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Archivi categoria : Mostre Estero

Shuzo Azuchi Gulliver, Cinematic Illumination, Floor 4, Studio, MoMA, NewYork, March 28- April 26, 2020

Il Museum of Modern Art, il MoMA PS1 e i MoMA Stores di New York City sono stati chiusi temporaneamente, COVID-19.  Aggiornamenti da annunciare.

Last chance Through Apr 26 MoMA

Shuzo Azuchi Gulliver. Illuminazione cinematografica. 1968-1969. Vista dell'installazione, Japanese Expanded Cinema: Revisited, Tokyo Photographic Art Museum, 2017. Courtesy the artist and Tokyo Photographic Art Museum

Nel 1969, Shuzo Azuchi Gulliver concepì un evento immersivo di immagini in movimento creato da immagini raggianti di 18 proiettori di diapositive nella discoteca di Tokyo Killer Joe's.
L'illuminazione cinematografica risultante ha avuto l'effetto di trasformare la proiezione del film fotogramma per fotogramma in un ambiente a 360 gradi destinato a fondersi con il suono, le luci e i corpi in movimento nel locale sotterraneo. Azuchi Gulliver ha creato le quasi 1.500 diapositive da filmati di azioni quotidiane e immagini di riviste, impregnando una delle opere di proiezione multipla più spettacolari del periodo con un atteggiamento fai-da-te.

Shuzo Azuchi Gulliver. Illuminazione cinematografica . 1968-1969. Performance presso Killer Joe's, Tokyo, per l'Intermedia Arts Festival, 1969. Per gentile concessione dell'artista

L'illuminazione cinematografica è stata originariamente creata per l'Intermedia Arts Festival, organizzato nel 1969 da artisti giapponesi associati al movimento Fluxus. Questa presentazione presenta in anteprima il recente restauro e l'acquisizione dell'opera del Dipartimento dei Media e delle prestazioni del MoMA, sulla base della rivoluzionaria ricostruzione del Tokyo Photographic Art Museum nel 2017.
La prima mostra di un'installazione storica di immagini in movimento nel Kravis Studio, porta gli anni '60 alla vita su larga scala, intrecciando la storia internazionale dell'arte d'avanguardia, approcci sperimentali al cinema e l'incontro di arte e tecnologia negli spazi della vita notturna.
Organizzato da Sophie Cavoulacos, Assistant Curator, Department of Film
Shuzo Azuchi Gulliver: l'Illuminazione cinematografica coincide con More Than Cinema: Motoharu Jonouchi e Keiichi Tanaami, in mostra a Pioneer Works questa primavera, organizzato da Ann Adachi-Tasch, Go Hirasawa e Julian Ross di Collaborative Cataloging Japan.
La mostra è presentata come parte della Hyundai Card Performance Series.
Il generoso supporto è fornito da The Sarah Arison Fund for Performance.

Shuzo Azuchi Gulliver, @ Gianni Marussi, 2019

Shuzo Azuchi Gulliver, @ Gianni Marussi, 2019

Shuzo Azuchi Gulliver, artista e filosofo, oggi vive a Tokyo, ma è nato a Otsu, Shiga Pre, quasi settant’anni fa (1947), vale a dire nella zona del Gruppo Gutai, gruppo che ha frequenta e con il quale ha condiviso le prime esperienze artistiche. giovanissimo ha poi preso parte al gruppo Fluxus, ma la vista dei lavori di Marcel Duchamp e l’incontro con Erwin Schrodinger (fisico e matematico austriaco di grande importanza per i contributi fondamentali dati alla meccanica quantistica), gli hanno fatto rivedere molti aspetti del suo linguaggio spingendolo sempre più verso il mondo dei segni, dei simboli e di una grafia i cui significati sconfinano nella filosofia, etimologicamente intesa come “amore per la sapienza”. La poetica di Azuchi s’inscrive nella scelta iniziale del corpo come indagine progettuale (da cui nascono azione performative, disegni, fotografie e forme tridimensionali) e della conseguente condizione umana, che lo ha portato ad analizzare le tracce dell'esistenza, decifrandone e decostruendone gli elementi per riportarli agli archetipi, perlustrando contestualmente il micro e il macro cosmo con l’intento di trovarne le leggi prime (si vedano come Forme nello spazio eATCG - Dna e Anomale posture del corpo). Un lavoro meditativo, profondo, che ha generato nuovi alfabeti e ha ridisegnato la mappatura della genetica esistenziale, sottolineando l’importanza del vuoto, del tempo e dello spazio assoluto.
Shuzo Azuchi Gulliver è uno tra i più interessanti esponenti della corrente Fluxus molto attiva in quel paese a partire dagli anni sessanta.
Appartengono alla filmografia sperimentale di quel periodo le opere proiettate dal 23 al 27 gennaio 2016 alla Tate Gallery di Londra, comparse in Italia nella mostra “ Avanguardie giapponesi degli anni 70” allestita nel ‘92 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Numerose sono state le presenze del lavoro di Azuchi in Italia, tra le tante si ricordano: nel 1993 all’Unimedia di Genova, accompagnato da un testo di Viana Conti intitolato Orizzonte e nel 2004 alla Fondazione Mudima di Milano con una personale a cura di Eleonora Fiorani. Inoltre, il suo lavoro è stato promosso in Italia da 10.2! international research contemporary art di Milano, dove è stato più volte presentato in mostre collettive e personali come alla Galleria Spaziotemporaneo nel 2016 e nel 2018.



Azuchi
ha esposto più volte anche in Europa (Belgio, Germania, Italia, Olanda, Slovenia), come attesta il suo lungo curriculum, ma di recente l’interesse delle importanti istituzioni per il suo lavoro si è intensificato: il 23 gennaio 2016 all' International Film Festival Rotterdam sono state proiettate tre sue opere cinematografiche e altrettanto è stato fatto alla Tate Modern di Londra.

The Museum of Modern Art, MoMA PS1, and the MoMA Stores in New York City have closed temporarily. Updates to be announced.

In 1969, Shuzo Azuchi Gulliver conceived of an immersive moving-image event created by beaming images from 18 slide projectors across the Tokyo discotheque Killer Joe’s. The resulting Cinematic Illumination had the effect of transforming frame-by-frame film projection into a 360-degree environment intended to meld with the sound, lights, and moving bodies in the underground venue. Gulliver created the nearly 1,500 slides from film footage of everyday actions and magazine imagery, imbuing one of the period’s most spectacular multiple projection works with a do-it-yourself attitude.

Gulliver had staged performances since he was a teenager in the Kansai region, before hitchhiking to Tokyo in 1967 with the intent to pursue filmmaking. There, Gulliver joined a vibrant scene in which art was staged outside of gallery spaces and cinema was expanded to multiple projections or moved off-screen entirely. This dynamic interdisciplinary mix unfolded against the backdrop of a booming postwar youth culture that tapped into global psychedelia and ignited critical debates about technology, politics, and Japanese-US relations.

Cinematic Illumination was originally created for the Intermedia Arts Festival, organized in 1969 by Japanese artists associated with the Fluxus movement. This presentation premieres the recent restoration and acquisition of the work by MoMA’s Department of Media and Performance, building on the groundbreaking reconstruction at the Tokyo Photographic Art Museum in 2017. The first exhibition of a historical moving-image installation in the Kravis Studio, it brings the 1960s to life on a large scale, interweaving the international history of avant-garde art, experimental approaches to film, and the meeting of art and technology in nightlife spaces.

Organized by Sophie Cavoulacos, Assistant Curator, Department of Film

Shuzo Azuchi Gulliver’s Cinematic Illumination coincides with More than Cinema: Motoharu Jonouchi and Keiichi Tanaami, on view at Pioneer Works this spring, organized by Ann Adachi-Tasch, Go Hirasawa, and Julian Ross of Collaborative Cataloging Japan.


ミッション(保存、記録、アクセス)

2015年に設立されたアメリカ、フィラデルフィアの非営利団体、コラボラティブ・カタロギング・ジャパン(CCJ)は戦後日本の実験映画とビデオ作品(1950-1980s)を所蔵するコレクション、及び美術館、大学、図書館、アーカイブ、個人コレクションと一緒に記録保存に関する課題を考え、ソルーションへ向けて活動をします。そして研究者や一般へその資料のアクセスを提供することを目的としています。

そのコレクション機関や個人とパートナーシップをくみ、統一的メタデータの抽出を考えることで共有可能なデータベース制作へのインフラ構築を目指します。その記録制作の作業に加えCCJは作品自体の保存のサポートを通し実験映像レガシーのメインテナンスのアシストをします。さらに日本国外での展覧や上映プログラムを通してレガシーの海外で紹介をします。また関連資料を一般に公開するプランによって世界のキュレーター、アーキビスト、研究者、アーティスト、学生のリサーチに貢献することを目標としています。

活動内容と運営について

活動内容:

    作品のメタ・データ収集とメディア保存状態のアセスメント
コレクションのメタ・データ抽出とその情報のメインテナンス、そして保存状態の調査のアシスタンスをします。
    カンフェレンス & ワークショップ(日本)
日本で行われるワークショップでは欧米の美術館やアーカイブでのケース・スタディやメソッド、今日用いられているベスト・プラクティスなどを紹介します。
    オンライン・リソース
すでにインターネットで英語で公開されているメディア保存、展覧、修復などについて書かれているリソースを和訳し、ウェブ上で公開します。
    一般向けイベント(アメリカ)
CCJの活動対象となる作品のアメリカでの上映会やパネル・トークを通して新しいスカラーシップの発表場、そしてこれまで展覧されなかった作品の紹介、プロモートをします。
    保存
コレクション保持者/施設が行う作品の保存企画をファンドレイジングや企画のマネージメントなどを通してサポートします。
    デジタル・アーカイブ
研究者とコレクションのニーズを考えそれをつなげるブリッジを作ることをゴールの一つとしています。

こちらから2016年度の活動内容がご覧になれます(英語のみ)。

collaborative / 共同のメソッドについて

共同というメソッドは日本の戦後実験映像作品の目録作り、そして保存における難点の解決の可能性を広げます。その難点とは1)実験映像を専門とし、保存やアクセスを提供するアーカイブ施設の不足 2)実験映像作品の保存へ向けた資金や助成プログラムのリミット 3)実験映像作品やその資料の国際的なアクセスの困難です。一つのアーカイブ施設が行うのではなく、複数の機関が作品のアセスメントをし、保存の課題を協議することで効率良く保存活動の策略を立てることを目指しています。共同グループとして個人や機関が各自の資金、技術のリソースやニーズ、プライオリティーを当て合わせ、パートナーシップをくんだ保存プロジェクトの実現を試みています。

作品の対象について

CCJの活動は日本の戦後実験映像史の記録を残すためにメディア保存やアーカイブを必要としている作品を中心としています。リサーチと保存を対象とする作品の制作は1950-1980年代とし、以下のカテゴリーを含めます。

  • 実験映画—8mm, 16mm, and 35mm フォーマット (シングル・チャンネル、マルチ・スクリーン、インスタレーション)
  • 初期の日本のビデオ・アート(シングル・チャンネル、マルチ・スクリーン、インスタレーション)
  • 日本の美術史に関連性のあるアニメーション作品
  • 日本の美術史に関連性のあるパフォーマンスやイベントの記録 (音楽、演劇、パフォーマンス作品、イベントなど)
  • 自主制作のドキュメンタリー作品
  • 実験性のあるテレビ・プログラム

MoMA, Department of Communications and Public Affairs The Museum of Modern Artpressoffice@moma.org - https://www.moma.org/calendar/exhibitions/5205

Shuzo Azuchi Gulliver - gulliver@s6.dion.ne.jp



MoMA
The Museum of Modern Art
11 West 53 Street
Manhattan
New York, NY 10019
United States

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Fernanda Fedi: Fughe, Galerie Quadrige, Nizza, Francia, dal 14/02 al 14/03/2020

Vernissage giovedi 13 febbraio ore 18:00


Mostra personale FERNANDA FEDI: FUGHE
Dal 14 febbraio al 14 marzo 2020

In questa occasione verrà presentato un portfolio con cinque tavole originali dell’artista ‘La Musique, éperdument’, edito in 50 esemplari con testo poetico stampato a caratteri mobili di Alain Freixe  e un CD di Franco Ballabeni - Gianluigi Nuccini.

Informazioni: T.  04 93 877440 - contact@galerie-quadrige.com

Galerie Quadrige - Art Contemporain
14, avenue Pauliani
06000 Nice
France

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WopArt, Work on Paper Fair, 4ª Edizione, Centro Esposizioni Lugano, CH, dal 19 al 22/09/2019

Dal 19 al 22 settembre 2019, il Centro Esposizioni Lugano accoglie la quarta edizione di WopArt - Work on Paper Fair, la fiera internazionale dedicata prevalentemente alle opere d’arte su carta fondata da Paolo Manazza, con 7.000 mq di esposizione, 102 espositori provenienti da 16 Paesi del mondo, lo spazio delle gallerie suddiviso in 4 sezioni, 7…
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Hodler – Segantini – Giacometti, Capolavori della Fondazione Gottfried Keller, Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), Lugano, CH, dal 24/03 al 28/07/2019

Dal 24 marzo al 28 luglio 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), in collaborazione con il Museo Nazionale Svizzero di Zurigo e l’Ufficio Federale della Cultura, presenta una grande esposizione dedicata alla collezione della Fondazione Gottfried Keller, una delle più importanti collezioni nazionali d’arte svizzera dal XII al XX secolo.
 
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Ferdinand Hodler, Abend am Genfersee (Sera sul Lago Lemano)1895, Olio su tela, 100 x 130 cm, Kunsthaus Zürich   © Kunsthaus Zürich


 
La mostra riunisce i principali capolavori della raccolta d’arte federale custoditi nei musei elvetici, tra cui opere di Hodler, Segantini e Giacometti, a quasi 60 anni dall’ultima presentazione pubblica. L’esposizione, curata dal direttore Tobia Bezzola e da Francesca Benini, collaboratrice scientifica del museo, comprende principalmente opere pittoriche del XIX e XX secolo, con significative incursioni nei centenni precedenti, che documentano alcune delle figure maggiori di artisti svizzeri.

 
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Ferdinand Hodler, Der Auserwählte (L’Eletto), 1893 - 1894, Tempera e olio su tela, 219 x 296 cm, Kunstmuseum Bern © Kunstmuseum Bern


 

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Félix Vallotton, Nature morte (Natura morta), 1914, OIio su tela, 65.5 x 81.3 cm, Musée cantonal des Beaux-Arts, Lausanne © Musée cantonal des Beaux Arts, Lausanne Foto: Jean-Claude Ducret


L’allestimento si apre con La Vergine dei Mercedari di Giovanni Serodine (1620-1625, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst), attraversa il Settecento con importanti opere di Liotard, Petrini, Wolf, Füssli e Sablet per giungere all’Ottocento di Calame, Zünd, Böcklin, Koller, Anker, Hodler, Segantini e molti altri. All’atto costitutivo della Fondazione Gottfried Keller nel 1891, Arnold Böcklin fu nominato da Lydia Welti-Escher membro della Commissione; con lui anche il pittore Albert Anker designato dal Consiglio federale. In mostra, l’artista basilese è rappresentato da opere fondamentali, tra cui Die Toteninsel(L’Isola dei morti, 1880, Kunstmuseum Basel), celebre esempio della sua pittura evocativa. Il dipinto fu acquistato nel 1920 per il Kunstmuseum Basel, in concomitanza con un altro capolavoro della pittura svizzera. Si tratta di Der Auserwählte (L’Eletto, 1893-94) di Ferdinand Hodler per il museo cittadino bernese, in cui l’artista segue un principio compositivo basato sulla simmetria, che diventa carattere distintivo della sua pittura simbolista. L’opera è esposta assieme al paesaggio Abend am Genfersee (Sera sul Lago Lemano, 1895, Kunsthaus Zürich), tra i soggetti preferiti di Hodler per quanto riguarda questo genere.
Giunge eccezionalmente a Lugano il maestoso trittico ispirato alle Alpi - La Natura, La Vita, La Morte- (1896-1899) di Giovanni Segantini, in deposito al Museo Segantini di St. Moritz ed esposto per la prima volta nuovamente al sud delle Alpi dal 1899. Il suo acquisto risale al 1911, momento culminante della storia della Fondazione che permise al museo engadinese di arricchire il nucleo di lavori dell’artista. Il trittico rimarrà al MASI oltre la chiusura dell’esposizione, al centro dell’allestimento Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini, affiancato a importanti paesaggi coevi delle raccolte del MASI.
Con Meyer-Amden e Auberjonois, i primi artisti contemporanei a figurare nella collezione negli anni Sessanta, Amiet, Vallotton, Itten e Giacometti si entra nel secolo successivo. Nel XX secolo, Felix Vallotton riscopre con altri artisti del suo tempo il tema della Natura morta: lo testimonia un lavoro del 1914 proveniente dal Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna. Unica scultura esposta è Buste di Annette (Busto di Annette, 1964, Musée d’art et Histoire Genève) di Alberto Giacometti: nel volto della donna si percepiscono l’energia e il movimento che caratterizzano i lavori dello scultore svizzero.

 
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Veduta del trittico La Natura, La Vita, La Morte di Giovanni Segantini, Museo Segantini, St. Moritz, © Museo Segantini, St. Moritz, Foto: Flury


In mostra sono infine presenti alcune opere che costituiscono il patrimonio artistico ticinese, custodite dal MASI e da altri musei della regione. Tra cui due lavori di Filippo Franzoni, Autoritratto (1900-05) e Saleggi di Isolino (1890-95), rispettivamente della collezione della Città di Lugano e del Cantone Ticino; la già citata Vergine dei Mercedari(1620-25) di Giovani Serodine in deposito presso la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst; Dame in Pelz (1919) di Cuno Amiet dalla Pinacoteca Casa Rusca, Locarno.
In concomitanza con l’esposizione al MASI, dal 14 febbraio al 22 aprile 2019 il Museo nazionale svizzero di Zurigo ripercorre la storia della Fondazione Gottfried Keller e la varietà della sua raccolta attraverso oggetti pregiati, come opere di oreficeria, pittura su vetro, disegni, dipinti e sculture realizzate tra il XII e il XX secolo. Poste sotto il patronato della Confederazione, le esposizioni di Lugano e Zurigo hanno luogo in occasione dei 200 anni dalla nascita di Alfred Escher, padre di Lydia Welti-Escher, fondatrice della Fondazione, e di Gottfried Keller, a cui è dedicata.

Lista degli artisti in mostra
Giovanni Serodine (1594 ca –1630)/ Giuseppe Antonio Petrini (1677–1759)/ Jean-Etienne Liotar (1702–1789)/ Caspar Wolf (1735–1783)/ Johann Heinrich Füssli (1741–1825)/ Jacques Sablet (1749–1803)/ Louis-Léopold Robert (1794-1835)/ Charles Gleyre (1806 -1874)/ Alexandre Calame (1810–1864)/ Albert Anker (1810-1864)/ Barthélemy Menn (1815-1893)/ Arnold Böcklin (1827-1901)/ Robert Zünd (1827-1909)/ Rudolf Keller (1828-1905)/ Frank Buchser (1828-1890)/ Otto Frölicher (1840-1890)/ Ferdinand Hodler (1853-1918)/ Filippo Franzoni (1857–1911)/ Giovanni Segantini (1858-1899)/ Albert Welti (1862-1912)/ Félix Vallotton (1865- 1925)/ Giovanni Giacometti (1868-1933)/ Max Buri (1868-1915)/ Cuno Amiet (1868-1961)/ Alice Bailly (1872–1938)/ Réne Auberjonois (1872-1957)/ Adolf Dietrich (1877-1957)/ Otto Meyer-Amden (1885-1933)/ Johannes Itten (1888-1967)/ Albert Müller (1897-1926)/ François Barraud (1899-1934)/ Alberto Giacometti (1901-1966).


La Fondazione e la Collezione Gottfried Keller
La Fondazione Gottfried Keller fu costituita nel 1890 da Lydia Welti-Escher, figlia ed erede dell'uomo politico, pioniere dell'industria e imprenditore ferroviario Alfred Escher. Lydia Welti-Escher lasciò in eredità alla Confederazione Svizzera gran parte del suo patrimonio vincolando la donazione all'acquisto di importanti opere d'arte per i musei svizzeri. Il nome della Fondazione fa riferimento all’amico di famiglia Gottfried Keller, famoso poeta e pittore svizzero. Sin dalla sua costituzione, la Fondazione prevede per statuto una Commissione di cinque membri, nominati ancora oggi dal Consiglio federale per un mandato di quattro anni. La Commissione ha l’incarico di acquistare le opere d’arte, le quali sono di proprietà della Confederazione svizzera e, nello spirito del federalismo, di distribuirle ai diversi musei svizzeri sotto forma di prestito permanente.
Nei primi anni della sua attività, la Fondazione Gottfried Keller fu decisiva nell’impedire la vendita all’estero di beni culturali e nel riportare in Svizzera importanti opere. Ancora oggi, in stretta collaborazione con i singoli musei, è costantemente impegnata nell’acquisizione di opere d’arte significative per il nostro Paese. La collezione è oggi una delle più importanti collezioni d’arte svizzera dal XII al XX secolo e si compone di oltre 6'400 opere d’arte, depositate in circa 70 musei e altre 30 istituzioni in 23 Cantoni svizzeri. Sono rappresentate quasi tutte le discipline e tecniche dell’arte e dell’arte applicata, spaziando dall'oreficeria alla fotografia; facevano inoltre parte della collezione anche alcuni immobili, come il complesso conventuale di San Giorgio a Stein am Rhein e il castello di Wülflingen a Winterthur, che nel frattempo sono stati ceduti alla Confederazione.


Catalogo
Le mostre sono accompagnate dalla pubblicazione Capolavori della Fondazione Gottfried Keller, edita da Edizioni Casagrande (in italiano) con Scheidegger & Spiess (in tedesco e in francese), che presenta immagini a colori delle opere esposte; schede tecniche di Heidi Amrein, Francesca Benini, Christian Hörack, Erika Hebeisen, Mylène Ruoss, Christian Weiss e Franz Zelger, oltre al saluto del Consigliere federale Alain Berset, alla prefazione dei direttori Tobia Bezzola (MASI Lugano) e Andreas Spillmann (Museo nazionale svizzero) e all’introduzione del direttore delle Collezioni d’arte della Confederazione Andreas Münch.


Mediazione culturale
Oltre alle consuete visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica alle 11:00, sono previste per tutta la durata della mostra numerose attività di mediazione culturale volte a favorire la fruizione da parte del pubblico e a trasformare la visita in un’esperienza arricchente ed emozionante.
Il programma è disponibile sul sito www.edu.luganolac.ch.


Programma espositivo
Nel 2019 il MASI è impegnato in importanti progetti con musei e artisti svizzeri e internazionali. A fianco della mostra Hodler - Segantini - Giacometti. I capolavori della Fondazione Gottfried Keller, il museo presenta, assieme all’Aargauer Kunsthaus, un’esposizione dedicata al surrealismo in Svizzera (Surrealismo Svizzera, fino al 16 giugno 2019). Seguirà Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini (dal 25 agosto al 10 novembre 2019), un progetto espositivo che ruota attorno all’eccezionale presenza del trittico La Natura, La Vita, La Morte di Giovanni Segantini, mettendolo in relazione con una selezione di opere delle raccolte del MASI. Il Museo presenterà poi gli artisti svizzeri Franz Gertsch, con un suo stesso disegno curatoriale (dal 12 maggio al 22 settembre 2019) e Julian Charrière, con il progetto interdisciplinare Towards No Earthly Pole (dal 27 ottobre 2019 al 14 marzo 2020); infine il fotografo americano William Wegman, del quale ospiterà la prima tappa europea del suo ultimo progetto Being Human (dall’8 settembre 2019 al 5 gennaio 2020).

Esposizioni in corso
Surrealismo Svizzera
LAC. fino al 16.06.2019

Prossime esposizioni

A Collection in Progress – Nature is what we see

Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, dal 29.03 al 16.06.2019

Gertsch – Gauguin – Munch Cut in Wood
LAC, dal 12.05 al 22.09.2019

Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini

LAC, dal 25.08 al 10.11.2019

William Wegman: Being Human

LAC, dal 08.09.2019 al 05.01.2020

Marisa Merz

Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, dal 22.09.2019 al 12.01.2020

Julian Charrière
Towards No Earthly Pole
LAC, dal 27.10.2019 al 14.03.2020

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Johann Heinrich Füssli, Die Sünde vom Tod verfolgt (Peccato inseguito dalla morte)1794-1796, Olio su tela, 119 x 132 cm, Kunsthaus Zürich © Kunsthaus Zürich

Hodler - Segantini - Giacometti
Capolavori della Fondazione Gottfried Keller
A cura di: Tobia Bezzola e Francesca Benini
Dal 24 marzo al 28 luglio 2019
Orari: Martedì - domenica: 10:00 – 18:00 Giovedì aperto fino alle 20:00 Lunedì chiuso
Ingresso: Le tariffe e la lista completa di riduzioni e agevolazioni sono consultabili direttamente sul sito del Museo. Vendita online www.masilugano.ch www.luganolac.ch
Informazioni: T. +41 (0)58 8664240 - info@masilugano.chwww.masilugano.ch
Visite guidate e laboratori creativi: T. +41 (0)58 866 4230 - lac.edu@lugano.ch

Uffici Stampa MASI: LAC Lugano Arte e Cultura Ufficio comunicazione - T.+41 (0)58 866 4214 - lac.comunicazione@lugano.ch
Uffici Stampa MASI ITALIA: ddl+battage - Alessandra de Antonellis - alessandra.deantonellis@ddlstudio.net - T. +39 339 3637388; Margherita Baleni - margherita.baleni@battage.net - M. +39 347 4452374 - T 02 89052365 - ddlarts@ddlstudio.netddlstudio.net ddlstudio.net/arts

Museo d’arte della Svizzera italiana MASI
LAC Lugano Arte e Cultura 
Piazza Bernardino Luini 6 
CH - 6901 Lugano

 

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Lucio Fontana: On the Threshold, The Met Breuer, New York, NY, Stati Uniti, fino al 14/04/2019

Al Met Breuer si è inaugurata mercoledì 23 gennaio la mostra principale su Lucio Fontana. La stessa sera lIstituto Italiano di Cultura ha aperto una mostra dedicata all’influenza di Lucio Fontana sull’arte italiana. Mentre la sede principale del Metropolitan Museum e il Museo del Barrio espongono ognuno una singola opera ambientale dell’artista.

La mostra Lucio Fontana: On the Threshold è in corso fino al 14 aprile al Met Breuer sede del Metropolitan Museum, dedicata all’arte del XX e XI secolo.
Questa è la prima retrospettiva che gli Stati Uniti dedicano all’artista italo-argentino in più di quattro decenni.

Lucio Fontana, Ritratto di Teresita, 1940. Fondazione Lucio Fontana, Milano © 2019 Fondazione Lucio Fontana Artists Rights Society (ARS), New York SIAE, Roma

Le oltre ottanta opere in mostra, selezionate in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, sono disposte tra il terzo e quinto piano del Met Breuer. Comprendono sculture, ceramiche, dipinti, disegni e ambienti realizzati tra il 1931 e il 1968 e due delle principali opere dell’artista che Intesa Sanpaolo ha prestato: Concetto spaziale: la Luna a Venezia, 1961, e Concetto spaziale: attese, 1967.

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé, 1899 - Comabbio, Varese, 1968), Concetto spaziale. Attese
1967, idropittura su tela, bianco, 81 x 65 cm

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé, 1899 - Comabbio, Varese, 1968) Concetto spaziale: la Luna a Venezia, 1961, acrilico e vetri su tela , 150 x 150 cm

Lucio Fontana: On the Threshold—the first retrospective of the Argentine-Italian artist in the United States in more than four decades—will reassess the legacy of this key postwar figure through a selection of exquisite sculptures, ceramics, paintings, drawings, and environments made between 1931 and 1968. The founder of Spatialism and one of the most innovative artists of the 20th century, Lucio Fontana (1899–1968) is widely known for his series of slashed paintings from 1958 known as the Cuts (Tagli) that became symbols of the postwar era. The exhibition at The Met Breuer will present extraordinary examples of this iconic series, and will also explore Fontana’s beginnings as a sculptor and his pioneering work with environments, contextualizing the radical nature of the Cuts within the artist’s broader practice.
The exhibition is made possible by The International Council of The Metropolitan Museum of Art.
Additional support is provided by the Jane and Robert Carroll Fund and the Aaron I. Fleischman and Lin Lougheed Fund, and the Modern Circle.
It is organized by The Metropolitan Museum of Art in collaboration with the Fondazione Lucio Fontana.
Fontana radically expanded the picture plane into a third dimension. His groundbreaking approach represents a seismic moment for 20th- century art, transforming paintings, sculptures, and objects into new concepts of space and experimental environments,” said Max Hollein, Director of The Met. “A witness to the historical, cultural, and technological developments that defined the postwar period, his work reflects the influence of a wide range of styles from art history and an irreverence towards hierarchies and conventions”.
“In addition to exploring Fontana’s early foray into sculpture and ceramics, it was his audacious laceration of the flat single-color canvas of 1958 that has come to identify him one of the most iconic artists of the 20th-century. A dual citizen of Argentina and Italy, his work reflects a variegated sensibility that through the exhibition’s many highlights makes us aware of the radical essence of painting—literally slashing through the surface of history to open up a door to another time and spatial dimension”, said Sheena Wagstaff, Leonard A. Lauder Chairman of Modern and Contemporary Art.

Though known primarily as a painter, Fontana was well into his career when, in 1949, he used a canvas for the first time. The exhibition will present examples of his first series of perforated paintings titled Holes (Buchi), as well as paintings loaded with heavy impasto or incrusted with Murano glass that preceded the Cuts (Tagli).
On the Thresholdunpacks Fontana’s approach to painting by reevaluating his work in sculpture and decorative arts. His early career was marked by a period of fertile experimentation, whether challenging sculptural norms in Italy by using clay or actively participating in the Argentine avant-garde, Fontana’s early work from the 1930s and 1940s point toward the transgressive nature of his slashes two decades later. The show will present highlights from this period, including sculptures of women, warriors, and delicate ceramics inspired by undersea imagery.
Through Spatialism, Fontana pursued a synthesis of the arts, and his multidisciplinary approach expanded the notion of the art experience to embrace the surrounding space. He was a pioneer of environments—what he called Ambienti spaziali—and his experiments with light and space, including his use of neon, set the course for exciting future developments in environments and installation art. On the Thresholdwill include the reconstruction of the artist’s monumental neon arabesque Neon Structure for the Ninth Milan Triennial (1951) (opening January 28 and will be on view in gallery 913 at The Met Fifth Avenue) as well as two immersive installations never before presented in this country: Spatial Environment “Utopias,” at the Thirteen Milan Triennial(1964) and Spatial Environment in Red Light(1967).

Lucio Fontana: On the Threshold is curated by Iria Candela, Estrellita B. Brodsky Curator of Latin American Art in The Met’s Department of Modern and Contemporary Art, with assistance from Aimé Iglesias Lukin, Research Associate, Department of Modern and Contemporary Art.
Following its presentation at The Met Breuer, the exhibition will travel to the Guggenheim Museum Bilbao from May 17 through September 29, 2019.
To coincide with the exhibition at The Met Breuer, El Museo del Barrio will present Fontana’s last environment SpatialEnvironment at Documenta 4, in Kassel (1968).


Accompanied by a catalogue, $50.00

An illustrated catalogue will accompany the exhibition with essays by international experts addressing his work from both an Italian and Argentine perspective, providing numerous insights into Fontana’s expansive practice. Archival images of environments, public commissions, and the artist’s studio accompany illustrations covering his production from 1930 to the late 1960s, establishing a fresh approach to an artist who responded to the political, cultural, and technological thresholds that defined the mid-20th century. The catalogue will bepublished by The Metropolitan Museum of Art and distributed by Yale University Press.
The catalogue is made possible by the Samuel I. Newhouse Foundation, Inc.

Lucio Fontana (1899–1968), a major figure of postwar European art, blurred numerous boundaries in his life and his work. Moving beyond the slashed canvases for which he is renowned, this book takes a fresh look at Fontana's innovations in painting, drawing, ceramics, sculpture, and installation art. Most notably, it reevaluates the influence of his native Argentina, where many of his conceptual breakthroughs occurred.
Fontana pushed the painterly into the sculptural and redefined the relationship between mediums. Archival images of environments, public commissions, installations, and now-destroyed pieces accompany lavish illustrations of his work from 1930 to the late 1960s, providing a new approach to an artist who helped define the political, cultural, and technological thresholds of the mid- twentieth century.
Iria Candela is Estrellita B. Brodsky Curator of Latin American Art at The Metropolitan Museum of Art.

Three of Fontana's environments have been reconstructed for this exhibition: two are currently on view at The Met Breuer on Floor 3 and Floor 5, and a third opens at The Met Fifth Avenue on January 28 in gallery 913.
To coincide with the exhibition at The Met Breuer, El Museo del Barrio is presenting Fontana's last environment, Spatial Environment at Documenta 4, in Kassel (1968).
Tuesday–Thursday: 10 am–5:30 pm; Friday and Saturday: 10 am–9 pm; Sunday: 10 am–5:30 pm; Closed Monday.

Lucio Fontana: On the Threshold
Dal 23/01/ al 14/04/2019
A cura di: Iria Candela; Estrellita B. Brodsky, Curator of Latin American Art in The Met’s Department of Modern and Contemporary Art, with assistance from Aimé Iglesias Lukin, Research Associate, Department of Modern and Contemporary Art.
Orari: Tuesday–Thursday: 10 am–5:30 pm; Friday and Saturday: 10 am–9 pm; Sunday: 10 am–5:30 pm; Closed Monday
Press: Phone: (212) 570-3951 - Fax: (212) 472-2764 - communications@metmuseum.org

The Met Breuer
on Floor 3 and Floor 5

945 Madison Ave
New York, NY 10021
Phone: 212-731-1675e - www.metmuseum.org

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