SiteLock

Archivi categoria : Personaggi

Christo Vladimirov Javacheff (Gabrovo, Bulgaria, 13/06/1935, – New York, 31/05/2020)


L’artista Christo Vladimirov Javacheff, noto come Christo, è morto oggi per cause naturali, il 31 maggio 2020, nella sua casa a New York City. Aveva 84 anni."
Dichiarazione dall’ufficio di Christo: ” Christo ha vissuto al massimo la sua vita, non solo sognando ciò che sembrava impossibile ma realizzandolo. L ‘ opera d’arte di Christo e Jeanne-Claude hanno riunito le persone nelle esperienze condivise in tutto il mondo, e il loro lavoro continua a vivere nei nostri cuori e nei nostri ricordi
Nel 2016 aveva realizzato l’opera The Floating Piers nelle acque del Lago d’Iseo.

Christo, Museo di Santa Giulia, Brescia, 2016, © Gianni Marussi

Christo, Christo Yavachev, nato a Gabrovo, in Bulgaria, il 13 giugno 1935, dall'unione di Vladimir Yavachev, imprenditore, e Tsveta Dimitrova, segretaria dell'Accademia di Belle Arti di Sofia dove lui studierà dal 1953.
Nel 1956 termina gli studi e si trasferisce a Praga da dove, l'anno seguente, riesce a scappare dal regime del blocco comunista raggiungendo l'Austria. Da qui si muoverà prima a Vienna, poi a Ginevra, per poi raggiungere, nel 1958, Parigi. Ivi, considerato apolide, era ai margini della società e si guadagnò da vivere compiendo ritratti, che firmava con il nome della propria famiglia "Javacheff".
Le sue prime opere firmate "Christo" sono dei dipinti astratti e degli impacchettamenti di oggetti (bottiglie, bidoni, cartoni, tavoli ecc.) o di modelli viventi nella tela o nella plastica. Questi lavori suscitano interesse negli amici, tra cui vi sono Arman e Yves Klein, con cui si unirà nel movimento Nouveau Réalisme.
Christo e Jeanne-Claude (1935-2009) hanno creato insieme alcune delle opere visivamente più spettacolari del XX e del XXI secolo. Dai primi oggetti impacchettati ai progetti monumentali all’aperto, tra cui ricordiamo Valley Curtain in Colorado (1970-1972), Running Fence in California (1972-1976), Surrounded Islands a Miami (1980-1983), The Pont Neuf Wrapped a Parigi (1975-1985), The Umbrellas in Giappone e in California (1984-1991), Wrapped Reichstag a Berlino (1972-1995) e The Gates a Central Park, New York (1979-2005), gli artisti hanno superato i limiti tradizionali della pittura, della scultura e dell’architettura. Insieme hanno cambiato il concetto stesso di “arte pubblica” creando opere temporanee dalla durata volutamente effimera.
Jeanne-Claude è scomparsa nel novembre del 2009 ma Christo ha continuato a lavorare alle sulle opere Over The River e The Mastaba. L’idea originaria da cui è scaturito The Floating Piers, nacque nella mente di entrambi gli artisti nel 1970. Nel 2014, Christo decise che il Lago d’Iseo offriva l’ambientazione più suggestiva per il progetto aperto al pubblico dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Scopo primario dell’artista è da sempre quello di creare opere d’arte spettacolari, gioiose e totalmente gratuite per i visitatori.
Christo e Jeanne-Claude non hanno mai accettato nessun sussidio, finanziamento o sponsorizzazione di nessun tipo per le proprie opere d’arte temporanee e pubbliche. Tutti i redditi dell’artista provengono dalla vendita delle sue opere d’arte originali a collezionisti privati, gallerie d’arte e musei.
Christo e Jeanne-Claude iniziarono molto tempo fa a concepire dei progetti per l’Italia, solo alcuni dei quali sono stati poi realizzati. Il profondo legame degli artisti con il nostro paese risale al 1963, l’anno della loro prima personale alla Galleria Apollinaire a Milano, seguita da altre mostre alla Galleria La Salita a Roma e alla Galleria del Leone a Venezia nello stesso anno e quindi alla Galleria Gian Enzo Sperone a Torino nel 1964. Durante un soggiorno romano, Christo impacchettò una delle statue del parco di Villa Borghese. Era la prima volta che l’artista impacchettava un monumento, quantunque di dimensioni modeste. L’opera era stata eseguita senza le dovute autorizzazioni ma le forze dell’ordine non intervennero, ritenendo che i conservatori stessero eseguendo degli interventi di restauro. La statua rimase impacchettata in tutto sei mesi. Nel luglio del 1968 in occasione del Festival dei Due Mondi, Christo e Jeanne-Claude meditavano di impacchettare il teatro lirico di Spoleto, il Teatro Nuovo, edificio del XVIII secolo alto tre piani, che è uno dei principali poli di interesse della cittadina collinare del Centro Italia. Vedendosi negare l’autorizzazione a realizzare quest’opera a causa della normativa antincendi, Christo e Jeanne-Claude scelsero di impacchettare la torre medievale, uno dei primi monumenti importanti che sorge lungo la strada sinuosa che entra in Spoleto e la Fontana barocca sulla Piazza del Mercato. Due anni dopo, nel 1970, Christo e Jeanne-Claude ritornarono in Italia e a Milano realizzarono in contemporanea due opere, impacchettando il monumento a Vittorio Emanuele II re d’Italia in Piazza del Duomo, e il monumento a Leonardo da Vinci in Piazza della Scala. Non furono invece mai realizzati altri due progetti: Arco della Pace Wrapped e Curtains for La Rotonda, che prevedeva la realizzazione di drappi in tessuto per chiudere il centinaio di arcate della tardo barocca Rotonda di Via Besana. L’ultimo progetto all’aperto concepito da Christo e Jeanne-Claude in Italia fu realizzato a Roma nel 1974. Gli artisti impacchettarono il tratto delle Mura Aureliane antiche di 2.000 anni che si trova tra l’imbocco di Via Veneto e Villa Borghese. Sebbene Christo e Jeanne-Claude abbiano continuato a fare mostre e installazioni in interni negli anni successivi, The Floating Piers segna il primo ritorno in Italia degli artisti con un nuovo grandioso progetto dopo quarant’anni.

È stata una grande emozione camminare sulle acque e ritrovare tanti amici e artisti e tanta gente "comune" con cui condividere lo sciabordio delle acque e il vento e il sole che animavano il lago d'Iseo.

Christo and Jeanne-Claude: Barrels and The Mastaba 1958-2018, Serpentine Lake, Hyde Park, Londra, fino al 23/09/2018

The Floating Piers di Christo e Jeanne-Claude, Lago d’Iseo. Un evento mondiale.

Christo e Jeanne-Claude as seen by Wolfgang Volz”, Sulzano (BS), lago di Iseo, 11 giugno

Christo and Jeanne-Claude: Water Projects, Museo di Santa Giulia, Brescia

Christo and Jeanne-Claude, Water Projects, Triennale di Milano

Bibliografia

2020
Christo et Jeanne-Claude: Paris!
Texts by Sophie Duplaix and Laure Martin-Poulet. Timeline by Marion Guibert. Centre Pompidou, Paris, France. (English ed. 2020, Sieveking Verlag, Munich, Germany)
2020
Christo and Jeanne-Claude: The Early Years. An Interview by Matthias Koddenberg
Interview by Matthias Koddenberg. Photographs by Christo, Jeanne-Claude, René Bertholo, Jean-Dominique Lajoux, Raymond des Seynes, and others. Verlag Kettler, Dortmund, Germany.
2020
Christo and Jeanne-Claude: Projects 1963-2020. Ingrid & Thomas Jochheim Collection
Texts by Matthias Koddenberg. Interview with Ingrid and Thomas Jochheim by Friedhelm Hütte. Photography by Wolfgang Volz. Kerber Verlag, Bielefeld, Germany.
2019
Christo and Jeanne-Claude (Updated Edition)
Text and interview by Paul Goldberger. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2019
Christo: Femmes 1962-1968
Preface by Madison Cox. Texts by Matthias Koddenberg and Lorenza Giovanelli. Interview by Mouna Mekouar. Éditions Gallimard, Paris, France.
2018
Christo and Jeanne-Claude: Barrels and The Mastaba 1958-2018
Texts by Paul Goldberger and Adam Blackbourn. Interview by Hans Ulrich Obrist. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2018
Christo und Jeanne-Claude: Werke aus der Sammlung Jochheim
Texts by Matthias Koddenberg and Bettina Ruhrberg. Distanz Verlag, Berlin, Germany.
2017
Christo and Jeanne-Claude: Urban Projects
Texts by Matthias Koddenberg and Laure Martin-Poulet. Verlag Kettler, Dortmund, Germany. D.A.P., New York, USA.
2017
Christo and Jeanne-Claude: The Floating Piers, Lake Iseo, Italy, 2014-2016
Texts by Germano Celant and Adam Blackbourn. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2016
Christo and Jeanne-Claude: The Floating Piers, Lake Iseo, Italy, 2014-2016
Picture commentary by Wolfgang Volz and Jonathan Henery. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2016
Christo et/and Jeanne-Claude: Barils/Barrels
Texts by Annie Cohen-Solal and Matthias Koddenberg. Interview by Olivier Kaeppelin. Verlag Kettler, Dortmund, Germany. L'Arche Éditeur, Paris, France.
2016
Christo and Jeanne-Claude: Water Projects
Text by Germano Celant. Silvana Editoriale, Milan, Italy.
2016
Christo and Jeanne-Claude
Text by Jacob Baal-Teshuva. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2015
Christo and Jeanne-Claude: In/Out Studio
Edited with text by Matthias Koddenberg. Photographs by Ugo Mulas, Enzo Sellerio, Harry Shunk and János Kender, Wolfgang Volz, Charles Wilp, and others. Verlag Kettler, Dortmund, Germany. (English ed. 2015, D.A.P., New York, USA; French ed. 2015, L'Arche Éditeur, Paris, France)
2013
Christo and Jeanne-Claude: Prints and Objects 1963-2013
Catalogue Raisonné edited by Jörg Schellmann. Text by Matthias Koddenberg. Hatje Cantz, Ostfildern, Germany. Overlook Press, New York, USA.
2013
Christo: Big Air Package
Text by Matthias Koddenberg. Photographs by Wolfgang Volz. Klartext, Essen, Germany.
2012
Christo and Jeanne-Claude: The Mastaba, Project for Abu Dhabi, United Arab Emirates
Text and interview by Matthias Koddenberg. Picture commentary by Jonathan Henery. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2011
Christo: The Paris Sculptures 1961
Text by Matthias Koddenberg. Photographs by Jean-Dominique Lajoux. Verlag Kettler, Bönen, Germany.
2010
Christo and Jeanne-Claude: 75
Text and interview by Paul Goldberger. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2010
Christo und Jeanne-Claude: Grenzverlegung der Utopie
Text by Werner Spies. Berlin University Press, Berlin, Germany.
2009
Christo and Jeanne-Claude: Life=Works=Projects
Text by Masahiko Yanagi. Tosho Shimbun, Tokyo, Japan.
2009
Christo and Jeanne-Claude: Early Works 1958-64
Text, interview and chronology by Matthias Koddenberg. Verlag Kettler, Bönen, Germany.
2008
Christo and Jeanne-Claude: Over The River, Project for the Arkansas River, State of Colorado
Preface by Jay Gates. Texts by Jonathan Fineberg and Simon Schama. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2006
Christo and Jeanne-Claude
Preface by Rudy Chiappini. Texts by Rudy Chiappini, Albert Elsen, Molly Donovan, Werner Spies, Lawrence Alloway, David Bourdon, Harald Szeemann, Jonathan Fineberg and Wolfgang Volz. Photographs by Wolfgang Volz. Skira, Milan, Italy.
2005
Christo and Jeanne-Claude: The Gates, Central Park, New York City, 1979-2005
Picture commentary by Jonathan Henery. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2005
Christo and Jeanne-Claude: The Gates, Central Park, New York City, 1979-2005
Text by Anne L. Strauss. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
2004
Christo and Jeanne-Claude: On the Way to The Gates
Preface by Philippe de Montebello. Text and interviews by Jonathan Fineberg. Photographs by Wolfgang Volz. Yale University Press, New Haven, USA.
2002
Christo and Jeanne-Claude in the Vogel Collection
Preface by Earl A. Powell. Text and interview by Molly Donovan. Photographs by Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA.
2001
Christo and Jeanne-Claude: Early Works 1958-69
Texts by Alexander Tolnay, Lawrence Alloway, David Bourdon and Jan van der Marck. Taschen, Cologne, Germany.
2000
Christo und Jeanne-Claude: Eine Biografie
Text by Burt Chernow. Epilogue by Wolfgang Volz. Kiepenheuer & Witsch, Cologne, Germany. (Italian ed. 2001, Skira, Milan, Italy; English ed. 2002, Saint Martin’s Press, New York, USA)
1998
Christo and Jeanne-Claude: Wrapped Trees, Fondation Beyeler and Berower Park, 1997-98 Picture notes by Wolfgang and Sylvia Volz. Introduction by Ernst Beyeler. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
1998
Christo and Jeanne-Claude: The Umbrellas, Japan-USA, 1984-91
Picture notes by Jeanne-Claude and Masahiko Yanagi. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
1998
Christo et Jeanne-Claude: Erreurs les plus fréquentes
Text by Jeanne-Claude. Editions Jannink, Paris, France. (English ed. 2000)
1996
Christo and Jeanne-Claude: Wrapped Reichstag, Berlin, 1971-95
Picture notes by David Bourdon. Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
1996
Christo and Jeanne-Claude: Projects Selected from the Lilja Collection
Preface by Torsten Lilja. Texts Torsten Lilja and Per Hovdenakk. Photographs by Wolfgang Volz. Azimuth Editions, London, England.
1995
Christo and Jeanne-Claude: Wrapped Reichstag, Berlin, 1971-95
Photographs by Wolfgang Volz. Taschen, Cologne, Germany.
1995
Christo and Jeanne-Claude: Prints and Objects 1963-95
Catalogue Raisonné edited by Jörg Schellmann and Joséphine Benecke. Text by Werner Spies. Schirmer/Mosel, Munich, Germany.
1995
Christo und Jeanne-Claude: Der Reichstag "Dem Deutschen Volke"
Compiled by Michael S. Cullen and Wolfgang Volz. Photographs by Wolfgang Volz. Bastei-Lübbe, Bergisch Gladbach, Germany.
1993
Christo: The Reichstag and Urban Projects
Preface by Jacob Baal-Teshuva. Texts by Wieland Schmied, Tilmann Buddensieg and Rita Süssmuth. Interview by Masahiko Yanagi. Chronology by Michael S. Cullen. Photographs by Wolfgang Volz. Prestel, Munich, Germany.
1993
Christo: The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85
Preface by Dieter Ronte. Texts by Volker Adolphs, Bernard de Montgolfier, Dieter Ronte and Constance Sherek. Photographs by Wolfgang Volz. Wienand, Cologne, Germany.
1990
Christo: The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85
Texts by David Bourdon and Bernard de Montgolfier. Photographs by Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA. DuMont, Cologne, Germany. Biro, Paris, France.
1990
Christo
Text by Marina Vaizey. Rizzoli, New York, USA. Aurel Bongers, Recklinghausen, Germany. Albin Michel, Paris, France. Polígrafa, Barcelona, Spain. Meulenhoff/Landshoff, Amsterdam, Holland. Bijutsu Shuppan-Sha, Tokyo, Japan.
1990
Christo
Text by Yusuke Nakahara. Shinchosha, Tokyo, Japan.
1986
Christo: Surrounded Islands, Biscayne Bay, Greater Miami, Florida, 1980-83
Texts by David Bourdon, Jonathan Fineberg and Janet Mulholland. Photographs by Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA.
1985
Christo
Text by Dominique G. Laporte. Flammarion, Paris, France. Pantheon Books, New York, USA (1986).
1984
Christo: Surrounded Islands, Biscayne Bay, Greater Miami, Florida, 1980-83
Text by Werner Spies. Chronology by Wolfgang Volz. Photographs by Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA. DuMont, Cologne, Germany. Fondation Maeght, Saint-Paul de Vence, France (1985). Ediciones Polígrafa, Barcelona, Spain (1986).
1978
Christo: Wrapped Walk Ways, Loose Park, Kansas City, Missouri, 1977-78
Text by Ellen R. Goheen. Photographs by Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA.
1978
Christo: Running Fence, Sonoma and Marin Counties, California, 1972-76
Texts by Calvin Tomkins and David Bourdon. Photographs by Wolfgang Volz and Gianfranco Gorgoni. Abrams, New York, USA.
1977
Christo: The Running Fence Project
Text by Werner Spies. Photographs by Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA. Hatje, Stuttgart, Germany. Éditions du Chêne, Paris, France.
1975
Christo: Oceanfront
Preface by Peter C. Bunnell. Texts by Sam Hunter and Sally Yard. Photographs by Gianfranco Gorgoni. Princeton University Press, Princeton, USA.
1973
Christo: Valley Curtain, Rifle, Colorado, 1970-72
Photographs by Harry Shunk and Wolfgang Volz. Abrams, New York, USA. Hatje, Stuttgart, Germany. Horay, Paris, France. Prearo, Milan, Italy.
1971
Christo
Text by David Bourdon. Abrams, New York, USA.
1969
Christo: Wrapped Coast, One Million Square Feet, Little Bay, 1969
Photographs by Harry Shunk. Contemporary Art Lithographers, Minneapolis, USA.
1969
Christo
Text by Lawrence Alloway. Abrams, New York, USA. Hatje, Stuttgart, Germany. Thames and Hudson, London, England.
1968
Christo: 5600 Cubicmeter Package, 4. documenta Kassel 1968
Photographs by Klaus Baum. Wort und Bild, Baierbrunn, Germany.
1966
Christo
Texts by David Bourdon, Otto Hahn and Pierre Restany. Edizioni Apollinaire, Milan, Italy.

Christo and Jeanne-Claude, images courtesy of Christo e Jeanne-Claude ©

http://www.christojeanneclaude.net

To acquire original works of art, please contact:
inquiries@christojeanneclaude.net
To acquire limited editions, please read the FAQ, last question.
Collectors, museums, galleries, and auction houses who wish to register and authenticate a work by Christo, please contact:
Matthias Koddenberg, Art Historian (for inquiries in English and German)
matthias@christojeanneclaude.net
To purchase copyrighted images, please contact photographer Wolfgang Volz through his agency: www.laif.de 

Il ministro Maria E. Boschi, Christo e il prefetto di Brescia Valerio Valenti, © Gianni Marussi

Print Friendly, PDF & Email

Charlie Chaplin: Discorso all’umanità, da “Il grande dittatore”, 1940

«Mi dispiace, ma io non voglio fare l'imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell'odio, condotti a passo d'oca verso le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l'abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell'uomo, reclama la fratellanza universale. L'unione dell'umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone.
Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l'avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un'anima! Uomini macchine con macchine al posto del cervello e del cuore.
Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l'amore dell'umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell'Uomo». Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera.
Voi che potete fare di questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo.
Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l'avidità e l'odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!
Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah: le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità verso la luce, e vivremo in un mondo nuovo: un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah: l'animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare. A volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro... il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù."


Il grande dittatore (The Great Dictator) è un film statunitense del 1940 scritto, diretto, musicato, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin, Sir Charles Spencer "Charlie" Chaplin (Londra, 16 aprile 1889 – Corsier-sur-Vevey, 25 dicembre 1977).
Rappresenta una forte parodia satirica del nazismo e prende di mira direttamente Adolf Hitler e il suo movimento, contemporanei al film. In Italia il film fu distribuito nel 1946 col titolo Il dittatore, poi cambiato ne Il grande dittatore a partire dalla riedizione del 1960. La lavorazione del film è stata narrata nel documentario Il vagabondo e il dittatore del 2002 diretto da Kevin Brownlow e Michael Loft.
Nel 1941 ottenne cinque candidature al premio Oscar, inclusi miglior film e miglior attore allo stesso Chaplin. Film più costoso e di maggiore successo di Chaplin, è considerato uno dei suoi capolavori e uno dei più celebri della storia del cinema.  Nel 1997 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2000 l'American Film Institute lo ha inserito al trentasettesimo posto nella classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi.  

Print Friendly, PDF & Email

Germano Celant (Genova, 1940 – Milano, 29/04/2020)

Nato a Genova nel 1940, da padre impiegato in una ditta di import-export e madre casalinga, Germano Celant da giovanissimo iniziò a frequentare il vivace ambiente culturale che si stava sviluppando in quegli anni nella città ligure. Conobbe il gruppo dei cantautori, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco e frequentò lo stesso Liceo di Fabrizio De Andrè. Nella metà degli anni ’60, iniziò a scrivere per riviste di cultura, nel 1964 lavorò alla progettazione di un libro sul design della Olivetti e, viaggiando tra Milano e Torino, conobbe Arturo Schwarz e Gian Enzo Sperone, qui ebbe modo di vedere la mostra di Andy Warhol, con Leo Castelli e Ileana Sonnabend, tra gli invitati, oltre al gruppo di quelli che sarebbero poi diventati gli alfieri dell’Arte Povera.
Studiò all'Università di Genova, dove fu allievo di Eugenio Battisti.

Nel 1967 coniò la definizione di Arte Povera per designare un gruppo di artisti italiani: Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini, esposti nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Sempre alla Bertesca di Genova presentò in contemporanea Im-Spazio (Bignardi, Ceroli, Icaro, Mambor, Mattiacci, Tacchi). Questi artisti, secondo la presentazione del critico nel catalogo, operavano in una "nuova dimensione progettuale che mira ad intendere lo spazio dell'immagine, non più come contenitore ma come campo di forze spazio-visuali. Le loro opere presentano una strutturazione aperta di frammenti visivi, formano imspazio a circolo aperto, a tempo reale [...] che agisce con e sullo spettatore".
Nel 1968 la mostra “Arte Povera più azioni povere”, nell’ambito della Rassegna Internazionale di Pittura agli Arsenali di Amalfi, organizzata da Marcello Rumma a cui parteciparono: Giovanni AnselmoAlighiero BoettiLuciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario MerzMarisa MerzGiulio PaoliniPino PascaliMichelangelo PistolettoEmilio PriniGilberto ZorioAbleoPaolo IcaroPietro Lista, Gino MarottaGianni PiacentinoRichard LongJan DibbetsGer van Elk
Celant delineò la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.
Dopo la mostra Off Media, svoltasi a Bari nel 1977, iniziò a collaborare con il Guggenheim Museum di New York, del quale divenne in seguito senior curator.
Sempre al Guggenheim Museum allestì nel 1994 la mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l'arte italiana alla cultura americana.
Stava progettando, come ci aveva raccontato a Palazzo Reale, di riproporre per il 2022 una mostra analoga per rilanciare l'arte italiana, oggi con una flessione molto rilevante  sul mercato americano.
Per le sue vaste conoscenze dei musei e dei galleristi americani, Celant incominciò a far conoscere in Italia il mondo della conceptual art americana ed a esportare negli Stati Uniti l’Arte Povera.
L'intendimento di internazionalizzare l'arte italiana aveva già caratterizzato le mostre al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989), diventando tra i più noti curator internazionali. 
Nel 1996 curò la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. Nel 1997 venne nominato direttore della 47ª Biennale Internazionale d'Arte di Venezia: "Futuro, Presente, Passato", alle Corderie, con la partecipazione di 67 tra artisti internazionali più noti.
"La scelta degli artisti dipende dal metro che si decide di usare. Nella mostra internazionale ho cercato di rappresentare tutte le stratificazioni dell’arte contemporanea, a partire dalla pop art e dalla minimal art. Insomma, da metà degli anni Sessanta in avanti. Prima cosa il taglio storico dunque, ma ho dovuto metterlo insieme con il presente: lavorando con la contemporaneità avevo bisogno di incontrare artisti viventi. Con questi due parametri ho cominciato una lettura per strati arrivando al concettuale, all’ arte povera… A guardare, c’è una campionatura molto forte dei vari movimenti: Lichtenstein per il pop, Jim Dine per una certa radicalità figurativa, Oldenburg per il contributo alla sensualità dell’oggetto, erano fondamentali. E poi Agnes Martin, Brice Marden sul senso della pittura, Heizer… Ho cercato un’esemplificazione dei vari movimenti, in modo che ci fosse un attraversamento sia in senso verticale sia in senso orizzontale, perché ognuno degli artisti ha contribuito con dei lavori nuovi".
Presentava opere di artisti come, tra gli altri, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Ettore Spalletti, Marina Abramovic, John Baldessari, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Cai Guo Qiang, Dinos e Jake Chapman, Francesco Clemente, Gino De Dominicis, Jan Dibbets, Jim Dine, Jan Fabre, Luciano Fabro, Rebecca Horn, Ilya e Emilia Kabakov, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Roy Lichtenstein, Mario Merz, Annette Messager, Mariko Mori, Maria Nordman, Claes Oldenburg, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Gerhard Richter, Pipilotti Rist, Edward Ruscha, Haim Steinbach, Luc Tuymans, Emilio Vedova, Franz West, Gilberto Zorio.
Collaboratore di note riviste fra le quali L'Espresso, con la rubrica Arte, dopo aver realizzato a Genova la grande mostra Arti & Architettura (2004), fu direttore della Fondazione Prada a Milano a partire dal 2015, a lui si devono la curatela diretta delle più importanti esposizioni. Dalla prima personale in Italia di Walter De Maria, nel 1999, a “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943“, grande  e straordinaria e coraggiosa collettiva, presentata nel 2018, con più di 600 lavori.

Nel 2001 è stato commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ª Biennale Internazionale d’arte di Venezia
Nel 2004 supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”: Arti & Architettura.
Dal 2005 è curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano.
Dal 2008 curatore della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia,
Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano.
In occasione di Expo 2015, organizzò la mostra Art & Food alla Triennale di Milano, un lunghissimo percorso focalizzato sulla commistione tra arte e cibo, dal 1851 (anno della prima Esposizione Universale, tenutasi a Londra) fino ai nostri giorni, con allestimenti progettati dall’architetto Italo Rota.
Nel 2016 è stato curatore della mostra di Giovanni Gastel al Palazzo della Ragione a Milano.
Nel 2016 è Project Director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo.

Germano Celant e Christo, Museo di Santa GiuliaBrescia, 2016 © Gianni Marussi

2016 Mostra al Museo di Santa Giulia, Brescia: "Christo and Jeanne-Claude: Water Projects".

Massimo Minini, Germano Celant,Christo, interprete, Laura Castelletti, Museo di Santa Giulia, Brescia, 6/04/2016 ©Gianni Marussi

"Le avanguardie, le neoavanguardie, i collettivi, le tendenze, lasciano il posto a nuove figure fortemente connotate a livello individuale. Ti potrei fare degli esempi: da Julian Schnabel e Jeff Koons arrivi a Damien Hirst. Sono i nuovi eroi dell’arte che gestiscono direttamente la loro produzione. Quando Hirst si inventa la sua asta da Sotheby’s si muove con questa precisa determinazione."
Nel 2019, in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia, aveva curato la splendida grande retrospettiva di Jannis Kounellis, dopo la sua scomparsa, presso il Palazzo Ca’ Corner della Regina, sede veneziana di Fondazione Prada, rendendo così omaggio a un grande artista e grande amico che per anni era stato suo compagno di viaggio. 
Alla FondazionePrada aveva curato anche l'incontro con Bernardo Bertolucci, poco prima che mancasse, con la proiezione di "Ultimo Tango a Parigi".

  

L'ultima sua curatela milanese, aperta fino al 9/02/2020, è stata quella su Emilio Vedova a Palazzo Reale, Milano, nello splendido allestimento scenografico nella Sala delle Cariatidi, promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
L’ultima mostra da lui curata è stata Richard Artschwager, la prima grande antologica europea dedicata allo scultore americano, in programma da ottobre 2019 a febbraio 2020 al Mart di Rovereto. Realizzata grazie ai prestiti di alcune delle maggiori Collezioni del mondo e alla collaborazione di alcune tra le più prestigiose gallerie internazionali, attualmente la mostra è ospitata al Guggenheim di Bilbao, attualmente chiuso per ovvi motivi.

Il primo aprile sarebbe dovuto essere a Peschici a ritirare il riconoscimento "Le donne nell’arte" per il suo contributo svolto in nome della Fondazione Prada.

Celant è stato autore di oltre cinquanta pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.
Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York.
Nel 2013, riceve il The Agnes Gund Curatorial Award, accanto a Miuccia Prada che ottiene il The Leo Award, due premi promossi dall’Independent Curators International (ICI) di New York: “per i loro contributi al mondo dell’arte contemporanea, per l’attività a livello internazionale della Fondazione Prada e per la mostra When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, svoltasi nella sede veneziana di Fondazione Prada Ca’ Corner della Regina, in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas.

"Germano Celant è stato una delle figure centrali di quel processo di apprendimento e ricerca che l’arte ha rappresentato per noi fin dall’inizio della fondazione. Le tante esperienze e gli intensi scambi che abbiamo condiviso con lui in questi anni hanno contribuito a farci ripensare il significato della cultura nel nostro presente. La curiosità intellettuale, il rispetto per il lavoro degli artisti, la serietà della sua pratica curatoriale sono insegnamenti che riteniamo essenziali per noi e le generazioni più giovani”, hanno dichiarato Maurizio Bertelli e Miuccia Prada, presidenti della Fondazione Prada.

Germano Celant è mancato il 29 aprile 2020 all'ospedale Ospedale San Raffaele di Milano, a seguito della complicanze, dovute al diabete, di COVID-19. Aveva manifestato i primi sintomi di ritorno in Europa dagli Stati Uniti, dove era stato per l’Armory Show. Lascia la moglie Paris Murray e il figlio Argento Celant.

Germano Celant, © foto Giovanni Gastel

Autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei ed istituzioni internazionali.
Dal 1977 è Contributing Editor della rivista “Artforum”, New York e dal 1991 della rivista “Interview Magazine”, New York; dal 1999 è responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L'Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano.

Pubblicazioni principali

Nevelson. Catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle esposizioni, 1994) 
Charta 1994

L' inferno dell'arte italiana. Materiali 1946-1964 
Costa & Nolan 1996 

Michael Heizer. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 1997

Man Ray. Io e Juliet. Ediz. illustrata 
Man Ray, Germano Celant
24 Ore Cultura 1998

Laurie Anderson. Dal vivo 
Progetto Prada Arte 1998

Sam Taylor-Wood 
Progetto Prada Arte 1998 

Walter De Maria. 1999 Milano 2000 
Progetto Prada Arte 1999

Laurie Anderson. Dal vivo 
Progetto Prada Arte 1999

Registro 
Carsten Höller, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2000

Marc Quinn 
Germano Celant, Darian Leader
Progetto Prada Arte 2000 

Enrico Castellani 1958-1970 
Progetto Prada Arte 2001 

Enrico Castellani 1958-1970. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2001 

Barry McGee. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2002 

Barry McGee 
Progetto Prada Arte 2002 

La sfida. Atti del Convegno (2002)
Progetto Prada Arte 2002

Pescatori di utopie 
Germano Celant, Giovanni Gastel
Skira 2002 

Madly in love. The Luigi and Peppino Agrati collection 
Skira 2002

Tom Friedman. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2002 

Prada Aoyama Tokyo. Herzog & de Meuron 
Progetto Prada Arte 2003 

Giulio Paolini 1960-1972 
Progetto Prada Arte 2003 

Giulio Paolini 1960-1972. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2003 

Tribeca talks. Film festival 
Progetto Prada Arte 2004 

Francesco Vezzoli. Trilogia della morte 
Progetto Prada Arte 2004 

Francesco Vezzoli. Death trilogy 
Progetto Prada Arte 2004 

New York, New York. Fifty Years of Art, Architecture, Photography, Film and Video 
Lisa Dennison, Germano Celant
Skira 2006 

Gastel. Catalogo della mostra (Milano, 2 ottobre-2 novembre 1997; Londra, 6 settembre-30 ottobre 2004). Ediz. italiana e inglese 
Books 2006 

Andreas Slominski. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2006 

Tom Sachs. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2006 

Thomas Demand. Ediz. inglese 
Germano Celant, Robert Storr, Carlo Bonini
Progetto Prada Arte 2007 

Tobias Rehberger. On Otto e On Solo. Ediz. illustrata 
Germano Celant, Ina Blom
Progetto Prada Arte 2007 

Unveiling the Prada Foundation 
Rem Koolhaas, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2008 

Nathalie Djurberg. Turn into me. Ediz. illustrata. Con DVD 
Progetto Prada Arte 2008 

Artmix. Flussi tra arte, architettura, cinema, design, moda, musica e televisione 
Feltrinelli 2008 

Aldo Rossi. Disegni 
Skira 2008 

John Wesley. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2009 

Frank O. Gehry dal 1997 
Skira 2009 

Enrico Baj. Mobili animati. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2009 

Giosetta Fioroni. I dipinti. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2010 

Louise Bourgeois. Textiles 
Skira 2010 

Vedova. Scultore 
Skira 2010 

Paolo Canevari. Catalogo della mostra (Prato, 20 marzo-1 agosto 2010). Ediz. italiana e inglese 
Mondadori Electa 2010 

Register 
Carsten Höller, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2000

Anselm Kiefer. Il sale della Terra. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2011 

Emilio Vedova ...in continuum. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2011 

Arte povera. History and stories. Ediz. inglese 
Mondadori Electa 2011 

Fondazione Prada Cà Corner della Regina. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2011 

Lucio Fontana. Ambienti spaziali. Architecture, arts, environments. Ediz. inglese 
Skira 2012 

Aldo Rossi. Teatri 
Skira 2012 

Holy works. Ediz. illustrata 
Andres Serrano, Germano Celant
Damiani 2012 

Louise Nevelson. Ediz. inglese 
Skira 2013 

Arte Povera. Ediz. illustrata 
Giunti Editore 2013 

Emilio Vedova ...Cosiddetti Carnevali.... Ediz. illustrata 
Skira 2013 

Roy Lichtenstein. Sculptor. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2013 

Marc Quinn. Memory Box. Ediz. inglese 
Skira 2013 

Su Piero Manzoni 
Abscondita 2014 

Robert Mapplethorpe. La ninfa Fotografia 
Skira 2014 

Fotografia maledetta e non 
Feltrinelli 2015 

Aldo Rossi. Opera grafica. Etchings litographs silksreen prints. Ediz. illustrata 
Germano Celant, Stijn Huijts
Silvana 2015 

Gianni Piacentino. Ediz. multilingue 
Progetto Prada Arte 2015

Frank. O. Gehry dal 1997 
Skira 2015 

Mimmo Rotella. Catalogo ragionato. Ediz. italiana e inglese. Vol. 1: 1944-1961
Skira 2016 

Po art & Warhol 
Abscondita 2016

Christo and Jeanne-Claude. Water projects. Ediz. italiana 
Silvana 2016 

Alexander Calder e Emilio Vedova. Frammenti Expo '67. Ediz. illustrata 
Skira 2016 

Arman. 1954-2005. Catalogo della mostra (Roma, 5 maggio-23 luglio 2017). Ediz. illustrata 
Silvana 2017

Preconistoria 1966-69. Ediz. illustrata 
Quodlibet 2017 

Su Piero Manzoni 
Abscondita 2017 

Mimmo Paladino. Ediz. a colori 
Skira 2017 

Nuvolo and post-war materiality 1950-1965. Ediz. a colori 
Skira 2018 

Cattedrali d'Arte. Dan Flavin per Santa Maria in Chiesa Rossa 
Progetto Prada Arte 2018 

Piero Manzoni. Catalogo generale. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2018 

Architettura-Design 1965-2015 
Quodlibet 2018 

Post zang tumb tuum. Art life politics Italia 1918-1943. Catalogo della mostra (Milano, 18 febbraio-25 giugno 2018). Ediz. inglese e italiana 
Progetto Prada Arte 2018 

Mimmo Rotella. Manifesto. Catalogo della mostra (Roma, 30 ottobre 2018-10 febbraio 2019). Ediz. a colori 
Silvana 2018 

Mimmo Rotella. Manifesto. Catalogo della mostra (Roma, 30 ottobre 2018-10 febbraio 2019). Ediz. inglese 
Silvana 2018 

Paolo Pellegrin. Ediz. illustrata 
Silvana 2018 

Marco Bagnoli. Ediz. a colori 
Skira 2018 

Roma New York. 1948-1964-The Murray and Isabella Rayburn Foundation. Before - After. Ediz. illustrata 
Silvana 2019

Giulio Paolini. Ediz. illustrata 
Silvana 2019 

Sandy Skoglund. Catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio-24 marzo 2019). Ediz. illustrata 
Silvana 2019 

Paolo Pellegrin. Ediz. inglese 
Silvana 2019 

Richard Artschwager. Catalogo della mostra (Rovereto, 12 ottobre 2019-2 febbraio 2020; Bilbao, 27 febbraio-9 maggio 2020). Ediz. a colori 
Silvana 2019 

Emilio Vedova. De America. Ediz. a colori 
Skira 2019 

Emilio Vedova 
Marsilio 2019 

+ spazi. Le gallerie Toselli. Ediz. illustrata 
Johan & Levi 2019 

Jannis Kounellis. Catalogo della mostra (Venezia, 11 maggio-24 novembre 2019). Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2019 

Emilio Vedova. Catalogo della mostra (Milano, 6 dicembre 2019-9 febbraio 2020). Ediz. inglese 
Marsilio 2019

Michele Zaza. Ediz. a colori 
Silvana 2020

Print Friendly, PDF & Email

Luis Sepúlveda, (Ovalle, Chile, 4/10/1949 – Oviedo, España, 16/04/2020)

«Prometti che non mangerai l'uovo» stridette aprendo gli occhi. «Prometto che non mi mangerò l'uovo» ripetè Zorba. «Promettimi che ne avrai cura finché non sarà nato il piccolo» stridette sollevando il capo. «Prometto che avrò cura dell'uovo finché non sarà nato il piccolo». «E prometti che gli insegnerai a volare» stridette guardando fisso negli occhi il gatto. Allora Zorba si rese conto che quella sfortunata gabbiana non solo delirava, ma era completamente pazza. «Prometto che gli insegnerò a volare. E ora riposa, io vado in cerca di aiuto» miagolò Zorba balzando direttamente sul tetto.

Luis Sepúlveda, (Ovalle, 4/10/1949 - Oviedo, 16/04/2020), scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno, naturalizzato francese, è morto per il COVD-19.
Nato Ovalle in Cile, Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un'intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l'incarcerazione da parte del regime del generale Augusto Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, è andato a vivere in Spagna, nelle Asturie.
Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti - oltre allo spagnolo, sua lingua madre, parlava correttamente inglese, francese e italiano – ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993.
Amatissimo dal suo pubblico, in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.


Gerardo Sepúlveda Tapia (conosciuto anche con il nome di battaglia "Ricardo Blanco"), nonno di Luis Sepúlveda, era un anarchico andaluso che fuggì in America del Sud per evitare una condanna a morte che pendeva su di lui. Anche la sua nascita porta questi segni: nacque infatti in una camera d'albergo mentre i suoi genitori fuggivano a seguito di una denuncia - sempre per motivi politici - contro suo padre, fatta dal ricco nonno materno. Il giovane Luis crebbe a Valparaíso, in Cile, con il nonno paterno e con uno zio, anch'egli anarchico, che gli instillarono l'amore per i romanzi di avventura di Cervantes, Salgari, Conrad, Melville. La vocazione letteraria si manifestò poco dopo e a scuola scriveva racconti e poesie per il giornalino d'istituto. Quindicenne si iscrisse alla Gioventù comunista. A diciassette anni iniziò a lavorare come redattore del quotidiano Clarín e poi in radio. Nel 1969 vinse il Premio Casa de las Americas per il suo primo libro di racconti, Crónicas de Pedro Nadie, e una borsa di studio di cinque anni per l'Università Lomonosov di Mosca.

Nella capitale sovietica rimase però solo pochi mesi; venne infatti espulso per "atteggiamenti contrari alla morale proletaria" a causa dei contatti con alcuni dissidenti, secondo altri avrebbe avuto una relazione con una professoressa che, oltretutto, era moglie del direttore dell'Istituto ricerche marxiste, e dovette rientrare in Cile.

«Il treno parte da Antofagasta, sulla costa settentrionale cilena, e inizia un viaggio di seicento chilometri in direzione nord-est, attraverso il deserto più arido del pianeta, quello di Atacama, e dopo due giorni penosi riesce a risalire i cinquemila e tanti metri che lo portano fino a Ollagüe, sulla frontiera con la Bolivia. È un treno molto lento.»
Luis Sepúlveda, Patagonia Express, 1995

Dopo il ritorno in Cile abbandonò la casa paterna per contrasti con il padre e, al contempo, venne espulso anche dalla Gioventù comunista. Si trasferì allora in Bolivia, dove militò tra le file dell'Esercito di Liberazione Nazionale. Tornato in Cile e conseguito il diploma di regista teatrale, continuò a scrivere racconti e lavorò ad allestimenti teatrali e alla radio (oltre ad essere responsabile di una cooperativa agricola). Entrò anche a far parte del Partito Socialista e della guardia personale del presidente cileno Salvador Allende, il Grupo de Amigos Personales (GAP). Sono anni felici per Sepulveda: "I mille giorni del Governo Popolare furono duri, intensi, sofferti e felici. Dormivamo poco. Vivevamo ovunque e in nessun posto. [...] Noi si che abbiamo avuto una gioventù, e fu vitale, ribelle, anticonformista, incandescente, perché si forgiò nel lavoro volontario, nelle fredde notti di azione e propaganda.[...] Studiavamo, leggevamo Marx e Sartre, Gramsci e Ho Chi Minh, il Che e Willy Brandt, Marta Harnecker e Olof Palme [...]. Ascoltavamo i Quilapayun e Janis Joplin, cantavamo con Victor Jara, gli Inti-Illimani e i Mamas and Papas. Ballavamo con Hector Pavez e Margot Lodola, e i quattro ragazzi di Liverpool facevano sospirare i nostri cuori."
A seguito del colpo di Stato militare di Pinochet, Luis Sepúlveda, che si trovava nel palazzo presidenziale (dove morì Allende), venne arrestato e torturato. Passò sette mesi in una cella minuscola in cui era impossibile stare anche solo sdraiati o in piedi. Grazie alle forti pressioni di Amnesty International venne scarcerato e ricominciò a fare teatro ispirato alle sue convinzioni politiche. Questo gli costò un secondo arresto: data la notorietà del personaggio, la giunta militare, che in quegli anni fu responsabile del dramma dei desaparecidos cileni, lo processò ufficialmente ed egli ebbe una condanna all'ergastolo che poi, sempre su pressione di Amnesty International, fu commutata nella pena di otto anni d'esilio. In tutto passò due anni e mezzo in carcere.
Nel 1977 lasciò il Cile per andare in aereo in Svezia, dove avrebbe dovuto insegnare lo spagnolo e dove il governo di Thorbjörn Fälldin gli aveva concesso l'asilo politico.
Al primo scalo, a Buenos Aires, Sepulveda scappò con l'intenzione di recarsi in Uruguay. Molti dei suoi amici argentini e uruguaiani erano in prigione o erano stati uccisi dai governi dittatoriali di quei Paesi, perciò si diresse prima verso il Brasile, a San Paolo, e poi in Paraguay, paese che dovette in seguito lasciare per problemi con il regime locale. Si stabilì infine a Quito, in Ecuador, ospite del suo amico Jorge Enrique Adoum. Qui riprese a fare teatro e prese parte a una spedizione dell'UNESCO dedicata allo studio dell'impatto della civiltà sugli indios Shuar. Durante la spedizione ebbe modo di vivere per sette mesi a stretto contatto con gli indios (nativi americani) e arrivò a capire i motivi per i quali i principi del marxismo-leninismo che aveva studiato non erano applicabili all'America Latina, in quanto abitata per la maggior parte da popolazioni rurali dipendenti dall'ambiente naturale, esperienza che sarà alla base di un capolavoro, "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore". 
Nel 1978 raggiunse le Brigate Internazionali Simon Bolivar che stavano combattendo in Nicaragua. Dopo la vittoria nella rivoluzione iniziò a lavorare come giornalista e l'anno successivo si trasferì in Europa. Si stabilì ad Amburgo per la sua ammirazione nei confronti della letteratura tedesca (aveva imparato la lingua in carcere), specialmente per i romantici come Novalis e Hölderlin. Lavorò come giornalista facendo molti viaggi tra Sud America e Africa. Visse poi in Francia per un lungo periodo e prese la cittadinanza francese. Nel 1982 venne in contatto con l'organizzazione ecologista Greenpeace e lavorò fino al 1987 come membro di equipaggio su una delle loro navi; successivamente agì come coordinatore tra i vari settori dell'organizzazione. Dal 1996 vive a Gijon, in Spagna, con la moglie Carmen Yáñez, i sei figli, i sei nipoti, e il cane Zarko. Nel 1989 poté ritornare in Cile, ma dal 1996 visse in Spagna a Gijón fino al 27 febbraio 2020.
Nel febbraio 2020 Sepúlveda viene contagiato dal SARS-CoV-2. Avverte i primi sintomi di COVID-19 il 25 febbraio e due giorni dopo viene ricoverato al Central University Hospital of Asturias di Oviedo, dove muore il 16 aprile seguente. Il primo caso accertato di coronavirus nel Principato delle Asturie con la moglie Carmen Yáñez ("la más bella historia de amor"), il 1° marzo.

Opere

1989. Un viejo que leía novelas de amor, Madrid, Júcar
           Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, Parma, Guanda, 1993
1989 - Il mondo alla fine del mondo (Mundo del fin del mundo)
1994 - Un nome da torero (Nombre de torero)
1994 - La frontiera scomparsa (La frontera extraviada)
1995 - Patagonia express. Appunti dal sud del mondo (Al andar se hace el camino se hace el camino al andar)
1996 - Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (Historia de una gaviota y del gato que le enseñó a volar)
1996 - Diario di un killer sentimentale (Diario de un killer sentimental)
1997 - Incontro d'amore in un paese in guerra (Desencuentros)
2002 - Jacaré - Hot Line (Yacaré - Hot Line)

2002 - Le rose di Atacama (Historias marginales)
2002 - Raccontare, resistere. Conversazioni con Bruno Arpaia
2003 - Il generale e il giudice (La locura de Pinochet)
2004 - Una sporca storia (Moleskine, apuntes y reflexiones)
2004 - I peggiori racconti dei fratelli Grim (Los peores cuentos de los hermanos Grim) (con Mario Delgado Aparaín)
2006 - Il potere dei sogni (El poder de los sueños)
2007 - Cronache dal cono sud (Los calzoncillos de Carolina Huechuraba y otras croónicas)
2008 - La lampada di Aladino e altri racconti per vincere l'oblio (La lámpara de Aladino y otros cuentos para vencer al olvido)
2009 - L'ombra di quel che eravamo (La Sombra de lo que Fuimos)
2010 - Ritratto di gruppo con assenza (Historias de aquí y de allá)
2011 - Ultime notizie dal Sud, Guanda

2012 - Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (Historia de Mix, de Max y de Mex)

2012 - Tutti i racconti, a cura di Bruno Arpaia, ISBN 978-88-6088-718-4
2013 - Ingredienti per una vita di formidabili passioni (Escritura en tiempos de crisis. Articulos y reflexiones) ISBN 978-88-235-0393-9
2013 - Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza (Historia de un caracol que descubrió la importancia de la lentitud) ISBN 978-88-235-0503-2

2014 - Un'idea di felicità, ISBN 978-88-2350-849-1
2015 - L'avventurosa storia dell'uzbeko muto
2015 - Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà (Historia de un perro llamado Leal) ISBN 978-88-235-1029-6

2016 - La fine della storia (El fin de la historia) ISBN 978-88-235-0805-7

2017 - Storie ribelli, ISBN 978-88-235-1966-4
2017 - Tutte le favole, ISBN 978-88-235-1990-9
2018 - Vivere per qualcosa, ISBN 978-88-235-2091-2
2018 - Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, ISBN 978-88-235-2196-4

Premi e riconoscimenti
Ha ricevuto, tra gli altri, i seguenti premi letterari:
Premio "Casa de las Americas" (1969)
Premio "Gabriela Mistral" per la poesia (1976)
Premio "Città Alcala de Henares" (1985)
Premio "Tigre Juan" (1988)
Premio "Racconto breve "La Felguera"" (1990)
Premio "France Culture Award Etrangère" (1992)
Premio "Relais H Prix d'Evasion romana" (1992)
Premio "Ennio Premio Internazionale Flaiano" (1994)
Premio "Internazionale Grinzane Cavour" (1996)
Premio "Ovidio International Award" (1996)
Premio "Terra Award" (1997)
Premio della Critica in Cile (2001)
Premio "Primavera Fiction Prize" (2009)
Premio Chiara alla Carriera (2014)[6] Premio "Taobuk Award" per l'eccellenza letteraria (2014)[7] Premio letterario Alessandro Manzoni alla carriera (2015)

Onorificenze:
Cavaliere delle Arti e delle Lettere della Repubblica francese
Dottore Honoris Causa dalla Facoltà di Lettere presso l'Università di Tolone (Francia)
Dottore Honoris Causa dalla Facoltà di Lettere presso l'Università di Urbino (Italia)
Cittadino onorario del comune di Pietrasanta (LU) dal 2005

Filmografia:
2002 - Nowhere
2002 - Corazonverde - documentario di cui è regista insieme a Diego Meza

Da alcuni suoi romanzi sono stati ricavati film di successo:

1998 - La gabbianella e il gatto, regia di Enzo D'Alò - film d'animazione, sceneggiatore.

2001 - Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, regia di Rolf de Heer con Richard Dreyfuss (Antonio José Bolívar Proaño), Hugo Weaving (Rubicondo) e Timothy Spall (Luis Agalla) - sceneggiatore.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Mario Benedetti, (Nimis, 9/11/1955 – Vho, 27/03/2020)

«Il mio nome ha sbagliato a credere nella continuità / commossa, i suoi luoghi intimi antichi, la mia storia. / Le parole hanno fatto il loro corso»
«Quante parole non ci sono più. / Il preciso mangiare non è la minestra. / Il mare non è l'acqua dello stare qui. / Un aiuto chiederlo è troppo. / Morire e non c'è nulla vivere e non c'è nulla, mi toglie le parole»
«Tutta una vita / per chi vi deve ricordare, per chi vi piange. / E piange la parola che riesce a dire»
«E torna la domanda. Non saprai di essere morto, / non sarai, quel nulla che nella vita diciamo / non sarai, non ci sarai più, non saprai di te. / Perfetta assenza»
«Anche io solo come questo attaccapanni, / come sono i tavoli, com'è l'asse da stiro. / Muri e ringhiere, la poltrona, il camino. / Arde il fuoco bruciando l'intero giardino, / tutto il prato, i boschi, tutte le primavere»
«Arido sapere, arido sentire. / E io dico, accorgetevi, non abbiate solo vent'anni, / e una vita così come sempre da farmi solo del male»


Mario Benedetti, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, dopo i primi venti anni trascorsi nel paese di Nimis (UD), si trasferì nel 1976 a Padova dove si laureò in Lettere con una tesi sull'opera complessiva di Carlo Michelstaedter, diplomandosi poi in Estetica presso la Scuola di Perfezionamento della stessa Facoltà universitaria. Si dedicò all'insegnamento sia a Padova che a Milano, città in cui si trasferì. La sua esistenza, la sua poesia ed il suo modo di essere furono fortemente connotati dalla presenza di una malattia cronica: una particolare forma di sclerosi multipla che lo accompagnò dall'infanzia. Gravi episodi dovuti a questa patologia si verificarono nel '99 e nel 2000. In seguito ad un ictus avvenuto nel 2014 visse presso una struttura sanitaria milanese.
Curò per gli Oscar Mondadori l'antologia di racconti Bloggirls - Voci femminili dalla Rete, Collana: Piccola biblioteca Oscar, Milano, Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58540-4.
Fu tra i fondatori delle riviste di poesia contemporanea “Scarto minimo”, Padova, 1986-1989, ed “Arsenal littératures”, edita a Brest dal 1999 al 2001.
Le sue opere vennero tradotte in Francia da Jean-Charles Vegliante (da ultimo in "Siècle 21" n.25, 2014, Poésie italienne d'aujourd'hui - Antologia).
Fino a quando il suo stato di salute glielo ha consentito, Benedetti ha fatto ritorno più volte in Friuli e in alcune delle sue pubblicazioni ha fatto riferimento alla terra d'origine, che aveva riscoperto.
Nel 2017 è uscita per Garzanti una sua antologia, "Tutte le poesie", curata da Gianmario Villalta, Stefano Del Bianco, Antonio Riccardi; per quest'ultima pubblicazione aveva ricevuto il premio Villalta poesia.
È morto il 27 marzo del 2020, alla casa di riposo San Vincenzo di Vho, di cui era ospite, vittima del coronavirus.

In seguito alla pubblicazione di varie plaquettes, nel 2004 Mario Benedetti riassunse il suo lavoro con Umana gloria, che venne pubblicato nella collana Lo Specchio (Mondadori). A distanza di quattro anni da Umana gloria, uscirono le Pitture nere su carta (Mondadori, 2008), raccolta in cui l'autore batteva sentieri comunicativi ed espressivi precedentemente inesplorati, inaugurando una nuova stagione nuova.

«Mario Benedetti aveva imposto la sua voce originale nel 2004, con il suo primo libro importante e riassuntivo, Umana gloria, uno degli esiti maggiori della nostra nuova poesia [...]. Queste Pitture nere su carta si presentano invece quasi come l'aspro e tagliente rovescio di quella tessitura» (dal risvolto di Pitture nere su Carta).
«In Pitture nere su carta Mario Benedetti ci sorprende con un libro che forse segna una svolta, o forse una profonda crisi. La comunicabilità con cui egli esprimeva la spontanea adiacenza alla fraternità, nel bene e nel male celebrata in Umana gloria, raccolta premiata da un folto consenso di critica e di pubblico, sembra qui polverizzarsi. Disintegrando l'umiltà della prosa e il tessuto sintattico del discorso nei soprassalti di una lacerante afasia, Benedetti sembra volerci stupire, prenderci in contropiede
» (Biancamaria Frabotta).


Raccolte di poesie

Il cielo per sempre, supplemento alla rivista “Schema”, Milano 1989.
I Secoli della primavera, Collana:, Ripatransone, Sestante, 1992, ISBN 88-86114-00-1.
Una terra che non sembra vera, Campanotto, Udine 1997.
Il parco del Triglav, La Collana:, Varese, Stampa, 1999, ISBN 88-8336-002-8.
Borgo con locanda, Circolo Culturale di Meduno (Pordenone), 2000.
Umana gloria, Collana: Lo Specchio, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2004, ISBN 978-88-04-52565-3.
Pitture nere su carta, Collana: Lo Specchio, Milano, Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58192-1.
Materiali di un'identità, Transeuropa, Massa 2010.
Tersa morte, Collana: Lo Specchio, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2013, ISBN 978-88-04-63018-0.
Benedetti è inoltre presente in varie antologie tra cui Poeti italiani del Secondo Novecento, Mondadori, Milano 2004 e Parola plurale, Sossella, Roma 2005.

Traduzioni
Michel Deguy, Arresti frequenti. Poesie scelte 1965-2006, Collana: Arte poetica, Roma, Luca Sossella editore, 2007, ISBN 978-88-89829-26-4.
Dejan Ilić (poeta serbo), Pjesme, edizioni h, d, p, Zagreb 2005. 


Da Umana gloria (2004)

Che cos’è la solitudine.

Ho portato con me delle vecchie cose per guardare gli alberi:
un inverno, le poche foglie sui rami, una panchina vuota.

Ho freddo ma come se non fossi io.

Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
come un uomo con un libro, ingenuamente.
Pareva un giorno lontano oggi, pensoso.
Mi pareva che tutti avessero visto il parco nei quadri,
il Natale nei racconti,
le stampe su questo parco come un suo spessore.

Che cos’è la solitudine.

La donna ha disteso la coperta sul pavimento per non sporcare,
si è distesa prendendo le forbici per colpirsi nel petto,
un martello perché non ne aveva la forza, un’oscenità grande.

L’ho letto in un foglio di giornale.
Scusatemi tutti.

Print Friendly, PDF & Email