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LUXUS – Lo Stupore della Bellezza, Palazzo Reale, Milano, fino al 30/09/2018

LUXUS - Lo Stupore della Bellezza” è una mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Stefano Zecchi, un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi (scrittore, giornalista e accademico italiano, ex professore ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano. È stato assessore alla cultura al Comune di Milano dal 2005 al 2006) e con la direzione artistica di Beatrice Mosca.
La mostra rappresenta l’idea del lusso con una esposizione eclettica di oggetti per poter apprendere come il lusso abbia accompagnato, nella bellezza, la cultura occidentale in un costante e geniale intreccio con quella orientale. Una vitale relazione tra antico e moderno, tra tradizione e innovazione, consente di mettere in mostra l’alto artigianato del lusso attraverso il contributo di originali e suggestive scenografie che esaltano la creatività dei suoi artisti.
La Fondazione del Teatro alla Scala (con il prestito dei costumi ), La Fondazione Il Vittoriale degli italiani, I Musei Civici di Milano, il Poldi Pezzoli e la Fondazione Gualtiero Marchesi hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell’evento. L’esposizione aperta al pubblico dal 12 luglio al 30 settembre 2018 è allestita nell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, seguendo un percorso che illustra da un punto di vista storico e concettuale i mutamenti dell’idea di lusso. 


IL SIGNIFICATO DEL LUSSO

Il lusso ci mette di fronte al significato prezioso della bellezza e riflette una volontà di vita nella bellezza: cosa esso sia lo comprendiamo attraverso l’educazione estetica. Lusso, infatti, è il risultato di un’esperienza e di un sentimento che formano l’identità personale, in cui il rapporto con l’arte è decisivo. Come nell’arte non esiste una tecnica specifica di esecuzione che ne definisca le qualità, così non esiste una regola assoluta che consenta di discriminare ciò che rientra nell’ambito del lusso o ne venga escluso. Questo dimostra come, ragionando sul lusso per cercare di capire di cosa si tratti, il giudizio che ci si forma non può prescindere da una serie di rapporti in cui entrano in gioco le caratteristiche individuali - la sensibilità, la cultura: in una parola, la personalità - e le cose che gravitano intorno al proprio mondo di relazione, dalla casa all’arredamento, dal modo di trascorrere il tempo libero alle amicizia. La personalità, cioè la qualità esistenziale su cui si basa la scelta della relazione tra uomo e cose, è fondamentale per cogliere nella giusta dimensione la sfera di significati del lusso. Come ci si circonda di cose orribili, credendo che siano belle, appunto perché il più delle volte non si ha la minima idea di cosa sia bellezza, così ci s’illude di vivere nel lusso soltanto perché ci si circonda di oggetti costosi: l’immediata conseguenza di questa falsa convinzione è fornire un’immagine grottesca di sé, supponendo invece che essa sia seducente.

GLI INTERROGATIVI MORALI
Spesso un giudizio moralistico si sbarazza con semplicità del lusso come se volesse proteggere la ragione da complessità concettuali e l’etica da questioni imbarazzanti. Il vero luogo per comprendere il suo il significato teorico ed etico è l’estetica. Nel giudizio estetico ciò che diventa valore non è mai il banale, il mediocre, ma l’originalità, l’invenzione, l’estro. Il lusso è, esso stesso, un’idea che comporta l’oltrepassamento della “normalità”, dell’ovvio, avendo di mira l’eccellenza: segna una netta demarcazione tra ciò che è comune e la forma assoluta della bellezza. Paradossalmente, quando si vuole relegare il lusso tra le cose inutili o superflue dell’esistenza si comprende, al contrario, come esso abbia sempre rappresentato una ricerca, talvolta soltanto un desiderio, per cambiare, per stravolgere anche, le convenzioni e le abitudini, nelle quali si svolge l’esistenza quotidiana, e provare così a darle un significato non convenzionale. Il lusso, infatti, non ha mai smesso di accompagnare la storia dell’umanità, trasformando la materia in simbolo, conferendo un valore straordinario e unico a ciò che è assolutamente non necessario, aprendo la vita (qualche volta illudendola) a un sogno di bellezza, di eternità, di voluttà. Forse è solo un incantesimo che, sia pure per poco tempo, lascia vivere la bellezza, lo stile, il buon gusto nella libertà e difende il loro diritto di non aver alcun potere sul mondo.


Le Stanze dell'Appartamento dei Principi

LA STANZA DELL'INGRESSO

"Lo spettacolo della bellezza basta forse ad
addormentare in noi, tristi mortali, tutti i dolori."

U. Foscolo

Nella "stanza di ingresso" c’è il primo libro aperto con una penna stilografica di qualità superiore della Montegrappa, filo conduttore che si ripeterà in tutto il percorso, che indica al visitatore il nome dell’ambiente e suggerisce una frase poetica che rimanda alla Bellezza. Lo spettatore viene affascinato dai riflessi di luce dell’antica vetreria di Venini che comunica, attraverso i suoi oggetti contemporanei presenti in molteplici sale, lo stupore prezioso del lusso. Come uno specchio il pavimento in vetro incanta la visione dell’entrata attraverso materiali e maestrie della prestigiosa azienda Crystalexe, presente con i suoi allestimenti raffinati ed originali lungo tutto il percorso. Procedendo, inizia l’educazione estetica degli ospiti alla Reggia, con un particolare cammino necessario per conoscere la complessità di un’idea che ha accompagnato lo sviluppo della civiltà.


STANZA DEL PALAZZO

"Deposta la sua corona di fuoco, è di fronte a noi – Bellezza...
Quel che oggi viviamo come bellezza,
un giorno ci verrà incontro come verità."

F. Schiller

La seconda “Stanza del Palazzo”, è dedicata alle forme originarie con cui veniva pensato, percepito e rappresentato il lusso: esso fa riconoscere, attraverso la suntuosità degli abiti e la simbolicità degli oggetti, il potere. Infatti è la bellezza straordinaria, apparentemente irraggiungibile delle immagini, a sottolineare con immediatezza un’incolmabile differenza sia tra chi amministra il potere terreno, quello che vive nelle corti regali, e il suddito, sia tra chi rappresentata il potere religioso, che separa l’eterno dal contingente, la trascendenza dall’immanenza e istituisce una differenza tra la gerarchia ecclesiastica e l’umile fedele. Sullo sfondo della stanza le architetture di San Pietro e dell’incoronazione di Napoleone fanno da cornice a un grande profilo scultoreo del Papa d’oro e dal mantello regale dell’Imperatore incoronato con in primo piano le eccellenze preziose del Museo del Castello Sforzesco con le sue arpe settecentesche e i brocchieri delle armerie. In contro luce i vasi d’ambra della bottega Venini conducono lo sguardo verso la magnificenza del potere.


STANZA DEL TESORO

"La bellezza attira i ladri più dell’oro
(Beauty provoke thieves sooner than gold)"

W. Shakespeare

La terza “Stanza del Tesoro” racconta lo stupore della bellezza di fronte a oggetti preziosi e bellissimi: un lusso eccezionale ritenuto un tempo irraggiungibile dal comune mortale poi, nel corso della Storia, considerato sempre più alla portata di uomini e donne, attraverso il lavoro, la capacità d’impresa, il sacrificio. Ecco in scena i gioielli preziosi dell’alto artigianato contemporaneo della Maison Roberto Coin, e in un dialogo che sfida il tempo gli orologi d’oro e di porcellana della collezione inestimabile Poldi Pezzoli.


STANZA DELLO SPAZIO-TEMPO

"L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere, perfino, senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo! La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza."
F. Dostoevkij

Nella quarta “Stanza dello Spazio-Tempo” viene raccontato l’ingresso della civiltà occidentale nell’era moderna, quando la scienza cambia il modo di conoscere il tempo e lo spazio. Il lusso non è solo una questione che riguarda la “materialità” delle cose, esso comprende anche il sentimento, l’emozione con cui si guarda il nuovo mondo. Non si dice che avere tempo è un lusso? Non si afferma che immaginare viaggi lontani è un lusso dell’anima? In questa stanza viene rappresentata l’idea della perfezione scientifica per ciò che riguarda il tempo e lo spazio. Il grande cannocchiale, che impera nella stanza, e la lente dell’universo ingrandiscono all’occhio dello spettatore l’universo. Gli orologi del lusso contemporaneo firmato Damiani segnano il fluire del tempo con lo scorrere della sabbia nel vetro.


STANZA DEL CINEMA

La quinta stanza si trasforma in un “Cinema” con immagini evocative e parole che raccontano al visitatore il percorso della mostra.


STANZA DELLA LUCE

"Il vestimento di ogni alta speranza
è la bellezza"

G. D’Annunzio


Ecco, allora, che nella “Stanza della Luce”, la sesta, riflessi e bagliori irrompono nell’oscurità, e il lusso diventa quell’incantesimo che oltrepassa la notte attraverso una fantasmagoria di immagini luminose in grado di sottrarre l’umanità alla solitudine dell’infinità cosmica. Abiti creati da Federico Sangalli nel suo Atelier ed illuminati dal tessuto in fibra ottica Dreamlux, creazioni sartoriali di altissima qualità e sapienza artigianale, aprono allo sguardo del nostro futuro figure e oggetti di grande fantasia che rimandano al magico mondo della moda.


STANZA DELLA VANITÀ

"Amare in libertà
Amare e morire
In quel paese che ti assomiglia!
Là tutto è ordine e bellezza,
Lusso, calma e voluttà."

C. Baudelaire

Siamo ormai nella modernità, nella “Stanza della Vanità” che spesso accompagna le persone nel loro accesso al lusso. Nella settima sala viene perciò allestita la scenografia che venne fatta per la rappresentazione al Teatro alla Scala della Manon Lescaut per la regia di Liliana Cavani: una messa in scena per suggerire un’elegante idea con cui si può vivere la vanità del lusso. Il mosaico fotografico del rinomato artista Maurizio Galimberti arreda con originalità la sala, trasformando le pareti in un gioco contemporaneo di immagini suggestive e spettacolari. L’atelier Giuseppe Zanotti stupisce il visitatore con i modelli delle sue scarpe che rappresentano il lusso della femminilità contemporanea. Una stanza che si trasforma in una suite di un magnifico albergo a sette stelle, dove tra le vestaglie di seta del Vate D’Annunzio - prestito della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani - e i broccati della manifattura Rubelli si consumano aperitivi tra caviale, spumante riserva Masi e prelibatezze adornate da porcellane e argenti, della rinomata Casa Geminiano Cozzi e Zaramella. In un controcanto tra ieri e oggi si svelano allo spettatore le oreficerie e maioliche del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco.


STANZA DEL GIARDINO SEGRETO

"Conosci la terra dei limoni in fiore?
Quella dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,
un vento mite spira dal cielo azzurro,
segreto è il mirto e solenne l’alloro,
la conosci davvero?
Laggiù! Laggiù
vorrei portarti con me, o mio amato."

J. W. Goethe

La Natura è grande maestra per apprendere la straordinaria, lussuosa bellezza della creazione. L’ottava “Stanza del Giardino segreto” accoglie il visitatore con suggestioni che lo fanno riflettere su un mondo naturale da ammirare, da cogliere nella segretezza con cui la bellezza si manifesta e si sottrae alla visione. Ma un mondo che chiede anche di essere protetto, perché la storia civile dell’uomo non può svolgersi che in stretta, intelligente alleanza con la Natura. Ecco la mirabilia di Wonderland, il paese delle meraviglie dell’artista anglosassone Kirsty Mitchell, che con la sua opera ha incantato la critica mondiale. Nel giardino, una fontana getta vino di fronte a una bottiglia di 9 litri di Amarone Masi e a figure allegoriche tra fenicotteri rosa perlati e animali incantati.

STANZA DELLA MASCHERA

"Nessun mortale, disse l’oracolo,
sollevi il velo, finché io stesso non l’alzi.
Chi solleva questo velo vedrà la verità?"

F. Schiller

La maschera nasconde o consente di svelare ciò che non è immediatamente visibile? E’ un travestimento oppure è una realtà da riconoscere? Il lusso è davvero il superfluo, un inutile orpello o un’a-spirazione che, moralisticamente repressa, cela un sogno di bellezza che si vorrebbe raggiungere? La nona “Stanza della Maschera” sollecita il visitatore a riflettere su un antico pensiero che se da un lato condanna il lusso con considerazioni morali, dall’altro è proprio il lusso ad appagare un eterno sogno di voluttà e preziosa bellezza. Fluttuano in uno spazio purpureo, ispirato dalla regia di Stanley Kubrick, un’istallazione di maschere artigiane, firmate dall’Atelier di Venezia Antonia Sautter. Attorno ruotano enigmatici gioielli preziosi di fattura veneziana e le figure scultoree di vetro dei grandi designer contemporanei.


STANZA DELLA GIOSTRA

"La bellezza è verità, la verità bellezza questo è tutto
in terra sapete, e tutto che vi è necessario sapere.
(Beauty is truth, truth beauty – that is all
Ye know on earth, and all ye need to know)"

J. Keats

"Si fa solo un giro, sulla giostra.
La vita è degli audaci."

C. Bukowsky

Entriamo nella “Stanza della Giostra”, è teatrino della nostra contemporaneità: tutto cambia e ritorna identico, il vecchio e il nuovo si rincorrono come nel giro di una giostra. E proprio una giostra che gira è al centro della decima sala, dove il lusso, raccontato dalla moda, presenta immagini diverse che si trasformano in un grande gioco di rimandi in cui si confondono illusione e verità. È la storia del costume: i modelli in prestito da Palazzo Morando segnano i secoli passati fino a esibire nel girotondo della vita il fashion style contemporaneo.


SALA LUX LUXUS LUXURIA

"Che tu venga dal cielo o dall’inferno che importa,
Bellezza"

C. Baudelaire

Il ruggito della tigre, prestito del Museo di Storia Naturale, conduce lo spettatore all’ingresso dell’ultima stanza. Il visitatore, arrivato fin qui, ricorderà il percorso compiuto che, dalla prima sala, con un lento cammino, lo ha portato ad apprendere quell’educazione estetica necessaria per conoscere il significato di “lusso”. Nella parola “lusso” c’è la radice latina sia del termine “lux” che “luxuria”. In quest’ultima stanza, quella delle "quattro colonne" di Palazzo Reale, il lusso è rappresentato come lux, luce che illumina la conoscenza di quell’universo che riguarda il bello, il gusto, lo stile, ma anche come luxuria, l’eccesso, la sensualità che accompagna il piacere della vita. Lux e Luxuria, l’apollineo e il dionisiaco dell’esistenza sono interpretati attraverso il cibo, il vino e i simboli della tentazione: ecco la tavola imperiale - imbandita sul tavolo d’arte realizzato da Riva 1920 in legno millenario - che esibisce il risotto con la foglia d’oro, tipico piatto famoso nel mondo, di Gualtiero Marchesi e si illumina di oro rosso con il pregiato Amarone Masi, e la grande gabbia d’oro in cui si avvolge un serpente, pitone reticolato, anch’esso prezioso prestito del Museo di Storia Naturale. Grandi statue dell’illustre scultore contemporaneo Marcello Pietrantoni, abiti e oggetti strani in un tourbillon di immagini e riferimenti dissonanti allestiscono la sala. Alle sue pareti sono proiettati filmati, curati dal regista contemporaneo Cesare Cicardini, che evocano immagini apollinee e dionisiache di un lusso vissuto come un’esperienza eccentrica, fantasiosa e originale della vita.


IL NUOVO RINASCIMENTO

Un giorno il Maestro disse: “Ti racconterò la storia di questa mirabile bellezza”.
L’Allievo rispose: “Perché parli a bassa voce?
Rispose il Maestro: “Perché il mestiere dei Maestri artigiani si tramanda di padre in figlio affinché non si sveli ad alcuno l’alchimia della sua arte. E il segreto della creazione di oggetti, ciascuno unico e irripetibile."
Il Lusso come intreccio raffinato ed unico tra artigianalità e design, Identità, legame con il Territorio, Tradizione e Innovazione, Qualità e Sapienza artigianale.
La mostra ” Luxus - Lo stupore della bellezza” si svela allo spettatore come il racconto di un’idea e di un visione storica del concetto di Lusso e di Educazione Estetica, in una scenografia ‘teatrale’ originale e forse insolita per una mostra museale, ma armonica e precisa per una messa in scena delle eccellenze produttive che oggi fondano la propria identità, e la propria differenza, in quell’ “alchimia” delle Botteghe rinascimentali dove viveva e pulsava lo stretto legame tra la figura dell’artigiano e dell’artista. Mirabilia. Un evento miracoloso. Il termine Rinascimento indica un evento miracoloso, una nuova consapevolezza, accompagnata da entusiasmo, ottimismo e orgoglio coinvolse, all’aprirsi del 15° secolo, i cittadini delle corti italiane, determinando un fervore artistico e culturale senza precedenti in Italia. Scrittori, poeti, architetti, pittori e scultori furono i veri protagonisti di questo movimento che prese il nome di Rinascimento proprio in relazione al rinascere delle arti. Era infatti opinione diffusa che, dopo il periodo d’oro dell’arte classica, la scultura, la pittura e l’architettura fossero andate irrimediabilmente decadendo fino a scomparire praticamente del tutto durante i ‘secoli bui’ del Medioevo. Soltanto nei primi anni del Quattrocento le arti avevano preso a rifiorire. Questa rinascita era stata resa possibile grazie alla riscoperta dell’arte antica che divenne un modello di perfezione, oggetto di studio da parte di ogni artista.
Il Made in Italy nasce nel periodo delle botteghe rinascimentali, in quegli atelier dove l’artista, il Maestro artigiano, passava agli allievi i segreti del suo sapere e così si perpetuava quell’intelligenza del fare, quell’attitudine alla realizzazione del nuovo che ancora oggi caratterizza i creativi contemporanei nella moda e nel design. Un artigianato quindi che sa fondersi con l’arte del passato e in cui, oggi, tecnologia e ricerca avanzata si inseriscono per offrire prodotti di altissima gamma, non solo da un punto di vista estetico ma anche delle performances. Per una cultura dell’eccellenza che è al contempo artigianato, arte, ambiente, storia e innovazione.
Al centro dello spazio gli oggetti svelano un’anima perché parlano un linguaggio espressivo e al contempo emotivo, perché protagonisti di una storia fatta di personaggi che li fanno vivere, ne tessono la loro storia, la loro origine, e riflettono i volti, le mani, la minuta dedizione, il tempo e il pensiero di chi li crea. Quasi opere d’arte e d’autore, uniche e irripetibili, questi oggetti parlano un linguaggio preciso - come aveva anticipato, con illuminazione Italo Calvino nelle sue ” Lezioni Americane” - per nulla abbandonato al caso e narrano un nuovo lusso che è lievità. “La leggerezza è lieve con un intrinseco peso specifico, assai distante dalla frivolezza che ci circonda, rumorosa, opaca, pesante.”  Oggetti di lusso capaci di evocare immagini ‘in assenza’, solo al tatto ed a occhi chiusi, per nulla destinati ad un consumo frenetico, ma capaci di tenere il ritmo del tempo, ora agili e disinvolti, ora lenti. Sempre funzionali. La vita di ognuno di noi è come un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti e di relazioni che si tessono in una tela. Molteplicità di relazioni che creano storie uniche e irripetibili. Oggetti che sanno raccontare una storia e intrecciarsi con la trama personale di ognuno di noi. Visibilità come piacere dello sguardo e delle linee, eleganti ora sobrie ora preziose, senza mai offese al ritmo. Oggetti unici che vivono nello spazio con una compostezza precisa e personale. Creando un life style elegante ed evocativo, capace di valorizzare ogni storia personale. Qualità come dote ‘invisibile’ che nasconde e svela il pregio di durare nel tempo. Come in una bottega artigiana, attraverso una sapiente operosità artigianale, la materia si plasma nelle forme e nel reciproco rispetto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.

Beatrice MoscaDirettore Artistico

LUXUS - Lo Stupore della Bellezza
Dal 12/07/2018 al 30/09/2018
Curatore: Stefano Zecchi
Direttore Artistico: Beatrice Mosca

Scenografia di: Angelo Sala e Alfredo Corno
Grafica: Rubberduck Mediadesign
Enti promotori: Comune di Milano - Cultura; Palazzo Reale; Fondazione Stefano Zecchi
In collaborazione con: Fondazione Il Vittoriale degli Italiani; Musei Civici di Milano; Fondazione Gualtiero Marchesi

Catalogo: Silvana Editoriale
Biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ridotto speciale 6 euro
Prevendita: T. 892101
Infoline e call center per Gruppi: +39.02.89709022

Sito ufficiale: http://www.mostraluxusmilano.it
Orari: Lunedì: 14:30 – 19:30; Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 09:30 – 19.30; Giovedì, Sabato: 09:30 – 22:30; La biglietteria chiude un'ora prima
Ufficio stampa Mostra Luxus: Veronique Enderlin - veronique@enderlin.it - T. + 39 340 85 25 313 - www.enderlin.it

Ufficio stampa Silvana Editoriale: Lidia Masolni - press@silvanaeditoriale.it
Ufficio stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it

Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12

20122 Milano

T. +39 02875672

 

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