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Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei

Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei‘Quarantena’ anche per libri e opere d’arte. Testi predisposti dall’Icpal e dall’Opificio delle pietre dure.

La misura migliore per sanificare libri, documenti antichi e opere d'arte? Una quarantena di almeno dieci giorni anche per i beni culturali è la scelta più indicato piuttosto che rischiare di 'contaminare' questi oggetti con sostanze aggressive come possono essere molti disinfettanti. La Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali pubblica le linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale redatte dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro e dall’Opificio delle Pietre Dure con riferimento alle misure di contenimento per la prevenzione dal contagio da coronavirus da adottare in compatibilità con le esigenze di tutela e conservazione del patrimonio culturale. Le linee guida sono rivolte a tutti gli istituti e i luoghi della cultura e riguardano la gestione di operazioni di sanificazione degli ambienti degli istituti archivistici e delle biblioteche (linee guida ICPAL) e degli ambienti destinati a musei e laboratori dove sono presenti opere d’arte (linee guida OPD).

ICPAL
L’Istituto sottolinea come sia “necessario ricordare che non tutti i comuni disinfettanti risultano adeguati per la pulizia in ambienti ove siano esposti, conservati e stoccati beni culturali. Le procedure da utilizzare per eventuali sanificazioni non possono pertanto ritenersi univoche e applicabili nello stesso modo a qualsiasi ambiente”.

Per ambienti “storici” gli arredi e le superfici di pregio la disinfezione può avvenire: nel caso di superfici in pietra o arredi lignei nebulizzare su carta assorbente una soluzione di Alcol etilico al 70% (400 ml di alcol etilico denaturato a 90 gradi da miscelare con 100 ml di acqua) o usando, in alternativa, prodotti commerciali già pronti all’uso, sempre alla richiesta concentrazione del 70%. Per tali prodotti è sconsigliata l’applicazione in presenza di finiture superficiali (es. lacche, resine) che sono suscettibili all’interazioni con acqua e/o solventi. Nel caso di superfici metalliche o in vetro si consiglia ugualmente di utilizzare sempre l’alcol etilico al 70%.
Per quanto riguarda le collezioni, come già sottolineato, la permanenza del virus sulle superfici è di massimo nove giorni. Per questo motivo, “qualsiasi intervento di disinfezione diretta dei beni archivistici e librari è da ritenersi non necessario se tali beni sono stati isolati almeno nelle due settimane antecedenti alla riapertura. In caso contrario si ritiene sufficiente garantirne l’isolamento per almeno 10 giorni, senza ricorrere all’utilizzo di disinfettanti che potrebbero risultare dannosi. Tale isolamento dovrà essere condotto in un ambiente a tal fine predisposto, individuato all’interno di ogni istituto, possibilmente provvisto di finestre che sia possibile aprire regolarmente per permettere il ricambio d’aria”.
Per accedere alla consultazione delle collezioni poi, “gli utenti dovranno essere muniti di dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina). All’ingresso nell’istituto dovrebbero essere resi disponibili dispenser di gel disinfettati; - un addetto della biblioteca o dell'archivio (munito di dispositivi di protezione individuale) potrà prelevare il documento e darlo in consultazione in un locale possibilmente dotato di arredi "moderni" che possano essere facilmente puliti e disinfettati; - il materiale consultato dovrà essere lasciato in isolamento preventivo per almeno 10 giorni e possibilmente riponendolo in buste di contenimento all’interno del locale precedentemente individuato. Il materiale consultato non sarà quindi fruibile nei 10 giorni successivi”.

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Per l’Opificio delle pietre dure, “da un esame della letteratura esistente e dalla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 si rileva che la durata della vita del virus oscilla tra 1 giorno per i guanti in lattice ai 9 giorni delle superfici in plastica (metalli 5, legno 4, carta 5, vetro 4/5, ceramica 5, camici usa e getta 2), per cui se un ambiente è stato chiuso al pubblico ed ai dipendenti per più di 9 giorni non sarebbe necessario intervenire con la sanificazione alla sua apertura in quanto è già trascorso il periodo di quarantena necessario per l’abbattimento del pericolo e sarà sufficiente una accurata pulizia con materiale disinfettante”.
Per quanto concerne, invece, le opere d’arte, “si deve affermare con la massima chiarezza che nessuno deve applicare alcunché su di esse se non da parte di un restauratore dei beni culturali qualificato secondo le leggi vigenti”. Per i beni culturali potenzialmente soggetti al contagio “in quanto recentemente movimentati (libri in prestito nelle Biblioteche, opere d’arte in prestito a mostre o in restauro, e così via) sarà sufficiente un periodo di isolamento in un ambiente segregato per la durata dei giorni necessari per la quarantena di quella categoria di materiali, dunque in genere tra i 5 e i 9 giorni. Dunque una “segregazione” per il necessario periodo potrà togliere ogni rischio. Poiché non si possono adesso valutare gli effetti di eventuali mutazioni del virus sarà opportuno aumentare di qualche giorno le valutazioni qui indicate”.
Dunque - prosegue l’Opd - il problema anche per i musei, laboratori e luoghi della cultura “sostanzialmente riguarda soprattutto la sanificazione tramite pulitura degli ambienti e dei pavimenti con particolare riferimento alle superfici di contatto (maniglie, corrimano, porte, tastiere, pulsanti, ecc.) e dei servizi igienici”.
Nel caso di ambienti contenenti opere d’arte “bisognerà prestare la massima attenzione, evitando, per esempio l’impiego per i pavimenti dell’ipoclorito di sodio troppo ossidante, e potenzialmente pericoloso in presenza di opere in bronzo, ottone e rame come per tutti i Cloroderivati, preferendo l’impiego di soluzioni alcooliche al 70% (ottenibili con prodotti già in commercio oppure con la miscela di 400 ml di alcool denaturato al 90% e 100 ml di acqua). In occasione degli interventi di sanificazione con questi prodotti si consiglia comunque di proteggere, ove possibile, le opere d’arte con teli di TNT piuttosto fitti per evitare qualsiasi forma di deposizione (schizzi, condensa di vapori). Una grande importanza per evitare ogni possibile interazione tra il prodotto usato e le opere d’arte è rivestita dalla esistenza o meno di sistemi di ventilazione e di ricambio d’aria, in grado di evitare il formarsi di accumulo di vapori, potenzialmente nocivi. Questi ultimi impianti, tuttavia, possono essere loro stessi una fonte di rischio e dunque sarà necessario prevedere una frequente sanificazione dei filtri dei fan coil e, in caso di impianti di climatizzazione, dei filtri generali dell’impianto in entrata ed uscita”.

L'APPELLO DEI RESTAURATORI
Sanificazione e beni culturali, Restauratori Senza Frontiere: attenzione ai prodotti che si usano.
Lo scorso 29 aprile l’organizzazione Restauratori Senza Frontiere Italia aveva inviato al Mibact un documento, con l’intento di sottoporre le criticità in merito ai trattamenti di sanificazione richiesti in questo periodo a seguito dell’epidemia di Covid-19, anche per gli ambienti di interesse storico e artistico.
L’Istituto Superiore di Sanità – si legge nella missiva firmata da Marisa Laurenzi Tabasso, Presidente del Comitato Scientifico di RSF Italia - indica ‘acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%’ per pulire i diversi ambienti, materiali e arredi. Nel caso però di ambienti e materiali di rilevanza culturale queste indicazioni vanno attentamente valutate per evitare di produrre danni sui diversi manufatti trattati direttamente con i prodotti per la sanificazione o, indirettamente, a causa di vapori o gas che possono sprigionarsi dai prodotti stessi”.
Il Dott. Nazzareno Gabrielli, chimico, Socio onorario di Restauratori Senza Frontiere-Italia e già direttore dei Gabinetti Scientifici dei Musei Vaticani, ha recentemente indirizzato al MIBACT un messaggio per allertare gli uffici responsabili delle tutela e della fruizione di immobili e collezioni di interesse storico-artistico affinché si presti la massima attenzione ai prodotti che si dovranno impiegare per la loro sanificazione. Il MIBACT ha tempestivamente informato tutti gli enti periferici competenti, diffondendo il messaggio del dott. Gabrielli”.
Al di là dell’urgenza degli interventi di sanificazione richiesti dalla attuale situazione relativa alla pandemia e in vista del ritorno alla normalità, il problema della più semplice ed ordinaria igienizzazione di questi luoghi richiede analoghe cautele e attenzione ai prodotti che si usano. Musei, biblioteche, sedi di istituzioni storiche pubbliche e private, vengono il più delle volte igienizzati da normali imprese di pulizie, quelle che ancora oggi spesso usano prodotti commerciali, non idonei per le superfici storiche come pavimenti in cotto, in parquet, oppure in pietra, spesso anche infissi e/o vetrate di pregio. Inoltre, le sostanze volatili rilasciate dai prodotti impiegati (per es. ammoniaca, o cloro) possono raggiungere anche i manufatti conservati nell’ ambiente (dipinti, sculture, stoffe, manufatti cartacei, ecc.)”.
Questa situazione richiede con molta evidenza la necessità che gli organi competenti del MiBACT regolamentino con chiarezza le modalità per l’effettuazione degli interventi di pulizia di siti e monumenti sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico e archeologico, e indichino che tali interventi siano obbligatoriamente effettuati sotto il coordinamento e la Direzione Tecnica di un Restauratore qualificato di Beni Culturali. Quanto agli aspetti tecnici delle operazioni di sanificazione e igienizzazione (il tipo di prodotti da impiegare in funzione delle diverse tipologie di ambienti e manufatti), certamente gli Istituti Superiori del Ministero (ISCR, ICRCPAL) e avranno già dato o daranno tutte le indicazioni necessarie. Restauratori Senza Frontiere-Italia è comunque disponibile per contribuire, ove ce ne fosse la necessità, alla redazione di protocolli specifici”.

 
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XX edizione de La Milanesiana ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi: LA SPERANZA, Milano, 10 giugno – 23 luglio 2019

Ventesima edizione de La Milanesiana, Letteratura, Musica, Cinema, Scienza,
Arte, Filosofia, Teatro, Diritto e Economia, ideata e diretta da
Elisabetta Sgarbi. Il tema della Milanesiana 2019 è La Speranza.
Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
La Milanesiana
è promossa dal Comune di Milano e Regione
Lombardia; è organizzata da IMARTS INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS e
FONDAZIONE ELISABETTA SGARBI; Main sponsor: BMW, Intesa Sanpaolo, Borsa Italiana, ENEL, Rotary Club Bormio Contea, Grafica Veneta, UBI Banca; Partner: Banco BPM, GFK, Università IULM, MM SpA, Il Maggiore -
Fondazione Centro Eventi, La Venaria Reale - Residenze Reali Sabaude,
Centro Studi - Fondazione Meyer, Letterature. Festival Internazionale di
Roma, Parco Archeologico del Colosseo, Comune di Ascoli Piceno, Almo
Collegio Borromeo, GECT GO - Nova Gorica, Gorizia Candidatura a
Capitale Europea della Cultura 2025, Pejo; Pba; IBS.it; Netphilo Publishing;
Gruppo Planetaria - Chateaux Monfort.

Apre questa XX edizione in una delle nuove sedi di quest’anno:
Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa Italiana, luogo fra i più
simbolici non solo della città, ma d’Italia.
Prima serata sul tema della speranza e prima mostra del festival - una mostra fatta in realtà di 3 mostre, in nome della moltiplicazione che ha sempre percorso il festival; in collaborazione con Borsa Italiana, Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Cavallini Sgarbi, Galleria Ceribelli, Ciaccio Arte, e grazie a Makers Factory e Molemab. Il titolo: IMMAGINI DEL TEMPO, a tenere insieme tre declinazioni di una stessa dimensione: la Storia (nei certificati azionari), la Vita del corpo (nella scultura), la Memoria dei capolavori dell’arte.

LA STORIA DELLA BORSA ATTRAVERSO I CERTIFICATI
AZIONARI” a cura di Angelo Abbondio e Piergaetano Marchetti: in
mostra tre collezioni di certificati azionari (una di Borsa Italiana, una di
Angelo Abbondio e una di Piergaetano Marchetti) per un totale di 28
documenti di notevole interesse storico-economico, appartenenti ad un
arco temporale che si estende da fine Ottocento agli anni Ottanta del
Novecento.

Giuseppe  Bergomi: Cronografia di un corpo”: una imponente composizione in bronzo, acciaio e smalto di 266 x 300 x 100 cm, che rappresenta lo scorrere del tempo per gli esseri umani, cristallizzandolo in una sequenza di sculture.
Nel catalogo un testo di Elisabetta Sgarbi, Immagini del tempo, e testi di: Raffaele Jerusalmi, Antonio D'Amico, Pietro di Natale, Vittorio Sgarbi,
Attilio Ventura, Piergaetano Marchetti, Angelo Abbondio.

LORENZO LOTTO - RITRATTO DI LUDOVICO GRAZIOLI e GUIDO CAGNACCI - ALLEGORIA DEL TEMPO (LA VITA UMANA)” due capolavori del Cinque-Seicento italiani dalla Collezione Cavallini Sgarbi presso BIG – Borsa Italiana
Gallery.
Esposto in questa sede anche il DAW - Digital Art Work  del Ritratto di Ludovico Grazioli di Lorenzo Lotto in collaborazione con Cinello e Save the Artistic Heritage.
Intervengono: Elisabetta Sgarbi, Raffaele Jerusalmi, Giuseppe Bergomi, Vittorio Sgarbi, Piergaetano Marchetti.  Progetto di allestimento Luca Volpatti.

Alle ore 21 l’incontro “RICCHEZZA, POVERTÀ E SPERANZA/1”,
realizzato in collaborazione con Borsa Italiana e Fondazione Corriere della
Sera. Dopo i saluti istituzionali di Stefano Bruno Galli (Assessore
all’Autonomia e Cultura Regione Lombardia), Filippo Del Corno
(Assessore alla Cultura del Comune di Milano) e Raffaele Jerusalmi
(Amministratore Delegato Borsa Italiana), l’attore Roberto Herlitzka
darà avvio alla serata con la lettura dantesca Ahi serva Italia. A seguire, il
senatore a vita professor Mario Monti terrà la sua Lectio Magistralis
Democrazie nazionali e integrazione internazionale. Concluderà la serata il
concerto della cantautrice Alice, accompagnata da Carlo Guaitoli al
pianoforte e Antonello D’Urso alle chitarre.
Alice canta Franco Battiato, Juri Camisasca, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè,
Francesco De Gregori, Mino Di Martino, Ivano Fossati, Francesco Guccini ,
Giorgio Gaber, Claudio Rocchi, Giuni Russo e… Alice.
Interviene Attilio Ventura, introduce la serata Piergaetano Marchetti.
Serata a ingresso libero fino a esaurimento posti

In programma 65 appuntamenti, con 210 ospiti internazionali  provenienti da 15 Paesi e 12 mostre. È un anno di importanti anniversari per La Milanesiana, che ricorda in
questa occasione il suo ventesimo compleanno. Si è rafforzato il carattere itinerante del Festival: oltre che a Milano, per la prima volta La Milanesiana sarà a Roma, Venezia, Brescia, Alessandria, a Gardone al Vittoriale degli Italiani, a Pavia, a Lodi; tornerà a BergamoTorino, Verbania, Bormio, Ascoli Piceno, Firenze; presenterà 12 mostre, alcune delle quali in anteprima mondiale, e un florilegio di scrittori,
musicisti, filosofi, uomini di teatro e di scienza da tutto il mondo; e, ancora,
è stata ispessita la tela che lega festival disseminati non solo a Milano
(Bookcity e Bookpride) ma su tutta la penisola (ad esempio il Salone del
Libro di Torino e il Festival delle Letterature di Roma).
La Milanesiana si arricchisce inoltre di una voce, l’Economia, con
appuntamenti a Milano presso il prestigioso Palazzo Mezzanotte, sede di
Borsa Italiana, nel cinquecentenario della prima attività borsistica a Bruges.
Tra gli ospiti: 3 Premi Nobel, 1 Premio Oscar, 3 Premi Pulitzer, 1 Premio
Goncourt, 6 Premi Strega, 1 Booker Prize, 1 Leone d’oro, 1 Leone d’oro
alla carriera, 1 Leone d’Argento, 7 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento,
2 Golden Globe, 1 Premio Galileo oltre a numerosi noti esponenti del
mondo della scienza, della musica, del cinema, dell’architettura, della
filosofia, del diritto e quest’anno anche dell’economia.

La Milanesiana - per il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - giunge alla
ventesima edizione carica di energia, di innovazione e di promettenti
aperture sul futuro. L’edizione del ventennale mette in dialogo i saperi e le
competenze e i protagonisti che in questi vent’anni ci hanno aiutato a
comprendere il mondo andando oltre la superficie delle cose. C’è da dire
grazie a ciascuna e a ciascuno di loro, ma c’è soprattutto da dire grazie alla
Milanesiana e a Elisabetta Sgarbi. Milano è cresciuta in questi venti anni: è
cambiato il volto urbanistico della città, è cambiata la composizione sociale,
sono cambiati i rapporti sociali e lo stile di vita. A mio avviso in meglio. E se
oggi, con tanti problemi ancora da risolvere, siamo passati “dal meno al più”
lo dobbiamo anche alla Milanesiana, ai suoi stimoli e ai suoi contributi.
Questa edizione, nelle giuste intenzioni della sua direttrice, non è
autocelebrativa: nasce per fare il punto e guardare al futuro rilanciando le
caratteristiche che hanno consentito alla Milanesiana di conquistare il
pubblico milanese, italiano e internazionale. Siamo sicuri che questa
importante rassegna culturale sarà ancora una volta coronata di successo
perché le premesse ci sono tutte: slancio, voglia di crescere e profondo
legame con Milano”.
«La Milanesiana compie vent’anni e come il fleur - la rosa scelta quale
propria icona - è sempre fresca e vivace, coinvolgente e sfidante. Sempre
più milanese e sempre più lombarda, La Milanesiana di Elisabetta Sgarbi ha
fatto della disseminazione uno stile nel pensiero e nell’organizzazione di
questa festa delle idee che ama attraversare confini, che insiste sulla soglia
dei saperi più disparati per farli risuonare fra loro. Con cosa saprà
sorprenderci ancora quest’anno? Desidero congratularmi e ringraziare
Elisabetta, e la sua squadra eccellente, per questo bellissimo atto d’amore
per la cultura, nelle sue infinite variazioni, per Milano e la Lombardia», ha
dichiarato Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di
Regione Lombardia.
Venti anni della Milanesiana, trenta di Teatri Uniti, intrecciati
profondamente con il Piccolo Teatro, non sono una commemorazione.
C’è qualcosa del pensiero magico negli anniversari. Lo abbiamo vissuto da
bambini. Il gioco combinatorio tra numeri e parole, capace di divinazioni sul
nostro futuro: piccole e grandi sfide quotidiane “scolastiche”, affettive,
cresciute con noi. Un pensiero che forse non abbiamo mai abbandonato, che rivive nel
pensiero magico dei “numeri tondi”: gli anniversari. Rassicuranti, sul
passato, per ciò che faremo. Gli anniversari li vogliamo “celebrare”, perché
ci invitano a ricordare, a ricordare che sono i “frammenti” a ricostruire, a
“progettare”, la memoria, di ciascuno, di tutti. Ci costringono, ci avvicinano
a capire il “presente”. Fanno convivere le coincidenze non casuali con la responsabilità delle scelte. Lo si scopre ripercorrendo i “dettagli”, le “parole” il “lavoro in
palcoscenico” che segnano l’intreccio di inquieta continua ricerca di questi
anni, vissuti, condivisi. Necessità di continua ricerca che senza sof-fermarsi
sugli anniversari, dà senso ad una passione, un lavoro comune”, commenta
Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano – Teatro
d’Europa.
Così interviene Piergaetano Marchetti, Presidente Fondazione Corriere
della Sera: “Cresce la diversificazione e la ricchezza dei temi trattati.
Aumentano le città che, oltre Milano, ospitano eventi de La Milanesiana. Da
Milano un invito alla cultura, alla curiosità, alla creatività che si diffonde, e mi
auguro presto, anche in altre città europee. Il tema della “speranza” riflette
così in realtà una missione di alta civiltà perseguita da vent’anni e destinata
ancora a crescere”.
“Gli anniversari ci sono per essere oltrepassati. Anzi sono già oltrepassati
quando li si celebra. Eppure non posso non fermarmi a ricordare. Non mi è
estraneo un senso di orgoglio per il tragitto compiuto, ma provo anche un
sentimento di nostalgia. È per non sentire il morso di questa nostalgia che il programma di questa ventesima edizione è un continuo rilancio, una moltiplicazione nel tempo e
nello spazio, una sfida fisica e intellettuale ancora più audace. La Milanesiana racconta un’Italia piena di energia, piena di speranza. Io provo nostalgia. La Milanesiana racconta la speranza. E il tema di questa ventesima edizione è La speranza”, conclude Elisabetta Sgarbi, Direttore artistico La Milanesiana.

LA MILANESIANA 2019
Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro Diritto e Economia
Ideata e diretta da: Elisabetta Sgarbi
VENTESIMA EDIZIONE - UN COMPLEANNO SPECIALE
Dal 10 giugno al 23/07/2019
#19Milanesiana

Social: www.lamilanesiana.eu; Facebook: La Milanesiana; Instagram: @lamilanesiana; Twitter: @LaMilanesiana; YouTube: La Milanesiana
Ufficio Stampa: Erica Prous Studio - ufficiostampa@lamilanesiana.eu - M. 347 1200420 - M. 335 7295264

PROGRAMMA LA MILANESIANA 2019

Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
A eccezione delle serate a pagamento:
del 5 luglio a Milano alle ore 21.00
dell’8 luglio a Bormio alle ore 21.00
del 10 luglio a Lodi alle ore 21.00
del 12 luglio a Verbania alle ore 21.00
Prenotazione obbligatoria:
il 3-4-5-6 luglio alle ore 12.00, presso Gallerie d’Italia
l’11 luglio alle ore 21.00, presso la Fondazione Corriere della Sera

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Il miglior posto, Villa Reale di Monza, 28/11/2019

Inaugurazione 28 novembre ore 17,30

La Reggia di Monza, diretto da Piero Addis, riapre la Cappella Reale con la mostra, patrocinata e sostenuta da Regione Lombardia e Comune di MonzaIl miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo alla Villa Reale di Monza, un punto di vista privilegiato da cui osservare e ammirare tre opere d’arte che mettono in contatto il visitatore con un dipinto seicentesco del pittore caravaggesco marchigiano Giovanni Francesco Guerrieri e l’installazione ambientale dell’artista contemporaneo Gianluca Quaglia.
La mostra, curata da Antonio D’Amico e organizzata da Opera d’Arte, ha l’obiettivo di raccogliere fondi per restaurare alcuni dipinti danneggiati dal terremoto che ha colpito il centro Italia e in particolare Fossombrone, città natale di Guerrieri.
Due artisti lontani nel tempo, uno vissuto nel Seicento e l’altro contemporaneo, dialogano su un tema che ha attraversato la storia dell’arte e su cui tutti gli artisti si sono da sempre interrogati e misurati: la capacità e la possibilità di guardare al di là del proprio punto di vista, al di là del visibile. Guerrieri fornisce una risposta figurativa, consona al suo tempo, devozionale e piena di pathos, Quaglia s’interroga sul divino mostrando una visione cosmica, legata alla sacralità laica dell’universo.
La mostra propone una riflessione sul sacro e sulle sue svariate possibilità di interpretazione e lettura che oggi possono emergere. L’invito è quello di entrare in uno spazio architettonico lasciandosi coinvolgere dal miglior posto, ossia un punto di vista preciso, pensato e organizzato appositamente per facilitare l’osservazione. Il visitatore entrando nella chiesa potrà sopraelevarsi fisicamente e guardarsi intorno per vedere la delicata apparizione frontale che emerge dal buio della notte in cui Maria, insieme a Sant’Anna, scruta il figlio che dorme nella culla, un’immagine del divino che per Guerrieri è l’accoglimento di un credo, di una conferma alle proprie domande. Sugli altari laterali, invece, Gianluca Quaglia attiva una riflessione che si aggrappa a codici laici, interpretativi, al di là di certezze fideistiche.
La Vergine con il Bambino e sant’Anna è una tela che Guerrieri realizza per la famiglia Brollini di Fossombrone nel 1627, di ritorno da Roma e dopo aver fatto l’esperienza dell’arte di Caravaggio, tanto che molti dettagli del quadro riconducono al maestro lombardo. Collocata in un altare laterale della Cattedrale di Fossombrone, oggi chiusa precauzionalmente dopo le scosse dello scorso anno, la tela porta con sé storie lontane e segrete che giungono fino a noi grazie alla lettura delle immagini, offrendoci la possibilità di ripensare al sacro come una fonte a cui attingere. Con un approccio che tenta di scrutare l’imperscrutabile, anche i cosmi ridisegnati da Gianluca Quaglia rappresentano il tentativo di attingere al sacro o, quantomeno, di osservarlo da lontano, soffermandosi a guardare l’universo e con esso le stelle, immaginando l’infinito.
Ripensando dunque lo spazio architettonico sacro, il visitatore potrà trovarsi immerso in uno scenario che accoglie un palcoscenico sul quale si è invitati a salire per osservare tre diverse “pale d’altare”, ossia tre riflessioni evocative.
Il miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo alla Villa Reale di Monza è un invito a lasciarsi coinvolgere dall’arte antica e contemporanea su un tema trasversalmente affrontato, offrendo al visitatore chiavi di lettura che favoriscono una possibile relazione con qualcosa di infinitamente grande ma lontano che l’uomo tende e ricerca da secoli.
L’obiettivo della mostra è quello di favorire il restauro di opere d’arte danneggiate dal terremoto e custodite nella città di Fossombrone, grazie alla vendita del catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale che si presenta come un interessante volume in cui sono raccolte le fotografie della mostra e i contributi di studiosi italiani quali Stefano Papetti, Michela Gianfranceschi, Renzo Savelli, Marco Luzi, Giancarlo Lacchin, Lorenzo Madaro e Antonio D’Amico

Il miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo
Giovanni Francesco Guerrieri - Gianluca Quaglia
A cura di
: Antonio D’Amico

Inaugurazione: 28 novembre ore 17,30
Dal 29 novembre 2017 al 14 gennaio 2018
Orari: martedì-venerdì 14-18; sabato-domenica 10-18; 7, 8 e 26 dicembre 10-18; Chiuso 25 dicembre 2017 e 1 gennaio 2018
Ingresso: gratuito
Info: 02 45487400 - www.operadartemilano.it - www.reggiadimonza.it - info@reggiadimonza.it
Catalogo: Silvana Editoriale
Ufficio stampa: Maria Chiara Salvanelli - M.+ 39 3334580190 - Tel +39 02 39461253 - mariachiara@salvanelli.it
Villa Realecomunicazione@reggiadimonza.it


Villa Reale
di Monza
Cappella della Villa Reale
Monza
 

 

 

 

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Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo presentano il restauro delle tele del Santuario di San Giuseppe, via Verdi, Milano, 9/11/2017

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