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Archivi categoria : Teatro

Don Chisciotte: Alessio Boni e Serra Yilmaz, Il Teatro Manzoni, Milano, dal 27/02 al 15/03/2020

Il Teatro Manzoni
Prosa
Dal 27 febbraio al 15 marzo 2020

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

presenta

ALESSIO BONI   SERRA YILMAZ

in

DON CHISCIOTTE

adattamento di FRANCESCO NICCOLINI
liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra

drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e Francesco Niccolini

con

MARCELLO PRAYER

e

FRANCESCO MEONI - PIETRO FAIELLA - LILIANA MASSARI - ELENA NICO

ronzinante NICOLÓ DIANA

scene Massimo Troncanetti costumi Francesco Esposito

luci Davide Scognamiglio musiche Francesco Forni

regia
Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer

Chisciotti e cavalieri erranti, sparpagliati per il mondo o chiusi dentro le mura, sono sempre gli stessi, quelli di un tempo, quelli di oggi e quelli di domani, savi e pazzi, eroi e insensati. Non sono venuti al mondo per vivere meglio o peggio. Quando l'universo nella solitudine si abbandona alle proprie miserie, loro pronunciano parole di giustizia, d'amore, di bellezza e di scienza. Chi si rende volontariamente schiavo non maledice l'esistenza.

Fernando Arrabal, Uno schiavo chiamato Cervantes

Don Chisciotte, liberamente ispirato all’iconico e visionario romanzo di Cervantes, narra le strabilianti avventure di un eroe fuori dal tempo, il cui spirito, infiammato dalla lettura dei poemi cavallereschi, anela a epiche imprese.
Il coraggio, la follia, l’amore per la vita. Alessio Boni interpreta il cavaliere errante Don Chisciotte pronto a dare tutto per inseguire i propri sogni. Al suo fianco l'eclettica Serra Yilmaz nei panni dello scudiero Sancho Panza. Forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da andare controcorrente, che meritano di essere ricordati in eterno. Alessio Boni vive con ardore i panni e l’armatura del cavaliere errante accanto all’eclettica e raffinata Serra Yilmaz nel ruolo del fido scudiero Sancho Panza, giovane contadino simbolo di purezza di cuore, la cui saggezza di matrice popolare contrasta con la lucida e nobile follia di Don Chisciotte. Forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da andare controcorrente, che meritano di essere ricordati in eterno. La regia è curata dello stesso Alessio Boni con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, ai quali si è aggiunto in fase di stesura drammaturgica Francesco Niccolini, cui si deve anche l’adattamento del romanzo originale. 

Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire? Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l'ha reso immortale. È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione - sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.

Alessio Boni


E io dico che Don Chisciotte e Sancho vennero al mondo affinché Cervantes potesse narrare la loro storia e io spiegarla e commentarla, o meglio, affinché Cervantes la raccontasse e la spiegasse e io la commentassi.
Può raccontare, spiegare e commentare la tua vita, mio caro Don Chisciotte, soltanto chi è stato contagiato dalla tua stessa follia di non morire.
Allora, intercedi in mio favore, o mio signore e padrone, affinché la tua Dulcinea del Toboso, ormai disincantata dalle frustate di Sancho, mi conduca mano nella mano all’immortalità del nome e della fama. E se la vita è sogno, lasciami sognare per sempre!

Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancho

PERSONAGGI E INTERPRETI

Don Chisciotte - Alessio Boni
Sancho Panza - Serra Yilmaz
Curato, Incappucciato, Cavaliere degli specchi - Marcello Prayer
Morte, Re di Spagna, Incappucciato, Teresa Panza, Pastore, Contadina, Duca - Francesco Meoni
Dottore, Incappucciato, Pastore, maggiordomo - Pietro Faiella
Antonia sorella di Don Chisciotte, Incappucciato, Contadina, Guardia del re, Duchessa - Liliana Massari
Governante, Contadina, Guardia del re - Elena Nico
Ronzinante, Giovane attore - Nicolò Diana

Il Teatro Manzoni - Prosa
Don Chisciotte
Dal
27 febbraio al 15 marzo 2020

Orari: Feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 - È previsto un intervallo.
Durata: 135 min
Biglietti: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00; Poltronissima under 26 € 15,50; Poltronissima over 65: €. 28,50 + € 3,00* - 
Poltrona over 65: € 20,50 + € 2,00*  - *diritti di prevendita
Informazioni: T. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 

Ufficio Stampa: Manola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it - T. 02 763690630

Il Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano
  

 

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The deep blue sea, regia Luca Zingaretti, Il Teatro Manzoni, Milano, dal 30/01 al 16/02/2020

Il Teatro Manzoni
Prosa
Dal 30 gennaio al 16 febbraio 2020

ZOCOTOCO presenta

 

LUISA RANIERI

in

THE DEEP BLUE SEA

di Terence Rattigan

con

in ordine alfabetico

Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Alessia Giuliani,

Flavio Furno, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa

 

scene Carmelo Giammello - costumi Chiara Ferrantini

luci Pietro Sperduti - musiche Manù Bandettini

Regia LUCA ZINGARETTI

THE DEEP BLUE SEA” è una straordinaria storia d’amore e di passione; una riflessione su cosa un uomo o una donna sono capaci di fare per inseguire l’oggetto del loro amore.
È una pièce sulle infatuazioni e gli innamoramenti che sconvolgono mente e cuore; l’amore folle che tutto travolge, a cominciare dal più elementare rispetto di se stessi.
Cosa siamo capaci di fare per inseguire l’oggetto del nostro amore?
E com’è possibile che, pur di raggiungerlo, siamo disposti a sacrificare qualunque cosa?
È una storia di strade perse e ritrovate, di fatalità e indeterminatezze che risolvono, ma, soprattutto, una storia sulla casualità delle vite umane.
Rattigan disegna personaggi di potenza straordinaria e forza assoluta. In mezzo a loro emerge, come una regina, la protagonista - Hester Collyer Page - che incarna l’essenza stessa della capacità di amare, resistere e rinascere delle donne.
La storia - che si svolge durante l’arco di un’unica giornata - inizia con la scoperta, da parte dei suoi vicini di appartamento, del fallito tentativo di Hester Collyer di togliersi la vita con il gas. La donna ha lasciato il marito - facoltoso e influente giudice dell’Alta Corte - perché innamorata del giovane Freddie Page: un contadino, ex pilota della Raf, ormai dedito all’alcool.
La relazione, nata sull’onda della passione e della sensualità, si è, però, andata raffreddando. Le difficoltà economiche - Freddie è da tempo disoccupato – e le differenze di età e ceto hanno logorato il rapporto, lasciando Hester sfinita e disperata.
Lo shock per il tentato di suicido di Hester e la discussione che ne segue non migliorano le cose. A complicare il tutto, nel pomeriggio, arriva la notizia che Freddie ha, finalmente, trovato lavoro come collaudatore di aerei: dovrà, però, trasferirsi in South Carolina.
Alla fine della giornata, grazie all’intercessione di Mr Miller - un inquilino del palazzo, ex dottore, radiato dall’albo per ragioni sconosciute - Hester, per continuare a vivere, sarà costretta a prendere una decisione particolarmente difficile.
Questi due reietti, emarginati dalla società per il loro eccesivo “amare”, si scopriranno legati da una curiosa e commovente solidarietà.

Sir Terence Mervyn Rattigan, (10/06/1911 - 30/11/1977) è uno dei più popolari drammaturghi inglesi del XX secolo. Nasce a Londra, nel quartiere di South Kensinghton, da una famiglia di estrazione protestante. Suo nonno era Sir William Henry Rattigan; suo padre, Frank, era un diplomatico. Non stupisce, quindi, che i suoi lavori siano ambientati in quella che potremmo definire la “upper middle class”.
Sir Rattigan si definiva un “omosessuale inquieto” e un outsider. Nelle sue pièce amava trattare “problemi di frustrazione sessuale, relazioni fallite e adulteri” e rappresentare un mondo di repressioni e reticenze.
The deep blue sea” è considerato il suo capolavoro e contiene uno dei più grandi ruoli femminili mai scritti nella drammaturgia contemporanea.

The deep blue sea
Dal
30 gennaio al 16 febbraio 2020
Orari
: martedì - sabato: ore 20.45 - domenica ore 15,30
Non è previsto intervallo. Durata: 105 min
Biglietti: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 Poltronissima under 26 € 15,50
Informazioni: T. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 
Ufficio Stampa: Manola Sansalone - T. 02 763690630 - M. +39 338 9306431

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano  

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Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show, il Teatro Manzoni, Milano, dal 9 al 12/01/2020

Dal 9 all’12 gennaio 2020 al Teatro Manzoni di Milano
IL CABARET

Imarts 

presenta

MASSIMO LOPEZ e TULLIO SOLENGHI

in

MASSIMO LOPEZ & TULLIO SOLENGHI SHOW
Scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi

con la JAZZ COMPANY

diretta dal Maestro Gabriele Comeglio

Scenografie: Cristina Bartoletti


300 repliche, due stagioni sold out, più di 72mila biglietti venduti nella tournée 2018/2019.

Dopo lo straordinario successo della passata stagione, torna in scena a grande richiesta l’imperdibile spettacolo di Massimo Lopez e Tullio Solenghi prodotto e distribuito da International Music and Arts, che ha raggiunto le 300 repliche dopo due fortunatissime stagioni sold-out ovunque, con oltre 72mila biglietti venduti nella sola tournée 2018/2019.

Con questo Show, di cui sono interpreti e autori, i due artisti tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che esegue dal vivo la partitura musicale. Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico.
Tra i vari cammei, l’incontro tra Papa Bergoglio (Massimo) e Papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato a “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.

Questo nostro spettacolo è nato quasi per gioco, con la voglia di tornare insieme sul palco  dopo 15 anni, giocando appunto con i nostri attrezzi del mestiere, sketch, imitazioni, frammenti di teatro, parodie; il tutto condito da una bella colonna sonora, curata dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che raccoglie le migliori esibizioni del recente “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di show, capita così di imbattersi in un Amleto multietnico, in un frammento di vita quotidiana di papa Bergoglio e del suo amico Ratzinger, in un Rossini eseguito coi denti, nel duetto targato Las Vegas di Sinatra/Dean Martin o ancora negli echi di politici vecchi e nuovi o nell’affaccio di Paolo Conte in persona, ecc… ecc…
Questa nostra scommessa, lanciata nell’estate 2017, ci ha ripagati alla grande con un centinaio di date nella prima stagione 2017/2018 e con altrettante e più in quella attuale 2018/2019. I teatri esauriti ci stanno esaltando, ma l’incontro col nostro pubblico contiene in sé una valenza affettiva che non era scontata. Ogni volta che il sipario si apre, infatti, è come se magicamente ci si ritrovasse tra parenti, quasi ogni spettatore ha un momento della sua vita legato a noi, legato al Trio: “Come regalo di laurea dai miei genitori pretesi due biglietti per venirvi a vedere al Sistina”, “Mio padre lo ricordo sempre serio, una sola volta lo vidi ridere, con voi”, “I primi gruppi di ascolto li istituimmo nel 1987 col Trio”, “Per far digerire ai miei figli i Promessi Sposi, sono stati provvidenziali i vostri”.

Così, ogni sera, oltre al divertimento condividono col pubblico un coinvolgimento emotivo che tocca il suo apice nel ricordo di Anna, due minuti di commozione pura, anche se i suoi due ex compagni di giochi Tullio e Massimo la sua presenza in scena la avvertono per tutte le due ore di spettacolo.

MASSIMO LOPEZ & TULLIO SOLENGHI SHOW
Dal
9 al 12/01/2020
Orari
: Giovedì - sabato: ore 20.45; Domenica: ore 15.30

Biglietti: Poltronissima Prestige: 31,00 + 4,00*; Poltronissima Prestige (sab-dom-festivi): 35,00 + 4,00*; Poltronissima: 27,00 + 3,00*; Poltronissima (sab-dom-festivi): 32,00 + 3,00*; Poltrona: 20,00 + 2,00*; Poltrona (sab-dom-festivi): 23,00 + 2,00*
Poltronissima Prestige over 65: 28,00 + 3,00*; Poltronissima Prestige over 65 (sab-dom-festivi): 32,00 + 3,00*; Poltronissima over 65: 25,00 + 2,00*; Poltronissima over 65 (sab-dom-festivi): 28,50 + 3,00*; Poltrona over 65: 18,00 + 2,00*; Poltrona over 65 (sab-dom-festivi): 20,50 + 2,00*; Poltronissima under 26: 19,00 + 2,00*; Poltronissima under 26 (sab-dom-festivi): 22,00 + 2,50*
* diritti di prevendita
Biglietteria: prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa); informazioni; T. 02 7636901 - cassa@teatromanzoni.it - dal lunedì al sabato: 10.00 - 19.00 - Via Manzoni, 42 - Milano - La biglietteria è aperta anche 45 minuti prima di ogni spettacolo
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro la sera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center: 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  - T. 02 763690630 - M. 338 9306431

Il Cabaret
Teatro Manzoni

Via Manzoni 42
20121 Milano 
T. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 

 

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Angela Finocchiaro: Ho perso il filo, il Teatro Manzoni, Milano, dal 21/11 all’8/12/2019

PROSA

AGIDI presenta

ANGELA FINOCCHIARO

in

HO PERSO IL FILO

soggetto di
ANGELA FINOCCHIARO, WALTER FONTANA, CRISTINA PEZZOLI

testo di WALTER FONTANA 

con le Creature del Labirinto:

ALIS BIANCA, GIACOMO BUFFONI, ALESSANDRO LA ROSA,

ANTONIO LOLLO, FILIPPO PIERONI, ALESSIO SPIRITO

coreografie originali di HERVÉ KOUBI
assistito da FAYÇAL HAMLAT

 scene di GIACOMO ANDRICO

luci di VALERIO ALFIERI

costumi di MANUELA STUCCHI 

regia di CRISTINA PEZZOLI

Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è HO PERSO IL FILO.
In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.
Angela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.
Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.
Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.
Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando - di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando - promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.
Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.
Il Labirinto è un simbolo antico di nascita - morte - rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro inun finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.
Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

Angela Finocchiaro Ho perso il filo
Dal 21/11 al 8/12/2019

BIGLIETTI: da martedì a venerdì: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 - Poltronissima under 26 € 15,50; Sabato e domenica: Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 25,00 - Poltronissima under 26 € 17,50
Orari
: Feriali e 7 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30

Informazioni: T. 02 7636901 - Fax 02 76005471
Ufficio Stampa: Manola Sansalone - T. 02 763690630 - M. 338 9306431 -  stampa@teatromanzoni.it

Il Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano

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La Storia a Processo! Carlo Cattaneo: colpevole o innocente?, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Milano, 30/10/2019

Promosso dall’Assessorato all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia nell’ambito delle celebrazioni per i  150 anni dalla sua scomparsa, Carlo Cattaneo è al banco degli imputati per il secondo appuntamento della stagione 2019-2020 di La Storia a Processo! in programma fino ad aprile tra Roma e Milano.
Il format originale, ideato e curato da Elisa Greco, porta sulla scena i grandi personaggi della storia perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo” in cui magistrati, avvocati, politici, giornalisti assumono i ruoli di accusatori, legali della difesa e testimoni.
Carlo Cattaneo: rivoluzionario o arrivista? è  il capo d’imputazione intorno a cui ruota il Processo che, introdotto da Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia e dal prologo della curatrice Elisa Greco, condotto, nel ruolo di Presidente della Corte, dal giornalista e accademico Salvatore Carrubba.
Ad impersonare Carlo Cattaneo il professor Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia che commenta: «Carlo Cattaneo fu un grande lombardo, teorico del federalismo e strenuo difensore delle libertà. L’idea di libertà era per Cattaneo un valore etico e civile, pietra fondante di una nuova cultura politica, presupposto essenziale per la costruzione di una democrazia repubblicana, sinonimo di pluralismo e dunque garanzia di autonomia e federalismo».
Si sono fronteggiati: per l’accusa, in qualità di Pubblico Ministero, Pier Luigi Vercesi, Inviato speciale del Corriere della Sera e, come testimoni, il giornalista Angelo Crespi, nel ruolo di Giuseppe Mazzini, la giornalista Martina Maltagliati nei panni dell’eroina risorgimentale Cristina Trivulzio di Belgiojoso e il professore Giuseppe De Luca  in quelli del patriota Enrico Cernuschi.
Per la difesa, con la toga da avvocato difensore, lo storico Giordano Bruno Guerri che ha convocato come suoi testimoni: Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, che impersona il senatore Francesco Ferrara e il giornalista Fabio Rubini che interpreta lo storico Giuseppe Ferrari. Altra speciale testimone per la difesa, la moglie di Cattaneo Anna Woodcock, impersonata da Sabrina Scampini, opinionista e giornalista.
Al termine, al pubblico in sala il compito ha emesso il verdetto favorevole a Carlo Cattaneo. Un unico voto contrario. Una utile e piacevole serata culturale, come quelle di una volta.

Auditorium Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
mercoledì 30/10/2019
Ore
: 20.30
Informazioni: T. +39 02 485 555 343-450-431

Ufficio Stampa: stampa@museoscienza.it
Ufficio Stampa La Storia a ProcessoMaurizio Quattrini - M. +39 338 8485333, - maurizioquattrini@yahoo.it; Guido Gaito - M. +39 329 0704981 - guido@gaito.it

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Via S. Vittore 21
20123 Milano

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