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Archivi categoria : Musei

Intesa Sanpaolo: da giovedì 4 febbraio riaprono le Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza

Giovedì 4 febbraio 2021 riaprono le Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza. I musei di Intesa Sanpaolo saranno aperti al pubblico dal lunedì al venerdì in linea con le disposizioni ministeriali che consentono l’apertura dei musei, ad esclusione dei fine settimana, nelle Regioni in area gialla. La prenotazione è consigliata attraverso il sito www.gallerieditalia.com.…
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Filippo Del Corno, intervista di Gianni Marussi, Milano: le riaperture, Fase IIª, al tempo del Covid 19

Abbiamo intervistato Filippo del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, (con competenze e deleghe alle Politiche della cultura, Gestione dei grandi eventi, Indirizzi e controllo sulle attività della Fondazione Milano, Rapporti con i Municipi), per fare il punto sulle riaperture, in questa seconda fase, dei Musei Civici, Biblioteche, ecc...
Quali i possibili scenari per i teatri e concerti, i cinema.
Quali problemi, quali prospettive, quale l'impegno della Città, quali le risorse, i rapporti con i privati, i punti critici e gli aiuti alla Cultura, nel rispetto del distanziamento fisico e non sociale. Come ripartire.
I musei e gli spazi espositivi del Comune di Milano stanno riaprendo pur in maniera graduale e con ingressi contingentati.
Il Piano di riapertura sperimentale dei musei civici milanesi a partire dal prossimo 19 maggio, presentato dall’assessore Filippo Del Corno e dal direttore Cultura Marco Minoja, rappresenta un’ipotesi di riapertura sperimentale, fino all'estate, dei musei civici milanesi e definisce modalità e condizioni pensate per conciliare gradualità della ripresa e sicurezza dei lavoratori e del pubblico. L’applicazione del Piano a partire dal prossimo 19 maggio è subordinata all’emanazione di un provvedimento, annunciato dal Governo, che consenta la riapertura dei musei a partire dal 18 maggio e dall’esito positivo di tutte le verifiche tecniche, tuttora in corso, relative a sanificazione e sicurezza degli ambienti e alla disponibilità dei presidi richiesti dalle autorità competenti in materia sanitaria.
Nell’elaborazione del Piano si sono seguite le indicazioni contenute nel documento “Milano 2020. Strategia di adattamento. Documento aperto al contributo della città”, pubblicato il mese scorso, che individua una prima fase di contenimento post lockdown, caratterizzata da una progressiva ripresa delle attività. Le aperture saranno quindi contingentate in base alla diversa capienza dei musei e “a scacchiera” rispetto al territorio della città, in modo da coprire nell’arco di una settimana diversi distretti urbani e, al tempo stesso, favorire i servizi culturali “di prossimità” in coerenza con gli indirizzi del documento “Milano 2020”. Un altro criterio che ha guidato nell’elaborazione del Piano è stato quello di evitare che durante il weekend la presenza di visitatori contribuisca ad aumentare l’affluenza ai parchi cittadini, pertanto i musei che affacciano su parchi pubblici resteranno chiusi nel fine settimana. All’interno di questa fase post lockdown si è dunque stabilita una prima settimana di avvio (dal 19 al 24 maggio) per testare strutture, servizi e piattaforme web necessarie all’attuazione del Piano.
In particolare:
Martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 maggio è prevista l’apertura (con le modalità che saranno successivamente dettagliate) di Musei del Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, GAM|Galleria d’Arte Moderna, Acquario Civico, Casa Museo Boschi-Di Stefano.
Venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio è invece in programma l’apertura di Museo del Novecento, Museo Civico Archeologico, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, MUDEC|Museo delle Culture.
Dal 26 maggio e fino a inizio estate (quindi fino al 21 giugno, a parità di quadro sanitario e normativo di riferimento), il Piano si consolida con il seguente calendario:
Lunedì i musei restano chiusi.
Martedì e mercoledì aperti GAM, Museo di Storia Naturale, Museo del Risorgimento, Acquario.
Giovedì aperti Musei del Castello Sforzesco, Casa Boschi-Di Stefano e Studio Museo Francesco Messina
Venerdì aperti Musei del Castello Sforzesco, Casa Boschi-Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina e MUDEC
Sabato e domenica aperti Museo del Novecento, Palazzo Morando, Museo Archeologico, MUDEC
Per l’ingresso a tutti i musei civici è prevista la prenotazione sulla piattaforma web realizzata ad hoc dal concessionario per i servizi di biglietteria con l’indicazione della fascia oraria di preferenza e l’acquisto del biglietto online. La (sola) prenotazione è necessaria anche per i musei a ingresso gratuito (Casa Museo Boschi-Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando|Costume Moda immagine).
Gli orari di apertura dei musei sono ancora allo studio ma tenderanno a essere omogenei per tutti gli istituti.
Cominciamo dal 18 maggio un percorso che conduce alla ripresa delle attività culturali, attraverso misure sperimentali che sono funzionali a un ritorno alla normalità della fruizione culturale nella nostra città, ha affermato l’assessore Del Corno. Accoglieremo quindi proposte, suggerimenti e richieste che arriveranno dai visitatori o da altri soggetti e istituzioni culturali, e utilizzeremo gli spazi dei musei nei giorni di chiusura per attività didattiche e progetti dedicati ai bambini, da vivere in sicurezza. Intendiamo cogliere questa opportunità di sperimentazione – ha concluso l’assessore – anche per offrire una prospettiva nuova sulla modalità di fruizione delle collezioni museali, lontana da criteri di valutazione basati sui numeri e più vicina al valore della scoperta o della rilettura più intima e consapevole delle opere: un nuovo approccio che può essere fattore di crescita personale e collettivo”.
Per quanto riguarda le sedi espositive, Palazzo Reale riaprirà le sue sale al pubblico a partire dal 28 maggio, dal giovedì alla domenica, con orari che saranno comunicati successivamente.
Chiuse in base alle disposizioni governative dell’8 marzo scorso, riapriranno quindi la mostra dedicata a Georges de la Tour (fino al 27 settembre), “Tuthankamon. Viaggio oltre le tenebre” (fino al 30 agosto) e “Roberto Cotroneo. Genius Loci” (fino al 26 luglio). Anche per le mostre, ingressi contingentati in base alla capienza delle sale con prenotazione obbligatoria per fasce orarie e acquisto dei biglietti online.
Il PAC|Padiglione d’Arte Contemporanea ha già riprogrammato il calendario espositivo spostando a ottobre l’inaugurazione della personale di Tania Bruguera, uno degli highlights del palinsesto “I talenti delle donne”, e durante tutta l’estate, a partire dal 25 giugno, proporrà una nuova versione di “Performing PAC. Made of Sound”, che racconterà l’interazione tra arte contemporanea e musica.
Anche l’Area Biblioteche  riapertura dal prossimo 18 maggio, della Biblioteca Sormani e di un primo contingente di rionali, con la riattivazione su prenotazione del servizio di prestito delle prenotazioni effettuate a marzo e la restituzione dei prestiti in corso. Le biblioteche interessate a questa prima fase resteranno aperte da martedì a sabato con orario ridotto. Se il quadro sanitario e giuridico di riferimento sarà confermato, dal al 13 giugno si apriranno progressivamente altre rionali e sarà regolamentato l’accesso contingentato del pubblico alle aree a scaffale aperto.

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Riapre Palazzo Reale con nuovi giorni e orari, Milano, 27/05/2020

Palazzo Reale riapre al pubblico da domani, giovedì 28 maggio, con nuovi giorni e orari, e nuove modalità di accesso volte a tutelare la sicurezza dei visitatori e del personale.

Nuovi giorni e orari
Le mostre riaprono il giovedì dalle 11.00 alle 22.30, venerdì sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Aperto anche 2 giugno e 15 agosto dalle 11 alle 19:30. Lunedì, martedì, mercoledì le mostre resteranno chiuse.
È possibile prenotarsi fino a un'ora prima della visita, nel rispetto della capienza consentita in ciascuna fascia oraria

Modalità di accesso
La prenotazione - anche per le mostre o le categorie gratuite - è obbligatoria ed è necessario preacquistare i biglietti. Le biglietterie sono chiuse. È possibile prenotarsi fino a un'ora prima della visita, purché sia rispettata la capienza consentita in ciascuna fascia oraria. Al momento non è possibile prenotare visite per gruppi o scolaresche.

Le singole mostre


Con proroga fino al 30 agosto, è nuovamente possibile immergersi nella mostra “Viaggio oltre le tenebre. Tutankhamon RealExperience”, inaugurata lo scorso 5 marzo e poi chiusa per l’emergenza sanitaria.
L'audioguida è inclusa nel biglietto e disponibile in modalità noleggio sanificato e sicuro.
Prenotazioni al link.

Riapre con proroga fino al 27 settembre la mostra “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, grazie all'assenso dei 28 musei prestatori che hanno accettato di prolungare il prestito delle opere permettendo dunque di visitarla per altri quattro mesi.
Prenotazioni al link o telefonicamente allo 02 92897755.
L’audioguida è inclusa nel biglietto in forma di app scaricabile dal weekend del 30 maggio negli store Apple e Google inserendo il titolo della mostra.




Riapre anche la mostra fotografica “Roberto Cotroneo. Nel teatro dell’arte”, visitabile fino al 26 luglio, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria. Prenotazioni al link


Si raccomanda di presentarsi a Palazzo Reale all’orario prenotato, sono consentiti non più di 5 minuti d’anticipo.
È necessario indossare la mascherina e sanificare le mani con le soluzioni igienizzanti presenti per accedere ad ogni area del Palazzo.
All'ingresso verrà rilevata la temperatura corporea. Se il valore è pari o superiore a 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso.
Prima di prenotare è indispensabile consultare tutte le regole di accesso sul sito


Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
20121 Milano
T. +39 02 88465230

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Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei

Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei‘Quarantena’ anche per libri e opere d’arte. Testi predisposti dall’Icpal e dall’Opificio delle pietre dure.

La misura migliore per sanificare libri, documenti antichi e opere d'arte? Una quarantena di almeno dieci giorni anche per i beni culturali è la scelta più indicato piuttosto che rischiare di 'contaminare' questi oggetti con sostanze aggressive come possono essere molti disinfettanti. La Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali pubblica le linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale redatte dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro e dall’Opificio delle Pietre Dure con riferimento alle misure di contenimento per la prevenzione dal contagio da coronavirus da adottare in compatibilità con le esigenze di tutela e conservazione del patrimonio culturale. Le linee guida sono rivolte a tutti gli istituti e i luoghi della cultura e riguardano la gestione di operazioni di sanificazione degli ambienti degli istituti archivistici e delle biblioteche (linee guida ICPAL) e degli ambienti destinati a musei e laboratori dove sono presenti opere d’arte (linee guida OPD).

ICPAL
L’Istituto sottolinea come sia “necessario ricordare che non tutti i comuni disinfettanti risultano adeguati per la pulizia in ambienti ove siano esposti, conservati e stoccati beni culturali. Le procedure da utilizzare per eventuali sanificazioni non possono pertanto ritenersi univoche e applicabili nello stesso modo a qualsiasi ambiente”.

Per ambienti “storici” gli arredi e le superfici di pregio la disinfezione può avvenire: nel caso di superfici in pietra o arredi lignei nebulizzare su carta assorbente una soluzione di Alcol etilico al 70% (400 ml di alcol etilico denaturato a 90 gradi da miscelare con 100 ml di acqua) o usando, in alternativa, prodotti commerciali già pronti all’uso, sempre alla richiesta concentrazione del 70%. Per tali prodotti è sconsigliata l’applicazione in presenza di finiture superficiali (es. lacche, resine) che sono suscettibili all’interazioni con acqua e/o solventi. Nel caso di superfici metalliche o in vetro si consiglia ugualmente di utilizzare sempre l’alcol etilico al 70%.
Per quanto riguarda le collezioni, come già sottolineato, la permanenza del virus sulle superfici è di massimo nove giorni. Per questo motivo, “qualsiasi intervento di disinfezione diretta dei beni archivistici e librari è da ritenersi non necessario se tali beni sono stati isolati almeno nelle due settimane antecedenti alla riapertura. In caso contrario si ritiene sufficiente garantirne l’isolamento per almeno 10 giorni, senza ricorrere all’utilizzo di disinfettanti che potrebbero risultare dannosi. Tale isolamento dovrà essere condotto in un ambiente a tal fine predisposto, individuato all’interno di ogni istituto, possibilmente provvisto di finestre che sia possibile aprire regolarmente per permettere il ricambio d’aria”.
Per accedere alla consultazione delle collezioni poi, “gli utenti dovranno essere muniti di dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina). All’ingresso nell’istituto dovrebbero essere resi disponibili dispenser di gel disinfettati; - un addetto della biblioteca o dell'archivio (munito di dispositivi di protezione individuale) potrà prelevare il documento e darlo in consultazione in un locale possibilmente dotato di arredi "moderni" che possano essere facilmente puliti e disinfettati; - il materiale consultato dovrà essere lasciato in isolamento preventivo per almeno 10 giorni e possibilmente riponendolo in buste di contenimento all’interno del locale precedentemente individuato. Il materiale consultato non sarà quindi fruibile nei 10 giorni successivi”.

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Per l’Opificio delle pietre dure, “da un esame della letteratura esistente e dalla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 si rileva che la durata della vita del virus oscilla tra 1 giorno per i guanti in lattice ai 9 giorni delle superfici in plastica (metalli 5, legno 4, carta 5, vetro 4/5, ceramica 5, camici usa e getta 2), per cui se un ambiente è stato chiuso al pubblico ed ai dipendenti per più di 9 giorni non sarebbe necessario intervenire con la sanificazione alla sua apertura in quanto è già trascorso il periodo di quarantena necessario per l’abbattimento del pericolo e sarà sufficiente una accurata pulizia con materiale disinfettante”.
Per quanto concerne, invece, le opere d’arte, “si deve affermare con la massima chiarezza che nessuno deve applicare alcunché su di esse se non da parte di un restauratore dei beni culturali qualificato secondo le leggi vigenti”. Per i beni culturali potenzialmente soggetti al contagio “in quanto recentemente movimentati (libri in prestito nelle Biblioteche, opere d’arte in prestito a mostre o in restauro, e così via) sarà sufficiente un periodo di isolamento in un ambiente segregato per la durata dei giorni necessari per la quarantena di quella categoria di materiali, dunque in genere tra i 5 e i 9 giorni. Dunque una “segregazione” per il necessario periodo potrà togliere ogni rischio. Poiché non si possono adesso valutare gli effetti di eventuali mutazioni del virus sarà opportuno aumentare di qualche giorno le valutazioni qui indicate”.
Dunque - prosegue l’Opd - il problema anche per i musei, laboratori e luoghi della cultura “sostanzialmente riguarda soprattutto la sanificazione tramite pulitura degli ambienti e dei pavimenti con particolare riferimento alle superfici di contatto (maniglie, corrimano, porte, tastiere, pulsanti, ecc.) e dei servizi igienici”.
Nel caso di ambienti contenenti opere d’arte “bisognerà prestare la massima attenzione, evitando, per esempio l’impiego per i pavimenti dell’ipoclorito di sodio troppo ossidante, e potenzialmente pericoloso in presenza di opere in bronzo, ottone e rame come per tutti i Cloroderivati, preferendo l’impiego di soluzioni alcooliche al 70% (ottenibili con prodotti già in commercio oppure con la miscela di 400 ml di alcool denaturato al 90% e 100 ml di acqua). In occasione degli interventi di sanificazione con questi prodotti si consiglia comunque di proteggere, ove possibile, le opere d’arte con teli di TNT piuttosto fitti per evitare qualsiasi forma di deposizione (schizzi, condensa di vapori). Una grande importanza per evitare ogni possibile interazione tra il prodotto usato e le opere d’arte è rivestita dalla esistenza o meno di sistemi di ventilazione e di ricambio d’aria, in grado di evitare il formarsi di accumulo di vapori, potenzialmente nocivi. Questi ultimi impianti, tuttavia, possono essere loro stessi una fonte di rischio e dunque sarà necessario prevedere una frequente sanificazione dei filtri dei fan coil e, in caso di impianti di climatizzazione, dei filtri generali dell’impianto in entrata ed uscita”.

L'APPELLO DEI RESTAURATORI
Sanificazione e beni culturali, Restauratori Senza Frontiere: attenzione ai prodotti che si usano.
Lo scorso 29 aprile l’organizzazione Restauratori Senza Frontiere Italia aveva inviato al Mibact un documento, con l’intento di sottoporre le criticità in merito ai trattamenti di sanificazione richiesti in questo periodo a seguito dell’epidemia di Covid-19, anche per gli ambienti di interesse storico e artistico.
L’Istituto Superiore di Sanità – si legge nella missiva firmata da Marisa Laurenzi Tabasso, Presidente del Comitato Scientifico di RSF Italia - indica ‘acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%’ per pulire i diversi ambienti, materiali e arredi. Nel caso però di ambienti e materiali di rilevanza culturale queste indicazioni vanno attentamente valutate per evitare di produrre danni sui diversi manufatti trattati direttamente con i prodotti per la sanificazione o, indirettamente, a causa di vapori o gas che possono sprigionarsi dai prodotti stessi”.
Il Dott. Nazzareno Gabrielli, chimico, Socio onorario di Restauratori Senza Frontiere-Italia e già direttore dei Gabinetti Scientifici dei Musei Vaticani, ha recentemente indirizzato al MIBACT un messaggio per allertare gli uffici responsabili delle tutela e della fruizione di immobili e collezioni di interesse storico-artistico affinché si presti la massima attenzione ai prodotti che si dovranno impiegare per la loro sanificazione. Il MIBACT ha tempestivamente informato tutti gli enti periferici competenti, diffondendo il messaggio del dott. Gabrielli”.
Al di là dell’urgenza degli interventi di sanificazione richiesti dalla attuale situazione relativa alla pandemia e in vista del ritorno alla normalità, il problema della più semplice ed ordinaria igienizzazione di questi luoghi richiede analoghe cautele e attenzione ai prodotti che si usano. Musei, biblioteche, sedi di istituzioni storiche pubbliche e private, vengono il più delle volte igienizzati da normali imprese di pulizie, quelle che ancora oggi spesso usano prodotti commerciali, non idonei per le superfici storiche come pavimenti in cotto, in parquet, oppure in pietra, spesso anche infissi e/o vetrate di pregio. Inoltre, le sostanze volatili rilasciate dai prodotti impiegati (per es. ammoniaca, o cloro) possono raggiungere anche i manufatti conservati nell’ ambiente (dipinti, sculture, stoffe, manufatti cartacei, ecc.)”.
Questa situazione richiede con molta evidenza la necessità che gli organi competenti del MiBACT regolamentino con chiarezza le modalità per l’effettuazione degli interventi di pulizia di siti e monumenti sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico e archeologico, e indichino che tali interventi siano obbligatoriamente effettuati sotto il coordinamento e la Direzione Tecnica di un Restauratore qualificato di Beni Culturali. Quanto agli aspetti tecnici delle operazioni di sanificazione e igienizzazione (il tipo di prodotti da impiegare in funzione delle diverse tipologie di ambienti e manufatti), certamente gli Istituti Superiori del Ministero (ISCR, ICRCPAL) e avranno già dato o daranno tutte le indicazioni necessarie. Restauratori Senza Frontiere-Italia è comunque disponibile per contribuire, ove ce ne fosse la necessità, alla redazione di protocolli specifici”.

 
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