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Archivi categoria : Mostre Istituzionali Italia

Museo della follia, a cura di Vittorio Sgarbi, Ex Cavallerizza, Lucca, dal 27/02 al 18/08/2019

"Entrate ma non cercate un percorso. L'unica via è lo smarrimento".

"Ogni azione che gli uomini compiono è intrisa di pazzia".
Erasmo da Rotterdam (Elogio della follia).

"Fate prima vibrare i sensi, e farete vibrare anche il cervello! Fate vibrare i sensi mediante l’inaspettato, il misterioso, l’ignoto e avrete la commozione vera, intensa e profonda dell’anima!
Russolo (Maffina. Op. Cit. p. 17)

 

Vittorio Sgarbi"Perché Lucca? Perché per me è più importante della mia città natale. Nell'integrità sacra della città ho trovato delle occasioni uniche. Il mio primo libro letto da lettore libero è stato Tobino. A 9 anni. Appena presa la patente, a 18 anni, presi la macchina e venni a Lucca per vedere Ilaria Del Carretto di Jacopo Della Quercia. Mentre ero qui, di notte salivo sulla torre Guinigi per ammirare la città. Qui ho provato le mie prime emozioni legate all'arte e alla bellezza.
Questo è un museo ansioso, inquieto. Dopo lo scioglimento per mafia del comune di Salemi durante la mia sindacatura (2012), un provvedimento ingiusto, eravamo rimasti senza casa. Trovammo allora una nuova collocazione a Matera che all'epoca stava iniziando la propria corsa per diventare capitale europea della cultura. Il museo trovò la sua sede ideale all'interno dei sassi. Una location molto stimolante e particolarmente adatta. Dopo 6-7 mesi a Matera, con un crescente interesse, la mostra si spostò poi a Mantova che dopo pochi mesi divenne capitale italiana della cultura e poi all'Expo di Milano. Singolare che il Museo della follia all'Expo si trovasse all'interno del palazzo della Ragione. Possiamo quindi dire che la mostra porta bene alle città che la ospitano e spero che sia così anche per Lucca.

Giovanni Lettini, Vittorio Sgarbi, Sara Pallavicini, Stefano Morelli


Sara Pallavicini, Giovanni Lettini e Stefano Morelli. Determinati, liberi, folli. Ed ecco il loro museo. Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui. Inzerillo dà la traccia, evoca inevitabilmente Sigmund Freud e Michel Foucault, e apre la strada a un inedito riconoscimento, a una poesia della follia che muove i giovani in questa impresa.
Nella storia dell’arte, anche prima dei casi clamorosi di Van Gogh e di Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimono in una lingua visionaria e allucinata. Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno. E quel sogno, con piena soddisfazione, oltre ogni tormento, rappresenta.
Noi siamo prigionieri delle forme e ci adattiamo ad esse. C'è chi trova consolatoria questa condizione e chi riesce a raggiungere anche posizioni apicali nella vita di tutti i giorni ma quelli che raggiungono la vita piena sono gli artisti, coloro che fuggono dalle forme imposte. Ancora superiori agli artisti ci sono i folli: tutti noi sappiamo nel nostro cuore che il più grande pittore di tutti i tempi è stato Van Gogh perché ci rendiamo conto che lui, come altri, ha superato il muro delle barriere fisiche che ci ingabbiano. Lui vedeva cosa che noi non vediamo. 
Un artista come Carlo Zinelli rimaneva tranquillo e produttivo in manicomio ed entrava in difficoltà non appena era a contatto con gli altri. Fino a van Gogh l’arte è capace di dominare la follia che la genera; in Borromini e Michelangelo la forma prevale ancora sulla vita. Da van Gogh in poi la follia domina l’arte, si pensi a Ligabue o a Munch: qui siamo alla hegeliana morte dell’arte perché non si è più servi della forma. La follia cancella l’arte come rappresentazione del reale e la vita sopravanza la forma
".

Per Mario Tobino:  "La cupa malinconia, l’architettura della paranoia, le catene delle ossessioni esistono anche se si chiude il manicomio».
Per Franco Basaglia: "La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia».

Stefano Ragghianti, Assessore alla Cultura: "La mostra è davvero di grande interesse e si integra perfettamente con la storia della nostra città. Qui infatti abbiamo avuto uno dei più grandi manicomi d'Italia, attivo già nel 1500. E poi abbiamo l'opera di Mario Tobino, il primo in Italia a raccontare la condizione dei malati psichiatrici. Siamo fieri di essere parte di questo museo itinerante e ringrazio Vittorio Sgarbi per quello che ha fatto. Quando ho visto il catalogo della mostra di Napoli ne sono stato subito colpito. Ne ho parlato subito con il sindaco e siamo subito stati d'accordo che la mostra sarebbe dovuta venire a Lucca e stare li dov'è, cioè alla Cavallerizza. Non si tratta solo di una mostra: c'è anche una ricca documentazione scientifica. Sono sicuro che saranno molti i temi di riflessioni e di dibattito che questa esposizione susciterà".

Isabella Tobino, nipote dello psichiatra e presidente della Fondazione Tobino: "Quando sono stata contattata dallo staff del museo mi sono subito sentita come a casa. Per la Fondazione questo è un'occasione di grande risonanza: noi portiamo avanti il ricordo di quello che fu l'ospedale di Maggiano, durante la mostra sarà infatti possibile leggere alcune lettere scritte dagli ospiti della struttura. Grazie all'opera di mio nonno, Maggiano era una delle strutture più all'avanguardia nella cura dei malati psichiatrici: lì si faceva già pet teraphy e si svolgevano laboratori legati alla musica e all'arte. Il desiderio di Tobino era quello di far conoscere al mondo cosa succedeva all'interno dei manicomi, aprendo una finestra anche sui momenti più violenti. Mi ha molto colpito che la sezione dedicata a Tobino sia stata messa proprio di fronte a quella dedicata a Basaglia. Credo che il dualismo che spesso si pensa ci sia stato tra i due debba essere superato. Tobino aveva a cuore i propri paziente e temeva per la loro vita una volta usciti dal manicomio. Credo che uno dei messaggi più importanti che ci abbia lasciato sia quello della necessità di superare lo stigma della follia e di come le persone con problemi pschiatrici non siano da respingere ma da accogliere e amare".

Raffaele Morelli:"La follia ci difende dal diventare aridi".

Paolo Crepet: "Una volta mi fu chiesto se fosse stato un mio paziente avrei dato dei farmaci a Van Gogh, ovvio che no. Forse avrei stemperato il suo dolore, la sua follia, le sue visioni di morte, ma avrebbe dipinto tele bianche. Dentro quegli uccelli neri c’è il genio, la morte, l’infinito rincorrere di un qualche cosa che non arriverà mai: la liberazione dalla follia."

 

La mostra itinerante Museo della Follia trova a Lucca il suo genius loci. Dopo Matera,  Mantova, Expo di MilanoSalò, Napoli.
Il Museo della Follia ospita alcuni capolavori dei grandi della storia dell’arte internazionale, come Antonio Mancini, Fausto Pirandello e Francis Bacon, provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti musei italiani e internazionali. La selezione delle opere e degli artisti varia ad ogni tappa, garantendo così l’unicità dell’esposizione.
Un percorso attraverso i turbamenti e i disturbi di vari artisti dove creatività e follia si uniscono nell’indelebile rappresentazione della parte più oscura della mente umana.
Il fil rouge di tutte le opere della mostra è proprio il legame tra arte e follia, il vacillare della mente di uomini come Van Gogh e Ligabue, artisti che però sono stati capaci di trasformare i loro problemi in veri capolavori.

L’esposIzione include oltre 200 opere. Dipinti, sculture, fotografie, documentari, installazioni interattive e multimediali affrontano la tematica della follia. Tra gli artisti in mostra: Antonio Mancini, Fausto Pirandello, Francis Bacon, Antonio Ligabue, Silvestro Lega, Juana Romani, provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti musei italiani e internazionali. La selezione delle opere e degli artisti varia ad ogni tappa, garantendo così l’unicità dell’esposizione.
Una sezione fondamentale del progetto include un repertorio di documenti, oggetti e testimonianze della storia dei manicomi in Italia e dei suoi protagonisti.
La mostra è un crescendo di emozioni che trovano culmine in un grande affresco dipinto a olio su una lunghezza di oltre 10 metri. L’opera più grande mai realizzata da Enrico Robusti. Una imbarcazione in preda a una tempesta, a bordo della quale i visitatori vivranno la vertigine psicologica tipica del virtuosismo pittorico di Robusti.
Una Video-inchiesta sugli ospedali psichiatrici giudiziari eseguita dal Senato della Repubblica a favore della battaglia contro il degrado di queste strutture ancora oggia perte Due documentari di Rai Teche: Linea Diretta - Discussione su Legge 180, X Day - I grandi della Scienza Mario Tobino e Franco Basaglia; danno voce alle diverse scuole di pensiero sulle tematiche della psichiatria e dei manicomi italiani.
Nell'allestimento lucchese ci sono infatti spazi dedicati alla figura del Dott. Mario Tobino e dell'ex ospedale psichiatrico di Maggiano, un'occasione per parlare della Follia da un punto di vista storico, toccando il delicato tema dei manicomi e della Legge Basaglia per far capire a tutti che "il malato mentale non sia uno scarto dell'umanità [...], bensì una persona, che nella sua temporanea o cronica debolezza conserva -  come ogni altra persona [...] -  piena dignità".
Il disagio psichico causa inevitabilmente una distanza. L’installazione stereoscopica tridimensionale gioca sul principio opposto: l’inclusione, il coinvolgimento, l’avvicinamento. Il viaggio negli spazi dell’ex-ospedale psichiatrico di Mombello - dove Gino Sandri ha vissuto e ha eseguito molti dei suoi disegni - avviene attraverso le fotografie di Vincenzo Aragozzini, digitalizzate da Giacomo Doni e convertite in immagini tridimensionali da Claudio Centimeri, quest’ultimo autore della raccolta difotografie titolata "Malinconia con furore". Con l’ausilio degli stereoscopi, i visitatori potranno immergersi nella realtà di uno spazio di incredibile suggestione.

Gobbetto, sponsor della mostra, ha creato una pavimentazione con resina bianca nel luogo dove la creatività esce da ogni regola, in un labirinto di emozioni.

Grazie al lavoro svolto dalla giornalista d’arte e editore lucchese Franca Severini, che  segue dal 2018 le relazioni esterne di Contemplazioni, il progetto ha ottenuto il pieno appoggio da parte di prestigiose realtà del territorio (Martinelli Luce, Manifatture del Sigaro Toscano, Apuana Marmi, Eurovast, Fior di Carta, Guidi Gino S.p.A., Del Debbio S.p.A., Vando Battaglia Costruzioni, Baldassari, Banca del Monte di Lucca, Kairos - Julius Baer Group company, Villa Santo Stefano, Edda Berg, Gobbetto, e QN La Nazione).
La mostra vanta inoltre il sostegno di Rds - Radio Dimensione Suono, emittente radiofonica tra le più seguite a livello nazionale.
I visitatori che sceglieranno il treno per raggiungere il Museo della Follia, riceveranno uno sconto speciale sul biglietto intero. Questa è l’intesa che Trenitalia, vettore ufficiale della mostra, ha riservato ai propri viaggiatori.
Il Museo della Follia ha inoltre promosso la campagna di crowdfunding attraverso la piattaforma Eppela, a sostegno del Nuovo ospedale dei bambini della Fondazione Stella Maris, per contribuire alla realizzazione della piscina riabilitativa. Per ogni biglietto staccato, infatti, un euro andrà per finanziare il progetto. E sulla piattaforma sarà possibile contribuire liberamente, anche a distanza.

Museo della follia
Dal 27/02 al 18/08/2019
Mostra a cura di: Vittorio Sgarbi
Autori: Cesare Inzerillo, Sara Pallavicini, Giovanni C. Lettini, Stefano Morelli
Comitato Scientifico: Giorgio Bedoni, Giordano Bruno Guerri, Paolo Crepet, Raffaele Morelli, Fabrizio Sclocchini, Andrea Viliani
Amministrazione: Giuseppe Lettini
Relazioni esterne: Franca Severin
Un progetto di: Contemplazioni s.r.l. - www.contemplazioni.it

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
Ingresso: € 5,00 / 14,00 - biglietteria@museodellafollia.it
Visite guidate: € 50 (fino a un massimo di 20 persone per gruppo). Tutti i Mercoledì alle ore 15:30 è possibile effettuare la visita guidata gratuita previa prenotazione fino a esaurimento posti contattando preventivamente biglietteria@museodellafollia.it
Le visite guidate sono a cura del personale specializzato del Museo della Follia.

Informazioni: M. 333 8771713 - info@museodellafollia.it  - www.museodellafollia.it

Ex Cavallerizza
Piazzale Giuseppe Verdi
55100 Lucca

 

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Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen, Fondazione Ferrero, Alba, fino al 25/02/2019

La mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”, immaginata splendidamente da Marco Vallora, secondo una logica espositiva che riflette le suggestioni surrealiste, nel modo di presentare le opere e di concepire un’arte non più soltanto museale e assopita, che vi consigliamo di vedere alla Fondazione Ferrero di Alba, dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019.

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Gianluigi Colin: Caos apparente, Ex ospedale di San Rocco, Matera, dal 13/01 al 10/02/2019

Inaugurata la mostra di Gianluigi Colin: Caos apparente all''Ex ospedale di San Rocco, Matera, per il progetto “Coscienza dell’uomo”  il progetto “Coscienza dell’uomo” organizzato da Matera International Photography (MIP), Cinesud e dal direttore artistico Maurizio Rebuzzini

Un’installazione con l’utilizzo di circa 20 mila fotografie, scaricate dal web, che vogliono raccontare i fatti che accadono nel mondo.

La mostra ha proposto un convegno domenica 13 gennaio che ha coinvolto l’artista Gianluigi Colin, l’art director Maurizio Rebuzzini, il fotografo Danilo De Marco e lo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle.
È l’assedio dell’immagine. Decine di migliaia di fotografie, quelle che arrivano ogni giorno ai grandi quotidiani, e che ritroviamo nelle pagine dei giornali, nei siti web, nei telegiornali. Colin raccoglie, assembla, ricompone il grande racconto visivo del mondo in una serie di grandi installazioni. In altri casi sceglie dei frammenti della contemporaneità, isola queste testimonianze dello scorrere del tempo. Ritroviamo volti usurati, ma anche luoghi, spazi, persone, eventi, paesaggi affastellati come un incombente, non gestibile eccesso di informazione, come un “rumore” di fondo assordante e invasivo. Una massa enorme di figure che inevitabilmente porta a non vedere più nulla. Colin vuole dirci esattamente questo: si deve alimentare la nostra coscienza per imparare a vedere.
Progetto per contribuire a un cambiamento possibile, perlomeno a rallentare i danni che alcune socialità controverse e contraddittorie stanno producendo, sia in buonafede (comunque colpevole), sia in malafede (ed è peggio): una certa mal-fotografia che alimenta quella orrenda Società dello spettacolo sulla quale il filosofo francese Guy Debord ha fatto riflettere nel suo saggio omonimo, del 1967. Il “genocidio culturale” teorizzato da Pier Paolo Pasolini (a partire da una tavola rotonda su Ideologia e politica nell’Italia che cambia, svoltasi a Milano, il 7 settembre 1974; intervento pubblicato su Rinascita, il successivo ventisette settembre; quindi, incluso in Scritti corsari, Garzanti, dal 1975) ha spinto Francesco Mazza, Antonello Di Gennaro e Maurizio Rebuzzini, ciascuno per proprie competenze e tutti insieme per intenzione, a parlarne e operare in senso inverso.

L’occasione di Matera 2019 è sembrata imperdibile: si preventiva che un milione di persone visiteranno Matera e i suoi Sassi... perché non parlare una lingua fotografica elevata? perché perdere un’occasione tanto importante?
Francesco Mazza, che vive e opera nel settore commerciale della fotografia a Catanzaro, Antonello Di Gennaro, fotografo e cittadino materano, e Maurizio Rebuzzini, da Milano, osservatore delle fenomenologie fotografiche, sono approdati al comune accordo di proporre una fotografia ideologicamente meridiana, capace di coniugare e assolvere perfino quella fidelizzazione consapevole che consente a ognuno di avvicinare la stessa Fotografia con passo convinto e partecipazione consequenziale (anche commerciale, sia chiaro). Ciascuno di loro, con le proprie competenze, ha contribuito al progetto Coscienza dell’Uomo, che si distribuisce lungo tutto il 2019, partendo da questi primi passi.
Già... Coscienza dell’Uomo. Un invito a osservare, piuttosto di giudicare. Una esortazione a pensare, invece di credere. In inviolabile passo fotografico. In correzione volontaria e consapevole di quel “genocidio culturale” che porta a nulla, che crea soltanto danni, che regredisce il pensiero individuale e collettivo... qualsiasi cosa significhi per ciascuno di noi.

Gianluigi Colin nasce a Pordenone 13 settembre 1956. Giornalista. Art director del Corriere della Sera. Artista.
Ha progettato, con il direttore Ferruccio de Bortoli e il caporedattore cultura Antonio Troiano, La Lettura, l’inserto culturale del Corriere della Sera (primo numero domenica 13 novembre 2011). Ha curato anche la mostra La Lettura. Cento copertine d’autore (catalogo Skira).
Nel 2007 ha esposto i suoi lavori a Milano nella mostra Assenze.
«Le immagini che Colin ha pazientemente costruite, isolando, tagliando, incollando, giustapponendo brandelli o intere figure prese a prestito da grandi capolavori del passato (da Raffaello a Manet, da Van Gogh a Picasso, da Velasquez a Matisse) sono effettivamente di straordinaria “piacevolezza”»
Gillo Dorfles

Gianluigi Colin: Caos apparente
Dal
13/01 al 10/02/2019

Inaugurazione: domenica 13 gennaio, ore 11:00
Orari
: 10:00/12:30 - 16:00/19:30
Ingresso: gratui

Ex ospedale di San Rocco
Piazza San Giovanni (piano terra)
Matera

 

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Trecento ’19 – Duemila ’19 – 319 copertine d’autore della Lettura, Museo Nazionale Archeologico ‘Ridola’, Matera, dal 24/02 al 23/04/2019

Al Museo nazionale archeologico 'Ridola' di Matera, sarà inaugurata la mostra "Trecento '19 - Duemila '19 - 319 copertine d'autore della Lettura", il supplemento culturale della domenica del Corriere della Sera, nella Capitale europea della Cultura 2019.  La mostra, curata da Gianluigi Colin e Antonio Troiano, coprodotta da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Polo museale della Basilicata. 

 

Il percorso espositivo progettato da Franco Achilli raccoglie le prime 319 copertine della "Lettura", pubblicate dal 13 novembre 2011 al 7 gennaio 2018.
 "Fin dal primo numero la Lettura ha affidato le proprie copertine ai maggiori artisti del panorama internazionale, da Ai Weiwei ad Armin Linke, passando per Anselm Kiefer, Damien Hirst, Vanessa Beecroft, Ettore Spalletti e Mimmo Paladino. Pittori, scultori, fotografi, architetti, performer impegnati a realizzare una pinacoteca senza pareti capace di entrare nelle case dei lettori e di contribuire a definire il concetto stesso di contemporaneo".
All’iniziativa è dedicato anche un supplemento di 48 pagine allegato gratuitamente al numero #325 de «la Lettura» in edicola dal 18 febbraio.
La Basilicata – afferma il presidente della Regione, Marcello Pittellaè orgogliosa di ospitare, nel rinnovato museo Ridola di Matera, questo importante appuntamento con l’inserto del Corriere della Sera “La Lettura”. Si tratta di una prestigiosa co-produzione culturale che apre nel nostro territorio un interessante confronto con le più interessanti esperienze grafiche ed artistiche contemporanee. E la presenza di questa esposizione de “La lettura” ci carica di una positiva ed ulteriore responsabilità per fare di più in una regione che resta fra le ultime in Italia per quel che riguarda la lettura di libri. Con questo appuntamento, fortemente voluto dalla Fondazione Matera-Basilicata2019, facciamo un ulteriore passo in avanti nell’esaltante cammino verso il 2019 in una Basilicata che diventa sempre di più motore dello sviluppo dell’intero Mezzogiorno”.
Per me, appassionato collezionista dell’inserto “La Lettura” - afferma il direttore della Fondazione Matera-Basilicata2019, Paolo Verri - sarà particolarmente emozionante vedere tutte in una volta queste straordinarie copertine, alcune anche in versione originale. Così come è successo con la precedente mostra su Marte, per la prima volta questa esposizione arriva nel Sud Italia. E’ la testimonianza più concreta che grazie a Matera2019 la città sta diventando davvero un grande polo attrattivo per eventi di caratura internazionale”.
Dopo la mostra dedicata ai capolavori caravaggeschi proveniente da Malta e quella che raccontava le possibili esplorazioni su Marte, che hanno rafforzato il sodalizio tra Fondazione Matera Basilicata 2019 e Polo Museale della Basilicata, prende forma un nuovo progetto, realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera. - spiega il Direttore del Polo Museale della Basilicata, Marta RagozzinoSarà l’occasione per fare una grande cavalcata all’interno dell’arte contemporanea”.
Tutto questo senza dimenticare il proprio passato. «Il futuro ha un cuore antico», scriveva Carlo Levi, e così, accanto alle 319 copertine della nuova «Lettura», in mostra trovano spazio anche 19 disegni originali dello «storico» supplemento letterario uscito dal 1901 al 1945 e poi, con alternanza, fino al 1952.


Trecento '19 - Duemila '19 - 319 copertine d'autore della Lettura
A cura di
: Gianluigi Colin e Antonio Troiano
Dal
24/02 al 23/04/2019
Informazioni: T. 0835 310058
Orari: lunedì 14-20, da martedì a domenica 9-20

Museo nazionale archeologico 'Ridola'
via Ridola 24
Matera

 

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