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Enrico Baj a tutto tondo

Dopo l’esposizione dedicata a Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) e Daniel Buren (2016), galleria Aveline e Galleria Continua sono felici di accogliere le opere dell’artista italiano Loris Cecchini a partire dal 16 ottobre 2017.
Nel lavoro di Loris Cecchini (Nato a Milano nel 1969), la fotografia, il disegno, la scultura e l’installazione si combinano per formare un’unica poetica. Il lavoro di Cecchini deve tanto alla sua conoscenza di un largo ventaglio di media quanto alla sua curiosità instancabile.
La scomparsa di Enrico Baj, protagonista dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, ha lasciato un incolmabile vuoto nel panorama artistico contemporaneo. Il suo prolifico e multiforme percorso artistico è stato più volte indagato e approfondito nei suoi molteplici aspetti e periodi, tutti raccolti sotto il comune denominatore dell’ironia dissacratoria e del continuo rinnovarsi dell’espressività. Da un lato, il filone ludico e gioioso rappresentato dagli “specchi”, i “mobili”, i “meccani”, i “generali”, le “dame”, le “modificazioni”, i “d’après”; dall’altro la paura del nucleare con le prime figurazioni degli anni Cinquanta e l’impegno civile contro ogni tipo di violenza e aggressività sfociato in grandi opere come I funerali dell’anarchico Pinelli (1972), Nixon Parade (1972) e l’Apocalisse (1979).
Sin dagli anni Sessanta, periodo cui risale l’amicizia tra Giorgio Marconi e l’artista milanese, prima lo Studio Marconi, poi la Fondazione Marconi hanno organizzato numerose esposizioni incentrate sull’opera di Baj, basti citare quelle degli ultimi anni dedicate alle Dame e Generali (2008), ai Mobili animati (2009) e alle Plastiche (2010). 
La Fondazione Marconi intende ricordarlo con una mostra di suoi disegni – tra i quali figurano alcuni inediti – ed esponendo un repertorio pressoché unico e diverso dagli altri per approfondirne la conoscenza.
Una selezione di 24 bozzetti realizzati su carta da ricalco; alcuni sono studi preparatori di opere importanti, altri semplici “appunti” in forma di disegno che l’artista tracciava rapidamente sulla carta, quasi di getto, traducendo in forme e personaggi i suoi pensieri. Questi studi preparatori, alcuni dei quali daranno vita a opere importanti, raffigurano stelle, ghirigori, volti stilizzati, forme “nucleari”, personaggi mostruosi, moltitudini di facce e corpi aggrovigliati.
Oltre a questa raccolta sono esposti tre teli: Famiglia Baj (1980), un grandissimo disegno eseguito a carboncino, Studio per Apocalisse (1978) e Ubu (1983), realizzati con dripping di vernice nera su tela.
Ubu è un evidente riferimento all’aspetto teatrale dell'opera di Baj e al suo legame con il Surrealismo di cui è anticipatore Alfred Jarry con il suo Ubu re. Per la messa in scena di quest’opera da parte di Massimo Schuster nel 1984, rappresentata per oltre dieci anni in tutto il mondo, Baj aveva realizzato una cinquantina di marionette in meccano (alcune delle quali sono esposte nella mostra del museo CAMeC di La Spezia). Studio per Apocalisse fa parte di un grande ciclo pittorico, un work in progress iniziato verso la fine degli anni Settanta che durerà fino al 1982.
Infine, il Grande attrattore del 1990, un combinatoire composto di 27 pannelli, ideato e progettato nell’arco di sei mesi, è una delle tante opere dedicate alla folla, ed è stato realizzato con un collage di specchi e con l'impiego di acrilici e carboncini. Non mancheranno documenti e cataloghi che attestano la vasta e articolata opera di Baj e la proiezione di alcuni filmati inediti con spezzoni della vita privata e professionale di Enrico Baj.
La mostra di Baj proseguirà allo Studio Marconi ’65 con l’esposizione di grafiche e disegni.
Una selezione di Dame è ospitata fino al 24 novembre 2013 alla Biennale di Venezia, nel Palazzo Enciclopedico, nell’ambito di una mostra ideata da Cindy Sherman.
Al museo CAMeC di La Spezia fino al 6 ottobre è in corso la mostra Ububaj con i teli di Ubu re.


Alla Fondazione Arnaldo Pomodoro che ha assunto il meritorio compito di riproporre l'arte degli anni '50, viene presentata la mostra Enrico Baj, Bambini, ultracorpi & altre storie, realizzata in stretta collaborazione con Roberta Cerini Baj e l’Archivio Enrico Baj, a 10 anni dalla sua scomparsa (Milano 1924 – Vergiate 2003). 
Enrico Baj fervido protagonista dell’avanguardia europea del dopoguerra, è l’epicentro di un vortice di iniziative che saldano alcuni momenti cruciali delle ricerche internazionali d’allora, riprendendo ed evolvendo la matrice storica dada e surrealista.
Un gruppo di opere e una serie di documenti rari: lettere, disegni, fotografie, affiches, manifesti, riviste, cataloghi e ununico e prezioso documento vido: "Esperimento di films nucleare" (Joe Colombo e Enrico Baj, 1952, durata 2' 13''), che grazie alla signora Roberta Cerini Baj, abbiamo riprodotto in parte. Accompagna la mostra la pubblicazione del secondo numero dei “Quaderni” della Fondazione, con saggi critici di Flaminio Gualdoni e Angela Sanna.
Baj fonda nel 1951 con Sergio Dangelo il Movimento Nucleare, testimoniato in mostra dai Bum-Manifesto Nucleare del 1952, replicato dall’artista nel 1997 e da molti documenti originali, a cominciare dal Manifeste de la peinture nucléaire del 1952 . Baj stringe amicizia con personaggi come Asger Jorn, Édouard Jaguer, E.L.T. Mesens, Raoul Hausmann, dando vita al Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste e nel 1955 alla rivista “Il Gesto”, in stretto dialogo con pubblicazioni d’avanguardia come la francese “Phases”, l’argentina “Boa”, la belga “Edda”, l’italiana “L’Esperienza Moderna”. Nel 1957 la pubblicazione del manifesto Contro lo stile, promosso da Baj e Dangelo, indica la volontà impellente della giovane generazione europea di uscire dalle retoriche dell’informale: tra i firmatari figurano Yves Klein, Piero Manzoni, Arnaldo e Gio’ Pomodoro. Nel 1958 Baj sarà l’anima artistica di un’altra importante rivista d’avanguardia, “Direzioni”, fondata con Fabrizio Mondadori.


Enrico Baj. Segni e disegni
Durata della mostra: dal 18 settembre al 19 ottobre 2013
Orario: martedì - sabato 10-13, 15-19
Ingresso: gratuito

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15
20124 Milano
Tel. 02 29 41 92 32 - fax 02 29 41 72 78 - info@fondazionemarconi.org- www.fondazionemarconi.org 

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