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Archivi categoria : Sociale

Il termine sociale si riferisce a una caratteristica di organismi viventi come applicato a popolazioni di esseri umani e altri animali. Si riferisce sempre l’interazione di organismi con altri organismi e alla loro collettiva coesistenza, a prescindere dal fatto che siano consapevoli o no, e indipendentemente dal fatto che l’interazione è volontaria o involontaria.

De Naturis – Dialogo tra arte e natura, Spazio Seicentro, Milano, dal 4 al 5/10/2019

  Approda per la prima volta in mostra a Milano il reportage fotografico che documenta il progetto sociale “De Naturis - Dialogo tra arte e natura”, nato dall’incontro della cooperativa sociale milanese Fraternità e Amicizia con l’azienda piemontese Distillerie Berta. Il legame di amicizia che da quattro anni lega a doppio filo la cooperativa, che opera a Milano…
Per saperne di più

Padiglione Tibet, ART NIGHT VENEZIA, 22/06/2019 – ORE 21.00 – 24.00

PADIGLIONE TIBET
a cura di Ruggero Maggi
ART NIGHT VENEZIA | 22 GIUGNO 2019 | ORE 21.00 – 24.00
videoproiezione
2011.2019. STORIA DI UN PADIGLIONE PER UN PAESE CHE NON C'È

Anche quest'anno Padiglione Tibet il padiglione per un paese che non c'è sarà presente durante la biennale veneziana partecipando il 22 giugno 2019 ad Art Night Venezia, l'evento che da anni propone la magica notte dell'arte nella città.
A partire dalle ore 21 sarà presentata una proiezione sulla facciata dei Magazzini del Sale gestiti dalla Reale Società Canottieri Bucintoro, che ha anche gentilmente supportato l'iniziativa.
Padiglione Tibet, ideato nel 2010 da Ruggero Maggi, presenterà un video con i momenti salienti sia delle precedenti 4 edizioni veneziane (2011.13.15.17) sia delle mostre realizzate a Palazzo delle Esposizioni a Torino, al Museo Diotti a Casalmaggiore, alla Biblioteca Laudense di Lodi, al Palazzo Ducale di Genova, al Castello Visconteo di Pavia, durante SetUp Contemporary Art Fair all'interno di SetUp+ Centro Natura a Bologna, alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina.
Significativo sarà anche il video realizzato a bordo dell'imbarcazione Padiglione Tibet in rappresentanza dei colori del Tibet che, durante l'ultima edizione della Vogalonga, ha partecipato - con il supporto del Canoa Club Bobbio - a questa storica regata veneziana che costituisce un importante avvenimento non solo locale ma mondiale.
L'evento rappresenterà anche un momento di riflessione per ricordare la tragica data del 10 marzo 1959 in cui il Dalai Lama fu costretto ad abbandonare il Tibet. Sono ormai trascorsi sessant'anni, ma nulla è stato fatto per ridare speranza e libertà al popolo tibetano.

Padiglione Tibet un ponte di cultura e libertà vuole catalizzare l'interesse dell'opinione pubblica su tale situazione. Un momento per ricordare questo popolo che ormai, purtroppo, si può definire una minoranza etnica che rischia di perdere i più basilari diritti umani, la propria identità ed il proprio patrimonio culturale e spirituale, fondati su concetti di pace e non violenza.

Per ricordare i suoi martiri che si sono immolati per la libertà di altri, per la verità di tutti.

Padiglione Tibet “un sogno che ha lasciato il segno” ma - come diceva Kubrick - “nessun sogno è solamente un sogno”.

Artisti:
Irene Accarini, Anna Achilli, Lucio Afeltra, Roberto Aglieri, Marco Agostinelli, Lorenzo Alagio, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Federica Artuso, Gianni Audisio, Franco Ballabeni, Dario Ballantini, Pierre Ballouhey, Calogero Barba, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, BAU, Marco Bellantese, Maria Benassi, Luisa Bergamini, Viola Bergamini, Carla Bertola, Giuseppe Bertolino, Ermanno Bidone, Giorgio Biffi, Lorenzo Bluer, Rovena Bocci, Mariella Bogliacino, Giovanni Bonanno, Renzo Bortolussi, Monica Bozzo, Rossana Bucci, Rosaspina Buscarino, Nirvana Bussadori, Orsola Cacici, Davide Calvi, Jorge Canale, Silvia Capiluppi, Angela Capozzi, Paola Caramel, Paolo Carnevale, Bruno Cassaglia, Domenico Castaldi, Stefano Cerioli, Simonetta Chierici, Pino Chimenti, Gianni Chiostri, Lido Chiostri, Tamding Choephel, Circolo degli artisti di Varese, Ciriaca+Erre, Coco, Barbara Codemo, Donagh Coleman, Nicoletta Confalone, F. Romana Corradini, Marzia Corteggiani, Marisa Cortese, Giampietro Cudin, Gianluca Cupisti, Flaminio Da Deppo, Milko Dalla Battista, Sergio Dangelo, Christine Davis, Marco De Angelis, Teo De Palma, Adolfina De Stefani, Albina Dealessi, Nyima Dhondup, Anna Maria Di Ciommo, Laura Di Fazio, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma, Gillo Dorfles, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Elisa Ferri, Roberto Ficarella, Luigi Filograno, Alessandra Finzi, Dario Fo, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Roberto Franzoni, Bruno Freddi, Giglio Frigerio, Fernando Garbellotto, Ornella Garbin, Ferruccio Gard, Annamaria Gelmi, Luciano Gerini, Ivana Geviti, Riccardo Ghirardini, Ermes Giacomello, Carlos Gigena Seeber, Gino Gini, Guido Giordano, Lillo Giuliana, Antonella P. Giurleo, Robert Gligorov, Bruno Gorgone, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Satish Gupta, Giovanni Gurioli, Peter Hide 311065, Ursula Huber, Gennaro Ippolito, Benedetta Jandolo, K7, Kappa, Oriana Labruna, Paolo Lamarque, Franca Lanni, Bruno Larini, Celeste Lazo, Le Brothers (Le Ngoc Thanh e Le Duc Hai), Silvia Lepore, Lala Lharigtso, Pino Lia, Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, Franco Lippi, Oronzo Liuzzi, Livia Liverani, Francesca Lolli, Gian Paolo Lucato, Massimiliano Lupo, Ruggero Maggi, Sergio Maggi, Francesco Maglia snc, Loredana Manciati, Mandala CON-TA-CI, Antonello Mantovani, Angela Marchionni, Beatriz Margossian, Silvia Mariani, Ruggero Marrani, Fabrizio Martinelli, Gianni Ettore Andrea Marussi, Giampietro Mattolin, Michele Mele, Rita Mele, Claudio Mellana, Lorenzo Menguzzato Lome, Renato Mertens, Cristian Michelini, Fernando Montà, Dimitri Montanari, Lorenza Morandotti, Simona Morani, Giulia Niccolai, Tashi Norbu, Alessandro Novellino, Paolo Nutarelli, Laura Onofri, Orisol, Silvia Ovsejevich, Clara Paci, Lucia Paese, Claudio Pantana, Danilo Paparelli, Patrizia Pelagalli, Sandro Pellarin, Giovanni Pellegrini, Salvatore Perchinelli, Riccardo Pes, Renata Petti, Marisa Pezzoli, Giorgio Piccaia, Matteo Piccaia, Matteo Pieri, Maurizio Pizzo, Plumcake, Siro Polazzetto, Valentina Poli, Giovanni Genshō Ponzoni, Veronique Pozzi, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Alessandro Prevosto, Tiziana Priori, Mario Quadraroli, Angela Rapio, Isabella Rigamonti, Carla Rigato, Giuseppina Riggi, Monica Rizzi, Marco Rizzo, Costantino Rizzuti, Gian Paolo Roffi, Claudio Romeo, Maria Pia Fanna Roncoroni, Pietro Ronzat, Robert Rousso, Jeannette Rütsche, Virginia Ryan, Romina Salvadori, Paola Samoggia, Sergio Sansevrino, Ritu Sarin & Tenzing Sonam, Maria Savino, Roberto Scala, Giuliana Schiavone, Pino Secchi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Anne e Ludovic Segarra, Cesare Serafino, Leonardo – Lucio - Simone Serafino, Danilo Sergiampietri, Elena Sevi, Melissa Simionato, Fabio Sironi, Lucia Spagnuolo, Celina Spelta, Franco Spena, Ilaria Sperotto, Giuseppe Spinelli, Carlo Squillante, Francesco Stefanini, R. Steiner, Anna Surico, Tiziana Tacconi, Roberto Testori, Vittorio Tonon, topylabrys, Micaela Tornaghi, Rosella Vicini, Silvio Vigliaturo, Alberto Vitacchio, Andrea Vizzini, Doriana Vovola, Emanuele Wiltsch Barberio, Monika Wolf, Marcela Zelikowicz.

Testi di:
Adriano Accattino, Giosuè Allegrini, Dino Aloi, Gianluca Anselmo, Stefano Antichi, Elisabetta Bacci, Piergiorgio Baroldi, Massimo Bignardi, Fulvio Bizzarini, Boris Brollo, Lara Caccia, Claudio Cardelli, Mauro Carrera, Giorgia Cassini, Andrea Chinellato, Tamding Choephel, Stefano Dallari, Giulia Fresca, Ornella Garbin, Chiara Gatti, Lorella Giudici, Alexander Larrarte, Enzo Lo Scalzo, Ruggero Maggi, Mimma Pasqua, Roberta Reali, Cristina Romieri, Alberto Rovida, Massimo Scaringella, Giuliana Schiavone, Roberta Semeraro, Tiziana Tacconi, Claudio Tecchio, Trini Castelli, Piero Verni, Roberto Vidali, Emma Zanella, Angela Zenato.

Padiglione Tibet ringrazia Marco Dolcetti (Bucintoro), Marco Agostinelli, Piergiorgio Baroldi, Roberta Reali, Cristina Romieri, Valentina Poli.

PADIGLIONE TIBET
A cura di
: Ruggero Maggi

ART NIGHT VENEZIA | 22 GIUGNO 2019 | ORE 21.00 – 24.00
videoproiezione

2011.2019. STORIA DI UN PADIGLIONE PER UN PAESE CHE NON
C'È
Info: www.padiglionetibet.commaggiruggero@gmail.com – 320.9621497


Canale della Giudecca fermata traghetto: Santo Spirito

Reale Società Canottieri Bucintoro
Dorsoduro 263
30123 Venezia

 

 

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XX edizione de La Milanesiana ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi: LA SPERANZA, Milano, 10 giugno – 23 luglio 2019

Ventesima edizione de La Milanesiana, Letteratura, Musica, Cinema, Scienza,
Arte, Filosofia, Teatro, Diritto e Economia, ideata e diretta da
Elisabetta Sgarbi. Il tema della Milanesiana 2019 è La Speranza.
Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
La Milanesiana
è promossa dal Comune di Milano e Regione
Lombardia; è organizzata da IMARTS INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS e
FONDAZIONE ELISABETTA SGARBI; Main sponsor: BMW, Intesa Sanpaolo, Borsa Italiana, ENEL, Rotary Club Bormio Contea, Grafica Veneta, UBI Banca; Partner: Banco BPM, GFK, Università IULM, MM SpA, Il Maggiore -
Fondazione Centro Eventi, La Venaria Reale - Residenze Reali Sabaude,
Centro Studi - Fondazione Meyer, Letterature. Festival Internazionale di
Roma, Parco Archeologico del Colosseo, Comune di Ascoli Piceno, Almo
Collegio Borromeo, GECT GO - Nova Gorica, Gorizia Candidatura a
Capitale Europea della Cultura 2025, Pejo; Pba; IBS.it; Netphilo Publishing;
Gruppo Planetaria - Chateaux Monfort.

Apre questa XX edizione in una delle nuove sedi di quest’anno:
Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa Italiana, luogo fra i più
simbolici non solo della città, ma d’Italia.
Prima serata sul tema della speranza e prima mostra del festival - una mostra fatta in realtà di 3 mostre, in nome della moltiplicazione che ha sempre percorso il festival; in collaborazione con Borsa Italiana, Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Cavallini Sgarbi, Galleria Ceribelli, Ciaccio Arte, e grazie a Makers Factory e Molemab. Il titolo: IMMAGINI DEL TEMPO, a tenere insieme tre declinazioni di una stessa dimensione: la Storia (nei certificati azionari), la Vita del corpo (nella scultura), la Memoria dei capolavori dell’arte.

LA STORIA DELLA BORSA ATTRAVERSO I CERTIFICATI
AZIONARI” a cura di Angelo Abbondio e Piergaetano Marchetti: in
mostra tre collezioni di certificati azionari (una di Borsa Italiana, una di
Angelo Abbondio e una di Piergaetano Marchetti) per un totale di 28
documenti di notevole interesse storico-economico, appartenenti ad un
arco temporale che si estende da fine Ottocento agli anni Ottanta del
Novecento.

Giuseppe  Bergomi: Cronografia di un corpo”: una imponente composizione in bronzo, acciaio e smalto di 266 x 300 x 100 cm, che rappresenta lo scorrere del tempo per gli esseri umani, cristallizzandolo in una sequenza di sculture.
Nel catalogo un testo di Elisabetta Sgarbi, Immagini del tempo, e testi di: Raffaele Jerusalmi, Antonio D'Amico, Pietro di Natale, Vittorio Sgarbi,
Attilio Ventura, Piergaetano Marchetti, Angelo Abbondio.

LORENZO LOTTO - RITRATTO DI LUDOVICO GRAZIOLI e GUIDO CAGNACCI - ALLEGORIA DEL TEMPO (LA VITA UMANA)” due capolavori del Cinque-Seicento italiani dalla Collezione Cavallini Sgarbi presso BIG – Borsa Italiana
Gallery.
Esposto in questa sede anche il DAW - Digital Art Work  del Ritratto di Ludovico Grazioli di Lorenzo Lotto in collaborazione con Cinello e Save the Artistic Heritage.
Intervengono: Elisabetta Sgarbi, Raffaele Jerusalmi, Giuseppe Bergomi, Vittorio Sgarbi, Piergaetano Marchetti.  Progetto di allestimento Luca Volpatti.

Alle ore 21 l’incontro “RICCHEZZA, POVERTÀ E SPERANZA/1”,
realizzato in collaborazione con Borsa Italiana e Fondazione Corriere della
Sera. Dopo i saluti istituzionali di Stefano Bruno Galli (Assessore
all’Autonomia e Cultura Regione Lombardia), Filippo Del Corno
(Assessore alla Cultura del Comune di Milano) e Raffaele Jerusalmi
(Amministratore Delegato Borsa Italiana), l’attore Roberto Herlitzka
darà avvio alla serata con la lettura dantesca Ahi serva Italia. A seguire, il
senatore a vita professor Mario Monti terrà la sua Lectio Magistralis
Democrazie nazionali e integrazione internazionale. Concluderà la serata il
concerto della cantautrice Alice, accompagnata da Carlo Guaitoli al
pianoforte e Antonello D’Urso alle chitarre.
Alice canta Franco Battiato, Juri Camisasca, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè,
Francesco De Gregori, Mino Di Martino, Ivano Fossati, Francesco Guccini ,
Giorgio Gaber, Claudio Rocchi, Giuni Russo e… Alice.
Interviene Attilio Ventura, introduce la serata Piergaetano Marchetti.
Serata a ingresso libero fino a esaurimento posti

In programma 65 appuntamenti, con 210 ospiti internazionali  provenienti da 15 Paesi e 12 mostre. È un anno di importanti anniversari per La Milanesiana, che ricorda in
questa occasione il suo ventesimo compleanno. Si è rafforzato il carattere itinerante del Festival: oltre che a Milano, per la prima volta La Milanesiana sarà a Roma, Venezia, Brescia, Alessandria, a Gardone al Vittoriale degli Italiani, a Pavia, a Lodi; tornerà a BergamoTorino, Verbania, Bormio, Ascoli Piceno, Firenze; presenterà 12 mostre, alcune delle quali in anteprima mondiale, e un florilegio di scrittori,
musicisti, filosofi, uomini di teatro e di scienza da tutto il mondo; e, ancora,
è stata ispessita la tela che lega festival disseminati non solo a Milano
(Bookcity e Bookpride) ma su tutta la penisola (ad esempio il Salone del
Libro di Torino e il Festival delle Letterature di Roma).
La Milanesiana si arricchisce inoltre di una voce, l’Economia, con
appuntamenti a Milano presso il prestigioso Palazzo Mezzanotte, sede di
Borsa Italiana, nel cinquecentenario della prima attività borsistica a Bruges.
Tra gli ospiti: 3 Premi Nobel, 1 Premio Oscar, 3 Premi Pulitzer, 1 Premio
Goncourt, 6 Premi Strega, 1 Booker Prize, 1 Leone d’oro, 1 Leone d’oro
alla carriera, 1 Leone d’Argento, 7 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento,
2 Golden Globe, 1 Premio Galileo oltre a numerosi noti esponenti del
mondo della scienza, della musica, del cinema, dell’architettura, della
filosofia, del diritto e quest’anno anche dell’economia.

La Milanesiana - per il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - giunge alla
ventesima edizione carica di energia, di innovazione e di promettenti
aperture sul futuro. L’edizione del ventennale mette in dialogo i saperi e le
competenze e i protagonisti che in questi vent’anni ci hanno aiutato a
comprendere il mondo andando oltre la superficie delle cose. C’è da dire
grazie a ciascuna e a ciascuno di loro, ma c’è soprattutto da dire grazie alla
Milanesiana e a Elisabetta Sgarbi. Milano è cresciuta in questi venti anni: è
cambiato il volto urbanistico della città, è cambiata la composizione sociale,
sono cambiati i rapporti sociali e lo stile di vita. A mio avviso in meglio. E se
oggi, con tanti problemi ancora da risolvere, siamo passati “dal meno al più”
lo dobbiamo anche alla Milanesiana, ai suoi stimoli e ai suoi contributi.
Questa edizione, nelle giuste intenzioni della sua direttrice, non è
autocelebrativa: nasce per fare il punto e guardare al futuro rilanciando le
caratteristiche che hanno consentito alla Milanesiana di conquistare il
pubblico milanese, italiano e internazionale. Siamo sicuri che questa
importante rassegna culturale sarà ancora una volta coronata di successo
perché le premesse ci sono tutte: slancio, voglia di crescere e profondo
legame con Milano”.
«La Milanesiana compie vent’anni e come il fleur - la rosa scelta quale
propria icona - è sempre fresca e vivace, coinvolgente e sfidante. Sempre
più milanese e sempre più lombarda, La Milanesiana di Elisabetta Sgarbi ha
fatto della disseminazione uno stile nel pensiero e nell’organizzazione di
questa festa delle idee che ama attraversare confini, che insiste sulla soglia
dei saperi più disparati per farli risuonare fra loro. Con cosa saprà
sorprenderci ancora quest’anno? Desidero congratularmi e ringraziare
Elisabetta, e la sua squadra eccellente, per questo bellissimo atto d’amore
per la cultura, nelle sue infinite variazioni, per Milano e la Lombardia», ha
dichiarato Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di
Regione Lombardia.
Venti anni della Milanesiana, trenta di Teatri Uniti, intrecciati
profondamente con il Piccolo Teatro, non sono una commemorazione.
C’è qualcosa del pensiero magico negli anniversari. Lo abbiamo vissuto da
bambini. Il gioco combinatorio tra numeri e parole, capace di divinazioni sul
nostro futuro: piccole e grandi sfide quotidiane “scolastiche”, affettive,
cresciute con noi. Un pensiero che forse non abbiamo mai abbandonato, che rivive nel
pensiero magico dei “numeri tondi”: gli anniversari. Rassicuranti, sul
passato, per ciò che faremo. Gli anniversari li vogliamo “celebrare”, perché
ci invitano a ricordare, a ricordare che sono i “frammenti” a ricostruire, a
“progettare”, la memoria, di ciascuno, di tutti. Ci costringono, ci avvicinano
a capire il “presente”. Fanno convivere le coincidenze non casuali con la responsabilità delle scelte. Lo si scopre ripercorrendo i “dettagli”, le “parole” il “lavoro in
palcoscenico” che segnano l’intreccio di inquieta continua ricerca di questi
anni, vissuti, condivisi. Necessità di continua ricerca che senza sof-fermarsi
sugli anniversari, dà senso ad una passione, un lavoro comune”, commenta
Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano – Teatro
d’Europa.
Così interviene Piergaetano Marchetti, Presidente Fondazione Corriere
della Sera: “Cresce la diversificazione e la ricchezza dei temi trattati.
Aumentano le città che, oltre Milano, ospitano eventi de La Milanesiana. Da
Milano un invito alla cultura, alla curiosità, alla creatività che si diffonde, e mi
auguro presto, anche in altre città europee. Il tema della “speranza” riflette
così in realtà una missione di alta civiltà perseguita da vent’anni e destinata
ancora a crescere”.
“Gli anniversari ci sono per essere oltrepassati. Anzi sono già oltrepassati
quando li si celebra. Eppure non posso non fermarmi a ricordare. Non mi è
estraneo un senso di orgoglio per il tragitto compiuto, ma provo anche un
sentimento di nostalgia. È per non sentire il morso di questa nostalgia che il programma di questa ventesima edizione è un continuo rilancio, una moltiplicazione nel tempo e
nello spazio, una sfida fisica e intellettuale ancora più audace. La Milanesiana racconta un’Italia piena di energia, piena di speranza. Io provo nostalgia. La Milanesiana racconta la speranza. E il tema di questa ventesima edizione è La speranza”, conclude Elisabetta Sgarbi, Direttore artistico La Milanesiana.

LA MILANESIANA 2019
Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro Diritto e Economia
Ideata e diretta da: Elisabetta Sgarbi
VENTESIMA EDIZIONE - UN COMPLEANNO SPECIALE
Dal 10 giugno al 23/07/2019
#19Milanesiana

Social: www.lamilanesiana.eu; Facebook: La Milanesiana; Instagram: @lamilanesiana; Twitter: @LaMilanesiana; YouTube: La Milanesiana
Ufficio Stampa: Erica Prous Studio - ufficiostampa@lamilanesiana.eu - M. 347 1200420 - M. 335 7295264

PROGRAMMA LA MILANESIANA 2019

Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
A eccezione delle serate a pagamento:
del 5 luglio a Milano alle ore 21.00
dell’8 luglio a Bormio alle ore 21.00
del 10 luglio a Lodi alle ore 21.00
del 12 luglio a Verbania alle ore 21.00
Prenotazione obbligatoria:
il 3-4-5-6 luglio alle ore 12.00, presso Gallerie d’Italia
l’11 luglio alle ore 21.00, presso la Fondazione Corriere della Sera

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Fondazione Teletlon: Ci vuole il Cuore!

Per arrivare alla cura delle malattie genetiche rare, ci vuole il Cuore: anche quest’anno torna nelle piazze italiane il buonissimo Cuore di cioccolato Telethon prodotto in esclusiva da Caffarel!

Sabato 15, domenica 16 e sabato 22 dicembre in più di 3.000 piazze in tutta Italia saranno distribuiti i Cuori di cioccolato dai volontari di Fondazione Telethon e UILDM, e di Avis volontari sangue, Anffas e UNPLI.

Il Cuore di cioccolato, disponibile nella versione fondente, al latte, e al latte con granella di biscotti e prodotto da Caffarel in esclusiva per Telethon, è un omaggio distribuito come ringraziamento per una donazione minima di 12 euro. Un’idea originale per un regalo di Natale fatto con il cuore.

Sarà possibile richiedere il Cuore di cioccolato anche direttamente sul sito di Fondazione Telethon, nella sezione dello shop solidale telethon.it/shop-solidale, oppure scoprire dove trovare la piazza più vicina visitando www.telethon.it.

Sarà inoltre possibile partecipare attivamente alla campagna come volontario e aiutare a distribuire il Cuore di cioccolato telefonando al numero 06.44015758 oppure scrivendo all’indirizzo volontari@telethon.it.

Sostieni la ricerca Telethon sulle malattie genetiche rare con tutto il cuore!

Oltre a questo appuntamento tante le possibilità di donazione per sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare:

Anche quest’anno, la Rai sarà presente dal 15 al 22 dicembre con la ventinovesima edizione della maratona televisiva per sostenere e finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare.
In prima serata su Rai 1, con “Festa di Natale”, la serata condotta da Antonella Clerici e interamente dedicata alla ricerca sulle malattie genetiche rare. Nella cornice dell’Auditorium della Rai, gente comune e ospiti famosi si alterneranno sul palco per dare voce alle storie di Fondazione Telethon: storie difficili ma anche storie di speranza e di cura. La serata, a tema natalizio, è caratterizzata anche da grandi performance di musica e spettacolo.
Uno Mattina in Famiglia ospiterà l’accensione del numeratore che segnerà l’inizio ufficiale della maratona sabato 15 dicembre, a partire poi dalla mattinata di domenica 16 dicembre la maratona Telethon proseguirà sulle tre reti Rai con un’ideale staffetta dei più importanti conduttori.
A partire poi dalla mattinata di domenica 16 dicembre, la maratona Telethon prosegue sulle tre reti Rai con un’ideale staffetta dei più importanti conduttori, fino a concludersi sabato 22 dicembre, con un’edizione serale speciale de “I soliti ignoti”.
L’edizione 2017 della storica maratona sulle reti Rai ha permesso di raccogliere 31 milioni e 320.267 euro, che sono stati destinati a sostenere e finanziare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.
Dal 1° al 31 dicembre 2018 saranno attivi il numero solidale 45510 al quale si potrà inviare un sms scrivendo #presente donando così 2€ per ciascun SMS, e il Numero verde NEXI 800 11 33 77 per le donazioni con Carta di Credito.

La prima Telethon (contrazione di television marathon) nacque nel 1966 negli Stati Uniti d'America su iniziativa del famoso attore Jerry Lewis con il fine di raccogliere fondi per la ricerca sulla distrofia muscolare. Nel corso degli anni il termine è diventato di uso generale e si riferisce ad una qualsiasi trasmissione televisiva della durata di ore, o persino di giorni, mirata alla raccolta di donazioni. La trasmissione, di cui esistono analoghi in molti paesi europei, si compone di stacchi di varietà, cantanti, musicisti, attori comici e altri artisti e ospiti inframmezzati da richieste di donazioni e approfondimenti giornalistici. Il Telethon di maggior successo al mondo, per quanto riguarda i fondi raccolti, è la trasmissione di 25 ore nell'Australia occidentale diretta da Seven Perth a favore dell'ospedale Princess Margaret Children di Perth.

Scopri tutti i modi con cui puoi essere #presente

 

Trova la piazza più vicina a te!

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ti Porto in prigione: in transito. Un porto a San Vittore, Triennale di Milano, al 20/01/2019

Inaugurazione: 13 dicembre 2018, ore 18.00, Triennale di Milano


Una mostra fotografica, una collezione d’arte, un mese di conversazioni pubbliche e dibattiti, le interviste di Daria Bignardi a detenuti ed ex detenuti, un viaggio di immagini e parole con l’associazione Amici della Nave per mostrare il carcere com’è ma soprattutto come potrebbe essere: San Vittore e i suoi “residenti” approdano alla Triennale di Milano e nello stesso tempo l’istituto di piazza Filangieri apre le porte alla città.
Per raccontare il reparto di trattamento avanzato, La Nave, dove da sedici anni si curano i detenuti con problemi di dipendenza. E per dire che un “altro modo” di intendere la pena è “non solo possibile - come sintetizza Luigi Pagano, provveditore regionale del Dipartimento amministrazione penitenziaria - ma ormai sempre più necessario”.
ti Porto in prigione” inaugura il 13 dicembre 2018 alle ore 18,00 alla Triennale di Milano e fino al 20 gennaio 2019 sarà aperta al pubblico in questi due luoghi milanesi di alta potenza evocativa per la prima volta collegati tra loro in una iniziativa comune: la stessa Triennale e appunto la Casa Circondariale di San VittoreFrancesco Di Cataldo”.
L’iniziativa è composta da più elementi. Il primo è la mostra fotografica “In Transito. Un Porto a San Vittore” del fotogiornalista Nanni Fontana (allestimento di Cesare Ventura realizzato da Carlo Battaini, installazioni audio di Pietro Leddi, testi di Fabrizio Ravelli, progetto grafico di Eva Scaini, coordinamento di Cuca Manzella), un viaggio per immagini tra i detenuti e le tante attività da loro e con loro portate avanti nel reparto La Nave: un reparto di trattamento avanzato gestito dalla Asst Santi Paolo e Carlo e finalizzato alla cura e al recupero dei detenuti con problemi di dipendenza.
Quindi “Stanze Sospese” , progetto promosso da 5VIE art-design e presentato al Fuorisalone 2018 per la realizzazione di una cella-pilota con colori e arredi ripensati per “aiutare il detenuto nelle attività quotidiane, nella riabilitazione e nella dignità”.
A completare il viaggio del carcere alla Triennale un’opera di Marco Petrus  (“San Vittore” 2018 - olio su carta, 210x195) che l’artista ha realizzato appositamente per l’associazione Amici della Nave.
Nei quaranta giorni di esposizione sarà possibile entrare a San Vittore (su prenotazione) dove - sempre nell’ambito di “ti Porto in prigione” - viene allestita la mostra “Gianni Maimeri: la musica dipinta  (a cura di Andrea Dusio, allestimento di Silvia Basta e Francesca Martire). La selezione delle opere, comprendente la serie dei Musicisti e il Tabarin, proviene dalla collezione della Fondazione Maimeri e l’allestimento è stato presentato al pubblico il 7 dicembre in occasione della “Prima” della Scala con la proiezione di “Attila” nella Rotonda centrale di San Vittore.
Nelle sale della Triennale e nella Rotonda di San Vittore è in programma una doppia serie di incontri pubblici - tra loro collegati - sui temi del carcere, della finalità della pena e della sicurezza sociale.
Ora Daria  sono i colloqui (vedi programma) tra la giornalista e scrittrice Daria Bignardi e detenuti o ex detenuti sui temi del lavoro (18 dicembre), della dipendenza (10 gennaio) e della bellezza (15 gennaio). “Articolo 27  (vedi programma) fa riferimento all’art. 27 della Costituzione (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”) e nelle serate di confronto sui temi che riguardano “i delitti e le pene” saranno coinvolti magistrati, giuristi, imprenditori, professionisti, educatori: da Gherardo Colombo a Piercamillo Davigo, dal direttore del Ser.D. area penale e penitenziaria della Asst Santi Paolo e Carlo Riccardo Gatti alla vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia.

La registrazione e prenotazione per l’accesso a tutti gli eventi in programma all’interno di San Vittore si potrà fare in Triennale presso la sala Impluvium oppure scrivendo a: info.amicidellanave@gmail.com
Associazione AMICI della NAVE
Via Emilio Visconti Venosta, 4 - 20122 Milano
T. 02 54019605 - amicidellanave@gmail.com


Giacinto Siciliano, direttore della Casa Circondariale di San Vittore “Francesco Di Cataldo”: “La bellezza, l’arte e la cultura salveranno il mondo. Lo spirito e le finalità di “ti Porto in prigione” è quello di portare bellezza arte e cultura anche all’interno di un luogo dove apparentemente non possono stare e di mostrare che invece proprio in questi contesti esercitano più che altrove la propria capacità di trasformazione e miglioramento degli uomini. Lo spazio e il tempo sono i due ingredienti principali della vita di tutti noi, anche se non ci pensiamo. Ma chi sta in carcere ci pensa sempre: lo spazio misurato, il tempo della pena. Ecco perché, in questo caso più che mai, è importante che lo spazio sia pensato al meglio e che il tempo non venga “subìto” ma usato. Solo questa è la strada che porta al recupero e reinserimento delle persone: a beneficio loro e della società nel suo insieme”.
Stefano Boeri, presidente de La Triennale di Milano: “La Triennale e il carcere di San Vittore si trovano a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, ma la distanza tra queste due realtà è enorme. Portare le immagini della mostra fuori carcere, in un contesto espositivo aperto alla città, significa provare ad accorciare questa distanza e ripensare non solo alla vita dei detenuti, ma anche di rivedere, aggiornare e reiventare letteralmente gli spazi fisici dell’edilizia carceraria del nostro Paese. Il carcere ha sempre rappresentato un modello di città ed è importante che la città di Milano si confronti con quella che è oggi la struttura di San Vittore e, a partire da questa, possa re-immaginare un futuro diverso per la città stessa”.
Eliana Onofrio, presidente della Associazione Amici della Nave: “La nostra associazione è nata da poco, ma la nostra esperienza viene da lontano perché i fondatori sono gli stessi che da 16 anni partecipano, come professionisti o volontari, alla grande avventura che è La Nave. Il nostro proposito è molto semplice: moltiplicare all’esterno del carcere i percorsi avviati all’interno. E proporli anche ai cittadini. Il senso profondo di questo evento “bicefalo” con un’anima in Triennale e una a San Vittore sta proprio nella convinzione che oggi più che mai servano ponti e non muri. E che l’esercizio del verbo aprire, riferito alle menti più ancora che ai cancelli, sia sempre più produttivo che non il suo contrario”.
Marco Salmoiraghi, direttore generale della Asst Santi Paolo e Carlo: “Credo sia importante che qualsiasi soggetto o individuo sia riconosciuto dalla Società civile: solo chi è riconosciuto come persona può avere la possibilità di essere nuovamente incluso nella realtà esterna. La caratteristica de La Nave, la comunità di riabilitazione dell’Asst Santi Paolo e Carlo che si occupa di pazienti aff etti da dipendenze all’interno della Casa Circondariale di San Vittore, è quella di promuovere non solo una serie di attività sanitarie riabilitative di carattere educativo psicologico psichiatrico sul problema delle dipendenze ma di accompagnarle a ulteriori attività a loro volta terapeutiche, come il coro o la realizzazione di un giornale, con la collaborazione di numerosi volontari, all’interno di un percorso specifi co per ciascuna persona, destinato a continuare fuori”.
Gianni Maimeri, presidente della Fondazione Gianni Maimeri: “La mostra dei disegni dei Musicisti (1916- 1946) e del Tabarin ( 1914), il dipinto più rappresentativo di Gianni Maimeri (1884 - 1951) , è l’inizio di un percorso che stiamo intraprendendo e che vedrà non solo la realizzazione di mostre d’arte ma anche la presenza di artisti che insieme ai detenuti produrranno opere d’arte portando all’interno del carcere bellezza, arte e cultura”.
Luigi Pagano, provveditore regionale Dipartimento amministrazione penitenziaria: “Dobbiamo ammettere che le condizioni delle nostre carceri, da troppo tempo, non rispondono pienamente all’idea di una pena non contraria al senso di umanità e fi nalizzata al positivo rientro in società del reo. Ciò dovrebbe portarci a una seria rifl essione se non sia opportuno oggi pensare anche a modi diversi di punire che non siano la detenzione. Ma sino a che il carcere esiste non possiamo esimerci dal migliorarne la funzionalità applicando semplicemente quanto stabilito dalle normative esistenti. Sostenere e ampliare i percorsi che accompagnino il detenuto verso un positivo rientro nella comunità sociale, facilitando sinergie tra istituzioni e società civile, rappresenta l’unica soluzione per ridare effi cienza ed effi cacia al sistema, non quindi esercizio di buonismo bensì un investimento in sicurezza perché ogni persona recuperata è un pericolo in meno per tutti”.
Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo: “Difficile per ciascuno di noi capire cosa signifi chi l’esperienza del carcere. Per chi visiterà la mostra, per chi parteciperà ai dibattiti, sarà l’occasione per rifl ettere sulla condizione di chi vive in carcere. La giustizia passa anche per la pena e la detenzione, ma la considerazione umana nei confronti di chi ha sbagliato é un fattore che contraddistingue una società civile che nom dimentica gli ultimi, ne tanto meno chi vive dietro le sbarre. Occasioni di cultura e di dibattito come quelle previste da questo progetto sono uno strumento importante per ridare valore alle persone che vivono in carcere


Il contesto
Sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire un crimine. Recupero-reinserimento sociale di chi ha commesso un crimine. Entrambi questi concetti sono riconducibili a princìpi fissati dalla Costituzione italiana. Spesso però il dibattito pubblico li presenta come temi contrapposti. La realtà, certificata dai dati ufficiali del Ministero della Giustizia, è che una politica metodica volta al recupero e reinserimento dei detenuti “produce” assai più sicurezza sociale (leggi: minore recidiva) che non una politica basata sulla pura permanenza in carcere. Una tra le esperienze positive in questo senso, sul fronte non solo del recupero ma anche della cura, è quella portata avanti da 16 anni presso il reparto “La Nave” di San Vittore a Milano.

 La Nave
Dal 2002 al III raggio della Casa Circondariale di San Vittore a Milano esiste un reparto che si chiama “La Nave”. E’ un reparto di trattamento avanzato tuttora unico in Italia dedicato alla cura dei detenuti-pazienti con problemi di dipendenza. Fa parte del Servizio Dipendenze (Ser.D.) della Asst Santi Paolo e Carlo di Milano. Il servizio è rivolto a coloro che, in regime di detenzione o custodia cautelare, vengono valutati idonei e sufficientemente motivati a intraprendere un percorso di cambiamento in un contesto di cura e di responsabilizzazione. Il reparto ospita normalmente una media di circa 60 persone a cui viene proposto di seguire con costanza un programma composto da numerose attività - tra cui la redazione del mensile L’Oblò distribuito gratuitamente da Feltrinelli, un Coro già esibitosi in più occasioni anche all’esterno, oltre a diverse altre - studiate e coordinate da una équipe di professionisti supportati, per la realizzazione pratica delle attività stesse, da parecchi volontari.

La Associazione Amici della Nave
A sedici anni dalla nascita de La Nave un gruppo di persone impegnate per lavoro o per volontariato nelle attività del reparto ha fondato la Associazione “Amici della Nave”. La creazione dell’Associazione persegue un duplice scopo: 1) continuare a sostenere “fuori”  il percorso di cura e trattamento che i detenuti-pazienti della Nave intraprendono “dentro”, soprattutto da un punto di vista della cultura e della bellezza come ritrovamento di sé; 2) promuovere una sensibilità sempre più diffusa verso questo tipo di approccio proponendolo come opportunità per tutti, nella convinzione che l’integrazione e la partecipazione, il confronto, lo scambio, soprattutto ove orientati all’arte, alla cultura, alla bellezza, rappresentino sempre un arricchimento reciproco. A sottolineare il legame di forte collaborazione con il reparto La Nave, da cui ha preso vita, l’Associazione ha avviato la stipula di una convenzione con la Asst Santi Paolo e Carlo in corso di formalizzazione.

 In Transito. Un porto a San Vittore
La mostra “In Transito. Un porto a San Vittore” è un vastissimo reportage (circa 70 settanta immagini in bianco e nero) che il fotogiornalista Nanni Fontana ha potuto realizzare – d’intesa con il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria, la direzione di San Vittore e la Asst Santi Paolo e Carlo – seguendo per oltre un anno in prima persona le attività del reparto La Nave. La mostra fotografica è corredata da testi, pannelli e info-grafiche riguardanti i temi della legalità, del mondo del carcere, della prevenzione e cura delle dipendenze. Ma soprattutto testi scritti da detenuti. Brevi ma molto intensi, scelti tra quelli pubblicati su L’Oblò, il mensile realizzato nel reparto. Un impianto audio consentirà ai visitatori di vedere la mostra accompagnati dai “rumori del carcere” registrati nel corso di più giorni e notti tra le celle e i corridoi di San Vittore.

Nanni Fontana
Nato a Milano nel 1975, dopo la laurea in Economia all’Università Bocconi di Milano decide di cambiare strada e prende quella del fotogiornalismo. Autore da sempre di reportage socialmente impegnati su vari temi tra cui la salute di madri e figli, le minoranze etniche, le gang delkl’America Centrale, i bambini disabili in India, fino a le nuove generazioni sulle coste del Mediterraneo. Le sue foto sono state esposte in Italia e all’estero, così come su riviste e giornali italiani e stranieri vengono pubblicate. Ha vinto lo scorso anno l’Amerigo award, destinato aa giornalistiil cui lavoro suia servitor a migliorare le relòazioni tra Itralia e Stati Uniti.

Stanze Sospese
E’ un progetto realizzato da un team composto da architetti e designer ai quali era stato commissionato nel 2017 dall’allora direttore del carcere di Opera, Giacinto Siciliano, che passato all’inizio del 2018 a dirigere San Vittore ha sollecitato una riproposizione dello stesso progetto: 1 – prendere una normale cella di 9 metri quadri con dentro due individui (in teoria: spesso son di più) a contendersi i sei metri che restano e che sarebbero il limite fissato dall’Europa; 2 – riprogettarla pensando al benessere dei detenuti attraverso gli strumento del design, con materiali di recupero e in modo ecosostenibile.

Marco Petrus: “San Vittore” e il logo per “Amici della Nave”
Nato a Rimini nel 1960 e cresciuto a Milano, figlio d’arte - il padre Vitale Petrus (Kiev, 1934 – Milano, 1984) è un protagonista della scena artistica lombarda degli Anni 60 e 70 – Marco Petrus manifesta fin dall’inizio della sua carriera pittorica un grande interesse per l’architettura, in particolare per quella milanese soprattutto nel suo aspetto “archetipico-mitologico” tipico degli Anni 30 e 40. Col passare del tempo il suo segno lascia più spazio a un gioco sempre più rigoroso di linee e colori, in una ricerca di essenzialità della composizione che via via caratterizzeranno la sua ricerca. La sua svolta più recente lo ha portato a “congelare” la forma stessa del paesaggio urbano in un puro gioco di stilizzazioni astratte.
Marco Petrus ha dipinto la sua interpretazione di “San Vittore” (2018 – olio su carta, 210x195) espressamente per “ti Porto in prigione” e ha generosamente donato l’opera all’associazione “Amici della Nave”: per la quale ha anche realizzato, sempre come donazione, il logo che la contraddistingue.

La Fondazione Maimeri
La Fondazione Maimeri è nata nel 1997  in nome di Gianni Maimeri(1884-1951), artista lombardo, con l'obiettivo di promuovere l'arte e la cultura in ogni sua espressione. La fondazione organizza mostre con lo scopo di mettere nella giusta luce la personalità, lo stile e la ricerca di Gianni Maimeri. Dietro spinta di Silvia Basta, oggi la Fondazione progetta e coordina progetti volti a introdurre l’arte e la bellezza nei luoghi a cui riconosciamo un valore fondante e permanente per la nostra società convivenza, dalle strutture sanitarie agli istituti di pena, dalle scuole agli impianti sportivi di pubblico utilizzo, con particolare attenzione a quei presidi che si occupano della parte della cittadinanza più fragile e portatrice di bisogni di accoglienza e inclusione.

“Gianni Maimeri: la musica dipinta”
“Il Tabarin di Gianni Maimeri, cioè il pezzo forte della mostra allestita all’interno del primo raggio di San Vittore, è uno di quei rari dipinti che racchiude nello stesso tempo una città, una società e un universo lirico. Fu dipinto nel 1914, alla vigilia della Grande Guerra”. Lo scrive il curatore Andrea Dusio, il quale prosegue: “Grande appassionato di musica, Maimeri concepiva le sue tele come un'opera totale. E dei musicisti passati per Milano negli anni della sua piena attività, dal 1910 alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ci ha lasciato dei disegni che colgono con grande puntualità non solo la fisiognomica, ma anche il gesto esecutivo e, in qualche modo, il temperamento. Una serie per molti versi unica, che oggi è conservata presso l'Orchestra Verdi”.

Fondazione Cariplo
Il progetto è stato realizzato con Fondazione Cariplo impegnata nel sostegno e nella promozione di progetti di utilità sociale legati al settore dell’ arte e cultura, dell’ ambiente, dei servizi alla persona e della ricerca scientifica. Ogni anno vengono realizzati più di 1000 progetti per un valore di circa 150 milioni di euro a stagione. Fondazione Cariplo ha lanciato 4 programmi intersettoriali che portano in sé i valori fondamentali della filantropia di Cariplo: innovazione, attenzione alle categorie sociali fragili, opportunità per i giovani, welfare per tutti. Questi 4 programmi ad alto impatto sociale sono: Cariplo Factory, AttivAree, Lacittàintorno, Cariplo Social Innovation. Non un semplice mecenate, ma il motore di idee. (vedi www.fondazionecariplo.it).


ti Porto in prigione: in transito. Un porto a San Vittore
Triennale di Milano - Carcere di San Vittore

Dal 14/12/2018 al 20/01/2019
Progetto organizzato da: Associazione Amici della Nave
Fotografie: Nanni Fontana
A cura di: Gaia Light
Allestimento progetto: Cesare Ventura Architetto
Realizzazione: Carlo Battaini s.r.l.
Progetto grafico: Eva Scaini
Installazione Audio: Piero Leddi
Con la partecipazione di: Stanze Sospese
Inaugurazione: 13 dicembre 2018, ore 18.00, Triennale di Milano
Ingresso: libero
Orari: 10.30 - 20.30

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6
20121 Milano

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