SiteLock

Archivi categoria : Mostre Istituzionali Milano

Roy Lichtenstein. Multiple Visions, MUDEC, Museo delle Culture, Milano, dal 1/05/ al 8/09/2019

Il MUDEC, Museo delle Culture, presenta un grande maestro americano e una delle figure più importanti nell’arte del ventesimo secolo: Roy Lichtenstein.
La mostra curata da Gianni Mercurio è promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura, che ne è anche il produttore, per l’ideazione di MADEINART.
La sua arte sofisticata, riconoscibile al primo sguardo e apparentemente facile da comprendere, ha affascinato fin dai primi anni eroici della pop art generazioni di creativi, dalla pittura alla pubblicità, dalla fotografia al design e alla moda e il potere seduttivo che essa esercita sulla cultura visiva contemporanea è ancora molto forte.

In mostra circa 100 opere tra prints anche di grande formato, sculture, arazzi, un’ampia selezione di editions provenienti da prestigiosi musei, istituzioni e collezioni private europee e americane oltre a video e fotografie.
Organizzata in un percorso tematico, evidenzia attraverso una panoramica sui temi e i generi dell’arte di Roy Lichtenstein, come gli elementi di diverse culture confluiscano nel suo lavoro di decostruzione e ricostruzione dell’immagine, e quindi elaborate in chiave pop con  il suo linguaggio personalissimo: dalla storia della nascita degli Stati Uniti all’epopea del Far West, dai vernacoli e le espressioni artistiche etnografiche degli indiani d’America alla cultura pop esplosa in seguito all’espansione dell’economia mondiale del secondo dopoguerra, dalla cultura artistica europea delle avanguardie allo spirito contemplativo dei paesaggi orientali.
La fascinazione per la “forma stampata”, cioè la riproduzione meccanica come fonte di ispirazione,che è alla base del lavoro di Roy Lichtenstein e che nella sua pittura viene attuata in un percorso che parte da una copia che viene trasformata in un originale, viene presentata in questa mostra nel suo processo inverso: da un’idea originale a una copia moltiplicata.
Una ricerca che l’artista  condusse nel corso di tutta la sua carriera attraverso la stampa e la manifattura, realizzando lavori pensati ad hoc (la realizzazione di una stampa o di una scultura partiva da disegni e studi preparatori, come per i dipinti) e impiegando tecniche e materiali innovativi; una pratica che diventa una forma di espressione artistica e un’estensione della sua visione estetica, costruita metodicamente da Lichtenstein in parallelo alla pittura e di cui la mostra presenta l’evoluzione a partire dai primi lavori degli anni Cinquanta.
Il percorso espositivo percorre l’evoluzione nel lavoro di Lichtenstein rispetto alla riproducibilità meccanica dell’opera d’arte, di cui è stato forse il più sofisticato interprete, ma illustrandone allo stesso tempo le sue diverse interpretazioni e rappresentazioni formali rispetto ai soggetti trattati: visioni che procedono con costanti riferimenti trans-storici ai mutamenti dei linguaggi artistici.

Roy Lichtenstein. Multiple Visions è curata da Gianni Mercurio, studioso di Lichtenstein da oltre vent’anni. Mercurio ha curato, tra l’altro, la mostra e il relativo volume “Roy Lichtenstein. Meditations on Art”, Milano, Fondazione La Triennale, 2010, e poi (col titolo “Kunst als Motiv”) Colonia, Museum Ludwig, 2011.



Roy Lichtenstein. Multiple Visions
Editore: 24 Ore Cultura; 
Pagine: 220 p.brossura, ill. colore
Dimensioni: cm 23x27
ISBN: 88-6648-423-7
EAN: 9788866484233
Prezzo: € 32.00


Roy Lichtenstein. Multiple Visions
Dal
30/04/2019 al 08/09/2019
Curatore
: Gianni Mercurio
Enti promotori: Comune di Milano-Cultura; 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE

Costo del biglietto: Intero € 14, Ridotto € 12
Telefono per prevendita: +39 02 54917
Informazioni: +39 02 88463724 - www.mudec.it
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì / mercoledì / venerdì / domenica 09.30-19.30; giovedì / sabato 9.30-22.30, ultimo ingresso un'ora prima
Ufficio Stampa 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE: Elettra Occhini - T. 02/30.22.3917  - M. 366/6462519 - elettra.occhini@ilsole24ore.com
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it

Mudec - Museo delle Culture
via Tortona 56
20144 Milano

Print Friendly, PDF & Email

Gil Rigulet: Molitor 85, Acquario Civico, Milano, dal 7/06 al 7/07/2019

Dal 7 giugno sino al 6 luglio 2019 la prima mostra italiana del fotografo francese Gil Rigoulet (classe 1955), a cura di Claudio Composti e Elisabetta Polezzo, promossa dal Comune di Milano - Cultura e dall’Acquario - Civica Stazione Idrobiologica di Milano. L’esposizione è parte del programma di Milano Photo Week 2019 (3-9 giugno), palinsesto del Comune di Milano dedicato alla fotografia contemporanea.
Molitor 85 è un progetto realizzato 34 anni fa in cui, con Polaroid e stampe in bianco e nero, Rigoulet ha narrato questa mitica piscina alle porte di Parigi, abbattuta nel 1989, ricostruita nel 2014 e convertita in seguito in SpA.

Un viaggio in un mondo perduto, perché allora la legge sulla privacy non esisteva, si poteva scattare senza timore e il topless nelle piscine non era proibito e la gioia di vivere, di stare assieme, era una componente naturale. Anche il bianco e nero era analogico, una visione che non distrae, ma consente un'immagine più profonda, vicina allo spirito delle persone che ritrae, la focalizza, quasi astraendola, oggi non è più usuale. Gil Rigoulet crea un racconto che fonde le geometrie dei corpi con quelle dello spazio, disegnato da Lucien Pollet in stile Art Déco, in cui i corpi si adagiano, in un naturale rapporto gioioso, nella mitica piscina Molitor di Parigi, dove fu esibito nel 1946 per la prima volta in Francia un bikini, e dove nel 1970 venne lanciata la moda del topless. Oggi la mitica piscina non è più pubblica, chiusa dall’agosto del 1989 per problemi di sicurezza, da allora lasciata in stato d’abbandono, è stata ricostruita nel 2011, ma rispettando il progetto originario, i mosaici, i colori, le stesse sfumature di giallo alle pareti, le ringhiere, per la nuova jeunesse dorée.

Gil Rigoulet è uno scrittore per immagini, come lo sono i veri fotografi. In Molitor 85 ci racconta quel luogo mitico che è stata la Piscine Molitor (dove è stato presentato per la prima volta il bikini nel 1946 dall’idea e disegno di Louis Réard). Il suo sguardo si muove fluido come l’acqua, elemento che ama fin da bambino, simbolo di libertà, gioia, in cui ogni corpo, anche il più pensante, si muove libero e leggero, come la sua fotografia:
Ho capito che soprattutto è uno stato d'animo, un pensiero su ciò che ci circonda” dice. L’atmosfera che appare nei suoi scatti è così, gaia e libera. Nessuno si scandalizzava o era turbato dal suo  occhio indiscreto, che indugiava sulle belle silhouette di giovani donne, con un soft voyeurismo di cui oggi diventiamo tutti complici.
Sembra di sentire il suono delle risa e le urla dei ragazzini che si tuffano, lo splash dell’acqua e quel suono inconfondibile che parla di joie de vivre. Uno sguardo fugace, a tratti sensuale, che indugia tra linee architettoniche e le curve di corpi femminili appena nascoste da costumi bagnati. Scorci di gambe, piedi, corpi che si tuffano, godono del sole e di un momento di relax. Tutto è movimento. Tutto è vita. Quello che oggi si è perso un po’,
in nome di una privacy e sicurezza che fanno di questo progetto un prezioso e poetico documento di un modo di vivere e un luogo che non esistono più. Rigoulet nei suoi scatti in bianco e nero e Polaroid attraversa la quotidianità, restituendocela filtrata dalla sua poetica inconfondibile.

Catalogo, in mostra edito da Acquario Civico e stampato da Stamperia comunale.

 

Gil Rigoulet ha lavorato per le maggiori testate giornalistiche internazionali tra cui Le Monde, come fotografo ufficiale fin dal ’75 per oltre 20 anni. Nel 1986 espose il suo lavoro con l'aiuto di Robert Doisneau sulla rivista Photo Magazine e prese parte alla mostra "Vivre en maillot de bain" su invito di Christian Caujoll,  con grandi fotografi quali Helmut Newton, Jeanloup Sieff, Joseph Koudelka, Claude Nori, Marc Riboud, William Klein, Franco Fontana, Mary Ellen Mark ed ha collaborato per anni con Henri Cartier-Bresson.
Gil Rigoulet ha sviluppato un suo stile vicino alla street-photography, in Europa, Nord America e Asia. Gli piace sperimentare con le Polaroid e ama lavorare sullo sviluppo e l'ossidazione dei film.


Gil Rigulet: Molitor 85
A cura di: Claudio Composti e Elisabetta Polezzo
Promossa dal: Comune di Milano - Cultura; dall’Acquario - Civica Stazione Idrobiologica di Milano.
Inaugurazione: 6 giugno ore 18:30, con l'artista
Dal 7/06 al 7/07/2019
Orari: Lunedì chiuso; Martedì - Domenica 9.30 - 17.30
 (La biglietteria chiude alle 16.30)
Biglietti: La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso all’Acquario: intero € 5 euro; ridotto € 3; ingresso gratuito il primo e il terzo martedì del mese dalle ore 14.00 e ogni prima domenica del mese
Info: T. +39 0288465750 -  C.acquario@comune.milano.it  - 
www..acquariocivicomilano.eu - Claudio Composti: claudiocomposti@gmail.com
Ufficio Stampa mostra: Ch2_Eventiculturali: Veronica Lurich - vi@ch2.it
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comunemilano.it
Sponsor Tecnico: Pescheria I Pesciolini

Acquario Civico
Viale Gadio, 2
20121 Milano

Print Friendly, PDF & Email

Teresa Maresca: Song of Myself, Acquario Civico, Milano, fino al 5/05/2019

"Io credo che una foglia d'erba non valga affatto
meno della quotidiana fatica delle stelle.
E la formica è ugualmente perfetta, come un granello di sabbia,
come l'uovo di uno scricciolo..."
Walt Whitman (1819-1892)


Dal 3 aprile sino al 5 maggio 2019, l’elegante edificio liberty di inizio Novecento che ospita l’Acquario Civico di Milano accoglie tra le sue pareti e le sue vasche la mostra Teresa Maresca, Song of Myself, promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura e dall’Acquario - Civica Stazione Idrobiologica di Milano.
L’esposizione, a cura di Raffaella Resch, è parte del programma Milano Art Week 2019 (1-7 aprile), palinsesto del Comune di Milano dedicato all’arte moderna e contemporanea.



Teresa Maresca, Song of Myself  pone al centro dell’indagine il rapporto tra uomo e natura, traendo il suo titolo dalla raccolta poetica del poeta americano Walt Whitman (1819-1892), di cui proprio nel 2019 si celebrano i 200 anni dalla nascita. L’omaggio a Whitman è duplice, in quanto oltre al poemetto undicesimo di Song of Myself, in cui ventotto uomini si bagnano di notte nel fiume, Teresa Maresca si ispira anche al Canto della Sequoia, la Red Oak Tree che nel testo di Whitman prende la parola in prima persona, come simbolo della sterminata e incontaminata natura americana. Artista dedita alla pittura, al disegno e all’incisione, mossa da un motivo ispiratore non di rado mutuato dalla poesia e dalla filosofia, Maresca elabora composizioni di grande impatto richiamando gestualità e cromatismi dei Neue Wilden, il movimento neoespressionista berlinese dei Nuovi Selvaggi, ma anche il Realismo Magico di Peter Doig, tendenze che si contraddistinguono entrambe per una costante riflessione sul ruolo dell’uomo nell’ambiente.
L’Acquario Civico, sede ideale della mostra, vede così esposte nei suoi spazi circa trenta opere di grandi dimensioni (olio e acrilico su tela) afferenti a due grandi cicli pittorici permeati dal tema centrale dell’acqua: Song of Myself (Men at Bath), del 2017, e Swimming Pools, del 2009.

Il ciclo Song of Myself, esposto al di sotto del luminoso lucernario che fa da copertura al Giardino d’Inverno dell’Acquario Civico, è costituito da una serie di 18 grandi dipinti ad olio e acrilico su tela dedicata al tema degli «uomini bagnanti», inserita nel solco del pensiero naturalista americano già nella seconda metà dell’Ottocento.
Nella pittura europea, invece, il soggetto dei bagnanti nudi al maschile è emerso dal ‘900 in poi, affiancandosi al tema classico della donna bagnante già noto nella storia dell’arte, dalle Veneri degli affreschi romani alle dee nascenti dalle acque rinascimentali, fino ad arrivare a Les Demoiselles d’Avignon picassiane.

Pablo Picasso, Les Damoiseles d’Avignon, 1907, olio su tela, cm 243,9 x 233,7. New york, Museum of Modern Art (MoMa)

In pittura, il tema del bagnante maschile diventa decisivo con Edvard Munch (Bagnanti, 1904 - 1905), dove i corpi nudi rimandano a una concezione della natura primigenia, fonte di energia, concetto che attraverserà l’Espressionismo fino ai recenti Nuovi Selvaggi.

Edvard Munch, Bagnanti, 1904-1905, olio su tela, cm. 57,4 x 68,5, Collezione privata © Munch Museum © The Munch Museum / The Munch-Ellingsen Group by SIAE 2013

Nel pensiero americano dell’Ottocento, con la filosofia trascendentalista di Ralph Waldo Emerson (1803-1882) e di Henry David Thoreau (1817 - 1862), la figura maschile in relazione alla natura era invece già ben consolidata. 

L’uomo possente in cammino attraverso le acque dei grandi fiumi americani rappresentava la fondazione del Nuovo Mondo, "finalmente proporzionato alla natura", come scrive Walt Whitman (1819 1892).
Così come vengono evocati nelle poesie di Whitman, nelle tele della Maresca si scorgono i corpi eroici dei bagnanti maschili immergersi nel fiume notturno, alla luce della luna che inonda il paesaggio acquatico di riflessi, proprio come in «Ventotto giovani», l’undicesimo poemetto di Song of Myself.

La luna tinge di un’illuminazione surreale boschi e specchi d’acqua, in un notturno quasi cinematografico che come un sussulto ottico diffonde colori innaturali all’ambiente.
Scrive il critico Paolo Biscottini, nel saggio Song of myself. Pittura come poesia: "L’opera pittorica muove dunque da un’emozione, in questo caso suscitata dai versi di Whitman, per divenire immagine dell’anima, sosta nel tempo magico di ciò che era e sarà".
In alcune tele di Maresca esposte all’Acquario si trovano anche consonanze con il poema Canto della sequoia (Song of the Redwood-Tree), dove il grande albero rosso parla in prima persona e la figura umana, anche nelle opere, sparisce per lasciare posto al solo paesaggio.

Al piano terra dell’Acquario Civico, in dialogo con la sala delle vasche, si trova invece una selezione di opere tratte dal ciclo Swimming Pools.
Le piscine americane di Maresca diventano specchi d’acqua dai colori fluo, contornati da bordi di cemento e palmizi, su cui solo raramente si riflettono figure umane, ombre vibratili, a testimonianza della perenne ricerca dell’artista di un rapporto tra uomo e ambiente.

Il ciclo è ispirato al film cult Un uomo a nudo (The Swimmer, 1968, regia di Frank Perry) dove il protagonista (l’attore Burt Lancaster) compie un percorso metaforico di ritorno a casa, nuotando di piscina in piscina attraverso le ville dei suoi vicini. In mostra, anche alcuni collage realizzati con i fotogrammi del film.


Due schermi allestiti nella sala delle vasche, sempre al piano terreno, riprodurranno i due video curati dall’artista per le edizioni Pupillaquadra, rispettivamente Swimming Pools e Song of Myself.

L’Acquario Civico milanese, che ha sede nell’edificio progettato dall’architetto Sebastiano Locati in occasione dell’Esposizione Universale del 1906, si propone come spazio ideale dove presentare i due cicli, non solo perché il tema dell’acqua indagato dalla Maresca trova qui la sua collocazione più naturale, ma anche perché dal punto di vista scenografico valorizza il dialogo tra gli scorci offerti dalle vasche e le tele dell’artista, in un percorso tra uomo e natura, uomo e acqua che idealmente il visitatore potrebbe proseguire con una visita al Ponte delle Sirene, nel Parco del Sempione, e alla fontana Bagni Misteriosi di De Chirico, nel giardino della Triennale.
Scrive Ken Shulman, nel catalogo: "Non riesco a pensare a un luogo più appropriato di un acquario per esporre le opere di Teresa Maresca. Perché i suoi dipinti recenti hanno tutti un riferimento diretto all’acqua, acqua come fonte di vita, come luogo della riflessione, e come spazio d’interazione umana".

La mostra è accompagnata dal catalogo Song of Myself, curato da Raffaella Resch, con un testo critico di Paolo Biscottini.
Tra i contributi quelli di Mami Azuma, Yves Bonnefoy, Stefano Bortolussi, Ettore Canepa, Roberto Carifi, Leopoldo Carra, Maurizio Cucchi, Sergio Givone, John Kinsella, Santos Lopez, Navarre Scott Momaday, Roberto Mussapi, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Ken Shulman, Carlo Sini, Emilio Zucchi e un testo introduttivo di Raffaella Resch.


Iniziativa collaterale in occasione di Art Week

Per il pubblico di Art Week è previsto un evento speciale a ingresso gratuito domenica 7 aprile alle ore 11.00: «Song of Myself, reading per Walt Whitman». Roberto Mussapi leggerà da Walt Whitman, Foglie d’erba (a cura di R. Mussapi, I grandi libri, Garzanti, 2016) e i poeti Maurizio Cucchi, Stefano Bortolussi e Gabriela Fantato leggeranno le loro poesie dedicate alle opere di Teresa Maresca.

Teresa Maresca, Acquario Civico di Milano, 2/04/2019, © Gianni Marussi

Teresa Maresca vive e lavora a Milano. La sua pittura è figurativa e visionaria. I suoi maestri ideali Munch, Nolde, De Pisis, Carrà. I suoi temi sono i paesaggi, rivisti anche attraverso la memoria cinematografica, e le periferie industriali. Lavora principalmente per cicli pittorici. Uno dei primi cicli, “Ferro”, aveva come ispirazione le fabbriche dell’archeologia industriale, ed è stato allestito presso l’ex-Falck di Sesto e presso il MUSIL di Brescia. Ha realizzato un ciclo di opere, “Americana”, sul viaggio “on the road”; un ciclo, “Swimming Pools”, in cui ha alternato opere in acrilico di grande formato e collage fotografici dal film “The Swimmer”, del 1968. Un’antologica di opere è stata esposta di recente presso la Galleria d’Arte Moderna e le Raccolte Frugone di Genova. Accompagnano i suoi allestimenti alcuni corti d’arte, ad opera del film-maker Andrea Montagnani. Da tempo lavora anche a un progetto di ricerca sull’arte paleolitica franco-cantabrica, con il museo di storia naturale di Bologna, con l’Università Cattolica di Milano, e con l’UNESCO. Una mostra su questo tema è stata allestita presso il Teatro Menotti di Milano e sarà presentata nel Deposito Lapideo di Genova. Ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia; allestisce di preferenza presso enti museali, come il Museo Diocesano di Milano, o il Museo Marino Marini di Pistoia; ex- fabbriche, come la Falck di Sesto San Giovanni e i Musei dell’Industria e del Lavoro di Brescia (Museo delle macchine del cinema e Museo del Ferro). Sue opere sono presenti al MUSIL di Brescia, al Museo Diocesano di Milano, e alla GAM di Genova.  Tra gli intellettuali, filosofi e scrittori che hanno seguito il suo lavoro dall’inizio, Roberto Tassi, Roberto Sanesi, Carlo Sini, Lalla Romano, Paolo Biscottini, Sergio Givone, Ken Shulman, Franco Meli. Ha realizzato diverse edizioni d’arte con acquaforte, xilografia e litografia, assieme ai testi dei poeti Yves Bonnefoy, Roberto Mussapi, Roberto Carifi.


TERESA MARESCA, Song of Myself
A cura d
i: Raffaella Resch

Dal 3 aprile al 5 maggio 2019
Inaugurazione: 2 aprile ore 18.00
Orari: Lunedì chiuso; Martedì – Domenica 9.30 – 17.30. (La biglietteria chiude alle 16.30)
Biglietti: 5 euro intero; 3 euro ridotto. La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso all’Acquario
Informazioni: www.acquariocivicomilano.eu - T.02 88 46 57 50
Ufficio stampa Mostra: My Com Factory - Luana Solla - M. 334 336 9695 - luana.solla@mycomfactory.com; Benedetta Rutigliano - M. 349 775 7184 - benedetta.rutigliano@mycomfactory.com
Ufficio stampa Comune di Milano: Elena Conenna -T. 02 88453314 - elenamaria.conenna@comune.milano.it - Martina Liut- comunicazione.ufficiostampa@comune.milano.it

Acquario Civico di Milano
Viale G. Gadio, 2,
Milano

Print Friendly, PDF & Email

Le Nature Morte di Geo Poletti. Una collezione milanese, Palazzo Reale, Milano, dal 1 al 24/03/2019

Venerdì 1 marzo 2019 ore 16.00 CONVERSAZIONE: La natura nell’arte antica, moderna e contemporanea a cura di Associazione MuseoCity - Paolo Biscottini, Annalisa Zanni
Sala Conferenze, Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12, Milano

Relatori
Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei e Professore di Archeologia Classica
Stefano Zuffi, Storico dell’arte
Francesco Poli, Storico dell’arte e Docente all’Accademia di Brera
Modera: Francesca Bonazzoli, Giornalista del Corriere della Sera

Nell’ambito di Museo City 2019, Palazzo Reale propone una straordinaria collezione di nature morte del Sei/ Settecento mai esposte e provenienti dalla collezione di Geo Poletti, storico dell’arte, conoisseur, noto come “il miglior conoscitore milanese della pittura italiana del Seicento”. Milano, con questa mostra, rende omaggio, non solo alla collezione, ma anche ad un grande milanese, noto a tutti i musei del mondo.
Con la mostra Le nature morte di Geo Poletti, a cura di Paolo Biscottini e Annalisa Zanni, Milano rende omaggio non solo alla collezione, ma anche ad un grande milanese, noto a tutti i musei del mondo.
Grazie alla concessione degli eredi di Geo Poletti (1926-2012), Palazzo Reale espone per la prima volta al pubblico la collezione privata di nature morte dell’artista. Si possono ammirare venticinque opere di intensa bellezza. In esposizione figurano inoltre alcuni dipinti di Geo Poletti dedicati al tema della natura. Questi soggetti gli offrivano la possibilità di riflettere su una concezione astratta della pittura e di ragionare in particolare su una rappresentazione della natura, tesa a trovare le sue ragioni oltre se stessa. In una dimensione, quindi, filosofica più che strettamente figurativa.

Milano MuseoCity 2019 ripercorre con uno specifico incontro di approfondimento e con un’indagine critica le varie tematiche del rapporto Natura e Arte.
Sin dalle origini il tema del rapporto con la natura è centrale nella ricerca artistica in quanto da sempre l’opera d’arte, facendo riferimento all’uomo, non può non considerarlo all’interno della natura, sia essa intesa come l’insieme delle specie vegetali e animali, che come l’ambito spaziale terra-cielo-mare in cui l’uomo vive. Il rapporto con la natura è quindi strettamente collegato al contesto in cui l’uomo vive e da cui trae alimento fisico e spirituale.
La natura viene considerata quindi come fonte inesauribile di ispirazione dell’arte, che indaga il significato della vita e della morte e la loro ineluttabilità: tutto ciò che è naturale sottostà, infatti, a leggi imprescindibili, di cui si occupa certamente la scienza e, in modo differente, anche l’arte stessa. Ogni epoca racconta e indaga questo rapporto in modo diverso, fino a considerare la natura in senso positivo o negativo (madre o matrigna) e a sceglierne gli aspetti più idonei alle istanze del tempo in cui si colloca l’atto creativo.
In particolare, i relatori parleranno del modo con cui l’arte ha affrontato il tema della Natura nell’età antica, nell’età  moderna e in quella contemporanea.

"Natura morta con vaso di fiori, fragoline, pesche, pere e altri frutti", Pittore caravaggesco, 1620-1630 circa, olio su tela, Collezione Geo Poletti

Le Nature Morte di Geo Poletti. Una collezione milanese 
A cura di: Associazione MuseoCity, Paolo Biscottini e Annalisa Zanni
Dal 1/03 al 24/03/2019
Ingresso: gratuito
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30 (ultimo ingresso sempre un'ora prima della chiusura)
Ufficio Stampa MuseoCity: Lara FaccoP&C - T. +39 02 36565133 - M. +39 349 2529989 - press@larafacco.com
Ufficio stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it

Palazzo Reale
Appartamento dei Principi
Piazza del Duomo 12
20121 Milano

Print Friendly, PDF & Email