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Archivi categoria : Mostre Istituzionali Milano

Cesare Colombo, Fotografie/Photographs 1952-2012, Sala Viscontea, Castello Sforzesco, Milano, dal 20/02/2020

Inaugurazione giovedì 20 febbraio 2020 ore 18

La Milano di Cesare Colombo in mostra per 4 mesi al Castello Sforzesco: più di 100 immagini selezionate dalla curatrice Silvia Paoli e dalle figlie Sabina e Silvia Colombo, allestite nella splendida Sala Viscontea da Italo Lupi, amico e compagno di strada.

Il Comune di Milano e il Civico Archivio Fotografico rendono omaggio con una grande mostra a Cesare Colombo, uno dei principali fotografi e studiosi della fotografia del Novecento. Curatore di importanti mostre e animatore di dibattiti, sin dal Dopoguerra ha contribuito a far crescere in modo significativo la cultura fotografica in Italia. La rassegna dal titolo Cesare Colombo. Fotografie/Photographs  1952-2012 è curata da Silvia Paoli, con Sabina e Silvia Colombo, oggi responsabili dell’Archivio di Colombo, allestimento e grafica di Italo Lupi, e si tiene dal 21 febbraio al 14 giugno 2020 alla Sala Viscontea del Castello Sforzesco.

"Quasi quarant’anni, una vita, dedicati da un fotografo a vedere Milano, grande città italiana e nello stesso tempo simbolo di una qualsiasi grande città del mondo."   Scriveva così Corrado Stajano nel 1990 sul catalogo Alinari che accompagnava la prima grande mostra milanese di Cesare Colombo, allestita all’Arengario. Dopo tre decenni una nuova rassegna riprende e completa l’eredità lasciata per restituire un nuovo affresco dell’attività fotografica dedicata da Colombo alla sua città, nella quale le foto più conosciute si uniscono a immagini inedite e a vere e proprie riscoperte d’archivio.
A partire dal corpus di fotografie recentemente entrate a far parte delle collezioni del Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco, la mostra restituisce la sua visione coinvolgente e appassionata della metropoli lombarda. Il percorso comprende oltre 100 fotografie esemplificative dell’intera carriera di Colombo, divise in sei sezioni,  dove la città viene descritta nei suoi molteplici aspetti culturali, politici e sociali e offre un vivido racconto biografico lungo sessant’anni (1952-2012) di sviluppo urbano, trasformazioni del lavoro e mutamenti del tessuto sociale. Il mondo delle fabbriche e le manifestazioni sindacali, le rivolte studentesche e le periferie, ma anche uno sguardo attento su una città in continuo cambiamento, che produce e crea: le fiere e i negozi,  la moda e il design, l’arte e lo spettacolo. Punti di vista di una città ‘abitata’ di uno dei suoi più attivi interpreti.
L’allestimento e la grafica di Italo Lupi,  aiuteranno il visitatore a ricostruire la figura di Cesare Colombo nella sua complessità. In mostra un tavolo biografico, lungo venticinque metri, ricostruirà la vita di Cesare Colombo dalla sua formazione giovanile, ai primi lavori, ai progetti di comunicazione pubblicitaria, alla sua vita familiare, alle sue molte collaborazioni con l’editoria, all’impegno politico e ai suoi impegni culturali.
Un affresco coloratissimo che fa da contraltare al rigore delle fotografie in bianco e nero, affiancato da un altro lungo tavolo più sobrio di colori e grafica, con brani di suoi scritti e citazioni di differenti testi critici e letterari.
Il catalogo a cura di Silvia Paoli, edito da Silvana (Italiano-Inglese) contiene il saggio critico del curatore (Oltre i bordi dell’inquadratura. Cesare Colombo 1935-2016, fotografo, storico, critico), una sezione dedicata all’allestimento con una nota di Italo Lupi e ricchi apparati bio-bibliografici a cura di Sofia Brugo. Tutte le fotografie sono riprodotte nel volume divise secondo le sezioni della mostra:  Album Metropolitano, Stagioni di lotta, Offerte di lavoro, Ingresso Libero, La città della moda e del design, Arte in scena.
L’esposizione e il catalogo sono l’esito di un lungo lavoro di ricerca il cui intento è di contribuire alla conoscenza di questo importante autore della fotografia italiana, aprendo anche nuovi orizzonti di studio.

Cesare Colombo (1935-2016) è stato protagonista per più di cinquant’anni nel mondo della fotografia, e in generale nella comunicazione visiva. Al lavoro di ripresa (architettura, reportage per l’industria, illustrazione editoriale) ha affiancato una lunga esperienza nel settore della ricerca, dell'analisi critica e dell'ordinamento di immagini storiche.
Nelle sue foto è prevalente l’interesse per l’uomo, protagonista dinamico dell’inquadratura, ma anche simbolo della condizione sociale odierna. Significativa è la sua antologia Milano Veduta Interna (Alinari, 1990, testi di Roberta Valtorta e Corrado Stajano). In seguito, un completo percorso attraverso le sue immagini viene raccolto nel fotolibro Life Size, Photos 1956-2006, Edizioni Imagna 2009. Nel 2012 è uscito un altro fotolibro sulla sua città Milano. Ingresso libero curato da Giovanna Calvenzi nella collana della Fiaf “Grandi Autori della Fotografia Contemporanea”. Del 2013 è infine il volume, scritto con Simona Guerra, La camera del tempo, Edizioni Contrasto, dedicato alla vita e all’opera dell’autore.
Come studioso dell’immagine, oltre a molti saggi critici, ha curato nel 2004 per le Edizioni Agorà l’antologia Lo sguardo critico. Cultura e fotografia in Italia 1943-1968. Come ricercatore ha prodotto, per editori ed enti pubblici, mostre e fotolibri, tra i quali L’occhio di Milano (1977), L’uomo a due ruote (1987), Tra sogno e bisogno e Occhio al cibo per Coop (1985 e 1990), Scritto con la luce, Electa (1987), La fabbrica di immagini, Alinari (1988), Un paese unico. Italia, fotografie 1900-2000, ancora per Alinari; Ferrania. Storie e figure di cinema e fotografia (De Agostini, 2004), la sezione Fotografia di AnniCinquanta (ArtificioSkira, 2005); Cento anni di imprese per l’Italia (Alinari / 24 Ore Cultura, 2010).

Cesare Colombo, Fotografie/Photographs 1952-2012
Una mostra: Comune di Milano, Civico Archivio Fotografico, Milano
In collaborazione con: Archivio Cesare Colombo, Milano
Dal 21 febbraio al 14 giugno 2020
A cura di: Silvia Paoli, con Sabina e Silvia Colombo
Allestimento e grafica: Italo Lupi
Informazioni: www.milanocastello.it - T. 02.88463700
Orari: Martedì-Domenica ore  9-17.30 (La biglietteria chiude alle ore 17); Chiuso lunedì
Ingresso: gratuito
Uffici stampa: Comune di Milano - Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it
Archivio Cesare Colombo: Alessandra Pozzi - press@alessandrapozzi.com - T. +393385965789
Catalogo: A cura di Silvia Paoli, 352 pag., 250 ill., edizione bilingue italiano/inglese, Euro 39,00
Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.it -  press@silvanaeditoriale.it

Castello Sforzesco
Sala Viscontea
Piazza Castello 1
Milano

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L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi, Castello Sforzesco, Milano, dal 24/01 al 19/04/2020

Dal 24 gennaio al 19 aprile 2020, la Sala dei Ducali del Castello Sforzesco di Milano accoglie la mostra “L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi”.
Dallo scorso 16 maggio, più di 300mila visitatori hanno già preso parte alle iniziative legate al programma “Leonardo mai visto” al Castello Sforzesco di Milano, che oggi ci riserva una nuova scoperta. Il pubblico è rimasto incantato dalla straordinaria riapertura della Sala delle Asse di Leonardo da Vinci, spiegata grazie all’installazione multimediale “Sotto l’ombra del Moro”, per poi perdersi nella Milano del Rinascimento attraverso l’altro percorso multimediale intitolato “Leonardo a Milano”.

Con l’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi - dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno - il palinsesto per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci si arricchisce di una nuova occasione per conoscere e apprezzare la straordinarietà dell’opera del genio vinciano e della sua cerchia. Siamo orgogliosi dell’enorme lavoro di ricerca e valorizzazione del patrimonio milanese di opere leonardesche che stiamo portando avanti e della risposta di pubblico che queste celebrazioni stanno riscuotendo”.
Accanto ai percorsi multimediali, una serie di mostre dossier hanno illustrato le opere grafiche di Leonardo e della sua cerchia. Se la prima, intitolata “Intorno alla Sala delle Asse. Leonardo tra Natura, Arte e Scienza”, ha subito stupito con la scoperta di un disegno inedito attribuibile a Francesco Melzi, allievo ed erede di Leonardo, con l’ultima mostra in programma le sorprese non sono finite. Recentemente, a seguito di uno studio, un altro foglio, anch’esso custodito presso il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e mai presentato al pubblico, è stato attribuito con certezza alla bottega di Leonardo. “Una piccola ma originale e stimolante mostra che evidenzia l’elaborazione del Salvator Mundi all’interno dell’atelier di Leonardo intorno al 1510-13 e le modalità di copia dei suoi disegni anatomici da parte degli allievi. Questa esposizione aggiungerà nuovi elementi alla fortuna cinquecentesca del Salvator Mundi in ambito lombardo grazie alla presenza di alcuni fogli inediti delle collezioni del Castello Sforzesco”, afferma Pietro C. Marani. L’esposizione, curata da Pietro C. Marani e Alessia Alberti, presenta al pubblico il foglio riscoperto, affiancandolo ad altre opere del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e ad importanti prestiti dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Il disegno oggetto della mostra, che viene qui presentato all’interno di una teca in modo da consentirne la visione di entrambi i lati e dopo un intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è entrato nelle collezioni civiche nel 1924 tramite un importante acquisto dal santuario milanese di Santa Maria presso San Celso.
Sul recto del foglio sono disegnate figure copiate da studi anatomici di Leonardo risalenti a differenti epoche e cronologie, dal 1487 circa al 1510-13.
L’attribuzione del foglio dimostra come gli originali del Maestro si trovassero ancora tutti nella bottega e potessero essere variamente copiati dagli allievi. Non solo, ma un paio di questi disegni anatomici, quelli rifiniti a penna e inchiostro, sono di buona qualità e sono stati tracciati seguendo un disegno sottostante a matita rossa, che potrebbe far pensare ad un primo labile tracciato di Leonardo. Sul verso del foglio, invece, una scritta a matita nera o carboncino rimanda a uno dei dipinti più dibattuti di Leonardo: “SALVTOR MUNDI”. Forse si tratta di un primo abbozzo per un’epigrafe o una scritta esplicativa da includere eventualmente nel dipinto del “Salvator Mundi” a cui Leonardo stava lavorando proprio intorno al 1510-13 circa. È questa l’epoca a cui possono perciò risalire anche alcune delle repliche del “Salvator Mundi”, fra cui quella, parziale, firmata da Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì, datata appunto 1511, custodita oggi dalla Biblioteca Ambrosiana. Gli studi di figure e i particolari anatomici rappresentati insieme al tipo di carta, antica ma purtroppo senza filigrana, permettono di collocare la sua realizzazione nell’ambito dell’atelier di Leonardo da Vinci e di fissarne l’epoca di esecuzione verso l’inizio del secondo decennio del Cinquecento, in un momento in cui il maestro e la sua bottega stavano evidentemente elaborando il motivo iconografico del Salvator Mundi. Ne è una prova l’iscrizione sul retro del foglio, tracciata forse nel tentativo di mettere a punto un’epigrafe o un cartiglio in caratteri romani, per l’identificazione del soggetto del dipinto. Attorno al disegno sono esposti, con riferimento ai soggetti sviluppati sul recto, studi cinquecenteschi di anatomia, mentre per il soggetto a cui rimanda la scritta sul verso l’accostamento che si propone è con la variante del Salvator Mundi dipinta nel 1511 dall’allievo di Leonardo Gian Giacomo Caprotti detto Salaì e oggi conservata alla Pinacoteca Ambrosiana. Collocandosi accanto alla Sala delle Asse, la mostra vuole permettere al pubblico di immergersi all’interno dell’organizzazione del lavoro e del cantiere che ha realizzato anche la decorazione della grande Sala, dove sicuramente sono stati all’opera alcuni dei migliori allievi del Maestro.
L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi” fa parte del palinsesto “Milano Leonardo 500”, promosso dal Comune di Milano | Cultura in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, e rientra nel programma Leonardo mai visto, che racchiude tutte le iniziative realizzate presso il Castello Sforzesco, realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo, Huawei e Regione Lombardia in stretta connessione con il Comitato territoriale “Milano e l’eredità di Leonardo 1519 - 2019” e in collegamento con il Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, ed è prodotto da Civita Mostre e Musei.

L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi
Dal 24 gennaio 2020 al 19 aprile 2020
A cura di: Pietro C. Marani e Alessia Alberti
Orari: martedì-domenica: 9 - 17.30; ultimo ingresso ore 17 (solo visitatori già in possesso di biglietto. La biglietteria chiude alle ore 16.30) 
Biglietti:Il biglietto è unico per i Musei del Castello e per le mostre e le iniziative del programma “Leonardo mai visto”: € 10,00 intero; € 8,00 ridotto 18-25 anni e over 65; € 5,00 ogni prima domenica del mese; Gratuito under 18; Gratuito ogni primo e terzo martedì del mese dalle ore 14.

Visite guidate: Ad Artem T. 02.6597728 info@adartem.it; Opera d’Arte T. 02.45487400 info@operadartemilano.it 
Info:www.milanocastello.it; https://www.yesmilano.it/index.php/eventi/tutti-gli- eventi/leonardo-500 
Uffici Stampa

Civita: Ombretta Roverselli - T. 0243353527 - M. 3495925715 - roverselli@civita.it -  www.civita.it 
Comune di Milano: Elena Conenna - Elenamaria.conenna@comune.milano.it -  yesmilano.it


Dal 24 febbraio al 1 marzo 2020 compreso tutti gli Istituti, Archivi, Biblioteche, Musei e Mostre del Castello resteranno chiusi al pubblico, in attuazione dell'ordinanza emanata dal Ministro della Salute d'intesa con il Presidente della Regione Lombardia del 23.2.


Museo d’Arte Antica, Sala dei Ducali
Castello Sforzesco
Piazza Castello
20121 Milano

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Georges de La Tour, L’Europa della luce, Palazzo Reale, Milano, dal 07/2/ al 7/06/2020


 

La prima mostra in Italia dedicata a Georges de La Tour (1593-1652) che, attraverso mirati confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri grandi del suo tempo (Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot, Frans Hals e altri), vuole portare una nuova riflessione sulla pittura di genere e sulle "sperimentazioni luministiche", per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l'opera di questo misterioso artista.
(Ri)scoperto dalla critica storico-artistica del Novecento, La Tour è stato un artista della luce, e il suo lavoro gli ha meritato, tra l’altro, il titolo di “Caravaggio francese”. Ma la sua originalità nella rappresentazione della realtà tra luce e ombra è in effetti il frutto di uno studio assolutamente originale e di una produzione coerente, che oggi, per la prima volta in Italia, viene presentata al pubblico in un allestimento suggestivo.
L’incontro tra Milano e Georges de La Tour era già avvenuto nel 2011, quando vennero esposte con grande successo a Palazzo Marino, nella ormai tradizionale mostra natalizia, due sue opere “L’Adorazione dei pastori” e “San Giuseppe falegname”. Ora, per la prima volta in Italia, Palazzo Reale ospita una retrospettiva dedicata al più celebre pittore francese del Seicento e ai suoi rapporti con i grandi maestri del suo tempo.

Georges de La Tour. L’Europa della luce”, a Palazzo Reale dal 7 febbraio al 7 giugno 2020, è promossa e prodotta dal Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, è curata da Francesca Cappelletti e vanta un comitato scientifico composto da Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre), Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute), Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay), Andres Ubeda (vice direttore, Museo del Prado).
Un progetto espositivo reso possibile dalla rete di collaborazioni tra Palazzo Reale e ben 28 istituzioni internazionali, come la National Gallery of Art di Washington D.C., il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la Frick Collection di New York, il S. Francisco Fine Art Museum, il Chrysler Museum di Norfolk, la National Art Gallery di Leopoli, più una grande partecipazione delle istituzioni museali regionali francesi, come il Musée des Beaux-Arts di Nantes, il Musée du Mont-du Piété di Bergues, il Musée départemental d’Art ancien et contemporain di Epinal, il Museée des Beaux-Arts di Digione, il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, il Musée départemental Georges de La Tour di Vic-sur-Seille, e alcuni importanti musei italiani come la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini.
Un’esposizione unica considerato che in Italia non è conservata nessuna opera di La Tour e sono circa 40 le opere certamente attribuite all’artista, di cui in mostra ne sono esposte 15 (più una attribuita).

Nonostante l’alone di mistero che avvolge l’artista e la sua opera, da decenni ormai Georges de La Tour è uno dei pittori prediletti dai francesi, e non solo. Si tratta di un artista enigmatico, che ritrae angeli presi dal popolo, santi senza aureola né attributi iconografici, e che predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati. I pochi quadri riconosciuti come autografi sono per lo più di piccolo o medio formato, intimi, privi di sfondo paesaggistico, notturni; e, soprattutto nella presunta ultima fase artistica, quasi dei monocromi dall’impianto geometrico, semplice ma modernissimo per l’epoca. Le sue tracce, e quelle della sua opera, si persero però durante tutto il XVIII e XIX secolo, anche a causa delle guerre per l’indipendenza che sconvolsero la sua terra natale. La sua opera venne riscoperta e catalogata dalla critica del Novecento.
La Tour ritrae angeli presi dal popolo, santi senza aureola né attributi iconografici, e predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati. I pochi quadri riconosciuti come autografi sono perlopiù di piccolo o medio formato, intimi, privi di sfondo paesaggistico, notturni e, soprattutto nella presunta ultima fase artistica, quasi dei monocromi dall’impianto geometrico, semplice ma modernissimo per l’epoca.
Le tracce dell’artista e quelle della sua opera si erano persero durante il XVIII e XIX secolo, anche a causa delle guerre per l’indipendenza che sconvolsero la sua terra natale. La sua opera venne riscoperta e catalogata dalla critica del Novecento.
Per la prima volta, a Milano a Palazzo Reale, il mondo e le opere di Georges de La Tour, un mondo di immagini straordinarie, di gesti risoluti, di una interiore contemplazione che avvince ed emoziona e il cui oblio era dovuto alla straordinaria unicità della sua opera.
Il percorso della mostra è, inoltre, arricchito da opere di artisti coevi come Paulus Bor, Jan Lievens, Throphime Bigot, Frans Hals con due magnifici ritratti di apostoli, Jan van Bijlert, Gerrit Van Honthorst conosciuto in Italia come Gherardo delle Notti con la splendida Cena con sponsali dagli Uffizi, Adam de Coster, Carlo Saraceni con una bellissima Natività da Salisburgo.


Georges de La Tour, L'Europa della luce
Dal
07/2/al 7/06/2020

Curatore: Francesca Cappelletti
Enti promotoriComune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira
Orari: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30
Sito ufficiale: http://www.palazzorealemilano.it

Palazzo Reale
piazza Duomo 12
Milano

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Roberto Ciaccio: La voce dei metalli, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano, Dal 24/01 al 8/03/2020

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  • © Ph. Claudio Ciaccio | Roberto Ciaccio, La voce dei metalli, Museo Nazionale Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci, Milano, 2019
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  • Roberto Ciaccio

Da venerdì 24 gennaio a domenica 8 marzo 2020 il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ospita La voce dei metalli, mostra monografica di Roberto Ciaccio (Roma 1951 - Milano 2014) a cura dell’Archivio Roberto Ciaccio con la collaborazione di Kurt W. Forster, architetto, professore e storico dell’arte, Silvia Mascheroni, storica dell’arte, e del poeta Tomaso Kemeny.
L’esposizione mette in luce un aspetto particolare del percorso creativo dell’artista: la realizzazione di opere su metallo. Le grandi opere in mostra, lastre di metalli diversi – ferro, rame, ottone, zinco - con la loro fisicità e cromia instaurano luminose corrispondenze con gli ambienti del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, creando una sottile trama di rimandi materici e assonanze musicali tra opere d’arte e oggetti della tecnica.

© Ph. Claudio Ciaccio | Roberto Ciaccio, La voce dei metalli, Museo Nazionale Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci, Milano, 2020

Un percorso innovativo nella sua modalità espositiva induce i visitatori a scoprire una diversa identità dei materiali e del tempo: a partire dalle opere disposte accanto all’enorme centrale termoelettrica Regina Margherita (1895 acciaio, ferro, ghisa neri), proseguendo per quelle esposte lungo il binario del padiglione Ferroviario, come tappe di un viaggio simbolico della vita e della vita per l’arte di Roberto Ciaccio dal 1971 al 2013 - anno della sua ultima grande mostra monografica a Genova.
Attraverso una costante e approfondita ricerca, riflessione, sperimentazione Roberto Ciaccio ha realizzato opere complesse, ricche di un’intensa espressività, il cui linguaggio tra pittura e scultura, tra sfumature liriche, risonanze musicali e contenuti filosofici ci svela un aspetto importante della attualità dell’arte astratta.
L’esposizione attraversa gli spazi del Museo in cerca di un incontro ideale tra passato e presente, tra funzionalità e realtà estetica del metallo in un dialogo continuo tra luogo della scienza e luogo dell’arte. A testimonianza di questo dialogo si inserisce a fine percorso una serie di fotografie, opere di Claudio Ciaccio, che si ispirano e reinterpretano le opere del padre.
La mostra è corredata di un catalogo a cura dell’Archivio Roberto Ciaccio, dedicato al filosofo Remo Bodei, mancato recentemente, più volte curatore di precedenti mostre e amico di Ciaccio.
Il volume è edito da Corraini Edizioni su progetto grafico di Origoni Steiner Architetti Associati.
Dimensioni: 24.0 x 26.0 cm
Lingue: italiano e inglese
Rilegatura: brossura
Pagine: 168
1a edizione: 01/2020
ISBN: 9788875708283
Prezzo: €.30.00

Il progetto è realizzato dall’Associazione Archivio Roberto Ciaccio con il supporto di Villa Imperiale Pesaro, Fondazione Angelo Gianni Baggi, e gli sponsor tecnici Ciaccio Arte, FiberEUse e Bordeauxpertutti.

Roberto Ciaccio (Roma 1951-Milano 2014) - La specificità e la singolarità delle opere di Roberto Ciaccio, artista intellettuale attento alla complessità della ricerca in termini interdisciplinari (filosofia, musica, poesia, architettura), lo collocano nell’ampio panorama artistico contemporaneo. Il suo lavoro si realizza attraverso modalità tecniche differenti: grandi opere su metallo, dipinti a olio, grandi opere a collage su carta (studi), monoprints e incisioni. I lunghi tempi di realizzazione delle opere evidenziano un percorso artistico profondamente concettuale che lo porta ad esiti di pura astrazione. Luce, tempo, traccia, memoria sono dimensioni costitutive della sua poetica.

Roberto Ciaccio. La voce dei metalli

Roberto Ciaccio: La voce dei metalli
Curatori
: Archivio Roberto Ciaccio
Dal 24/01 al 8/03/2020
Orari:
da martedì a venerdì 9.30 - 17.00; sabato, domenica, festivi 9.30 - 18.30

Biglietto: intero €. 10 ; ridotto €, 7,50
Informazioni: +39 02 485 551 - info@museoscienza.itwww.museoscienza.org

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
via San Vittore 21
Milano

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Gli Eroi del quotidiano. Mimmo Paladino per l’Arma dei Carabinieri, Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano, dal 5/02 al 23/02/2020

Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo ospitano, nella sede di piazza Scala, dal 5 febbraio fino al 23 febbraio 2020 la mostra itinerante “Gli Eroi del quotidiano. Mimmo Paladino per l’Arma dei Carabinieri”, realizzata dall’Arma dei Carabinieri per presentare l’edizione 2020 del Calendario dei Carabinieri, un vero e proprio oggetto di culto stampato dal 1929 con una tiratura di oltre un milione di copie.
Il Calendario dei Carabinieri 2020 celebra il centenario della prima Medaglia d’oro alla Bandiera dell’Arma e narra l'impegno quotidiano dei Carabinieri per le comunità attraverso la collaborazione dell’artista Mimmo Paladino per l’illustrazione delle tavole e della scrittrice Margaret Mazzantini per i testi.
Per la realizzazione del Calendario dei Carabinieri 2020 si è partiti da 12 storie autentiche raccolte da altrettante segnalazioni pervenute alla sala operativa dell’Arma che i Carabinieri hanno portato all’attenzione di Margaret Mazzantini, scrittrice di fama mondiale, vincitrice di numerosi premi tra cui lo Strega e il Campiello, che con la sua prosa incisiva ha trasformato vicende reali in toccanti narrazioni.
Sulla base dei testi creati da Mazzantini, Mimmo Paladino, tra i massimi autori contemporanei, celebre esponente della transavanguardia, che ha visto le proprie opere esposte permanentemente in alcuni dei principali musei internazionali tra cui il Metropolitan Museum di New York, ha creato 12 tavole originali che raccontano quanto scritto tramite immagini in un giocoso caleidoscopio di colori e stilizzazioni.

Attraverso l’arte di Mimmo Paladino e la scrittura di Margaret Mazzantini si ripercorrono scene di quotidiana straordinarietà, che vogliono raccontare la solidarietà e l’attenzione verso il prossimo con cui ogni militare dell’Arma tutti i giorni, in Italia e all’estero, svolge il proprio servizio. Storie di ordinario eroismo, cifra distintiva del Carabiniere, che fanno comprendere appieno lo spirito di servizio con cui donne e uomini in uniforme affrontano silenziosamente quello che molti di loro stessi definiscono la loro missione, ovvero la tutela delle fasce più deboli e vulnerabili della società. Atti di ordinario valore che affondano le radici nella storia dell’Istituzione.
Michele Coppola, Direttore Arte, Cultura e Beni Storici, Intesa Sanpaolo, afferma: «Accogliere “Gli Eroi del quotidiano” nelle nostre Gallerie d’Italia testimonia l’impegno di Intesa Sanpaolo, al fianco delle istituzioni pubbliche, nell’affermare e promuovere i valori artistici, culturali e civili sui quali si basa la migliore identità del Paese. Ed è segno di riconoscenza per la dedizione e il prezioso lavoro svolto ogni giorno dall’Arma dei Carabinieri al servizio delle comunità, dei territori e del bene comune»
Il Generale Massimo Menniti, Capo del V Reparto Relazioni esterne e comunicazione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dichiara:«Le tavole del calendario 2020 dell’Arma dei carabinieri vogliono raccontare, attraverso una nuova iconografia, il quotidiano eroismo dei Carabinieri, il loro sentimento profondo e il legame radicato con il territorio e le genti d’Italia. Un calendario in cui la prosa di Margaret Mazzantini e i disegni del Maestro Mimmo Paladino hanno trasformato in emozioni reali storie di Carabinieri»

Gli Eroi del quotidiano. Mimmo Paladino per l’Arma dei CarabinieriMostra itinerante dell’Arma dei Carabinieri
Dal
5/02 al 23/02/2020
Orari: Da martedì a domenica dalle 9:30 alle 19:30; Giovedì dalle 9:30 alle 22:30.

Chiuso il lunedì. Ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura.
Ingresso: Biglietto congiunto valido per la visita alle mostre e alle collezioni permanenti: intero: 10,00 € (disponile anche su TicketOne); ridotto: 8,00 € (disponile anche su TicketOne); ridotto speciale: 5,00 €
Informazioni e prenotazioniinfo@gallerieditalia.com - Numero verde: 800.167619 - www.gallerieditalia.com
Ufficio Stampa: Intesa Sanpaolo - Silvana Scannicchio - T. +39 02 8796.2641 - M. + 39 335 7282324 - silvana.scannicchio@intesasanpaolo.com

Gallerie d’Italia
Piazza Scala
Milano

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