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Hodler – Segantini – Giacometti, Capolavori della Fondazione Gottfried Keller, Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), Lugano, CH, dal 24/03 al 28/07/2019

Dal 24 marzo al 28 luglio 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), in collaborazione con il Museo Nazionale Svizzero di Zurigo e l’Ufficio Federale della Cultura, presenta una grande esposizione dedicata alla collezione della Fondazione Gottfried Keller, una delle più importanti collezioni nazionali d’arte svizzera dal XII al XX secolo.
 
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Ferdinand Hodler, Abend am Genfersee (Sera sul Lago Lemano)1895, Olio su tela, 100 x 130 cm, Kunsthaus Zürich   © Kunsthaus Zürich


 
La mostra riunisce i principali capolavori della raccolta d’arte federale custoditi nei musei elvetici, tra cui opere di Hodler, Segantini e Giacometti, a quasi 60 anni dall’ultima presentazione pubblica. L’esposizione, curata dal direttore Tobia Bezzola e da Francesca Benini, collaboratrice scientifica del museo, comprende principalmente opere pittoriche del XIX e XX secolo, con significative incursioni nei centenni precedenti, che documentano alcune delle figure maggiori di artisti svizzeri.

 
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Ferdinand Hodler, Der Auserwählte (L’Eletto), 1893 - 1894, Tempera e olio su tela, 219 x 296 cm, Kunstmuseum Bern © Kunstmuseum Bern


 

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Félix Vallotton, Nature morte (Natura morta), 1914, OIio su tela, 65.5 x 81.3 cm, Musée cantonal des Beaux-Arts, Lausanne © Musée cantonal des Beaux Arts, Lausanne Foto: Jean-Claude Ducret


L’allestimento si apre con La Vergine dei Mercedari di Giovanni Serodine (1620-1625, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst), attraversa il Settecento con importanti opere di Liotard, Petrini, Wolf, Füssli e Sablet per giungere all’Ottocento di Calame, Zünd, Böcklin, Koller, Anker, Hodler, Segantini e molti altri. All’atto costitutivo della Fondazione Gottfried Keller nel 1891, Arnold Böcklin fu nominato da Lydia Welti-Escher membro della Commissione; con lui anche il pittore Albert Anker designato dal Consiglio federale. In mostra, l’artista basilese è rappresentato da opere fondamentali, tra cui Die Toteninsel(L’Isola dei morti, 1880, Kunstmuseum Basel), celebre esempio della sua pittura evocativa. Il dipinto fu acquistato nel 1920 per il Kunstmuseum Basel, in concomitanza con un altro capolavoro della pittura svizzera. Si tratta di Der Auserwählte (L’Eletto, 1893-94) di Ferdinand Hodler per il museo cittadino bernese, in cui l’artista segue un principio compositivo basato sulla simmetria, che diventa carattere distintivo della sua pittura simbolista. L’opera è esposta assieme al paesaggio Abend am Genfersee (Sera sul Lago Lemano, 1895, Kunsthaus Zürich), tra i soggetti preferiti di Hodler per quanto riguarda questo genere.
Giunge eccezionalmente a Lugano il maestoso trittico ispirato alle Alpi - La Natura, La Vita, La Morte- (1896-1899) di Giovanni Segantini, in deposito al Museo Segantini di St. Moritz ed esposto per la prima volta nuovamente al sud delle Alpi dal 1899. Il suo acquisto risale al 1911, momento culminante della storia della Fondazione che permise al museo engadinese di arricchire il nucleo di lavori dell’artista. Il trittico rimarrà al MASI oltre la chiusura dell’esposizione, al centro dell’allestimento Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini, affiancato a importanti paesaggi coevi delle raccolte del MASI.
Con Meyer-Amden e Auberjonois, i primi artisti contemporanei a figurare nella collezione negli anni Sessanta, Amiet, Vallotton, Itten e Giacometti si entra nel secolo successivo. Nel XX secolo, Felix Vallotton riscopre con altri artisti del suo tempo il tema della Natura morta: lo testimonia un lavoro del 1914 proveniente dal Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna. Unica scultura esposta è Buste di Annette (Busto di Annette, 1964, Musée d’art et Histoire Genève) di Alberto Giacometti: nel volto della donna si percepiscono l’energia e il movimento che caratterizzano i lavori dello scultore svizzero.

 
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Veduta del trittico La Natura, La Vita, La Morte di Giovanni Segantini, Museo Segantini, St. Moritz, © Museo Segantini, St. Moritz, Foto: Flury


In mostra sono infine presenti alcune opere che costituiscono il patrimonio artistico ticinese, custodite dal MASI e da altri musei della regione. Tra cui due lavori di Filippo Franzoni, Autoritratto (1900-05) e Saleggi di Isolino (1890-95), rispettivamente della collezione della Città di Lugano e del Cantone Ticino; la già citata Vergine dei Mercedari(1620-25) di Giovani Serodine in deposito presso la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst; Dame in Pelz (1919) di Cuno Amiet dalla Pinacoteca Casa Rusca, Locarno.
In concomitanza con l’esposizione al MASI, dal 14 febbraio al 22 aprile 2019 il Museo nazionale svizzero di Zurigo ripercorre la storia della Fondazione Gottfried Keller e la varietà della sua raccolta attraverso oggetti pregiati, come opere di oreficeria, pittura su vetro, disegni, dipinti e sculture realizzate tra il XII e il XX secolo. Poste sotto il patronato della Confederazione, le esposizioni di Lugano e Zurigo hanno luogo in occasione dei 200 anni dalla nascita di Alfred Escher, padre di Lydia Welti-Escher, fondatrice della Fondazione, e di Gottfried Keller, a cui è dedicata.

Lista degli artisti in mostra
Giovanni Serodine (1594 ca –1630)/ Giuseppe Antonio Petrini (1677–1759)/ Jean-Etienne Liotar (1702–1789)/ Caspar Wolf (1735–1783)/ Johann Heinrich Füssli (1741–1825)/ Jacques Sablet (1749–1803)/ Louis-Léopold Robert (1794-1835)/ Charles Gleyre (1806 -1874)/ Alexandre Calame (1810–1864)/ Albert Anker (1810-1864)/ Barthélemy Menn (1815-1893)/ Arnold Böcklin (1827-1901)/ Robert Zünd (1827-1909)/ Rudolf Keller (1828-1905)/ Frank Buchser (1828-1890)/ Otto Frölicher (1840-1890)/ Ferdinand Hodler (1853-1918)/ Filippo Franzoni (1857–1911)/ Giovanni Segantini (1858-1899)/ Albert Welti (1862-1912)/ Félix Vallotton (1865- 1925)/ Giovanni Giacometti (1868-1933)/ Max Buri (1868-1915)/ Cuno Amiet (1868-1961)/ Alice Bailly (1872–1938)/ Réne Auberjonois (1872-1957)/ Adolf Dietrich (1877-1957)/ Otto Meyer-Amden (1885-1933)/ Johannes Itten (1888-1967)/ Albert Müller (1897-1926)/ François Barraud (1899-1934)/ Alberto Giacometti (1901-1966).


La Fondazione e la Collezione Gottfried Keller
La Fondazione Gottfried Keller fu costituita nel 1890 da Lydia Welti-Escher, figlia ed erede dell'uomo politico, pioniere dell'industria e imprenditore ferroviario Alfred Escher. Lydia Welti-Escher lasciò in eredità alla Confederazione Svizzera gran parte del suo patrimonio vincolando la donazione all'acquisto di importanti opere d'arte per i musei svizzeri. Il nome della Fondazione fa riferimento all’amico di famiglia Gottfried Keller, famoso poeta e pittore svizzero. Sin dalla sua costituzione, la Fondazione prevede per statuto una Commissione di cinque membri, nominati ancora oggi dal Consiglio federale per un mandato di quattro anni. La Commissione ha l’incarico di acquistare le opere d’arte, le quali sono di proprietà della Confederazione svizzera e, nello spirito del federalismo, di distribuirle ai diversi musei svizzeri sotto forma di prestito permanente.
Nei primi anni della sua attività, la Fondazione Gottfried Keller fu decisiva nell’impedire la vendita all’estero di beni culturali e nel riportare in Svizzera importanti opere. Ancora oggi, in stretta collaborazione con i singoli musei, è costantemente impegnata nell’acquisizione di opere d’arte significative per il nostro Paese. La collezione è oggi una delle più importanti collezioni d’arte svizzera dal XII al XX secolo e si compone di oltre 6'400 opere d’arte, depositate in circa 70 musei e altre 30 istituzioni in 23 Cantoni svizzeri. Sono rappresentate quasi tutte le discipline e tecniche dell’arte e dell’arte applicata, spaziando dall'oreficeria alla fotografia; facevano inoltre parte della collezione anche alcuni immobili, come il complesso conventuale di San Giorgio a Stein am Rhein e il castello di Wülflingen a Winterthur, che nel frattempo sono stati ceduti alla Confederazione.


Catalogo
Le mostre sono accompagnate dalla pubblicazione Capolavori della Fondazione Gottfried Keller, edita da Edizioni Casagrande (in italiano) con Scheidegger & Spiess (in tedesco e in francese), che presenta immagini a colori delle opere esposte; schede tecniche di Heidi Amrein, Francesca Benini, Christian Hörack, Erika Hebeisen, Mylène Ruoss, Christian Weiss e Franz Zelger, oltre al saluto del Consigliere federale Alain Berset, alla prefazione dei direttori Tobia Bezzola (MASI Lugano) e Andreas Spillmann (Museo nazionale svizzero) e all’introduzione del direttore delle Collezioni d’arte della Confederazione Andreas Münch.


Mediazione culturale
Oltre alle consuete visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica alle 11:00, sono previste per tutta la durata della mostra numerose attività di mediazione culturale volte a favorire la fruizione da parte del pubblico e a trasformare la visita in un’esperienza arricchente ed emozionante.
Il programma è disponibile sul sito www.edu.luganolac.ch.


Programma espositivo
Nel 2019 il MASI è impegnato in importanti progetti con musei e artisti svizzeri e internazionali. A fianco della mostra Hodler - Segantini - Giacometti. I capolavori della Fondazione Gottfried Keller, il museo presenta, assieme all’Aargauer Kunsthaus, un’esposizione dedicata al surrealismo in Svizzera (Surrealismo Svizzera, fino al 16 giugno 2019). Seguirà Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini (dal 25 agosto al 10 novembre 2019), un progetto espositivo che ruota attorno all’eccezionale presenza del trittico La Natura, La Vita, La Morte di Giovanni Segantini, mettendolo in relazione con una selezione di opere delle raccolte del MASI. Il Museo presenterà poi gli artisti svizzeri Franz Gertsch, con un suo stesso disegno curatoriale (dal 12 maggio al 22 settembre 2019) e Julian Charrière, con il progetto interdisciplinare Towards No Earthly Pole (dal 27 ottobre 2019 al 14 marzo 2020); infine il fotografo americano William Wegman, del quale ospiterà la prima tappa europea del suo ultimo progetto Being Human (dall’8 settembre 2019 al 5 gennaio 2020).

Esposizioni in corso
Surrealismo Svizzera
LAC. fino al 16.06.2019

Prossime esposizioni

A Collection in Progress – Nature is what we see

Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, dal 29.03 al 16.06.2019

Gertsch – Gauguin – Munch Cut in Wood
LAC, dal 12.05 al 22.09.2019

Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini

LAC, dal 25.08 al 10.11.2019

William Wegman: Being Human

LAC, dal 08.09.2019 al 05.01.2020

Marisa Merz

Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, dal 22.09.2019 al 12.01.2020

Julian Charrière
Towards No Earthly Pole
LAC, dal 27.10.2019 al 14.03.2020

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Johann Heinrich Füssli, Die Sünde vom Tod verfolgt (Peccato inseguito dalla morte)1794-1796, Olio su tela, 119 x 132 cm, Kunsthaus Zürich © Kunsthaus Zürich

Hodler - Segantini - Giacometti
Capolavori della Fondazione Gottfried Keller
A cura di: Tobia Bezzola e Francesca Benini
Dal 24 marzo al 28 luglio 2019
Orari: Martedì - domenica: 10:00 – 18:00 Giovedì aperto fino alle 20:00 Lunedì chiuso
Ingresso: Le tariffe e la lista completa di riduzioni e agevolazioni sono consultabili direttamente sul sito del Museo. Vendita online www.masilugano.ch www.luganolac.ch
Informazioni: T. +41 (0)58 8664240 - info@masilugano.chwww.masilugano.ch
Visite guidate e laboratori creativi: T. +41 (0)58 866 4230 - lac.edu@lugano.ch

Uffici Stampa MASI: LAC Lugano Arte e Cultura Ufficio comunicazione - T.+41 (0)58 866 4214 - lac.comunicazione@lugano.ch
Uffici Stampa MASI ITALIA: ddl+battage - Alessandra de Antonellis - alessandra.deantonellis@ddlstudio.net - T. +39 339 3637388; Margherita Baleni - margherita.baleni@battage.net - M. +39 347 4452374 - T 02 89052365 - ddlarts@ddlstudio.netddlstudio.net ddlstudio.net/arts

Museo d’arte della Svizzera italiana MASI
LAC Lugano Arte e Cultura 
Piazza Bernardino Luini 6 
CH - 6901 Lugano

 

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MIA Photo Fair 2019,The Mall, Milano Porta nuova, Milano, dal 22 al 25/03/2019

Il rapporto che lega la fotografia a Milano è sempre più saldo!


L' IX edizione di MIA Photo Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli, è ospitata nuovamente da The Mall, nel quartiere di Porta Nuova a Milano, dal 22 al 25 marzo 2019,
MIA Photo Fair garantirà ad appassionati e collezionisti un accesso privilegiato al mondo della fotografia, con la possibilità di approfondire la conoscenza del medium che meglio di ogni altro riesce a interpretare la realtà contemporanea.

In otto anni di storia - afferma Fabio Castelli -, abbiamo assistito alla crescita di MIA Photo Fair, non solo come contenitore espositivo, ma come piattaforma culturale, sempre attenta ad accogliere le ultime istanze che provenivano dall’universo fotografico. Parallelamente abbiamo percepito una sempre più ampia considerazione sia dei visitatori, sia degli appassionati di questa forma d’arte, sia degli addetti ai lavori e degli investitori, soprattutto internazionali. Il fatto che anche all’estero MIA Photo Fair venga riconosciuta come una fiera di riferimento per la sua qualità e la sua serietà è un valore aggiunto di non poco conto. Il successo della manifestazione - conclude Fabio Castelli - passa anche attraverso il dato dei numeri. In otto anni sono stati oltre 400 gli espositori di Mia Photo Fair; con i suoi 170.000 visitatori avremmo riempito due volte lo stadio di San Siro”.

MIA Photo Fair, col patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e il contributo del Main Sponsor BNL Gruppo BNP Paribas e degli Sponsor Eberhard & Co. e Olympus, si presenta con una nuova immagine coordinata, firmata dal fotografo norvegese Rune Guneriussen (Kongsberg, 1977), il cui lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive negli USA, in Cina, in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Olanda e Norvegia, oltre che in fiere internazionali (Paris Photo, Art Basel).
Guneriussen utilizza oggetti creati dall'uomo per comporre installazioni temporanee nell’ambiente naturale, rendendole protagoniste delle sue eteree immagini fotografiche.
La scelta di Guneriussen è stata guidata, oltre che dalla qualità artistica, anche dall’interesse verso uno dei problemi fondamentali del nostro tempo e cioè l'importanza di mantenere in equilibrio il rapporto tra l'uomo e la natura.

Rune Guneriussen, Demanded Growth Increases Descent, 2014

L’autore sarà presente alla tavola rotonda - domenica 24 marzo, ore 16.00 - organizzata nell’ambito della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, dal titolo Broken Nature. Design Takes on Human Survival, in programma dal 1° marzo al 1° settembre alla Triennale di Milano, che studia lo stato dei legami che uniscono l’uomo all’ambiente naturale, alcuni dei quali sono stati compromessi - se non definitivamente spezzati - nel corso della storia recente. Oltre a Rune Guneriussen, partecipano all’incontro Lorenza Baroncelli, coordinatore artistico e curatore del settore architettura, rigenerazione urbana e città alla Triennale di Milano e Laura Maeran, curatrice alla Triennale di Milano.
Confermato il comitato scientifico, composto da Fabio Castelli, Gigliola Foschi, Roberto Mutti, Enrica Viganò che ha selezionato 85 gallerie, per quasi un terzo (27) provenienti dall’estero, ovvero da 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Montenegro, Olanda, Romania, Spagna, Svizzera, Ungheria) e da 4 nazioni extraeuropee (Cina, Giappone, Israele, USA); il resto (58) giunge dall’Italia.
A queste si aggiungono poi 50 espositori suddivisi tra progetti speciali, editoria e progetti a 4 mani portando il numero totale degli espositori a 135.


MIA Photo Fair può contare sul supporto di importanti sponsor.
Per l’ottavo anno consecutivo, BNL Gruppo BNP Paribas è partner di MIA Photo Fair nel ruolo di Main Sponsor, promuovendo il Premio BNL Gruppo BNP Paribas assegnato da una giuria ad artisti che prendono parte alla fiera, esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Le opere finaliste verranno pubblicate su @bnl_cultura, l'account Instagram di BNLGruppo BNP Paribas dedicato all’arte e alla fotografia. L’opera vincitrice entrerà a far parte del patrimonio artistico della Banca, che ad oggi conta oltre 5.000 lavori.
Il 2019 vedrà la nascita del sodalizio con OLYMPUS che per l’occasione presenta la mostra Dialoghi visivi. Fotografie della Collezione Castelli: 19 immagini in un percorso espositivo diviso in quattro sezioni, dove verranno delineati alcuni tra i molti ambiti di indagine della fotografia come il reportage, la natura morta, l’architettura, la moda e la sperimentazione fotografica.
Grazie al supporto di Eberhard & Co., anche MIA Photo Fair ricorderà Leonardo da Vinci nel 500° anniversario. Esposti alcuni fogli riprodotti dal Codice Atlantico, conservato in originale alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.
La selezione, curata da Edoardo Zanon del “Centro Studi Leonardo3” di Milano, illustra gli appunti e gli studi sulla prospettiva e sull’ottica del Maestro. Partendo da questi dati sperimentali allestita, da Beppe Bolchi, una “Camera Obscura”, il cosiddetto “occhio artificiale”, dove il visitatore potrà diventare vero e proprio protagonista dell’esperienza stenopeica.
Nuova è anche la collaborazione con LA CUCINA ITALIANA, il mensile di cucina e lifestyle di Condé Nast, che nel 2019 compie 90 anni. Nell'area ristorante di MIA Photo Fair si terrà una mostra con le più belle immagini della rivista che conta tra i fondatori il futurista Filippo Tommaso Marinetti.

LE NOVITÀ DI MIA PHOTO FAIR 2019
MIA Photo Fair ha sempre cercato di essere una piattaforma su cui discutere di fotografia nei suoi molteplici aspetti. Ecco perché l’edizione 2019 si arricchirà di una nuova sezione dal titolo Beyond Photography, con l’intento di sottolineare cosa vuol dire oggi ‘fotografia’ soprattutto in rapporto al mondo dell’arte contemporanea.
All’interno di Beyond Photography si troverà un gruppo di gallerie che sono solite esporre in fiere italiane e internazionali non specificatamente dedicate alla fotografia o che rappresentano artisti la cui ricerca contempla altri mezzi oltre alla fotografia; tra queste, A100 gallery con Luca Coclite, Federica De Carlo e Matteo NasiniCE Contemporary con Rania Matar; la Galleria Clivio con Julien Blaine, Sylvano Bussotti, Giuseppe Chiari, Lamberto Pignotti e SarencoMaria Livia Brunelli MLB Gallery con Anna Di Prospero e Jacopo Valentini; la Galleria Massimo Minini con Roger Ballen, Vanessa Beecroft, Elisabetta Catalano, Bertrand Lavier, Matthieu Mercier e Ariel Schlesinger; Progetto Arte elm con Ivan Falardi e Giò Pomodoro.
Tra le novità più suggestive di MIA Photo Fair 2019 vi è la collaborazione con Photo Independent, la fiera di fotografia di Los Angeles - che quest’anno ha avuto un appuntamento europeo al Carrousel du Louvre a Parigi - che sonda le nuove generazioni di fotografi indipendenti. Lo spazio di Photo Independent proporrà una selezione dei più interessanti autori, scelti tra i molti che hanno esposto nella rassegna californiana.
La Corea del Sud è il paese ospite di MIA Photo Fair 2019.
Per l’occasione, il Consolato Generale della Repubblica di Corea promuove il Focus Korea, ideato in collaborazione con la Korea Foundation, organizzazione associata al Ministero degli Affari Esteri sudcoreano, curato da Christine Enrile, fondatrice e direttrice artistica della C|E Contemporary, che presenta una serie di lavori di alcuni dei più importanti artisti coreani della nuova generazione. L’intento è quello di promuovere il talento dei giovani fotografi e condividere con il pubblico l’attuale realtà dell’arte contemporanea coreana.
L’architettura e il design saranno due argomenti che MIA Photo Fair indagherà con attenzione, attraverso una serie di appuntamenti di varia natura.
Particolarmente interessante sarà il percorso che Fabio Novembre, uno degli architetti e designer italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, nonché grande appassionato e collezionista di fotografia, comporrà selezionando alcune delle opere esposte a MIA Photo Fair.
Nasce la prima edizione del premio MIA Photo Fair Fotografia d’Architettura,in partnership con lo Studio G*AA di Attilio Giaquinto e ArtPhotò di Tiziana Bonomo, che si rivolge a quegli artisti che espongono le loro opere all'interno della sezione Gallerie.
Il Premio punta a dare risalto al dialogo costante tra fotografia e architettura, per la capacità della fotografia di documentare e interpretare i cambiamenti della realtà.
L’artista vincitore, oltre a un premio in denaro, avrà la possibilità di presentare il proprio progetto in una sezione appositamente creata all’interno della fiera.
La gallerista Rossana Orlandi promuoverà il riconoscimento a lei intitolato, premiando un artista che si presenterà nella sezione Proposta MIA, con una mostra presso la sua galleria.
Per il terzo anno consecutivo IQOS sarà presente a MIA Photo Fair con la propria lounge, che ospiterà il progetto fotografico Everyday Uniqueness, ideato e realizzato appositamente per IQOS da Paolo Pellegrin, fotoreporter italiano di fama internazionale e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui dieci edizioni del World Press Photo Award. Everyday Uniqueness, attraverso la magia della fotografia, racconta visivamente il concetto di unicità.
Il pubblico potrà essere protagonista del nuovo progetto performativo di Settimio Benedusi per HP. All’interno di MIA Photo Fair si terrà, infatti, una edizione speciale di RICORDI?, il format creato da Benedusi per riportare in auge il privilegio del ritratto fotografico stampato.
Tale progetto nasce dalla presa di coscienza che, con l’avvento delle nuove tecnologie, le immagini hanno iniziato a rivelare la loro precarietà, dimenticate sulle memorie degli smartphone o dei tablet o conservate su sopporti digitali, col rischio non troppo remoto di perdere una buona parte dei ricordi di una vita.
Con questa iniziativa Benedusi desidera recuperare la fotografia stampata su carta, nel suo essere oggetto fisico e tattile, che può essere esposto e interagire con le persone che la guardano e con l’ambiente che le accoglie. L’obiettivo dell’esperienza è quindi sottolineare l’importanza della fotografia stampata e farsi pionieri del ritorno del ritratto fotografico d’autore.
Saranno 100 le persone che potranno avere il privilegio di avere un foto-ritratto, prenotandosi (tra qualche settimana) attraverso il sito ricordistampati.it.
Gli scatti verranno realizzati durante i giorni di MIA Photo Fair su un set all’interno dello stand “Benedusi per HP”, saranno subito stampati in formato A2 con una stampante HP top di gamma per le stampe fotografiche professionali e infine incorniciati in diretta.
La fiera ospiterà inoltre, per il terzo anno anche il Premio RaM Sarteano, nato dalla collaborazione tra MIA Photo Fair e il Comune di Sarteano (SI), che inviterà alcuni artisti a esporre in una mostra collettiva nei mesi di luglio - settembre 2019, all’interno della Rocca Manenti a Sarteano.
Il comitato di selezione del Premio sarà formato da Fabio Castelli, Francesco Landi, sindaco del Comune di Sarteano.

CODICE MIA
Torna CODICE MIA- VI edizione, l'evento di riferimento per gli artisti mid-career che intendono confrontarsi direttamente con esperti del collezionismo a livello internazionale. Gli incontri avranno la forma tipica di una lettura portfolio e solo un selezionato gruppo di 30 fotografi avrà la possibilità d'incontrarsi a tu per tu con personaggi di spicco nel mondo della fotografia, tra cui collezionisti e curatori di collezioni corporate. CODICE MIA si completa anche quest’anno con il prestigioso Charles Jing Grant per il miglior portfolio, che si va ad aggiungere al consolidato Premio CODICE MIA. Al primo classificato verrà quindi riconosciuto un premio di7.000 Euro, in aggiunta alla concessione gratuita di uno stand nell’edizione 2020 di MIA Photo Fair a Milano. Al secondo,sarà assegnato un premio di 3.000 Euro.

Proposta MIA
Uno degli appuntamenti più attesi di MIA Photo Fair, fin dalla sua prima edizione, è Proposta MIA, la sezione dedicata a fotografi indipendenti selezionati dal comitato scientifico, che si presentano al mondo delle gallerie e al pubblico e che, nel tempo, si è rilevata essere una vera risorsa per gli autori, consentendo a molti di loro di entrare a fare parte della scuderia di prestigiose gallerie.

PROGRAMMA CULTURALE
All’interno del ricco programma culturale di MIA Photo Fair, un posto di riguardo lo avrà il format Arte e Scienza, volto a indagare i rapporti tra la fotografia d'arte e le diverse branche della scienza. Già molto apprezzato nella scorsa edizione, quest’anno il dialogo si concentrerà sul tema delle neuroscienze e verrà sviluppato in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nuovo partner scientifico del format. Gli incontri vedranno la partecipazione di figure accademiche dell'area umanistica e scientifica che discuteranno su arte, neuroscienze e filosofia.
Due saranno gli appuntamenti in cartellone. Nel primo (lunedì 25 marzo, ore 14), Alberto Sanna, direttore Centro di Tecnologie Avanzate per il Benessere e la Salute Ospedale San Raffaele, Massimo Cacciari, professore emerito presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Francesco Valagussa, professore Associato di Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Nicola Canessa, docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, si confronteranno sulla neuroestetica, esplorandone limiti e potenzialità, affrontando varie tematiche, dall’impatto che l’innovazione tecnica può esercitare sulle forme artistiche, particolarmente nel caso della fotografia, ai meccanismi cerebrali che sottendono l’analisi visiva e l’esperienza estetica.
Nel secondo incontro, Alberto Sanna - lunedì 25 marzo, ore 18.00 - parlerà de L’ingegneria della consapevolezza e l'arte negli ecosistemi socio-tecnologici. Si tratta di un tema innovativo e affascinante, supportato da materiale videografico, che esplorerà il mondo della scienza e dell’arte e illustrerà come queste siano strettamente interconnesse.
Tra gli appuntamenti del programma culturale sono inoltre da segnalare il focus sulla nuova collezione di fotografia contemporanea dei Musei Vaticani (lunedì 25 marzo, ore 12.00) che vedrà la partecipazione di Barbara Jatta, direttore Musei Vaticani e Micol Forti, curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, il Focus tecnologie - venerdì 22 marzo, ore 17.30 - sui Blockchain nel mondo dell’arte: dall’autenticità agli art token, con Bernabò Visconti di Modrone, fondatore e CEO di Artshell, digital partnerdi MIA Photo Fair, Marco Paracchi e Fabrizio Cancelliere, Studio Tremonti Romagnoli Piccardi & Associati Studio Legale e Fiscale e Alberto Sanna, o ancoragli incontri di Collezione per due, in cui la giornalista Sabrina Donadel intervisterà coppie di collezionisti unite, oltre che dall’amore, anche dalla passione per la fotografia.

MIA Photo Fair si è dimostrata sempre particolarmente attenta al mondo del collezionismo. In questa edizione, la fiera ospiterà un’esposizione, con il coordinamento esterno di Giuliana Picarelli, con opere di importanti nomi della fotografia italiana e internazionale, da Franco Fontana a Vera Lutter, da Mario Cresci a Larry Clark, provenienti da prestigiose collezioni private. Ogni immagine sarà corredata da una frase che ne motiva la scelta e che ne spiega il profondo attaccamento.
Da ricordare, inoltre, la conferenza Fotografia e Architettura - venerdì 22 marzo, ore 16.00 - con gli interventi di diverse personalità, quali l’artista Elena Franco, architetto e fotografa, Angelo Maggi, professore in Storia dell’architettura all’Università di Venezia, Subhash Mukerjee, architetto, docente e vicepresidente Fondazione per l’Architettura di Torino e Tom Vack, artista. Modera Tiziana Bonomo, direttore di Artphotò.

EDITORIA
L’area dedicata all’Editoria
presenterà espositori selezionati per il secondo anno dalla curatrice anglo/francese Magali Avezou, tra cui case editrici internazionali, editori indipendenti e librerie specializzate.

MIA Photo Fair rinnova la collaborazione con Musement, operatore multipiattaforma per la ricerca e prenotazione di tour e attrazioni in tutto il mondo. Il provider è infatti official booking partner della fiera. Che si tratti di estimatori, appassionati o professionisti del settore, tutti potranno unirsi ai programmi culturali, agli eventi e alle conferenze dedicate al mondo dell’arte e della fotografia attraverso il sito www.musement.com o tramite il sito www.miafair.it.


MIA Photo Fair 2019
The Mall - Milano Porta nuova
Dal
22 al 25 marzo 2019
Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair: Via San Vincenzo 22 - 20123 Milano - T. +39.02.83241412 - info@miafair.it - www.miafair.it sofia.boffardi@miafair.it marketing@miafair.it

Ufficio Stampa: CLP Relazioni Pubbliche - T. +39.02.36755700 - stefania.rusconi@clponline.it . www.clp1968.it 

The Mall - Milano Porta nuova
P.zza Lina Bo Bardi
Milano

 

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Gianni Mania: Vista mare, Editoriale Giorgio Mondadori

Presentato all'Associazione Chiamamilano il libro fotografico VISTA MARE del fotografo Gianni Mania, Editoriale Giorgio Mondadori - Gruppo Cairo.
Con l’autore Carlo Motta, Responsabile Libri Editoriale Giorgio Mondadori e Alessia Locatelli, critica e curatrice fotografica.

Alessia Locatelli, Gianni Mania e Carlo Motta, © Alessandra Finzi

 Una narrazione visiva che, dal 1980 circa, accompagna il fotografo nelle spiagge della sua terra, la Sicilia. Un racconto amorevole ed ironico, attento e partecipato, che mostra negli anni il cambiamento antropologico e sociale dei costumi di un’Italia, tra futuro e tradizione.
Il libro fotografico del siciliano Gianni Mania si snoda sul doppio filo della ricerca etnoantropologica e dello studio sul paesaggio. Con contributi di Paolo Barreto Sanchez, Alessia Locatelli, Elisa Mandarà, Andrew Wordsworth.

VISTA MARE  di Gianni Mania
Testi di
: Polo Barreto Sanchez, Alessia Locatelli, Elisa Mandarà, Andrew Wordsworth.
EditoreEditoriale Giorgio Mondadori - Gruppo Cairo
Pagine
151
Lingua
Italiano-Inglese
Prezzo: €. 35,00


Una narrazione visiva che, dal 1980 circa, accompagna il fotografo nelle spiagge della sua terra, la Sicilia. Un racconto amorevole ed ironico, attento e partecipato, che mostra negli anni il cambiamento antropologico e sociale dei costumi di un’Italia, tra futuro e tradizione.
Sono un centinaio le fotografie con il quale l’autore getta occhio e cuore sul mare della costa iblea a partire dal 1996. La principale chiave d’accesso al volume è la struttura bipartita del lavoro, il cui primo movimento è un autentico essai antropologico, che indaga su una colorita realtà di bagnanti riversati sulle spiagge. D’altra natura è la seconda parte del volume, che raccoglie foto dell’ultimo decennio creativo di Mania, dove la presenza fisica dell’uomo è azzerata, allusa semmai. È fotografia di paesaggio, al movimento segue dunque la stasi, alla ricchezza di dettagli, informazioni, sguardi, segue l’essenzialità dei pochi elementi compositivi. In realtà la mano è una, medesimo il rigore strutturale, unitario lo sguardo, anche quando posato su occasioni differenti. Il libro nella sua interezza è una lettura articolata del paesaggio.


Un universo quello siciliano pieno di contrasti metafore e miti tante volte infranti, che Gianni con la sua costanza, caparbietà e momenti di grande riflessione riesce a mettere in evidenza.

Polo Barreto Sanchez 


Vista Mare, una breve introduzione.

Molto tempo prima dell'uscita di “Vista Mare”, Gianni Mania mi fece vedere degli scatti inediti, in una sequenza embrionale che però già possedeva in nuce la stessa potenza espressiva e la stessa ironia intelligente che ritrovate oggi sfogliando le pagine di questo libro.
L'Italia è un paese incorniciato dal mare. Sulle sue sponde per secoli uomini e donne si sono nutriti delle risorse ittiche, dedicati al commercio e all'esplorazione, partendo dalle coste per divenire leggendari avventurieri e tra i primi mappatori del bacino del mediterraneo. Le acque del mare nostrum sono state protagoniste indiscusse dello sviluppo economico e culturale che ha reso per secoli il Belpaese un luogo immancabile di formazione e visita obbligata per i giovani della futura classe intellettuale europea.
Oggi l'approccio alle spiagge ed alle verdi acque marine è mutato. Accanto alle professioni tradizionali legate al mare, come la pesca e la navigazione, il turismo contemporaneo di massa ha creato un soggetto inedito: il bagnante professionale.
Orde di uomini e donne che, nei mesi estivi, si riversano nelle località balneari creando postazioni semi-permanenti di ombrelloni, pali e teli per godere del sole senza subirne i danni, apparecchiando letteralmente tavoli in spiaggia e posizionando sedie e sdraio tutt'intorno.
La Sicilia, isola di residenza del fotografo, non è esente da questa moderna abitudine di colonizzare periodicamente le sue preziose sponde. Tale prospettiva crea una sorta di membrana protettiva e non solo dai raggi solari, bensì dagli occhi altrui, il che permette di vivere lo spazio “conquistato” sulla rena come un'area personale, in cui si allentano le regole del vivere sociale e, complice il caldo estivo, si creano dinamiche che riproducono la vita casalinga.
Si assottiglia quindi il divario tra il comportamento etico - a cui la società ha assegnato uno status deontologico comune - e la sfera del privato, lasciando così intravedere alcune intime consuetudini degli italiani. E' su questo pertugio che si affaccia lo guardo esterno - il passante che sbircia con la coda dell'occhio nei singoli accampamenti - o la visione gradevolmente antropologica di Gianni Mania che sa cogliere iconograficamente quella “privacy” effimera, catturando momenti di intimità che in pubblico creerebbero vero imbarazzo.
La visione del fotografo si sviluppa in un arco temporale ampio, simbolo ulteriore dell'attenzione e della capacità strutturale dedicata al progetto; gli scatti dei bagnanti risalgono al periodo 1998-2006, mentre il resto delle immagini è stato documentato nell'ultimo decennio.
Posture innaturali alla ricerca del sottile cono d'ombra, sguardi assonnati o vere e proprie “pennichelle” dopo un pantagruelico pranzo, scorci di gambe lattee dietro ai teli e anziani che – nonostante il sole diretto non sia più piacevole - per nulla rinuncerebbero a godersi a loro modo la spiaggia. Ma anche primi piani di uomini donne e bambini, felici di essere al mare, perché nulla è più bello e salutare del sole estivo in una delle più incantevoli isole del Mediterraneo!
Chiude il libro una serie di scatti suggestivi su vedute silenti dell'isola, quasi un contrappasso dopo tutto il rumore creato dalla massiccia presenza umana, permettendo così anche alla vista di riposare, di scorrere serafica su particolari iconici o estetici, di perdersi nei blu intensi del cielo e del mare o collezionare visivamente pezzi di storia del paesaggio - urbanizzato e non - che Gianni Mania ha saputo cogliere e restituire nelle pagine di questo riuscito libro fotografico.

Alessia Locatelli, Milano, 2017


Gianni Mania (Scicli/RG,1967), si avvicina al mondo della fotografia negli anni 80, facendo di una passione il proprio lavoro. Approfondisce le proprie conoscenze negli Stati Uniti dove ha frequentato stage di fotografia pubblicitaria e industriale. Nonostante l‘impegno professionale, non ha mai tralasciato la ricerca personale, proiettando il suo sguardo oltre che nella sua Sicilia anche oltre, dal Medio Oriente al Nord Africa, riuscendo negli anni a formare un ricco archivio di immagini. Dal 1993 ha partecipato a varie mostre collettive e personali, in Italia e all’estero. In Francia ha esposto accanto ai grandi nomi della fotografia internazionale, come Ronis, Koudelka, Biasucci, e Berengo Gardin.
In Italia ultima in ordine la personale a Roma presso l’Istituto di Cultura FranceseVerso l’infinito”, le collettive “Orme” presso le Ciminiere a Catania, “Artisti di Sicilia” a cura di Vittorio Sgarbi a Favignana e Catania.
Le sue ultime pubblicazioni fotografiche sono “Viaggio in Sicilia” con testo di Armando Masserenti, i “Planeta”, con testo di Oscar Giannino, “Vista Mare” Editoriale Giorgio Mondadori, con testo di Alessia Locatelli.
Vive e lavora a Scicli, dove gestisce uno studio fotografico e uno spazio espositivo aperto ai fotografi.
www.giannimania.it


Alessia Locatelli - Contemporary Art & Photographic Curator - Critic - alessia_locatelli@hotmail.com - skype: alelko


ChiamaMilano
Via Laghetto, 2,

20122 Milano MI
T. 02 7639 4142 - http://www.chiamamilano.it - chiamamilano@chiamamilano.it

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Domenico Mancuso, “Tieffe”: L’arte del viaggio, Palazzo Pirola, Gorgonzola (MI), dal 16 al 24/03/2019

Inaugurazione 16 marzo 2019, ore 18:00

Nella Rassegna “Arte a Palazzo”  sono esposte oltre 40 tele a conferma di un percorso artistico lineare, legato alla ricerca, alla forma, al colore. Una pittura esistenziale, a volte malinconica, ma sempre col piglio di una filosofia che ci vuole ricondurre al pensiero, alla riflessione come slancio per un tempo migliore.
"Le mie tele non hanno titolo, sono libere/ democratiche, si prestano al giudizio di chi vuole guardare meglio per trovare quella positività anche dove “ La vera vita sembra assente”, mentre sta a noi decidere che la vera vita sia presente, non importa se gli occhi rimangono tristi anche quando sorridiamo, l’importante è trovare un piccolo tempo per una piccola emozione".
Un compito difficile per un artista contemporaneo legato alla storicità di un tempo da recuperare…
La mostra si è aperta con le parole del Critico d’arte Dott. Giorgio Gregorio Grasso e altre personalità del mondo dell’arte.

Le sale di Palazzo Pirola sono un luogo ideale per accogliere un progetto in cui le regole dell’arte vivono in uno spazio circoscritto e gravido di conflitti entro cui si svolge una determinata attività.
La posta in Gioco? I diversi gradi emozionali e consapevolezze che declinano in un non detto da ricercare nelle forme, nei colori, nei contesti di uno strutturalismo riformulato in senso generico e costruttivo dove il soggetto spesso diventa oggetto per lasciare spazio a una lettura in cui ritrovarsi…
L’arte salverà il mondo? Io non credo. Sicuramente l’arte è un momento bellissimo da vivere individualmente o meglio aggregandosi, condividendo con l’idea di ritornare a usare le parole, i toni, i timbri delle voci, l’espressione del viso, un sorriso, tutte cose che i social non ci possono regalare…

Domenico MancusoTieffe”, architetto con la passione per la Pittura.
Un percorso artistico di pregio. Da Brera alla 57° Biennale di Venezia attraverso la riscoperta dell’oggettività della figura che si racconta senza il piglio tecnico di attingere dalle tendenze del mercato.
Alcune delle tappe più significative: Artista dell’anno per Biancoscuro Magazine nel 2015, premiato con il Leone di Venezia categoria impressionisti.
Presente con 10 tele per Expo 2015 a cura del critico Giorgio Gregorio Grasso presso la centrale idroelettrica di Trezzo per Enel Energia. Scelto da Vittorio Sgarbi, Direttore di Expo 2015 Lombardia per esporre nella sezione maestri presso Villa Bagatti/ Valsecchi. Espone con tre lavori ai Magazzini del Sale Venezia; presente a Palazzo Zenobio, Venezia, con Giorgio Gregorio Grasso per la rassegna del cinema e successivamente per la rassegna dell’architettura…

Premio Botticelli  con Vittorio Sgarbi. Espone con l’architetto internazionale Osvaldo Andrade in un tour Milano/Londra/ Brasile. A Milano con Salvo Nugnes.
Presente nella collezione privata di arte Contemporanea di Vittorio Sgarbi con due tele. Membro della commissione dei sette per la scelta e l’elaborazione del logo internazionale per l’evento Mondiale dei Lions a Milano.
Primo alla Biennale di Giorgio Gregorio Grasso, secondo al Mag (Mediolanum Art Gallery) di Padova.
Pubblicazioni, trasmissioni televisive e diverse collettive…
Il catalogo “L’arte del Viaggio” è stato inserito alla Laison Library delle TATE Modern di Londra.

Simone Rossetti Bazzaro

Un Evento nell’ Evento

Simone Rossetti Bazzaro  alla mostra ha musicato le tele di Mancuso con il suo violino.

Simone che ha accompagnato le poesie di Alda Merini che poi ne scrisse tre dedicate a lui. Simone che accompagna nei teatri la Guerritore, che collabora con Zucchero, La Mannoia, Ruggeri. Simone che nelle Sfilate di Marras e molto altro ancora...

Domenico Mancuso "Tieffe"
Riflettere ed approfondire L'arte del viaggio
Arte a Palazzo
Curatore
: Giorgio Gregorio Grasso
Con il patrocinio del: Comune di Gorgonzola
Dal 16 al 24/03/2019
Orari: dal lunedì al venerdì 18.30 - 21.00; Sabato e domenica 10.30 12.30 - 15.30 21.00
Ingresso: libero
Informazioni: mimmino1257@libero.it - M. +39 3487119243 - https://www.facebook.com/events/370099370491253 - https://palazzopirola.it/primavera-a-palazzo-2019
Ufficio Cultura Comune di Gorgonzola: T. 02 95701211


Palazzo Freganeschi-Pirola
Piazza della Repubblica 1

Gorgonzola (MI)

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Giovanni Maranghi: “Piena di te è la curva del silenzio”, Mondadori Megastore Piazza Duomo, Milano, dal 12/03 al 31/03/2019

Inaugurazione 14 marzo ore 19.00 
Interverranno: l’artista  Giovanni Maranghi, il critico Ivan Quaroni, Roberto Milani e il curatore di St art, Angelo Crespi.


Giovanni Maranghi, Ivan Quaroni, Angelo Crespi, Silvia Basta e Roberto Milani

Giovanni Maranghi è una delle grandi voci della pittura italiana.
Educato alla scuola del Rinascimento toscano a cui egli si abbevera per nascita e residenza, ha saputo aprirsi alla contemporaneità senza snaturare l’essenza della grande arte. La passione per il disegno e una straordinaria capacità coloristica gli hanno permesso di confrontarsi con l’international style senza timori di sorta, fortificando negli anni uno stile che lo rende straordinario nel panorama italiano. Le sue donne, sinuose e seducenti, che si accampano su accese campiture di colore, oppure che superano il brusio di sottofondo di altri segni, insieme memoria e sostanza, sono emblemi dell’amore per il mondo femminile, un amore che spesso coincide nei grandi artisti con l’ossessione. Le donne raffigurate da Maranghi non sono reali (quand’anche lo siano), bensì somigliano a idealtipi, più forme che corpi perfino quando l’artista tende a sovraesporne la corporeità, esse a ben guardare si appalesano allo sguardo dello spettatore solo nel profilo; è il contorno che le definisce e ci permette di appuntarle al muro e mandarle a futura memoria, non hanno carne né pelle, sono incorporee, fantasmi, esiste solo l’involucro esterno, memoria del dentro, stampiglio che permette di riprodurne all’infinito una serie, in un delirio d’amorosi sensi tra creatore e creatura.

E questo amore si coglie anche nella serie scelta per questa esposizione, in cui si sono privilegiati i “crystal” (opere realizzate su di una pellicola trasparente in PVC), che anticipano la mostra dall'omonimo titolo “Piena di te è la curva del silenzio” a cura di Ivan Quaroni, che si terrà a Matera dal 13 aprile all’11 maggio, in occasione dell’anno della cultura, in collaborazione con Casa d'Arte S.LorenzoKunst Galerie Bech.
L'esposizione organizzata da Atelier Arte ( Ipogeo, vico S.Agostino, 24/25, Sasso Barisano – Matera) è patrocinata da Comune di Matera, Città dell'UNESCO e Capitale Europea della Cultura 2019 e dalla Fondazione Matera - Basilicata, Capitale della Cultura 2019.

Giovanni Maranghi, Ivan Quaroni, Angelo Crespi, Silvia Basta e Roberto Milani

Giovanni Maranghi nasce nel 1955 a Lastra a Signa (FI). Svolge i suoi studi nella vicina Firenze, si diploma al Liceo Artistico “Leon Battista Alberti” per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura dell’ateneo fiorentino. Alterna gli studi da universitario con la frequentazione dei corsi di nudo libero presso l’Accademia delle Belle Arti. Frequenta in quegli anni artisti del calibro di Primo Conti, Lucio Venna e Paulo Ghiglia. A vent’anni, presenta una personale alla Galleria San Ferdinando di Bari.
Fra gli appuntamenti di maggior rilievo di questi primi anni, si ricorda: Galleria d’Arte Spinetti di Firenze (1982), Galleria Dalders ad Amsterdam (1985), Galleria Diva di Bruxelles (1987).
Gli anni ’90 si aprono con un’importante personale La poltrona dei sogni alla Galleria Nuovo Sagittario di Milano. Sempre in questi anni sarà protagonista negli Stati Uniti, a Carmel in California con una personale alla Medici Gallery e ancora allo Studio 205 di Chicago e nel 1997 con una personale a New Orleans.
Il nuovo secolo si apre con Gnacchi e Timparlini all’Hotel Excelsior di Firenze; una mostra ispirata alle “poesie metasemantiche” di Fosco Maraini. Nel 2001, Mondadori Editore, gli dedicherà un redazionale e uno specialsul periodico Arte. Espone per la prima volta a Parigi nel 2003, con Illusiones coscientes alla Galleria Nichido. Fra il 2005 e la fine del 2007 altri importanti appuntamenti, Siena, Pietrasanta (LU), Matera, Firenze (all’interno delle Palazzine Lorenesi in occasione di Pitti Immagine) e Forte dei Marmi (LU). Contemporaneamente espone in Olanda, Francia, Russia e Stati Uniti. In questi anni, Maranghi, oltre all’Encausto, tecnica da lui a fondo indagata, sperimenta altre soluzioni, che vanno dal “collage”, alle più attuali “resine”.
Il 2008 è l’anno di Extra – Large Barocco, mostra di particolare interesse e grande fascino all’interno della Basilica della SS. Vergine del Carmelo a Piacenza, dove il tema della donna si confronta con quello della clausura.
Di lì a poco, altri due appuntamenti non meno importanti: Donne, trenta opere che ancora indagano il mondo femminile, esposte alla Galleria Brunetti di Ponsacco (PI) e Colazione da Maranghi, originale evento, all’interno dell’Antico Spedale degli Innocenti a Firenze, in occasione del quale presenta il calendario Mukki Latte per l’anno 2009. Anno che avrà quattro importanti appuntamenti, a Palm Beach alla Galleria Faustini, alla Chetkin Gallery di New York, alla De Freo Gallery di Goteborg (Svezia) e a Parigi in occasione dell’inaugurazione della nuova galleria Art Comparaison di Tatiana Tournemine.
Nel 2010 Maranghi è ancora protagonista in Svezia, a Simrishamn, nella nuova sede della De Freo Gallery e poi alla Faustini Arte al Forte dei Marmi. Particolare la mostra curata dalla De Freo Gallery a Monte Carlo (Principato di Monaco) nel 2011, durante il 69° Gran Premio di Formula 1, sullo yacht Planet 125 Euro Choo-Chooe la performance organizzata all’interno dei grandi magazzini NK di Goteborg, dove Maranghi ha dipinto davanti ad un folto pubblico.
Il tenore Andrea Bocelli lo invita ad allestire una mostra a Lajatico (PI), Art Food - cibo per la mente in occasione del Teatro del Silenzio 2011. Di seguito, espone alla De Freo Gallery di Berlino e alla Galerie Tatiana Tournemine di Parigi insieme alla designer di gioielli Jade Jagger. Nel 2013 espone le sue opere nella Gallery Plexus in Montreux (Svizzera), a seguito espone, presentata dal prof. Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, la mostra Casta Diva nella Sala delle Colonne del Comune di Pontassieve (FI). Nel 2014, tale mostra è stata presentata a Stoccarda (Germania), nella Sala degli Specchi dello Schoss Solitude, ai membri del Business Club Stuttgart.
Con la mostra Sono quella che sono, patrocinata dalla De Freo Gallery, Maranghi torna a Goteborg per presentare una serie di nuove opere all’interno del prestigioso Sankt Jörgen Park Resort, poi presentata da Antonio Natali e con un saggio critico di Ivan Quaroni, espone a Palazzo Medici Riccardi (sede della Provincia di Firenze) Una storia in biancoa cura di Filippo Lotti e Roberto Milani in collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo, successivamente, presso Unico Ovunque Arte a Firenze presenta la mostra dal titolo Una firma in rosso. Ha realizzato per Toscana Energia il calendario 2015.
Nel 2015, in compagnia di altri quattro artisti italiani, inaugura lo Spazio Italia per Milano EXPO 2015 a Pechino con la mostra Capriccio Italiano, in seguito, presenta una sua personale a Berlino da De Freo Gallery, in maggio è nuovamente a Stoccarda con la APB Kunstgalerie, presso la sede generale della Bethmann Bank con Highlights, fino ad arrivare a Trasfigurazione, presso il Museo di Arte Sacra di San Piero in Bossolo (FI).
Nei primi mesi del 2016 Buon segno non mente, personale presso la Fornace Pasquinucci di Capraia Fiorentina, in qualità di Ospite d’Onore e un ulteriore presenza presso la sede della Bethnmann Bank di Stuttgart.
In giugno e luglio è presente a Castiadas per uno Specialalla Settimana dell’Arte, organizzata da Casa d’Arte San Lorenzo e a Schwabisch Gmund, nel Museo Villa Seiz, insieme allo sculture tedesco Max Seiz. In ottobre a Stuttgart, Angel & Wolkersinsieme a Kunstgalerie Bech, lo invitano per una personale.

Numerose anche le partecipazioni ad alcune delle maggiori mostre mercato d’arte: Bergamo, Ginevra, Bari, Bologna, Genova, Istanbul, in Francia e in Olanda. Hanno scritto di lui, tra gli altri: Cristina Acidini, Romano Battaglia, Giuseppe Bilotta, Fabrizio Borghini, Luciano Caprile, Roberto Ciabani, Alessandro Coppellotti, Maria Vittoria Corti, Francoise de Céligny, Giovanni Faccenda, Alessandra Gaeta, Silvano Granchi, Thibaud Josset, Filippo Lotti, Ilario Luperini, Albert Manstembrock, Fosco Maraini, Alessandro Marini, Nicola Micieli, Roberto Milani, Antonio Natali, Nicola Nuti, Tommaso Paloscia, Patrice de la Perrierè, Giulio Pisani, Stéphanie Portal, Daniela Pronestì, Ivan Quaroni, Leonardo Romanelli, Gregorio Rossi, Alessandro Sarti, Maurizio Vanni.

Giovanni Maranghi  "Piena di te è la curva del silenzio"
Dal
12/03 al 31/03/2019

Inaugurazione: 14 marzo ore 19.00
Mostra inserita nel progetto: Start L’arte per tutti
A cura di: Angelo Crespi
Orari9-23
Ingresso: libero
http://www.mondadoristore.it

Mondadori Megastore Piazza Duomo
Spazio eventi, Piano 3
Piazza Duomo 1
Milano

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