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Guido Marangoni e le Biennali di Monza, 1923-1927, Il design prima del Design, Villa Reale di Monza

Inaugurazione: 12 giugno 2016, ore 11.30

Nell’ambito di 21st Century. Design After Design, XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, Triennale Design Museum presenta Il design prima del design. Guido Marangoni e le Biennali di Monza 1923-1927, a cura di Renato Besana e con progetto di allestimento di Lorenzo Damiani.
La mostra ricostruisce l’appassionante storia delle Biennali monzesi grazie a un approfondimento sulla figura di Guido Marangoni (1872-1941), deputato dal 1909 al 1921, conservatore del Castello Sforzesco, giornalista, fondatore e direttore de “La Casa bella” e, soprattutto, ideatore, propugnatore e animatore delle Mostre internazionali di arti decorative. Le prime tre edizioni, dal 1923 al 1927, si svolgono ogni due anni a Monza, nella Villa Reale, e costituiscono la premessa delle future Triennali, che dal 1933 avrebbero trasferito la propria sede a Milano, nel Palazzo dell’Arte.
Testi, fotografie d’epoca, documenti, opere di Marangoni e una selezione di opere di Maestri (da Ponti a Depero a Mazzucotelli, per citarne soltanto alcuni) immergono il visitatore nelle atmosfere delle Biennali monzesi in una curiosa caccia al dettaglio per ritrovare le origini della Triennale di Milano.
I materiali in mostra sono suddivisi in sezioni che riprendono la partizione seguita da Guido Marangoni in quattro dei sei volumi, pubblicati dal 1925 al 1928, che compongono la sua Enciclopedia delle moderne arti decorative italiane: Il mobile italiano contemporaneo; Le arti del fuoco: ceramica, vetri, vetrate;
L’oreficeria; Il ferro battuto. La corrispondenza tra i titoli e i pezzi esposti non è letterale: vuol suggerire la temperie in cui ciascun manufatto è stato concepito e realizzato. Una vetrina contiene i cataloghi delle tre Biennali monzesi, alcuni dei testi pubblicati da Marangoni e le annate della rivista Le arti decorative, che egli fondò e diresse nell’ambito delle esposizioni internazionali.

Il design prima del design si propone di rievocare le tre edizioni della Mostra internazionale di arti decorative che si tennero a Monza, nella Villa reale e nel parco, dal 1923 al 1927. Al tempo stesso, si tratta d’un omaggio alla figura e all’opera di Guido Marangoni, che ne fu l’ideatore, il propugnatore e il principale artefice. Da quelle lontane Biennali sarebbero scaturite le Triennali: la IV si svolse anch’essa a Monza, mentre le successive, dalla V, nel 1933, ebbero sede a Milano, nel Palazzo dell’Arte.
L’assunto è svolto da una selezione di autori e di pezzi presenti nelle rassegne monzesi. Si è cercato di rispettare, nei limiti del possibile, l’originaria impostazione voluta da Marangoni, che privilegiava l’artigianato artistico, cui si aggiunsero, in misura sempre maggiore di edizione in edizione, le produzioni industriali di pregio. L’unità delle arti, comprese le decorative, aveva in lui un convinto assertore e questa - con le dovute differenze - sarebbe stata la cifra delle Triennali fino ai giorni nostri. Se n’è tenuto conto: ceramiche, vetri, ferri battuti, monili, tessuti, mobili e complementi d’arredo, molti dei quali recano firme illustri, compongono un quadro multiforme, che restituisce le predilezioni di un’epoca, tra reminiscenze ottocentesche e annunci del nuovo. L’ambizione è che il pubblico di oggi ritrovi lo stupore e la meraviglia che affascinò i visitatori di un tempo ormai remoto, quasi che le loro ombre ancora aleggino fra queste mura.

Renato Besana, curatore


Nel 2014 Triennale di Milano con Triennale Design Museum è ritornata a Monza, nella sede a cui storicamente sono legate le sue origini, con una selezione di pezzi iconici della storia del design italiano dalla collezione Permanente del museo.
Quest’anno nell’ambito della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, dopo vent’anni dall’ultima edizione, abbiamo ritenuto importante ricordare la nascita dell’istituzione attraverso le prime Biennali e una figura di particolare rilievo come quella di Guido Marangoni, ideatore, propugnatore e animatore delle Mostre internazionali di arti decorative. Non solo quindi il “design after design” ma anche il “design prima del design” per affrontare la complessità del progetto contemporaneo.

Silvana Annicchiarico, direttore Triennale Design Museum


GUIDO MARANGONI (1872-1841)
Da sindacalista rivoluzionario ad artefice delle Biennali monzesi Guido Marangoni nasce il 16 maggio 1872 a Casanovo Elvo, allora in provincia di Novara, da un’agiata famiglia originaria della Lomellina. Cresce nella tenuta paterna della Cascinassa, liceo a Vercelli, università a Torino: più che la giurisprudenza, a interessarlo sono l’arte e la politica. Ben presto aderisce al Partito socialista. Seguace di Georges Sorel e del sindacalismo rivoluzionario, si muove tra Piemonte, Lombardia e Veneto. All’inizio del secolo è a Venezia, dove dal 1903 dirige Il secolo nuovo, e nel Polesine. Nel 1909 è eletto deputato nel collegio di Comacchio; manterrà il seggio per tre legislature, fino al 1921. Nonostante l’intensa attività parlamentare, scrive molto di politica e di arte, considerando l’una complementare all’altra nell’elevazione del popolo.
Il 20 dicembre 1917 Marangoni, che si è trasferito a Milano, indirizza una lunga lettera aperta al sindaco Emilio Caldara, socialista anch’egli, chiedendo al Comune di “promuovere, a non oltre due anni dalla pace, una grande esposizione d’arte decorativa da rinnovarsi di biennio in biennio e tale da assurgere a generale convegno di quanti in ogni parte d’Italia abbiano lavorato alla rinascita delle attività artistiche locali”. Marangoni si prefigge di “dare impulso a industrie assai remuneratrici applicando la forza di larghe maestranze”. Alla lettera, pubblicata nel Bollettino comunale del gennaio 1918, segue una relazioneprogramma, presentata nel 1919 alla giunta milanese, che l’approva in ottobre.
Le questioni economiche e organizzative, a cominciare il reperimento d’una sede, appaiono d’impervia soluzione. Si era fortunatamente resa disponibile la Villa reale di Monza, che la Corona aveva ceduto al demanio. Nell’ambito della Società Umanitaria, Marangoni era impegnato anche per istituire un’università delle arti decorative. I due progetti si fondono. Per realizzare l’uno e l’altro, Milano si consorzia con Monza e poi con l’Umanitaria, ottenendo nel 1920 l’assegnazione della villa e l’uso del parco circostante.
L’attività di Marangoni è febbrile: dal 1919 soprintendente al Castello Sforzesco, trasferisce nella Villa reale di via Palestro le collezioni d’arte moderna. Sua l’iniziativa di una pubblica sottoscrizione - è il 1920 - per acquistare Il quarto stato di Pellizza da Volpedo.
Nel novembre 1922 s’inaugura l’Università delle arti applicate, ospitata nelle ex scuderie della Villa reale.
La I Mostra internazionale delle arti decorative si apre il 19 maggio 1923. A dirigerla è Marangoni, che organizzerà anche le edizioni successive, nel ’25 e nel ’27. Le Biennali monzesi, efficace vetrina del prodotto italiano, si imposero anche fuori dai confini nazionali, ottenendo un largo successo. La formula originaria si era però usurata e il consorzio Milano-Monza-Umanitaria non era in grado di far fronte al crescente impegno organizzativo e finanziario, al punto da esser commissariato per decreto prefettizio nel 1928.
Esautorato da ogni incarico, Marangoni si concentra sulla scrittura. Nel 1928 fonda il mensile La casa bella.
Nella seconda metà degli anni Trenta la sua salute peggiora. Perde quasi del tutto l’udito. Alla fine del 1940 è ormai stremato. Cerca sollievo a Bordighera: morirà tre giorni dopo il suo arrivo, il 16 gennaio 1941.
Per onorarne la memoria, nel 1946 fu posta una lapide nell’atrio della Villa reale di Monza.

La I Mostra internazionale delle arti decorative, che accoglie oltre mille espositori, si apre il 19 maggio 1923 per chiudersi il 21 ottobre, dopo aver registrato un’ampia affluenza di pubblico. Secondo gli intendimenti di Marangoni, convinto assertore delle tradizioni locali, l’ordinamento prevalente è per provenienza regionale. Ciascuna sala è allestita come una stanza arredata in ogni particolare. Non manca tuttavia una sezione che si articola per temi e categorie merceologiche, dal libro all’arte sacra, dagli orafi alla scenografia, dai tessuti ai ricami. Si tratta in gran parte di pezzi unici, spesso realizzati da artisti di fama, cui si affiancano i prodotti dell’industria, per esempio ceramiche e vetri. L’avanguardia è rappresentata dalla Sala futurista di Fortunato Depero: quadri, arazzi, giocattoli, disegni e, al centro, la Glorificazione plastico-luminosa di Marinetti.
La II Mostra internazionale delle arti decorative, da maggio a ottobre 1925, non si allontana nell’ordinamento e nelle linee ispiratrici della precedente: sezioni regionali, con l’aggiunta delle colonie italiane, Tripolitania, Cirenaica, Eritrea, e sezioni a tema. Marangoni lascia ampio spazio al folclore, rustico e contadino, e agli stili consolidati, che si esprimono in un artigianato d’indiscussa qualità esecutiva.
La III Mostra internazionale delle arti decorative si svolge da maggio a ottobre 1927. Sono gli anni del Novecento italiano; nel consiglio artistico, entrano Carlo Carrà, Margherita Sarfatti, Gio Ponti, Mario Sironi e Carlo Alberto Felice, che indirizzano le scelte espositive. Il folclore caro a Marangoni non riveste più un ruolo preminente, le mostre regionali restano, ma ridotte di numero e d’importanza, si ampliano le sezioni a tema e le proposte dell’industria, benché ancora legata alla piccola serie. Depero costruisce nel parco il Padiglione del libro, un’installazione - si direbbe oggi - nella quale enormi caratteri tipografici diventano elementi costruttivi.


Eventi correlati

In preparazione della mostra, il 10 giugno 2016 alle ore 17.00 alla Villa Reale si svolge Un’altra Villa Reale. Le Biennali di Monza tra modernità e trasformismo, incontro/dibattito sul tema delle Biennali a Monza e sulle trasformazioni degli interni della Villa Reale per adattarli a sede espositiva delle mostre-mercato realizzate dal1923 al 1930.
Intervengono: Renato Besana, Giovanna D’Amia, Giorgio Siboni, Rodrigo Rodriguez, Marina Rosa.

UN'ALTRA VILLA REALE visite guidate
Dalle foto d'epoca ai giorni nostri in una curiosa caccia al dettaglio per ritrovare le origini della XXI Triennale.
Orari: Ogni sabato alle 15.00 e alle 17.00 (escluso il 13 e 20/8)
Prenotazione consigliata a: info@residenzerealilombarde.it


Il design prima del design
Guido Marangoni e le Biennali di Monza 1923-1927
A cura di Renato Besana
Progetto di allestimento: Lorenzo Damiani
Coordinamento generale: Silvana Annicchiarico

Assistenza alla curatela: Tommaso Tofanetti, Giorgio Galleani
Ricerche museali, iconografiche, bibliografiche: Beatrice Marangoni, Elvia Redaelli, Claudia Di Martino
Progetto grafico: Cristina Silva – Modus comunicazione visiva
Sound Design: Lorenzo Palmeri
Comunicazione: Damiano Gulli
Produzione allestimento: Roberto Giusti
Organizzazione: Maria Pina Poledda
Restauro: Barbara Ferriani
Coordinamento: Rafaela Trevisan, Alessandra Vannini
Realizzazione allestimento, Logistica: Beppe Utano
Trasporti: Arteria

 

Dal 12 giugno al 11 settembre 2016
Orari: mar-dom 10.00 - 19.00 | ven 10.00 - 22.00; La biglietteria chiude un’ora prima
Info: www.triennale.org - www.mb.camcom.it - www.villarealedimonza.it
Triennale Design Museum Comunicazione: Damiano Gulli - tel. 02 72434241 - damiano.gulli@triennale.org
Ufficio Stampa: SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali - 
Giulia Bertolini - 3337891567 - bertolini@secrp.it

Belvedere della Villa Reale di Monza
Villa Reale di Monza
viale Brianza 1
Monza

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