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Istituto Giannina Gaslini: “Musicoterapia e discipline integrate a supporto dei bambini ospedalizzati”, coordinato dall’associazione Echo Art, 28/01/2021, Genova

Interventi solidali in favore dei piccoli degenti, delle loro famiglie e di sensibilizzazione della società con la sinergia di professionisti dall’esperienza pluridecennale, di svariate associazioni e delle istituzioni locali.

È ufficialmente partita l’iniziativa socio-sanitaria “Musicoterapia e discipline integrate a supporto dei bambini ospedalizzati” presso l’Istituto Giannina Gaslini, il progetto selezionato dallaFondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un progetto biennale con l’obiettivo di contribuire a supportare i piccoli degenti (nelle fasce d’età 0-6/ 7-11 /12-18) e di sostenere le gestanti nel periodo prenatale.
Gli specialisti delle diverse discipline si propongono come supporto allo staff sanitario, nell’affrontare i punti di fragilità dei percorsi di accettazione e di contrasto alla malattia e alle disabilità per i piccoli pazienti e per il nucleo familiare interessato.
«Lo stimolo sonoro musicale è capace di attivare più aree cerebrali distinte tra loro, la musica può portare innumerevoli benefici all’essere umano sia spirituali che fisici, può aiutarlo ad esprimere le sue emozioni. Accogliamo quindi con entusiasmo e ringraziamo l’associazione Echo Art per aver intrapreso questa nuova forma di sostegno ai pazienti e alle famiglie: la possibilità di integrare discipline complementari alla terapia del bambino ospedalizzato ci consentirà di migliorare la risposta terapeutica dei nostri piccoli pazienti alla malattia e ai tanti fenomeni ad essa correlati» dichiara Renato Botti, direttore generale dell’Istituto Giannina Gaslini.
La fase iniziale di questo lavoro biennale sulla comunità di piccoli pazienti e via via sulle famiglie e sulla società (dalle scuole ai quartieri sino all’online che permette di arrivare ad un bacino di utenti potenzialmente illimitato) si è già avviata e propone anche agli operatori sanitari da febbraio una formazione mirata con crediti ECM. «Questa prima fase ha trovato l’attenzione immediata dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova - spiega l’ideatore del progetto Davide Ferrari dell’Associazione Echo Art- ed è essenzialmente di formazione individuando nella musicoterapia, nell’arteterapia e nella psicomotricità proposta da specialisti, elementi complementari e quindi di supporto ai processi di cura ospedalieri». La sequenza degli incontri include la casistica delle principali buone pratiche internazionali, aspetti teorici e metodologici, modelli valutativi quantitativi e qualitativi.
«Gli interventi -continua Ferrari- intendono impattare sulla dimensione emotiva, fisica, cognitiva, espressivo-motoria, sociale dei soggetti bisognosi di cure e del loro contesto relazionale. Il corpo docenti include musicoterapeuti, arteterapeuti, psicomotricisti, clinici, psicologi dall’esperienza ultradecennale di attività in ambito preventivo, riabilitativo e terapeutico e di formazione in ambito universitario e specialistico».


Dr. Maura Macciò - Resp. Ufficio Stampa e social media, IRCCS Istituto Giannina Gaslini
Via Gerolamo Gaslini 5
16147 Genova

mauramaccio@gaslini.org - Mob. 3357411393
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Intesa Sanpaolo: da giovedì 4 febbraio riaprono le Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza

Giovedì 4 febbraio 2021 riaprono le Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza. I musei di Intesa Sanpaolo saranno aperti al pubblico dal lunedì al venerdì in linea con le disposizioni ministeriali che consentono l’apertura dei musei, ad esclusione dei fine settimana, nelle Regioni in area gialla. La prenotazione è consigliata attraverso il sito www.gallerieditalia.com.…
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Riaprite i Musei! La Cultura non uccide!

I musei e le mostre sono chiusi.
I musei italiani hanno scelto di spostarsi nuovamente online, attraverso tour virtuali e condivisioni di immagini “dietro le quinte”.
Sono aperte biblioteche e archivi.
I teatri e i cinema sono chiusi.
Il virus della Cultura terrorizza il governo!!!
Sia mai che gli italiani pensino!
Ringraziamo il ministro Dario Franceschini che è il più duro e convinto sulle chiusure e in particolar modo di quelle degli spazi culturali, i luoghi più facili da gestire in sicurezza.
Quanti di questi riusciranno mai a ripartire? Dove sono i soldi dei ristori e della cassa integrazione?
Villa Reale di Monza chiude e mette all'asta il mobili.

Il 25 novembre era stato rivolto un appello al ministro, firmato da 100 direttori di musei, critici, curatori, artisti, galleristi e collezionisti, dal Direttore artistico del Museo Novecento di Firenze Sergio Risaliti: “affinché si possa considerare nel piano generale della sicurezza e salute dei cittadini la concreta possibilità di aprire i musei pubblici, nei casi in cui regioni, province e città venissero definite ‘zona gialla’ in base ai criteri stabiliti dal Governo”.

Con CulturaIdentità Angelo Crespi, giornalista professionista, curatore di mostre, con incarichi museali di prestigio (primo presidente del MAGA di Gallarate), consigliere dell’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi, autore teatrale, ha lanciato il 23/12/2020 la campagna di sensibilizzazione “Riaprite i musei” indirizzata al ministro Dario Franceschini:
"I musei contengono le memorie migliori della nostra civiltà e la nostra civiltà si basa sulla conservazione e sulla trasmissione di quanto di meglio abbiamo saputo fare. Progrediamo perché scartiamo gli errori e tramandiamo le cose buone. In questo si sublima il pensiero e il compito del conservatore che tiene alla tradizione, quella giusta, che crede nelle creazioni che l’hanno preceduto e che gli sopravvivranno, e vuole che esse siano tutelate e possano essere tradotte ai posteri.
Il conservatore è un realista e anche un ribelle e in questo senso anche un rivoluzionario proprio perché cerca incessantemente ciò che deve permanere ed essere mantenuto perché ci sia il giusto cambiamento e progresso. Esattamente il contrario di un progressista che pensa in astratto e in modo utopico il cambiamento, non basandosi sulla realtà bensì assecondando le proprie ideologie, ed è disposto ad immolare il “bene” del passato in prospettiva di un “meglio” futuro, che non ci sarà.
Questa, della “tradizione”, è la prima funzione dei musei. E per questo motivo, fuori da ogni altra considerazione, noi li reputiamo essenziali.
Siamo inoltre convinti che i musei abbiano un’importante funzione sociale, prestando servizi essenziali alla crescita culturale e al benessere delle persone, contribuendo alla salute psicologica e spirituale degli individui, allo sviluppo delle qualità cognitive e della sensibilità umana.
Per tutti questi motivi crediamo giusto che essi vengano riaperti subito."

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Lea Vergine, Lea Buoncristiano (Napoli, 5/03/1936 – Milano, 20/102020)

L’arte non è necessaria. È il superfluo. E quello che ci serve per essere un po’ felici o meno infelici è il superfluo. Non può utilizzarla, l’arte, nella vita. ‘Arte e vita’ sì, nel senso che ti ci dedichi a quella cosa, ma non è che l’arte ti possa aiutare. Costituisce un rifugio, una difesa. In questo senso è come una benzodiazepina...
L’arte ti costringe a confrontarti col tuo lato oscuro.

Lea Vergine


All'anagrafe Lea Buoncristiano, critica d'arte, curatrice, studiosa dei nuovi linguaggi visivi come la body art. Una delle figure di spicco del mondo dell’arte degli ultimi cinquant’anni.

Gillo Dorfles e Lea Vergine

Immancabile in coppia con Gillo Dorfles alle inaugurazioni delle mostre a Milano, dove si era trasferita negli anni '70. Amica di Arturo Schwartz, ha curato molte mostre alla Galleria Milano di Carla Pellegrini.

Lea Vergine e Carla Pellegrini, 1969

Ha iniziato la sua attività come critica a soli 19 anni, abbandonando la facoltà di Filosofia per scrivere su riviste e giornali locali. Sempre a 19 anni si sposa con il suo primo marito da cui il cognome Vergine che usa per firmare i suoi articoli e libri. A 23 anni organizza una mostra su Lucio Fontana, negli anni 80 organizza a Palazzo Reale di Milano una delle mostre più famose intitolata L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940, pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, per cui scrisse anche numerosi libri, ponendo in rilievo la funzione delle donne nei fenomeni artistici della prima metà del 20° sec., apportando un contributo fondamentale sia nell'approccio critico sia nella rivalutazione dell'opera artistica femminile.

Lea Vergine: Il corpo come linguaggio, Prearo Editore, 1974

Sposata con il grande designer e accademico Enzo Mari (Novara, 31/12/1932 - Milano, 19 /10/2020), mancato il giorno prima anche lui per le complicazioni dovute alla Covid-19. S’incontrarono a Napoli, dove lei viveva, su invito di Giulio Carlo Argan. "Lavorammo per un anno a Linea Struttura, una nuova rivista d’avanguardia. Venne bene, ma i giovani si sentono profeti e noi eravamo rigidissimi…così ne uscì un numero solo."

Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo: “Un giorno dopo la scomparsa del compagno di una vita, Enzo Mari, se ne va Lea Vergine. Un altro pilastro della cultura italiana viene a mancare, ma il suo lavoro nella critica d’arte e nella curatela di innumerevoli mostre lascia un segno profondo.
Leonardo Caffo:Lea Vergine, addio. Talvolta l’amore è così potente che spegne insieme la vita. Non ci sono parole per il romanticismo tragico di questa notizia: la struggente meraviglia di questo dolore.” 
Kathryn Weir, direttrice artistica del Madre. “Donna dell’avanguardia e critica straordinaria, era dotata di grande sensibilità unita ad uno spirito curioso e indomito, sempre attento alle espressioni artistiche più innovative. Napoletana di nascita e milanese di adozione, ha sempre mantenuto un costante rapporto con la sua terra d’origine; proprio per il suo impegno, la sua professionalità e il suo contributo, la attendevamo nel museo d’arte contemporanea della sua città per attribuirle il Matronato alla Carriera 2020 della Fondazione. Lascia un immenso vuoto, ma, allo stesso tempo, l’impegno a conservare e non disperdere la sua grande eredità intellettuale.”


Il corpo come linguaggio. Body art e storie simili, Prearo editore, 1974
Attraverso l'Arte. Pratica politica. Pagare il '68., Arcana, 1976
Dall'Informale alla Body Art. Dieci voci dell'Arte Contemporanea: 1960/1970. Gruppo Editoriale Forma, 1976
L'altra metà dell'avanguardia. 1910-1940, Mazzotta editore, 1980
L'Arte ritrovata, Rizzoli, 1982
Capri. Frammenti postumi con Emanuela Fermani e Sergio Lambiase, Feltrinelli, 1983
Arte programmata e cinetica 1953-1963. L'ultima avanguardia, Gabriele Mazzotta Editore, 1983
L'Arte in gioco, Garzanti, 1988
Gli ultimi eccentrici, Rizzoli, 1990
L'arte in trincea. Lessico delle tendenze artistiche 1960-1990, Skira, 1996
Body art e storie simili. Il corpo come linguaggio, Skira, 2000
Ininterrotti transiti, Rizzoli, 2001
Schegge. Ester Coen intervista Lea Vergine sull'arte e la critica contemporanea, Skira, 2001
Annette Messager. Pudique, publique, con Storr Robert, Gli Ori, 2002
L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, Il Saggiatore, 2005
Hallenbad book. Ediz. italiana e inglese, con Letizia Cariello, Charta, 2006
Parole sull'arte. 1965-2007, il Saggiatore, 2008
La vita, forse l'arte, Archinto, 2014
L’arte non è faccenda di persone perbene. Conversazione con Chiara Gatti, Rizzoli, 2016 

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Enzo Fortunato: La tunica e la tonaca. Due vite straordinarie, due messaggi indelebili – Mondadori Editore

Enzo Fortunato: La tunica e la tonaca. Due vite straordinarie, due messaggi indelebili
Editore: Mondadori
Collana
: Varia saggistica italiana
Data di Pubblicazione
: settembre 2020
Formato
: rilegato
Pagine
144

EAN: 9788804734703
ISBN
: 8804734701

Prezzo: € 17,00

La tonaca di San Francesco, rammendata da Santa Chiara con delle toppe ricavate dal suo mantello. La tunica di Gesù, che i soldati si giocano a dadi sul Golgota.
Due abiti che simboleggiano un cambiamento e una vita nuova, quella del Santo di Assisi che indossa il saio dopo aver abbandonato i suoi beni terreni e quella del Cristo, che spogliato del suo vestito, risorge dopo la crocifissione.
La riflessione alla base del volume è quindi quella di ”ricucire”, come fece Santa Chiara, la società e l’umanità colpita dalla pandemia. “A tutti noi, dai giovani agli anziani, il compito di lavorare ogni giorno per ritessere quei lembi del mantello strappato o lacerato nelle nostre società, affinché tutti vivano in pace e in fraternità”, scrive nella prefazione il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana.
I due abiti “la tunica e la tonaca”, sono quindi il tema e il titolo del nuovo libro di padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, pubblicato da Mondadori.
Presentato il 1° ottobre presso il Protettorato San Giuseppe di Roma dal segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin e il direttore dell'ANSA Luigi Contu. Ha introdotto il presidente dell'Associazione Giovane Europa, Angelo Chiorazzo.
"Alla vigilia della firma della terza enciclica di Papa Francesco, ci rendiamo conto che per riparare, ricucire, abbiamo bisogno della fraternità e superare la contrapposizione amico nemico, bianco nero. Il nostro tempo liquido e triste, colpito dalla pandemia può sembrare un tempo per realisti, per costruttori di muri, eppure è proprio in questo nostro tempo che Francesco ha scelto il vocativo 'Fratelli tutti'. E del resto anche il mondo di San Francesco non era pacifico, era un groviglio di conflitti pieno di mura e di torrette difensive. Proprio in questo contesto emerse l'audacia di uno sparuto gruppo che volle predicare la pace". Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, anticipando così, alla presentazione del libro "La tunica e la tonaca" di padre Enzo Fortunato, i contenuti dell'enciclica che Papa Francesco firmerà ad Assisi il 3 ottobre e dal titolo "Fratelli tutti". Ricollegandosi ai francescani, "il Papa - ha continuato Parolin - ci invita a scoprire l'altro come fratello e rimarrà nella storia non solo perché sarà la prima firmata fuori Roma ma soprattutto come bussola per l'uomo smarrito". 
Luigi Contu: "Perché tanti laici sono attirati da questa cultura francescana?  Io penso perché contiene un messaggio universale, un messaggio di dialogo, di apertura, di alta spiritualità che però arriva fino alle cose terrene".
Padre Fortunato: “Abbiamo bisogno di una bussola nel nostro cammino e questa bussola, che per il cristiano è il Vangelo, è capace di sorprenderci continuamente in questa navigazione”. Al momento attuale “la bussola della società spaventata dal covid, disorientata dalla crisi economica e impoverita dalla situazione conflittuale che si sta vivendo nel mondo”, non può che essere la fraternità, “l’uno per l’altro e l’uno accanto all’altro. In fondo questo ha fatto Francesco d’Assisi ha rivoluzionato una società a forma piramidale nel Medioevo per proporre una società circolare, dove ognuna stava accanto all’altro”.

Nel corso di una normale riunione di redazione della rivista «San Francesco», il direttore, padre Enzo Fortunato, trova in archivio, a sorpresa, un vecchio articolo scritto in occasione del restauro della tonaca del Santo di Assisi.
Nell’articolo è spiegato che i rammendi del saio di san Francesco risultavano fatti da Chiara d’Assisi utilizzando delle toppe ricavate dal proprio mantello.
Per tutti è un’immagine potente, quasi uno scoop: colpisce perché parla di un’unione di fede e di spirito che va oltre l’immaginabile, ma sottolinea anche l’importanza del ricucire gli strappi, dell’imparare a recuperare, non solo le cose, ma anche i rapporti. L’abito rattoppato di Francesco getta sì luce sul ruolo di Chiara nel prendersi cura dell’altro, del «fratello», ma ci dice anche quanto sia necessario, oggi in particolare, riparare.
Nella figura e nelle proporzioni, la tonaca francescana, scelta dal Santo perché quotidiana veste da lavoro dei contadini del suo tempo, ricorda, con le due larghe maniche cucite perpendicolarmente alla linea delle spalle, il disegno della croce. Tanto da spingere il pensiero a un’altra «tonaca», anzi a una «tunica»: quella che i soldati, dopo aver crocifisso Gesù, si giocano ai dadi sul Golgota e di cui restano due reliquie illustri, l’una a Treviri e l’altra ad Argenteuil. Quella tunica, tessuta tutta d’un pezzo, è considerata un simbolo dell’unità dei cristiani.
La comparazione proposta in questo libro altro non è che il confronto tra il Maestro e il suo discepolo, ovvero tra Gesù di Nazaret e Francesco d’Assisi: un parallelismo fatto attraverso i loro indumenti e le loro spogliazioni, che sottolinea, oltre all’immensa grandezza di questi due personaggi, l’affinità elettiva esistente tra loro.
Possono due abiti essere emblema di una storia e incarnare la Parola di coloro che li indossano? È certamente così: la tunica di Gesù e la tonaca di san Francesco sono simboli di fragilità, ma al tempo stesso di dignità, di unità e di condivisione; emblemi dell’universale messaggio cristiano, che significa amore, e dello spirito francescano, precursore della cura per il pianeta.
Per questo La tunica e la tonaca è un incredibile viaggio tra Gesù e Francesco, due figure straordinarie che - l’uno deriso e spogliato a forza, l’altro spogliandosi spontaneamente - hanno cambiato il mondo.

Enzo Fortunato è frate minore conventuale di Assisi, giornalista, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile «San Francesco».
Ha collaborato con «L'Osservatore Romano» e scrive per «Avvenire», «Corriere della Sera», «Huffington Post» e «Gruppo QN».
È volto di Rai1 con la rubrica «Tg1 Dialogo» e voce di Rai Radio1 con «In viaggio con Francesco».
Tiene seminari e conferenze in Italia e all'estero. Delicate e significative le sue missioni per progetti umanitari internazionali nella ricerca della pace e del bene comune. Da Mondadori ha pubblicato Vado da Francesco (2014) e Francesco il ribelle (2018).

 

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