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FERRARA: SALVIAMO PALAZZO DEI DIAMANTI

A Ferrara, città del Rinascimento, patrimonio mondiale dell’UNESCO, Palazzo dei Diamanti, il più importante edificio della Addizione erculea, sta per essere aggredito, nella sua perfezione, da un progetto di «ampliamento» del costo di 3,5 milioni di euro, su cui si è già espressa negativamente «Italia Nostra». L’intervento soffoca il rapporto dell’edificio con lo spazio aperto della città. E assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia o all’ Orlando Furioso. La seguente raccolta di firme non è contro nessuno, ma per difendere l’integrità, minacciata da una visione utilitaristica, di un monumento che appartiene alla umanità. Ciò che vale per Dante e per Ariosto vale per Biagio Rossetti.

La Fondazione Cavallini Sgarbi chiede di sottoscrivere l’appello al Ministro dei beni culturali per impedire lo scempio. 

https://www.change.org/p/ferrara-salviamo-palazzo-dei-diamanti

1.140 hanno firmato oltre a noi, arriviamo almeno a 1.500:

1. Fondazione Cavallini Sgarbi 
2. Fulvio Abbate (scrittore) 
3. Barbara Alberti (giornalista) 
4. Mario Andreose (editore) 
5. Aurelio Amendola (Fotografo) 
6. Giovanni Arena (Sindaco di Viterbo) 
7. Beatrice Avanzi (Storica dell’arte) 
8. Pupi Avati (Regista e scrittore) 
9. Paola Bassani Pacht (Storica dell’arte) 
10. Luca Barbareschi (Direttore del Teatro Eliseo) 
11. Camilla Baresani (Scrittrice) 
12. Roberta Bellesini Faletti (Imprenditrice, produttrice cinematografica) 
13. Mario Bellini (Architetto) 
14. Tahar Ben Jelloun (Scrittore) 
15. Angela Bighi (Collezionista) 
16. Stefano Bighi (Collezionista) 
17. Enzo Bianco (Presidente consiglio Nazionale ANCI) 
18. Mario Botta (Architetto) 
19. Massimo Bray (Editore, già Ministro dei beni e delle attività culturali) 
20. Guido Maria Brera (Scrittore) 
21. Luigi Brugnaro (Sindaco di Venezia) 
22. Pietrangelo Buttafuoco (scrittore) 
23. Giampaolo Cagnin (Finarte) 
24. Lorenzo Capellini (Fotografo) 
25. Andrea Carandini (Archeologo) 
26. Albano Carrisi (Artista) 
27. Laura Casalis Ricci (Vicepresidente Fondazione Franco Maria Ricci) 
28. Guido Castelli (Sindaco di Ascoli Piceno) 
29. Sergio Castellitto (Attore, regista) 
30. Ermanno Cavazzoni (Scrittore) 
31. Aldo Cazzullo (Giornalista, scrittore) 
32. Tommaso Cerno (Deputato alla Camera del Pd, giornalista, scrittore) 
33. Pier Luigi Cerri (Architetto) 
34. Pierluigi Cervellati (Architetto) 
35. Sergio Cervellin (Proprietario Catajo – Battaglia Terme – PD) 
36. Mariuccia Ciotta (Critica e storica del cinema) 
37. Pietro Citati (Scrittore) 
38. Arnaldo Colasanti (Scrittore, critico letterario) 
39. Sabrina Colle (Attrice) 
40. Furio Colombo (Saggista, giornalista) 
41. Matteo Collura (Saggista, giornalista) 
42. Mario Conte (sindaco di Treviso) 
43. Franco Cordelli (critico letterario, scrittore) 
44. Maurizio Costanzo (giornalista, scrittore) 
45. Angelo Crespi (giornalista, scrittore) 
46. Giuseppe Cristinelli (Storico della Architettura) 
47. Paolo Cucchiarelli (Saggista, giornalista) 
48. Gianfranco Cuttica di Revigliasco (Sindaco di Alessandria) 
49. Roberto D’Agostino (Giornalista) 
50. Massimo D’Alema (Politico) 
51. Philippe Daverio (Storico dell’arte) 
52. Evelina de Castro (Direttore Palazzo Abatellis - Palermo) 
53. Carlo Fontana (Giornalista dell’Agis) 
54. Maurizio De Giovanni (Scrittore) 
55. Antonio D’Amico (Conservatore dei Musei Civici di Domodossola, Storico dell’arte) 
56. Klaus Davi (Massmediologo) 
57. Diego De Silva (Scrittore) 
58. Mario De Simoni (Direttore Scuderie del Quirinale) 
59. Paolo di Paolo (Scrittore, critico letterario) 
60. Alba Donati (Poeta) 
61. Massimo Donà (Filosofo) 
62. Maricetta di Natale (Storica dell’arte) 
63. Venceslao di Persio (Imprenditore e collezionista) 
64. Luca Doninelli (Scrittore) 
65. Alain Elkann (Scrittore e giornalista) 
66. Emmanuele Francesco Maria Emanuele (Presidente Fondazione Terzo Pilastro)
67. Andrea Emiliani (Storico dell’arte, Presidente Accademia Clementina, Academico dei Lincei) 
68. Vittorio Emiliani (Giornalista e scrittore) 
69. David Ekserdjian (Storico dell’arte) 
70. Lucia Evangelisti (Giornalista – Wall Street Journal) 
71. Ilaria Fassati (Giornalista) 
72. Oscar Farinetti (Imprenditore) 
73. Giorgio Ficara (Critico letterario) 
74. Francesca Filauri (Notaio) 
75. Giuseppe Fioroni (Deputato alla Camera - Pd, Coordinamento operativo ANCI)
76. Corrado Sforza Fogliani (Presidente d’onore della Banca di Piacenza, Presidente dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari) 
77. Carlo Fontana (presidente dell’Agis, già Sovrintendente della Scala) 
78. Giorgio Forattini (Artista) 
79. Christoph L.Frommel (Storico dell’arte, Accademico dei Lincei) 
80. Sabine Frommel (Storico dell’arte) 
81. Marc Fumaroli (Storico dell’arte, scrittore) 
82. Diego Fusaro (Filosofo) 
83. Paolo Galluzzi (direttore del Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze) 
84. Maurizio Gambini (Sindaco di Urbino) 
85. Luca Garavoglia (Imprenditore) 
86. Fausta Garavini (Francesista, scrittrice) 
87. Elio Garzillo (Ex Soprintendente Beni Architettonici dell’Emilia-Romagna)
88. Fabio Geda (Scrittore) 
89. Piero Gelli (Critico letterario, editore, scrittore) 
90. Maria Stella Gelmini (Deputata - FI) 
91. Fabio Genovesi (Scrittore) 
92. Veronica Gentili (Giornalista) 
93. Giancarlo Giannini (Attore, regista) 
94. Giulio Giorello (Filosofo) 
95. Amos Gitai (Regista, architetto) 
96. Raniero Gnoli (Orientalista, storico delle religioni) 
97. Elio Grazioli (Soprintendente) 
98. Massimo Gramellini (Giornalista, scrittore) 
99. David Grieco (Scrittore, regista) 
100. Gianni Guaraldo (Premio Oscar) 
101. Monica Guerritore (Attrice) 
102. Franco Guerzoni (Artista) 
103. Marco Gulinelli (Scrittore) 
104. Giuseppe Iannaccone (Avvocato, collezionista) 
105. Ovidio Jacorossi (Fondazione Jacorossi) 
106. Daniele Kihlgren (Imprenditore) 
107. Edoardo Sylos Labini (Attore, regista) 
108. Raffaele La Capria (Scrittore) 
109. Camillo Langone (Giornalista, scrittore) 
110. Lucrezia Lante della Rovere (Attrice) 
111. Gabriele Lavia (Attore, regista) 
112. Eugenio Lio (Editore) 
113. Elena Loewenthal (Scrittrice) 
114. Anna Maria Lorusso (Professore universitario) 
115. Giovanni Lo Savio (Magistrato) 
116. Luca Lotti (Politico, già Ministro dello Sport) 
117. Domenico Lucano (Sindaco Riace) 
118. Claudio Lucchese (Industriale della Ceramica) 
119. Marco Magnifico (Vicepresidene de FAI) 
120. Claudio Magris (Scrittore) 
121. Paolo Magris (Regista) 
122. Andrea Malacarne (Architetto) 
123 .Luigi Malnati (già Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara. 
124. Dacia Maraini (Scrittrice) 
125 . Piergaetano Marchetti (Notaio) 
126. Franco Marcoaldi (Poeta, critico letterario) 
127. Giovanni Mariotti (Scrittore) 
128. Giancarlo Marinelli (Scrittore, regista) 
129. Filippo Martinez (Regista, scrittore) 
130. Luigi Mascheroni (Giornalista, scrittore) 
131. Emilio Mazzoli (Gallerista d’arte) 
132. Fabrizio Micari (Magnifico Rettore Università’ di Palermo) 
133. Francesco Micheli (Presidente Fondazione Micheli) 
134.Gennaro Migliore (Deputato alla Camera - Pd) 
135. Mogol (Artista) 
136. Giorgio Montefoschi (Scrittore) 
137. Romano Montroni (Presidente del Centro per il Libro e per la Lettura) 
138. Fabrizio Moretti (Associazione Antiquari Italiani) 
139. Giorgio Mulè (Giornalista, Deputato alla Camera - FI) 
140. Stefano Muroni (Attore, regista) 
141. Vincenzo Napoli (Sindaco di Salerno) 
142. Dario Nardella (Sindaco di Firenze) 
143. Antonio Natali (Storico dell’arte, già Direttore degli Uffizi) 
144. Edoardo Nesi (Scrittore) 
145. Fiamma Nierenstein (Scrittrice, giornalista) 
146. Massimo Onofri (Critico letterario, scrittore) 
147. Nuccio Ordine (Scrittore, italianista) 
148. Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo - Capitale italiana della cultura 2018)
149.Massimo Osanna (Sovrintendente Pompei) 
150. Moni Ovadia (Scrittore, attore, autore teatrale) 
151. Pierluigi Panza (Giornalista, storico dell’arte) 
152. Cecchi Paone (Giornalista) 
153. Stefano Papetti (Direttore Musei Civici di Ascoli) 
154. Massimiliano Parente (Scrittore) 
155. Roberto Peregalli (Architetto, filosofo) 
156. Silvio Perrella (Critico letterario, scrittore) 
157. Gaetano Pesce (Artista) 
158. Aurelio Picca (Scrittore) 
159. Federico Pizzarotti (Sindaco di Parma) 
160. Pierluigi Pizzi (Regista) 
161. Michele Placido (Attore, regista) 
162. Paolo Portoghesi (Architetto) 
163. Giovanni Pratesi (Fondazione Pratesi) 
164. Patrizia Prestipino (Deputato Alla Camera - Pd) 
165. Alessandro Preziosi (Attore) 
166. Gianni Quaranta (Regista, scenografo) 
167. Arturo Carlo Quintavalle (Storico dell’arte) 
168. Edi Rama (Primo Ministro Albania) 
169. Luca Ricci (Scrittore) 
170. Franco Maria Ricci (Editore) 
171.Eugenio Riccomini (Storico dell’arte, già direttore di Palazzo dei Diamanti)
172. Cesare Rimini (Avvocato) 
173. Antonio Maria Rinaldi (Economista) 
174. Sergio Risaliti (Storico dell’arte) 
175. Enrico Robusti (Artista) 
176. Tatjana Rojc (Senatrice Pd, slavista) 
177. Andrea Romizzi (Sindaco di Perugia) 
178. Davide Rondoni (Poeta) 
179. Fabio Roversi Monaco (Giurista, Accademico) 
180. Francesco Rucco (Sindaco di Vicenza) 
181. Oreste Rutigliano (Presidente Italia nostra) 
182. Severino Salvemini (Professore, economista) 
183. Lucio Scardino (Storico dell’arte) 
184. Luigi Serafini (Artista) 
185. Elisabetta Sgarbi (Editore, regista) 
186. Vittorio Sgarbi (storico dell’arte, Deputato alla Camera) 
187. Andree Ruth Shammah (Direttore del Teatro Franco Parenti, autrice e regista teatrale) 
188. Roberto Silvestri (Critico e storico del cinema) 
189. Vera Slepoj (Psicologa) 
190. Renato Soru (Imprenditore, ex Presidente della Regione sarda) 
191. Simona Sparaco (Scrittrice) 
192. Nicola Spinosa (Storico dell’arte, già Soprintendente Capodimonte) 
193. Marco Tanzi (Professore ordinario di Storia dell’arte moderna) 
194. Bernardo Tortorici di Raffadali (Dimore Storiche - Sicilia) 
195. Augusto Tota (Presidente Fondazione Ligabue) 
196. Emanuele Trevi (Scrittore) 
197. Vincenzo Trione (Storico dell’arte) 
198. Sebastiano Tusa (Assessore alla Cultura della Regione Sicilia) 
199. Igor Tuveri (Editore, artista, Direttore Linus) 
200. Marina Valensise (Giornalista, Scrittrice, già Direttore Istituto Italiano di Cultura a Parigi) 
201. Paolo Valesio (Professore, Italianista) 
202. Pietro Valsecchi (Produttore cinematografico e televisivo) 
203. Alessandro Valtolini (Compositore) 
204. Gloria Vancini 
205. Mario Vancini 
206. Roberto Vecchioni (Artista) 
207. Marcello Veneziani (Scrittore) 
208. Guido Roberto Vitale (Economista) 
209. Carlo Vulpio (Scrittore, giornalista) 
210. Roberto Zaccaria (Professore universitario, già Presidente della RAI)
211. Italo Zannier (Fotografo)
212. Carlo Guarienti (Artista)
213. Eleonora Carrano (Architetto)
214. Pietro Lateano (Ricercatore)
215. Riccardo Muti (Direttore d'orchestra)

Il  progetto è attualmente al vaglio della Soprintendenza,  "Con la stessa cifra, si può recuperare il magnifico Palazzo Prosperi Sacrati, situato proprio di fronte ai Diamanti, anch’esso di proprietà del Comune. Si avrebbero due strepitosi contenitori culturali, e si eviterebbe uno scempio».

La presentazione del progetto così come da comunicato del team che lo realizzerà, e che è composto da 3TI Progetti, Labics, Elisabetta Fabbri e Vitruvio s.r.l.: “La nuova addizione, di fatto, fonda la propria matrice formale sulla stessa logica geometrica che struttura il Palazzo progettato da Biagio Rossetti, una scelta che consente al nuovo intervento – differente per linguaggio e materia – di entrare nella logica evolutiva del manufatto esistente. L’adozione di un’unica e rigorosa matrice geometrica che governa tutte le misure, da quelle principali fino al ritmo dei pilastri, non solo consente di trovare la misura corretta per ogni parte, ma rivela anche la volontà di concepire la nuova addizione come elemento di relazione e non come oggetto autonomo. Coerentemente con la struttura spaziale del Palazzo dei Diamanti – caratterizzato da una alternanza di pieni e vuoti, volumi edilizi e spazi aperti – il nuovo intervento si dispone planimetricamente in modo tale da continuarne idealmente la logica: la nuova fabbrica, infatti, si distanzia dal muro che conclude il cortile cinquecentesco realizzando un ulteriore cortile che arricchisce la già preziosa sequenza spaziale. In questo modo il percorso ideale che dall’ingresso del Palazzo, attravers o il corpo di fabbrica e il portico, arriva nel cortile fino al muro di confine verso il giardino, prosegue in una nuova sequenza che alterna ancora pieni e vuoti. Una sequenza caratterizzata dalla presenza dell’acqua, che attribuisce allo spazio vuoto un carattere sospeso, e del portico del nuovo manufatto che restituisce profondità allo sguardo. [...] Infine, quella condizione di non finito che caratterizza il Palazzo ferrarese, palesemente riscontrabile nel contrasto tra la ricchezza dei paramenti esterni in marmo e il carattere maggiormente spoglio del cortile interno e del muro di confine del giardino, si ritrova anche n e l nuovo intervento: non c’è rivestimento, non ci sono sovrastrutture. L’edificio è ridotto all’essenziale, alla sua pura struttura, come una antica fabbrica in divenire”.

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Amos Oz (Gerusalemme, 4/05/1939 – 28/12/2018)

Dopo una lunga malattia si è spento il grande scrittore e saggista israeliano Amos Oz, עמוס עוז – ויקיפדיה‎, nato Amos Klausner (Gerusalemme, 4/05/1939 - 28/12/2018).
Oltre ad essere stato autore di romanzi e saggi, Oz è stato giornalista e docente di letteratura alla Università Ben Gurion del Negev, a Be'er Sheva.
Sin dal 1967 è un autorevole sostenitore della "soluzione dei due stati" del conflitto arabo-israeliano.
Nel 2008 ha ricevuto una laurea honoris causa dall'Università di Anversa.
Nel 2007 ha vinto il premio "Premio Príncipe de Asturias de las Letras" e il premio Fondazione Carical Grinzane per la cultura mediterranea.
Nel 2008 ha ricevuto il premio Dan David, nello stesso anno ha vinto anche il Premio Internazionale Primo Levi. La cerimonia di consegna è avvenuta a Genova, Palazzo Ducale.
Nel suo romanzo autobiografico Una storia di amore e di tenebra, Oz ha raccontato, attraverso la storia della sua famiglia, le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico: la guerra di indipendenza, gli attacchi terroristici dei Fedayyin, la vita nei kibbutz.

Nella vita dello scrittore è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni. L'elaborazione del dolore si sviluppa ben presto in un contrasto con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica. Il contrasto padre-figlio portò alla decisione del ragazzo di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario "Klausner" in "Oz", che in ebraico significa "forza".
Circa metà dei suoi scritti sono ambientati a Gerusalemme sua città natale e nelle zone circostanti. I suoi genitori, Yehuda Arieh Klausner (in ebraico: יהודה אריה קלוזנר) e Fania Mussman (in ebraico: פאניה מוסמן‎?), erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale.
Il padre di Amos aveva studiato storia e letteratura a Vilnius, Lituania, e a Gerusalemme era bibliotecario e scrittore.
Il nonno materno di Amos era proprietario di un mulino a Rovno, città che a quell'epoca apparteneva alla Polonia, oggi all'Ucraina. Il nonno Klausner in seguito si trasferì con la famiglia ad Haifa.
Molti membri della famiglia Klausner erano di destra, sostenitori del Partito revisionista sionista. Il prozio di Amos, Joseph Klausner, fu il candidato del partito Herut alle elezioni presidenziali vinte da Chaim Weizmann ed era docente di letteratura ebraica presso l'Università Ebraica di Gerusalemme.
Amos e la sua famiglia non erano religiosi e rifiutavano tutto ciò che nella religione percepivano come irrazionale. Ciononostante Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni, visto che la sola alternativa era la scuola socialista affiliata al Partito Laburista Israeliano e i suoi genitori l'avevano scartata per la diversità dei loro valori politici. La famosa poetessa Zelda fu una delle insegnanti di Amos. Amos poi compì gli studi secondari presso la scuola superiore ebraica di Rehavia.
La madre Fania si suicidò, in seguito a una forte depressione, quando Amos aveva dodici anni. Amos avrebbe poi elaborato le ripercussioni di questo tragico evento scrivendo il libro di memorie "Una storia di amore e di tenebra".
Amos aderì al Partito Laburista Israeliano e a 15 anni andò a vivere nel kibbutz di Hulda. Lì fu adottato dalla famiglia Huldai (il cui figlio primogenito Ron oggi è sindaco di Tel Aviv).
Amos si immerse totalmente nella vita del kibbutz e in questo periodo cambiò il suo cognome in "Oz". "Tel Aviv non era abbastanza radicale", disse Amos in seguito, "solo il kibbutz era abbastanza radicale". In ogni caso, come lui stesso racconta, Amos era "un disastro nei lavori agricoli... la barzelletta del kibbutz". Continuò a vivere e lavorare nel kibbutz fino a quando lui e sua moglie Nily si trasferirono ad Arad, nel 1986, a causa dell'asma di suo figlio Daniel. Però anche prima del trasferimento, visto il successo che aveva come scrittore, ebbe il permesso di diminuire gradatamente il tempo da dedicare al lavoro nel kibbutz: le royalties derivanti dai suoi libri erano tali da giustificarlo. Come disse lui stesso, Amos era diventato "un ramo della fattoria".
Come la maggior parte degli israeliani, Amos Oz ha prestato servizio nelle Forze di Difesa Israeliane. Alla fine degli anni cinquanta era arruolato nell'unità di fanteria Nahal e ha combattuto negli scontri al confine tra Israele e la Siria; durante la Guerra dei sei giorni (1967) era in una unità corazzata nel Sinai; durante la Guerra del Kippur (1973) ha combattuto sulle alture del Golan.
Dopo aver servito nell'unità Nahal, Oz studiò filosofia e letteratura ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme. A parte alcuni articoli nel bollettino del kibbutz e nel giornale Davar, Amos non ha pubblicato niente fino all'età di 22 anni, quando ha cominciato a pubblicare libri. La sua prima raccolta di racconti, "La terra dello sciacallo", è stata pubblicata nel 1965. Il suo primo romanzo, "Elsewhere, Perhaps", è stato pubblicato nel 1966. Ha cominciato a scrivere ininterrottamente, pubblicando in media un libro l'anno con la casa editrice del Partito Laburista, Am Oved. Oz ha lasciato Am Oved per l'editore Keter, nonostante la sua affiliazione politica, perché il contratto esclusivo con Keter gli garantiva uno stipendio mensile fisso indipendentemente dalla frequenza di pubblicazione.
La figlia maggiore di Amos Oz, Fania Oz-Salzberger, insegna storia all'Università di Haifa.
Oz ha scritto 18 libri in ebraico e circa 450 articoli e saggi. Le sue opere sono state tradotte in circa 30 lingue.
Ha ricevuto il premio più prestigioso del suo Paese: il Premio Israele per la letteratura nel 1998, anno del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza di Israele. Nel 2005 ha ricevuto dalla città di Francoforte il Premio Goethe alla carriera, un premio prestigioso assegnato in passato a Sigmund Freud e Thomas Mann. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Principe delle Asturie per la Letteratura. Nel 2008 ha ricevuto il Premio Heinrich Heine della città di Düsseldorf. Nel 2010 ha vinto la prima edizione del Premio Salone Internazionale del Libro, assegnatagli dal voto elettronico dei visitatori ed editori della manifestazione Italiana. Nel 2012 ha vinto il Premio letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa per Il monte del cattivo consiglio.


Narrativa
Terre dello sciacallo (1965)
Altrove, forse (1966)
Michael mio (1968), tr. Rosy Molari, Bompiani, Milano, 1994 ISBN 88-452-2253-5 e Feltrinelli, Milano, 2001 ISBN 88-07-81671-7 ISBN 978-88-07-81671-0
Davanti alla morte (1971)
Toccare l'acqua, toccare vento (1973)
Il monte del cattivo consiglio (1976), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2011 ISBN 978-88-07-01869-5
Soumchi (1978), tr. Glauco Arneri, Mondadori, Milano, 1997 ISBN 88-04-43319-1 ISBN 88-04-49142-6
Una pace perfetta (1982), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli 2009 ISBN 978-88-07-01777-3 ISBN 978-88-07-72286-8
La scatola nera (1987), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2002 ISBN 88-07-01606-0 ISBN 88-07-81777-2 ISBN 978-88-07-81777-9
Conoscere una donna (1989), tr. Alessandro Guetta, Guanda, Parma, 1992 ISBN 88-7746-589-1 e TEA, Milano, 1996 ISBN 88-7818-027-0 e Feltrinelli, 2000 ISBN 88-07-81624-5 ISBN 978-88-07-81624-6
Fima (1991, tr. Sarah Kaminski ed Elena Loewenthal, Bompiani, 1997 ISBN 88-452-4357-5 ISBN 88-452-3519-X e Feltrinelli 1991 ISBN 88-07-81804-3 ISBN 978-88-07-81804-2
Non dire notte (1994), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2007 ISBN 978-88-07-01715-5 ISBN 978-88-07-72000-0
Una pantera in cantina (1995), tr. Elena Loewenthal, Bompiani, 2001 ISBN 88-452-4776-7 ISBN 88-452-4144-0 e Fabbri, Milano, 2003 ISBN 88-451-8192-8
Lo stesso mare (1999), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003 ISBN 88-07-81714-4 ISBN 978-88-07-81714-4 ISBN 88-07-01578-1
Una storia di amore e di tenebra (2002, autobiografia), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003 ISBN 88-07-01643-5 ISBN 88-07-81857-4 ISBN 978-88-07-81857-8
D'un tratto nel folto del bosco (2005), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2005 ISBN 88-07-01691-5 ISBN 978-88-07-81971-1
La vita fa rima con la morte (2008), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2008 ISBN 978-88-07-01743-8
Scene dalla vita di un villaggio (2010), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2010ISBN 978-88-07-01802-2
Tra amici (2012), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2012 ISBN 978-88-07-88394-1
Giuda (2014), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2014 ISBN 978-88-07-03109-0
Altrove forse (2015), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2015 ISBN 978-88-07-03171-7
Tocca l'acqua, tocca il vento (2017), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2017 ISBN 978-88-07-03228-8

Saggistica
In terra di Israele (1983), tr. Arno Baehr, Marietti, Genova 1992 ISBN 88-211-6897-2
La letteratura israeliana: un caso di realtà che riflette la finzione (1985)
Il senso della pace (1999), intervista di Matteo Bellinelli, Casagrande, Bellinzona 2000 ISBN 88-7713-319-8
Il racconto comincia. Saggi sulla letteratura (1999)
Il silenzio del paradiso: la paura di Dio in Agnon (2000)
Una terra, due stati: interviste, Datanews, Roma 2007 ISBN 978-88-7981-333-4
Contro il fanatismo (2004), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2004 ISBN 88-07-84042-1 ISBN 88-07-84045-6 ISBN 978-88-07-84042-5
Paradiso adesso: 24 ore nella testa di un kamikaze (con Christoph Reuter 2005), con un film di Hany Abu-Assad, Feltrinelli, 2006
Cari fanatici, traduzione di Elena Loewenthal, Feltrinelli, (2017) 

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Andrea G. Pinketts (Milano, 12/08/1961 – Milano, 20/12/2018)

Andrea G. Pinketts,  (Andrea Giovanni Pinchetti) - Milano, 12/08/1961 - Milano, 20/12/2018 - giornalista, scrittore noir, conduttore televisivo, opinionista. Geniale, burbero, grottesco, provocatore, anarchico, sregolato, generoso, eclettico, milanese vero, indimenticabile con il suo Toscano sempre tra le labbra, un "duro con il cuore di meringa" come l’aveva definito Fernanda Pivano. Recita la sua biografia: “Ha sempre avuto una passione sfrenata per le cattive compagnie, la letteratura, i bar equivoci, i sigari e le donne. Non necessariamente in questo ordine”.
La "G." presente nella firma non è l'iniziale di alcun nome: l'avrebbe inserita lui stesso fra nome e cognome e starebbe per "Genio".
Vincitore di premi letterari, tra i quali spiccano due edizioni del Mystfest e il premio Scerbanenco, ha alternato la carriera di scrittore a quella di giornalista, conducendo inchieste per riviste. Celebri i suoi reportage per Esquire e Panorama grazie ai quali ha, tra le altre cose, contribuito all'arresto di alcuni camorristi nella cittadina di Cattolica, all'incriminazione della setta dei Bambini di Satana a Bologna e a suggerire il profilo di Luigi Chiatti, detto il "mostro di Foligno".
Nato a Milano in zona Porta Vittoria, sin da bambino piccolo si trasferisce in zona Lorenteggio a causa di un trasferimento di lavoro della madre (che lavorava nel sociale; frequenta le scuole elementari di via Massaua (il suo maestro apparirà poi in un suo racconto col nome fittizio di Terulli; molto attaccato alla vita del quartiere cresce tra i bulli e i bar della zona, da piazza Tripoli al Giambellino, da Lorenteggio a Piazza Bolivar, frequentando assiduamente locali e discoteche dell'area.
È autore di molti romanzi in bilico tra noir e grottesco, molti dei quali incentrati sulla figura di Lazzaro Santandrea, suo alter ego e protagonista di bizzarre avventure nella Milano contemporanea. La sua peculiare prosa, contraddistinta da un uso del linguaggio originale e dissacrante, ha attirato l'attenzione della critica, che lo ha definito uno scrittore "post-moderno". Viene citato da Aldo Nove in Superwoobinda, insieme ad altri scrittori facenti parte del gruppo letterario Cannibali, titolo di cui anche Pinketts si è fregiato, anche per aver partecipato all'antologia di racconti Gioventù cannibale.
Nel 1987 ha recitato nel film Via Montenapoleone con la regia di Carlo Vanzina, interpretando il ruolo di un giornalista collaboratore di Luca Barbareschi.
Nel 2004 ha scritto per il teatro il musical Orco Loco, interpretato da Francesco Baccini. Pinketts è stato pugile, fotomodello (nel 1986 è testimonial per una campagna pubblicitaria per Armani e svolge anche il ruolo di opinionista in trasmissioni televisive. Nel 2006 partecipa alla prima edizione del reality La pupa e il secchione in veste di giurato, sostituendo per due puntate Vittorio Sgarbi allontanato dal programma a causa di un alterco con Alessandra Mussolini. Dal dicembre 2008 al luglio 2014 scrive per la versione italiana di Playboy.
Nel 2006 ha interpretato se stesso nel cortometraggio Zerozero diretto dal regista Andrea W. Castellanza, in cui battaglia a colpi di penna con uno dei suoi personaggi.
Nel gennaio 2011 è stato inviato, al fianco di Daniele Bossari, Marco Berry e Melissa P., nella quarta edizione del programma Mistero in onda su Italia 1, condotto da Raz Degan. Anche nel 2012 continua la collaborazione con la trasmissione Mistero, dove con lui sono ancora presenti Berry, Bossari e la new entry Jane Alexander. È ospite e premiatore, dall'edizione 2013, della rassegna letteraria "Scrivi l'amore-Premio Mario Berrino", promossa dal comune di Ispra.
I suoi libri sono tradotti in diversi Paesi.
Anche malato non aveva mai smesso di lavorare e sopratutto di vivere, come ricorda il suo agente Enzo D’Elia: "da pochi giorni aveva consegnato a Mondadori l’ultimo libro, un testo sulla violenza alle donne dal titolo, come sempre, funambolico: E dopo tanta notte, strizzati le occhiaie".
Si è spento il 20 dicembre 2018 all'età di 57 anni dopo aver lottato per un anno contro un tumore alla gola.


"Non so sciare, non so giocare a tennis, nuoto così così, ma ho il "senso della frase". Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una tua bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un po' puttanesco eppure di classe di una bella menzogna.
Il senso della frase è il sesso della frase, il suono della frase, il significato della frase. Il senso della frase battezza la frase, la estremizza e anche se la degrada col turpiloquio, la promuove comunque rendendola, alla fin fine, definitiva. Il senso della frase è il punto di arrivo del concetto espresso quando la frase è ancora nell'utero. È il punto di non ritorno. Un "punto e basta". Un punto esclamativo ma, soprattutto, 666 punti esclamativi.
Diabolico senso della frase, io ti possiedo e ti amo. Fiato alle trombe di Eustachio, rimbombino le tube di Fallopio. Così è e così è stato.
Non so se si nasca con il senso della frase. Di sicuro ci si muore".

Claudio Brachino, Gianni Marussi e Andrea G. Pinketts, Milano Art Gallery, 3/11/2013

OPERE

1991 - Lazzaro, vieni fuori, Metropolis
1994 - Il vizio dell'agnello, Feltrinelli
1995 - Il senso della frase, Feltrinelli
1996 - Io, non io, neanche lui, Feltrinelli
1996 - Un saluto ai ricci, Il Minotauro - scritto con Silvia Noto
1997 - L'enciclopedia dei serial killer, 4 volumi, Pulp Press, Collana Stranilibri
1998 - Il conto dell'ultima cena, Mondadori; Giallo Mondadori n. 2738
1999 - E chi porta le cicogne?, EL
1999 - L'assenza dell'assenzio, Mondadori
2000 - Il dente del pregiudizio, Mondadori
2001 - Fuggevole Turchese, Mondadori
2002 - Sangue di yogurt, Mondadori
2003 - Nonostante Clizia Mondadori
2004 - I vizi di Pinketts, Edizioni BD
2005 - L'ultimo dei neuroni, Mondadori
2005 - Laida Odius, edizioni BD - storia a fumetti illustrata da Maurizio Rosenzweig
2006 - Ho fatto giardino, Mondadori
2007 - La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna, Edizioni Il Filo
2011 - Depilando Pilar, Mondadori
2012 - E l'allodola disse al gufo: «Io sono sveglia e tu?», Europa Edizioni - scritto con Laura Avalle
2013 - Mi piace il Bar, Barbera Editore
2014 - Ho una tresca con la tipa nella vasca, Mondadori Editore
2016 - La capanna dello zio Rom, Mondadori Editore
2018 - Lazzaro, vieni fuori, Volume Audiobooks - Letto da Andrea G. Pinketts, ISBN 978-88-99833-03-9 

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Perugino: Adorazione dei Magi, Palazzo Marino, Milano, dal 1/12/2018 – 13/01/2019

Dal 1° dicembre, il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino, giunto alla sua undicesima edizione. Sala Alessi ospita quest’anno un capolavoro realizzato da Pietro Cristoforo Vannucci meglio noto come il Perugino (Città della Pieve, circa 1450 - Fontignano, 1523): l’ "Adorazione dei Magi".
 L’opera, concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, è datata intorno al 1475.
L’esposizione è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, che grazie a questa iniziativa ha potuto procedere al restauro dell’opera prima del suo trasporto a Milano.

Promossa da Comune di Milano e Intesa Sanpaolo - partner istituzionale - con il sostegno di Rinascente e patrocinata dal MIBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, con il supporto del Comune di Perugia e della Regione Umbria, in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala. L’organizzazione è affidata a Civita. Il catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini, è pubblicato da Silvana Editoriale.


 
Giuseppe Sala, Sindaco di Milano: “Anche quest’anno a Palazzo Marino il Natale sarà pieno di bellezza e d’incanto. Esporremo in Sala Alessi l’Adorazione dei Magi del Perugino dataci in prestito dalla città di Perugia per il periodo natalizio. Siamo grati agli amici umbri per questo dono che condivideremo con tutti i visitatori, milanesi e turisti, che vorranno ammirarlo. Da ormai un decennio l’arte è di casa a Palazzo Marino con opere uniche che contribuiscono a rendere il tempo del Natale ancora più bello e festoso. Ringrazio quindi i partner pubblici e privati che hanno contribuito alla realizzazione di questo nuovo appuntamento e in modo particolare il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Sono certo che le nostre due città, unite oggi da questa iniziativa, collaboreranno ancora in futuro".
Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura: “Per l’undicesimo anno consecutivo, il Comune di Milano propone ai milanesi e ai sempre più numerosi turisti in visita nella nostra città durante il periodo natalizio, un’opera importante legata al tema delle festività, che stringe una relazione forte tra il nostro territorio a quello umbro, ricchissimo di storia, arte e tradizione. Un legame che permetterà a Milano di scoprire un nuovo capolavoro per Natale e a Perugia di farsi più vicina alla nostra città, anche grazie ai collegamenti ferroviari sempre più efficienti”.
Andrea Romizi, Sindaco di Perugia: “Per Perugia, l’esposizione di un’opera tanto significativa e legata alla città, come l’Adorazione dei Magi del Perugino, è un’opportunità di visibilità importante, che arriva in un momento particolare come quello natalizio. Sono certo che essa rappresenterà per molti l’occasione per venire a visitare e soggiornare nella nostra bellissima città, scrigno d’arte e di tradizioni, approfittando anche della nuova tratta diretta Milano-Perugia del Freccia Rossa, che in poco più di tre ore permette di arrivare nel capoluogo umbro. Non posso che essere soddisfatto – conclude Romizi – di questo collegamento culturale che si viene ad istituire tra Milano e Perugia, di cui ringrazio sentitamente il Comune di Milano, il Sindaco Giuseppe Sala e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, la Galleria Nazionale dell’Umbria con il suo Direttore Marco Pierini, la Regione dell’Umbria e quanti lo hanno reso possibile.
Fernanda Cecchini, Assessore alla Cultura della Regione Umbria: “Una sede prestigiosa quale Palazzo Marino per un capolavoro come l’Adorazione dei Magi del Perugino, uno dei tesori della Galleria Nazionale dell’Umbria. Siamo grati al Comune di Milano per questo prezioso contributo alla conoscenza e valorizzazione di un bene culturale emblema del nostro patrimonio di arte, storia e cultura. Si rafforza così una collaborazione da cui l’Umbria può trarre nuova linfa per accrescere la sua attrazione su scala nazionale e non solo”.
Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo: “Contribuire a diffondere la conoscenza dei grandi maestri della storia dell’arte è una delle ragioni che animano il Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo. Per questo continuiamo a garantire il nostro contributo alla mostra che si tiene durante il periodo natalizio nella Sala Alessi di Palazzo Marino, contiguo alle Gallerie di Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo. Quest’anno viene proposto al pubblico un dipinto di Perugino, un’Adorazione dei Magi di splendida bellezza tardogotica che rimanda agli anni di formazione del pittore. Ancora una volta siamo lieti di favorire l’incontro con un’opera straordinaria, a conferma dell’impegno della nostra banca, al fianco delle istituzioni pubbliche, nella diffusione dell’arte e della cultura in Italia” .
Pierluigi Cocchini, Amministratore Delegato Rinascente: “La storia della Rinascente si intreccia in modo indissolubile con le città e i territori in cui è presente portando avanti, anno dopo anno, quel processo di evoluzione e di ricerca che la contraddistingue, per offrire un’esperienza a tutto tondo, non solo di shopping, unica e coinvolgente. Proprio per questo siamo lieti di rinnovare il nostro impegno nel sostenere il tradizionale appuntamento natalizio con l'arte a Palazzo Marino e di contribuire a puntare i riflettori su questa magnifica opera del Perugino”.
 

La grande pala d’altare (olio su tavola, 242 x 180 cm) è attribuita al periodo giovanile del Perugino e rappresenta il primo significativo impegno dell’artista a Perugia. Il dipinto fu realizzato per la chiesa perugina di Santa Maria dei Servi e costituisce una delle opere più emblematiche per comprendere gli sviluppi dell’arte italiana nell’ultimo quarto del XV secolo.
Ricordata per la prima volta nell’edizione giuntina delle Vite (1568) dal Vasari, la sua attribuzione è stata a lungo dibattuta tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, a causa della complessità dei riferimenti culturali presenti nella tavola.
 Cavalcaselle (1866) la ritenne infatti opera matura del perugino Fiorenzo di Lorenzo, proposta di grande fortuna accolta, fra le altre, dalle autorevoli voci di Giovanni Morelli (1886) e Bernard Berenson (1897). Sarà Jean Carlyle Graham (1903), autrice di una monografia su Fiorenzo di Lorenzo, a riportare in campo il nome del Vannucci, interpretando l’Adorazione come un lavoro iniziato da questi nei primi anni della carriera, lasciato incompiuto e completato solo diverso tempo dopo da Fiorenzo e dai suoi collaboratori.
 La definitiva risoluzione della questione attributiva si deve solo ad Adolfo Venturi (1911), il quale - sposando l’opinione del Vasari - assegna l’opera al Perugino giovane, riconoscendovi molti riferimenti eterogenei, tutti ugualmente importanti nella fase formativa del pittore: l’influsso di Verrocchio nei tipi fisionomici e nelle vesti quasi di lamina metallica, scandite in pieghe dai sottosquadri nettissimi; la conoscenza della pittura dei fratelli Pollaiolo nell’evidenza del rilievo e nella profusione di ornamenti rifulgenti; il ricordo di Piero della Francesca - suo probabile maestro - nell’albero collocato sullo sfondo in base ai canoni della sezione aurea, come nel Battesimo di Cristo già a Sansepolcro e ora alla National Gallery di Londra.
Il nome di Perugino, in seguito, non è stato messo in discussione e sono stati anzi individuati nessi sempre più stringenti con la produzione matura dell’artista: il paesaggio che si fa via via ceruleo verso l’orizzonte, secondo quanto teorizzato da Leonardo sulla prospettiva aerea; i volti giovanili e femminili cesellati, di diafana purezza; la capacità di dosare la luce e di scaldare con essa il colore.
Questi ultimi effetti si devono certamente ad una fondamentale innovazione di carattere tecnico che interessa la tavola, interamente a dipinta a olio.
Il riconoscimento nell’Adorazione dei Magi di un cripto-ritratto del Perugino si deve invece al Von Ruhmor (1827), che confronta l’effige del giovane in berretta rossa all’estrema sinistra della composizione con quella - invecchiata e appesantita, ma certamente corrispondente nei lineamenti - del certo autoritratto affrescato dal maestro ormai cinquantenne nel 1500 circa sulle pareti del Collegio del Cambio a Perugia. Un Perugino giovane ma già perfettamente consapevole del suo talento, che guarda l’osservatore con aria risoluta, quasi sfrontata.

Si tratta di un particolare importante, che ha agevolato sia l’attribuzione, che la datazione della tavola. L’età del pittore, stimata tra i 25 e i 30 anni, ha indotto infatti gli studiosi a collocare l’esecuzione dell’opera intorno al 1475.

Recentemente è stato proposto (Teza, 1997) di riconoscere nei Magi alcuni membri della famiglia Baglioni, sul modello di una consuetudine fiorentina di cui sono notissimi esempi gli affreschi eseguiti da Benozzo Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici Riccardi, o la tavola di Sandro Botticelli per Gaspare del Lama oggi agli Uffizi, opere nelle quali i tre re giunti dall’Oriente assumono le fattezze di esponenti di casa Medici.
Nella tavola perugina, in particolare, il Mago più anziano Gaspare corrisponderebbe al capostipite Malatesta Baglioni; Baldassarre raffigurerebbe Braccio, guida della casata all’epoca in cui il dipinto fu realizzato; il giovane Melchiorre avrebbe infine il volto del figlio di Braccio, Grifone, destinato a succedergli al potere.
Del tutto probabile, in ogni modo, è il coinvolgimento dei cripto-signori di Perugia nella commissione del dipinto. La chiesa di Santa Maria dei Servi era infatti prossima alle residenze dei Baglioni sul Colle Landone, anch’esse abbattute per permettere l’erezione della Rocca Paolina, e ospitava nelle sue cappelle le sepolture di alcuni membri della famiglia.
 Nel 1471, tra l’altro, il citato Braccio aveva fatto erigere nell’edificio un sacello dedicato alla Vergine Maria, ultimato nel 1478.
 L’Adorazione dei Magi è in conclusione un’opera complessa e affascinante, che riassume tutte le suggestioni di cui Pietro poté nutrirsi durante gli anni di formazione trascorsi a Firenze nella bottega del Verrocchio, fianco a fianco con quelli che sarebbero stati, insieme a lui, fra i più grandi protagonisti dell’arte del Rinascimento, da Domenico Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Lorenzo di Credi a Leonardo da Vinci.
Nel quadro della collaborazione con la Regione Umbria, anche quest’anno il Comune di Milano ospita a Natale, come sempre nel cortile di Palazzo Marino, il presepe della tradizione umbra.
Si uniscono alle iniziative anche i municipi 7 e 8 con un altro dono alla collettività, un’ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino.
Dal 3 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, prima presso Villa Scheibler e successivamente presso l’Emeroteca di via Cimarosa, sarà infatti possibile visitare, sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, la “Madonna con Bambino” di Carlo Francesco Nuvolone, di proprietà della Pinacoteca del Castello Sforzesco.
L’opera è uno dei punti alti dell’apertura barocca di Carlo Francesco Nuvolone.
La dolcezza degli incarnati, la morbida resa dei contorni sfumati, il sapiente e calibrato accordo cromatico mostrano con quale felicità l’artista abbia saputo fondere nella tradizione lombarda le suggestioni delle culture adiacenti, genovese e veneta, con la lezione emiliana di Guido Reni e quelle antiche ma ben più vicine negli affetti del Correggio e del Parmigianino. In quest’opera è evidente come egli abbia guardato oltre l’orizzonte padano registrando quanto di moderno si andava svolgendo a Roma e nella Spagna che con Milano avevano un legame stretto e privilegiato. Sono opere come questa che hanno valso al Nuvolone la denominazione di “Murillo di Lombardia”, anche se si tratta di una pura affinità elettiva con il maestro di Siviglia.
Il dipinto è giunto alle Collezioni Civiche nel 1885 per dono di Giovanni Spech. Nel 2017 è stato restaurato nello Studio di Carlotta Beccaria grazie alla generosità di Enrico Rovelli che ha voluto dedicare l'intervento alla scomparsa moglie Biancamaria Patuzzo.
La mostra promossa da Comune di Milano - Municipio 7 e Municipio 8 è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Pinacoteca del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.

3.000 persone che a Palazzo Marino hanno visto l'Adorazione dei Magi del Perugino,  la prima domenica di dicembre e in tutto il week end sono state 4.900. 


Perugino: L’Adorazione dei Magi
A cura di
: Marco Pierini
Dal
1/12/2018 al 13/01/2019

Ingresso: libero
Orari: tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)
Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00)
Chiusure anticipate: 7 dicembre chiusura ore 12.00 (ultimo ingresso alle ore 11.30); 24 e 31 dicembre 2016 chiusura ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30)
Festività: 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)
Informazioni: T. 800.167.619 - www.comune.milano.it -mostre@civita.it (Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, sabato dalle 9.00 alle 12.00)
Prenotazioni: possibili solo per le scuole
Ufficio Stampa: Ombretta Ambra Roverselli - T + 39 0243353527 - M +39 3495925715 - o.roverselli@operalaboratori.com - www.civita.it

Palazzo Marino
Sala Alessi
Piazza della Scala 2
Milano


Carlo Francesco Nuvolone: Madonna con Bambino
Dal 3/12/2018 al 16 dicembre 2018
Ingresso: libero
Orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30)
Informazioni: T. 800.167.619 - www.comune.milano.it -mostre@civita.it (Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, sabato dalle 9.00 alle 12.00)
Ufficio Stampa: Ombretta Ambra Roverselli - T + 39 0243353527 - M +39 3495925715 - o.roverselli@operalaboratori.com - www.civita.it

Villa Scheibler
Via Felice Orsini 21
Milano
 
Dal 17/12/2018 al 6 gennaio 2019

Emeroteca
Via Cimarosa 10
Milano

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Fondazione Teletlon: Ci vuole il Cuore!

Per arrivare alla cura delle malattie genetiche rare, ci vuole il Cuore: anche quest’anno torna nelle piazze italiane il buonissimo Cuore di cioccolato Telethon prodotto in esclusiva da Caffarel!

Sabato 15, domenica 16 e sabato 22 dicembre in più di 3.000 piazze in tutta Italia saranno distribuiti i Cuori di cioccolato dai volontari di Fondazione Telethon e UILDM, e di Avis volontari sangue, Anffas e UNPLI.

Il Cuore di cioccolato, disponibile nella versione fondente, al latte, e al latte con granella di biscotti e prodotto da Caffarel in esclusiva per Telethon, è un omaggio distribuito come ringraziamento per una donazione minima di 12 euro. Un’idea originale per un regalo di Natale fatto con il cuore.

Sarà possibile richiedere il Cuore di cioccolato anche direttamente sul sito di Fondazione Telethon, nella sezione dello shop solidale telethon.it/shop-solidale, oppure scoprire dove trovare la piazza più vicina visitando www.telethon.it.

Sarà inoltre possibile partecipare attivamente alla campagna come volontario e aiutare a distribuire il Cuore di cioccolato telefonando al numero 06.44015758 oppure scrivendo all’indirizzo volontari@telethon.it.

Sostieni la ricerca Telethon sulle malattie genetiche rare con tutto il cuore!

Oltre a questo appuntamento tante le possibilità di donazione per sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare:

Anche quest’anno, la Rai sarà presente dal 15 al 22 dicembre con la ventinovesima edizione della maratona televisiva per sostenere e finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare.
In prima serata su Rai 1, con “Festa di Natale”, la serata condotta da Antonella Clerici e interamente dedicata alla ricerca sulle malattie genetiche rare. Nella cornice dell’Auditorium della Rai, gente comune e ospiti famosi si alterneranno sul palco per dare voce alle storie di Fondazione Telethon: storie difficili ma anche storie di speranza e di cura. La serata, a tema natalizio, è caratterizzata anche da grandi performance di musica e spettacolo.
Uno Mattina in Famiglia ospiterà l’accensione del numeratore che segnerà l’inizio ufficiale della maratona sabato 15 dicembre, a partire poi dalla mattinata di domenica 16 dicembre la maratona Telethon proseguirà sulle tre reti Rai con un’ideale staffetta dei più importanti conduttori.
A partire poi dalla mattinata di domenica 16 dicembre, la maratona Telethon prosegue sulle tre reti Rai con un’ideale staffetta dei più importanti conduttori, fino a concludersi sabato 22 dicembre, con un’edizione serale speciale de “I soliti ignoti”.
L’edizione 2017 della storica maratona sulle reti Rai ha permesso di raccogliere 31 milioni e 320.267 euro, che sono stati destinati a sostenere e finanziare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.
Dal 1° al 31 dicembre 2018 saranno attivi il numero solidale 45510 al quale si potrà inviare un sms scrivendo #presente donando così 2€ per ciascun SMS, e il Numero verde NEXI 800 11 33 77 per le donazioni con Carta di Credito.

La prima Telethon (contrazione di television marathon) nacque nel 1966 negli Stati Uniti d'America su iniziativa del famoso attore Jerry Lewis con il fine di raccogliere fondi per la ricerca sulla distrofia muscolare. Nel corso degli anni il termine è diventato di uso generale e si riferisce ad una qualsiasi trasmissione televisiva della durata di ore, o persino di giorni, mirata alla raccolta di donazioni. La trasmissione, di cui esistono analoghi in molti paesi europei, si compone di stacchi di varietà, cantanti, musicisti, attori comici e altri artisti e ospiti inframmezzati da richieste di donazioni e approfondimenti giornalistici. Il Telethon di maggior successo al mondo, per quanto riguarda i fondi raccolti, è la trasmissione di 25 ore nell'Australia occidentale diretta da Seven Perth a favore dell'ospedale Princess Margaret Children di Perth.

Scopri tutti i modi con cui puoi essere #presente

 

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