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Archivi categoria : MiBACT

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, noto anche con l’acronimo MiBACT, è il dicastero del Governo Italiano preposto alla tutela della cultura, dello spettacolo, e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale e del paesaggio e alle politiche inerenti al turismo.

Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei

Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei‘Quarantena’ anche per libri e opere d’arte. Testi predisposti dall’Icpal e dall’Opificio delle pietre dure.

La misura migliore per sanificare libri, documenti antichi e opere d'arte? Una quarantena di almeno dieci giorni anche per i beni culturali è la scelta più indicato piuttosto che rischiare di 'contaminare' questi oggetti con sostanze aggressive come possono essere molti disinfettanti. La Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali pubblica le linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale redatte dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro e dall’Opificio delle Pietre Dure con riferimento alle misure di contenimento per la prevenzione dal contagio da coronavirus da adottare in compatibilità con le esigenze di tutela e conservazione del patrimonio culturale. Le linee guida sono rivolte a tutti gli istituti e i luoghi della cultura e riguardano la gestione di operazioni di sanificazione degli ambienti degli istituti archivistici e delle biblioteche (linee guida ICPAL) e degli ambienti destinati a musei e laboratori dove sono presenti opere d’arte (linee guida OPD).

ICPAL
L’Istituto sottolinea come sia “necessario ricordare che non tutti i comuni disinfettanti risultano adeguati per la pulizia in ambienti ove siano esposti, conservati e stoccati beni culturali. Le procedure da utilizzare per eventuali sanificazioni non possono pertanto ritenersi univoche e applicabili nello stesso modo a qualsiasi ambiente”.

Per ambienti “storici” gli arredi e le superfici di pregio la disinfezione può avvenire: nel caso di superfici in pietra o arredi lignei nebulizzare su carta assorbente una soluzione di Alcol etilico al 70% (400 ml di alcol etilico denaturato a 90 gradi da miscelare con 100 ml di acqua) o usando, in alternativa, prodotti commerciali già pronti all’uso, sempre alla richiesta concentrazione del 70%. Per tali prodotti è sconsigliata l’applicazione in presenza di finiture superficiali (es. lacche, resine) che sono suscettibili all’interazioni con acqua e/o solventi. Nel caso di superfici metalliche o in vetro si consiglia ugualmente di utilizzare sempre l’alcol etilico al 70%.
Per quanto riguarda le collezioni, come già sottolineato, la permanenza del virus sulle superfici è di massimo nove giorni. Per questo motivo, “qualsiasi intervento di disinfezione diretta dei beni archivistici e librari è da ritenersi non necessario se tali beni sono stati isolati almeno nelle due settimane antecedenti alla riapertura. In caso contrario si ritiene sufficiente garantirne l’isolamento per almeno 10 giorni, senza ricorrere all’utilizzo di disinfettanti che potrebbero risultare dannosi. Tale isolamento dovrà essere condotto in un ambiente a tal fine predisposto, individuato all’interno di ogni istituto, possibilmente provvisto di finestre che sia possibile aprire regolarmente per permettere il ricambio d’aria”.
Per accedere alla consultazione delle collezioni poi, “gli utenti dovranno essere muniti di dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina). All’ingresso nell’istituto dovrebbero essere resi disponibili dispenser di gel disinfettati; - un addetto della biblioteca o dell'archivio (munito di dispositivi di protezione individuale) potrà prelevare il documento e darlo in consultazione in un locale possibilmente dotato di arredi "moderni" che possano essere facilmente puliti e disinfettati; - il materiale consultato dovrà essere lasciato in isolamento preventivo per almeno 10 giorni e possibilmente riponendolo in buste di contenimento all’interno del locale precedentemente individuato. Il materiale consultato non sarà quindi fruibile nei 10 giorni successivi”.

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Per l’Opificio delle pietre dure, “da un esame della letteratura esistente e dalla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 si rileva che la durata della vita del virus oscilla tra 1 giorno per i guanti in lattice ai 9 giorni delle superfici in plastica (metalli 5, legno 4, carta 5, vetro 4/5, ceramica 5, camici usa e getta 2), per cui se un ambiente è stato chiuso al pubblico ed ai dipendenti per più di 9 giorni non sarebbe necessario intervenire con la sanificazione alla sua apertura in quanto è già trascorso il periodo di quarantena necessario per l’abbattimento del pericolo e sarà sufficiente una accurata pulizia con materiale disinfettante”.
Per quanto concerne, invece, le opere d’arte, “si deve affermare con la massima chiarezza che nessuno deve applicare alcunché su di esse se non da parte di un restauratore dei beni culturali qualificato secondo le leggi vigenti”. Per i beni culturali potenzialmente soggetti al contagio “in quanto recentemente movimentati (libri in prestito nelle Biblioteche, opere d’arte in prestito a mostre o in restauro, e così via) sarà sufficiente un periodo di isolamento in un ambiente segregato per la durata dei giorni necessari per la quarantena di quella categoria di materiali, dunque in genere tra i 5 e i 9 giorni. Dunque una “segregazione” per il necessario periodo potrà togliere ogni rischio. Poiché non si possono adesso valutare gli effetti di eventuali mutazioni del virus sarà opportuno aumentare di qualche giorno le valutazioni qui indicate”.
Dunque - prosegue l’Opd - il problema anche per i musei, laboratori e luoghi della cultura “sostanzialmente riguarda soprattutto la sanificazione tramite pulitura degli ambienti e dei pavimenti con particolare riferimento alle superfici di contatto (maniglie, corrimano, porte, tastiere, pulsanti, ecc.) e dei servizi igienici”.
Nel caso di ambienti contenenti opere d’arte “bisognerà prestare la massima attenzione, evitando, per esempio l’impiego per i pavimenti dell’ipoclorito di sodio troppo ossidante, e potenzialmente pericoloso in presenza di opere in bronzo, ottone e rame come per tutti i Cloroderivati, preferendo l’impiego di soluzioni alcooliche al 70% (ottenibili con prodotti già in commercio oppure con la miscela di 400 ml di alcool denaturato al 90% e 100 ml di acqua). In occasione degli interventi di sanificazione con questi prodotti si consiglia comunque di proteggere, ove possibile, le opere d’arte con teli di TNT piuttosto fitti per evitare qualsiasi forma di deposizione (schizzi, condensa di vapori). Una grande importanza per evitare ogni possibile interazione tra il prodotto usato e le opere d’arte è rivestita dalla esistenza o meno di sistemi di ventilazione e di ricambio d’aria, in grado di evitare il formarsi di accumulo di vapori, potenzialmente nocivi. Questi ultimi impianti, tuttavia, possono essere loro stessi una fonte di rischio e dunque sarà necessario prevedere una frequente sanificazione dei filtri dei fan coil e, in caso di impianti di climatizzazione, dei filtri generali dell’impianto in entrata ed uscita”.

L'APPELLO DEI RESTAURATORI
Sanificazione e beni culturali, Restauratori Senza Frontiere: attenzione ai prodotti che si usano.
Lo scorso 29 aprile l’organizzazione Restauratori Senza Frontiere Italia aveva inviato al Mibact un documento, con l’intento di sottoporre le criticità in merito ai trattamenti di sanificazione richiesti in questo periodo a seguito dell’epidemia di Covid-19, anche per gli ambienti di interesse storico e artistico.
L’Istituto Superiore di Sanità – si legge nella missiva firmata da Marisa Laurenzi Tabasso, Presidente del Comitato Scientifico di RSF Italia - indica ‘acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%’ per pulire i diversi ambienti, materiali e arredi. Nel caso però di ambienti e materiali di rilevanza culturale queste indicazioni vanno attentamente valutate per evitare di produrre danni sui diversi manufatti trattati direttamente con i prodotti per la sanificazione o, indirettamente, a causa di vapori o gas che possono sprigionarsi dai prodotti stessi”.
Il Dott. Nazzareno Gabrielli, chimico, Socio onorario di Restauratori Senza Frontiere-Italia e già direttore dei Gabinetti Scientifici dei Musei Vaticani, ha recentemente indirizzato al MIBACT un messaggio per allertare gli uffici responsabili delle tutela e della fruizione di immobili e collezioni di interesse storico-artistico affinché si presti la massima attenzione ai prodotti che si dovranno impiegare per la loro sanificazione. Il MIBACT ha tempestivamente informato tutti gli enti periferici competenti, diffondendo il messaggio del dott. Gabrielli”.
Al di là dell’urgenza degli interventi di sanificazione richiesti dalla attuale situazione relativa alla pandemia e in vista del ritorno alla normalità, il problema della più semplice ed ordinaria igienizzazione di questi luoghi richiede analoghe cautele e attenzione ai prodotti che si usano. Musei, biblioteche, sedi di istituzioni storiche pubbliche e private, vengono il più delle volte igienizzati da normali imprese di pulizie, quelle che ancora oggi spesso usano prodotti commerciali, non idonei per le superfici storiche come pavimenti in cotto, in parquet, oppure in pietra, spesso anche infissi e/o vetrate di pregio. Inoltre, le sostanze volatili rilasciate dai prodotti impiegati (per es. ammoniaca, o cloro) possono raggiungere anche i manufatti conservati nell’ ambiente (dipinti, sculture, stoffe, manufatti cartacei, ecc.)”.
Questa situazione richiede con molta evidenza la necessità che gli organi competenti del MiBACT regolamentino con chiarezza le modalità per l’effettuazione degli interventi di pulizia di siti e monumenti sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico e archeologico, e indichino che tali interventi siano obbligatoriamente effettuati sotto il coordinamento e la Direzione Tecnica di un Restauratore qualificato di Beni Culturali. Quanto agli aspetti tecnici delle operazioni di sanificazione e igienizzazione (il tipo di prodotti da impiegare in funzione delle diverse tipologie di ambienti e manufatti), certamente gli Istituti Superiori del Ministero (ISCR, ICRCPAL) e avranno già dato o daranno tutte le indicazioni necessarie. Restauratori Senza Frontiere-Italia è comunque disponibile per contribuire, ove ce ne fosse la necessità, alla redazione di protocolli specifici”.

 
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Beni culturali: Bonisoli a Londra, tornano in Italia opere trafugate, Londra,12/02/2019

Londra, 12/02/2019

A poche settimane dalla decisione del ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli di riconvocare il Comitato istituzionale sulle opere trafugate, l’Italia rientra in possesso di sarcofagi, suppellettili e capitelli di epoche diverse rubati tra gli anni ‘60 e ‘80 del secolo scorso e immessi nel mercato internazionale dai trafficanti d’arte. E lo fa oltre Manica, a Londra, dove in mattinata nella sede dell’ambasciata italiana, Bonisoli ha partecipato alla cerimonia ufficiale di restituzione di 8 lotti, per un totale di 12 reperti, più una pagina di un codice miniato, sottratta negli anni ‘40 all’Archivio di Stato di Venezia. 
Le opere sono state rintracciate grazie ad un’attività di controllo incrociato tra la nota casa d’aste londinese Christie’s e le informazioni contenute nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Tutela Beni Culturali dei Carabinieri.  Con oltre 1 milione e duecento mila oggetti rubati e circa 700 mila immagini, infatti, è il più grande database al mondo e da tempo è divenuto punto di riferimento per le forze di polizia estere. 
Alla cerimonia di riconsegna hanno preso parte, oltre a Bonisoli, il CEO di Christie’s Guillaume Cerutti, l’ambasciatore italiano a Londra Raffaele Trombetta ed il Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Generale di Brigata Fabrizio Parrulli.
I reperti ritornati in possesso dell’Italia sono: un’oinochoe greco in pasta vitrea, un’antefissa etrusca in terracotta del VI-V secolo a.C. e un stamnos falisco a figure rosse risalente al IV secolo a.C., cinque piatti stile Gnathia del IV secolo a.C., un’ hydra apula a figure rosse del 350-330 a.C., che erano tra gli oggetti ricercati perché inseriti nella lista di noti trafficanti italiani d’opere d’arte; un capitello romano del II secolo d.C., provento di scavi clandestini; un frammento di marmo di sarcofago romano proveniente dalle catacombe di San Callisto e il cui furto era stato denunciato nel 1982; un rilievo romano in marmo con Satiro e Menade trafugato dai giardini di Villa Borghese nel 1985; la pagina di codice miniato.

La restituzione conferma l’efficacia della collaborazione tra il nostro Paese e  colossi del mercato dell’arte  come Christie’s nella lotta al traffico illegale di opere d’arte. Chi acquista un’opera d’arte o un reperto deve essere certo della provenienza di quell’oggetto -  ha affermato il Ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli nel corso della cerimonia di consegna -. E questo è quello che stiamo cercando di fare proprio attraverso la collaborazione con Istituzioni e case d’asta”. “Un controllo preventivo sui pezzi che finiscono in vendita e l’applicazione di leggi più severe per chi compra oggetti senza conoscerne la provenienza - ha concluso -, contribuirà a smantellare questo traffico”.

Pagina miniata raffigurante la promissione del Doge Andrea Dandolo e dei consiglieri ducali, secolo XIV

Stamnos falisco a figure rosse risalente al IV secolo a.C.

Hydria apula a figure rosse, attribuito alla scuola dei pittori Varrese e dei nasi camusi, 350-330 a.C.

Antefissa etrusca in terracotta, VI-V secolo a.C.

 

Cinque piatti stile Gnathia, IV secolo a.C.

Oinochoe greco in pasta vitrea

 

Frammento in marmo di sarcofago romano,

Rilievo romano in marmo con Satiro e Menade.

Capitello romano in marmo, II secolo d.C.

Ministero per i Beni e le Attività CulturaliUfficio Stampa e Comunicazione
Via del Collegio Romano, 27

00186 ROMA 
T. +39 06 6723.2261  .2262 - ufficiostampa@beniculturali.it

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Pompei, Franceschini: nuovi scavi stanno portando nuove eccezionali scoperte

“Pompei è simbolo di una storia di riscatto”

Pompei è il simbolo di una storia di riscatto. In questi anni è stato fatto un lavoro lungo e silenzioso e le possibilità di crescita sono ancora straordinarie. Superata l’emergenza sono adesso ripresi gli scavi nelle zone finora mai indagate. E, come vediamo, i risultati sono eccezionali”.
Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

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Notte Europea dei Musei, sabato 21 maggio 2016 aderisce la Galleria Campari, Sesto San Giovanni

Appuntamento con l’arte sabato 21 maggio 2016, dalle ore 19.00 alle ore 24.00. Anche quest’anno Galleria Campari aderisce alla Notte Europea dei Musei, aprendo gratuitamente al pubblico i suoi spazi espositivi nella serata di sabato 21 maggio 2016, dalle ore 19.00 alle ore 24.00. L’iniziativa, promossa dal Consiglio d’Europa e Unesco nei paesi aderenti, coinvolge circa…
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