SiteLock

Archivi categoria : Fotografia

MIA Photo Fair 2019,The Mall, Milano Porta nuova, Milano, dal 22 al 25/03/2019

Il rapporto che lega la fotografia a Milano è sempre più saldo!


L' IX edizione di MIA Photo Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli, è ospitata nuovamente da The Mall, nel quartiere di Porta Nuova a Milano, dal 22 al 25 marzo 2019,
MIA Photo Fair garantirà ad appassionati e collezionisti un accesso privilegiato al mondo della fotografia, con la possibilità di approfondire la conoscenza del medium che meglio di ogni altro riesce a interpretare la realtà contemporanea.

Fabio Castelli: “In otto anni di storia abbiamo assistito alla crescita di MIA Photo Fair, non solo come contenitore espositivo, ma come piattaforma culturale, sempre attenta ad accogliere le ultime istanze che provenivano dall’universo fotografico. Parallelamente abbiamo percepito una sempre più ampia considerazione sia dei visitatori, sia degli appassionati di questa forma d’arte, sia degli addetti ai lavori e degli investitori, soprattutto internazionali. Il fatto che anche all’estero MIA Photo Fair venga riconosciuta come una fiera di riferimento per la sua qualità e la sua serietà è un valore aggiunto di non poco conto. Il successo della manifestazione - conclude Fabio Castelli - passa anche attraverso il dato dei numeri. In otto anni sono stati oltre 400 gli espositori di Mia Photo Fair; con i suoi 170.000 visitatori avremmo riempito due volte lo stadio di San Siro”.

MIA Photo Fair, col patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e il contributo del Main Sponsor BNL Gruppo BNP Paribas e degli Sponsor Eberhard & Co. e Olympus, si presenta con una nuova immagine coordinata, firmata dal fotografo norvegese Rune Guneriussen (Kongsberg, 1977), il cui lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive negli USA, in Cina, in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Olanda e Norvegia, oltre che in fiere internazionali (Paris Photo, Art Basel).
Guneriussen utilizza oggetti creati dall'uomo per comporre installazioni temporanee nell’ambiente naturale, rendendole protagoniste delle sue eteree immagini fotografiche.
La scelta di Guneriussen è stata guidata, oltre che dalla qualità artistica, anche dall’interesse verso uno dei problemi fondamentali del nostro tempo e cioè l'importanza di mantenere in equilibrio il rapporto tra l'uomo e la natura.

Rune Guneriussen, Demanded Growth Increases Descent, 2014

L’autore sarà presente alla tavola rotonda - domenica 24 marzo, ore 16.00 - organizzata nell’ambito della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, dal titolo Broken Nature. Design Takes on Human Survival, in programma dal 1° marzo al 1° settembre alla Triennale di Milano, che studia lo stato dei legami che uniscono l’uomo all’ambiente naturale, alcuni dei quali sono stati compromessi - se non definitivamente spezzati - nel corso della storia recente. Oltre a Rune Guneriussen, partecipano all’incontro Lorenza Baroncelli, coordinatore artistico e curatore del settore architettura, rigenerazione urbana e città alla Triennale di Milano e Laura Maeran, curatrice alla Triennale di Milano.
Confermato il comitato scientifico, composto da Fabio Castelli, Gigliola Foschi, Roberto Mutti, Enrica Viganò che ha selezionato 85 gallerie, per quasi un terzo (27) provenienti dall’estero, ovvero da 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Montenegro, Olanda, Romania, Spagna, Svizzera, Ungheria) e da 4 nazioni extraeuropee (Cina, Giappone, Israele, USA); il resto (58) giunge dall’Italia.
A queste si aggiungono poi 50 espositori suddivisi tra progetti speciali, editoria e progetti a 4 mani portando il numero totale degli espositori a 135.


MIA Photo Fair può contare sul supporto di importanti sponsor.
Per l’ottavo anno consecutivo, BNL Gruppo BNP Paribas è partner di MIA Photo Fair nel ruolo di Main Sponsor, promuovendo il Premio BNL Gruppo BNP Paribas assegnato da una giuria ad artisti che prendono parte alla fiera, esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Le opere finaliste verranno pubblicate su @bnl_cultura, l'account Instagram di BNLGruppo BNP Paribas dedicato all’arte e alla fotografia. L’opera vincitrice entrerà a far parte del patrimonio artistico della Banca, che ad oggi conta oltre 5.000 lavori.
Il 2019 vedrà la nascita del sodalizio con OLYMPUS che per l’occasione presenta la mostra Dialoghi visivi. Fotografie della Collezione Castelli: 19 immagini in un percorso espositivo diviso in quattro sezioni, dove verranno delineati alcuni tra i molti ambiti di indagine della fotografia come il reportage, la natura morta, l’architettura, la moda e la sperimentazione fotografica.
Grazie al supporto di Eberhard & Co., anche MIA Photo Fair ricorderà Leonardo da Vinci nel 500° anniversario. Esposti alcuni fogli riprodotti dal Codice Atlantico, conservato in originale alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.
La selezione, curata da Edoardo Zanon del “Centro Studi Leonardo3” di Milano, illustra gli appunti e gli studi sulla prospettiva e sull’ottica del Maestro. Partendo da questi dati sperimentali allestita, da Beppe Bolchi, una “Camera Obscura”, il cosiddetto “occhio artificiale”, dove il visitatore potrà diventare vero e proprio protagonista dell’esperienza stenopeica.
Nuova è anche la collaborazione con LA CUCINA ITALIANA, il mensile di cucina e lifestyle di Condé Nast, che nel 2019 compie 90 anni. Nell'area ristorante di MIA Photo Fair si terrà una mostra con le più belle immagini della rivista che conta tra i fondatori il futurista Filippo Tommaso Marinetti.

LE NOVITÀ DI MIA PHOTO FAIR 2019
MIA Photo Fair ha sempre cercato di essere una piattaforma su cui discutere di fotografia nei suoi molteplici aspetti. Ecco perché l’edizione 2019 si arricchirà di una nuova sezione dal titolo Beyond Photography, con l’intento di sottolineare cosa vuol dire oggi ‘fotografia’ soprattutto in rapporto al mondo dell’arte contemporanea.
All’interno di Beyond Photography si troverà un gruppo di gallerie che sono solite esporre in fiere italiane e internazionali non specificatamente dedicate alla fotografia o che rappresentano artisti la cui ricerca contempla altri mezzi oltre alla fotografia; tra queste, A100 gallery con Luca Coclite, Federica De Carlo e Matteo NasiniCE Contemporary con Rania Matar; la Galleria Clivio con Julien Blaine, Sylvano Bussotti, Giuseppe Chiari, Lamberto Pignotti e SarencoMaria Livia Brunelli MLB Gallery con Anna Di Prospero e Jacopo Valentini; la Galleria Massimo Minini con Roger Ballen, Vanessa Beecroft, Elisabetta Catalano, Bertrand Lavier, Matthieu Mercier e Ariel Schlesinger; Progetto Arte elm con Ivan Falardi e Giò Pomodoro.
Tra le novità più suggestive di MIA Photo Fair 2019 vi è la collaborazione con Photo Independent, la fiera di fotografia di Los Angeles - che quest’anno ha avuto un appuntamento europeo al Carrousel du Louvre a Parigi - che sonda le nuove generazioni di fotografi indipendenti. Lo spazio di Photo Independent proporrà una selezione dei più interessanti autori, scelti tra i molti che hanno esposto nella rassegna californiana.
La Corea del Sud è il paese ospite di MIA Photo Fair 2019.
Per l’occasione, il Consolato Generale della Repubblica di Corea promuove il Focus Korea, ideato in collaborazione con la Korea Foundation, organizzazione associata al Ministero degli Affari Esteri sudcoreano, curato da Christine Enrile, fondatrice e direttrice artistica della C|E Contemporary, che presenta una serie di lavori di alcuni dei più importanti artisti coreani della nuova generazione. L’intento è quello di promuovere il talento dei giovani fotografi e condividere con il pubblico l’attuale realtà dell’arte contemporanea coreana.
L’architettura e il design saranno due argomenti che MIA Photo Fair indagherà con attenzione, attraverso una serie di appuntamenti di varia natura.
Particolarmente interessante sarà il percorso che Fabio Novembre, uno degli architetti e designer italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, nonché grande appassionato e collezionista di fotografia, comporrà selezionando alcune delle opere esposte a MIA Photo Fair.
Nasce la prima edizione del premio MIA Photo Fair Fotografia d’Architettura, in partnership con lo Studio G*AA di Attilio Giaquinto e ArtPhotò di Tiziana Bonomo, che si rivolge a quegli artisti che espongono le loro opere all'interno della sezione Gallerie.
Il Premio punta a dare risalto al dialogo costante tra fotografia e architettura, per la capacità della fotografia di documentare e interpretare i cambiamenti della realtà.
L’artista vincitore, oltre a un premio in denaro, avrà la possibilità di presentare il proprio progetto in una sezione appositamente creata all’interno della fiera.
La gallerista Rossana Orlandi promuove il riconoscimento a lei intitolato, premiando un artista che si presenterà nella sezione Proposta MIA, con una mostra presso la sua galleria.
Per il terzo anno consecutivo IQOS sarà presente a MIA Photo Fair con la propria lounge, che ospiterà il progetto fotografico Everyday Uniqueness, ideato e realizzato appositamente per IQOS da Paolo Pellegrin, fotoreporter italiano di fama internazionale e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui dieci edizioni del World Press Photo Award. Everyday Uniqueness, attraverso la magia della fotografia, racconta visivamente il concetto di unicità.
Il pubblico potrà essere protagonista del nuovo progetto performativo di Settimio Benedusi per HP. All’interno di MIA Photo Fair si terrà, infatti, una edizione speciale di RICORDI?, il format creato da Benedusi per riportare in auge il privilegio del ritratto fotografico stampato. Tale progetto nasce dalla presa di coscienza che, con l’avvento delle nuove tecnologie, le immagini hanno iniziato a rivelare la loro precarietà, dimenticate sulle memorie degli smartphone o dei tablet o conservate su sopporti digitali, col rischio non troppo remoto di perdere una buona parte dei ricordi di una vita. Con questa iniziativa Benedusi desidera recuperare la fotografia stampata su carta, nel suo essere oggetto fisico e tattile, che può essere esposto e interagire con le persone che la guardano e con l’ambiente che le accoglie. L’obiettivo dell’esperienza è quindi sottolineare l’importanza della fotografia stampata e farsi pionieri del ritorno del ritratto fotografico d’autore.
100 le persone che potranno avere il privilegio di avere un foto-ritratto, prenotatesi attraverso il sito ricordistampati.it.
Gli scatti realizzati durante i giorni di MIA Photo Fair su un set all’interno dello stand “Benedusi per HP”, saranno subito stampati in formato A2 con una stampante HP top di gamma per le stampe fotografiche professionali e infine incorniciati in diretta.
La fiera ospita inoltre, per il terzo anno anche il Premio RaM Sarteano, nato dalla collaborazione tra MIA Photo Fair e il Comune di Sarteano (SI), che inviterà alcuni artisti a esporre in una mostra collettiva nei mesi di luglio - settembre 2019, all’interno della Rocca Manenti a Sarteano. Il comitato di selezione del Premio è formato da Fabio Castelli, Francesco Landi, sindaco del Comune di Sarteano.

CODICE MIA
Torna CODICE MIA- VI edizione, l'evento di riferimento per gli artisti mid-career che intendono confrontarsi direttamente con esperti del collezionismo a livello internazionale. Gli incontri avranno la forma tipica di una lettura portfolio e solo un selezionato gruppo di 30 fotografi avrà la possibilità d'incontrarsi a tu per tu con personaggi di spicco nel mondo della fotografia, tra cui collezionisti e curatori di collezioni corporate. CODICE MIA si completa anche quest’anno con il prestigioso Charles Jing Grant per il miglior portfolio, che si va ad aggiungere al consolidato Premio CODICE MIA. Al primo classificato verrà quindi riconosciuto un premio di € 7.000, in aggiunta alla concessione gratuita di uno stand nell’edizione 2020 di MIA Photo Fair a Milano. Al secondo sarà assegnato un premio di 3.000 Euro.

Proposta MIA
Uno degli appuntamenti più attesi di MIA Photo Fair, fin dalla sua prima edizione, è Proposta MIA, la sezione dedicata a fotografi indipendenti selezionati dal comitato scientifico, che si presentano al mondo delle gallerie e al pubblico e che, nel tempo, si è rilevata essere una vera risorsa per gli autori, consentendo a molti di loro di entrare a fare parte della scuderia di prestigiose gallerie.

PROGRAMMA CULTURALE
All’interno del ricco programma culturale di MIA Photo Fair, un posto di riguardo lo avrà il format Arte e Scienza, volto a indagare i rapporti tra la fotografia d'arte e le diverse branche della scienza. Già molto apprezzato nella scorsa edizione, quest’anno il dialogo si concentrerà sul tema delle neuroscienze e verrà sviluppato in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nuovo partner scientifico del format. Gli incontri vedranno la partecipazione di figure accademiche dell'area umanistica e scientifica che discuteranno su arte, neuroscienze e filosofia.
Due saranno gli appuntamenti in cartellone. Nel primo (lunedì 25 marzo, ore 14), Alberto Sanna, direttore Centro di Tecnologie Avanzate per il Benessere e la Salute Ospedale San Raffaele, Massimo Cacciari, professore emerito presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Francesco Valagussa, professore Associato di Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Nicola Canessa, docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, si confronteranno sulla neuroestetica, esplorandone limiti e potenzialità, affrontando varie tematiche, dall’impatto che l’innovazione tecnica può esercitare sulle forme artistiche, particolarmente nel caso della fotografia, ai meccanismi cerebrali che sottendono l’analisi visiva e l’esperienza estetica.
Nel secondo incontro, Alberto Sanna - lunedì 25 marzo, ore 18.00 - parlerà de L’ingegneria della consapevolezza e l'arte negli ecosistemi socio-tecnologici. Si tratta di un tema innovativo e affascinante, supportato da materiale videografico, che esplorerà il mondo della scienza e dell’arte e illustrerà come queste siano strettamente interconnesse.
Tra gli appuntamenti del programma culturale sono inoltre da segnalare il focus sulla nuova collezione di fotografia contemporanea dei Musei Vaticani (lunedì 25 marzo, ore 12.00) che vedrà la partecipazione di Barbara Jatta, direttore Musei Vaticani e Micol Forti, curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, il Focus tecnologie - venerdì 22 marzo, ore 17.30 - sui Blockchain nel mondo dell’arte: dall’autenticità agli art token, con Bernabò Visconti di Modrone, fondatore e CEO di Artshell, digital partnerdi MIA Photo Fair, Marco Paracchi e Fabrizio Cancelliere, Studio Tremonti Romagnoli Piccardi & Associati Studio Legale e Fiscale e Alberto Sanna, o ancoragli incontri di Collezione per due, in cui la giornalista Sabrina Donadel intervisterà coppie di collezionisti unite, oltre che dall’amore, anche dalla passione per la fotografia.

MIA Photo Fair si è dimostrata sempre particolarmente attenta al mondo del collezionismo. In questa edizione, la fiera ospiterà un’esposizione, con il coordinamento esterno di Giuliana Picarelli, con opere di importanti nomi della fotografia italiana e internazionale, da Franco Fontana a Vera Lutter, da Mario Cresci a Larry Clark, provenienti da prestigiose collezioni private. Ogni immagine sarà corredata da una frase che ne motiva la scelta e che ne spiega il profondo attaccamento.
Da ricordare, inoltre, la conferenza Fotografia e Architettura - venerdì 22 marzo, ore 16.00 - con gli interventi di diverse personalità, quali l’artista Elena Franco, architetto e fotografa, Angelo Maggi, professore in Storia dell’architettura all’Università di Venezia, Subhash Mukerjee, architetto, docente e vicepresidente Fondazione per l’Architettura di Torino e Tom Vack, artista. Modera Tiziana Bonomo, direttore di Artphotò.

EDITORIA
L’area dedicata all’Editoria
presenterà espositori selezionati per il secondo anno dalla curatrice anglo/francese Magali Avezou, tra cui case editrici internazionali, editori indipendenti e librerie specializzate.

MIA Photo Fair rinnova la collaborazione con Musement, operatore multipiattaforma per la ricerca e prenotazione di tour e attrazioni in tutto il mondo. Il provider è infatti official booking partner della fiera. Che si tratti di estimatori, appassionati o professionisti del settore, tutti potranno unirsi ai programmi culturali, agli eventi e alle conferenze dedicate al mondo dell’arte e della fotografia attraverso il sito www.musement.com o tramite il sito www.miafair.it.


MIA Photo Fair 2019
The Mall - Milano Porta nuova
Dal
22 al 25 marzo 2019
Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair: Via San Vincenzo 22 - 20123 Milano - T. +39.02.83241412 - info@miafair.it - www.miafair.it sofia.boffardi@miafair.it marketing@miafair.it

Ufficio Stampa: CLP Relazioni Pubbliche - T. +39.02.36755700 - stefania.rusconi@clponline.it . www.clp1968.it 

The Mall - Milano Porta nuova
P.zza Lina Bo Bardi
Milano

 

Print Friendly, PDF & Email

Gianni Mania: Vista mare, Editoriale Giorgio Mondadori

Presentato all'Associazione Chiamamilano il libro fotografico VISTA MARE del fotografo Gianni Mania, Editoriale Giorgio Mondadori - Gruppo Cairo.
Con l’autore Carlo Motta, Responsabile Libri Editoriale Giorgio Mondadori e Alessia Locatelli, critica e curatrice fotografica.

Alessia Locatelli, Gianni Mania e Carlo Motta, © Alessandra Finzi

 Una narrazione visiva che, dal 1980 circa, accompagna il fotografo nelle spiagge della sua terra, la Sicilia. Un racconto amorevole ed ironico, attento e partecipato, che mostra negli anni il cambiamento antropologico e sociale dei costumi di un’Italia, tra futuro e tradizione.
Il libro fotografico del siciliano Gianni Mania si snoda sul doppio filo della ricerca etnoantropologica e dello studio sul paesaggio. Con contributi di Paolo Barreto Sanchez, Alessia Locatelli, Elisa Mandarà, Andrew Wordsworth.

VISTA MARE  di Gianni Mania
Testi di
: Polo Barreto Sanchez, Alessia Locatelli, Elisa Mandarà, Andrew Wordsworth.
EditoreEditoriale Giorgio Mondadori - Gruppo Cairo
Pagine
151
Lingua
Italiano-Inglese
Prezzo: €. 35,00


Una narrazione visiva che, dal 1980 circa, accompagna il fotografo nelle spiagge della sua terra, la Sicilia. Un racconto amorevole ed ironico, attento e partecipato, che mostra negli anni il cambiamento antropologico e sociale dei costumi di un’Italia, tra futuro e tradizione.
Sono un centinaio le fotografie con il quale l’autore getta occhio e cuore sul mare della costa iblea a partire dal 1996. La principale chiave d’accesso al volume è la struttura bipartita del lavoro, il cui primo movimento è un autentico essai antropologico, che indaga su una colorita realtà di bagnanti riversati sulle spiagge. D’altra natura è la seconda parte del volume, che raccoglie foto dell’ultimo decennio creativo di Mania, dove la presenza fisica dell’uomo è azzerata, allusa semmai. È fotografia di paesaggio, al movimento segue dunque la stasi, alla ricchezza di dettagli, informazioni, sguardi, segue l’essenzialità dei pochi elementi compositivi. In realtà la mano è una, medesimo il rigore strutturale, unitario lo sguardo, anche quando posato su occasioni differenti. Il libro nella sua interezza è una lettura articolata del paesaggio.


Un universo quello siciliano pieno di contrasti metafore e miti tante volte infranti, che Gianni con la sua costanza, caparbietà e momenti di grande riflessione riesce a mettere in evidenza.

Polo Barreto Sanchez 


Vista Mare, una breve introduzione.

Molto tempo prima dell'uscita di “Vista Mare”, Gianni Mania mi fece vedere degli scatti inediti, in una sequenza embrionale che però già possedeva in nuce la stessa potenza espressiva e la stessa ironia intelligente che ritrovate oggi sfogliando le pagine di questo libro.
L'Italia è un paese incorniciato dal mare. Sulle sue sponde per secoli uomini e donne si sono nutriti delle risorse ittiche, dedicati al commercio e all'esplorazione, partendo dalle coste per divenire leggendari avventurieri e tra i primi mappatori del bacino del mediterraneo. Le acque del mare nostrum sono state protagoniste indiscusse dello sviluppo economico e culturale che ha reso per secoli il Belpaese un luogo immancabile di formazione e visita obbligata per i giovani della futura classe intellettuale europea.
Oggi l'approccio alle spiagge ed alle verdi acque marine è mutato. Accanto alle professioni tradizionali legate al mare, come la pesca e la navigazione, il turismo contemporaneo di massa ha creato un soggetto inedito: il bagnante professionale.
Orde di uomini e donne che, nei mesi estivi, si riversano nelle località balneari creando postazioni semi-permanenti di ombrelloni, pali e teli per godere del sole senza subirne i danni, apparecchiando letteralmente tavoli in spiaggia e posizionando sedie e sdraio tutt'intorno.
La Sicilia, isola di residenza del fotografo, non è esente da questa moderna abitudine di colonizzare periodicamente le sue preziose sponde. Tale prospettiva crea una sorta di membrana protettiva e non solo dai raggi solari, bensì dagli occhi altrui, il che permette di vivere lo spazio “conquistato” sulla rena come un'area personale, in cui si allentano le regole del vivere sociale e, complice il caldo estivo, si creano dinamiche che riproducono la vita casalinga.
Si assottiglia quindi il divario tra il comportamento etico - a cui la società ha assegnato uno status deontologico comune - e la sfera del privato, lasciando così intravedere alcune intime consuetudini degli italiani. E' su questo pertugio che si affaccia lo guardo esterno - il passante che sbircia con la coda dell'occhio nei singoli accampamenti - o la visione gradevolmente antropologica di Gianni Mania che sa cogliere iconograficamente quella “privacy” effimera, catturando momenti di intimità che in pubblico creerebbero vero imbarazzo.
La visione del fotografo si sviluppa in un arco temporale ampio, simbolo ulteriore dell'attenzione e della capacità strutturale dedicata al progetto; gli scatti dei bagnanti risalgono al periodo 1998-2006, mentre il resto delle immagini è stato documentato nell'ultimo decennio.
Posture innaturali alla ricerca del sottile cono d'ombra, sguardi assonnati o vere e proprie “pennichelle” dopo un pantagruelico pranzo, scorci di gambe lattee dietro ai teli e anziani che – nonostante il sole diretto non sia più piacevole - per nulla rinuncerebbero a godersi a loro modo la spiaggia. Ma anche primi piani di uomini donne e bambini, felici di essere al mare, perché nulla è più bello e salutare del sole estivo in una delle più incantevoli isole del Mediterraneo!
Chiude il libro una serie di scatti suggestivi su vedute silenti dell'isola, quasi un contrappasso dopo tutto il rumore creato dalla massiccia presenza umana, permettendo così anche alla vista di riposare, di scorrere serafica su particolari iconici o estetici, di perdersi nei blu intensi del cielo e del mare o collezionare visivamente pezzi di storia del paesaggio - urbanizzato e non - che Gianni Mania ha saputo cogliere e restituire nelle pagine di questo riuscito libro fotografico.

Alessia Locatelli, Milano, 2017


Gianni Mania (Scicli/RG,1967), si avvicina al mondo della fotografia negli anni 80, facendo di una passione il proprio lavoro. Approfondisce le proprie conoscenze negli Stati Uniti dove ha frequentato stage di fotografia pubblicitaria e industriale. Nonostante l‘impegno professionale, non ha mai tralasciato la ricerca personale, proiettando il suo sguardo oltre che nella sua Sicilia anche oltre, dal Medio Oriente al Nord Africa, riuscendo negli anni a formare un ricco archivio di immagini. Dal 1993 ha partecipato a varie mostre collettive e personali, in Italia e all’estero. In Francia ha esposto accanto ai grandi nomi della fotografia internazionale, come Ronis, Koudelka, Biasucci, e Berengo Gardin.
In Italia ultima in ordine la personale a Roma presso l’Istituto di Cultura FranceseVerso l’infinito”, le collettive “Orme” presso le Ciminiere a Catania, “Artisti di Sicilia” a cura di Vittorio Sgarbi a Favignana e Catania.
Le sue ultime pubblicazioni fotografiche sono “Viaggio in Sicilia” con testo di Armando Masserenti, i “Planeta”, con testo di Oscar Giannino, “Vista Mare” Editoriale Giorgio Mondadori, con testo di Alessia Locatelli.
Vive e lavora a Scicli, dove gestisce uno studio fotografico e uno spazio espositivo aperto ai fotografi.
www.giannimania.it


Alessia Locatelli - Contemporary Art & Photographic Curator - Critic - alessia_locatelli@hotmail.com - skype: alelko


ChiamaMilano
Via Laghetto, 2,

20122 Milano MI
T. 02 7639 4142 - http://www.chiamamilano.it - chiamamilano@chiamamilano.it

Print Friendly, PDF & Email

Carnevale d’Arte a Venezia, Scuola Grande di San Teodoro, Venezia, 21- 24/02/2019

50° di Mistero Buffo”  Vernissage: giovedì 21 febbraio ore 18.00 presso la famosa Scuola Grande di San Teodoro a Venezia, a pochi passi dal Ponte di Rialto.


La “Mostra Evento” sul “50° di Mistero Buffo” alla Scuola Grande di San Teodoro a Venezia, è organizzata da Salvo Nugnes, per gli Appuntamenti di “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi.
Le immagini in mostra provengono dall’Archivio del Fondo Roberto Villa e testimoniano il lavoro di Dario Fo e Franca Rame, partendo dai lavori del 1960, nelle recite presso lo spazio dei sindacati, sono documenti fotografici unici; si passa poi agli anni ’60 a Genova e ’70, fino agli anni che vanno dal 1975 al 1990; poi alla famosa “Palazzina Liberty” di Milano, fino alla loro l’ultima presenza in scena, in coppia, nel 2012 al Teatro Dal Verme di Milano, ne “Il Picasso Desnudo”, su invito di Dario Fo.

Il programma prevede la presentazione dettagliata delle immagini esposte, moltissime realizzate in collaborazione e con la complicità di Dario Fo, da Roberto Villa.
L'argomento della presentazione, basato sulla rivoluzione del Linguaggio Teatrale, non solo italiano, dovuto all’apporto Recitativo e Letterario, Poetico e Visionario di Dario Fo e Franca Rame è illustrato sia dall'autore, sia da esperti del mondo del teatro e della musica, come Silvia Casarin Rizzolo, Direttore d’Orchestra Teatro La Fenice, da Jacopo Fo, scrittore,  Salvo Nugnes, manager nel mondo della cultura, e l’Assessore all’Urbanistica e Ambiente, Massimiliano De Martin.
La conversazione con il pubblico consente sempre di riferirne sia le motivazioni sia i dettagli unici dovuti all’esperienza vissuta al momento, consentendo di trasformare la mostra in un evento, nulla di più lontano da una esposizione di sole “foto appese” ad una parete.
Per l’occasione il Maestro Enrico Intra, pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra tra i più importanti nella storia del jazz europeo, fondatore e direttore di Musica Oggi, nonché docente e banleader della Civica Orchestra Jazz di Milano, ha composto e dedicato la Suite “Duo”.


“50° di Mistero Buffo”
Contributi di: Roberto Villa, Silvia Rizzolo, Jacopo Fo e Salvo Nugnes 
Dal 
21 al 24/02/2019
Inaugurazione: giovedì 21 febbraio ore 18.00
Informazioni: T. 0424 525190 - M. 388 7338297 - org@spoletoarte.it - www.spoletoarte.it
Come arrivare:
Partenza da Tronchetto:
VAPORETTO LINEA 2 DIREZIONE RIALTO. ARRIVO: FERMATA RIALTO D (circa 16 minuti). Poi a piedi: salizada Mazzini, campo S. Salvador (3 minuti)
PARTENZA DA PIAZZALE ROMA:
VAPORETTO LINEA 2 pontile S. Chiara (F) DIREZIONE RIALTO. ARRIVO: FERMATA
RIALTO D (circa 16 minuti) Poi a piedi: salizada Mazzini, campo S. Salvador (3 minuti)
VAPORETTO LINEA 1 pontile Parisi (D) DIREZIONE RIALTO. ARRIVO:FERMATA
RIALTO B (circa 22 minuti). Poi a piedi: ponte salizada Mazzini, campo S. Salvador (3 minuti).

Partenza dalla Ferrovia:
VAPORETTO LINEA 2 pontile B DIREZIONE RIALTO. ARRIVO: FERMATA RIALTO D
(circa 12 minuti) Poi a piedi: salizada Mazzini, campo S. Salvador (3 minuti)
VAPORETTO LINEA 1 pontile (E) DIREZIONE RIALTO. ARRIVO:FERMATA RIALTO B
(circa 19 minuti). Poi a piedi: ponte salizada Mazzini, campo S. Salvador (3 minuti).
A piedi da Piazzale Roma attraversare il ponte della Costituzione, quindi Lista di Spagna, ponte delle Guglie, strada Nova, Campo SS: Apostoli, campo S. Bartolomeo, campo S. Salvador (30 minuti circa).

Scuola Grande San Teodoro
San Marco, 4810
Campo San Salvador

VENEZIA

Print Friendly, PDF & Email

ti Porto in prigione: in transito. Un porto a San Vittore, Triennale di Milano, al 20/01/2019

Inaugurazione: 13 dicembre 2018, ore 18.00, Triennale di Milano


Una mostra fotografica, una collezione d’arte, un mese di conversazioni pubbliche e dibattiti, le interviste di Daria Bignardi a detenuti ed ex detenuti, un viaggio di immagini e parole con l’associazione Amici della Nave per mostrare il carcere com’è ma soprattutto come potrebbe essere: San Vittore e i suoi “residenti” approdano alla Triennale di Milano e nello stesso tempo l’istituto di piazza Filangieri apre le porte alla città.
Per raccontare il reparto di trattamento avanzato, La Nave, dove da sedici anni si curano i detenuti con problemi di dipendenza. E per dire che un “altro modo” di intendere la pena è “non solo possibile - come sintetizza Luigi Pagano, provveditore regionale del Dipartimento amministrazione penitenziaria - ma ormai sempre più necessario”.
ti Porto in prigione” inaugura il 13 dicembre 2018 alle ore 18,00 alla Triennale di Milano e fino al 20 gennaio 2019 sarà aperta al pubblico in questi due luoghi milanesi di alta potenza evocativa per la prima volta collegati tra loro in una iniziativa comune: la stessa Triennale e appunto la Casa Circondariale di San VittoreFrancesco Di Cataldo”.
L’iniziativa è composta da più elementi. Il primo è la mostra fotografica “In Transito. Un Porto a San Vittore” del fotogiornalista Nanni Fontana (allestimento di Cesare Ventura realizzato da Carlo Battaini, installazioni audio di Pietro Leddi, testi di Fabrizio Ravelli, progetto grafico di Eva Scaini, coordinamento di Cuca Manzella), un viaggio per immagini tra i detenuti e le tante attività da loro e con loro portate avanti nel reparto La Nave: un reparto di trattamento avanzato gestito dalla Asst Santi Paolo e Carlo e finalizzato alla cura e al recupero dei detenuti con problemi di dipendenza.
Quindi “Stanze Sospese” , progetto promosso da 5VIE art-design e presentato al Fuorisalone 2018 per la realizzazione di una cella-pilota con colori e arredi ripensati per “aiutare il detenuto nelle attività quotidiane, nella riabilitazione e nella dignità”.
A completare il viaggio del carcere alla Triennale un’opera di Marco Petrus  (“San Vittore” 2018 - olio su carta, 210x195) che l’artista ha realizzato appositamente per l’associazione Amici della Nave.
Nei quaranta giorni di esposizione sarà possibile entrare a San Vittore (su prenotazione) dove - sempre nell’ambito di “ti Porto in prigione” - viene allestita la mostra “Gianni Maimeri: la musica dipinta  (a cura di Andrea Dusio, allestimento di Silvia Basta e Francesca Martire). La selezione delle opere, comprendente la serie dei Musicisti e il Tabarin, proviene dalla collezione della Fondazione Maimeri e l’allestimento è stato presentato al pubblico il 7 dicembre in occasione della “Prima” della Scala con la proiezione di “Attila” nella Rotonda centrale di San Vittore.
Nelle sale della Triennale e nella Rotonda di San Vittore è in programma una doppia serie di incontri pubblici - tra loro collegati - sui temi del carcere, della finalità della pena e della sicurezza sociale.
Ora Daria  sono i colloqui (vedi programma) tra la giornalista e scrittrice Daria Bignardi e detenuti o ex detenuti sui temi del lavoro (18 dicembre), della dipendenza (10 gennaio) e della bellezza (15 gennaio). “Articolo 27  (vedi programma) fa riferimento all’art. 27 della Costituzione (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”) e nelle serate di confronto sui temi che riguardano “i delitti e le pene” saranno coinvolti magistrati, giuristi, imprenditori, professionisti, educatori: da Gherardo Colombo a Piercamillo Davigo, dal direttore del Ser.D. area penale e penitenziaria della Asst Santi Paolo e Carlo Riccardo Gatti alla vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia.

La registrazione e prenotazione per l’accesso a tutti gli eventi in programma all’interno di San Vittore si potrà fare in Triennale presso la sala Impluvium oppure scrivendo a: info.amicidellanave@gmail.com
Associazione AMICI della NAVE
Via Emilio Visconti Venosta, 4 - 20122 Milano
T. 02 54019605 - amicidellanave@gmail.com


Giacinto Siciliano, direttore della Casa Circondariale di San Vittore “Francesco Di Cataldo”: “La bellezza, l’arte e la cultura salveranno il mondo. Lo spirito e le finalità di “ti Porto in prigione” è quello di portare bellezza arte e cultura anche all’interno di un luogo dove apparentemente non possono stare e di mostrare che invece proprio in questi contesti esercitano più che altrove la propria capacità di trasformazione e miglioramento degli uomini. Lo spazio e il tempo sono i due ingredienti principali della vita di tutti noi, anche se non ci pensiamo. Ma chi sta in carcere ci pensa sempre: lo spazio misurato, il tempo della pena. Ecco perché, in questo caso più che mai, è importante che lo spazio sia pensato al meglio e che il tempo non venga “subìto” ma usato. Solo questa è la strada che porta al recupero e reinserimento delle persone: a beneficio loro e della società nel suo insieme”.
Stefano Boeri, presidente de La Triennale di Milano: “La Triennale e il carcere di San Vittore si trovano a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, ma la distanza tra queste due realtà è enorme. Portare le immagini della mostra fuori carcere, in un contesto espositivo aperto alla città, significa provare ad accorciare questa distanza e ripensare non solo alla vita dei detenuti, ma anche di rivedere, aggiornare e reiventare letteralmente gli spazi fisici dell’edilizia carceraria del nostro Paese. Il carcere ha sempre rappresentato un modello di città ed è importante che la città di Milano si confronti con quella che è oggi la struttura di San Vittore e, a partire da questa, possa re-immaginare un futuro diverso per la città stessa”.
Eliana Onofrio, presidente della Associazione Amici della Nave: “La nostra associazione è nata da poco, ma la nostra esperienza viene da lontano perché i fondatori sono gli stessi che da 16 anni partecipano, come professionisti o volontari, alla grande avventura che è La Nave. Il nostro proposito è molto semplice: moltiplicare all’esterno del carcere i percorsi avviati all’interno. E proporli anche ai cittadini. Il senso profondo di questo evento “bicefalo” con un’anima in Triennale e una a San Vittore sta proprio nella convinzione che oggi più che mai servano ponti e non muri. E che l’esercizio del verbo aprire, riferito alle menti più ancora che ai cancelli, sia sempre più produttivo che non il suo contrario”.
Marco Salmoiraghi, direttore generale della Asst Santi Paolo e Carlo: “Credo sia importante che qualsiasi soggetto o individuo sia riconosciuto dalla Società civile: solo chi è riconosciuto come persona può avere la possibilità di essere nuovamente incluso nella realtà esterna. La caratteristica de La Nave, la comunità di riabilitazione dell’Asst Santi Paolo e Carlo che si occupa di pazienti aff etti da dipendenze all’interno della Casa Circondariale di San Vittore, è quella di promuovere non solo una serie di attività sanitarie riabilitative di carattere educativo psicologico psichiatrico sul problema delle dipendenze ma di accompagnarle a ulteriori attività a loro volta terapeutiche, come il coro o la realizzazione di un giornale, con la collaborazione di numerosi volontari, all’interno di un percorso specifi co per ciascuna persona, destinato a continuare fuori”.
Gianni Maimeri, presidente della Fondazione Gianni Maimeri: “La mostra dei disegni dei Musicisti (1916- 1946) e del Tabarin ( 1914), il dipinto più rappresentativo di Gianni Maimeri (1884 - 1951) , è l’inizio di un percorso che stiamo intraprendendo e che vedrà non solo la realizzazione di mostre d’arte ma anche la presenza di artisti che insieme ai detenuti produrranno opere d’arte portando all’interno del carcere bellezza, arte e cultura”.
Luigi Pagano, provveditore regionale Dipartimento amministrazione penitenziaria: “Dobbiamo ammettere che le condizioni delle nostre carceri, da troppo tempo, non rispondono pienamente all’idea di una pena non contraria al senso di umanità e fi nalizzata al positivo rientro in società del reo. Ciò dovrebbe portarci a una seria rifl essione se non sia opportuno oggi pensare anche a modi diversi di punire che non siano la detenzione. Ma sino a che il carcere esiste non possiamo esimerci dal migliorarne la funzionalità applicando semplicemente quanto stabilito dalle normative esistenti. Sostenere e ampliare i percorsi che accompagnino il detenuto verso un positivo rientro nella comunità sociale, facilitando sinergie tra istituzioni e società civile, rappresenta l’unica soluzione per ridare effi cienza ed effi cacia al sistema, non quindi esercizio di buonismo bensì un investimento in sicurezza perché ogni persona recuperata è un pericolo in meno per tutti”.
Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo: “Difficile per ciascuno di noi capire cosa signifi chi l’esperienza del carcere. Per chi visiterà la mostra, per chi parteciperà ai dibattiti, sarà l’occasione per rifl ettere sulla condizione di chi vive in carcere. La giustizia passa anche per la pena e la detenzione, ma la considerazione umana nei confronti di chi ha sbagliato é un fattore che contraddistingue una società civile che nom dimentica gli ultimi, ne tanto meno chi vive dietro le sbarre. Occasioni di cultura e di dibattito come quelle previste da questo progetto sono uno strumento importante per ridare valore alle persone che vivono in carcere


Il contesto
Sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire un crimine. Recupero-reinserimento sociale di chi ha commesso un crimine. Entrambi questi concetti sono riconducibili a princìpi fissati dalla Costituzione italiana. Spesso però il dibattito pubblico li presenta come temi contrapposti. La realtà, certificata dai dati ufficiali del Ministero della Giustizia, è che una politica metodica volta al recupero e reinserimento dei detenuti “produce” assai più sicurezza sociale (leggi: minore recidiva) che non una politica basata sulla pura permanenza in carcere. Una tra le esperienze positive in questo senso, sul fronte non solo del recupero ma anche della cura, è quella portata avanti da 16 anni presso il reparto “La Nave” di San Vittore a Milano.

 La Nave
Dal 2002 al III raggio della Casa Circondariale di San Vittore a Milano esiste un reparto che si chiama “La Nave”. E’ un reparto di trattamento avanzato tuttora unico in Italia dedicato alla cura dei detenuti-pazienti con problemi di dipendenza. Fa parte del Servizio Dipendenze (Ser.D.) della Asst Santi Paolo e Carlo di Milano. Il servizio è rivolto a coloro che, in regime di detenzione o custodia cautelare, vengono valutati idonei e sufficientemente motivati a intraprendere un percorso di cambiamento in un contesto di cura e di responsabilizzazione. Il reparto ospita normalmente una media di circa 60 persone a cui viene proposto di seguire con costanza un programma composto da numerose attività - tra cui la redazione del mensile L’Oblò distribuito gratuitamente da Feltrinelli, un Coro già esibitosi in più occasioni anche all’esterno, oltre a diverse altre - studiate e coordinate da una équipe di professionisti supportati, per la realizzazione pratica delle attività stesse, da parecchi volontari.

La Associazione Amici della Nave
A sedici anni dalla nascita de La Nave un gruppo di persone impegnate per lavoro o per volontariato nelle attività del reparto ha fondato la Associazione “Amici della Nave”. La creazione dell’Associazione persegue un duplice scopo: 1) continuare a sostenere “fuori”  il percorso di cura e trattamento che i detenuti-pazienti della Nave intraprendono “dentro”, soprattutto da un punto di vista della cultura e della bellezza come ritrovamento di sé; 2) promuovere una sensibilità sempre più diffusa verso questo tipo di approccio proponendolo come opportunità per tutti, nella convinzione che l’integrazione e la partecipazione, il confronto, lo scambio, soprattutto ove orientati all’arte, alla cultura, alla bellezza, rappresentino sempre un arricchimento reciproco. A sottolineare il legame di forte collaborazione con il reparto La Nave, da cui ha preso vita, l’Associazione ha avviato la stipula di una convenzione con la Asst Santi Paolo e Carlo in corso di formalizzazione.

 In Transito. Un porto a San Vittore
La mostra “In Transito. Un porto a San Vittore” è un vastissimo reportage (circa 70 settanta immagini in bianco e nero) che il fotogiornalista Nanni Fontana ha potuto realizzare – d’intesa con il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria, la direzione di San Vittore e la Asst Santi Paolo e Carlo – seguendo per oltre un anno in prima persona le attività del reparto La Nave. La mostra fotografica è corredata da testi, pannelli e info-grafiche riguardanti i temi della legalità, del mondo del carcere, della prevenzione e cura delle dipendenze. Ma soprattutto testi scritti da detenuti. Brevi ma molto intensi, scelti tra quelli pubblicati su L’Oblò, il mensile realizzato nel reparto. Un impianto audio consentirà ai visitatori di vedere la mostra accompagnati dai “rumori del carcere” registrati nel corso di più giorni e notti tra le celle e i corridoi di San Vittore.

Nanni Fontana
Nato a Milano nel 1975, dopo la laurea in Economia all’Università Bocconi di Milano decide di cambiare strada e prende quella del fotogiornalismo. Autore da sempre di reportage socialmente impegnati su vari temi tra cui la salute di madri e figli, le minoranze etniche, le gang delkl’America Centrale, i bambini disabili in India, fino a le nuove generazioni sulle coste del Mediterraneo. Le sue foto sono state esposte in Italia e all’estero, così come su riviste e giornali italiani e stranieri vengono pubblicate. Ha vinto lo scorso anno l’Amerigo award, destinato aa giornalistiil cui lavoro suia servitor a migliorare le relòazioni tra Itralia e Stati Uniti.

Stanze Sospese
E’ un progetto realizzato da un team composto da architetti e designer ai quali era stato commissionato nel 2017 dall’allora direttore del carcere di Opera, Giacinto Siciliano, che passato all’inizio del 2018 a dirigere San Vittore ha sollecitato una riproposizione dello stesso progetto: 1 – prendere una normale cella di 9 metri quadri con dentro due individui (in teoria: spesso son di più) a contendersi i sei metri che restano e che sarebbero il limite fissato dall’Europa; 2 – riprogettarla pensando al benessere dei detenuti attraverso gli strumento del design, con materiali di recupero e in modo ecosostenibile.

Marco Petrus: “San Vittore” e il logo per “Amici della Nave”
Nato a Rimini nel 1960 e cresciuto a Milano, figlio d’arte - il padre Vitale Petrus (Kiev, 1934 – Milano, 1984) è un protagonista della scena artistica lombarda degli Anni 60 e 70 – Marco Petrus manifesta fin dall’inizio della sua carriera pittorica un grande interesse per l’architettura, in particolare per quella milanese soprattutto nel suo aspetto “archetipico-mitologico” tipico degli Anni 30 e 40. Col passare del tempo il suo segno lascia più spazio a un gioco sempre più rigoroso di linee e colori, in una ricerca di essenzialità della composizione che via via caratterizzeranno la sua ricerca. La sua svolta più recente lo ha portato a “congelare” la forma stessa del paesaggio urbano in un puro gioco di stilizzazioni astratte.
Marco Petrus ha dipinto la sua interpretazione di “San Vittore” (2018 – olio su carta, 210x195) espressamente per “ti Porto in prigione” e ha generosamente donato l’opera all’associazione “Amici della Nave”: per la quale ha anche realizzato, sempre come donazione, il logo che la contraddistingue.

La Fondazione Maimeri
La Fondazione Maimeri è nata nel 1997  in nome di Gianni Maimeri(1884-1951), artista lombardo, con l'obiettivo di promuovere l'arte e la cultura in ogni sua espressione. La fondazione organizza mostre con lo scopo di mettere nella giusta luce la personalità, lo stile e la ricerca di Gianni Maimeri. Dietro spinta di Silvia Basta, oggi la Fondazione progetta e coordina progetti volti a introdurre l’arte e la bellezza nei luoghi a cui riconosciamo un valore fondante e permanente per la nostra società convivenza, dalle strutture sanitarie agli istituti di pena, dalle scuole agli impianti sportivi di pubblico utilizzo, con particolare attenzione a quei presidi che si occupano della parte della cittadinanza più fragile e portatrice di bisogni di accoglienza e inclusione.

“Gianni Maimeri: la musica dipinta”
“Il Tabarin di Gianni Maimeri, cioè il pezzo forte della mostra allestita all’interno del primo raggio di San Vittore, è uno di quei rari dipinti che racchiude nello stesso tempo una città, una società e un universo lirico. Fu dipinto nel 1914, alla vigilia della Grande Guerra”. Lo scrive il curatore Andrea Dusio, il quale prosegue: “Grande appassionato di musica, Maimeri concepiva le sue tele come un'opera totale. E dei musicisti passati per Milano negli anni della sua piena attività, dal 1910 alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ci ha lasciato dei disegni che colgono con grande puntualità non solo la fisiognomica, ma anche il gesto esecutivo e, in qualche modo, il temperamento. Una serie per molti versi unica, che oggi è conservata presso l'Orchestra Verdi”.

Fondazione Cariplo
Il progetto è stato realizzato con Fondazione Cariplo impegnata nel sostegno e nella promozione di progetti di utilità sociale legati al settore dell’ arte e cultura, dell’ ambiente, dei servizi alla persona e della ricerca scientifica. Ogni anno vengono realizzati più di 1000 progetti per un valore di circa 150 milioni di euro a stagione. Fondazione Cariplo ha lanciato 4 programmi intersettoriali che portano in sé i valori fondamentali della filantropia di Cariplo: innovazione, attenzione alle categorie sociali fragili, opportunità per i giovani, welfare per tutti. Questi 4 programmi ad alto impatto sociale sono: Cariplo Factory, AttivAree, Lacittàintorno, Cariplo Social Innovation. Non un semplice mecenate, ma il motore di idee. (vedi www.fondazionecariplo.it).


ti Porto in prigione: in transito. Un porto a San Vittore
Triennale di Milano - Carcere di San Vittore

Dal 14/12/2018 al 20/01/2019
Progetto organizzato da: Associazione Amici della Nave
Fotografie: Nanni Fontana
A cura di: Gaia Light
Allestimento progetto: Cesare Ventura Architetto
Realizzazione: Carlo Battaini s.r.l.
Progetto grafico: Eva Scaini
Installazione Audio: Piero Leddi
Con la partecipazione di: Stanze Sospese
Inaugurazione: 13 dicembre 2018, ore 18.00, Triennale di Milano
Ingresso: libero
Orari: 10.30 - 20.30

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6
20121 Milano

Print Friendly, PDF & Email

Luigi Gattinara: Anima Canis, Ca’ Dei Vale, Basiglio, Milano, dal 30/11/2018 al 15/12/2018

 

Venerdì 30 novembre alle ore 18,30 a Ca’ Dei Vale, P.zza Monsignor Rossi 18, Basiglio (Milano), l’Associazione Rottweiler Rescue Italia Onlus e Dog Park 18 asd hanno presentato il progetto “Anima Canis” del noto fotografo Luigi Gattinara, storie di amicizie raccontate per immagini. Presenterà l’evento lo Storico e Critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso

Un viaggio lungo tredici fotografie che esplorano attraverso “l’Anima” (da qui il titolo della mostra) l’unicità del legame tra il cane e il suo padrone, entrambi capaci di accogliere, amare e comprendere. Relazioni che Gattinara ha saputo cogliere in ogni singolo scatto, giocando sapientemente con entrambi i soggetti, cosicché nell’articolarsi della composizione nessuno risulti attore o comprimario in una perfetta simbiosi.

La luce, come per tutti gli scatti di Gattinara, è sovrana. La composizione è pittorica, elegante, e traspone i soggetti in uno spazio senza tempo. La simbiosi tra i personaggi e i loro cani diventa racconto.

 

Le 13 fotografie esposte fanno parte del calendario 2019 messo in vendita per finanziare l’Associazione Rottweiler Rescue Italia Onlus (www.rottweilerescue.it), una organizzazione di volontariato senza scopo di lucro, costituita da un gruppo di volontari che hanno voluto impegnarsi concretamente per aiutare i 4 zampe in difficoltà, concentrandosi in particolar modo sui rottweiler e i loro derivati.

Nata nel 2010, come progetto di “Associazione per l’adozione del cane – Abbaiando si impara” è diventata dal 2016 associazione a se stante, Rottweiler Rescue Italia Onlus. Si occupa in maniera diretta, nei limiti delle sue possibilità economiche, di rottweiler (e derivati) abbandonati e/o maltrattati, ospitandoli in strutture di fiducia, recuperandoli sia dal punto di vista fisico che comportamentale e cercando di reinserirli presso famiglie serie e motivate all’adozione. L’associazione, inoltre, si batte contro il pregiudizio e la discriminazione, che troppo spesso accompagnano questi cani, cercando di fornire una corretta informazione sulla razza e sulla sua corretta gestione. Per svolgere tutto ciò, l’associazione si affida oltre che all’opera dei volontari anche di operatori qualificati nel settore della cinofilia, sia a livello veterinario che psicologico comportamentale.

T. 3473184240 - segreteria@rottweilerescue.it  - www.rottweilerescue.it

Luigi Castelli Gattinara di Zubiena, nato a Roma, usa la macchina fotografica da oltre quarant’anni. Sin da ragazzo, studente del liceo artistico, passa i momenti liberi fotografando orologi ed oggetti di casa, collocandoli lungo le passeggiate del Lungotevere. Le persone non lo interessano: “Hanno una vita, una storia e mi sembra quasi indiscreto fissarle con l’obiettivo. Le cose invece sono interlocutori muti e non condizionano”.
Da Roma si trasferisce a Milano, poi a Caracas, in Venezuela, e nuovamente nel capoluogo lombardo, dove attualmente vive e lavora.
Assieme agli scatti “quotidiani” per l’Advertising (collabora con le più prestigiose Agenzie Pubblicitarie Internazionali) coltiva e custodisce da sempre la passione per i pittori fiamminghi del diciassettesimo secolo, inondando di luce i soggetti delle sue opere e conferendogli una inusuale plasticità tridimensionale.
Scatti su tela”, qualcuno ha argutamente definito le sue opere.
Dal 2017 è Presidente della Triennale della Fotografia Italiana di cui è stato fondatore.
Una nutrita serie di personali in Italia come quella alla Villa Reale di Monza e all’estero, fra cui quelle prestigiose di Parigi, Berlino, Mentone, New York, Tokyo e Singapore hanno confermato Luigi Gattinara come testimone di questo modo d’essere fotografo nell’arte.

“Tutto è pulito, essenziale, moderno, poco carico, con un amore per il dettaglio mai didascalico, con una magia nella luce che sa anche descrivere le ombre. Si ha l’impressione che la luce che emanano questi ‘quadri’ sia sufficiente a farli muovere”
Rossana Bossaglia, critico e storico dell’arte.

Giorgio Gregorio Grasso, laureato in Scienze dei Beni Culturali, critico e storico d’arte e docente universitario, curatore di mostre d’arte nazionali ed internazionali, ideatore e conduttore di trasmissioni televisive sull’arte; Direttore Mediolanum Art Gallery, Padova; Presidente fondazione Arte Contemporanea. 1982; Capo segreteria Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia. 1985; Direttore della rivista “ARTERAMA” 1992; Capo della segreteria della Commissione Cultura della Camera. 2006; Capo di gabinetto, Assessorato alla Cultura, Comune di Milano. 2009; Assessore alla Cultura, Comune di Salemi. 2011; Coordinatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, diretto da Vittorio Sgarbi; Consulente per la cultura del presidente della Provincia di Cuneo; Curatore “Milano Expo International Contemporary Art”; Curatore Biennale Internazionale d’Arte sulle Dolomiti; Curatore Biennale Internazionale d’Arte di Bari; Curatore Padiglione Armenia della Biennale di Venezia; Curatore prima Triennale della Fotografia Italiana, Venezia; Autore del libro “Il Critico e le modelle”


Luigi Gattinara: AnimaCanis
Presenta
: lo Storico e Critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso

Ore: 18,30

Ca’ Dei Vale
P.zza Monsignor Rossi 18
Basiglio (Mi)



 

 

Print Friendly, PDF & Email