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Dopo Caravaggio. Il Seicento Napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito, Prato, dal 14/12/2019 al 13/04/2020

Dopo Caravaggio. il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito, è il titolo della mostra organizzata dal Comune di Prato, in collaborazione con la Fondazione De Vito, a cura di Rita Iacopino, direttrice scientifica del Museo di Palazzo Pretorio, e Nadia Bastogi, direttrice scientifica della Fondazione De Vito, in programma al Museo di Palazzo Pretorio dal 14 dicembre 2019 fino al 13 aprile 2020.
Dipinti “mai visti” della Fondazione De Vito insieme alle tele più suggestive del Seicento del Museo di Palazzo Pretorio danno vita ad un percorso espositivo che vuole raccontare l’impatto determinante della pittura di Caravaggio sugli artisti di scuola napoletana nel XVII secolo attraverso una scelta di opere delle due collezioni.
Il Museo di Palazzo Pretorio di Prato conserva uno dei nuclei più importanti in Toscana, secondo solo alle Gallerie fiorentine, di opere di Seicento napoletano: la ricostruzione delle vicende storiche dei pezzi e dell’interesse del collezionismo pratese per la pittura napoletana si configura in questo contesto come uno dei principali apporti critici della esposizione.
Altrettanto determinante è il contributo alla conoscenza della pittura napoletana del Seicento della Fondazione De Vito, che con la sua collezione, formatasi dagli anni settanta del secolo scorso grazie a Giuseppe De Vito (Portici 1924- Firenze 2015) conoscitore, studioso, collezionista di Seicento napoletano e fondatore del periodico “Ricerche sul ‘600 napoletano”, rappresenta, per qualità e interesse storico, una delle più significative collezioni private di pittura napoletana del Seicento.
L’intento di questa mostra è dunque quello di valorizzare le opere del Museo di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito, le cui raccolte, pur formatesi con modalità e in tempi diversi, documentano l’interesse per il naturalismo della pittura napoletana del Seicento. Storie di collezionismo antico e moderno che permettono di ripercorrere alcune tappe dello sviluppo successivo alla presenza a Napoli del Caravaggio, attraverso le tele di pittori tra i più significativi di questa stagione artistica, da Battistello a Nicola Malinconico.


Museo di Palazzo Pretorio: il nucleo delle Opere del Seicento

Al Museo di Palazzo Pretorio di Prato è conservato uno dei nuclei più importanti in Toscana di opere di Seicento napoletano.
A testimoniare la profonda influenza di Caravaggio sulla pittura del Seicento, il Noli me tangere capolavoro del maestro napoletano Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello, e la grande tela di Mattia Preti con il Ripudio di Agar. Completa il nucleo delle opere pratesi in mostra, il Buon samaritano di Nicola Malinconico.
Tali opere, oltre a rappresentare esempi di un collezionismo già in antico attento agli esiti più aggiornati della pittura del Seicento, tracciano una sequenza cronologica che va dagli inizi del naturalismo, determinato dalla presenza a Napoli del Merisi tra il 1606 e il 1607 e poi tra il 1609 e il 1610, agli ultimi esiti della pittura della fine del secolo sulla scia di Luca Giordano.
La ricostruzione delle vicende storiche, e dell’interesse del collezionismo pratese per la pittura napoletana, rappresenta uno dei principali contributi critici alla mostra.
 
Fondazione De Vito: la Collezione
Particolarmente intrigante appare la profonda congruenza degli esempi pratesi con le opere degli stessi artisti o del medesimo ambito presenti nella collezione della Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’Arte Moderna a Napoli, che ha sede sulle colline intorno a Firenze, nella villa di Olmo (Vaglia). Formatasi dagli anni settanta del secolo scorso grazie a Giuseppe De Vito, la raccolta, di grande valore artistico e storico, siconfigura come una delle più significative collezioni private di pittura napoletana del Seicento, lasciata in eredità alla Fondazione da lui costituita nel 2011 con l’intento di favorire gli studi sulla storia dell’arte moderna a Napoli.
In essa figurano dipinti significativi - alcuni dei quali veri e propri capolavori - di autori quali Giovan Battista Caracciolo, detto Battistello, Jusepe de Ribera, il Maestro dell'Annuncio ai pastori, Giovanni Ricca, Francesco Fracanzano, Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, Giovanni Battista Spinelli, Paolo Finoglio, Pacecco De Rosa, Carlo Coppola, Domenico Gargiulo, Nunzio Rossi, Luca Giordano, Mattia Preti, insieme a quelli degli specialisti nei generi della battaglia come Aniello Falcone e Andrea De Lione, e della natura morta quali Luca Forte, Giuseppe e Giovanni Battista Recco, Giuseppe e Giovanni Battista Ruoppolo, Paolo Porpora. Caratteristica peculiare della collezione è l'alta qualità delle opere, rappresentative del filone del naturalismo napoletano del Seicento di origine caravaggesca. Solo alcuni di questi dipinti sono stati presentati in passato in mostre importanti a cui De Vito stesso aveva collaborato, quali quella del 1982 Paintings in Naples 1606-1705 from Caravaggio to Luca Giordano, nelle sedi di Londra, Washington, Parigi, Torino e quella del 1984-85 Civiltà del Seicento a Napoli, nel Museo di Capodimonte, mentre la collezione nei suoi nuclei principali non è mai stata esposta al pubblico.

Il Percorso della Mostra

Il percorso dell’esposizione si articola intorno ai dipinti di Palazzo Pretorio in dialogo con quelli della collezione De Vito, secondo una sequenza cronologica che consente, tuttavia, anche l’indicazione di legami e corrispondenze tematici.
L’incipit è rappresentato dalla famosa tela di Palazzo Pretorio con il Noli me tangere, originale interpretazione dell’incontro fra Cristo e la Maddalena, riconosciuto capolavoro di Battistello Caracciolo, artista che fu in diretto rapporto col Merisi a Napoli e che per primo ne veicolò con una personale interpretazione il potente naturalismo luministico nell’ambiente partenopeo, influenzando i pittori contemporanei e della generazione successiva; egli vanta anche un soggiorno a Firenze nel 1618, testimoniatoci dalle sue tele nelle collezioni medicee: a questo periodo o a quello immediatamente successivo gran parte della critica ascrive il Noli me tangere del museo pratese. Ad esso fa riscontro il San Giovannino dello stesso Battistello in Collezione De Vito, presentato in Mostra per la prima volta dopo il restauro che ne ha restituito l’originaria cromia; l’artista  interpreta un tema caro al Merisi con un intenso naturalismo di carni e di luci, percorso da una vena di accattivante vivacità fanciullesca. Si accosta ai due dipinti la tela della collezione De Vito, in rapporto stilistico e tematico con essi: il San Giovanni Battista con l’agnello di Massimo Stanzione, firmato, databile agli inizi degli anni trenta, tra i più significativi esempi della fase giovanile dell’artista, che interpreta un soggetto caravaggesco con un linguaggio ancora aderente a uno spiccato naturalismo ma già attento ad analoghe elaborazioni di Guido Reni. Verso la metà degli anni trenta è databile anche il Matrimonio mistico di Santa Caterina, di Paolo Finoglio, opera rappresentativa di un pittore di formazione tardo manierista convertitosi al naturalismo e influenzato dal Caracciolo, caratterizzata da una materia pittorica sontuosa e un uso brillante del colore, in cui è implicita un’affinità compositiva con il Noli me tangere di Battistello nel taglio ravvicinato e obliquo delle mezze figure e nell’intenso gioco della luce, che ne accentuano i legami emotivi.
Il secondo nucleo di dipinti si articola intorno a Jusepe de Ribera, l’artista spagnolo attivo a Napoli dalla metà del secondo decennio, che fu senz’altro la figura determinante per lo sviluppo del filone più integrale del naturalistico caravaggesco in ambito partenopeo; a capo di una bottega a cui fecero riferimento numerosi artisti e collaboratori, egli fu interprete di alcuni temi che avranno particolare fortuna, come quelli delle serie con mezze figure di santi e di filosofi, o allegoriche dei cinque sensi, svolte con una spiccata vena realistica. Del Ribera si espone il dipinto di Collezione De Vito raffigurante Sant’Antonio abate, a mezzo busto, opera poco nota e fra le più importanti della collezione; sicuro autografo del maestro grazie alla firma e alla data 1638 presenti sulla tela, essa mostra il suo icastico naturalismo espressivo nell’efficace descrizione del volto senile, ma già ne rivela anche la svolta degli anni trenta verso un maggior pittoricismo.
Le raccolte di Palazzo Pretorio conservano un’importante testimonianza dell’interesse collezionistico per Ribera: un dipinto seicentesco con Giacobbe e il gregge di Labano, che replica, anche nelle dimensioni, la famosa tela dipinta dallo spagnolo per l’Escorial di Madrid; giuntoci in pessimo stato di conservazione esso è attualmente oggetto di un complesso restauro da parte dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, i cui esiti renderanno possibile una corretta lettura dell’opera e della sua autografia, da individuare, presumibilmente, se non nel maestro, in un collaboratore del suo stretto ambito. In un apposito spazio all’interno dell’esposizione e nel catalogo si darà conto con schede scientifiche e strumenti di riproduzione digitale a cura dell’Opificio, delle metodologie di restauro e dei risultati parziali raggiunti a quella data.
Accanto a Ribera si evidenzia la significativa presenza di tre tele di collezione De Vito del cosiddetto Maestro dell’Annuncio ai pastori, un artista di grande qualità allievo dello spagnolo e interprete della linea più pauperistica del suo naturalismo, oggetto di importanti studi di De Vito, che ne aveva proposto l’identificazione con Juan Dò. Si tratta del Vecchio con Cartiglio, che reca un’iscrizione di insegnamento morale, dell’Uomo con specchio, probabilmente identificabile con un filosofo socratico o con una allegoria della vista, e della figura del Giovane che odora una rosa, anch’essa probabile allegoria dell’olfatto; tutti dipinti databili agli anni Quaranta e caratterizzati da una pittura di toni bruni su fondo scuro, che restituisce figure di realistica intensità espressiva, cariche, tuttavia, di ulteriori sottili significati, fra le più affascinanti della raccolta. Sempre dalla Collezione De Vito, si espone la tela con un Profeta di Francesco Fracanzano, appartenente alla fase giovanile del pittore, intorno al 1640, dove è evidente nella gigantesca figura velocemente definita dalla pittura, l’influenza del naturalismo di artisti come Ribera e il Maestro dell’Annuncio ai pastori.
I dipinti di Battistello e Finoglio ci introducono a un gruppo di opere che si caratterizza per i soggetti con protagoniste femminili, dalle differenti personalità e ruoli. Donne legate a episodi testamentari, come appunto, la Maddalena del Noli me tangere, quali la Samaritana al pozzo o le figlie di Loth che seducono il padre, impegnate in narrazioni dialogiche di sapore teatrale, sia Sante Martiri come Caterina, Lucia, Agata, soggetti fra i più ricorrenti nella pittura napoletana del Seicento, qui interpretate con lirica partecipazione emotiva. Tale gruppo di dipinti della collezione De Vito ci permette anche di ripercorrere le tendenze degli anni quaranta e cinquanta del secolo, nei quali artisti di formazione naturalistica recepirono diverse influenze, dal classicismo romano-bolognese, all’adesione alla svolta pittorica degli anni trenta con l’apertura alla corrente neoveneta e l’impreziosimento della luce e del colore, all’influenza di Artemisia Gentileschi e delle opere di Rubens e van Dyck. Esempio superlativo è la tela di Collezione De Vito con la Santa Lucia di Bernardo Cavallino, maestro di grazia, dove al naturalismo dei particolari si uniscono i raffinati accostamenti cromatici e le preziose iridescenze del colore, in forme di sensuale eleganza. Gli fanno eco artisti sensibili alla sua influenza: Andrea Vaccaro, con la Sant’Agata, emergente dallo sfondo scuro che ne evidenzia il biancore delle carni martoriate, avvolte nel blu straordinariamente intenso del manto; Antonio De Bellis, presente con il suo capolavoro, la grande tela con Cristo e la Samaritana, che ripropone con originalità il tema dell’incontro della donna con Gesù, caratterizzandolo per il serrato dialogo gestuale, l’eleganza delle figure e l’attenzione naturalistica a particolari dell’ambiente come la brocca di rame e il pozzo istoriato.
Chiude la sequenza la tela con Loth e le figlie, collocabile nella fase più tarda di Francesco Fracanzano, nei primi anni Cinquanta, nella quale si può notare il costume della figlia che richiama le figure femminili ammaliatrici della maga e della zingara; vi si manifesta, inoltre, l’evoluzione stilistica dell’artista dal naturalismo verso un maggior classicismo nelle forme e una tavolozza più ricca e schiarita.
Il successivo gruppo di quattro dipinti si incentra sulla figura di Mattia Preti, l’artista di origini calabresi, documentato a Napoli dal 1653. Egli fu protagonista della scena artistica partenopea di metà secolo, insieme al giovane Luca Giordano, contribuendo in maniera determinante a traghettare il naturalismo verso un linguaggio pienamente barocco di grande espressività pittorica. Preti è presente nelle collezioni di Palazzo Pretorio con la grande tela raffigurante il Ripudio di Agar, nel quale è di nuovo protagonista una figura femminile. Pur se giunta in non ottimali condizioni di conservazione, l’opera è di grande qualità nella vivida macchiatura di luce e ombra, tipica dell’artista, nei rimandi cromatici e nella vivace sceneggiatura dell’episodio biblico, caro all’artista che lo rappresentò in diverse varianti.
Dialoga con essa uno dei quadri più ammirati dell’artista, risalente agli anni dei suoi esordi napoletani, verso il 1656: la grande tela con Scena di carità con tre fanciulli  della Collezione De Vito, il cui soggetto non ha confronti nella produzione contemporanea; nel taglio ravvicinato dei tre giovani mendicanti l’artista sembra voler conferire monumentalità e sacralità a una tranche de vie perfettamente calata nell’ambiente napoletano, dando vita a un dipinto di straordinario impatto emotivo e di profonde valenze religiose. Accompagna le due grandi tele il bozzetto di Preti per il San Marco Evangelista affrescato nella cupola di San Biagio a Modena nel 1651-52, che ci mostra l’impiego di questa tecnica nelle fasi ideative di un importante ciclo; essa è un bell’esempio del suo efficace uso dello scorcio trasversale e dello sviluppo dinamico di una singola figura in un vigoroso linguaggio pittorico.
L’evoluzione di Preti verso una pittura di lucida evidenza ma dai toni cromatici più chiari e raddolcita nelle ombre, tipica della sua fase più matura e in linea con gli sviluppi degli ultimi decenni del secolo, è esemplificata da un capo d’opera del periodo in cui l’artista si trasferì a Malta: la Deposizione dalla croce ora in Collezione De Vito. Il taglio fortemente ravvicinato che impagina in modo originale la scena, lo scorcio obliquo con cui si rovescia verso lo spazio dello spettatore il corpo di Cristo, ancora sospeso fra l’inchiodatura alla croce e la cura degli astanti, ci mostrano la capacità del linguaggio pienamente barocco di Preti di coinvolgere lo spettatore.
L’opera ci accompagna nella seconda metà del secolo, dominata dal genio di Luca Giordano, multiforme protagonista del barocco napoletano. Dei suoi seguaci fa parte Nicola Malinconico, del quale Palazzo Pretorio conserva una delle maggiori opere, suggestiva anche nel suo legame con le attività di misericordia e di cura: il Buon Samaritano, appartenente alla sua fase tarda. Se alla formazione giordanesca sono da riferire senz’altro la brillante cromia e la morbidezza e libertà della pennellata, nella composizione egli rielabora entrambe le interpretazioni che dello stesso soggetto avevano dato Ribera e il maestro.
Con quest’ultimo artista si arriva alle soglie del Settecento, in un clima artistico ormai mutato ma nel quale artisti napoletani come Francesco Solimena continueranno ad avere un ruolo di primo piano nelle corti europee.


Dopo Caravaggio. il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito
Curatori
: Nadia Bistogi, Rita Iacopino
Dal
14/12/2019 al 13/04/2020

Enti promotoriComune di Prato Museo di Palazzo Pretorio, in collaborazione con Fondazione De Vito
Orari: aperto tutti i giorni (escluso martedì non festivo) dalle 10:30 alle 18:30
Biglietto: intero € 10, ridotto € 8 (riduzioni e gratuità sul sito Museo Palazzo Pretorio)
Dal 21 dicembre al 6 gennaio biglietto unico a € 15  per visitare le mostre del Museo di Palazzo Pretorio e del Museo del Tessuto. Ingresso ridotto 8 € per i visitatori che raggiungono Prato in treno, esibendo il biglietto alla cassa del Museo.

Informazioni: T. +39 0574 24112 - museo.palazzopretorio@comune.prato.it - http://www.palazzopretorio.it
Ufficio stampa: Studio Maddalena Torricelli - T. +39 02.76280433 - M. 3316215048 - studio@maddalenatorricelli.com

Museo di Palazzo Pretorio
piazza del Comune

Prato

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Ex voto – Per arte ricevuta, Museo Marino Marini, Firenze, dal 7 al 16/12/2019

200 artisti invitati a produrre una piccola opera (entro i 13x18 cm), di qualsiasi forma, materiale e genere, che rappresenti al meglio il proprio talento; 200 ex voto, selezionati con il supporto di Alessandra Redaelli, in una mostra cammeo a cura di Angelo Crespi, con il sostegno della Fondazione Maimeri e il contributo di Chantecler Capri, dal 7 al 16 dicembre al Museo Marino Marini di Firenze e presentati in una serata found raising sabato 7 dicembre dalle 18 il cui ricavato andrà a favore del progetto KinderArt Education del museo, uno spazio dʼarte interamente dedicato ai bambini che inaugurerà nel 2020. della sezione education del museo Marino Marini che si prepara ad ospitare uno spazio d’arte interamente dedicato ai bambini.
La mostra che è stata presentata in anteprima il 3 ottobre alla fiera di GrandArt a Milano.

L’evento rientra nel progetto Start-l’arte per tutti di Mondadori Store, curato da Angelo Crespi, ed è promosso dalla Fondazione Maimeri che edita il catalogo con Mondo Libri Mondadori, con il sostegno di Chantecler Capri che ha deciso di premiare 3 opere con una campanella, simbolo della maison e tipico gioiello portafortuna. Nel corso dell’evento, alcuni Ex Voto verranno esposti nelle boutique di Chantecler a Milano, Capri, Tokio.

Angelo Crespi: “La forma dell’ex voto, che nella storia è stata la rappresentazione di un legame religioso o magico con il divinopermette all’artista contemporaneo di dimostrare la dedizione alla propria musa o al proprio demone, di fatto al proprio talento, in definitiva, di manifestare la propria vocazione che si esprime in un fare; e da qui la formula rivista EX VOTO / per arte ricevuta”.

Tra gli artisti, di tutti i Paesi, pittori, scultori, fotografi, che hanno partecipato: Roberto Ferri, Alice Zanin, Peter Demetz, Jukee Kwon, Roberto Floreani, Telal Al Zeid, Nicole Kornberg Jacobovici, Air Daryal, Antonio Sannino, Umberto Ciceri, Giorgia Oldano, Simone Gerace, Ignazio Mazzeo, Ciro Palumbo, Livio Scarpella, Marco Cornini, Sylvia Catasta, Rudy van der Velde, Tom Porta, Salvatore Alessi, Stella Ranza, Kristin Mayers, Florencia Martinez, Beat Kuert, Nadia Fanelli, Maurizio Gabbana, Mauro Reggio, Giorgio Ortona, Nico Mingozzi, Giorgio Conta, Elisa Anfuso, Vittorio D’Ambros, Monica Silva, Arrigo Musti, Teresa Maresca, Claudio Pantana, Alessandra Finzi, Gianni Ettore Andrea Marussi

L’ ex voto è la rappresentazione di un legame con il divino, reificato in un oggetto costituito psichicamente dal legame votivo, cioè dall’idea insita nella formula “per gratia ricevuta” con cui si chiede la guarigione o si ringrazia la divinità avendola ricevuta.
Non è ancora un’opera d’arte, eppure la persistenza della forma degli ex voto fin dagli albori della civiltà nel paleolitico, e poi nelle varie religioni pagane o infine nel cristianesimo, rendono questo oggetto, di solito di piccole dimensioni, quasi magico, di assoluto valore non solo per cosa e come lo raffigura, cioè per la sua dimensione estetica, ma innanzitutto perché manifesta la preghiera di qualcuno, il voto appunto, il desiderio di essere guarito o trasformato, o convertito.
La forma e i modi in cui si concretizza l’ex voto sembrano dunque archetipi che risiedono nel più profondo della mentalità umana, come spiega il filosofo Georges Didi-Huberman, e in questo sta la sua potenza e la capacità di manifestare il legame, quasi fosse un simbolo che collega due regni.
Passando dal “culto” alla “cultura”, due termini legati dalla stessa radice, passando cioè dai miracula ai mirabilia, cioè dalle cose che esprimono venerazione a quelle che suscitano ammirazione, la forma dell’ex voto permette all’artista contemporaneo di dimostrare la dedizione alla divinità o al proprio demone, alla musa o al proprio talento, in definitiva di manifestare la propria vocazione che si esprime in un fare; e da qui la formula rivista “per arte ricevuta”.


Ex voto - Per arte ricevuta
A cura di: Angelo Crespi
Con il supporto di: Alessandra Redaelli
Enti promotori: Fondazione Maimeri; Mondadori Store; Mondo Libri Mondadori; Chantecler Capri
Mostra aperta: l' 8 e 9, 14, 15 e 16 dicembre 2019
Orari: 10.00 - 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30)
Ingresso: libero
Informazioni: T. 055 219432 - info@museomarinomarini.it - www.museomarini.it

Ufficio Stampa: +39 392 7458957 - ufficiostampamuseomarini@gmail.com

Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio
Firenze

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Angeli & Artisti, Santa Maria della Scala, Siena, dal 28/11/2019 al 24/02/2020

"Tutti abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose".

Papa Francesco

Per il cartellone di “Natale a Siena” dal 29 novembre e fino al 24 febbraio Siena dedica un grande progetto espositivo al tema degli Angeli che si terrà nel complesso museale Santa Maria della Scala. Angeli & Artisti, questo il titolo della mostra, inaugurata il 28 novembre nell’ex Refettorio.
Promosso e prodotto da Art Promoter Associazione Culturale in collaborazione con Bellavite NonSoloCarta ‐ Divisione Mostre & Eventi, la mostra Angeli & Artisti nasce da un progetto di Daniele Crippa, critico d’arte e presidente del Museo del Parco, Centro internazionale di scultura all’aperto, di Portofino. Creature alate, serafini, arcangeli e cherubini da secoli popolano l’arte figurativa.

"Il fascino di questa mostra - ha dichiarato lo stesso curatore - sta nel coinvolgimento dei tanti artisti che, hanno parteciperanno e che parteciperanno, all’interpretazione di una figura così classica e scontata al tempo stesso che nell’arte moderna si è liberata.
L’angelo è presente nelle tre grandi religioni monoteiste. Questa mostra vuole essere un abbraccio collettivo simbolico con tutte".


Come dimostra ciò che è accaduto nella Iglesia de los Angeles a Salta, in Argentina.
La Chiesa degli Angeli è stata voluta da Daniele Crippa, all’interno dell’estancia El Milagro, fondata una quindicina di anni fa dal critico d’arte nel pieno rispetto delle tradizioni locali e dell’ambiente circostante. Per le decorazioni interne della Chiesa Daniele Crippa ha chiesto a numerosi artisti, conosciuti nel corso del suo lavoro, di realizzare un’opera raffigurante un angelo.

Iglesia de Los Angeles, estancia El Milagro

Più di cinquecento artisti italiani di fama, da Gillo Dorfles a Giosetta Fioroni, da Marco Lodola a Mimmo Paladino ed a Pino Pinelli, hanno risposto all’invito di Crippa producendo la propria visione angelica. Ogni opera è stata poi trasferita da maestranze del luogo in mattonelle delle dimensioni di cm 20×20 per decorare le pareti di tutta la Chiesa. Si è venuto così a creare una sorta di gemellaggio artistico tra l’Italia e l’Argentina che ora viene rafforzato con l’esposizione di tutte le opere originali.
L’allestimento accompagna così il visitatore in un viaggio teso ad approfondire l’importanza dei messaggeri divini nella cultura contemporanea. Si tratta di una esposizione unica nel suo genere, una grande opera collettiva, testimonianza tangibile di un rinnovato incontro tra arte e spiritualità.
La mostra, visitabile con il biglietto di ingresso del museo, è corredata dal volume Angeli & Artisti nella Iglesia de los Angeles pubblicato da Bellavite Editore.
Angeli & Artisti  è realizzata grazie al sostegno del Comune di Siena e sotto l’Alto Patrocinio Morale di Arzobispado de Salta - Argentina, Gobierno de la Provincia de Salta, Ministerio de Cultura y Turismo, República Argentina, Embajada de Italia - Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura - Buenos Aires.

In precedenza la mostra "500 angeli & artisti", era stata realizzata al Serrone di Villa Reale, Monza, dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018.

Dalla Iglesia de Los Angeles: 500 angeli & artisti, Serrone Villa Reale, Monza, dal 7 dicembre 2017

 Santa Maria della Scala, antica struttura ospedaliera di origine medievale offre oggi un'ampia gamma di itinerari di visita, legati alla complessità storica, architettonica, artistica e funzionale dell'edificio e alle opere in esso conservate. Percorsi incentrati sulla straordinaria stratificazione architettonica, e sull'evoluzione degli spazi funzionali e assistenziali si affiancano a quelli legati alla vicenda artistica ospedaliera e all'esposizione di capolavori monumentali quali la Fonte Gaia di Jacopo della Quercia e, infine, alla presenza negli spazi ospedalieri del museo archeologico nazionale. Sono inoltre disponibili audioguide comprese nel costo del biglietto.

Cinquecento artisti del nostro tempo per uno stuolo di angeli:

A
Agosto Alessandra, Agozzino Maria, Albini Maria Assunta, Altomare Filippo, Ame Luciana, Amirfeiz ‐ Moresco, Andujar Evita, Anelli Salvatore, Anfolsi Leonardo, Angeleri Luciano, Angeli Franco, Angelotti Tatiana, Angi Alex, Antola, Antonucci Giorgio, Arcidiacono Gino, Arcuri Caterina
B
Baggini Erika, Bagnoli Marco, Balat Sabatini Fatma, Barberini Gunnell, Barducci Arte, Barone Nino, Baroni Vittore, Barsotti Fabrizio, Bartoli Giovanna, Baruzzi Donatella, Basso Daniele, Bassoli Edoardo, Bastia Liliana, Battisti Carlo, Bavenni Lello, Bedeschi Giuseppe, Bellini Giuliana, Bellocchi Claudia, Benatti Mauro, Benedetti Mario, Benelli Vera, Bentivoglio Mirella, Benzi Donatella, Benzi Simonetta, Bepper Solito Giuseppe, Bergamini Luisa, Bergonzoli Mauro, Berlot Michele, Bertaglia Elisa, Bertani Daniela, Bertola Carla, Biagini Nicola, Bianchi Marco, Bocchieri Marina, Boero Renata, Bogdanovic Dejan, Boggeri Vito, Bonanno Giovanni, Bonardi Laura, Bonardi Giovanni, Bonetta Simone, Bonfanti Adelaide, Bonfanti Elvira, Bonfanti Mario, Bongiorni Chiara, Bonoli Alessandra, Boraso Rosanna, Bordoli Bruno, Borgna Mario, Boschi Anna, Bottinelli Montandon Mario, Bove Antonino, Brauld Nathalie, Bressani Stefano, Buhler Paulyr, Buonamici Annamaria, Buttarini Simone, Buttini Roberta
C
Caboni Maria, Calascibetta Momo, Camozzi Catia, Campanella Chiara, Canali Lorenza, Cancelli Domenico, Candiloro Pablo, Cano Pedro, Capecchi Antonietta, Capone Vito, Capovani Giovanna, Carabba LeoNilde, Carafa Michele, Caravita Lamberto, Cardone Marcella, Careggio Angela, Carloni Franco, Carmi Eugenio, Carniani Enrico, Carretta Luisella, Carucci Antonella, Caruso Angelo, Cascio Lorenzo, Casiraghy Alberto, Casorati Francesco, Cassaglia Bruno, Castagna Chiara, Catania Lucilla, Catania Mimmo, Cavina Giacomo, Ceccobelli Bruno, Cecioni Marco, Cereda Elisa, Cereda Andrea, Cerisola Renato, Cerri Giovanni, Cervia Lella, Chiarotti Gianni, Chiesa Sara, Chinea Daniela, Ciavoli Filippo, Ciccia Giuseppe, Cieri Giovanni, Cinque Mary, Cioni Franco, Cirillo Maria Pina, Cirillo Nicola, Cobàs Carchini Mario, Coda Milly, Cogliani Solveig, Colagrossi Angelo, Collavoli Caterina, Collesano Andrea, Collotta Tiziano, Colombara Piergiorgio, Copani Tina, Coppola Alfonso, Cordiviola Arianna, Corner Philip, Correggiari Lamberto, Corsitto Carmela, Cortopassi Elsa, Coscarelli Giovanni, Costa Maria Grazia, Cotignoli Barbara, Cremona Christian, Crescini Giovanna, Crimella Barbara, Crippa Nando, Crosio Carla, Cupisti G. Luca
D
Dandrea Lorenzo, De Braud Alberto E., De Carolis Mario, De Champris Olivier, De Luca Michele, De Mitri Giulio, De Mitri Danilo, De Palma Teo, De Vivo Prisco, Degli Abbati Gigi, Deguelle Anne, Delfino Raffaella, Della Torre Enrico, Deodato Pino, Di Battista Gorini Isa, Di Carlantonio Stefania, Di Cianni Giuseppe, Di Felice Elena, Di Giusto Walter, Di Trani Gabriella, Dicrola Gerardo, Din Fabrizio, Diohandi, Diotallevi Marcello, Ditaranto Isabella, Dobrev Valeri, Domenichini Claudia, Domeniconi Simone, Donatelli Angela, Donati Iskra Anna, Donato Leda, Dorfles Gillo, Dossola Matteo, Duro Giovanni, Dussan Rafael
E
Eddis Massimiliano, Erre Ciriaca Ruggeri
F
Fagnani Alberto, Fanna Roncoroni Mariapia, Fareri Simone, Fattori Paola, Fedi Fernanda, Ferrando Mavi, Ferrante Simonetta, Ferrari Rino, Ferrarini Maria Cristina, Finazzi Tiziano, Finetti Anna, Fior Martino, Fiore Antonio, Fioretti Maria Cristiana, Fioroni Giosetta, Fontana Morena, Franchi Antonella, Frangi Reale, Frascarelli Stefano, Friese Eva Maria, Furia Enrica, Fusari Giuliana Maria Maddalena
G
Gabiani Irina, Gabrielli Donatella, Gagliano Salvatore, Galli Fabrizio, Galliani Michelangelo, Gatti Lorenzo, Gavazzi Giuseppe, Gelmi Annamaria, Genchev Vasil, Gentile Lorusso Dante, Ghiazza Renata, Ghilarducci Laura, Giammarinaro Matteo, Giannandrea Alessandro, Giannico Vincent, Giannotta Giulio, Gilardi Piero, Ginedumont Lory, Giuli Franco, Giusti Andrea, Gorgone Bruno, Gradali Diego, Gradi Marco, Grande Luigi, Grandinetti Claudio, Grappi Paola, Grazioli Cesare, Gresleri Lorenzo, Grigò Paolo, Gualco Angelo, Guerri Giovanna, Guiso Graziano, Gunnell Barberini
I
Iacomucci Carlo, Iacono Carla, Iafigliola Sara
J
Janigro Michelangelo, Job Giovanni
K
Kappa, Klonaris Maria Thomadaki Katerina, Krahn Julia, Kulpherk Emwan
L
La  Rosanna, Lanfredini Italo, Larocchi Alessio, Latini Gianleonardo, Lera Chiara, Leto Giovanni, Lhermitte Jean Louis, Liberatore Fiona, Liberatore Nicola, Liberti Bruno, Licini Stefano Marco, Lietz Carmen, Limb Ania, Linzalata Donato, Liuzzi Oronzo, Locati Alessandro, Locci Bruno, Lodola Marco, Lorandi Tania, Lozzi Roberta, Luchini Iacopo, Luscher Ingeborg, Lussana Francesco
M
Maccioni Cesare, Macolino Nicola, Maffei Dante, Maffei Marco, Maggi Pietro, Maggi Ruggero, Maggiulli Lorenza, Magni Mauro, Magri Giovanna, Mainenti Ida, Mainoni Rosario, Maiorino Alfredo, Malice Luigi, Manam M., Manca Carmen, Maraldi Adriano, Marangoni Federica, Marchegiani Elio, Marciano Antonio, Mariani Umberto, Marini Renato, Marino Enzo, Mark Nesti Marcello, Martina Mariagrazia, Martinelli Fabrizio,
Martinelli Michele, Marussi Gianni, Mascardi Laura, Mascia Pino, Mascia Vincenzo, Masini Gianfalco, Mazza Giovanni, Mecconi Beppe, Meltzeid Guglielmo, Menegon Giuliano, Menghi Sonia, Menguzzato Lorenzo, Menon Paolo, Menozzi Graziella, Meo Gisella, Meschi Gabriele Messina Marco, Mestrangelo Giuseppe, Michelotti Monica, Miglietta Enzo, Minussi Corrado, Mirabella Manuele, Misheff Alzek, Moncada Ignazio, Monnini Claudio, Montano Maria Grazia, Monteverde Virginia, Monzani Morandi Franca, Morandi Maurizio, Morandi Albano, Morandi Emilio, Morbidini Francesca, Mucci Tito, Müller Donadini Loredana, Mustica Nino
N
Nanni Anna Maria, Natali Adele, Navacchia Luciano, Neri Stefania, Nicoli Patty Matilde, Nicolosi Maria Gina, Nicotera Fabio, Nigro Anna, Nisticò Graziella, Noel Laszlo Jean, Noia Antonio, Nonfarmale Luigina, Nosengo Adriano, Noto Teresa, Nussbaum Peter, Nuti Franco
O
Occhipinti Alvaro, Occorsio Mario, Occorsio Paola, Odoardi Stefano, Olivares Manuel, Olmi Chiara “Rol”, Oneto Elisabetta, Origgi Roberto, Ostrica Elena
P
Paci Clara, Paladini Marco, Paladino Mimmo, Palladini Sergio, Paonessa Vincenzo, Paracchini Massimo, Parentela Mario, Parisi Anna, Pasini Carlo, Pasqualin Diego, Pasquini Stefano W., Patterson Ben, Pegollo Mafalda, Pegonzi Franco, Pellegrini Sara, Pelletti Massimiliano, Pellizzotti Fabio, Pennestri Tania, Perotti Roberto, Perucatti Alessandro, Pesenti Giovanna, Petacchi Marco, Petroni Ubaldo, Pianini Patrizia, Picardi Antonio, Picinni Leopardi Mauro, Pierozzi Bruno, Pignataro Adriana, Pinelli Pino, Pizzol Sante, Podenzana Andrea, Polichtchouk Olga, Politano Franco, Prete Leonardo, Pretolani Angelo, Previtali Dolores, Priori Tiziana, Puleo Maria
Q
Quadraroli Mario
R
Radaele Ruggero, Rambelli Laura, Ramenghi Anna, Ranieri Fornario, Ravanelli Sabrina,
Reboani Marcello e Melissa Proietti, Reggio Graziella, Renzi Geremia e Rosano Lucia, Renzullo M. e Rapa F., Restelli Pier Francesco, Rezza Stefano, Rezzuti Carmine, Ricci Cristiano Mattia, Ricci Gaetano, Ricciardi Angelo, Rizzello Antonio, Roda Aldo, Rolla Filippo, Romanin Sabina, Romeo Jorge, Rontani Bob, Rossetti Marino, Rossi Eleonora, Rossi Maurizio, Rosso Carla, Rotundo Lucia, Rovereti Massimo, Ruetsche Jeannette, Russo Vitantonio
S
Saladino Donatella, Saluzzo Mirella, Sambonet Giorgio, Sannino Marianna, Sansonetti Rosemarie, Santagostino Marco Guido, Santinello Anna, Sassu Antonio, Savignano Franco, Scaiola Giuseppe, Scala Roberto, Schipani Linda, Schlegel Annamaria, Sciortino Fabio, Scolavino Quintino, Sebaste Salvatore, Seck Mor Talla, Shopova Vassilena, Sieff Anita, Sirota Anna, Sirotti Raimondo, Soddu Stefano, Sodi Milvio, Solito Giuseppe, Soriani Pietro, Soro Renata, Sovrano Marisa, Spelta Celina, Speziali Lella, Spirineo Loredana, Stasi Laura, Staycov Antoan, Stefani Serena, Stefanoni Tino, Strà Claudia, Sturla Luiso, Sumberaz Franco
T
Taglioni Ivana, Tam Vania Elettra, Tamberi Mario, Tampieri Angela, Tarabella Leonello, Taranu Luminita, Tatafiore Ernesto, Terlizzi Ernesto, Terroni Grifola Marco, Tessandori Livio, Testori Camilla, Testori Roberto, Tieri Renzo, Tolomeo Carla, Torchia Lello, Tornaghi Micaela, Toscani Diego, Tramontano Antonio, Traverso Elisa, Tricarica Nino, Trielli Giuseppe, Turolli Alessandra
V
Valentino Daniela, Van Hissenhoven Marie‐Laure, Varlotta Francesco, Vazza Giorgio, Venturi Laura, Venuti Silvia, Verardo Elena, Verolini Mario, Verona Lelia, Veronese Marco, Vertuccio Maria Maddalena, Viani Dino, Vignatti Mirta, Vigo Nanda, Viliani Laura, Villamarin Sofia, Vinselavie / Duchanpiano, Viscidi Lorenzo Bluer, Vitacchio Alberto, Viti Piero
X
Xerra William
Y
Yahne Le Toumelin
Z
Zecca Giuseppe, Zeni Laura, Zingaro Massimiliano, Zouboulis Nikos, Zupone Marco

Angeli & Artisti
A cura di: Daniele Crippa
Inaugurazione: 28 novembre ore 18,30

Dal 29/12/2019 al 24/02/2020
Ente Promotore: Comune di Siena
Alto Patrocinio Morale di: Arzobispado de Salta - Argentina, Gobierno de la Provincia de Salta, Ministerio de Cultura y Turismo, República Argentina, Embajada de Italia - Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura - Buenos Aires.
Orari: lunedì, mercoledì, venerdì: 10.00-17.00; giovedì: 10.00-20.00; sabato e domenica: 10.00-19.00; martedì: chiuso; ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Biglietti: La mostra è compresa nel biglietto di ingresso al museo; intero 9 € (con prenotazione € 8,00 + € 1,00 di diritti di prenotazione); ridotto: 7€ (con prenotazione € 6,50 + € 1,00 di diritti di prenotazione) ragazzi da 12 a 19 anni over 65 studenti universitari non iscritti ad istituzioni universitarie senesi militari categorie convenzionate; famiglia: 20 € 2 adulti+minori superiori ad anni 11 (con prenotazione € 18,00 + € 1,00 di diritti di prenotazione); gruppi minimo 10 PERSONE: 5 € CA. (con prenotazione € 4,50 + € 1,00 di diritti di prenotazione); gratuito: residenti nel Comune di Siena minori di 11 anni scuole pubbliche ed universitarie senesi docenti accompagnatori accompagnatori gruppi (1 ogni 10 persone) portatori di handicap e relativo accompagnatore giornalisti
Informazioni: T. +39 0577 534504 - www.santamariadellascala.com
Prenotazioni: T. +39 0577/286300
CatalogoBellavite Editore
Ufficio Stampa Comune di Siena: Roberta Ferri - T. 0577 292201 - Fax 0577 292404 - roberta.ferri@comune.siena.it

Complesso Museale Santa Maria della Scala
Piazza Duomo 1
53100 Siena

 

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Looking for Monna Lisa, Santa Maria Gualtieri, Spazio Arti Contemporanee del Broletto, Castello Visconteo, Piazza del Municipio, Pavia, dal 24/11/2019

Una mostra diffusa e immersiva “Looking for Monna Lisa. Misteri e ironie attorno alla più celebre icona Pop”, a cura di Valerio Dehò, esposta dal 24 novembre al 29 marzo nelle più importanti sedi dedicate all’arte di Pavia, celebra il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci, approfondisce il legame del genio fiorentino con la città e indaga sui misteri e sulle leggende che riguardano la celebre figura della Monna Lisa.
L’esposizione, promossa e organizzata dal Comune di Pavia con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, di Confindustria Pavia e il Patrocinio di Camera di Commercio Pavia, coinvolge la chiesa di Santa Maria Gualtieri, lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto, il Castello Visconteo, la Piazza del Municipio e offre opere di arte spiccatamente contemporanea, dalla pittura alla scultura, dall’installazione a lavori multimediali, alcune delle quali create per l’occasione e tutte accomunate dal rapporto imprescindibile con il passato, con la storia e con il grande Maestro.
La chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri è la quinta ideale per l’esperienza multimediale “Monna Lisa who?”, realizzata dallo studio di multimedia design Karmachina e volta alla ricerca dell’identità del più famoso ritratto vinciano, abbracciando l’ipotesi che l’opera ritragga Isabella D’Aragona che, relegata a Pavia, incontrò Leonardo durante il suo soggiorno nella città. Le proiezioni, i suoni e la narrazione, uniti all’allestimento progettato da Studio Dune, sono in perfetta sintonia con la struttura verticale, la simmetria e la morbidezza delle linee del luogo e accompagnano il visitatore in un viaggio totalizzante.

Il percorso espositivo prosegue presso lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto e il Castello Visconteo con una selezione di oltre quaranta opere di trentanove artisti che hanno reinterpretato in chiave contemporanea il capolavoro della Monna Lisa, chi con l’intento di creare continuità, chi rottura. Si passa infatti dall’Arte concettuale a Fluxus, dalla Poesia Visiva alla Neopittura, dalla Pop art fino a più recenti espressioni che sottolineano la continua ricerca della novità e il coraggio per la sperimentazione, di cui Leonardo è stato maestro.
Il fenomeno della riproducibilità - come afferma Valerio Dehò - ha reso il quadro leonardesco la più grande icona pop della storia che non ha mai cessato di interessare gli artisti oltre che i commercianti di gadget o di souvenir. La ricerca della Monna Lisa si allarga a territori imprevedibili”.
Gli artisti coinvolti sono: Marcello Aitiani, Paolo Albani, Anna Banana, Vittore Baroni, Stefano Benedetti, Julien Blaine, Stefano Bressani, Carlo Cantini, Myriam Cappelletti, Ugo Carrega, Cinzio Cavallarin, Gianni Cella, Riccardo Cocchi, Fabio De Poli, Giovanni Fontana, Franco Fossi, Claudio Francia, Raimondo Galeano, Marco Gerbi, Jiri Kolar, Sean Mackaoui, Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Jean Margat, Miradario (Massimo Biagi), Gian Marco Montesano, Luciano Ori, Orlan, Vania Paolieri, Luigi Petracchi, Vettor Pisani, Lorenzo Puglisi, Giovanni Raffaelli, Sarenco, Karel Trinkewitz, Ben Vautier, Giuseppe Veneziano, Virgilio Rospigliosi, Elisa Zadi.
Sono inoltre esposti un video e il numero speciale della rivista “Bizzarre” del 1958, provenienti dal Museo ideale Leonardo da Vinci.

AA.VV., Riviste Bizzarre e La Joconde, 1959, Rivista, cm 27x19x0,7, Archivio Leonardismi, Vinci

L'opera “Bijoconde” di Jean Margat, artista, scienziato e inventore della Giocondologia, fenomeno che riunisce tutte le sperimentazioni e le variazioni applicate al ritratto vinciano ad opera di vari artisti.

Jean Margat: "Bijoconde", 1963-1983, collage, cm 50x50x2, Archivio Leonardismi, Vinci

In Italia ne è principale espressione la Collezione Carlo Palli, a cui appartengono molti lavori in mostra, che rappresenta la raccolta più significativa costituitasi attorno alla reinterpretazione del capolavoro leonardesco.
In questo variegato panorama iconografico dalla Monna Lisa Pop di Fabio de Poli, che presenta una figura oscurata, luttuosa, con richiami espliciti all’opera di Leonardo, un enigma allo stato puro.

Fabio De Poli: "Monnalisa", 2015, acrilici su legno sagomato in cassetta di legno, cm 36x28x10, collezione Carlo Palli, Prato

Si passa a quella di Jiri Kolar, esponente della poesia visuale mitteleuropea, che all’interno del suo collage inserisce l’icona leonardesca su una fattura contabile, rivelandone il lato mercantile e lo sfruttamento dell’immagine.
Con la stessa tecnica Lucia Marcucci, fondatrice del Gruppo 70, affianca ritagli di testi a immagini di donne musulmane e a simboli di fecondità, quasi a volerne riscattare un ruolo.

Lucia Marcucci: "Lisa", 1997, scrittura e collage su tela, cm 42x42, collezione Carlo Palli, PratoLa performer e artista Orlan nei lavori esposti si immedesima con Monna Lisa, le si sovrappone, creando una doppia identità di opera e di donna, affermando tuttavia di non volere assomigliare al capolavoro del maestro toscano.
Per Vettor Pisani la Monna Lisa diviene, invece, una sorta di paradigma del ‘capolavoro’ che salva dalla mortalità nel caso dell’installazione “Concerto invisibile di Gino De Dominicis”, oppure un’icona pubblicitaria ne “Il ventre della Gioconda”, in cui è rappresentata come mamma con bambino.

Vettor Pisani: "Il ventre della Gioconda", 2007, stampa digitale, bambola in lattice e foglia d’oro, cm 80x50, collezione Cardelli e Fontana, Sarzana

Due opere di forte impatto, dove nel primo caso i due pianoforti sovrapposti diventano tributo a Gino De Dominicis e parametro dell’arte che supera il tempo, mentre nel secondo caso, attraverso il nome di Freud, emerge l’enigma di un rapporto psicanalitico legato all’attrazione di milioni di persone verso la Gioconda.
Nella corposa rassegna sono inoltre presenti riferimenti a maestri del passato, fra cui Duchamp e la sua Gioconda con i baffi del 1919, come nell’opera di Karel Trinckevicz che, citando il celebre artista dei ready made, con una ruota di bicicletta lo eleva a padre dell’arte nella sua tavola in cui traccia una sorta di genealogia.

Trinkewitz Karel: "Hommage a M. Duchamp", 1987, collage e "Ruota di bicicletta su tavola", cm 138,7x71,5, collezione Carlo Palli, Prato

Nel nucleo di opere realizzate per l’occasione si ricordano le letture in chiave pop di Gianni Cella, quale la Batwoman in terracotta policroma.

Gianni Cella: "Bat Lisa", 2019, terracotta policroma, cm 45x25x25, proprietà dell'artista

Stefano Bressani, come la scultura abbigliata con tessuti molto colorati, da cui deriva l’appellativo “scultura vestita”.

Stefano Bressani: "Giokonda", 2019, sculture vestite-scultura e stoffe di abbigliamento, cm 135x115x15

Il lavoro di Gian Marco Montesano dedicato allo storico furto della Gioconda del 1911 e l’acrilico su tavola di Virgilio Rospigliosi, artista concettuale che crea un corto circuito tra lo spazio interno ed esterno del quadro.

Virgilio Rospigliosi: "Frammento del paesaggio retrostante", 2018-2019, acrilico su tavola, cm 150x87x13

Presso la sede del Castello Visconteo la mostra prosegue con "La visione di Leonardo a Pavia", progettosviluppato da Way Experience, startup milanese specializzata nella creazione di prodotti innovativi che utilizzano le tecnologie della realtà aumentata e virtuale.
Il percorso immerge nella Pavia rinascimentale sulle orme del soggiorno pavese di Leonardo da Vinci tra il 1490 e il 1513, fonte di riflessioni per i suoi studi di anatomia umana, matematica e architettura, ma soprattutto per l'ideazione della sua opera più importante, la Monna Lisa. Questo viaggio nella storia, molto coinvolgente ed emozionante, - realizzato con la sponsorizzazione di Sea Vision - è suddiviso in tre tappe e, grazie ai visori Oculus e alla narrazione del giornalista e scrittore Massimo Polidoro, il visitatore è proiettato nelle strade, nei paesaggi e nei luoghi che Leonardo aveva visto e vissuto.

Conclude il percorso “Leonardo” la giant sculpture di cinque metri di altezza e quattro di diametro collocata nella Piazza del Municipio; realizzata in idroresina e marmo Cipollino Apuano dagli artisti Eleonora Francioni e Antonio Mastromarino e raffigurante il ritratto senile di Leonardo da Vinci, è un omaggio al genio fiorentino e alla sua eterna grandezza.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo a cura di Valerio Dehò, edito da Silvana Editoriale con testi in italiano e in inglese.

Riccardo Cocchi: "Nello spazio", 2019, rielaborazione digitale a colori su pannello dibond, cm 75x100, collezione Carlo Palli, Prato

Per tutta la durata della mostra sarà possibile prenotare (all’indirizzo mail leonardopavia@comune.pv.it)  il servizio di una guida turistica per illustrarne il percorso oppure per visite con annesso itinerario in città, nei luoghi di Leonardo: Duomo, Regisole, Piazza Grande, S. Maria di Canepanova, Università degli Studi, Castello.
La mostra propone anche iniziative collaterali: da incontri presso le sedi espositive e all'Università di Pavia con esperti dal mondo dell'arte, della medicina e dell'ingegneria per approfondimenti multidisciplinari sulla figura di Leonardo, alla degustazione di piatti a tema rinascimentale e leonardesco accompagnati da vini di tre cantine vitivinicole del territorio con etichetta d'artista disponibili presso i ristoranti aderenti del centro; e ancora, esibendo il biglietto d'ingresso, è in omaggio un piatto d'autore firmato da artisti in mostra. Infine è possibile prenotare una guida turistica per una visita al percorso espositivo, che può essere completata da un interessante itinerario in città nei luoghi di Leonardo: Duomo, Regisole, Piazza Grande, S. Maria di Canepanova, Università degli Studi, Castello.


LOOKING FOR MONNA LISA
Misteri e ironie attorno alla più celebre icona pop
A cura di: Valerio Dehò

Dal 24/11/2019 al 29/03/2020
Orari per tutte le sedi: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 - chiuso il martedì; Chiuso 25 e 26 dicembre 2019 e 1 gennaio 2020
IngressoIntero € 15,00; Ridotto (under 26, over 65 e gruppi di minimo 15 massimo 30 persone) € 10,00; Ridotto scuole e under 18 € 5,00; Gratuito under 6, possessori Abbonamento Musei Lombardia Milano, soci ICOM, guide turistiche e giornalisti dotati di tesserino professionale, disabili con un accompagnatore
Biglietteria: unica presso lo Spazio SaperePavia del Broletto in Piazza della Vittoria. Aperta tutti i giorni di apertura della mostra fino alle 16.45
Prenotazioni: per visite guidate alla mostra e in città leonardopavia@comune.pv.it; prenotazione obbligatoria per gruppi di almeno 15 persone (biglietto ridotto € 10 per i componenti del gruppo e ingresso gratuito per 1 accompagnatore) e scuole (ingresso ridotto € 5 per gli studenti e ingresso gratuito per 2 accompagnatori) leonardopavia@comune.pv.it
Catalogo: Silvana Editoriale a cura di Valerio Dehò, con testi in italiano e in inglese. In vendita presso il bookshop del Castello Visconteo
Informazioni: leonardopavia@comune.pv.it - M. + 39 331 6422303 - www.vivipavia.it
Organizzato da: Comune di Pavia - Settore Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili - T. 0382.399343 - cultura@comune.pv.it
Promossa e organizzata da: Comune di Pavia, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e di Confindustria Pavia e con il patrocinio della Camera di Commercio di Pavia
Sponsor: Sponsor unico per La visione di Leonardo a Pavia: Sea Vision; Sponsor tecnici: MTP photoSHOWall e Floricoltura Bariani; Partner tecnico per La visione di Leonardo a Pavia: U.S.T. Italia.

Ufficio Stampa: IBC Irma Bianchi Communication - T. +39 02 8940 4694 - M. +39 328 5910857 - info@irmabianchi.it

Pavia, QUATTRO SEDI:
Castello Visconteo (Piazza Castello)

Spazio Arti Contemporanee del Broletto (Piazza della Vittoria)
Santa Maria Gualtieri (Piazza della Vittoria)
Piazza del Municipio

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Richard Artschwager, MART, Rovereto, dal 12/10/2019 al 2/02/2020

Presentata alla Triennale di Milano la più amplia esposizione realizzata in Europa di Richard Artschwager (1923-2013). Prodotta dal MART Rovereto e Guggenheim Museum Bilbao, a cura di Germano Celant


Sono intervenuti: Vittorio Sgarbi, Presidente Mart; Gianfranco Maraniello, Direttore Mart e Germano Celant, Curatore della mostra.

Il Mart presenta la prima esposizione antologica in Italia dedicata a Richard Artschwager (1923-2013). Un importante progetto internazionale affidato al curatore Germano Celant, in collaborazione con il Guggenheim di Bilbao che ospiterà la mostra la prossima primavera.
Volta alla comprensione dello spazio, degli oggetti quotidiani e della percezione, la poetica di Artschwager si è imposta come un unicum nell’arte del secolo scorso. Il percorso espositivo evidenzia i principali nuclei della ricerca dell’artista con opere realizzate tra gli anni Sessanta e il primo decennio del Duemila.
Le sue opere affrontano la rappresentazione di strumenti utilitari riprodotti con materiali industriali come la formica, il celotex, la pittura acrilica e l’alluminio.
A questi aspetti fondanti si aggiunge l’attenzione alla forma geometrica pura e all’illusionismo pittorico. Il risultato sono pitture e sculture che sospendono le categorie dell’immagine e degli oggetti in un limbo fra lo spazio che fisicamente occupano, l’utilità a cui rimandano e la rappresentazione artistica.

 


Richard Artschwager
Curatore
: Germano Celant

Inaugurazione: 11/10/2019 ore 19 con ingresso gratuito
Dal
12/10/2019 al 2/02/2020
Patrocini: Una produzione Mart Rovereto e Guggenheim Museum Bilbao

Orari: Mar-Dom 10-18; Venerdì 10-21. Lunedì chiuso. La biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura del Museo
Biglietto: Intero: 11 €, Ridotto: 7 €, Famiglia: 22 €. Gratuito: ragazzi fino a 14 anni, Mart Membership e scolaresche Amici dei Musei convenzionati, ICOM, AMACI, ANISA, CIMAM, Museum Pass Trento Rovereto Città di Culture, disabili (con accompagnatore), guide turistiche e interpreti turistici, capigruppo e insegnanti accompagnatori di scolaresche, giornalisti, forze dell’ordine, professionisti settore Beni e Attività Culturali (Ministero e Soprintendenze)
Informazioni: T. 800 397760 - info@mart.trento.it - http://www.mart.tn.it - T. 0464 438887
Ufficio Stampa: Susanna Sara Mandice - s.mandice@mart.trento.it - T . 0464 454124 - M 334 6333148 - press@mart.trento.it

Mart Rovereto
corso Bettini 43
38068 Rovereto (TN)

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