica, come pure al mantenimento e continuo abbellimento dell’edificio, la MIA da sempre dedica parte delle sue risorse economiche. Le mirabili tarsie del coro (su disegno di Lorenzo Lotto), i preziosi arazzi di fabbrica toscana e fiamminga, il magnifico confessionale di Fantoni, le decorazioni barocche e tutto l’arredo sono opera della MIA. Le crescenti esigenze per garantire l’ufficiatura della Basilica suggeriscono nel secolo XVI la fondazione di una scuola di chierici (Accademia) poi trasformata in Collegio Mariano, che anticipa il ginnasio-liceo di piazza Rosate (la Misericordia Maggiore per oltre due secoli e mezzo si assume così l’onere di gestire la scuola pubblica superiore cittadina). Per secoli, quasi ogni primavera, esaurite le scarse provviste custodite nei granai, affluiscono in città migliaia di derelitti, che ottengono dalla MIA il minimo per sopravvivere fino al successivo raccolto. Alla fine del ‘700 la Rivoluzione Francese porta profondi cambiamenti e l’antichissimo Consorzio diviene parte della pubblica amministrazione. Attorno al XIX° secolo il Maestro Giovanni Simone Mayr, all’epoca il più noto e importante compositore europeo, concepisce il progetto della “Pia Scuola di Musica”, in cui sono accolti alcuni ragazzi poveri per apprendere il canto ed il suono. La Pia Scuola ha risultati eccellenti, sia per il valore dei discepoli (valga per tutti il nome di Gaetano Donizetti) sia per le esecuzioni in S. Maria. Qualche anno dopo, la Pia Scuola si stacca dalla Cappella Musicale e si trasforma nel Civico Istituto Musicale Gaetano Donizetti. Rimane oggi viva e attivamente operante la Cappella di S. Maria Maggiore, cui la MIA dedica le proprie cure. Dal 1808 la MIA confluisce nella Congregazione di Carità e nel 1937 nell’Ente Comunale di Assistenza. Nel dicembre del 1978 ritrova la sua autonomia. Con la normativa ultima, Legge Regionale n. 1/2003 l’istituzione da IPAB è passata a Fondazione e viene amministrata da un Consiglio composto da nove Consiglieri, nominati dal Sindaco del Comune di Bergamo. Dal gennaio 2004 la MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo ha assunto la forma giuridica di Fondazione, in modo da poter proseguire – con strutture più adeguate alle necessità di oggi – la missione che l’ha contraddistinta negli oltre sette secoli di esistenza: occuparsi di istruzione, cultura, religione e assistenza, secondo i principi dello Statuto.


Luogo Pio della Pietà, ente benefico fin dall'inizio del 1476, in osservanza alle ultime volontà del condottiero Bartolomeo Colleoni, ha sede nell'edificio che era la dimora bergamasca del generale, che vi soggiornava quando si trovava a passare in città, giacché solitamente risiedeva con la famiglia in altre dimore come il "bellissimo palazo" di Brescia, costruito nel 1455, il Castello di Malpaga o la "Casa del Capitano" a Martinengo. L'edificio di Bergamo, anticamente appartenuto alla famiglia Suardi, era, invece, stabilmente abitato da Vanotto Colombi, uomo di fiducia del Capitano, che da questa residenza amministrava il vasto patrimonio immobiliare da lui conquistato. La dimora non fu oggetto di particolari ristrutturazioni prima che Bartolomeo, nell'ottobre 1475, destinasse il palazzo a sede della "Pietà" con il vincolo di inalienabilità. Giunto in età avanzata e privo di discendenza maschile, Bartolomeo aveva effettuato, nel 1466, una donazione inter vivos alla città di Bergamo di un ingente patrimonio di immobili, affitti, dazi e diritti sulle acque, e ne aveva affidato la gestione all'istituzione Luogo Pio con lo scopo di assegnare annualmente doti alle fanciulle povere da maritare o da monacare. Nel testamento del 1475 Bartolomeo attribuì all'Ente anche l'obbligo di garantire l'officiatura religiosa della sua Cappella, il suo completamento decorativo e la sua manutenzione. Con la nuova destinazione d'uso, il palazzo, divenuto Domus Pietatis, "Casa della Pietà", fu rinnovato e abbellito con affreschi e decorazioni, tuttora in parte esistenti. Gli scopi originari del Luogo Pio, una delle più antiche istituzioni caritative d'Europa ancora in attività, sono garantiti dall'Ente che continua a mantenere il suo patrimonio artistico e culturale promuovendo la conoscenza della figura di Colleoni. L'istituzione si è adeguata, inoltre, alla normativa vigente, che nel 1975 ha abolito la dote dal diritto di famiglia, individuando come beneficiarie della liberalità del Colleoni istituzioni che hanno come fine il sostegno della donne emarginate e private della loro dignità sociale.


Lorenzo Lotto  attraverso Bergamo
dal
3 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Orari
: 9.30 - 17.30; 
giorno di chiusura: martedì
Biglietti: €. 12,00 biglietto intero; €. 10,00 biglietto ridotto; ingresso gratuito fino ai 18 anni; ingresso ridotto dai 18 ai 25 anni
Catalogo: Un Lotto riscoperto, edito da Officina Libraria Milano, realizzato con il sostegno dell’Associazione Amici dell’Accademia Carrara, con testi di Matteo Ceriana, Emanuela Daffra, Michele Di Monte, Andrea Franci, Stefano L’Occaso, Paolo Plebani, Gianluca Poldi, Giovanni Valagussa
Per bambini, famiglie e scuole: laboratori e percorsi guidati a cura dei Servizi Educativi di Accademia Carrara organizzano attività e iniziative volte a riscoprire l’importante opera dell’artista. Adulti, bambini, famiglie, scuole: i visitatori della mostra sono coinvolti in percorsi guidati e laboratori didattici. Il lunedì, giorno dedicato agli adulti, gli educatori e le educatrici accompagnano il pubblico con percorsi tematici, offrendo una panoramica sul contesto storico-artistico e sugli artisti coevi a Lotto e proponendo una lettura della tarsia La Creazione, interpretandone i contenuti e i significati. La domenica, giorno dedicato alle famiglie, gli educatori del museo guidano alla scoperta della vita errante di Lorenzo Lotto, del suo iter creativo e dei significati nascosti all’interno della tarsia lignea. Dedicati alla scuola (dalla primaria alla secondaria di secondo grado) sono attivi visite guidate e percorsi con laboratorio: gli educatori conducono i partecipanti alla scoperta di Lotto, artista viaggiatore, e della tarsia del Luogo Pio Colleoni, osservandola da vicino; imparare facendo è la parola d’ordine per comprendere l’originalità di questa tecnica. Informazioni: servizieducativi@lacarrara.it
Visite guidate e itinerari turistici: per gruppi, a cura dell’area sviluppo museale di Accademia Carrara, coinvolge differenti pubblici e favorire sinergie con il territorio e i suoi interlocutori. L’area sviluppo del museo ha strutturato proposte di visita e itinerari turistici esclusivi in museo e nel territorio bergamasco. Le visite offrono l'opportunità di un rapporto diretto e approfondito con le opere di Lorenzo Lotto; un servizio dedicato anche ad aziende e associazioni, pensato per soddisfare esigenze di ospitalità e rappresentanza, usufruendo di servizi integrativi quali, ad esempio, le visite guidate effettuate da esperti e aperitivi a buffet. Bergamo e il territorio circostante propongono al visitatore innumerevoli spunti di interesse: luoghi da scoprire, tradizioni da raccontare, prelibatezze da degustare. Grazie alla collaborazione con alcuni operatori turistici, Accademia Carrara propone percorsi di visita, anche di più giorni, che permettono di ammirare oltre al museo, le meraviglie della Città Alta e i luoghi magici del territorio e di apprezzare l'ospitalità delle strutture ricettive bergamasche. 
Informazioni: info@lacarrara.it
Ufficio Stampaadicorbetta - press@adicorbetta.org - facebook. twitter. youtube. pinterest. linkedin. google+: adicorbetta - Tel. +39 02 89053149
#Books4Bricks: Accademia Carrara sostiene la ricostruzione del museo d’arte “Cola Filotesio” di Amatrice
Aderendo all’iniziativa del Comune di Amatrice Adotta un’opera, il gruppo di volontari di Accademia Carrara gestirà la vendita al pubblico di libri e testi storici dell’archivio del museo nelle giornate di sabato e domenica per tutto il corso della mostra dedicata a Lorenzo Lotto, dal 3 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017.

ACCADEMIA CARRARA 
piazza Giacomo Carrara, 82
24121 - Bergamo
Tel. +39 035 270272 - facebook. twitter. youtube. pinterest. linkedin. google+: Accademia Carrara - www.lacarrara.it - info@lacarrara.it

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