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Archivi categoria : Mostre Milano

Chorus, M.A.C. – Musica Arte e Cultura, Milano, dal 27/11/2019

Il M.A.C. Musica Arte e Cultura ospita la mostra "CHORUS", curata da Valerio Dehò e organizzata da Ilaria Centola, che coinvolge dieci artisti, dieci solisti, che con i loro lavori danno vita a un dialogo e a un confronto attraverso tecniche e linguaggi diversi, pittura, scultura e installazione.
L'esposizione densa e articolata, della durata di una settimana, dal 27 novembre al 4 dicembre, punta all'incisività, intende lasciare un segno forte, scatenare suggestioni ed emozioni nel pubblico. Il M.A.C., luogo consacrato alla cultura, è un'istituzione aperta all'intersecarsi dei linguaggi e delle culture, perfettamente in linea con quelli che sono gli intenti di CHORUS.
Gli artisti coinvolti sono: Danilo Ambrosino, Adriano Cecco, Marzio Cialdi, Terenzio Eusebi, Giorgio Palù, Carlo Pasini, Flavio Pellegrini, Andrea Prandi, R.E.M.I.D.A., Francesco Silvestri.
I percorsi individuali di ciascun autore sono profondamente legati alla contemporaneità e riuniti in una mostra da considerarsi una grande "opera aperta", come la definisce il curatore Valerio Dehò. L'esposizione, infatti, mette in evidenza la particolarità e la scelta di percorsi individuali, in cui la creatività e la volontà di fare arte restano alla base di un fenomeno che travalica i singoli e si trasmette alla società. Il coro si intende come un luogo in cui si "produce", dedicato al mettersi insieme pur rimanendo distinti e autonomi, ognuno con la propria personalità ben delineata.
Fra i lavori esposti emerge una vena più intimistica, filosofica e riflessiva nelle opere di Terenzio Eusebi dove vengono trasferite con disegni e appunti, di grande e rara poeticità, esperienze negative della vita, quasi con l'intento di espiarle; per Andrea Prandi la complessa e intricata mente dell'uomo viene rappresentata dall'immagine del labirinto, resa in varie forme, o ancora, nelle sculture di Flavio Pellegrini l'analisi dell'identità e del succedersi degli stati d'animo, diviene un dialogo sul rapporto tra le forme e le emozioni, in cui l'astrazione è il risultato di un attenta costruzione di visioni multiple e interpretazioni non univoche.

Flavio Pellegrini: Indissolubile, 2019, legno e acrilico, cm43x70x22

Nelle tele di Adriano Cecco la realtà viene trasformata in forme astratte con un impianto cromatico minimale, semplificato ed alludono a un percorso individuale in cui la ricerca di una spiritualità si ritrova nella memoria. Forme e colore assumono importanza fondamentale anche nei lavori di Giorgio Palù che esprimono l'esigenza di riuscire a dare una forma emozionale alla materia e al rapporto tra la forma-colore e la forma-archetipo. Una visione legata invece al meraviglioso e allo straordinario è presente nelle opere di Carlo Pasini al cui interno, l'artista, ha saputo creare delle sorprese, una sorta di opere-trappola che visivamente forniscono alcune informazioni smentite poi da un esame più ravvicinato. Il gruppo dei R.E.M.I.D.A. considera l'artista colui che può mutare gli oggetti della realtà in opera d'arte e di conseguenza trasformare qualsiasi cosa in oro. Così gli Homeless, volti straordinari e unici, forti della loro verità, raccolgono il superfluo delle vite degli altri e lo fanno diventare il proprio tesoro personale.

R.E.M.I.D.A.: Marzia la collezionista, 2015, scatola in legno, oggetti di recupero, stampa su plexiglass_foglia oro, cm50x50-cm50x100

Elementi legati alla spiritualità e a un repertorio di simboli ritornano nelle sculture di Francesco Silvestri, l'uovo cosmico e il segno dell'infinito diventano metafora dell'ideale relazione fra micro-macro cosmo.

Francesco Silvestri: Uovo cosmico, Hiramyagarbha, legno e acciaio, diametro cm 60x 10

Maggiormente ispirati da temi che riguardano l'attualità sono Maurizio Cialdi e Danilo Ambrosino. Tutto il lavoro di Cialdi si articola in un rapporto continuo con il mondo circostante, le sue istanze e i suoi problemi; le forme chiuse, triangolari con gli angoli tondeggianti sono un elemento dell'allegoria che l'artista costruisce attorno al Global warming, al concreto pericolo di una distruzione del pianeta. La ricerca di Ambrosino, nei suoi lavori recenti, si concentra invece sul corpo ed in particolare quello dei migranti, corpi solidi, in pericolo, terrorizzati dall'idea della morte e da un futuro indefinito.

Accompagna la mostra un catalogo con testi critici di Valerio Dehò.


CHORUS
A cura di: Valerio Dehò
Inaugurazione: mercoledì 27 novembre, ore 18 - 21
Dal 28/11 al 4/12/2019
Orari: tutti i giorni dalle 11 alle 19
Ingresso:libero
Informazioni: info@stepartfair.com - www.stepartfair.com
Ufficio Stampa: IBC Irma Bianchi Communication - T. +39 02 89404694 - M. +39 334 3015713 - info@irmabianchi.itwww.irmabianchi.it

M.A.C.
Musica Arte e Cultura

Piazza Tito Lucrezio Caro 1
Milano

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Serge Attukwei Clottey: Sometime in your life, Galleria Lorenzelli, Milano, fino al 31/12/2019

Lorenzelli Arte riprende la stagione espositiva con la mostra Sometime in your life dell'artista ghanese Serge Attukwei Clottey, aperta al pubblico dal 12 ottobre al 31 dicembre 2019, dimostra come l'impegno sociale nell'arte possa coinvolgerci con la poesia.

Serge Attukwei Clottey, nato ad Accra, dove vive e lavora, nel 1985, Serge Attukwei Clottey è conosciuto a livello internazionale per le sue partecipazioni a numerose occasioni espositive in Europa e negli Stati Uniti, ultima delle quali al quartier generale di Facebook a San Francisco nel 2018, dove ha realizzato la monumentale installazione dell'opera Kusum Gboo Ga (La tradizione non muore mai). La mostra Sometime in your life propone una serie di opere realizzate apposta per l'occasione e fornisce uno spaccato delle nuove tendenze e delle sfide che affrontano gli artisti africani contemporanei per capire il contesto in cui nascono questi lavori, ovvero il panorama culturale, sociale ed economico da cui provengono. Centrale nel lavoro di Clottey è il dialogo con la storia culturale e politica del suo paese, il Ghana.
Le opere esposte, enormi tappeti, costituiti da tessere di plastica gialla unite fra loro da fili di rame, sono realizzate utilizzando le taniche gialle che l'artista, insieme al suo collettivo, ha raccolto per le strade e le spiagge di Accra. Questi contenitori, i gallons, furono portate dall'Europa durante l'era coloniale e costituiscono un immenso problema ecologico in Ghana, dove esistono poche iniziative per lo smaltimento e il riciclaggio. Conosciuti come galloni Kufuor - da John Kufuor, il secondo presidente della Quarta Repubblica del Ghana - queste taniche sono storicamente legate a gravi carenze idriche ad Accra.
I gallons vennero portati in Ghana dall'occidente, dall'Europa principalmente, come contenitori per olio da cucina o benzina, e furono quindi riutilizzati dalla popolazione ghanese per conservare acqua e far fronte al grave problema della siccità. Attukwei, mosso dall'obiettivo di restituire alla zona di provenienza un oggetto con una forma ma soprattutto con un valore diverso, iniziò a reinventare la finalità di questi oggetti come concetto fondante di un movimento artistico che chiamò Afrogallonism, che si può definire un riuscito esperimento di giustizia ambientale e sociale.
L'idea dell'Afrogallonism è quindi quella di cambiare la forma di un oggetto, diventato simbolico per la popolazione e che rappresenta un grandissimo problema per il suo paese, attraverso un concetto artistico che esplora la relazione tra l'oggetto stesso e il consumo e le necessità per la vita dell'Africa moderna. Attukwei trasforma il rifiuto in arte, attraverso materiale facilmente disponibile e a fortissima valenza politica, indagando la potente rappresentatività degli oggetti di uso comune e quotidiano ed esplorando narrazioni personali e politiche profondamente radicate in storie di scambi e di migrazioni.

Le sue opere, che tradiscono il legame con la tradizione tessile africana del Kente, sono arditi assemblaggi che esplorano i linguaggi della forma e dell'astrazione con le quali eleva il materiale ad un potente simbolo del sistema economico, del commercio e del riutilizzo, ma anche della globalizzazione e del ruolo del Ghana in questo contesto. L'artista ghanese utilizza i galloni tagliandoli in frammenti per ridurne il volume e quindi crea questo processo di tessitura nel quale fonde diverse storie, i galloni provengono da persone diverse e da diverse parti del paese. Ogni tessera di plastica ha tonalità di giallo diversa per la differente provenienza geografica, per il contenuto originario (benzina o olio) o a causa dell'età dei barili. Le tessere riportano anche i segni che servivano al riconoscimento dei galloni da parte dei proprietari oppure i codici a barre che creano una sorta di tessuto mimetico o i caratteri cinesi, indicativi di nuovi riferimenti di potere in Ghana.
Attukwei ripropone le taniche anche per creare maschere ossessionanti, murales e installazioni di arte pubblica. Fondamentale per lui è la nozione di performance come attività quotidiana non solo perché, insieme al suo collettivo GoLokal, si esibisce spesso a fianco delle installazioni, coinvolgendo la sua comunità nel dialogo su temi di giustizia economica, ambientale e sociale, ma anche per le modalità di approccio al lavoro, alla semplice ricerca del materiale

Il catalogo è stato realizzato in collaborazione con 1957 Gallery (Ghana). Testi critici di Kristen Windmuller-Luna, curatore del Dipartimento di Arte Africana del Brooklin Museum di New York e Marina Novelli, Professor of Tourism and International Development - University of Brighton


Serge Attukwei Clottey: Sometime in your life
Dal 11/10/2019 al 31/12/2019
Vernissage: 11/10/2019 ore 18.30
Ingresso: libero
Orari: 10.00-13.00 e 15.00-19.00, dal martedì al sabato (lunedì su appuntamento, festivi chiusi)
Informazioni: T. +39 02 201914 - fax +390229401316 - info@lorenzelliarte.comwww.lorenzelliarte.com - www.consolatodelghana.itinfo@consolatodelghana.it
Catalogo: Lorenzelli Arte n.160 in collaborazione con 1957 Gallery (Ghana), testi di Kristen Windmuller-Luna e Marina Novelli
Come raggiungerci: Metropolitana 1 (rossa)/Porta Venezia - Tram: 9/p.zza Oberdan - Passante ferroviario/Porta Venezia
Ufficio Stampa: Emanuela Filippi / Eventi e Comunicazione - T. +39.02.4547.9017 - +39.392.3796.688 - eventiecomunicazione@gmail.com

LORENZELLI ARTE
Corso Buenos Aires 2
20124 Milano

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Andrea Viviani: Le Ospiti, Galleria Teseo Arte, Milano, dal 14 al 28/11/2019

La mostra “Le Ospiti” a cura di Marco Teseo e Alessandra Valota, conclude il calendario degli eventi del 2019 della Galleria Teseo Arte, a Milano.
In esposizione dal 14 al 28 novembre è possibile ammirare le allegre e sognanti opere di Andrea Viviani, scultore trentino, che da anni rende arte la ceramica, sbucare da un tappeto di foglie autunnali.

Con un corpus di oltre 20 sculture, i suoi lavori uniscono spirito concettuale e spirito figurativo che riuscendo a proiettare in un immaginario infinito di forme ed evocazioni, stupiscono lo spettatore sulla straordinaria mutevolezza del materiale.
Proprio attraverso le molteplici sfaccettature delle opere, infatti, i soggetti vengono parzialmente celati e/o a volte dissacrati. Il riconoscimento ne diviene possibile solo attraverso l’interpretazione polisemica delle varie prospettive.
Dai tempi più antichi l’utilizzo della ceramica ha stimolato la fantasia dei più grandi esponenti artistici. È con l’intrigante e costante ricerca di Andrea Viviani che il nobile materiale ci porta in un mondo alchemico, dove Totem di casette alternandosi a sfere, sfidano la forza di gravità. Ne rimane uno spazio di limbo dove precarietà e ambivalenza richiamano lo spazio dell’esistenza umana.
Lo spettatore, si trova di fronte a volti di pesci umanizzati caratterizzati da espressioni bizzarre che ricordando le caricature di Giorgio Forattini, si scrutano, interrogano e creano dubbi e domande.
Ed ecco che la materia è plasmata da una sensibilità poetica, l’arte diventa un racconto, manifesto, e come parole, definisce un concetto nello spazio, trasmesso come una voce narrante, quasi come fossimo in una sinestesia , le parole vengono viste, il colore sentito, la forma percepita.
La complessità della realizzazione nelle opere di Andrea, definisce un disegno apparentemente disordinato che ha la natura dei sogni, dei desideri e pensieri dell’artista, saldati e impressi in una realtà dove ordine e disordine creano sintonia.
Il valore artistico è l’eccezionale capacità evocativa delle opere in grado di suscitare forti e vive sensazioni in chi osserva. Le opere, scultoree, rappresentano un percorso differente di volta in volta.
La ceramica viene modellata, levigata, patinata, come se la mano della natura la plasmasse con il linguaggio della Fantasia.
Un’arte figurativa che non si guarda, ma si sente”, un’arte che si guarda sentendo.

Andrea Viviani nasce a Tione di Trento nel 1970. Da sempre appassionato all’arte ha cominciato a praticare la pittura in tenera età. Durante il periodo universitario frequenta Campiglio e la Galleria d’Arte dei fratelli Orler. Qui conosce, tra gli artisti che gravitavano in galleria, Riccardo Schweizer (1925/2004). Maestro di grandi insegnamenti e convinzioni, “…bisogna disimparare per far posto alla poesia…in definitiva l’opera d’arte è una somma di errori…” è proprio Riccardo Schweizer che nel 1999 gli fa conoscere Roger Capron (1922/2006), importante artista ceramista francese che viveva a Vallauris, località francese conosciuta per essere stata la culla, nella seconda metà del 900, della ceramica moderna e contemporanea.
Lavorando per vari periodi in Provenza, presso l’Atelier Capron, Viviani entra nel mondo della scultura ceramica.
Ritornato in Italia nel 2002 apre il suo Studio d’Arte a Madonna di Campiglio, dove attualmente vive e lavora. Iniziano qui importanti collaborazioni con architetti e gallerie d’arte. Nel 2007/2008 collabora con “Il Sole 24 ore” per l'inserto “Progetto Manager” con dipinti e opere grafiche a commento degli articoli pubblicati.
In questi anni Viviani ha partecipato a numerose mostre presso gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero aggiudicandosi riconoscimenti istituzionali e vincendo concorsi pubblici per la realizzazione di Opere d’Arte di rilievo. Ad oggi alcuni suoi lavori sono presenti in importanti istituzioni Museali: in Germania presso il Keramic Museum Westerwald di Hohr-Grenzhausen, in Svizzera presso il Musée de Carouge a Ginevra, in Italia presso il Museo dell’Accademia delle Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e presso il Museo delle Ceramiche Cielle di Castellamonte (TO), per citarne alcune.

Mostre
2019. 
Milano, Le Ospiti. Galleria Teseo Arte, a cura di Marco Teseo e Alessandra Valota. Dal 14 al 28 novembre. Personale; Repubblica di San Marino, Terre Aritmiche. Galleria d'arte Spazio Onofri, a cura di Andrea Della Balda e Maria Grazia Selva. Dal 14 settembre al 5 ottobre. Personale; Madonna di Campiglio, Le mille facce della montagna. Sala della Cultura di Madonna di Campiglio, a cura di Giulia Cirillo e Cesare Orler. Dal 20 al 27 Luglio. Collettiva.; Albissola, Nebulosa Marina. Installazione scultorea permanente per il Comune di Albisola, a cura dell’Assessorato per le Opere Pubbliche e il Turismo; Brescia, Quante storie sulla luna, Galleria Colossi Arte Contemporanea. Dal 13 Aprile al 27 Luglio. Collettiva
2018. Milano, Teseo Arte, dal 1  al 31 Dicembre, collettiva.; Milano, Grand Art, Galleria Colossi Arte dal 9 all'11 Novembre. Collettiva; Milano, VS Arte Contemporanea, Dal 6 Dicembre al 6 Gennaio 2019, collettiva.; Padova, Arte fiera, Galleria Colossi Arte. Dal 15 al 19 novembre. Collettiva.; Gualdo Tadino, Andrea Viviani. Lost in ceramics, Museo Civico Rocca Flea. Dall' 8 al 30 settembre. Personale.; Castellamonte, Ceramics in love 58, Palazzo Botton, Museo della Ceramica. Dal 18 agosto al 2 settembre. Collettiva; Madonna di Campiglio, Floating Flowers, installazione site specific. Dal 3 agosto al 3 settembre; Ascoli Piceno, Menzione d’onore conferita alla Biennale Internazionale di Ceramica, Museo dell’Arte Ceramica, Musei Civici di Ascoli Piceno. Dal 1° maggio al 30 dicembre. Collettiva; Padova, Tra Materia e Forma, Mediolanum Art Gallery, a cura di Colossi Arte Contemporanea. Dal 20 aprile al 20 maggio. Collettiva; Genova, Arte Fiera, Galleria Colossi Arte. Dal 15 al 19 febbraio. Collettiva.
2017. Carouge, Ginevra. Vincitore del primo premio al Concorso Internazionale di Ceramica Carouge 2017. Esposizione presso il Museo di Carouge. Dal 16 settembre al 10 dicembre. Collettiva; Perugia, Andrea Viviani. Playground, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, Temporary Academy 13, a cura di Emidio De Albentiis. Dal 5 al 18 luglio. Personale; Roma, Living Nature, MACRO Testaccio, a cura di Antonietta Campilongo. Dal 9 al 10 giugno. Collettiva; Cinisello Balsamo, Andrea Viviani. Playground, Villa Ghirlanda Silva, a cura di Antonio Lombardo. Dal 27 maggio al 26 giugno. Personale; Trento, vincitore del concorso per la realizzazione di un’opera d’arte presso le scuole Crispi
2016. Lugano, RESPECT Rebirth/Third Paradise International Mail Art Exhibition, via della Campagna n. 22, a cura di Erco Art Lab. Dicembre. Collettiva; Torino, Linguaggi pittorici in dialogo, Galleria 20. Dal 6 al 20 ottobre. Collettiva; Roma, Andrea Viviani. Ritmi instabili, Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette, a cura di Gianluca Ranzi. Dal 17 settembre 2016 al 15 gennaio 2017. Personale
2015. Milano, Andrea Viviani. Watermedium performance, EXPO 2015, piazzetta Regione Emilia Romagna. 5 ottobre. Personale; Madonna di Campiglio, Andrea Viviani. Volo libero, Galleria Orler. Dal 15 aprile al 15 luglio. Personale; Bologna, Setup Art Fair, galleria Artissima. Dal 23 al 25 gennaio. Collettiva; Tesero, vincitore dal concorso per la realizzazione di un’opera d’arte presso la casa di riposo Giovannelli
2014.  Novara, Premio Città di Novara, Palazzo Bellini di Oleggio. Dal 15 al 30 novembre. Collettiva; St. Johann, Austria, Europaischer Kunstler Kintz Art, MUSEO St. Johann in Tirol. Dal 18 al 23 novembre. Collettiva; Madonna di Campiglio, Andrea Viviani. Il viaggio, Galleria Orler. Dal 2 al 10 aprile. Personale; Ferrara, Mostra nazionale di scultura San Giorgio e il drago, Palazzo delle Poste. Dal 12 al 23 aprile. Collettiva


Andrea Viviani: Le Ospiti
A cura di:  Marco Teseo e Alessandra Valota
Inaugurazione: Giovedì 14 novembre, ore 18,30
Dal 14 al 28/11/2019

Orari: Lunedì - Venerdì: 10.30 - 13.30 / 15.00 - 19.00; sabato: 10.30 - 13.00
Ingresso: libero
Informazioni: T. +39.02.91092271 - M. +39.338.2823376 - www.teseoarte.com  - info@teseoarte.com

Galleria Teseo Arte
Corso Italia 14
20122 Milano

 

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Oro, 1320 – 2020. Dai Maestri del Trecento al Contemporaneo, Galleria Salamon, Milano, dal 22/11/2019

La mostra “Oro, 1320 – 2020. Dai Maestri del Trecento al Contemporaneo” organizzata da Matteo Salamon della omonima galleria milanese, che si terrà nelle prestigiosa sede di Palazzo Cicogna a Milano dal 22 novembre 2019 al 31 gennaio 2020, nasce con l’intenzione di tracciare una traiettoria diacronica sull’uso (e contestualmente sul significato) dell’oro nelle arti figurative.
Saranno messe in relazione opere del XIV e dell’inizio del XV secolo – dalla tradizione giottesca al Gotico Internazionale a Firenze e in Italia centrale – e lavori di grandi artisti italiani degli ultimi cinquant’anni: da Lucio Fontana a Paolo Londero e Maurizio Bottoni, interpreti, nelle opere presentate in mostra, delle simbologie intrinseche al materiale prezioso.

Lo scopo tuttavia non è solo quello di condurre una ‘storia della foglia d’oro nelle arti’, mettendo in relazione gli aspetti tematici che ne presupponevano l’utilizzo alla fine del medioevo e quelli che invece ne contemplano l’impiego ancora oggi; la finalità scientifica di una rassegna di questo tipo è soprattutto quella di cercare, in due momenti distanti della storia culturale del nostro paese, i segni tangibili di una unica tradizione, che emerge con forza esuberante grazie soprattutto al recupero, da parte di autori moderni, di tecniche e procedimenti usati nei secoli trascorsi.
Non è un caso che le opere antiche, che saranno esposte nella rassegna, sono tutte riconducibili a quel modello di bottega tramandato a noi da un documento storico essenziale quale il Libro dell’arte di Cennino Cennini, un trattato di 178 capitoli nei quali l’artista parla organicamente del funzionamento della bottega di un pittore: si dilunga sulla centralità del disegno, sulle ricette per la preparazione dei pigmenti, sulle varietà dei pennelli e sui differenti supporti; ben dodici capitoli sono dedicati alla doratura delle tavole e alle differenti tecniche di missione.
Le opere a fondo oro che verranno esposte dalla galleria Salamon, tavole di Giovanni Gaddi – maestro di scuola giottesca attivo insieme al padre Taddeo nella prima metà del Trecento –, di Andrea di Bonaiuto, Antonio Veneziano e dell’anonimo pittore noto come Maestro dell’Incoronazione della Christ Church Gallery di Oxford, sono la rappresentazione tangibile delle tecniche illustrate da Cennini, mentre i dipinti quattrocenteschi di Mariotto di Nardo (la Madonna col Bambino e quattro santi, ritenuta uno dei capolavori della sua tarda attività), Ventura di Moro e del marchigiano Giovanni Antonio da Pesaro attestano la continuità e la vitalità di questa tradizione – e non solo a Firenze – fino al 1430 circa. Ma la lettura di Cennini, e in generale lo studio delle tecniche usate dagli antichi maestri, è fondamentale anche in alcuni aspetti dell’arte di Lucio Fontana nel XX secolo - di Fontana sarà esposto un Concetto spaziale in oro del 1960 - e soprattutto di Paolo Londero (Milano 1969) e Maurizio Bottoni (Milano 1950).
Nelle sculture di Londero, artista eclettico la cui formazione da restauratore tradisce la centralità della materia nella sua arte, si assiste a una continua dialettica di corpi e sostanze. La sua Gallina dalle uova d’oro provoca un ribaltamento ironico, ma denso di significato, del senso della fiaba. A essere d’oro è la gallina stessa e il pulcino che schiude un uovo di lacca bianca, segno che la preziosità sta nella vita e non nel guscio, in un gioco di tesi ed antitesi dal sapore hegeliano ma con rimandi di forme e contenuti addirittura al neoplatonismo michelangiolesco. Una riflessione sulla specificità intrinseca e simbolica dei materiali che si ripete nella Verza d’oro: a questa si apprestano formiche di lacca nera, pronte a nutrirsi delle foglie dorate, emblema delle illusioni, senza tuttavia giungere al cuore della brassica (che è reale e difatti non è d’oro), vero nocciolo tematico della composizione.

Ancora più significativa, seguendo questa lettura, appare l’esperienza dell’arte di Bottoni: il pittore lombardo, attivo da oltre quarant’anni e gratificato da uno straordinario successo – nonché dalla ininterrotta stima da parte dei critici d’arte antica e moderna –, è uno dei più fieri portavoce del recupero delle tecniche della tradizione preindustriale, dalla preparazione delle tavole e delle tele a quella dei colori. Presenterà in mostra una preziosa tavola dallo spirito surrealista: Oggi riposo, digressione al tempo stesso ammirata e divertita sul tema della Vanitas. Ma Bottoni è anche uno dei più grandi disegnatori dal vero del panorama italiano contemporaneo, “uno dei pochi maestri della penisola che sanno dare ancora vita alle cose”, come ebbe a dire in un fulmineo giudizio, nel 1997, il grande Federico Zeri. L’intrinseco senso della natura nella sua visione, dell’arte e dell’esistenza stessa, ben si esprime col tema delle zolle di terra, descritte dal vero e trasposte sull’oro in un contrappunto tra realtà e illusione che ricorda da vicino la temperie formale e immaginifica del Tardogotico. Come su fondo oro sono trasposte le Rose di Volpedo, sentito omaggio al naturalismo sincero e appassionato della poetica di Giuseppe Pellizza (si tratta di rose colte in un roseto selvatico sorto nel cimitero di Volpedo, presso la sepoltura del maestro). L’idea di Bottoni, per cui secondo le sue stesse parole “tutto ciò che è creato è divino”, ben presuppone l’uso del fondo oro, forma visibile e simbolica della divinità stessa, e di conseguenza contesto esemplare per uno sguardo commosso verso gli aspetti minuti del mondo naturale.
Bottoni e Londero in definitiva, con il loro studio meticoloso di materiali e tecniche, rappresentano una risposta coraggiosa e consapevole al proliferare di autori e correnti, ormai svincolati dal quel lavoro manuale che l’arte necessariamente implicava fino a pochi decenni orsono. Bottoni in particolare, come Annibale Carracci quattro secoli fa, pare convinto che “i pittori abbiano a parlar con le mani” e che l’incanto della creazione non sia dunque mai riproponibile con mezzi tecnologici e multimediali. Ma se come insegna Vittorio Sgarbi: “tutti gli artisti contemporanei sono contemporanei”, pure coloro che fieramente antepongono ai nuovi linguaggi il valore della tradizione vanno considerati autentici testimoni del nostro tempo.
E il legame che, con le loro opere, nutrono coi secoli passati ci culla dolcemente, donandoci la certezza che antico e moderno potranno per sempre dialogare, soprattutto nel nostro sguardo stupito davanti alle opere di questi grandi interpreti.


Oro, 1320 - 2020. Dai Maestri del Trecento al Contemporaneo
A cura di
: Matteo Salamon
dal 22/11/2019 al 31/01/2020
Informazioni
: T. 02 7602 4638 - info@salamongallery.com - www.salamongallery.com/

Orario: dal lunedì al venerdì, 10 - 13 e 14 - 19
Ingresso: libero
Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo - Ref. Roberta Barbaro - gestione3@studioesseci.net - T. + 39 (0)49 663499

Galleria Salamon
Palazzo Cicogna, I° piano
via San Damiano 2
20122 Milano

 
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Paolo Mazzoleni: Urbagrammi, Antonia Jannone Disegni di Architettura, Milano, dal 30/10/ al 6/11/2019

Urbagrammi. Dispacci dalla città "è un progetto fotografico semiserio, nato dall’utilizzo un po’ compulsivo della fotocamera del telefono e dei social network. Gli scatti raccolti in questo progetto sono effettuati (quasi sempre) in ambiente urbano e rappresentano il mio arbitrario punto di vista sugli spazi che attraverso, con particolare attenzione agli specifici caratteri di urbanità dei luoghi.
Paolo Mazzoleni

In mostra sessanta fotografie realizzate dall'architetto Paolo Mazzoleni tra il 2013 e il 2019 che documentano luoghi e architetture di Milano, dell'Italia e dell'Europa.

Paolo Mazzoleni (Milano, 1974), architetto e dottore di ricerca, esercita a Milano la professione occupandosi principalmente di residenza. All'attività di progettista unisce l'esperienza didattica e di ricerca presso il Politecnico di Milano sui temi dell’urban design e della residenza urbana contemporanea. Dal 2008 è direttore scientifico di AAA architetticercasi, concorso di progettazione per architetti under 33 promosso dal sistema delle cooperative di abitanti di Confcooperative. Dal 2009 al 2015 è membro della Commissione Comunale del Paesaggio del Comune di Milano, che dal 2012 presiede. Dal 2009 è Consigliere e dal 2017 Presidente dell'Ordine degli Architetti P.P.C della Provincia di Milano, per il quale ha curato in particolare il Premio Europeo di Architettura Matilde Baffa e Ugo Rivolta, premio per edifici di Social Housing realizzati in Europa e ha ideato e coordinato Concorrimi, bando tipo e piattaforma informatica on-line per lo svolgimento di concorsi di idee e di concorsi di progettazione.

PAOLO MAZZOLENI: Urbagrammi
Dal 30/10/ al 6/11/2019
Inaugurazione: mercoledì 30 ottobre 2019, ore 19:00
Orari: 31 ottobre e 1 novembre 2019 11:00-19:00, dal martedì al sabato 15:30-19:30, la mattina su appuntamento
Informazioni: T. +39 02 29002930 - info@antoniajannone.it - www.antoniajannone.it

Antonia Jannone
Disegni di Architettura
Corso Garibaldi, 125
20121 Milano

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