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Giuliano Mauri: il tessitore del bosco, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, 12/11/2019

"Raro, rarissimo esempio, nel contesto dell’arte contemporanea  di artista leonardesco, che sa produrre la bellezza, sa comunicare poesia,e, allo stesso tempo, sa costruire: come un grande ingegnere del Politecnico, che mai però sognerebbe di sottoscrivere i calcoli statici delle strutture che Giuliano Mauri immagina e realizza. “Un pezzo di scienza” naturalmente posseduta, ma anche un pozzo infinito e commovente di poesia e di bellezza, trasformano queste forme-strutture in opere d’arte.

Gino di Maggio, Fondazione Mudima

 

GIULIANO MAURI. IL TESSITORE DEL BOSCO
Milano, Accademia di Belle Arti di Brera,
via Brera 28, Milano
Martedì 12 novembre 2019, ore 17

L’Associazione Giuliano Mauri e l’Accademia di Belle Arti di Brera
hanno organizzato un incontro con alcuni testimoni del pensiero e della ricerca di Giuliano Mauri (Lodivecchio, 1938-2009) a dieci anni dalla scomparsa.
Introdotta da un saluto istituzione del Direttore Giovanni Iovane.
La scelta del luogo non è casuale perché proprio in una delle sedi espositive dell’Ateneo, l’ex chiesa di San Carpoforo, nel 1986, Mauri realizzò u na delle sue opere-installazioni più suggestive e coinvolgenti: ‘La Terra del Cielo’.

Giuliano Mauri, 1986, ex-chiesa di San Carpoforo, Milano

Andrea Cancellato, Fabio Cirifino, Domenico Pedroni, Decio Carugati, Jean Blanchaert, Emanuele Montibeller, Francesca Regorda, Elisabetta Longari

Sono Intervenuti: Jean Blanchaert, Andrea Cancellato, Decio Carugati, Fabio Cirifino, Emanuele Montibeller, Domenico PedroniAldo Colonetti.
Ha moderato Elisabetta Longari, Accademia di Brera e Francesca Regorda, Associazione Giuliano Mauri.

Aldo Colonetti, Fabio Cirifino, Domenico Pedroni, Decio Carugati, Jean Blanchaert, Emanuele Montibeller, Francesca Regorda, Elisabetta Longari

Giuliano Mauri ( Lodivecchio, 1938-2009) fu il primo Artista italiano a far parte del movimento internazionale ART IN NATURE, grazie all’incontro con Dieter Ronte e Vittorio Fagone. Soprannominato da quest’ultimo “Il tessitore del bosco”, Mauri ha realizzato architetture vegetali, chiamate da Pierre Restany: “Architetture dell’immaginario”, con l’intento di recuperare un dialogo profondo con i luoghi. In questa direzione si è sempre collocato il suo lavoro, attento a lasciare i segni minimi, essenziali, lievi, nella prospettiva di una sorta di continuità, o di reciproco completamento, tra arte e natura.
Le sue opere, costituite solo da materiale naturale, vivono nel vero senso del termine, seguendo il naturale ciclo di vita, senza modificare il paesaggio in modo invasivo, ma entrando in un intimo rapporto con esso; proprio per questo non può essere associato alla Land Art.
Mauri con la sua arte tocca aspetti culturali profondi, che coinvolgono nel loro insieme la storia; con una forte attenzione storica, studia la memoria dei luoghi; l’antropologia, la poesia, la filosofia, la letteratura, la sacralità, sino ad arrivare alle forme primordiali.
Un impegno ecologico, come unico mezzo per dare risposta ai mille dubbi dell’uomo.
Un ritorno alle origini, il riavvicinamento dell’uomo, ora mai civilizzato, alla natura.
Nato l’11 gennaio 1938 a Lodivecchio, Mauri scompare a soli settantuno anni, il 29 maggio del 2009, lasciando diversi progetti incompiuti.
Da allora la famiglia ha sempre lavorato per cercare di valorizzare il suo nome e il suo
pensiero, creando l’archivio e, nel luglio del 2016, l’Associazione Giuliano Mauri, con il compito di promuovere, tutelare e valorizzare la sua opera e l’intento principale di “non far dimenticare”.
Sono state così organizzate diverse mostre personali e collettive, tra le più importanti ricordiamo:
Giuliano Mauri, tra Progetto e Simbolo” a Palazzo Farnese, Piacenza (2012);

Sui passi di Giuliano Mauri”, Fondazione Nympee, Castello di Padernello, Brescia (2012); 

"E subito riprende il viaggio... opere della collezione del MA*GA”, MAGA Gallarate;

Scenario di Terra”, MART Trento e Rovereto (2014-15); 

Giuliano Mauri, Architetture dell’Immaginario” per Triennale di Milano, Milano Expo 2015, Lodi.

Opere ancora esistenti:
• Cattedrale Vegetale (2001) Arte Sella, Borgo Val Sugana, Trento.www.artesella.it
• L’Anfiteatro (2007) Val del Bisenzio, Luogomano, Cantagallo.
• Ponte San Vigilio (2008) Padernello, Castello di Padernello, Brescia.www.castellodipadernello.it
• Cattedrale Vegetale (2009) Parco delle Orobie, Zambla Alta, Oltre il Colle,
Bergamo.www.parcorobie.it/cattedrale-vegetale-progetto

Bibliografia essenziale:
• (completa sul sito dell’artista www.giulianomauri.com)
• Giuliano Mauri. Arte nella natura 1981-1993. A cura di Vittorio Fagone. Testi di di
Vittorio Fagone e Fabio Francione.Mazzotta Editore, Italiano e Inglese. Milano, 1993
• Art in Nature. Art Works and Environment. Art in Nature.Opere d'Arte e Ambiente. A cura di Vittorio Fagone. Testi di Vittorio Fagone, Laszlo Beke, René Berger, Gertrud Købke Sutton, Jacques Leenhardt, Sheila Leirner, Paul Nesbitt, Giovanna Parodi da Passano, David Reason, DieterRonteeElmarZorn. Mazzotta Editore, Italiano e Inglese. Milano,
1996.
• Giuliano Mauri. Arte nella natura 1981 - 1993. A cura di Decio Giulio Riccardo Carugati. Electa, Italiano, Inglese, Tedesco 2003
• Arte visive e partecipazione sociale. Enrico Crispolti , Ed. De Donato,
1975.
• Giuliano Mauri. La terra del cielo. A cura di Vittorio Fagone, Centro lnternazionale di Brera, Milano, 1986.
• Art and Design. “Giuliano Mauri. Art in Nature 1981-1993, Vittorio Fagone, in Profile n° 36, 1994.
• “Uccelli e Gabbie” Pierre Restany, “Mercato del Sale”, Milano, 1985 .
• Cattedrale Vegetale, un’opera di Giuliano Mauri. Arte Sella e Nicolodi editore, Trento, 2003.


Associazione Giuliano Mauri
Vicepresidente: Francesca Regorda, T.338 6428497 - regordafrancesca@gmail.com
@GiulianoMauriIltessitoredelbosco
Comunicazione: Alessandra Pozzi, T. 338 5965789 - press@alessandrapozzi.com

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