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Rassegna “I sette messaggeri”, Nuove Parole, Giardino della Triennale, Teatro Mendini, Triennale di Milano, 8/07/2020

Martedì 7 luglio, alle 20.45, negli spazi del Giardino della Triennale, presso il Teatro Mendini, Fondazione Maimeri ha proposto il terzo incontro del Ciclo I Sette Messaggeri, curato da Andrea Dusio: dialogo sulle Nuove Parole, con Oscar Farinetti, Alberto De Martini, Omar PedriniGianni Maimeri, moderatore Andrea Dusio.

Un nuovo alfabeto: l'imprenditore Oscar Farinetti, che ha appena pubblicato “Serendipity, 50 storie di successi nati per caso” e il pubblicitario Alberto De Martini, founder di Conic Agency, raccontano quali sono le parole che interpretano incognite e sfide di questo nuovo tempo. Gianni Maimeri, imprenditore, racconta ia propria storia di serendipity, che  lo ha portato a scrivere il libro “Il colore perfetto". Chiude la serata l’esibizione di Omar Pedrini, con alcune delle sue canzoni più note.

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Andrea Dusio, giornalista e saggista, milanese, classe 1970, vive tra Roma e Milano. Ha scritto per Diario, Il Nuovo, Giudizio Universale, Il Giornale, Linkiesta, Pagina 99, Rockerilla. Collabora con le testate b2b del gruppo Tespi. Per Culture si occupa di progettazione e curatela di interventi nel settore cultura. Scrive di arte, cinema, musica. Ha scritto a lungo di arte antica e contemporanea per molte testate, pubblicando per Cooper il saggio “Caravaggio White Album” e “Caravaggio Timeline” e "L'Altra Milano" (Espress Edizioni 2012), la prima guida storico/artistica dedicata alle periferie milanesi. Appassionato di musica rock e jazz, scrive recensioni e approfondimenti su magazine specializzati. Appassionato di ciclismo, atletica e sci.

In occasione dell'incontro sarà visibile la mostra Dynamiche Infinite del fotografo milanese Maurizio Gabbana.


Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un'eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell'inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l'instante e lo moltiplica all'infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown. Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt'altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell'istante, che gli
consente incidere il presente sul presente, ottenendo un'onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”, spiega Andrea Dusio.
La mostra si compone di una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Maurizio Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un'atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori può somigliare a una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

Ho guardato le sue immagini metafisiche di Milano, quelle architetture pure che diventano altro da sé, trasfigurandosi in una composizione lisergica. E poi i notturni, scattati invece con tecnica analogica, in qualche caso degli stessi luoghi, ancora una volta in assenza della figura umana, come se la città fosse ridotta a una quinta scenica”, scrive ancora Andrea Dusio nel catalogo prodotto dalla Fondazione Maimeri.

Maurizio Gabbana, classe 1956, milanese di nascita ma la famiglia è della Marca Trevigiana, autodidatta, la sua passione lo porta alla ricerca con scatti artistici ed alla camera oscura. È un fotografo di ricerca. Il suo laboratorio è la città. La sua tecnica non prevede postproduzione, solo tanto studio, altrettanta pazienza e la spinta interiore ad appostarsi per la città anche a orari improbabili, quando la ricerca diventa quasi atto sovversivo. Ispirato dal dinamismo futurista, Gabbana lo supera e si slancia nella resa degli ambienti offrendone una visione architettonica e monumentale eppure intima, calma eppure travolgente. Immagini in cui il confine tra quiete e forza dirompente si fa labile.è stato scoperto dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte a Brera Rolando Bellini, che a proposito del fotografo dice: “Maurizio si interessa e si spende in questo: un’estasi
fotografica. Ne dà conto in termini unici. Da qui il senso e il valore aggiunto della sua presenza. Estasi fotografica che si traduce, scatto dopo scatto, in una inedita percezione visiva che vibra di una peculiare istanza estetica”. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, e con puntuali riferimenti estetici al linguaggio scenografico ed illusionistico del barocco .


Maurizio Gabbana: "Dynamiche Infinite"
A cura di: Andrea Dusio
Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30
Orari: 17:00 - 21.30.

Dal 23/06 al 30/09/2020
Informazioniwww.triennale.org 
Info stampa: Silvia Basta - M. +393482253405 - Silviainfinito4@gmail.com
Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org - www.triennale.org

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