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Archivi categoria : Teatro

Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show, il Teatro Manzoni, Milano, dal 9 al 12/01/2020

Dal 9 all’12 gennaio 2020 al Teatro Manzoni di Milano
IL CABARET

Imarts 

presenta

MASSIMO LOPEZ e TULLIO SOLENGHI

in

MASSIMO LOPEZ & TULLIO SOLENGHI SHOW
Scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi

con la JAZZ COMPANY

diretta dal Maestro Gabriele Comeglio

Scenografie: Cristina Bartoletti


300 repliche, due stagioni sold out, più di 72mila biglietti venduti nella tournée 2018/2019.

Dopo lo straordinario successo della passata stagione, torna in scena a grande richiesta l’imperdibile spettacolo di Massimo Lopez e Tullio Solenghi prodotto e distribuito da International Music and Arts, che ha raggiunto le 300 repliche dopo due fortunatissime stagioni sold-out ovunque, con oltre 72mila biglietti venduti nella sola tournée 2018/2019.

Con questo Show, di cui sono interpreti e autori, i due artisti tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che esegue dal vivo la partitura musicale. Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico.
Tra i vari cammei, l’incontro tra Papa Bergoglio (Massimo) e Papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato a “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.

Questo nostro spettacolo è nato quasi per gioco, con la voglia di tornare insieme sul palco  dopo 15 anni, giocando appunto con i nostri attrezzi del mestiere, sketch, imitazioni, frammenti di teatro, parodie; il tutto condito da una bella colonna sonora, curata dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che raccoglie le migliori esibizioni del recente “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di show, capita così di imbattersi in un Amleto multietnico, in un frammento di vita quotidiana di papa Bergoglio e del suo amico Ratzinger, in un Rossini eseguito coi denti, nel duetto targato Las Vegas di Sinatra/Dean Martin o ancora negli echi di politici vecchi e nuovi o nell’affaccio di Paolo Conte in persona, ecc… ecc…
Questa nostra scommessa, lanciata nell’estate 2017, ci ha ripagati alla grande con un centinaio di date nella prima stagione 2017/2018 e con altrettante e più in quella attuale 2018/2019. I teatri esauriti ci stanno esaltando, ma l’incontro col nostro pubblico contiene in sé una valenza affettiva che non era scontata. Ogni volta che il sipario si apre, infatti, è come se magicamente ci si ritrovasse tra parenti, quasi ogni spettatore ha un momento della sua vita legato a noi, legato al Trio: “Come regalo di laurea dai miei genitori pretesi due biglietti per venirvi a vedere al Sistina”, “Mio padre lo ricordo sempre serio, una sola volta lo vidi ridere, con voi”, “I primi gruppi di ascolto li istituimmo nel 1987 col Trio”, “Per far digerire ai miei figli i Promessi Sposi, sono stati provvidenziali i vostri”.

Così, ogni sera, oltre al divertimento condividono col pubblico un coinvolgimento emotivo che tocca il suo apice nel ricordo di Anna, due minuti di commozione pura, anche se i suoi due ex compagni di giochi Tullio e Massimo la sua presenza in scena la avvertono per tutte le due ore di spettacolo.

MASSIMO LOPEZ & TULLIO SOLENGHI SHOW
Dal
9 al 12/01/2020
Orari
: Giovedì - sabato: ore 20.45; Domenica: ore 15.30

Biglietti: Poltronissima Prestige: 31,00 + 4,00*; Poltronissima Prestige (sab-dom-festivi): 35,00 + 4,00*; Poltronissima: 27,00 + 3,00*; Poltronissima (sab-dom-festivi): 32,00 + 3,00*; Poltrona: 20,00 + 2,00*; Poltrona (sab-dom-festivi): 23,00 + 2,00*
Poltronissima Prestige over 65: 28,00 + 3,00*; Poltronissima Prestige over 65 (sab-dom-festivi): 32,00 + 3,00*; Poltronissima over 65: 25,00 + 2,00*; Poltronissima over 65 (sab-dom-festivi): 28,50 + 3,00*; Poltrona over 65: 18,00 + 2,00*; Poltrona over 65 (sab-dom-festivi): 20,50 + 2,00*; Poltronissima under 26: 19,00 + 2,00*; Poltronissima under 26 (sab-dom-festivi): 22,00 + 2,50*
* diritti di prevendita
Biglietteria: prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa); informazioni; T. 02 7636901 - cassa@teatromanzoni.it - dal lunedì al sabato: 10.00 - 19.00 - Via Manzoni, 42 - Milano - La biglietteria è aperta anche 45 minuti prima di ogni spettacolo
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro la sera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center: 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  - T. 02 763690630 - M. 338 9306431

Il Cabaret
Teatro Manzoni

Via Manzoni 42
20121 Milano 
T. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 

 

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Angela Finocchiaro: Ho perso il filo, il Teatro Manzoni, Milano, dal 21/11 all’8/12/2019

PROSA

AGIDI presenta

ANGELA FINOCCHIARO

in

HO PERSO IL FILO

soggetto di
ANGELA FINOCCHIARO, WALTER FONTANA, CRISTINA PEZZOLI

testo di WALTER FONTANA 

con le Creature del Labirinto:

ALIS BIANCA, GIACOMO BUFFONI, ALESSANDRO LA ROSA,

ANTONIO LOLLO, FILIPPO PIERONI, ALESSIO SPIRITO

coreografie originali di HERVÉ KOUBI
assistito da FAYÇAL HAMLAT

 scene di GIACOMO ANDRICO

luci di VALERIO ALFIERI

costumi di MANUELA STUCCHI 

regia di CRISTINA PEZZOLI

Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è HO PERSO IL FILO.
In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.
Angela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.
Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.
Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.
Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando - di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando - promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.
Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.
Il Labirinto è un simbolo antico di nascita - morte - rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro inun finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.
Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

Angela Finocchiaro Ho perso il filo
Dal 21/11 al 8/12/2019

BIGLIETTI: da martedì a venerdì: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 - Poltronissima under 26 € 15,50; Sabato e domenica: Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 25,00 - Poltronissima under 26 € 17,50
Orari
: Feriali e 7 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30

Informazioni: T. 02 7636901 - Fax 02 76005471
Ufficio Stampa: Manola Sansalone - T. 02 763690630 - M. 338 9306431 -  stampa@teatromanzoni.it

Il Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano

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La Storia a Processo! Carlo Cattaneo: colpevole o innocente?, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Milano, 30/10/2019

Promosso dall’Assessorato all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia nell’ambito delle celebrazioni per i  150 anni dalla sua scomparsa, Carlo Cattaneo è al banco degli imputati per il secondo appuntamento della stagione 2019-2020 di La Storia a Processo! in programma fino ad aprile tra Roma e Milano.
Il format originale, ideato e curato da Elisa Greco, porta sulla scena i grandi personaggi della storia perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo” in cui magistrati, avvocati, politici, giornalisti assumono i ruoli di accusatori, legali della difesa e testimoni.
Carlo Cattaneo: rivoluzionario o arrivista? è  il capo d’imputazione intorno a cui ruota il Processo che, introdotto da Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia e dal prologo della curatrice Elisa Greco, condotto, nel ruolo di Presidente della Corte, dal giornalista e accademico Salvatore Carrubba.
Ad impersonare Carlo Cattaneo il professor Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia che commenta: «Carlo Cattaneo fu un grande lombardo, teorico del federalismo e strenuo difensore delle libertà. L’idea di libertà era per Cattaneo un valore etico e civile, pietra fondante di una nuova cultura politica, presupposto essenziale per la costruzione di una democrazia repubblicana, sinonimo di pluralismo e dunque garanzia di autonomia e federalismo».
Si sono fronteggiati: per l’accusa, in qualità di Pubblico Ministero, Pier Luigi Vercesi, Inviato speciale del Corriere della Sera e, come testimoni, il giornalista Angelo Crespi, nel ruolo di Giuseppe Mazzini, la giornalista Martina Maltagliati nei panni dell’eroina risorgimentale Cristina Trivulzio di Belgiojoso e il professore Giuseppe De Luca  in quelli del patriota Enrico Cernuschi.
Per la difesa, con la toga da avvocato difensore, lo storico Giordano Bruno Guerri che ha convocato come suoi testimoni: Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, che impersona il senatore Francesco Ferrara e il giornalista Fabio Rubini che interpreta lo storico Giuseppe Ferrari. Altra speciale testimone per la difesa, la moglie di Cattaneo Anna Woodcock, impersonata da Sabrina Scampini, opinionista e giornalista.
Al termine, al pubblico in sala il compito ha emesso il verdetto favorevole a Carlo Cattaneo. Un unico voto contrario. Una utile e piacevole serata culturale, come quelle di una volta.

Auditorium Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
mercoledì 30/10/2019
Ore
: 20.30
Informazioni: T. +39 02 485 555 343-450-431

Ufficio Stampa: stampa@museoscienza.it
Ufficio Stampa La Storia a ProcessoMaurizio Quattrini - M. +39 338 8485333, - maurizioquattrini@yahoo.it; Guido Gaito - M. +39 329 0704981 - guido@gaito.it

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Via S. Vittore 21
20123 Milano

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Anfitrione di Sergio Pierattini, il Teatro Manzoni, Milano, dal 31/10 al 17/11/2019

 


La Pirandelliana

in collaborazione con

Fondazione Teatro della Toscana

presenta

Gigio Alberti    Barbora Bobulova   

Antonio Catania    Giovanni Esposito 

Valerio Santoro    Valeria Angelozzi

in

ANFITRIONE

di Sergio Pierattini

regia di Filippo Dini

scene Laura Benzi      

costumi Alessandro Lai              

luci Pasquale Mari

musiche Arturo Annecchino

L’Anfitrione del 2019 è un arrembante politico, o meglio, un dilettante populista che, con la sua esordiente formazione politica, ha appena sbaragliato gli avversari con un sorprendente e inatteso plebiscito. Sosia, che Plauto e Molière vollero suo servitore, si è trasformato in un autista portaborse, mentre la bella Alcmena, moglie del trionfatore delle elezioni e prossima First Lady, è divenuta insegnante di scuola media di una piccola città di provincia. Ma come si sono trasformati in questa contemporanea riscrittura di uno tra i più conosciuti classici della comicità, Giove e Mercurio, gli dèi che hanno dato vita al mito della nascita di Ercole grazie all’innamoramento di Giove per la moglie di Anfitrione? La risposta sta nel meccanismo perfetto di una vicenda drammaturgica che, affinandosi, ha attraversato i secoli, da Plauto fino a Giraudoux, con il suo Anfitrione 38, passando da Molière, Kleist e molti altri.
Gli dèi, incuranti dell’incredulità e dello scetticismo che li circonda dalla fine del mondo classico, continuano ad agire e a sconvolgere con il loro intervento, allora come oggi, gli umili e i potenti. Giove, per avere Alcmena, gabbandone il marito, fa vincere le elezioni all’improbabile Anfitrione, che quando arriva a casa da neo deputato destinato alla carica di Presidente de Consiglio, si trova alle prese con un intrigo che la sua intelligenza non è in grado di sbrigare. La stessa Alcmena è protagonista di un inganno che a poco a poco le si svela attraverso il gioco di cui ella stessa è vittima.
I protagonisti si sdoppiano: c’è un Anfitrione becero, volgare e arrogante e un Anfitrione interpretato da Giove, gentile e modello dell’uomo perfetto o quasi.
Gli fa eco un’Alcmena nevrotizzata e vittima della sciatteria del marito, a fronte di un’altra Alcmena, dolce e sensuale che vediamo alle prese con Giove quando prende le sembianze di Anfitrione. La metamorfosi investe anche i personaggi che appartengono alla scala sociale inferiore. Il modesto Sosia, ha il suo alter ego in un Mercurio diabolico e sfrontato, e sua moglie Bromia, si trova alle prese con i suoi due “mariti” Sosia e Mercurio, e la sua preferenza verso il secondo è scontata.
L’altalenarsi tra verità e inganno, intesi e malintesi, genera situazioni comiche, bizzarre e spiazzanti che fanno da specchio alle sempre più grottesche e disorientanti vicende del nostro presente.

La storia di Anfitrione ha appassionato tutte le epoche, e da quel lontano 206 a.C. si sono susseguite decine e decine di riscritture, senza contare le innumerevoli messe in scena, come se ogni epoca, e forse in particolar modo nel secolo scorso, avesse desiderato scrivere una nuova pagina su una vecchia storia, una storia torbida, dove si consuma il più ambiguo e il più perfido dei tradimenti, quello inconsapevole di una moglie, che si concede tra le braccia di una divinità, quanto mai consapevole invece di goderne le grazie e i piaceri. Il dio è costretto a manifestarsi nelle sembianze del marito, quindi abbassarsi al livello di noi poveri mortali, per provare un godimento umano, che pur essendo umano, risulta essere irresistibile e neppure paragonabile a qualunque altra soddisfazione celeste.
Ci troviamo di fronte ad un paradosso ovviamente, un cortocircuito della mente. Come può il padre degli dei, che può tutto e che possiede tutto, bramare una donna umana? E per di più come può bramare un piacere umano? Ed inoltre non poteva l’onnipotente incantare la mente della bella Alcmena e attrarla tra le sue braccia divine in altro modo? Perché risulta essere costretto a prendere le sembianze del marito?
Egli, il grande Giove, desidera essere amato da questa donna meravigliosa, alla quale non può resistere, proprio come essa ama suo marito, vuole quel genere di amore, quello assoluto e incondizionato. Per questo Alcmena deve essere ignara di questa macchinazione, perché solo in quel caso potrà concedersi completamente, non in preda ad un desiderio temporaneo, frutto di una voglia passeggera, ma consapevolmente fedele al “patto” erotico e sentimentale sancito con suo marito.
Il paesaggio nel quale inizia la commedia è quello di un esterno di notte, una notte che sembra non finire mai, una notte che è stata prolungata apposta da Giove, proprio per poter giacere con la sua amata mortale, più tempo possibile. Sembra evidente fin da subito la dimensione da incubo nel quale si intende immergere questa storia. Il tema che si sviluppa, il suo paradosso, la struttura stessa della commedia, la sua ambientazione tutta all’esterno, in un cortiletto davvero ambiguo, quasi anonimo, sembrano suggerirci una riflessione profonda, quasi archetipica del nostro essere mortali, del nostro rapporto con noi stessi, con le nostre paure, in definitiva con il nostro doppio.
Il tema del doppio, meravigliosamente espresso sotto forma di commedia, quindi inserito all’interno di una situazione estremamente divertente, esplode in questa storia con grande modernità.
Il dio, forse interpretabile come una parte profonda e remota di noi stessi, la parte migliore e più nascosta o la parte più oscura e demoniaca, si manifesta per prendersi il tesoro più prezioso che abbiamo, mentre il nostro “io” a noi più “noto” è impegnato a guerreggiare e a farsi bello delle sue vittorie. Nello stesso momento in cui Anfitrione sta rincasando dopo una grande vittoria sul campo di battaglia, Anfitrione si gode sua moglie in una delle notti più appassionate della sua vita.
Cosa si cela dietro questa follia della mente, dietro questo ribaltamento del tempo e della vita, dietro questo sconvolgimento di passioni e di clessidre? Perché continua a farci divertire così tanto una storia tanto ambigua? E in che misura è ancora in grado di turbarci?
Abbiamo anche noi, come dicevo all’inizio, sentito il desiderio di “riscrivere”, proprio perché abbiamo sentito la necessità di iscrivere questa storia nell’oggi, nel nostro quotidiano, con la speranza che pur mantenendo lo stesso divertimento, la stessa comicità, possa incidere ancora più prepotentemente nella nostra coscienza, nel nostro intimo, facendoci ritrovare forse, un dialogo con il nostro doppio, con quella zona remota e temibile del nostro essere, quel dio appunto, che tutto può, che tutto vede e domina, a nostra insaputa.

Manzoni Prosa
ANFITRIONE di Sergio Pierattini
Dal
31/10 al 17/11/2019
Orari
: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30

Biglietti: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00; Poltronissima under 26 € 15,50
Informazioni: T. 02 7636901 - Fax 02 76005471
Ufficio Stampa: Manola Sansalone - T. 02 763690630 - M. 338 9306431 - stampa@teatromanzoni.it

Il Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano

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DA BALLA A DALLA, Storia di un’imitazione vissuta, Dario Ballantini, Teatro Manzoni, Milano, 28/10/2019, ore 20,45

"Sono stato innamorato della musica di LucioDalla da sempre."
Dario Ballantini


28 ottobre 2019 - ore 20,45

Licinio Productions
presenta

DARIO BALLANTINI

in

DA BALLA A DALLA
Storia di un’imitazione vissuta

progetto e regia di MASSIMO LICINIO

scritto e cantato da DARIO BALLANTINI 

batteria Richard Arduini

basso Matteo Balani

chitarra Francesco Benotti

tastiere Alessandro Carlà

sax Walter Calafiore

direzione musicale Francesco Benotti

costumi Cinzia Ferraguti     scenografia Sergio Ballantini

Un omaggio che Ballantini rende all'amico e grande cantautore, reinterpretando una parte scelta della sua straordinaria produzione artistica.
È uno spettacolo che ricorda Dalla visto attraverso il racconto di vita vera di Dario che, da fan imitatore giovanissimo e pittore in erba, aveva scelto il cantautore emiliano come soggetto di mille ritratti e altrettante rappresentazioni da imitatore trasformista fino all'incontro vent'anni dopo in cui i ruoli si sono, come in un sogno, ribaltati facendo sì che Lucio diventasse un sostenitore del successo di Dario, come pittore e trasformista. Ballantini con i musicisti racconta minuziosamente i passaggi della carriera di Dalla, cantando con la voce sorprendentemente fedele all'originale e trasformandosi “dal vivo” in lui. Tra un brano e l’altro, scorrono sul proiettore le decine di foto tratte dai disegni di Ballantini sui diari scolastici che rivelano la maniacale passione per Dalla, che ha avuto modo di rendersi conto di questa nascosta passione durante la mostra alla Triennale Bovisa di Milano dove Lucio cantò per un'ora, mentre Dario dipingeva. 


MANZONI EXTRA
DA BALLA A DALLA, Storia di un’imitazione vissuta
28 ottobre 2019 - ore 20,45
Biglietti
: Prestige € 22,00 - Poltronissima € 20,00 - Poltrona € 18,00 - Under 26 anni € 15,00

Ufficio Stampa: Manola Sansalone - T. 02 763690630 - 338 9306431 - stampa@teatromanzoni.it

Il Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano
Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471

 

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