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Arte in Arti e Mestieri 2001 – 2020 (XX edizione) – Fondazione Scuola Arti e Mestieri “F. Bertazzoni” – Suzzara (MN) – 6/09 – 10/10/2020

Domenica 6 settembre 2020 alle ore 10.00, presso i locali della Fondazione Scuola Arti e Mestieri “F. Bertazzoni” di Suzzara (MN), avrà luogo l’inaugurazione del Premio Arte in Arti e Mestieri, consueto evento del settembre suzzarese, momento culminante della fine dell’estate. La rassegna, iniziata all’alba del millennio, è ormai giunta alla sua XX edizione. Per essa sono passati alcuni dei più noti artisti italiani: i più giovani per un fortunato avvio di carriera, quelli già affermati per una importante consacrazione.
L’esposizione, a cura di Mauro Carrera, rende conto di vent’anni di storia della celebre rassegna nazionale, presenta le opere dei vincitori delle diverse edizioni e di alcuni artisti direttamente invitati dal curatore per l’occasione. Saranno esposti i lavori di alcuni artisti riconosciuti del panorama nazionale quali: Fausto Beretti, Mariella Bettineschi, Angelo Bianchi (Premio alla Carriera 2020), Sergio Borrini, Anna Boschi, Paolo Collini, Gianantonio Cristalli, Renzo Dall’Asta, Mauro Davoli, Fernanda Fedi, Giovanni Fontana, Gino Gini, Ruggero Maggi, Claudio Magrassi, Teresa Maresca, Vasco Montecchi, Nadia Nava, Maurizio Osti, Andrea Pellicani e Valdi Spagnulo.

Ruggero Maggi: è solo questione di caso

Saranno visibili inoltre opere di alcuni tra i più rappresentativi giovani artisti italiani, che proprio in questa manifestazione hanno mosso i primi passi, quali: Martina Bacchi, Elisa Cornacchia, Rossano Cortellazzi, Gloria Dardari, Pietro Dente, Chiara Fantaccione, Jessica Ferro, Riccardo Galimberti, Maria Priya Grimaldi, Camilla Gurgone, Lisa Martignoni, Matteo Nannini, Elisa Pelizzari, Luca Prandini, Antonella Romano, Fabio Rota, Alessandra Sarritzu, Michele Sassi, Ambra Scali, Laura Scopa, Francesco Tromba, Ricardo Aleodor Venturi e il bravo e compianto Massimiliano Galliani, già vincitore dell’edizione 2015, scomparso prematuramente il 20 agosto scorso, cui sarà tributato un omaggio in mostra.

Massimiliano Galliani: Autoritratto

Non mancheranno artisti ben noti sul territorio, cui hanno contribuito a dare lustro, quali: Azeglio Bertoni, Massimo Canuti, Claudio Cattini, Daniele Lugli, Luigi Marmiroli Antea Pirondini.
La mostra, visitabile fino al 10 ottobre 2020 a Suzzara in via Bertazzoni 1, presenterà al pubblico anche le opere di tutti i vincitori delle passate edizioni e, come di consueto, alcune opere della prestigiosa Collezione “Dino Villani” che custodisce all’interno dei suoi spazi, rinnovati di recente.
Per l’occasione è in uscita l’importante volume “ Vent’anni di una storia artistica italiana. Arte in Arti e Mestieri 2001-2020” a cura di Mauro Carrera, che riassume, con rigore storico e una ricca iconografia, le vicende della manifestazione dalla sua origine alla sua piena maturità.
Si ringraziano gli enti e gli sponsor che hanno reso possibile l’esposizione e la
realizzazione del catalogo. Un “grazie” particolare ai curatori delle varie edizioni - Mauro Carrera, Claudio Cerritelli e Renzo Margonari.
Ringraziamo Azeglio Bertoni, Paolo Collini, Gianantonio Cristalli, Marzio Dall’Acqua, Renzo Dall’Asta, Mauro Davoli e, soprattutto, il Direttore della Scuola, Alberto Ferrari e gli altri membri delle Commissioni Selezionatrici che si sono avvicendati in questi anni, nonché tutti i membri - ma sarebbero davvero tantissimi - delle Commissioni Giudicatrici.
Un doveroso ringraziamento alle Accademie e Università italiane, agli Istituti d’Arte e ai Licei Artistici i cui allievi hanno partecipato negli anni alla sezione della nostra Rassegna a loro dedicata. Un grazie anche alla Galleria del Premio Suzzara, a Piazzalunga-Cultura, agli Amici del Premio Suzzara, all’Associazione “Cesare Zavattini” e a NebbiaGialla Suzzara Noir Festival per la collaborazione.


L’evento sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube Arte in Arti e Mestieri - Suzzara e sulle pagine Facebook e Instagram della Fondazione.
Le persone che desiderano partecipare possono contattare la segreteria della scuola al numero 0376.531796.
L’esposizione avrà luogo nel pieno rispetto delle vigenti normative sanitarie, pertanto, per accedere, sarà necessario essere muniti di mascherina.

www.cfpartiemestieri.it - arte@cfpartiemestieri.it

Arte in Arti e Mestieri 2001 - 2020 (XX edizione)

Fondazione Scuola Arti e Mestieri “F. Bertazzoni”

via Bertazzoni 1
Suzzara (MN)

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Philippe Daverio (Mulhouse, 17/10/1949 – Milano, 2/09/2020)

La notte si è portata via Philippe Daverio, lo ha reso noto la regista e direttrice del Teatro Franco Parenti, Andree Ruth Shammah, avvisata dal fratello di Philippe.
Sarà aperta domani giovedì 3 settembre nella sala della Passione, a Brera, la camera ardente, dalle 9.30 alle 18.30. Il giorno dopo i funerali saranno celebrati in forma privata, per le restrizioni legate al Covid.


"Amico mio .... il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina. Grazie per quello che ci hai dato."
Andrée Ruth Shammah

L'immagine può contenere: testo

Intellettuale di straordinaria umanità, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio, un uomo di cui ho sempre apprezzato la grande intelligenza e lo spirito critico e che già manca a tutti noi”. 
Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

"Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore.
Grazie, Philippe, and “save Italy”! "
Beppe Sala, Sindaco di Milano

"L'Europa come sorgente e destino per la nostra comunità: un'idea potente che Philippe Daverio ha sempre portato avanti, con il suo lavoro di critico e di divulgatore, il suo impegno di appassionato partecipe al dibattito pubblico della società, le responsabilità civili importanti assunte come quella di Assessore alla Cultura di Milano negli anni '90."
Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura di Milano

"La critica d’arte aveva linguaggi indecifrabili e lontani ma Daverio ha avuto questo ruolo di grande narratore, portando l’arte al popolo ed è stato sicuramente il suo tratto più riconoscibile. Siamo stati come fratelli in un mondo di lupi, entrambi abbiamo fatto attività politica ma senza che questa diventasse politica dell’arte. Lui non faceva il politico ma era molto più politico di noi...” 
Vittorio Sgarbi

"Caro Philippe desidero ricordarti con le tue parole: "ad Assisi per la prima volta i sentimenti umani rappresentati nell'arte. Sorrisi e lacrime gioia e dolore".vIn cielo ti divertirai con i colori del paradiso. Ciao amico e fratello."
Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, del mensile San Francesco Patrono d'Italia e del portale sanfrancesco.org.

I tre "come" di Philippe Daverio. Omelia in occasione dei funerali nella Chiesa di Sant’Eufemia a Milano di Padre Enzo Fortunato.
"Carissimi,
vi raggiunga il saluto di san Francesco “Il Signore vi dia pace!”
Ci troviamo a vivere oggi l’incontro con Sorella Morte come san Francesco d’Assisi amava chiamare l’abbraccio con Dio. Un momento che vorrei sintetizzare con questa affermazione di Paolo VI: il mondo non crede ai maestri. Se li crede è perché sono dei testimoni.
Mai come oggi la nostra società, la nostra chiesa, la nostra umanità a diversi livelli e in ogni struttura ha l’urgenza di incontrare dei testimoni. Con te, caro Philippe, l’uomo contemporaneo ha incontrato un geniale testimone della bellezza. E credo che i diversi messaggi che sono arrivati a te, cara Elena che sei stata la sua compagna di viaggio, riassumano questa testimonianza. Una testimonianza amabile.
Si usa ripetere la frase che “La bellezza salverà il mondo” attribuita a Dostoevskij. Ma difficilmente ci dicono come la bellezza possa salvarlo. Sei stato tu, con il tuo modo geniale accessibile a tutti, che ci hai indicato questo “come”.
Il primo è stato quello del farci vivere il passaggio dall’ammirazione alla trasformazione. Quando la bellezza trafigge il cuore dell’uomo lo trasforma rendendolo capace di gesti belli, di gesti buoni, di gesti veri.
Il secondo è quando ci hai insegnato non solo guardare ma andare oltre l’arte. A saper scorgere ciò che essa comunica. Assisi, cuore di questa bellezza non dimenticherà la tua lectio quando ci narrasti per la prima volta che la Basilica, con il suo ciclo pittorico, rappresenta non solo il primo il film a colori su san Francesco ma anche i sentimenti primordiali dell’uomo. In quell’ occasione, infatti, ci facesti scorgere sorrisi e lacrime, gioia e dolore nei visi rappresentati in quel ciclo pittorico. I sentimenti primordiali dell’uomo. Ecco, l’andare oltre attraverso l’arte significa leggere ciò che accade nel cuore dell’uomo. Il suo rammarico quando sbaglia, la sua gioia quando riesce a raggiungere gli obbiettivi che si prefigge: e se affiniamo gli occhi nell’andare oltre coglieremmo la presenza di Dio in ogni cosa e con san Francesco potremmo dire “Tu sei bellezza”. Una bellezza che ora abbracci.
Infine hai evidenziato con il tuo stile l’importanza della connessione. La cultura della bellezza da te vissuta e interpretata non era un’isola, una monade ma esigeva una connessione con l’ambiente, rispettandone l’humus; la connessione con l’uomo, valorizzandone la dignità; e la connessione con la condivisione, la solidarietà. I temi cardine del pontificato di papa Francesco.
Mi avvio adesso alla conclusione ricordando quando ti chiedevo come, in qualità di critico d’arte, poter avvicinare l’uomo contemporaneo alla Chiesa e tu rispondevi che c’era solo un mezzo: attraverso la bontà, la benevolenza. Mi dicevi di cer­care uomini buoni, perché nul­la attira come la benevolenza e la bontà. Aggiungendo che di persone colte ce ne sono fin troppe, come di persone intelligenti ma non sono costoro che rendono migliore il mondo.
L’intelligenza suscita ammirazione ma solo la bontà e la benevolenza attirano le persone alla conversione.
La bontà è misericordia e la misericordia è il cuore dell’annuncio evangelico.
Ciao Philippe… caro amico e fratello."


Io ho ricordi che risalgono al 1968/69 quando Philippe era ancora studente con Paolo Baldacci alla Statale di Milano, gli anni della contestazione ed io ero appena tornato da Trieste. L'incontro alla redazione de Le Arti, dove lavorava la sua amica Fiorenza Vallino. Poi con lo zio di un mio amico triestino a Milano con due meravigliosi vetri di Emille Gallé, erano i primi passi da mercante. Poi ha conciso anche l'abitazione a Palazzo Ravizza in Piazza Bertarelli, abitazione dove la figlia del sommo scrittore Alessandro Manzoni andò ad abitare con Massimo d'Azeglio.

Gli incontri nella sua galleria milanese di via Manzoni, anche per una mostra di Piero Marussig. Poi le mostre quando era Assessore alla Cultura di Milano...
A Murano all'inaugurazione eccentrica con la presenza di Vanessa Paradis, della mostra 13x17. 1000 artisti per un'indagine eccentrica sull'arte in Italia, Biennale 2005.
Le innumerevoli scorribande con Jean Blanchaert. E molto altro ancora.
Anche a Gavi,  nel territorio del vino e della buona cucina, altra sua passione.
Alla sua Biblioteca del Daverio, in P.za Bertarelli. O a Lodi per l'inaugurazione della Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri.
L'ultima sua presentazione alla libreria Bocca del libro La Porta dell'Aldilà di Gabriele Maquignaz, il 6 febbraio di questo tremendo 2020.
Philippe è sempre stato una persona dotata di una straordinaria curiosità e cultura. Grande affabulatore e divulgatore culturale. Sornione, con un gusto del vestire personalissimo ed elegante, come i suoi papillon.
Ironico, sorridente e pungente.
Storico e critico d’arte, mai fazioso, amante del paradosso. Piacevolissimo nello scrivere e nel raccontare, vicino alla comprensione dei più. Ci siamo visti durante l'estate.
Il mondo della Cultura è sempre più povero.


Philippe Daverio, era nato a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss. È il quarto di sei figli. Dopo gli studi in collegio, dove riceve un'educazione ottocentesca, ha frequentato prima la Scuola Europea di Varese, e poi ha studiato economia e commercio, senza laurearsi (non scrive la tesi finale pur superando tutti gli esami), alla Bocconi di Milano. Daverio stesso dice: «Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all'università per studiare e non per laurearsi».
Nel 1975 ha aperto la galleria che portava il suo nome "Galleria Philippe Daverio", in via Monte Napoleone 6 a Milano, dedicata all'arte italiana del XX secolo, presso la quale nel 1984 viene anche aperta una libreria d'arte. Nel 1986 viene aperta a New York la "Philippe Daverio Gallery" rivolta all'arte del XX secolo. Nel 1989 apre a Milano in corso Italia 49 una seconda galleria di arte contemporanea.
Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre, e pubblicato una cinquantina di titoli, tra i quali ricordiamo: Catalogo ragionato dell'opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929; Catalogo generale e ragionato dell'opera di Gino Severini.
È stato, dal 1993 al 1997, nella giunta Formentini del comune di Milano, dove ricopriva l'incarico di assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all'Educazione e alle Relazioni Internazionali.
Nel 1999 è stato inviato speciale della trasmissione Art'è su Rai 3 e nel 2000 è stato autore e conduttore di Art.tù. Dal 2002 al 2012 esce la serie Passepartout su Rai 3, programma d'arte e cultura, seguito poi da Il Capitale. Ancora oggi le repliche di Passepartout hanno un notevolissimo ascolto. Nel 2011 per Rai 5 conduce Emporio Daverio, una proposta di invito al viaggio attraverso l'Italia.
Ha collaborato con riviste e quotidiani come Panorama, Vogue, Cronache di Liberal, Avvenire, Il Sole 24 Ore, National Geographic, Touring Club, L'architetto e QN Quotidiano Nazionale.
Direttore del periodico Art e Dossier e consulente per la casa editrice Skira. Ha collaborato inoltre ad una rubrica sull'arte nel mensile Style Magazine del Corriere della Sera.
Con la casa editrice Rizzoli ha pubblicato nel 2011 il libro Il museo immaginato, nel 2012 Il secolo lungo della modernità, nel 2013 Guardar lontano veder vicino e a fine 2014 Il secolo spezzato delle avanguardie. Per la stessa casa editrice sono usciti nel 2015 i volumi La buona strada, L'arte in tavola e Il gioco della pittura.
È stato coinvolto da Vittorio Sgarbi nella sua giunta del comune di Salemi come bibliotecario. Ha insegnato storia dell'arte presso la IULM di Milano, e storia del design presso il Politecnico di Milano, e fino al 2016 ha ricoperto l'incarico di professore ordinario di disegno industriale presso l'Università degli Studi di Palermo.
Nel 2008 è stato chiamato dal regista Pier Luigi Pizzi ad interpretare il narratore Njegus nell'operetta La vedova allegra di Franz Lehár, in scena al Teatro alla Scala. Nel 2009 presenta lo spettacolo Shock, balletto sulla catarsi dei vizi capitali, ideato e diretto da Andrea Forte Calatti, in scena al Teatro degli Arcimboldi.
Nelle amministrative 2009 si candida consigliere provinciale di Milano nella lista civica di Filippo Penati. Nel 2010 viene designato dal sindaco di Palermo come consulente per la Festa di Santa Rosalia: durante la celebrazione ha però un alterco verbale con alcuni contestatori e subito dopo si dimetterà dal suo ruol. Nel mese di settembre del 2010 è stato nominato Direttore del Museo del Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore, ma si dimetterà polemicamente dopo soli due mesi. Dal 2004 tiene ogni anno una conferenza estiva presso l'agriturismo Colonos di Villacaccia di Lestizza in provincia di Udine.
Nel 2011, in concomitanza dei festeggiamenti per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, fonda il movimento d'opinione Save Italy. Il movimento, privo di una struttura organizzativa, si propone di sensibilizzare intellettuali e cittadini di ogni provenienza geografica ("La denominazione inglese serve a testimoniare che il patrimonio culturale dell'Italia non appartiene solo agli italiani ma al mondo intero, anche perché il latino si studia oggi molto più a Oxford che a Pavia", ha dichiarato Daverio in una delle sue conferenze alla salvaguardia dell'immensa eredità culturale dell'Italia.) Save Italy ha organizzato, in particolare, una grande manifestazione contro la proposta di realizzazione di una discarica nelle immediate vicinanze di Villa Adriana, a Tivoli: la protesta ha ottenuto gli effetti sperati e il progetto di discarica è stato abbandonato.
Consulente artistico del progetto «Genus Bononiae» della Fondazione Carisbo di Bologna, che ha lanciato la rassegna "Bologna si rivela" con quattro mostre nel 2011 e curato l'apertura del nuovo museo Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni.
Nel 2013 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana il Cavalierato delle Arti e delle Lettere e la Medaglia d'Oro di benemerenza del Ministro per i Beni Culturali; sempre nel 2013 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Francese della Légion d'Honneur; da settembre 2014 è Direttore Artistico del Grande Museo del Duomo di Milano, e dal 2015 membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense.
Il 23 luglio 2018 viene proclamato a Marciana Marina vincitore della quattordicesima edizione del Premio letterario La Tore.
Muore il 2 settembre 2020 a Milano all'età di 71 anni all'Istituto dei Tumori di Milano.

PUBBLICAZIONI

Opera grafica e vetraria. Con uno scritto di Giò Ponti e una testimonianza di Aldo Salvadori, a cura di e con Paolo Baldacci, Milano, Galleria Philippe Daverio, 1977.
Roma tra Espressionismo Barocco e pittura tonale. 1929-1943, a cura di e con Maurizio Fagiolo dell'Arco e Netta Vespignani, Milano, Mondadori-Philippe Daverio, 1984.
Ver sacrum, Valentina Edizioni, 2004, ISBN 978-88-8844-803-9.
Arte stupefacente. Da Dada alla Cracking art, Milano, Mazzotta, 2004, ISBN 88-202-1711-2.
Il design nato a Milano. Storia di ragazzi di buona famiglia, Milano, Poli.Design, 2005, ISBN 88-87981-75-2.
Un'altra storia del design e un modesto tentativo di interpretazione, Milano, Poli.Design, 2005, ISBN 88-87981-74-4.
40.20.06. Raffaele B.-J. Ragusa, Grafiche Aurora, 2006, ISBN 978-88-8689-943-7.
13x17. 1000 artisti per un'indagine eccentrica sull'arte in Italia, a cura di e con Jean Blanchaert, Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01895-1.
L'arte è la nave, Milano, Skira-Costa, 2008, ISBN 978-88-572-0010-1.
Costellazioni. Cannavacciuolo. Jori. Massini, Bologna, Bononia University Press, 2009, ISBN 978-88-7395-424-8.
L'avventura dei Mille. La spedizione di Garibaldi attraverso i disegni ritrovati di Giuseppe Nodari, a cura di, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04567-4.
Giorgio Milani. Il libro delle lettere, Milano, Skira, 2010, ISBN 978-88-572-0837-4.
Giuseppe Antonello Leone, Milano, Skira, 2010, ISBN 978-88-572-0434-5.
Il museo immaginato, Collana Varia illustrati, Milano, Rizzoli, 2011, ISBN 978-88-17-05223-8.
L'arte di guardare l'arte, Firenze-Milano, Giunti Artedossier, 2012, ISBN 978-88-09-77425-4.
Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato, Collana I libri illustrati, Milano, Rizzoli, 2012, ISBN 978-88-17-06011-0.
Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storie dell'arte, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2013, ISBN 978-88-17-06892-5.
Calma e quiete. Progetti subliminali di Alessandro Mendini, Michele De Lucchi e Angelo Micheli, Bologna, Bononia University Press, 2013, ISBN 978-88-7395-620-4
Pensare l'arte, AlboVersorio, 2013, ISBN 978-88-97553-60-1.
Lois Anvidalfarei, Milano, Skira, 2013, ISBN 978-88-572-2017-8.
Il secolo spezzato delle avanguardie. Il museo immaginato, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2014, ISBN 978-88-17-07663-0.
Arte in tavola, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-1708-465-9.
In lieto convivio. Prodotti, produttori, territori, comunità, con foto di Luca e Pepi Merisio, Cantù, Ecra, 2015, ISBN 978-88-6558-162-9.
La buona strada. 127 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-07108-6.
Il gioco della pittura. Storie, intrecci, invenzioni, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-08370-6.
"I carabinieri e le arti". Calendario storico dell'Arma dei carabinieri, 2016. L'opera è stata realizzata con il contributo artistico editoriale di Ferruccio De Bortoli e di Philippe Daverio.
La buona strada. 150 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni (edizione ampliata con nuove mete), Milano, Rizzoli, 2016, ISBN 978-88-17-08739-1.
Il lungo viaggio del presepe, Collana Nativitas n.82, Novara, Interlinea, 2016, ISBN 978-88-6857-103-0.
Le stanze dell'armonia. Nei musei dove l'Europa era già unita, in Collana Arte, 1ª ed., Milano, Rizzoli, 2016, ISBN 978-88-17-08650-9.
A pranzo con l'arte, con Elena Maria Gregori Daverio, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2017, ISBN 978-88-1708-541-0.
Ho finalmente capito l'Italia. Piccolo trattato ad uso degli stranieri (e degli italiani), Milano, Rizzoli, 2017, ISBN 978-88-918-1517-0.
Patrizia Comand. La nave dei folli, Franco Maria Ricci, 2017, ISBN 978-88-9415-332-3.
Grand Tour d'Italia a piccoli passi. Oltre 80 luoghi e itinerari da scoprire, Milano, Rizzoli, 2018, ISBN 978-88-9181-970-3.
Quattro conversazioni sull'Europa, Collana illustrati, Milano, Rizzoli, 2019, ISBN 978-88-918-2113-3.
P. Daverio-Laura Leonelli, Christopher Broadbent. Quel che rimane, Peliti Associati, 2019, ISBN 978-88-894-1275-6.
Umanesimo industriale, a cura di P. Daverio e Gian Arturo Ferrari, Collana Varia saggistica italiana, Milano, Mondadori, 2019, ISBN 978-88-047-1735-5.
La mia Europa a piccoli passi, Collana illustrati, Milano, Rizzoli, 2019, ISBN 978-88-918-2562-9.
Racconto dell'arte occidentale, dai greci alla pop art,  Editore Solferino,2020,
ISBN 978-88-282-0421-3; EAN: 9788828204213

Alcuni ricordi

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Massimiliano Galliani (6/08/1983, Montecchio Emilia (Re) – Montericco di Albinea (RE), 20/08/2020)

La cosa importante, nel lavoro dell’artista, è buttare fuori qualcosa.
Io credo che nell’opera ci sia sempre sotto un po’ di paura, e l’arte in questo senso è prodigiosa. Lei non ti fa scappare. Sopravvive a tutto, è immortale.

Massimiliano Galliani

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Sono profondamente toccato dalla scomparsa del giovane artista reggiano Massimiliano Galliani, la cui opera in campo pittorico e, con sempre maggiore frequenza e intensità, nel disegno a matita lo ha qualificato tra le maggiori promesse dell’arte italiana contemporanea. Figlio d’arte, aveva avuto il coraggio di esplorare una sua dimensione originale e personale nelle tecniche in cui il padre Omar è un maestro riconosciuto, i risultati sono stati eccellenti, le aspettative grandi. Scompare a 37 anni come Raffaello, l’artista del quale nel 2020 si celebra in tutto il mondo il cinquecentenario della morte. Per fortuna, dei grandi talenti, giovani o meno, nulla mai scompare definitivamente, e questo vale anche per Massimiliano."

Massimiliano Galliani, Attraverso #18, 2018, matita su carta Fabriano, cm 50×70

Massimiliano Galliani nasce nel 1983 a Montecchio Emilia (RE). La sua formazione comprende il diploma in Scenografie per l’arte presso l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, la laurea in Nuove Tecnologie per l’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e il diploma in Regia Cinematografica presso NUCT, Nuova Università del Cinema e della Televisione di Roma. Fino al 2014 si dedica completamente alla video-arte, realizzando videoinstallazioni ed installazioni interattive come “Presepe Apparente”, “La Stanza di Santa Lucia”, “7 opere di Misericordia” e “Atramentum”, alcune delle quali presentate a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea. Nel 2015 realizza, inoltre, il video “Il Racconto di Luigi Ontani”, presentato nella mostra “Luigi Ontani incontra Giorgio Morandi” (Casa-Studio di Giorgio Morandi, Grizzana Morandi, Bologna, 2015, a cura di Eleonora Frattarolo). Dal 2015 si dedica prevalentemente alla pittura e al disegno, allestendo la personale “LSDT – Le Strade Del Tempo”, a cura di Alberto Zanchetta, presso lo Spazioborgogno di Milano. La stessa serie, la cui origine è legata alle screpolature che circondano gli occhi della Gioconda, viene presentata sempre nel 2015 all’interno della Sinagoga di Reggio Emilia, in una mostra pubblica a cura di Alberto Zanchetta. Un suo dipinto è inserito, inoltre, nella collettiva “Acqua è”, ideata da Giampaolo Prearo e curata da Vera Agosti e Gianni Floris presso il Padiglione Aquae Expo Venice a Venezia. Dal 2016 l’artista comincia a lavorare sul tema del riflesso, dipinto ad olio su tela, ed espone parte delle opere in “Destrutturazioni” allo Spazio Gerra di Reggio Emilia, a cura di Alberto Mattia Martini. Nello stesso anno, alcune opere della serie “LSDT – Le Strade Del Tempo” vengono esposte nella collettiva “A Bigger Splash” presso la galleria Glenda Cinquegrana art consulting di Milano. Vincitore del Premio Speciale Spazio Testoni ad Arteam Cup 2016, nel 2017 tiene la personale “De Visu” presso lo Spazio Testoni di Bologna, a cura di Deianira Amico. Comincia inoltre un nuovo percorso dedicato al disegno a matita su carta con la personale “Creazione”, allestita presso i Musei Civici di Reggio Emilia, nella quale espone fogli figurativi a matita. Lo stesso studio sulla creazione lo porta alla personale “Le Mie Strade” presso la Casa del Rigoletto a Mantova, a cura di Francesca Baboni. Nel 2017 buona parte dei disegni viene esposta presso la Libreria Bocca di Milano, in una personale a cura di Vera Agosti. Partecipa inoltre alla fiera WopArt 2017 di Lugano con la galleria Spazio Testoni. Il 2018 parte da Roma con “L’altra faccia delle mie mani”, a cura di Vera Agosti, presso Interno 14, per poi proseguire a New York con l’esposizione di un autoritratto a matita, “Attraverso”, selezionato nell’ambito del Canova Prize 2018. Successivamente un’altra selezione di opere viene esposta dallo Spazio Testoni a Lugano per WopArt 2018 e la Galleria dell’Incisione di Brescia lo coinvolge nella collettiva “Di padre in figlio”. Sempre nel 2018 uno dei suoi autoritratti viene esposto all’interno dell’evento “Indart – Industries Join Art2", presso l’Orangerie della Villa Reale di Monza, a cura di Samantha Ceccardi. Il 2019 comincia con alcuni nuovi disegni sul tema dell’Attraverso esposti a Casa Cavezzi di Montecchio Emilia (Re). Viene inoltre inaugurata la rotonda MO-EL dedicata alla sua città natale con l’installazione dal titolo “I segni di Montecchio Emilia”. Una sua opera sul tema del Po viene presentata nella collettiva “Binomi. Antico vs Contemporaneo”, curata da Alessandro Mescoli a Spilamberto (Mo). Viene inoltre inaugurata a Modena, presso la presso la Chiesa di San Giovanni Battista, la collettiva “Nella mente di chi guarda”, a cura di Marco M. Coltelleci, Laura Solieri e Alessandro Mescoli. Con la galleria Salamon Fine Art di Milano partecipa a WopArt 2019 a Lugano. Nel 2019 è allestita, presso la Galleria delle Arti di Città di Castello, la mostra “ARTREE”, a cura di Gian Ruggero Manzoni, con opere di Omar Galliani, Michelangelo Galliani, Massimiliano Galliani. La sua ultima produzione è stata esposta nel maggio 2020 presso la Galleria Salamon Fine Art di Milano, nella personale “Attraverso”, a cura di Vera Agosti. Nell’ambito della mostra è stato presentato il volume “Massimiliano Galliani – Attraverso l’Arte”, interamente illustrato, pubblicato nel 2019 da Prearo Editore con testi di Vera Agosti, Deianira Amico, Alberto Mattia Martini, Alberto Zanchetta. Ha preso inoltre parte alla mostra “Pittori fantastici nella Valle del Po”, a cura di Camillo Langone, aperta al pubblico fino al 27 settembre 2020 presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara.

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Davide Luigi Longo: Collection of Healings, Spirits and Possessions for Piano

In questo terzo album di pezzi per Pianoforte, Davide Luigi Longo presenta per la prima volta 22 composizioni realizzate in maniera estemporanea.
A differenza perciò del primo album In confidenza e del secondo The twelve zodiacal signs, in cui tutti i brani proposti erano stati concepiti con l’approccio “classico” della scrittura, e quindi, avevano subito una genesi articolata attraverso il pensare, il ripensare, il modificare, l’elaborare e il sintetizzare, in questo terzo lavoro pianistico Davide Luigi ha voluto utilizzare l’approccio demiurgico dell’improvvisazione.
Una prerogativa, quella di creare musica improvvisandola al momento, che ha reso celebre il jazz in tutto il mondo - diventandone una cifra stilistica - ma che, al di fuori di tale genere, non ha finora trovato gli stessi spazi e favori di critica.
Soprattutto qua da noi in Italia, quando la musica in oggetto fa uso di melodie e di armonie che, per semplificazione, possono essere riconducibili allo stile tardo-romantico, venendo così considerate dagli esponenti di spicco della musica colta, come prive di ricerca e die originalità. Di certo viviamo in un’epoca in cui tutto sembra dover essere catalogato ed etichettato. Ma per evitare di incorrere in frettolose e superficiali classificazioni, è necessario ascoltare con grande attenzione e profondità Collection of Healings, Spirits and Possessions.
Questo terzo album di Davide Luigi Longo, pubblicato su SpotifyiTunes, Amazon e tutti gli altri principali e-stores il 20 luglio 2020, è un album il cui “sound” carico di emozioni, di affettività e di forte capacità evocativa, in qualche misura può riecheggiare l’ambientazione sonora di certe partiture composte tra ‘800 e ‘900.
Ma è soprattutto l’intenzione, con cui Longo ha realizzato l’incisione dei ventidue pezzi, a far capire meglio lo scopo di questo suo terzo lavoro per Pianoforte.
L’album si presenta suddiviso in tre gruppi di composizioni: le prime otto tracce del disco sono occupate dalle Healings, le Guarigioni cioè, e sono state concepite con la finalità ambiziosa di favorire - in chi le ascolta - altrettante guarigioni che riguardano, secondo la visione del compositore, il rapporto tra anima e spirito.
E a tale proposito, nella seconda parte del titolo di ogni traccia, si trova il riferimento all’aspetto del predetto rapporto tra anima e spirito che l’ascolto del brano relativo permette di riarmonizzare ( e di conseguenza, di portare a guarigione ).
Dalla traccia n.9 alla n.15 troviamo gli Spirits, ovvero gli Spiriti, che sono composizione nate nell’ottica dell’autore come manifestazione tangibile - il suono, con le sue altezze ( le note ) e le sue armonie - di una musica che preesisteva nella dimensione energetica dell’invisibile.
E che ha potuto palesarsi tramite lo spirito corrispondente, quello cioè che “presiede” ad ogni singola creazione e che ne è la controparte intangibile. Immateriale, e inafferrabile di conseguenza, per la pressoché quasi totalità di noi esseri umani su questo pianeta.
Possessione, Possessioni, è il titolo della serie di sette tracce che conclude l’album. Al di là di qualsiasi credo mistico, i sette brani che vanno a completare la Collection non hanno nulla a che spartire con demoni e dintorni. Come spiega Davide Luigi Longo, si riferiscono piuttosto ad alcune idee musicali - incisi, temi, semplice accordi, ecc. - che da anni ricorrono in ciò che crea al Pianoforte estemporaneamente.
Sono brani che dal suo punto di vista possiedono una carica energetica molto positiva e che, per questo motivo, ha sentito come necessario incidere per poterli così condividere anche con un pubblico vasto ed eterogeneo.

https://open.spotify.com/artist/2nSvL7Y2D6bEgC4MPhbfYB

https://itunes.apple.com/us/artist/davide-luigi-longo/938198990

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Sostegno allo spettacolo del Comune di Milano – Piano Cultura – Fondo Mutuo Soccorso

Cultura. Contributi a sostegno dei progetti e delle attività continuative dello spettacolo, l’impegno del Comune di Milano per il settore.

Milano, 8 agosto 2020 - “Nonostante il perimetro economico ridotto consentito dal bilancio comunale in seguito all’emergenza sanitaria, e oltre alla già avvenuta assegnazione agli operatori culturali della città dei 2 milioni di euro del ‘Piano Cultura’ provenienti dal Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano, anche quest’anno - dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno - l’Amministrazione assicura alle realtà che operano nella nostra città la possibilità di ricevere un sostegno alla loro attività di spettacolo grazie a due avvisi, già pubblici, che permettono di accedere a contributi a supporto della vitalità del tessuto culturale milanese”.

Grazie al primo avviso, con scadenza il 1° settembre, potranno presentare domanda di contributo i soggetti - istituzioni, associazioni, associazioni temporanee di scopo, società, organizzazioni, imprese sociali, enti pubblici e privati, fondazioni - che svolgono attività continuative di spettacolo sul territorio della città di Milano, la cui attività abbia carattere sostitutivo, integrativo o complementare a quella dell’Amministrazione Comunale. Lo stanziamento di 600mila euro è dunque principalmente destinato, in un anno così particolare per il settore a causa delle misure per il contenimento dell'emergenza sanitaria, a mantenere e garantire la continuità della propria presenza alle stagioni musicali e teatrali, alle rassegne teatrali per ragazzi e alle stagioni di danza regolarmente programmate presso teatri, sale e auditorium cittadini; presenza che vuole essere mantenuta e garantita anche alle forme di ricerca e sperimentazione, alle proposte che favoriscono aggregazione sociale e contribuiscono al processo di rigenerazione di aree urbane svantaggiate, alle azioni destinate al superamento delle barriere culturali e al dialogo interculturale.

I soggetti richiedenti dovranno dimostrare la capacità di operare con continuità rispetto a quanto portato avanti negli anni precedenti, e garantire il proseguimento dell’attività anche per l’anno 2021.

Il secondo avviso prevede che, entro il 15 settembre, gli enti che svolgono, in via prevalente o esclusiva, attività di spettacolo a livello professionistico possano presentare domanda di contributo a sostegno di iniziative, progetti e manifestazioni culturali in ambito teatrale, musicale, cinematografico e multidisciplinare, che si svolgono – o si sono già svolte - nella città di Milano durante l’anno 2020. Lo stanziamento di 875mila euro nel bilancio comunale è quindi destinato a sostegno delle spese sostenute per l’organizzazione di festival, rassegne, eventi e manifestazioni, che quest’anno, viste le limitazioni imposte dalle misure di contrasto alla pandemia, prevedono modalità di realizzazione inusuali e necessarie rimodulazioni nella programmazione.

I soggetti che ricevono un contributo riferito alla realizzazione di una attività continuativa nell’anno 2020 non potranno ricevere un contributo ai sensi dell’avviso per i progetti dello spettacolo riferito allo stesso anno, e viceversa. Per entrambi gli avvisi, tuttavia, potranno validamente presentare richiesta di contributo anche i soggetti che abbiano partecipato (ovvero risultino assegnatari di contributo) nell'ambito dell'avviso pubblico "Concessione di contributi a soggetti attivi nel campo della produzione, della divulgazione e della diffusione culturale che hanno subito gravi conseguenze economiche a causa dell'emergenza sanitaria da COVID-19" nell'anno 2020 (Piano Cultura - Fondo Mutuo Soccorso).


Per informazioni e chiarimenti: c.finanziamentispettacolo@comune.milano.it

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