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Riaprite i Musei! La Cultura non uccide!

I musei e le mostre sono chiusi.
I musei italiani hanno scelto di spostarsi nuovamente online, attraverso tour virtuali e condivisioni di immagini “dietro le quinte”.
Sono aperte biblioteche e archivi.
I teatri e i cinema sono chiusi.
Il virus della Cultura terrorizza il governo!!!
Sia mai che gli italiani pensino!
Ringraziamo il ministro Dario Franceschini che è il più duro e convinto sulle chiusure e in particolar modo di quelle degli spazi culturali, i luoghi più facili da gestire in sicurezza.
Quanti di questi riusciranno mai a ripartire? Dove sono i soldi dei ristori e della cassa integrazione?
Villa Reale di Monza chiude e mette all'asta il mobili.

Il 25 novembre era stato rivolto un appello al ministro, firmato da 100 direttori di musei, critici, curatori, artisti, galleristi e collezionisti, dal Direttore artistico del Museo Novecento di Firenze Sergio Risaliti: “affinché si possa considerare nel piano generale della sicurezza e salute dei cittadini la concreta possibilità di aprire i musei pubblici, nei casi in cui regioni, province e città venissero definite ‘zona gialla’ in base ai criteri stabiliti dal Governo”.

Con CulturaIdentità Angelo Crespi, giornalista professionista, curatore di mostre, con incarichi museali di prestigio (primo presidente del MAGA di Gallarate), consigliere dell’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi, autore teatrale, ha lanciato il 23/12/2020 la campagna di sensibilizzazione “Riaprite i musei” indirizzata al ministro Dario Franceschini:
"I musei contengono le memorie migliori della nostra civiltà e la nostra civiltà si basa sulla conservazione e sulla trasmissione di quanto di meglio abbiamo saputo fare. Progrediamo perché scartiamo gli errori e tramandiamo le cose buone. In questo si sublima il pensiero e il compito del conservatore che tiene alla tradizione, quella giusta, che crede nelle creazioni che l’hanno preceduto e che gli sopravvivranno, e vuole che esse siano tutelate e possano essere tradotte ai posteri.
Il conservatore è un realista e anche un ribelle e in questo senso anche un rivoluzionario proprio perché cerca incessantemente ciò che deve permanere ed essere mantenuto perché ci sia il giusto cambiamento e progresso. Esattamente il contrario di un progressista che pensa in astratto e in modo utopico il cambiamento, non basandosi sulla realtà bensì assecondando le proprie ideologie, ed è disposto ad immolare il “bene” del passato in prospettiva di un “meglio” futuro, che non ci sarà.
Questa, della “tradizione”, è la prima funzione dei musei. E per questo motivo, fuori da ogni altra considerazione, noi li reputiamo essenziali.
Siamo inoltre convinti che i musei abbiano un’importante funzione sociale, prestando servizi essenziali alla crescita culturale e al benessere delle persone, contribuendo alla salute psicologica e spirituale degli individui, allo sviluppo delle qualità cognitive e della sensibilità umana.
Per tutti questi motivi crediamo giusto che essi vengano riaperti subito."

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