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Quadrilegio NOW-Aspettando il 2020, Spazio BLL, Manfredi, Maura Ferrari Interior Design, Galleria Alphacentauri, Studio Giovanna Scapinelli, Parma. dal 31/05/2019 al

Presentato alla stampa il 30 maggio nello Spazio BLL di piazzale Borri il programma della rassegna d’arte Quadrilegio 2019-NOW, aspettando il 2020.
Per l’ottavo anno consecutivo propone un percorso di opere contemporanee in 4 antichi spazi privati aperti per l’occasione +1: l’arte di adesso tra storia e futuro
Inaugurazione contemporanea in tutte le sedi il 31 Maggio 2019 ore 19.30.
La conferenza è stata moderata dalla giornalista economica Patrizia Ginepri che ha sottolineato “la forte sinergia e l’entusiasmo all’interno del gruppo che da 8 anni organizza un evento sempre più innovativo nei borghi del centro,ospitando decine di artisti e pronuovendo eventi in palazzi storici e location suggestive. Non solo. Quest’anno si può già cogliere, lo spirito e l’entusiasmo con cui si sta organizzando il corposo pacchetto di iniziative che verranno inserite nel programma di Parma 2020. La cultura ci salverà-ha concluso-Un auspicio per una città che merita il ruolo centrale nel panorama culturale dell’intero paese per la ricchezza di proposte e di energie e la magia di Quadrilegio è proprio la contaminazione di diverse arti contemporanee negli spazi storici che appartengono all’intero tessuto sociale della città”.
Flora Raffa, dirigente dell’Assessorato alla Cultura di Parma, ha sottolineato l’intento dell’amministrazione di costruire una forte sinergia con le realtà imprenditoriali locali per una nuova visione condivisa di identità culturale della città.
Francesca Velani
, coordinatrice di Parma2020: “Un progetto che ha perfettamente interpretato il tema del dossier Parma2020 e mira a costruire una vera e propria rete culturale sul territorio in vista della celebrazione di Parma Capitale della Cultura ma anche oltre. Un vero e proprio sistema che non è solo un punto d’arrivo ma di partenza per il dopo 2020. Contemporaneo è NOW e dall’oggi parte una rigenerazione del tempo indispensabile per costruire una strada del futuro.La tappa dell’anno venturo è un vero stop&think per ragionare insieme sulla Parma che vogliamo raccontare dal 21 in poi. Insieme”.
Giulio Belletti, fondatore di Quadrilegio insieme a Simona Manfredi, Maura Ferrari e Marina Burani, ha voluto ricordare la nascita di Quadrilegio, giunto ormai all’ottava edizione, dall’idea di quattro amici, professionisti in diversi settori, di voler condividere con la propria città la passione per l’arte contemporanea ma con linguaggi e caratteristiche personali che aggiungono valore alla manifestazione proponendo scelte e racconti differenti in un unico contenitore condiviso.

5 spazi, 25 artisti, cinema d’autore, eccellenze enogastronomiche del territorio, spettacoli di danza e molto altro per raccontare uno spicchio di Parma verso il 2020.

Quadrilegio
è la dimostrazione di quanto i privati possano concorrere in modo determinante nel sostenere la Cultura. La formula della "contaminazione" è vincente nella proposta di aprire ad artisti di tutt'Italia studi privati in antichi palazzi nobiliari e anche in una chiesa sconsacrata. Una magia che invita a scoprire una Parma nascosta, intima. Una pausa di riflessione e silenzio che dimostra come l'arte possa essere uno strumento per stimolare a meditare, riflettere e crescere.

La rassegna Quadrilegio è inserita nel programma ufficiale del Comune di Parma per le celebrazioni della Capitale Italiana della Cultura 2020 e vincitrice del bando ‘Reti d’arte’della Fondazione Cariparma.
All’insegna del rispetto delle storie passate e future, l’edizione di quest’anno di Quadrilegio si ispira al tema dei linguaggi di comunicazione dell’ambiente e delle sostenibilità con un focus sul cambiamento del pianeta e sul ruolo dell’uomo che lo abita raccontato dalla sensibilità visionaria di artisti che traducono l’emergenza in un’opportunità di linguaggio globale.
NOW, un flash di idee e di progetti artistici sul contemporaneo per affrontare il tema dello sviluppo urbano e della sua evoluzione nel corso dei secoli che sarà elaborato e raccontato nell’ottava edizione del 2020, anno in cui Parma rappresenterà la Cultura Italiana con una serie di manifestazioni istituzionali programmate e che vedrà la rassegna Quadrilegio 2020 protagonista con un intero anno di proposte risultate vincenti al bando comunale per la selezione del calendario ufficiale Parma2020.
Per questa edizione le 4 sedi storiche si arricchiscono di uno spazio nuovo sede dello studio di un’artista parmigiana, Giovanna Scapinelli.

QUADRILEGIO 2019 NOW. Senza Tempo
Dal
31 maggio al 3
1/07/2019
Inaugurazione:venerdì 31 maggio ore 19.30 in tutte le sedi LE 5 SEDI DI 
Sedi: Spazio Manfredi di Simona Manfredi - B.go Riccio da Parma 19
BLL di Giulio Belletti - Piazzale Borri
Maura Ferrari Interior Design - Palazzo Pallavicino - B.go G. Tommasini 37
Galleria Alphacentauri di Marina Burani - B.go Felino 46
Studio Giovanna Scapinelli - B.go Felino 31
Parma
Ingresso: libero
Promossa da:​​​ Simona Manfredi, Giulio Belletti, Marina Burani, Maura Ferrari
Informazioni:​​​ T. 0521-235152 - https://it-it.facebook.com/quadrilegio/
Ufficio Stampa: s&ta - seta.uffstampa@gmail.com
Press Officer: Sonia Dametto - soniapress@teletu.it - sonia.dametto@icloud.com - sonia.dametto@gmail.com


LE 5 SEDI DI QUADRILEGIO 2019

Abbiamo cominciato il nostro percorso nello Spazio BLL di Giulio Belletti, fondatore di Quadrilegio. Qui la conferenza stampa e la scoperta di questa iniziativa che quattro professionisti in diversi campi, uniti tutti dalla passione per la bellezza, realizzano ogni anno dal 2012.
Nella bella cornice dell’antistante piazzale Borri, nello spazio ricavato da un’antica chiesa sconsacrata e nel cortile interno sono ospitate le opere di 6 artisti: Davide Dall’Ossoartista pesarese ora in Toscana. La trasparenza, il lasciarsi attraversare e modificare dalla luce, la metamorfosi, sono i colori principali del suo linguaggio scultoreo, che esprime maggiormente attraverso la fusione dei policarbonati. Ha esposto in USA, Francia, Olanda, Svezia, Regno Unito, Germania, Belgio, Svizzera; Toni Alafanografico pubblicitario e artista milanese trapiantato a Siena. La sua è una ricerca pittorica introspettiva rivolta all’esplorazione della profondità dell’animo umano che negli ultimi tempi lo ha portato a realizzare opere stratificate dipinte a carboncino tirato a mano con velature di bitume e poi trattate con l’antica tecnica di restauro del Descialbo, letteralmente “strappare via”; Raffaele Pennafoggiano ma da anni a Varese. La sua ricerca espressiva passa attraverso l’utilizzo di materiali sempre nuovi (corde, stracci, gommapiuma garze e fili di lino) che diventano parte integrante delle sue opere. Ha esposto in Italia e all’estero a Lugano, Parigi, Stoccarda, e Philadelphia; Giovanni Melegari, artista nato a Parma nel 1951, ha all’attivo numerose personali dagli anni ’80 fino al 2007. Per diversi anni ha diretto a Parma una sua scuola di pittura da lui fondata; Fabi Bandini, artista parmigiano, la sua è una pittura vivace e incisiva, concettualmente sempre attuale e provocatoria anche se nei tratti fresca, quasi infantile. Le sue installazioni sono in mostra a Quadrilegio fin dalle prime edizioni; Umberto Squarcia Jr., architetto e artista parmigiano, da diversi anni vive e lavora a New York. L’architettura e il campo delle varie espressioni d’arte sono state e sono tuttora l’ispirazione primaria per i processi creativi dell’artista. Ha esposto a New York, San Francisco, Parma, Roma, Cortina, Bologna, Monaco, Milano.


Maura Ferrari Interior Design - Palazzo Pallavicino - B.go G. Tommasini 37
Due gli artisti ospiti al piano terra dello straordinario Palazzo Pallavicino:
Artisti: 
Roberta Busato crea modellando un impasto dalla formula completamente naturale, lavorato e seccato a crudo, frutto di una lunga ricerca personale. Dall’osservazione del materiale nasce la serie di “Teste crude “un ciclo di lavori in cui è trascritta una femminilità condensata: nel gusto del particolare, nel piacere tattile di una materia che possiede colori diversi in base alla morfologia del luogo di provenienza, alla composizione organolettica della terra. 
...scaturiscono forme esteriormente lontane ma l’Humus che appartiene a tali figure, è il medesimo terreno sul quale oggi edifichiamo e poggiamo noi stessi. Confini, moduli, angolature che riecheggiano in presenze dense e silenziose e che si innalzano come guerrieri. Sono opere “aperte”, libere dall’accordato, tese in un flusso continuo del tempo.” (Roberta Busato)


Giuseppe Biagi è nato a Viareggio nel 1949, dove vive e lavora.
Biagi vuole farci percepire l’enorme, dilatata, incommensurabile ampiezza dello spazio e insieme vuole darci l’idea di un tempo senza fine. Nelle sue opere c’è una cultura d’immagine che però deve aver pesato su Biagi, una cultura dove conta la dilatazione, la dissoluzione delle forme e la scoperta di un ripetitivo, alienato quotidiano. Quella che in realtà Biagi oggi dipinge è la storia del proprio isolamento e delle capacità di leggere anche negli altri questa tensione, questa ricerca umana. Pittura dunque per narrare la solitudine” (Arturo Carlo Quintavalle)


Spazio Manfredi di Simona Manfredi - B.go Riccio da Parma 19
Arricchito dallo splendido giardino interno, ‘interventi’ artistici di 9 artisti contemporanei che ‘contaminano’ con linguaggi espressivi differenti gli ambienti dello storico palazzo con esposizioni di opere nell’ingresso, nel cavedio, in giardino, nel cortile interno e nei due negozi che si affacciano sulla via. 
Artisti: 
Nicola Evangelisti, nato a Bologna nel 1972, dalla fine degli anni Novanta ha sviluppato un percorso artistico caratterizzato dall’uso della luce artificiale e incentrato su temi scientifici e cosmologici; Greta CominottiE’ proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante” (Paulo Coelho). Autodidatta, si considera un’EcoArtista. Crea opere riciclando bottiglie PET e altri materiali; Alex PinnaLa scultura per me è un linguaggio necessario, un corpo a corpo, tra materia ed idea in un territorio un cui l’aspetto manuale del lavoro è molto magico, anche perchè conduce a molti incidenti di percorso, che portano a continue scoperte e inaspettate evoluzioni.”; Otto GrozniNegli anni ha fatto un po’ di tutto: illustrazioni, convention di Street Art, installazioni temporanee, lampade e soprattutto oggetti con materiali poveri e di recupero. Le attività di cui si occupa e i progetti che realizza possono sembrare apparentemente lontani ma, in realtà, il suo approccio non cambia: sperimentare nuove tecniche, integrare discipline differenti e confrontarsi sempre con altre realtà e persone; Erresullaluna e Chuly Paquin si interessano a temi mitologici e classici, alle origini religiose e non della cultura italiana ed europea, e a tutto ciò che riguarda l’uomo nella sua dimensione conscia e inconscia. ‘Nessun giorno senza un passo’ Cosa succede quando il passo diviene danza? Che un gesto normale, come il camminare, si trasforma in una formula plastica, un preciso cerimoniale, una danza. Il gesto più banale viene trasportato verso una personificazione di tale intensità, che non cessa di danzare, di muoversi, di fuggire, come la figura per eccellenza del desiderio: la NinfaFilippo Negroni. Nei sui pugili si notano le tumefazioni nei volti causate da incontri di pugilato di una violenza inaudita, che vogliono evidenziare le avversità che la vita a volte ci presenta. Sono le cicatrici interiori, quelle che hanno segnato l’anima della persona e che hanno creato il carattere e la personalità di un individuo. In queste sculture Il corpo è rappresentato con un obelisco che simbolicamente manifesta la forza e la potenza della persona, di conseguenza la capacità di entrare dentro l’anima per curare tutte queste ferite profonde. Tutti i materiali usati per creare queste opere provengono da epoche passate, ferro antico ossidato dal tempo, legno tarlato e terra cotta che riprende le società antiche per evidenziare la forza del tempo passato che cura ogni ferita e rigenera l’uomo; Lucia Conversinata a Parma nel 1980, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2004. All’attività di pittore affianca quella di illustratore per prodotti editoriali cartacei e multimediali. Vive sulle colline di Parma. 
Nelle tele di Lucia Conversi l’essere umano è scandagliato e rappresentato nelle sue realtà, da quelle più visibili a quelle più nascoste e sono proprio le zone d’ombra ad essere i nascondigli privilegiati della vita, i cassetti segreti che possono celare le verità più interessanti” (Sara Valente); Lufer. Dagli anni ’90 Lufer si inoltra nella pittura e nella scultura, sperimenta tecniche e linguaggi espressivi diversi realizzando le sue prime sculture e pezzi di arredo. Crea sculture, quadri, lampade, sedute, appendiabiti e tavolini con scarti industriali, Il suo “slogan” diventa “il riciclante ricicla in un istante”, e rappresenta la sintesi del suo “modus operandi”; C999, DUALISMUS (2019)
L’unità è sterile, fecondo è solo il dualismo, l’opposizione, la differenza." (Ludwig Feuerbach) L’opera si compone di una serie di lavori a tecnica mista acrilico/smalto di piccole dimensioni e di una rendizione video artistica che riprende lo stesso tema.
Il dualismo come unità attraverso la coesistenza degli opposti, il bianco e nero, luce ed ombra e l’opera dell’uomo che nella dicotomia si muove, si determina, si schiera.

Nel corso della rassegna sono previsti anche due appuntamenti con il ‘Cinemino di borgo Riccio’ curati da Marco Mazzieri che avranno luogo il 7 e il 14 giugno nel cortile di Palazzo Manfredi e il ‘Ristocinema’in cui contemporaneamente alla visione sarà servita una cena gourmet proposta da Bottega di Parma.
Venerdì 21 giugno invece andrà in scena una performance di danza a cura di Lucia e Francesco Frola.
Il brano che verrà presentato sarà un percorso attraverso la visione di ciò che guardiamo: non solo ciò che il nostro occhio vede ma ciò che percepisce quando ne ha elaborato la sensazione.


Galleria Alphacentauri di Marina Burani - B.go Felino 46
A Palazzo Mambrianiin gli artisti:    
Egor Zigura, vive e lavora a Kiev Ucraina, ha studiato alla National Academy of fin art.
Ha fatto la prima mostra in Italia alla Galleria Alphacentauri nel 2016. Ha partecipato a diverse esposizioni tra le quali: Spectrum Miami 2018 - United Kingdom Londra 2018 - Art Fair Malaga 2017; 
Nikita Zigura, vive e lavora a Kiev Ucraina, ha studiato alla National Academy of fin art. Ha fatto la prima mostra in Italia alla Galleria Alphacentauri nel 2016. Ha partecipato a numerose mostre tra le quali: Art Fair Malaga 2017 - Galleria La Zurbia Granata 2018 - Varsavia Polonia 2019; Patrizia CaravaggioVivo lo scatto fotografico come una specie di scambio, un dialogo tra il mio sè profondo e ciò che questo coglie all’esterno attraverso gli occhi. Quando “sviluppo” una foto, è un po’ come se mettessi a posto la punteggiatura di uno scritto. Il risultato di tutto questo, la fotografia, sarà qualcosa che difficilmente sarei riuscita a dire con le parole, e può anche creare un momento di confronto con chi guarda, un dialogo”; Marina BuraniEtera, la donna evoluta e colta, non mortificava il suo corpo come le altre, poteva frequentare compagnie maschili, e riusciva ad avere un grande potere. Infatti l’unica donna che partecipa ai dialoghi di Platone è Diotima; Andrea Vettori“Nell’alchimia, come “l’uovo dei filosofi“ è ricettacolo della trasformazione interiore da materia grezza a oro. Il serpente è un archetipo universale che rappresenta, in estrema sintesi, le forze cosmiche della natura e la rigenerazione per mezzo di esse. Eros nasce con le ali dorate e mostra l’uovo che conteneva tutto il cosmo e le sue creature”.


Studio Giovanna Scapinelli - B.go Felino 31
L’artista espone le sue opere.
Così, il volto o l’oggetto escono da fondali misteriosi… e le figure, tutte “scolpite” nei rossi “infernali”, dalle tavole sulfuree dei gialli delle coscienze; con i neri del passato a scandire ed equilibrare severamente le luci radenti dell’intelletto. È un mondo coerente nelle forme e tagliente nei significati, dove i personaggi protagonisti, in un ambiente apparentemente vuoto, ma in cui anche un muro respira come un essere umano, attendono, forse “attendono Godot”, probabilmente se stessi perché è la letteratura, la parola scritta, che li ha generati. Una incisiva pittura letteraria, quindi, in cui l’unica preoccupazione può apparire la difficoltà (e poi l’inutilità) della vita”. (Tiziano Marcheselli)

 


Oltre 130 appuntamenti a ingresso libero, più di 50 eventi in 30 luoghi diversi a Parma e in provincia dal 21 settembre al 20 ottobre 2019, per stimolare, creare e condividere un’atmosfera festosa che abbracci ed emozioni contagiosamente chi vive e chi visita le terre del maestro in occasione del Festival Verdi.
Questo l’obiettivo di Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al Festival Verdi, quest’anno alla sua IV edizione, che il Teatro Regio di Parma realizza con il Comune di Parma e con l’Associazione Parma, io ci sto!, sponsor Parmacotto, Engel&Völkers, offrendo occasioni diverse di incontro e scoperta della musica e dell’opera di Giuseppe Verdi a un pubblico ampio e di ogni età, alle famiglie, ai giovani, ai bambini e a coloro che si trovano in luoghi di cura e negli istituti penitenziari.
La presentazione si è tenuta nell'Hub Cafè di piazzale Bertozzi alla presenza di Anna Maria Meo, direttore generale del Teatro Regio, Barbara Minghetti, programmazione eventi del Regio, e l'imprenditore Andrea Chiesi.

 

VERDI OFF 2019 - IV edizione - dal 21 settembre al 20 ottobre 2019
Divertirsi insieme scoprendo e riscoprendo Giuseppe Verdi fuori dai teatri, in modo nuovo, lieve, giocoso, aperto, scanzonato.
Oltre 130 appuntamenti a ingresso libero in 30 giorni, più di 50 eventi in oltre 30 luoghi diversi, in occasione del Festival Verdi
Parma e dintorni
21 settembre – 20 ottobre 2019
IV edizione

Oltre 130 appuntamenti a ingresso libero, più di 50 eventi in 30 luoghi diversi a Parma e in provincia dal 21 settembre al 20 ottobre 2019, per stimolare, creare e condividere un’atmosfera festosa che abbracci ed emozioni contagiosamente chi vive e chi visita le terre del Maestro in occasione del Festival Verdi. Questo l’obiettivo di Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al Festival Verdi, quest’anno alla sua IV edizione, che il Teatro Regio di Parma realizza con il Comune di Parma e con l’Associazione “Parma, io ci sto!”, sponsor Parmacotto, Engel&Völkers, offrendo occasioni diverse di incontro e scoperta della musica e dell’opera di Giuseppe Verdi a un pubblico ampio e di ogni età, alle famiglie, ai giovani, ai bambini e a coloro che si trovano in luoghi di cura e negli istituti penitenziari.
Le novità in programma in questa quarta edizione la caratterizzano nel segno della relazione e dell’integrazione. L’inaugurazione il 21 settembre sarà con una coinvolgente Verdi Street Parade che partendo dal Teatro Regio di Parma raggiungerà il cuore dell’Oltretorrente cittadino, per concludersi poi con una festa in Piazza Duomo. E proprio nel cuore dell’Oltretorrente sorgerà lo chapiteau del Verdi Circus, dove ci si potrà incontrare per assistere insieme a concerti, spettacoli, incontri.
Verdi off si conferma come l’occasione di abitare e vivere nel nome del Maestro i luoghi più belli e unici della città: il greto del torrente Parma, il Labirinto della Masone di Fontanellato, l’Auditorium Paganini di Renzo Piano, la cripta del Duomo di Parma, il Ponte Romano, la Camera di San Paolo, i cortili, le strade, le piazze e le case della città ducale, animate da teatro di figura, spettacoli itineranti, giostre musicali, recital, concerti corali, danza contemporanea, con protagonisti giovani artisti, musicisti, attori, un’intera famiglia di cantanti, padre, madre e cinque figli, in progetti che aprono il cuore all’incontro con gli altri, in musica.
Tanti gli appuntamenti divenuti già un classico della rassegna, che sono confermati anche per Verdi Off 2019: i concerti “davvero” da camera di Un recital in salotto dove la musica verdiana varca gli usci delle case per risuonare nell’intimità degli spazi casalinghi; le passeggiate dal sapore ottocentesco in Carrozza con Verdi dal Teatro Regio al Palazzo Ducale attraversando il Parco; l’appuntamento quotidiano alle ore 13.00 sotto i fornici del Regio per ascoltare le arie cantate dal vivo del Cucù verdiano; la sfida Verdi Rap dei giovani cantanti che dovranno reinterpretare un’opera verdiana, quest’anno Rigoletto, in chiave rap; il pic-nic al Parco Ducale con dress code tricolore per un momento di condivisione e convivialità accompagnato da musica e danza.E poi ancora nuove sfide e nuovi spettacoli, concerti, mostre, installazioni, dj-set, incontri, proiezioni, progetti speciali per portare il Festival fuori dai teatri, per condividere l’emozione di ritrovarsi nel nome di Verdi e diffondere la grandezza e la passione dell’uomo e dell’artista in modo lieve, giocoso e aperto, anche laddove la musica è solo apparentemente distante o irraggiungibile.

INAUGURAZIONE
Dopo aver posto l’attenzione nelle precedenti edizioni sull’innovazione e la tecnologia in rapporto agli spazi urbani, l’inaugurazione di Verdi Off 2019 vuole esaltare l’importanza della relazione sociale e umana. Sarà quindi una divertente e variegata Verdi Street Parade, commissione di Verdi Off in prima assoluta, a coinvolgere il pubblico il 21 settembre dalle ore 18.00 in una festa in musica itinerante che invade strade e piazze dell’Oltretorrente, partendo dal Teatro Regio, per concludersi in Piazza del Duomo alle 22.30 in un percorso ricco di sorprese. Protagonisti della serata, a cura di Giacomo Costantini e del Circo El Grito, attori, musicisti, cantanti, ballerini, circensi, bande, cori, performer, orchestre, che si alternano fino a sera, invadendo le strade chiuse al traffico per l’occasione con performance e concerti dedicati al Maestro e alle sue opere, reinterpretate attraverso i linguaggi più diversi e trasversali, dando vita a un grande spettacolo itinerante sotto le stelle, che coinvolge anche associazioni musicali e culturali, esercenti commerciali e ristoratori. Alla parata parteciperanno attivamente tutti coloro che, accogliendo l’invito della call promossa da Verdi Off, hanno candidato la propria performance artistica ispirata a Verdi.

VERDI CIRCUS
Dal 21 settembre al 6 ottobre 2019, Piazzale Picelli, nel cuore dell’Oltretorrente cittadino, sarà animato dallo chapiteau del Verdi Circus, commissione di Verdi Off in prima assoluta, a cura di Circo El Grito in collaborazione con Teatro Necessario. Nel grande tendone di Verdi Circus l’arte circense incontra il melodramma, due linguaggi diversi, uniti da curiose affinità poetiche, storiche e culturali nello spettacolo, con le musiche di Giuseppe Verdi e la scrittura scenica di Giacomo Costantini, Il Cigno di Busseto e il pavone indiano, che ripercorre la vicenda del pavone regalato a Verdi dal sindaco di Busseto: il Maestro, anziché lasciarlo scorrazzare nel giardino di villa Sant’Agata, pensò per lui un altro destino. Scopritelo con noi!
I biglietti-invito per le 11 recite in programma sono offerti da partner e sponsor del Festival Verdi e potranno essere ritirati in loco, fino a esaurimento posti, un’ora prima dell’inizio.

LE NOVITÀ DI VERDI OFF 2019
Tante le novità della quarta edizione di Verdi Off, nel segno del teatro di figura, spettacoli itineranti, giostre musicali, concerti corali e per organo, danza contemporanea, con protagonisti giovani, artisti, musicisti, donne migranti e native, un coro di rifugiati.
Verdi e il cane infernale, lo spettacolo di burattini con protagonisti Verdi, Wagner e il feroce cane Tannhäuser sarà in scena nel greto del torrente Parma. Una storica tragedia lo spettacolo a cura di Teatro del Cerchio, ispirato all’opera I due Foscari, è ambientato nel suggestivo Labirinto della Masone a Fontanellato. Venezia e i suoi canali, l’amore per la propria città e un verdetto iniquo, i temi dell’ingiustizia e della reclusione si snodano sulle note di un violoncello e attraverso le parole, quasi sussurrate, di due narratori che si sono “perduti” in un labirinto di ipotesi. In Piazzale Inzani Casa Verdi, musica e parole per raccontare l’uomo, l’artista, il contadino, il mecenate e il politico, a cura di Club dei 27 e con i Cantanti del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. In Coro a Palazzo il concerto del Coro dell’Opera di Parma con un programma interamente dedicato alle pagine più amate e conosciute del repertorio verdiano. All’Auditorium Paganini i protagonisti dell’acclamata serie televisiva La Compagnia del Cigno, allievi del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, si raccontano in uno speciale concerto che li vede interpreti dalla finzione alla realtà, musicisti prima che attori, presentarsi in un reale sodalizio musicale, frutto del percorso formativo e artistico che li ha portati all’esordio della propria carriera. Presso la Camera di San Paolo Luisa Miller. La signora della canzone italiana, una rilettura a cura di Teatro del Cerchio dell’opera verdiana dedicata alle donne, attraverso i testi di Schiller intrecciati alle parole e alle melodie che hanno reso celebre in tutto il mondo la canzone italiana degli anni ’60 e ’70. Nella Cripta del Duomo di Parma, in collaborazione con la Diocesi di Parma, Torniamo all’antico… il Gruppo Vocale Famiglia Sala, padre, madre e cinque figli: un’intera famiglia - caso unico nel panorama della polifonia vocale - in uno speciale concerto che traccia un percorso nella storia della musica sacra, da quella moderna alle sue radici antiche, con un doveroso omaggio a Giuseppe Verdi. Al Ponte Romano e alla Chiesa di san Ludovico due appuntamenti con Mors! sulle musiche della Messa da Requiem di Verdi uno spettacolo di danza contemporanea sul tema della solennità della perdita, un viaggio dove la musica, potente e struggente, è la guida per confrontarsi sul paradigma della vita. Commissione di Verdi Off in prima assoluta Il rifugio della sabbia. Intime nostalgie dal Nabucco, in scena un gruppo di donne di tutto il mondo, vecchie e nuove cittadine, migranti e native, insieme a un coro maschile di rifugiati, che come in Nabucco, guardano alla terra lasciata e alla terra ritrovata per ridisegnare relazioni, storie, idee, pensieri e per intercettare i cambiamenti in atto. L’esilio come smarrimento e perdita, ma anche come condizione di salvezza e rinascita che sembra annunciare il mondo di domani. In Viva Verdi! Un’intervista impossibile a Giuseppe Verdi, a cura di Fabio Larovere, un approfondimento sugli anni cruciali della storia d’Italia, di cui la musica del Maestro è considerata l’ideale colonna sonora, sfidando il mito per restituire all’esperienza umana e artistica del grande compositore la sua umanità, fatta di tradizione, passione e talento. Una giostra musicale, una speciale bilancia fatta di musica e persone su cui provare l’ebrezza di roteare e fluttuare sospesi nell’aria, sospinti da melodie verdiane suonate al pianoforte, è La dinamica del Controvento a cura di Teatro Necessario in coproduzione con Tutti Matti per Colorno e Compagnie Grandet Douglas. Un ciclo di concerti per organo a cura dell’Accademia Organistica di Parma con formazioni strumentali e orchestrali sempre diverse: Voices and Pipes, Drum and Pipes, English Pipes, Symphonic Pipes.

I CLASSICI DI VERDI OFF
Tornano gli appuntamenti divenuti già un classico irrinunciabile di Verdi Off. I concerti di Un recital in salotto, grazie a coloro che accoglieranno l’invito a mettere a disposizione per qualche ora la propria casa e il proprio pianoforte per un recital lirico con gli allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” e il coordinamento musicale di Donatella Saccardi. Ogni giorno alla stessa ora e per tutto il Festival Verdi, si rinnovano gli applauditi appuntamenti con il Cucù verdiano dai fornici del Teatro Regio, un momento speciale per emozionarsi e lasciare che le più celebri arie verdiane interpretate sul balcone dai giovani cantanti del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma accompagnati al pianoforte interrompano la frenesia della quotidianità. Un cestino colmo di prelibatezze e tanta voglia di stare insieme e divertirsi è tutto ciò che è richiesto per vivere un momento di amichevole convivialità in Bianchi Rossi e Verdi, il pic-nic al Parco Ducale organizzato da Parma 360° Festival, con dress code tricolore, accompagnati da musica e performance dal vivo. L’irrinunciabile passeggiata Con Verdi in carrozza, un tuffo nel passato, il giro turistico in carrozza con un cocchiere in livrea, partendo dal Teatro Regio, attraverso il Cortile della Pilotta per avventurarsi nel Parco Ducale. Giunge alla terza edizione il concorso Verdi Rap, a cura di Cristina Bersanelli e Chiara Bella, che unisce il mondo dei giovani a quello dell’opera lirica. In un palcoscenico all’aperto, immersi nel verde del Parco Ex Eridania, uno dei più belli di Parma, i dieci rapper che si saranno guadagnati la finale con i loro inediti ispirati a Rigoletto si sfidano davanti al pubblico e alla giuria presieduta dal rapper Mastafive. A tenerli a battesimo, un super ospite, il cui nome sarà rivelato solo quella sera. In Un palco all’opera col Club dei 27, Giuseppe Verdi, le sue opere, i protagonisti e le loro storie, raccontati dalle opere in persona, ovvero dai soci del Club dei 27, il gruppo di appassionati verdiani di Parma celebre nel mondo. Sempre con loro la visita speciale Alla scoperta del Club dei 27, un luogo intrigante e denso di passione.

IN NOME DI VERDI ALLA SCOPERTA DI PALAZZI, CHIOSTRI, MUSEI
Si rinnovano anche gli appuntamenti con Verdi in Oltretorrente i concerti organizzati in collaborazione con il Comitato Oltretorrente per portare la musica del Maestro (e non solo) “de dla da l’acqua”, nel centro storico e nei principali quartieri della città; i Verdi Recital, arie, duetti e brani delle opere verdiane interpretate dei solisti dell’Accademia Verdiana al Circolo di lettura e conversazione, alla Rocca dei Rossi e a Palazzo Bossi Bocchi-Fondazione Cariparma; in Danze verdiane allo CSAC a cura di Società di danza Parma, all’ombra dell’Abbazia di Valserena, in un vortice di cappelli a cilindro e  crinoline, coppie di ballerini in costume d’epoca danzano su alcune delle più celebri pagine del repertorio ottocentesco, trasformando lo spazio in una grande sala da ballo; al Chiostro ex Convento San Cristoforo: Tramonto verdiano, in attesa dell’imbrunire un concerto di musiche verdiane riarrangiate per un quartetto di sassofoni; un pomeriggio di musica e di festa con sinfonie, marce e fantasia delle opere verdiane con Verdi Band; Musica al Museo Glauco Lombardi un viaggio nel repertorio musicale da camera, fonte di ispirazione per generazioni di compositori che hanno creato melodie immortali entrate nel cuore di tutti; solcati i portoni della Chiesa di San Ludovico, prende il via il Gala in nero, con musica live, photo corner, aperinoir e tante sorprese, con dress code obbligatorio total black; al crepuscolo saranno gli straordinari allestimenti sonori de Il Rumore del Lutto, giunto alla XIII edizione, a traghettare il pubblico in un tempo divenuto infinito; Sguardi in scena il progetto di Roberto Ricci, fotografo del Teatro Regio di Parma che offre al pubblico dei passanti un racconto fatto di molte storie: emozioni, sentimenti, pensieri negli sguardi degli artisti in scena, raccolti dal vivo dai palchi di proscenio del Teatro; la Festa di chiusura di Verdi Off, per concludere insieme la quarta edizione di Verdi Off all’insegna della musica e del divertimento.

PROGETTI SPECIALI
Anche quest’anno l’emozione della musica verdiana e lo spirito gioioso di Verdi Off varcano i muri del carcere e dell’Ospedale dei Bambini. Presso gli Istituti Penitenziari di Parma, con la partecipazione del Coro dei detenuti dell’Istituto Penitenziario di Parma e dei cantanti del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, va in scena un’inedita versione dell’opera Nabucco, con l’attore Bruno Stori che cura testi e regia, per creare momenti di condivisione attraverso l’opera lirica. Riservato ai piccoli degenti dell’Ospedale dei Bambini Pietro Barilla e alle loro famiglie, Racconto corale è una storia in musica e parole, per vivere le emozioni del teatro in un luogo di cura e sperimentare la potenza della musica che colma il cuore di gioia, grazie al Coro di Voci Bianche della corale Giuseppe Verdi di Parma diretto da Beniamina Carretta.

CASA DELLA MUSICA E BIBLIOTECHE PER VERDI OFF
Numerosi gli appuntamenti realizzati in collaborazione con la Casa della Musica: Quelle Sere... Sempreverdi divertenti e interessanti documentari dedicati ai lati inediti del genio di Giuseppe Verdi, a cura di Giuseppe Martini, con approfondimenti sulle opere in scena al Festival Verdi attraverso i documenti dell’Archivio storico del Teatro Regio; nell’ambito delle celebrazioni del centenario della morte di Arrigo Boito, la mostra documentaria Boito librettista e compositore a lui dedicata; in collaborazione con l’Associazione Le Verdissime Verdi e Bertolucci: un capriccio per raccontarsi una vera e propria lezione “verdiana” in musica e parole, partendo dall’amore che il poeta Attilio Bertolucci nutriva per il Maestro; Il Suono e il Segno, un concerto speciale con brani celebri affiancati a pezzi di raro ascolto, trascritti per ensemble strumentale.
Il Servizio Biblioteche del Comune di Parma realizza Viva W…Erdi. L’eredià di Verdi e Wagner nei libri e nella musica, un ciclo di incontri e conversazioni intorno al Maestro, Richard Wagner e altri grandi compositori con Leonardo Distaso, Oreste Bossini, Andreina Contessa, Gottfried Wagner, Ludovica Carrara-Verdi, Emanuela Carrara-Verdi, Claudio Ricordi, Carla Moreni, Giovanni Bietti, Marco Capra.

IL PROGETTO VINCITORE DELLA CALL TO ARTISTS
Quattro luoghi, quattro scene, quattro opere che prendono vita nel tessuto cittadino: è “Parma In-scena” il progetto ideato e realizzato da Ilaria Ferrari, Francesco Garulli, Laura Valcavi, Annalisa Zanichelli vincitore della Call to artists Verdi Off, che vedrà dal 21 settembre al 20 ottobre 2019 quattro architetture-simbolo della città di Parma, animarsi con altrettante istallazioni dedicate alle opere in programma al Festival Verdi. A essere protagonisti sono i luoghi: Piazzale Barezzi, Giardini di San Paolo, Piazzale della Pace, Torrione Visconteo, che rievocando le ambientazioni delle opere in cartellone con i colori di Verdi Off e del Festival Verdi, invitano i passanti a prendere parte allo spettacolo. Con la musica, i testi, le interviste e gli approfondimenti sulla trama delle quatto opere, la messinscena è compiuta. 

PARTNER E SPONSOR
Verdi Off è realizzato in occasione del Festival Verdi dal Teatro Regio di Parma con Comune di Parma, Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura, “Parma, io ci sto!”. Sponsor Parmacotto, Engel&Völkers.
Si ringrazia inoltre per la collaborazione Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla”, Istituti Penitenziari di Parma, Casa della Musica, Archivio Storico Ricordi, Accademia Verdiana, Teatro del Cerchio, Servizio Biblioteche del Comune di Parma, CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Museo Glauco Lombardi, Labirinto della Masone, Accademia Organistica di Parma, Circo El Grito, Parma 360° Festival, Teatro Medico Ipnotico, AIPO Agenzia Interregionale per il fiume Po, Teatro Necessario, Comitato Oltretorrente, Società di Danza Parma, Gruppo Appassionati Verdiani - Club dei 27, Associazione Le Verdissime, Artemis Danza, Festina Lente Teatro, Vagamonde, Associazione Positive River.
Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Ministero per i beni e le attività culturali, Comune di Parma, Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna. Major partner Fondazione Cariparma. Main partners Chiesi, Crédit Agricole Cariparma. Media partner Mediaset. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Sostenitori Dulevo, Mutti, Sicim, Smeg, Cantine Ceci, Agugiaro & Figna, La Giovane Advisor AGFM. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Con il contributo di Diocesi di Parma, Comitato per San Francesco del Prato, Comune di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto, Opera Europa, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte Parma, Ascom. Partner artistici Coro del Teatro Regio di Parma, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Società dei Concerti di Parma, Orchestra Giovanile della Via Emilia, Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, Barezzi Festival. Sostenitori tecnici IgpDecaux, MacroCoop, Milosped, Grafiche Step, Andromeda’s, De Simoni, Azzali. Tour operator partner Parma Incoming.


Responsabile Area Comunicazione, Editoria e Stampa: Paolo Maier - T. +39 0521 203969 - p.maier@teatroregioparma.it - stampa@teatroregioparma.it - www.teatroregioparma.it

Teatro Regio di Parma,
strada Garibaldi, 16/A
43121 Parma - Italia
 

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XVI Rassegna Poesiarte Milano: Memorie resistenti, Quintocortile, Milano, 17 – 18/06/2019

Poesiarte Milano si svolgerà nei giorni di lunedì 17 e martedì 18 giugno 2019 con la partecipazione di oltre 70 tra poeti, artisti e musicisti che si confronteranno sul proprio io “resistente” più profondo. Dalle 17,00 alle 19,30 letture dei poeti con intermezzi musicali.

L’edizione (XVI) di Quintocortile 2019 propone un tema che abbiamo volutamente pluralizzato, per dare a ognuno la libertà di scegliere in quale dei possibili mille registri preferisce articolarlo.
La memoria è il motore profondo di sviluppo di ogni identità. Non è il semplice ricordo che all’Io può far piacere o dolore, riconducendolo nel cuore che batte nel presente.
La memoria coinvolge la totalità del soggetto, quindi anche l’inconscio, e si sedimenta in strati del tempo accumulati in ciò che il poeta Roberto Sanesi chiamava Casa infanta. Senza memoria, che ci costituisce e ci sfugge, semplicemente non siamo, la nostra identità si sfalda in atomi mentali che perdono la possibilità di darsi una forma e quindi una sostanza. Ne sono triste testimonianza i malati di Altzheimer.
Al contrario, è questo il terreno che alimenta il bisogno di resistenza vitale chiamato poesia, o arte in tutte le sue forme.
Affidiamo agli autori coinvolti questo territorio complesso degli esseri umani - al tempo stesso, personalissimo e collettivo -, lasciando a ciascuno la possibilità di attingere ad esso, per ricreare forme e misure del tempo vissuto, nella coscienza che la ricerca del tempo perduto, non è esercizio a testa indietro, ma momento necessario per ridare energia e resistenza alla capacità di progettazione di futuro. Un futuro che oggi spesso non riusciamo più a percepire, quanto più - non a caso - l’ideologia e le prassi economico-sociali dominanti, operano senza sosta per favorire soggetti passivi, cioè senza memoria.
Adam Vaccaro

Memorie resistenti; ossessioni o moniti, nostalgie di felicità lontane o pietre miliari della nostra vita. Sono le esperienze passate che modellano pesantemente i nostri presente e divenire e non servono agende per ricordarle come si fa con gli anniversari. Sono le memorie che scavalcano la razionalità per inoltrarsi nel nostro oscuro misterioso: ricordi gratificanti o ostili e a nulla servono ipnosi e psicanalisi per rimuoverli. Più di ogni altra cosa, sono le memorie riecheggiate da impercettibili associazioni, minimi odori, suoni che ci fanno sobbalzare, nostalgia assoluta, dolore che si ripete, felicità passate comunque scomparse, istanti non dimenticabili del nostro esistere. Memorie resistenti sono certamente anche le ricorrenze che non devono essere cancellate perché appartengono alla collettività; memorie calendarizzate, resistenti per fede, ideologia o dovere, rituali che si ripetono a volte però senza più un vero coinvolgimento.
Ma le memorie personali, anche e soprattutto le più straordinarie ed esaltanti e quindi resistenti, sono sempre amare perché sature di vita perduta e più resistono e più acquistano acidosità indigeste. Di dolce resta solo l’esperienza, se si è capaci di usarla.
Nella mostra, che affianca i lavori dei poeti, un’indagine particolare che è anche momento di riflessione personale per i tanti artisti partecipanti sul proprio io “resistente” più profondo.
Riesumazioni festose di paradisi perduti o apocrifi ex voto?
Mavi Ferrando

Artisti:
Vittore Baroni, Carla Bertola, Michele Berton, Carmen Boccu, Emiliano Bonfanti, Claudio Borghi, Adalberto Borioli, Giovanni Franco Brambilla, Claudio Calzavacca, Maria Amalia Cangiano, Loretta Cappanera, Margherita Cavallo, Andrea Cesari, Silvia Cibaldi, Albino De Francesco, Mario Di Giulio, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Alessandra Finzi, Paola Fonticoli, Kiki Franceschi, Gino Gini, Tiziana Grassi, Anna Lambardi, Alessio Larocchi, Ruggero Maggi, Marilde Magni, Nadia Magnabosco, Adelio Maronati, Gianni Ettore Andrea Marussi, Mintoy, Annalisa Mitrano, Elisabetta Negri, Daniela Nenciulescu, Maria Luisa Pani, Claudio Pantana, Enzo Patti, Domenico Pievani, Teresa Pollidori, Antonella Prota Giurleo, Giovanni Rubino, Mirella Saluzzo, Evelina Schatz, Sergio Sansevrino, Carlo Spoldi, Ilia Tufano, Nanni Varale, Nicoletta Veronesi, Alberto Vitacchio, Mariangela Zabatino, Francesco Zaccone.

Poeti:
Sebastiano Aglieco, Luca Ariano, Claudia Azzola, M. Carla Baroni, Franco Buffoni, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Rinaldo Caddeo, Annamaria De Pietro, Gabriela Fantato, Angelo Gaccione, Gabriella Galzio, Milli Graffi, Giacomo Graziani, Vincenzo Guarracino, Tomaso Kemeny, Giuseppe Leccardi, Alberto Mari, Alessandra Paganardi, Paolo Quarta, Filippo Ravizza, Claudio Recalcati, Meisam Seraj, Massimo Silvotti, Anna Spissu, Adam Vaccaro.

Intermezzi musicali con Marco Saya, chitarra acustica, e Stefano Tampellini, flauto.

XVI Rassegna Poesiarte Milano: Memorie resistenti
Curatori
: Fernanda Fedi, Mavi Ferrando
Vernissage
: 16 giugno 2019. h 19.00
Orari
: 17 - 20,30 - lunedì e martedì
Ingresso
: libero
Quintocortile con la collaborazione con l'Associazione Culturale Milanocosa - tel. 347.7104584 - info@milanocosa.it - www.milanocosa.it

Quintocortile
Viale Bligny 42
20136 Milano
T. 338.8007617 - quintocortile@tiscali.it

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Franco Zeffirelli, (Firenze, 12/02/1923 – Roma, 15/06/2019)

Si è serenamente spento oggi, sabato 15 giugno, a Roma, assistito dai figli Pippo e Luciano, Franco Zeffirelli, dopo la camera ardente, che si terrà lunedì mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze e dopo i funerali, riposerà nel cimitero monumentale delle Porte Sante di Firenze.


Franco Zeffirelli, all'anagrafe Gian Franco Corsi Zeffirelli (Firenze, 12/02/1923 - Roma, 15/06/2019).
Grandissimo regista di opera, teatro, cinema, grande scenografo, attore e uomo di cultura, polemico, è tra i registi italiani il più famoso al mondo, come il suo maestro Luchino Visconti ha attraversato tutto il mondo dello spettacolo: dalla radio alla  televisione, dai costumi alla scenografia, dalla regista di cinema, d’opera e prosa ad attore. Paladino della cultura e dei valori fondanti del nostro paese, con  impeto spirituale, ha usato l'immagine con preziosità, con una forte componente estetica, romantica,che gli ha valso critiche da parte di certa intellighenzia, che ne vedeva una stucchevole componente manierista e scadente oleografia.

"Il teatro - diceva - è per me sempre alla base di tutto, mi piace attirare i giovani sui capolavori e faccio cinema da “metteur en scène”, lavoro alla bottega del Rinascimento"

Nato fuori dal matrimonio da Ottorino Corsi, un commerciante di stoffe originario di Vinci (a seguito di una ricerca genealogica condotta da due studiosi, è stato supposto che Zeffirelli fosse imparentato con Leonardo da Vinci) e dalla fiorentina Alaide Garosi Cipriani, ebbe un'infanzia tribolata dovuta al mancato riconoscimento paterno, che avvenne solo a 19 anni, e alla prematura scomparsa della madre. Fino al riconoscimento paterno, il suo nome fu Gian Franco Zeffirelli, a causa di un errore di trascrizione all'anagrafe del cognome scelto dalla madre, Zeffiretti. Giorgio La Pira fu suo istitutore ai tempi del collegio nel convento di San Marco a Firenze, e dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti a Firenze, esordì come scenografo nel secondo dopoguerra, curando una messa in scena di Troilo e Cressida diretta da Luchino Visconti.
Compì, insieme con Francesco Rosi, le prime esperienze nel cinema come aiuto regista dello stesso Visconti in La terra trema e in Senso, nonché di Antonio Pietrangeli ne Il sole negli occhi (1953). Nel 1953 curò bozzetti e figurini per l'Italiana in Algeri per la regia di Corrado Pavolini al Teatro alla Scala di Milano. Negli anni cinquanta esordì come regista sia in teatro sia al cinema.
Al Teatro alla Scala nel 1954 curò la regia di La Cenerentola e di L'elisir d'amore, nel 1955 Il Turco in Italia portata anche in trasferta nel 1957 al King's Theatre di Edimburgo, nel 1957 La Cecchina, ossia La buona figliuola, nel 1958 Mignon e nel 1959 Don Pasquale, al Teatro Verdi di Trieste nel 1958 Manon Lescaut e al Royal Opera House, Covent Garden di Londra nel 1959 Lucia di Lammermoor portata anche in trasferta al King's Theatre di Edimburgo nel 1961, Cavalleria rusticana e Pagliacci. Sul grande schermo esordì con Camping (1957), una commedia di ambiente giovanile. Ancora al Covent Garden nel 1960 disegnò i costumi di Joan Sutherland per La traviata.
Ancora al Teatro alla Scala nel 1960 curò la regia de Le astuzie femminili e di Lo frate 'nnamorato, nel 1963 La bohème e Aida, nel 1964 La traviata, al Teatro La Fenice di Venezia nel 1960 Alcina e nel 1961 Lucia di Lammermoor, a Trieste nel 1961 Rigoletto e nel 1967 Falstaff, al Glyndebourne Festival Opera nel 1961 L'elisir d'amore, a Londra nel 1961 Falstaff, nel 1962 Don Giovanni e Alcina e nel 1964 Tosca, Rigoletto e I puritani, al Wiener Staatsoper nel 1963 La bohème (che fino al 2014 va in scena 410 volte) e al Metropolitan Opera House di New York nel 1964 Falstaff e nel 1966 la prima assoluta di Antony and Cleopatra di Samuel Barber di cui è anche il librettista.
Verso la fine degli anni sessanta si impose all'attenzione internazionale in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968).

Nel 1966 realizzò un documentario sull'alluvione di Firenze intitolato Per Firenze. Negli anni sessanta Zeffirelli diresse alcuni spettacoli memorabili nella storia del teatro italiano, come l'Amleto con Giorgio Albertazzi, recitato anche a Londra in occasione delle celebrazioni shakespeariane nel quattrocentesimo anniversario della nascita del grande drammaturgo (1964), Chi ha paura di Virginia Woolf? con Enrico Maria Salerno e Sarah Ferrati, La lupa di Giovanni Verga con Anna Magnani.
Ancora al Metropolitan nel 1970 curò la regia di Cavalleria rusticana e nel 1972 Otello, alla Scala nel 1972 Un ballo in maschera e nel 1976 Otello, a Vienna nel 1972 Don Giovanni e nel 1978 Carmen e al Grand Théâtre di Ginevra nel 1978 La Fille du Regiment. Nel 1971 diresse Fratello sole, sorella luna, una poetica rievocazione della vita di Francesco d'Assisi.

Scenografo e allievo di Luchino Visconti, le sue opere furono sempre accurate nelle ricostruzioni di ambiente, e scelse sempre soggetti di forte impatto emotivo sul pubblico.
Nel dicembre del 1974 curò la regia televisiva in mondovisione della cerimonia di apertura dell'Anno Santo. Nel gennaio del 1976 tornò a collaborare col Teatro alla Scala di Milano, allestendo ancora una volta la sua celebre Aida, diretta da Thomas Schippers e con Montserrat Caballé e Carlo Bergonzi come protagonisti. Il 7 dicembre 1976 firmò regia e scene di una storica edizione di Otello di Giuseppe Verdi che inaugurò la stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano, con la direzione di Carlos Kleiber e protagonisti Plácido Domingo, Mirella Freni e Piero Cappuccilli. L'opera venne, per la prima volta, trasmessa in diretta dalla RAI.

Dopo il successo del film televisivo Gesù di Nazareth (1976), una coproduzione internazionale sulla vita di Gesù; realizzò, tra gli altri, Il campione (1979), Amore senza fine (1981), Il giovane Toscanini (1988). Nel 1990 tornò a Shakespeare con un nuovo adattamento cinematografico di Amleto.
Nel 1981 curò la regia di Cavalleria rusticana e di Pagliacci alla Scala, 1983 mise in scena Turandot di Giacomo Puccini al Teatro alla Scala, e Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello e nel 1985 Il lago dei cigni alla Scala, al Metropolitan nel 1981 La bohème, nel 1985 Tosca, nel 1987 Turandot e nel 1989 La traviata, all'Opéra National de Paris nel 1986 La traviata e a Trieste nel 1987 La figlia del reggimento.

Ancora al Met nel 1990 curò la regia di Don Giovanni e nel 1996 Carmen e alla Scala nel 1992 Don Carlo e nel 1996 La Fille du Regiment. Nel 1993 tornò al cinema con Storia di una capinera, da Giovanni Verga. Nel 1994 fu eletto senatore della repubblica nelle Liste di Forza Italia della circoscrizione Catania ottenendo un numero record di voti che riconferma con la sua rielezione a senatore del 1996.
Successivamente allestì all'Arena di Verona, nel 1995 Carmen di Georges Bizet ripresa poi nel 1996 e 1997, 1999, 2002 e 2003, 2006, dal 2008 al 2010, 2012, 2014 e nel 2016; nel 2001 Il trovatore opera andata in scena anche nel 2002, 2004, 2010, 2013 e 2016, nel 2002 Aida di Giuseppe Verdi riproposta dal 2003 al 2006, 2010 e 2015; nel 2004 Madama Butterfly andata in scena anche nel 2006, 2010, 2014 e 2017, nel 2010 Turandot di Giacomo Puccini, ripresa nel 2012, 2014 e 2016, e nel 2012 Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart realizzata anche nel 2015.
Tra il 1996 e il 1999 diresse i film Jane Eyre e Un tè con Mussolini, quest'ultimo parzialmente autobiografico. Nel dicembre 1999, tornò a dirigere le riprese televisive della cerimonia di apertura dell'Anno Santo. Nel 2002 sempre per il grande schermo, realizzò Callas Forever, liberamente ispirato alla vita di Maria Callas. Ancora per il Metropolitan nel 2002 cura la regia de Il barbiere di Siviglia al Cunningham Park. Fino al 2014 sono oltre 800 gli spettacoli con la sua regia andati in scena al Met.
Il 24 novembre 2004 la regina Elisabetta II lo nominò Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (KBE). Nel 2006 curò il suo quinto allestimento dell'Aida interpretata da Violeta Urmana per l'inaugurazione del Teatro alla Scala. Dal 21 aprile a 3 maggio 2007 andò in scena il suo nuovo allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi per il Teatro dell'Opera di Roma, con direzione d'orchestra Gianluigi Gelmetti, soprano Angela Gheorghiu, baritono Renato Bruson, tenore Vittorio Grigolo. La prima dello spettacolo del 21 aprile è stata trasmessa in diretta in ventidue sale cinematografiche. Al Teatro Filarmonico di Verona esordisce nel 2012 con Pagliacci.

Muore la mattina del 15 giugno 2019 nella sua casa di Roma, all'età di 96 anni.


David di Donatello
1969: Miglior regista - Romeo e Giulietta
1972: Miglior regista - Fratello sole, sorella luna
1991: Miglior film straniero - Amleto
1979: David europeo
2002: David speciale
Nastro d'argento
1969: Regista del miglior film - Romeo e Giulietta
National Board of Review Awards 1968: miglior regista - Romeo e Giulietta
Primetime Emmy Award 1982: miglior regista per Cavalleria rusticana
Primetime Emmy Award 1982: miglior regista per Pagliacci
Nomination all'oscar come miglior regista 1968 per Romeo e Giulietta (film 1968)

Premio Colosseo 2009 per il suo cortometraggio Omaggio a Roma
Premio delle Arti Fiorentini nel mondo, edizione 2010, per la categoria Arti Visive.
Grifo d'oro assegnatogli dal Comune di Genova
Fiorino d'oro conferitogli dal Comune di Firenze[16]
Premio 'Anna Magnani' alla carriera (2012) 

- 23 aprile 1977, Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana «Di iniziativa del Presidente della Repubblica»

- 2003, Medaglia d'oro ai benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della Cultura e dell'Arte

- Londra, 24 novembre 2004, Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico

Primetime Emmy Awards - nastrino per uniforme ordinaria Primetime Emmy Awards


Regia

Camping (1957)
Maria Callas at Covent Garden (1964) Film TV
Un giorno insieme (1965)
Per Firenze (1966)
La bisbetica domata (1967)
Romeo e Giulietta (1968)
Fratello sole, sorella luna (1972)
Gesù di Nazareth (1977) Film TV
Il campione (1979)
Amore senza fine (1981)
Pagliacci (1982)
Cavalleria rusticana (1982)
La traviata (1983)
Otello (1986)
Il giovane Toscanini (1988)
Firenze, episodio di 12 registi per 12 città (1989)
Amleto (1990)
Don Carlo (1992) Film TV
Storia di una capinera (1993)
Jane Eyre (1996)
Un tè con Mussolini (1999)
Callas Forever (2002)
Omaggio a Roma (2009)

Sceneggiatura

Camping (1957)
Per Firenze (1966) - documentario
La bisbetica domata (1967)
Romeo e Giulietta (1968)
Fratello sole, sorella luna (1972)
La traviata (1983)
Otello (1986)
Il giovane Toscanini (1988)
Amleto (1990)
Storia di una capinera (1993)
Un tè con Mussolini (1999)
Callas Forever (2002)
Omaggio a Roma (2009)

Attore
- L'onorevole Angelina (1947), regia di Luigi Zampa
- Il mistero di Dante (2014), regia di Louis Nero, interpreta sé stesso a fianco del Premio Oscar F. Murray Abraham 

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Gianni Maimeri: Il colore perfetto, Triennale di Milano, 16/04/2019, ore 18.30, Milano

Il 16 aprile alle ore 18,30 presso la Triennale di Milano verrà presentato in
anteprima il libro di Gianni Maimeri IL COLORE PERFETTO , in tutte le librerie dal 18 aprile.
Gianni Maimeri ce ne parla con alcuni dei protagonisti del libro: Francesco Barale, Stefano Boeri e Ornella Vanoni. Modera Michela Proietti. Con la partecipazione straordinaria di Yuri Catania e Sebastiano Filocamo.



Da Steve McCurry a Michael Nyman, da Gillo Dorfles a Oliviero Toscani: un viaggio caleidoscopico sulle strade del colore in compagnia di grandi esperti della materia.

Il colore perfetto

Il colore perfetto
di Gianni Maimeri
Editore: Il Saggiatore
Collana: La cultura
Data di Pubblicazione: 18/04/2019
Pagine: 310

Prezzo€ 28.00
EAN: 9788842823940
ISBN: 8842823945


Colorati sono i nostri sogni, le nostre emozioni, i nostri ricordi. Abbiamo passeggiato in pomeriggi azzurri come canzoni, mentre nelle orecchie qualcuno ci sussurrava di bandiere gialle, cieli sempre più blu e rose rosse per noi. Conserviamo gelosamente memoria della prima volta in cui siamo saliti sulla macchina amaranto dei nostri genitori, del prato verde sul quale giocavamo da ragazzini, degli occhi castani della persona cui abbiamo dato il primo bacio; e certo non dimentichiamo come, dopo che siamo stati lasciati, il mondo si sia spento nel grigio. Creiamo ogni notte centinaia di fantasie viola, rosa, arancio, bianche, cobalto che ci accompagnano lungo le nostre ore da svegli.
Il colore è un’esperienza fondamentale nella vita di ognuno. Gianni Maimeri esplora il nostro immaginario cromatico in compagnia di grandi personaggi. Negli incontri con Steve McCurry, Gillo Dorfles, Lamberto Maffei, Gualtiero Marchesi, Michael Nyman, Stefano Boeri, Mario Bellini, con direttori della fotografia e costumisti, curatori e medici, scenografi e psicologi, restauratori e pubblicitari, designer e musicisti, Maimeri tesse attorno a un’essenza inafferrabile un variopinto arazzo di visioni, sguardi e storie. Con lui scopriamo così che si può cucinare anche solo con il colore, che le cromie più importanti di un palazzo sono quelle all’apparenza meno visibili, che un colore puro cattura il nostro sguardo come un magnete, che «vediamo» certe tonalità solo quando abbiamo le parole per descriverle.
Arricchito da una prefazione d’artista di Luigi Serafini, Il colore perfetto è la celebrazione di un tassello cruciale della nostra anima collettiva: un viaggio che attraversa tutto il paese e regala al lettore una nuova prospettiva da cui guardare il proprio passato e il proprio futuro. Un invito a scoprire che il vero tesoro alla fine dell’arcobaleno è l’arcobaleno stesso.


Gianni Maimeri è cresciuto in un ambiente pervaso dall’arte e sin da bambino il colore è stata la sua più grande ossessione. Qui s’interroga sulla sua essenza: esiste una cultura italiana del colore? Qual è il suo ruolo negli ambiti in cui domina la forma? Che valore ha per le persone? Le preferenze per i colori sono le stesse in tutto il mondo e a tutte le età? Per rispondere a queste e molte altre domande l’autore ha incontrato medici, costumisti, imprenditori, artisti, fotografi, musicisti, pubblicitari, psicologi e chef, e da ognuno ha cercato di carpire una sfumatura nuova. Il colore perfetto è il resoconto di questi colloqui: un viaggio sentimentale sulle strade del colore attraverso l’arte e le scienze.

"Il colore era ovunque, tracimante: blu oltremare, giallo di cadmio, rosso magenta, terra di Siena bruciata, bianco di zinco. È un ricordo indelebile, la prima volta che visitai l’azienda di mio padre e di mio nonno in via Ettore Ponti, lungo la roggia Carlesca alla periferia di Milano."

Il libro, che vanta una prefazione dell'artista Luigi Serafini, è dunque un vero e proprio omaggio al colore, come testimonia questo breve estratto:
... Quando entro nella stanza McCurry è girato, ma lo riconosco subito. Indossa una giacca di sartoria azzurro scura, dei pantaloni beige e delle scarpe testa di moro. Riconosco il baffo grigio, rado, gli occhi blu. Lui mi sorprende con un italiano imperfetto ma apprezzabile: «Ciao Gianni!». Il mio interesse primario è quale sia il suo rapporto di fotografo e artista con il colore: «Il mondo è a colori, e io da fotografo non posso che ritrarlo com’è. La mia ricerca mi ha portato a confrontarmi con storie e culture nelle quali il colore è elemento essenziale. Pensa agli scatti dei monaci shaolin o della festa dell’Holī: il colore è una parte integrante del soggetto, dell’ambiente, della foto». Immediatamente visualizzo le immagini di cui parla: il gruppo di monaci in un momento di riposo, mentre un compagno fa stretching e un altro sta saltando; un movimento fissato per sempre, che ribalta interamente la prospettiva. Cosa sarebbe questa immagine senza l’arancione delle vesti? «Le sfumature possono variare, molto, da scuola a scuola» spiega «ma tendenzialmente il significato del colore è lo stesso: l’arancione simboleggia la rinuncia a una vita di piaceri, e non a caso nel buddhismo solo i monaci possono vestirlo. Senza l’arancione - e i colori del luogo, il muro, il terreno - questa scena avrebbe perso un pezzo insostituibile del racconto.»


Gianni Maimeri, filantropo e imprenditore, è l'amministratore delegato di Industria Maimeri, che dal 1923 produce colori per belle arti. È presidente della Fondazione Maimeri per la promozione dell'arte e della cultura in ogni loro espressione.


IL COLORE PERFETTO di  Gianni Maimeri, Il Saggiatore
Ingresso
: libero
ore 18,30

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org

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miart 2019, fieramilanocity, padiglione 3, gate 5, Milano, dal 5 al 7/04/2019

VIP preview e vernissage su invito: 4 aprile 2019


Dal 5 al 7 aprile 2019 torna miart, Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea organizzata da Fiera Milano e diretta da Alessandro Rabottini, con il sostegno di Intesa Sanpaolo in qualità di main partner.
Una fiera che ha fatto un salto qualitativo notevole e dove le gallerie presenti hanno fatto a gara per presentare le opere più significative che da molto tempo non si vedevano: i così detti gioielli di famiglia. Parere condiviso da tutti i visitatori e galleristi incontrati. Questo vale soprattutto per la sezione Arte Moderna. Lascia un pò perplessi solo la sezione degli Emergenti. miart si colloca al primo posto delle fiere d'arte italiane.
Quindi un'esposizione da non perdere, che porta Milano, con tutto il contesto delle mostre offerte nell'ambito del Milano Art Week, ad essere capitale della Cultura europea.

All’interno del padiglione 3 di fieramilanocity miart 2019 presenta 185 gallerie internazionaliprovenienti da 18 paesi oltre all’Italia (70 gallerie provengono da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Messico, Perù, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Turchia e Ungheria), che portano a Milano un ampio ventaglio qualitativo dell’offerta di arte moderna e contemporanea e del design in edizione limitata.
Tra le molte gallerie internazionali che per la prima volta hanno scelto Milano come palcoscenico in Italia spiccano prestigiosi nomi quali, tra gli altri Cabinet (Londra), Corvi-Mora (Londra), Marian Goodman Gallery (New York – Parigi – Londra), Hauser & Wirth (Hong Kong – Londra – Los Angeles – New York – Somerset – St. Moritz – Gstaad – Zurigo), Herald St (Londra), Galerie Thaddaeus Ropac (Parigi – Londra – Salisburgo) e Tucci Russo (Torre Pellice).
Numerose e influenti le gallerie provenienti da tutto il mondo che consolidano il rapporto con Milano confermando la loro partecipazione dalle precedenti edizionitra cui A Arte Invernizzi (Milano), Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York), Isabella Bortolozzi(Berlino), Campoli Presti (Londra – Parigi), ChertLüdde (Berlino), Clearing (Bruxelles – New York – Brooklyn), Galleria Continua (San Gimignano – Pechino – Boissy-le-Châtel – L’Avana), Raffaella Cortese (Milano), Thomas Dane Gallery (Londra – Napoli), Massimo De Carlo (Milano – Londra – Hong Kong), Dvir Gallery (Bruxelles – Tel Aviv), Kalfayan Galleries (Atene – Salonicco), Gladstone Gallery (New York – Bruxelles), Kaufmann Repetto (Milano – New York), Peter Kilchmann (Zurigo), Andrew Kreps Gallery (New York), Lelong & Co (Parigi), Magazzino (Roma), Mai 36 (Zurigo), Giò Marconi (Milano), Massimo Minini (Brescia), P420 (Bologna), Gregor Podnar (Berlino), Lia Rumma (Milano – Napoli), Sprovieri (Londra) e Zero… (Milano).

La centralità della riflessione sull’arte del secolo scorso è un asse portante dell’architettura di miart, confermata da un’ampia selezione di gallerie come Cardi (Milano – Londra), Casoli De Luca (Roma), Cortesi (Lugano – Londra – Milano), Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. (Bologna – Parigi – Milano), Galleria dello Scudo (Verona), Mazzoleni(Londra – Torino), Montrasio Arte (Monza – Milano), Repetto Gallery (Londra), Robilant + Voena (Londra – Milano – St. Moritz), Richard Saltoun (Londra), Gian Enzo Sperone (Sent – New York), Studio Marconi ’65 (Milano), Tega (Milano) e Tornabuoni Arte (Firenze – Milano – Parigi – Londra).
 18 direttori di musei internazionali e curatoridi prestigiose istituzioni provenienti da 10 paesi assegneranno il fondo di acquisizione Fondazione Fiera Milano e i 5 premi che miart ha concepito per le gallerie e gli artisti, e che da anni ormai confermano la collaborazione tra la fiera e i suoi partner: Fondo di Acquisizione Fondazione Fiera Milano, Premio Herno, Premio Fidenza Village per Generations, Premio On Demand by Snaporazverein, Premio LCA per Emergent, Premio Rotary Club Milano Brera per l'Arte contemporanea e i giovani artisti
Un nuovo ciclo di miartalks segna la rinnovata collaborazione tra miart e In Between Art Film: tre giornate di conversazioni aperte al pubblico coinvolgeranno oltre quaranta artisti, curatori e direttori di musei, collezionisti, designer e scrittori internazionali, riuniti attorno al tema "Il bene comune". Il tema di cosa sia il bene comune, come vada creato e preservato sarà esplorato in relazione ai tre principali ambiti di miart, ovvero l'arte moderna, l'arte contemporanea e il design, intesi come spazi di relazione con la realtà che ci circonda. 
Come da tradizione miart diventa l’epicentro della Milano Art Week, un ricco calendario di mostre, eventi e aperture specialipromosso in collaborazione con il Comune di Milano | Cultura e che ha come protagonisti le maggiori istituzioni pubbliche, le fondazioni private e gli spazi no-profit della città. Giunta alla sue edizione più ambiziosa di sempre, la Milano Art Week vede la partecipazione, tra gli altri, di Citylife / Parco delle Sculture, Chiostri di Sant’Eustorgio / Museo Diocesano, FM – Centro per l’Arte Contemporanea, Fondazione Adolfo Pini, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Fondazione Carriero, Fondazione ICA Milano, Fondazione Nicola Trussardi, Fondazione Prada Milano, Fondazione Stelline, Gallerie d’Italia, GAM – Galleria d’Arte Moderna, Museo del ‘900, Museo Poldi Pezzoli, Osservatorio Fondazione Prada, PAC –  Padiglione d’Arte Contemporanea, Palazzo Dugnani, Palazzo Reale, Pirelli HangarBicocca, Triennale Milano / Triennale Teatro dell’Arte.
A conferma della ricchezza e vivacità del programma che caratterizzerà le giornate di miart, due eventi collettivi chiuderanno la settimana dell’arte: l’Art Night degli spazi no-profit sabato 6 aprile e l’apertura speciale domenica 7 aprile delle gallerie private di Milano.
 Per il secondo anno Intesa Sanpaolo supporta miart in qualità di main partner: internazionalità, eccellenzae attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano Fiera Milano alla Banca, e che, attraverso la conferma di questa sinergia, contribuiranno a consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale, offrendo un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.
L’impegno divulgativo di miart continua a esprimersi attraverso miarteducational, il servizio di visite guidate gratuite realizzate grazie al supporto di Fidenza Village e Value Retail, per rendere accessibile l’arte al grande pubblico. Da questo stesso principio è nato anche LOVE, un progetto parallelo ideato dall’illustratrice Camilla Falsini per Fidenza Village in collaborazione con miart: un’invasione di colori, simboli e personaggi che per oltre tre mesi – da febbraio ad aprile – con l’energia dell’arte trasforma e reinventa diversi spazi, dalla metropolitana di Milano alla Torre più alta di Fidenza Village, per far vivere al grande pubblico un’esperienza artistica immersiva unica, irripetibile e vitale, in attesa della fiera milanese.
 Si rinnova il contributo artistico di FLOS, azienda leader a livello internazionale nel settore dell’illuminazione residenziale e architetturale. Dopo Michael Anastassiades, quest’anno sarà Studio Formafantasma (Andrea Trimarchi e Simone Farresin) a realizzare un’installazione luminosa site-specific all’interno della VIP Lounge. Questo spazio di accoglienza sarà inoltre arricchito da un nuovo progetto artistico promosso da Ruinart e che avrà come protagonista l’artista brasiliano Vik Muniz e dal contributo di B&B Italia, Kartell e Kvadrat.
 Il coinvolgimento dei partner di miart alla promozione dell'arte contemporanea si esprime anche in progetti che vanno oltre i padiglioni di fieramilanocity, come l'intervento di Marcello Maloberti presso lo store di Herno in via Montenapoleone 3 e la realizzazione di un'opera inedita di Massimo Grimaldi, vincitore dell'On Demand Prize by Snaporazverein nel 2017, che verrà presentata presso la galleria Zero... di Milano.
La lista dei relatori della nuova edizione dei miartalks, realizzati per il quarto anno consecutivo sotto la direzione di Alessandro Rabottini e in collaborazione con In Between Art Film, la casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari nel 2012 per incoraggiare lo scambio tra i diversi linguaggi dell'arte contemporanea, della video arte e del cinema.
Riuniti sotto il titolo Il Bene Comune i miartalks 2019 esploreranno i diversi significati di questo concetto e le sue future espressioni nel campo dell'arte moderna, contemporanea e del design attraverso il contributo di:
Maria Thereza Alves, Artista, Berlino
Paola Antonelli, Senior Curator, Architecture & Design, MoMA, New York
Sammy Baloji, Artista, Bruxelles - Lubumbashi; Co-Fondatore, Picha asbl e Lubumbashi Biennale, Lubumbashi
Christian Benimana, Titolare e Direttore Generale, MASS Design Group e Direttore, African Design Centre, Kigali
Tulga Beyerle, Direttrice, Museum für Kunst und Gewerbe, Amburgo
Elana Brundyn, Chief Executive, Norval Foundation, Città del Capo
Grégory Castéra, Co-Direttore, Council, Parigi
Beatrice Catanzaro, Artista, Milano
Tony Chambers, Fondatore e Direttore Creativo, Studio TC & Friends, Londra
Aric Chen, Curator-at-large M+, Hong Kong e Direttore Creativo, Design Miami
Mel Chin, Artista, Egypt NC
Ilse Crawford, Fondatrice e Titolare, Studioilse, Londra
João Fernandes, Vicedirettore, MNCARS - Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid
Amy Franceschini, Artista e Designer, Futurefarmers - Presence / Persistence, San Francisco CA
Flavia Frigeri, Docente di Storia dell'Arte, UCL - University College London
Corinna Gardner, Senior Curator per il Design e il Digitale, Victoria and Albert Museum, Londra
Teresa Grandas, Curatrice, MACBA - Museu d'Art Contemporani de Barcelona
Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, Guggenheim Museum, New York
Matilde Guidelli Guidi, Assistente Curatrice, Dia Art Foundation, New York
Sharon Hecker, Storica dell'Arte e Curatrice, Milano - Los Angeles
Stefanie Hessler, Scrittrice e Curatrice, TBA21–Academy, Londra e Royal Institute of Art, Stoccolma
Choghakate Kazarian, Storica dell'Arte e Curatrice, Parigi
Teresa Kittler, Docente di Arte Moderna e Contemporanea, University of York
Beatrice Leanza, Curatrice e Direttrice Creativa, The Global School, Pechino
Jessica Morgan, Direttrice Nathalie de Gunzburg, Dia Art Foundation, New York
Ippolito Pestellini, Partner, OMA, Rotterdam - Milan
Nataša Petrešin-Bachelez, Curatrice Indipendente, Scrittrice e Editor, Parigi
Ahmet Öğüt, Artista, Amsterdam - Berlino
Nancy Olnick e Giorgio Spanu, Fondatori, Magazzino Italian Art Foundation, Cold Spring NY
Michelangelo Pistoletto, Artista e Direttore Artistico, Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella
François Quintin, Direttore, Lafayette Anticipations - Fondation d'enterprise Galeries Lafayette and Fonds de Donation Familie Moulin, Parigi
Alice Rawsthorn, Autrice di Design as an Attitude, Londra
Marinella Senatore, Artista, Roma
Gabriele Schor, Fondatrice e Direttrice, Sammlung Verbund Collection, Vienna
Marco Scotini, Direttore Artistico, FM - Centro per l'Arte Contemporanea, Milano e Direttore, Arti Visive e Studi Curatoriali, NABA, Milano
Francesco Stocchi, Curatore per l'Arte Moderna e Contemporanea, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam
Andrea Trimarchi e Simone Farresin, Studio Formafantasma, Amsterdam
I miartalks sono curati da:
Matteo Lucchetti, Capo Curatore, Visible (Cittadellarte – Fondazione Pistoletto / Fondazione Zegna)
Hugo Macdonald, Critico del Design e Giornalista, Londra
Alberto Salvadori, Direttore, ICA, Milano

In Between Art Film ha promosso prestigiose partnership culturali in collaborazione con importanti istituzioni internazionali tra cui: Serpentine Galleries (2019); Loop Barcelona (2018); Videocittà (Roma, 2018); Manifesta 12 (Palermo, 2018); Dhaka Art Summit (Dhaka, 2018); Lo Schermo dell'Arte (Firenze, 2017-2018); Documenta 14 (Atene - Kassel, 2017); Italian Pavilion, 57th International Art Exhibition of Venice Biennale (Venezia, 2017); Maxxi Videogallery (Roma, 2017-2018); Tate Film (Londra 2017-2018); Biennale de l'Image en Mouvement (Centre d'Art Contemporain Geneva, 2016 - 2018); Italian Pavilion, 55th International Art Exhibition of Venice Biennale (Venezia, 2013).


Ufficio stampa miart 2019: Lara Facco: T +39 02 36565133 - M. +39 349 2529989 - press@larafacco.com
Ufficio stampa Fiera Milano: 
Rosy Mazzanti: T +39 0249977324 - rosy.mazzanti@fieramilano.it; Elena Brambilla: T +39 0249977939 - elena.brambilla@fieramilano.it

miart 2019
5 – 7 aprile 2019
VIP preview e vernissage su invito: 4 aprile 2019

fieramilanocity, padiglione 3, gate 5 
ingresso viale Scarampo

Milano

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