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Rassegna “I sette messaggeri”, Giardino della Triennale di Milano, dal 23/06/2020

La Fondazione Maimeri ha ripreso le proprie attività, collaborando alla programmazione di "Triennale Estate”,  con la rassegna ideata: “I sette messaggeri”, a cura di Andrea Dusio. La rassegna è iniziata martedì 23 giugno con l’inaugurazione della mostra “Dynamiche Infinite” di Maurizio Gabbanaseguita da un "Dialogo sui sensi" con lo chef Davide Oldani, il fotografo Maurizio Gabbana, l'artista Velasco Vitali, Barbara Biscotti di Yoga Mandir, l'attore Sebastiano Filocamo, il pianista Cesare Picco, moderati da Andrea Dusio, nel Giardino Giancarlo De Carlo, della Triennale di Milano.

Martedì 30 giugno alle 18.30 negli spazi del Giardino della Triennale, presso il Teatro Mendini, Fondazione Maimeri propone il secondo incontro del Ciclo I Sette Messaggeri, curato da Andrea Dusio.
Dialogo sulla Musica propone un confronto tra Saturnino, il bassista e polistrumentista conosciuto per le sue collaborazioni con grandi artisti, da Jovanotti a Pino Daniele sino a Franco Battiato, il designer e musicista Lorenzo Palmeri, che ha disegnato per Saturnino un basso prodotto da Noah Guitars, con cui aveva collaborato anche disegnando una chitarra per Lou Reed, e infine Eleonora Dal Pozzo, che in Italia rappresenta la grande azienda di chitarre Gibson, leader mondiale, e collabora in tal senso con  i maggiori chitarristi e musicisti italiani, gestendo i loro strumenti, ma si occupa anche da molti anni di edizioni musicali. Al termine del talk Saturnino suonerà alcuni brani del suo repertorio che spazio tra rock, funk, jazz. In occasione dell'incontro sarà visibile la mostra Dynamiche Infinite del fotografo milanese Maurizio Gabbana.
L'ingresso è libero, l'evento terminerà entro le 21.

Andrea Dusio intervistato da Gianni Marussi, © Alessandra Finzi

Un racconto di Dino Buzzati, I sette messaggeri, è il tracciante di questo ciclo di incontri che si interroga sul nostro presente, sospeso tra due universi. Sette incontri come sette messaggeri, ciascuno dei quali, in forme e linguaggi diversi, porta un dispaccio dal mondo che ci siamo lasciati alle spalle e una visione della nuova realtà che stiamo attraversando.


Maurizio Gabbana, MiDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un'eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell'inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l'instante e lo moltiplica all'infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown. Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt'altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell'istante, che gli
consente incidere il presente sul presente, ottenendo un'onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”, spiega Andrea Dusio.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

La mostra si compone di una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Maurizio Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un'atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori può somigliare a una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Ho guardato le sue immagini metafisiche di Milano, quelle architetture pure che diventano altro da sé, trasfigurandosi in una composizione lisergica. E poi i notturni, scattati invece con tecnica analogica, in qualche caso degli stessi luoghi, ancora una volta in assenza della figura umana, come se la città fosse ridotta a una quinta scenica”, scrive ancora Andrea Dusio nel catalogo prodotto dalla Fondazione Maimeri.

Maurizio Gabbana, MiDynamicPirelli; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri


Andrea Dusio, giornalista e saggista, milanese, classe 1970, vive tra Roma e Milano. Ha scritto per Diario, Il Nuovo, Giudizio Universale, Il Giornale, Linkiesta, Pagina 99, Rockerilla. Collabora con le testate b2b del gruppo Tespi. Per Culture si occupa di progettazione e curatela di interventi nel settore cultura. Scrive di arte, cinema, musica. Ha scritto a lungo di arte antica e contemporanea per molte testate, pubblicando per Cooper il saggio “Caravaggio White Album” e “Caravaggio Timeline” e "L'Altra Milano" (Espress Edizioni 2012), la prima guida storico/artistica dedicata alle periferie milanesi. Appassionato di musica rock e jazz, scrive recensioni e approfondimenti su magazine specializzati. Appassionato di ciclismo, atletica e sci.

 

Maurizio Gabbana, © Alessandra Finzi

Maurizio Gabbana, classe 1956, milanese di nascita ma la famiglia è della Marca Trevigiana, autodidatta, la sua passione lo porta alla ricerca con scatti artistici ed alla camera oscura. È un fotografo di ricerca. Il suo laboratorio è la città. La sua tecnica non prevede postproduzione, solo tanto studio, altrettanta pazienza e la spinta interiore ad appostarsi per la città anche a orari improbabili, quando la ricerca diventa quasi atto sovversivo. Ispirato dal dinamismo futurista, Gabbana lo supera e si slancia nella resa degli ambienti offrendone una visione architettonica e monumentale eppure intima, calma eppure travolgente. Immagini in cui il confine tra quiete e forza dirompente si fa labile.è stato scoperto dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte a Brera Rolando Bellini, che a proposito del fotografo dice: “Maurizio si interessa e si spende in questo: un’estasi
fotografica. Ne dà conto in termini unici. Da qui il senso e il valore aggiunto della sua presenza. Estasi fotografica che si traduce, scatto dopo scatto, in una inedita percezione visiva che vibra di una peculiare istanza estetica”. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, e con puntuali riferimenti estetici al linguaggio scenografico ed illusionistico del barocco .


Maurizio Gabbana: "Dynamiche Infinite"
A cura di: Andrea Dusio
Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30
Orari: 17:00 - 21.30.

Dal 23/06 al 30/09/2020
Informazioniwww.triennale.org 
Info stampa: Silvia Basta - M. +393482253405 - Silviainfinito4@gmail.com
Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org - www.triennale.org

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Maurizio Gabbana: “Dynamiche Infinite”, Triennale Milano, 23/06/2020

 

Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30, Triennale di Milano, negli spazi de "Giardino Incontri".


La Fondazione Maimeri riprende le proprie attività, collaborando alla programmazione di "Triennale Estate”,  con la rassegna ideata: “I sette messaggeri”, a cura di Andrea Dusio. La rassegna inizierà martedì 23 giugno: alle ore 18,30 con l’inaugurazione della mostra “Dynamiche Infinite” di Maurizio Gabbana, a seguire il primo appuntamento con la partecipazione di Davide Oldani (chef), Velasco Vitali (pittore) e Cesare Picco (pianista), moderati da Andrea Dusio. Con la partecipazione straordinaria di Sebastiano Filocamo (attore). In chiusura esibizione di Cesare Picco al pianoforte. 

Un racconto di Dino Buzzati, I sette messaggeri, è il tracciante di questo ciclo di incontri che si interroga sul nostro presente, sospeso tra due universi. Sette incontri come sette messaggeri, ciascuno dei quali, in forme e linguaggi diversi, porta un dispaccio dal mondo che ci siamo lasciati alle spalle e una visione della nuova realtà che stiamo attraversando.

Maurizio Gabbana, MiDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Nel contesto dell'Estate in Triennale verrà inaugurata il 23 giugno “Dynamiche Infinite”, la mostra del fotografo milanese Maurizio Gabbana, che raccoglie una selezione dei suoi scatti urbani, individuati dal curatore Andrea Dusio per la congruenza al filone narrativo degli incontri che la Fondazione Maimeri proporrà nel ciclo “I sette messaggeri”.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un'eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell'inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l'instante e lo moltiplica all'infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown. Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt'altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell'istante, che gli
consente incidere il presente sul presente, ottenendo un'onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”, spiega Andrea Dusio.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

La mostra si compone di una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Maurizio Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un'atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori può somigliare a una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Ho guardato le sue immagini metafisiche di Milano, quelle architetture pure che diventano altro da sé, trasfigurandosi in una composizione lisergica. E poi i notturni, scattati invece con tecnica analogica, in qualche caso degli stessi luoghi, ancora una volta in assenza della figura umana, come se la città fosse ridotta a una quinta scenica”, scrive ancora Andrea Dusio nel catalogo prodotto dalla Fondazione Maimeri.

Maurizio Gabbana, MiDynamicPirelli; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Maurizio Gabbana, classe 1956, milanese di nascita ma la famiglia è della Marca Trevigiana, autodidatta, la sua passione lo porta alla ricerca con scatti artistici ed alla camera oscura. È un fotografo di ricerca. Il suo laboratorio è la città. La sua tecnica non prevede postproduzione, solo tanto studio, altrettanta pazienza e la spinta interiore ad appostarsi per la città anche a orari improbabili, quando la ricerca diventa quasi atto sovversivo. Ispirato dal dinamismo futurista, Gabbana lo supera e si slancia nella resa degli ambienti offrendone una visione architettonica e monumentale eppure intima, calma eppure travolgente. Immagini in cui il confine tra quiete e forza dirompente si fa labile.è stato scoperto dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte a Brera Rolando Bellini, che a proposito del fotografo dice: “Maurizio si interessa e si spende in questo: un’estasi
fotografica. Ne dà conto in termini unici. Da qui il senso e il valore aggiunto della sua presenza. Estasi fotografica che si traduce, scatto dopo scatto, in una inedita percezione visiva che vibra di una peculiare istanza estetica”. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, e con puntuali riferimenti estetici al linguaggio scenografico ed illusionistico del barocco .

Maurizio Gabbana, Foto: @Artdirectory-Marussi

Maurizio Gabbana: "Dynamiche Infinite"
A cura di: Andrea Dusio
Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30
Orari: 17:00 - 21.30.

Dal 23/06 al 30/09/2020
Informazioniwww.triennale.org 
Info stampa: Silvia Basta - M. +393482253405 - Silviainfinito4@gmail.com
Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
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T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org - www.triennale.org

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Rinascimento marchigiano, Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, Roma, fino al 20/09/2020

Prorogata fino al 20 settembre la mostra RINASCIMENTO MARCHIGIANO, Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi.

Sono state individuate per il recupero e il restauro un nucleo di 51 opere marchigiane di proprietà di 17 differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Delle 36 opere in mostra, che vanno dal ‘400 al ‘700, alcune dall’alto valore devozionale ed altre invece di grande valore storico-artistico” – spiega il curatore Stefano Papetti – “tra queste crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco, che ancora oggi si trovavano all’interno delle chiese come oggetti di culto da parte dei fedeli. Non mancano però nomi importanti come Jacobello del Fiore, Vittore Crivelli, Cola dell’Amatrice, Giovanni Baglione e Giovanni Serodine.”

L’obiettivo della mostra è anche quello di rendere fruibili le opere restaurate da qui in futuro” – spiega Pierluigi Moriconi – “Terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in 8 depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico.

La mostra Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, inaugurata lo scorso febbraio e subito chiusa a causa dell’emergenza Covid-19, riapre i battenti lunedì 18 maggio 2020 e proroga la data di chiusura fino a domenica 20 settembre 2020.
Dopo l’esposizione di Ascoli Piceno la mostra ha continuato il suo tour ed è arrivata a Roma al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni attiva in città fin dal 1600. In mostra 36 opere d’arte tra quelle restaurate a seguito del sisma del 2016, grazie al contributo di Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, frutto della convenzione siglata nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate. insieme all’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e alla collaborazione della Regione Marche.
Una mostra itinerante in tre tappe che ha preso il via proprio nella zona del cratere, ad Ascoli Piceno presso il Forte Malatesta, ora continua a Roma e si concluderà a Senigallia, sulla riviera adriatica.
Grazie alla presenza di queste opere nella capitale, è possibile ammirare una parte del prezioso patrimonio disseminato nel territorio marchigiano che è stato danneggiato dal terremoto, recuperato, portato a nuova vita e con questa mostra reso di nuovo fruibile.
In collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, sono state individuate per il recupero e il restauro un nucleo di 51 opere marchigiane di proprietà di 17 differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
In mostra 36 opere che “vanno dal ‘400 al ‘700, alcune dall’alto valore devozionale e non storico-artistico ed altre invece dal grande valore storico-artistico”, come spiega il curatore Stefano Papetti. Tra queste crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco, che ancora oggi si trovavano all’interno delle chiese come oggetti di culto da parte dei fedeli. Non mancano però nomi importanti come Jacobello del Fiore con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, Vittore Crivelli con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano, Cola dell’Amatrice di cui spicca la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. E ancora da Roma Giovanni Baglione e Giovanni Serodine che dalla Svizzera seguì nella capitale l’esempio di Caravaggio. Tutti autori di indubbia fama che nelle Marche sono nati o che vi hanno soggiornato e che hanno contribuito a modificare la geografia della Storia dell’Arte.
Gli interventi di restauro sono stati eseguiti da tecnici tutti marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza, che con innovative analisi diagnostiche hanno valutato lo stato di conservazione di ciascuna opera. Questi interventi non soltanto hanno consentito di porre rimedio ai danni subiti dalle opere, ma hanno permesso di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze relative alla tecnica pittorica ed ai materiali usati dai pittori, accrescendo le conoscenze che si avevano su questo patrimonio e aprendo la strada a molti studi scientifici. Per dare conto di queste nuove acquisizioni, il catalogo è stato realizzato affiancando alla scheda storico artistica dell’opera la relazione dell’intervento di restauro ed i risultati delle indagini diagnostiche che lo hanno preceduto.
La mostra rappresenta un viaggio nella religiosità popolare marchigiana attraverso un affascinante percorso stilistico e iconografico che, partendo dal centro della regione arriva fino alla costa, era stato già definito da Federico Zeri e Pietro Zampetti cultura adriatica.
L’obiettivo della mostra è anche quello di rendere fruibili le opere restaurate da qui in futuro, come spiega Pierluigi Moriconi della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche e curatore dell’esposizione: “Terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in 8 depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico”.


Pio Sodalizio dei Piceni ha acquisito l’attuale denominazione con lo Statuto approvato nell’anno 1899. Deriva dall’Associazione di Marchigiani residenti in Roma costituitasi all’inizio del 1600 poi divenuta Confraternita della Santa Casa di Loreto nel 1633 sotto il Pontificato di Urbano VIII.
Fondatore di questa Associazione viene unanimemente riconosciuto il Cardinale Giovanni Battista Pallotta di Caldarola (Macerata, 1594 – 1668) il quale indicò, quale Patrona della stessa associazione, la Madonna di Loreto; pertanto il 10 Dicembre è considerato il “giorno” del Pio Sodalizio dei Piceni commemorandosi la sua fondazione e la traslazione della Santa Casa di Loreto.


RINASCIMENTO MARCHIGIANO
Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma
A cura di: Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi
Enti promotori: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche
Orari: Lunedì - Sabato 10.00/13.00 - 16.00 /19.00
Ingresso: gratuito
Informazioni: +39 06 99572979 - +39 06 6875608 - info@piosodaliziodeipiceni.it
Ufficio Stampa
Maria Chiara SalvanelliM. + 39 3334580190 - T. +39 02 39461253 - mariachiara@salvanelli.it

Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro 
del Pio Sodalizio dei Piceni
00186 Roma

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Filippo Del Corno, intervista di Gianni Marussi, Milano: le riaperture, Fase IIª, al tempo del Covid 19

Abbiamo intervistato Filippo del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, (con competenze e deleghe alle Politiche della cultura, Gestione dei grandi eventi, Indirizzi e controllo sulle attività della Fondazione Milano, Rapporti con i Municipi), per fare il punto sulle riaperture, in questa seconda fase, dei Musei Civici, Biblioteche, ecc...
Quali i possibili scenari per i teatri e concerti, i cinema.
Quali problemi, quali prospettive, quale l'impegno della Città, quali le risorse, i rapporti con i privati, i punti critici e gli aiuti alla Cultura, nel rispetto del distanziamento fisico e non sociale. Come ripartire.
I musei e gli spazi espositivi del Comune di Milano stanno riaprendo pur in maniera graduale e con ingressi contingentati.
Il Piano di riapertura sperimentale dei musei civici milanesi a partire dal prossimo 19 maggio, presentato dall’assessore Filippo Del Corno e dal direttore Cultura Marco Minoja, rappresenta un’ipotesi di riapertura sperimentale, fino all'estate, dei musei civici milanesi e definisce modalità e condizioni pensate per conciliare gradualità della ripresa e sicurezza dei lavoratori e del pubblico. L’applicazione del Piano a partire dal prossimo 19 maggio è subordinata all’emanazione di un provvedimento, annunciato dal Governo, che consenta la riapertura dei musei a partire dal 18 maggio e dall’esito positivo di tutte le verifiche tecniche, tuttora in corso, relative a sanificazione e sicurezza degli ambienti e alla disponibilità dei presidi richiesti dalle autorità competenti in materia sanitaria.
Nell’elaborazione del Piano si sono seguite le indicazioni contenute nel documento “Milano 2020. Strategia di adattamento. Documento aperto al contributo della città”, pubblicato il mese scorso, che individua una prima fase di contenimento post lockdown, caratterizzata da una progressiva ripresa delle attività. Le aperture saranno quindi contingentate in base alla diversa capienza dei musei e “a scacchiera” rispetto al territorio della città, in modo da coprire nell’arco di una settimana diversi distretti urbani e, al tempo stesso, favorire i servizi culturali “di prossimità” in coerenza con gli indirizzi del documento “Milano 2020”. Un altro criterio che ha guidato nell’elaborazione del Piano è stato quello di evitare che durante il weekend la presenza di visitatori contribuisca ad aumentare l’affluenza ai parchi cittadini, pertanto i musei che affacciano su parchi pubblici resteranno chiusi nel fine settimana. All’interno di questa fase post lockdown si è dunque stabilita una prima settimana di avvio (dal 19 al 24 maggio) per testare strutture, servizi e piattaforme web necessarie all’attuazione del Piano.
In particolare:
Martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 maggio è prevista l’apertura (con le modalità che saranno successivamente dettagliate) di Musei del Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, GAM|Galleria d’Arte Moderna, Acquario Civico, Casa Museo Boschi-Di Stefano.
Venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio è invece in programma l’apertura di Museo del Novecento, Museo Civico Archeologico, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, MUDEC|Museo delle Culture.
Dal 26 maggio e fino a inizio estate (quindi fino al 21 giugno, a parità di quadro sanitario e normativo di riferimento), il Piano si consolida con il seguente calendario:
Lunedì i musei restano chiusi.
Martedì e mercoledì aperti GAM, Museo di Storia Naturale, Museo del Risorgimento, Acquario.
Giovedì aperti Musei del Castello Sforzesco, Casa Boschi-Di Stefano e Studio Museo Francesco Messina
Venerdì aperti Musei del Castello Sforzesco, Casa Boschi-Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina e MUDEC
Sabato e domenica aperti Museo del Novecento, Palazzo Morando, Museo Archeologico, MUDEC
Per l’ingresso a tutti i musei civici è prevista la prenotazione sulla piattaforma web realizzata ad hoc dal concessionario per i servizi di biglietteria con l’indicazione della fascia oraria di preferenza e l’acquisto del biglietto online. La (sola) prenotazione è necessaria anche per i musei a ingresso gratuito (Casa Museo Boschi-Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando|Costume Moda immagine).
Gli orari di apertura dei musei sono ancora allo studio ma tenderanno a essere omogenei per tutti gli istituti.
Cominciamo dal 18 maggio un percorso che conduce alla ripresa delle attività culturali, attraverso misure sperimentali che sono funzionali a un ritorno alla normalità della fruizione culturale nella nostra città, ha affermato l’assessore Del Corno. Accoglieremo quindi proposte, suggerimenti e richieste che arriveranno dai visitatori o da altri soggetti e istituzioni culturali, e utilizzeremo gli spazi dei musei nei giorni di chiusura per attività didattiche e progetti dedicati ai bambini, da vivere in sicurezza. Intendiamo cogliere questa opportunità di sperimentazione – ha concluso l’assessore – anche per offrire una prospettiva nuova sulla modalità di fruizione delle collezioni museali, lontana da criteri di valutazione basati sui numeri e più vicina al valore della scoperta o della rilettura più intima e consapevole delle opere: un nuovo approccio che può essere fattore di crescita personale e collettivo”.
Per quanto riguarda le sedi espositive, Palazzo Reale riaprirà le sue sale al pubblico a partire dal 28 maggio, dal giovedì alla domenica, con orari che saranno comunicati successivamente.
Chiuse in base alle disposizioni governative dell’8 marzo scorso, riapriranno quindi la mostra dedicata a Georges de la Tour (fino al 27 settembre), “Tuthankamon. Viaggio oltre le tenebre” (fino al 30 agosto) e “Roberto Cotroneo. Genius Loci” (fino al 26 luglio). Anche per le mostre, ingressi contingentati in base alla capienza delle sale con prenotazione obbligatoria per fasce orarie e acquisto dei biglietti online.
Il PAC|Padiglione d’Arte Contemporanea ha già riprogrammato il calendario espositivo spostando a ottobre l’inaugurazione della personale di Tania Bruguera, uno degli highlights del palinsesto “I talenti delle donne”, e durante tutta l’estate, a partire dal 25 giugno, proporrà una nuova versione di “Performing PAC. Made of Sound”, che racconterà l’interazione tra arte contemporanea e musica.
Anche l’Area Biblioteche  riapertura dal prossimo 18 maggio, della Biblioteca Sormani e di un primo contingente di rionali, con la riattivazione su prenotazione del servizio di prestito delle prenotazioni effettuate a marzo e la restituzione dei prestiti in corso. Le biblioteche interessate a questa prima fase resteranno aperte da martedì a sabato con orario ridotto. Se il quadro sanitario e giuridico di riferimento sarà confermato, dal al 13 giugno si apriranno progressivamente altre rionali e sarà regolamentato l’accesso contingentato del pubblico alle aree a scaffale aperto.

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Riapre Palazzo Reale con nuovi giorni e orari, Milano, 27/05/2020

Palazzo Reale riapre al pubblico da domani, giovedì 28 maggio, con nuovi giorni e orari, e nuove modalità di accesso volte a tutelare la sicurezza dei visitatori e del personale.

Nuovi giorni e orari
Le mostre riaprono il giovedì dalle 11.00 alle 22.30, venerdì sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Aperto anche 2 giugno e 15 agosto dalle 11 alle 19:30. Lunedì, martedì, mercoledì le mostre resteranno chiuse.
È possibile prenotarsi fino a un'ora prima della visita, nel rispetto della capienza consentita in ciascuna fascia oraria

Modalità di accesso
La prenotazione - anche per le mostre o le categorie gratuite - è obbligatoria ed è necessario preacquistare i biglietti. Le biglietterie sono chiuse. È possibile prenotarsi fino a un'ora prima della visita, purché sia rispettata la capienza consentita in ciascuna fascia oraria. Al momento non è possibile prenotare visite per gruppi o scolaresche.

Le singole mostre


Con proroga fino al 30 agosto, è nuovamente possibile immergersi nella mostra “Viaggio oltre le tenebre. Tutankhamon RealExperience”, inaugurata lo scorso 5 marzo e poi chiusa per l’emergenza sanitaria.
L'audioguida è inclusa nel biglietto e disponibile in modalità noleggio sanificato e sicuro.
Prenotazioni al link.

Riapre con proroga fino al 27 settembre la mostra “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, grazie all'assenso dei 28 musei prestatori che hanno accettato di prolungare il prestito delle opere permettendo dunque di visitarla per altri quattro mesi.
Prenotazioni al link o telefonicamente allo 02 92897755.
L’audioguida è inclusa nel biglietto in forma di app scaricabile dal weekend del 30 maggio negli store Apple e Google inserendo il titolo della mostra.




Riapre anche la mostra fotografica “Roberto Cotroneo. Nel teatro dell’arte”, visitabile fino al 26 luglio, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria. Prenotazioni al link


Si raccomanda di presentarsi a Palazzo Reale all’orario prenotato, sono consentiti non più di 5 minuti d’anticipo.
È necessario indossare la mascherina e sanificare le mani con le soluzioni igienizzanti presenti per accedere ad ogni area del Palazzo.
All'ingresso verrà rilevata la temperatura corporea. Se il valore è pari o superiore a 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso.
Prima di prenotare è indispensabile consultare tutte le regole di accesso sul sito


Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
20121 Milano
T. +39 02 88465230

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