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Petali per Carla, performance di Davide Mosconi in ricordo di Carla Pellegrini, Galleria Milano, 14/03/2019

Per salutare insieme Carla Pellegrini, giovedì 14 marzo alle ore 18.30 si è tenuta una performance ideata dall’artista e grande suo amico Davide Mosconi (1941-2002), dal titolo Petali che cadono, realizzata per la prima volta nel 1996.  Una campana sospesa che una volta percossa ha lasciato cadere a terra, su un telo di lino, dei petali di rosa.

Carla Pellegrini ha ricoperto il ruolo di direttrice della Galleria Milano dal 1965 sino alla sua scomparsa nel febbraio di quest’anno.
Come ha detto Lea Vergine, Carla “non lascia un ricordo, ma Memoria”: punto di riferimento per l’arte contemporanea italiana e internazionale per oltre cinquant’anni, coraggiosa e sperimentatrice, è stata tra le prime a portare in Italia la Pop art inglese, a scommettere sulla West Coast quando Los Angeles era ancora una lontana frontiera, a riconoscere l’originalità del Gutai giapponese rispetto all’Espressionismo Astratto americano e a indagare gli aspetti meno noti della Nuova Oggettività tedesca.
La curiosità aperta di Carla, unita a una pungente ironia, le ha permesso di inaugurare senza timore mostre che hanno destato scandalo, come quando sul finire degli anni Sessanta ha proposto una personale su Allen Jones o una collettiva sulle “forme d’arte irritanti” (curata da Lea Vergine), coinvolgendo anche l’Azionismo Viennese. Non ha neanche esitato a impegnarsi politicamente in prima linea attraverso l’attività espositiva, con mostre come Croce Nera Anarchica o Falce e martello, nei primi anni Settanta. L’arte è stata la via, per Carla, di divenire anche esempio civico, come nel caso del Progetto Casina (di Luca Quartana e Antonella Ortelli, curato da Giorgio Zanchetti), che nel 2010 ha coinvolto le donne del carcere di San Vittore.
Guidata dal suo infallibile istinto e consigliata dai critici più attenti, ha anche fatto tanto per l’arte italiana credendo, spesso sin dagli esordi, in artisti come Gianfranco Baruchello, Vincenzo Ferrari, Antonio Calderara, Fabio Mauri, Vincenzo Agnetti, Davide Mosconi, Nanni Valentini, Luigi Veronesi e Franco Vimercati, tra gli altri. Si è anche dedicata alle artiste ingiustamente dimenticate, come Erma Bossi, alla quale ha dedicato una ricerca lunga trent’anni.

Ha continuato fino alla fine la sua attività con uno spirito sempre propositivo, alternando alle mostre storiche la promozione di artisti affermati delle nuove generazioni.
Performance, proiezioni di film, concerti e dibattiti si sono susseguiti negli anni. Ma andare a trovare Carla significava anche sedersi nel suo studio e chiacchierare davanti a un caffè o a un Gin tonic del più e del meno: attraverso l’arte, la vita.
La performance sarà eseguita dal musicista Elio Marchesini.
In mostra vi saranno alcune opere che gli artisti hanno voluto dedicare a Carla nel corso degli anni.
Carla era tante cose e continuerà ad esserle nella nostra memoria. Non si arrendeva mai. Amava l’arte, amava la vita. E amava i fiori.

Ci mancherà sempre. Arrivederci Carla.

Petali per Carla

Galleria Milano | via Turati 14
20121 Milano

giovedì 14 marzo 2019

ore 18.30

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Il 18 dicembre del 2018 era stato presentato in Galleria il libro
IO SONO CARLA PELLEGRINI
Storia della Galleria Milano e di tutto quello che mi è piaciuto fare
a cura di Elio Graziolied
edito da a+mbookstore 
di Milano

Alla presentazione erano intervenuti Carla Pellegrini, il curatore del volume Elio Grazioli, Marco Meneguzzo e Francesco Tedeschi.

Carla Pellegrini (1931 - 17/02/2019), titolare dal 1965 della storica Galleria Milano, che ha diretto fino al febbraio 2019, in questo ricco memoir raccontava la sua vita a Elio Grazioli. Una vita intensa, che si intreccia ben presto con l’arte, percorsa da incontri straordinari, da viaggi avventurosi e dalla volontà di stare nel presente e nella storia.

La storia di Carla ad un certo punto coincide con quella della sua Galleria Milano, che negli anni ha esposto, in anticipo sui tempi e con lungimiranza, i lavori di tanti degli artisti più importanti della nostra contemporaneità: dagli esponenti della Pop inglese nel 1966 alla Body Art più radicale in una mostra curata da una giovane Lea Vergine nel 1969, anno in cui presenta anche una personale di Allen Jones. E poi una programmazione che, fino ad oggi, ha spaziato in ogni direzione, dalla fotografia d’avanguardia al design, dalla cultura popolare alle ricerche antropologiche, dalla tanto amata arte tedesca al cinema sperimentale fino a mostre dettate da un chiaro impegno politico.

A legare ambiti così diversi è il gusto infallibile di Carla, e ancor più la sua persona, perché in fondo “la questione è quello che lei è, che continua ad essere ancora oggi”. Ciò che la rende infatti unica è la sua umana curiosità verso gli altri; la motivazione delle sue scelte, in fondo, è quella di “conoscere persone particolari”, e di questi incontri farne tesoro.
Se l’intervista in questo volume procede seguendo, quando inizia l’attività della galleria, la cronologia delle mostre, è perché Carla, con la sua capacità di inglobare in sé ciò che c’è di curioso nel mondo e nell’arte, “è l’elenco di tali persone”, restituendoci un racconto che, attraverso la lente del vissuto personale, narra di un momento indimenticabile della nostra storia dell’arte.

Il libro, nato da una lunga conversazione di Elio Grazioli con Carla Pellegrini, comprende un vasto apparato di fotografie che ritraggono Carla e tante persone – artisti, curatori, critici, amici e famigliari - incontrate nel corso della sua lunga vita e carriera.

Nel 1928 il critico d’Arte e editore Enrico Somarè aprì la Galleria Milano.
Nei dieci anni di vita della Galleria, chiusa poco prima della Seconda Guerra Mondiale, Somarè espose artisti cruciali come Casorati, Wildt, Eleonor Fini, Sironi, Tosi, Tozzi, Manzù, Carrà.
Nel 1964 i figli di Enrico Somaré, Guido e Sandro, entrambi pittori, riaprirono la Galleria Milano in via della Spiga, insieme a Aldo Bergolli, Mario Rossello e Gianni Dova.

Guido Somarè, Sandro Somarè, Gianni Dove, Alberto Bergolli e Mario Rossello, 1964

A partire dal 1965 è subentrata nella direzione Carla Pellegrini Rocca.
Nel 1973 l’attività viene trasferita da via della Spiga nell’attuale sede di via Turati.
Nel corso degli anni sono state allestite più di trecento mostre di artisti e movimenti dell’avanguardia storica e contemporanea internazionale. Dato il carattere specificamente propositivo della Galleria, un’attenzione particolare è rivolta agli aspetti dell’arte moderna e contemporanea meno noti al pubblico italiano.
Nella primavera del 1966 viene presentata London Under Forty (Allen Jones, Bridget Riley, Joe Tilson…), la prima collettiva in Italia sulla Pop Art inglese e Nuove ricerche visive in Italia. Nel 1969 due mostre che fecero scandalo: una personale di Allen Jones e Irritarte (Otto Muehl, Kudo ecc.) a cura di Lea Vergine, mostra rivoluzionaria e irriverente «per una analisi delle comunicazioni irritanti». Nel 1971 e nel 1972 due mostre su Il mondo della Non-Oggettivi, con riferimento ai vari aspetti dell’Astrazione dal 1924 al 1955. Nel 1974 Mitologie Individuali presentava un gruppo di giovani artisti tedeschi, come Baselitz, Polke, Palermo, Penk, Beuys, Darbhoven ecc. che divennero in seguito tra i protagonisti dell’arte contemporanea. Sempre nel 1974 una personale dell’allora poco noto Edward Ruscha, una collettiva di artisti della West Coast (Graham, Al Bengston, Price, Moses, Ruscha, Goode) e un allestimento di Fred Sandback. Nel 1976 il movimento Dada in collaborazione con Arturo Schwarz. Nel 1980 Fontana e l’Architettura. Nel 1984 Shiraga e il Gruppo Gutai. Nel 1995 Pino Pascali: L’arte e il gioco nella pubblicità e Il Realismo Sociale nella Germania degli Anni 20. Nel 1996 La fotografia fra le due Guerre, nel 1998 Ballet Russe e nel 2001 La geografia degli artisti. Nel 2002 la prima mostra in Italia di Alexander Brodsky. Nel 2009 Sette inglesi a Milano (Stephen Buckley, Bernard Cohen, Harold Cohen, Barry Flanagan, John Hoyland, Richard Smith, William Tucker). Nel 2014 la prima personale in Italia di Carl Grossberg, esponente della Nuova Oggettività. Nel 2015 vengono presentati per la prima volta in Italia i disegni del celebre musicista jazz Gerry Mulligan.
Non sono mancate mostre dettate da una chiaro impegno politico, come Croce Nera Anarchica nel 1972, i cui proventi furono destinati alla famiglia di Pino Pinelli e Falce e martello di Enzo Mari nel 1973, mentre Riflessioni sugli effetti della guerra (2003) era volta a suscitare domande sulle ripercussioni sociali dei conflitti bellici.
Il lavoro di ricerca è rivolto anche alle mostre a tema che invitano il visitatore ad una lettura più attenta sul modo di fare arte. Tra queste, realizzate nel corso degli anni, vanno citate Opera ricerca e documento, Il contesto Dannunziano, Decostruzione del Quotidiano e L’avanguardia in Ungheria, 1919-1924, Tuttolibri di Lea Vergine, Chi ha ancora paura del caso? sulla casualità nell’arte, a cura di Elio Grazioli.
Vengono trattate ed esposte regolarmente opere di artisti storicizzati, tra cui: Vincenzo Agnetti, Carlo Alfano, Arakawa, Gianfranco Baruchello, William Beckley, Antonio Calderara, Alik Cavaliere, Ketty La Rocca, Enzo Mari, Davide Mosconi, Magdalo Mussio, Gastone Novelli, Pino Pascali, Tancredi, Kazuo Shiraga, Nanni Valentini, Grazia Varisco, Luigi Veronesi, Franco Vimercati.
Inoltre la galleria si è occupata, nel corso degli anni, della promozione del lavoro di artisti affermati delle nuove generazioni, come i fotografi Pierluigi Fresia e Marco Vaglieri ed esponenti del Neoconcettuale italiano come Manuela Cirino, Luca Quartana e Luca Vitone.
La maggior parte delle mostre sono corredate da cataloghi editi dalla galleria e, negli anni Settanta, dalle Edizioni O, progetto editoriale di Baldo Pellegrini.
La Galleria Milano possiede un vasto archivio in costante aggiornamento, che documenta gli oltre cinquant’anni di attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea e moderna nazionale e internazionale. 

Alcuni critici con cui ha collaborato:
"In primis Lea Vergine e quindi Guido Ballo, Gillo Dorfles, Patrick Waldberg, Pierre Restany, un uomo geniale, con il quale ho passato molte ore seduta al tavolo del mio ufficio, uno di fronte all’altro. Con lui abbiamo fatto una mostra in Corea. Giulio Carlo Argan ha presentato la prima mostra di Calderara in galleria.
Ed ancora: Gigliola Foschi, Elio Grazioli, Angela Madesani, Henry Martin, Marco Meneguzzo, Jean-Luc Mercié, Antonello Negri, Daniela Palazzoli, Osvaldo Patani, Jasia Reichardt, Gabi Scardi, Aldo Tagliaferri, Francesco Tedeschi, Giorgio Zanchetti."

Lea Vergine e Carla Pellegrini

"Lucio Fontana è la persona più generosa che io abbia conosciuto nel mondo dell’arte. Quando ho fatto la mostra Nuove ricerche visive in Italia, nel 1966, Fontana mi ha mandato una grande opera, che era pubblicata sulla sopracoperta del libro di Guido Ballo. Era simpatico, spiritoso. Frequentava la galleria assiduamente."

Carla Pellegrini Rocca


Galleria Milano
via Turati 14
20121 Milano

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