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MIA Photo Fair 2019,The Mall, Milano Porta nuova, Milano, dal 22 al 25/03/2019

Il rapporto che lega la fotografia a Milano è sempre più saldo!


L' IX edizione di MIA Photo Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli, è ospitata nuovamente da The Mall, nel quartiere di Porta Nuova a Milano, dal 22 al 25 marzo 2019,
MIA Photo Fair garantirà ad appassionati e collezionisti un accesso privilegiato al mondo della fotografia, con la possibilità di approfondire la conoscenza del medium che meglio di ogni altro riesce a interpretare la realtà contemporanea.

In otto anni di storia - afferma Fabio Castelli -, abbiamo assistito alla crescita di MIA Photo Fair, non solo come contenitore espositivo, ma come piattaforma culturale, sempre attenta ad accogliere le ultime istanze che provenivano dall’universo fotografico. Parallelamente abbiamo percepito una sempre più ampia considerazione sia dei visitatori, sia degli appassionati di questa forma d’arte, sia degli addetti ai lavori e degli investitori, soprattutto internazionali. Il fatto che anche all’estero MIA Photo Fair venga riconosciuta come una fiera di riferimento per la sua qualità e la sua serietà è un valore aggiunto di non poco conto. Il successo della manifestazione - conclude Fabio Castelli - passa anche attraverso il dato dei numeri. In otto anni sono stati oltre 400 gli espositori di Mia Photo Fair; con i suoi 170.000 visitatori avremmo riempito due volte lo stadio di San Siro”.

MIA Photo Fair, col patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e il contributo del Main Sponsor BNL Gruppo BNP Paribas e degli Sponsor Eberhard & Co. e Olympus, si presenta con una nuova immagine coordinata, firmata dal fotografo norvegese Rune Guneriussen (Kongsberg, 1977), il cui lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive negli USA, in Cina, in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Olanda e Norvegia, oltre che in fiere internazionali (Paris Photo, Art Basel).
Guneriussen utilizza oggetti creati dall'uomo per comporre installazioni temporanee nell’ambiente naturale, rendendole protagoniste delle sue eteree immagini fotografiche.
La scelta di Guneriussen è stata guidata, oltre che dalla qualità artistica, anche dall’interesse verso uno dei problemi fondamentali del nostro tempo e cioè l'importanza di mantenere in equilibrio il rapporto tra l'uomo e la natura.

Rune Guneriussen, Demanded Growth Increases Descent, 2014

L’autore sarà presente alla tavola rotonda - domenica 24 marzo, ore 16.00 - organizzata nell’ambito della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, dal titolo Broken Nature. Design Takes on Human Survival, in programma dal 1° marzo al 1° settembre alla Triennale di Milano, che studia lo stato dei legami che uniscono l’uomo all’ambiente naturale, alcuni dei quali sono stati compromessi - se non definitivamente spezzati - nel corso della storia recente. Oltre a Rune Guneriussen, partecipano all’incontro Lorenza Baroncelli, coordinatore artistico e curatore del settore architettura, rigenerazione urbana e città alla Triennale di Milano e Laura Maeran, curatrice alla Triennale di Milano.
Confermato il comitato scientifico, composto da Fabio Castelli, Gigliola Foschi, Roberto Mutti, Enrica Viganò che ha selezionato 85 gallerie, per quasi un terzo (27) provenienti dall’estero, ovvero da 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Montenegro, Olanda, Romania, Spagna, Svizzera, Ungheria) e da 4 nazioni extraeuropee (Cina, Giappone, Israele, USA); il resto (58) giunge dall’Italia.
A queste si aggiungono poi 50 espositori suddivisi tra progetti speciali, editoria e progetti a 4 mani portando il numero totale degli espositori a 135.


MIA Photo Fair può contare sul supporto di importanti sponsor.
Per l’ottavo anno consecutivo, BNL Gruppo BNP Paribas è partner di MIA Photo Fair nel ruolo di Main Sponsor, promuovendo il Premio BNL Gruppo BNP Paribas assegnato da una giuria ad artisti che prendono parte alla fiera, esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Le opere finaliste verranno pubblicate su @bnl_cultura, l'account Instagram di BNLGruppo BNP Paribas dedicato all’arte e alla fotografia. L’opera vincitrice entrerà a far parte del patrimonio artistico della Banca, che ad oggi conta oltre 5.000 lavori.
Il 2019 vedrà la nascita del sodalizio con OLYMPUS che per l’occasione presenta la mostra Dialoghi visivi. Fotografie della Collezione Castelli: 19 immagini in un percorso espositivo diviso in quattro sezioni, dove verranno delineati alcuni tra i molti ambiti di indagine della fotografia come il reportage, la natura morta, l’architettura, la moda e la sperimentazione fotografica.
Grazie al supporto di Eberhard & Co., anche MIA Photo Fair ricorderà Leonardo da Vinci nel 500° anniversario. Esposti alcuni fogli riprodotti dal Codice Atlantico, conservato in originale alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.
La selezione, curata da Edoardo Zanon del “Centro Studi Leonardo3” di Milano, illustra gli appunti e gli studi sulla prospettiva e sull’ottica del Maestro. Partendo da questi dati sperimentali allestita, da Beppe Bolchi, una “Camera Obscura”, il cosiddetto “occhio artificiale”, dove il visitatore potrà diventare vero e proprio protagonista dell’esperienza stenopeica.
Nuova è anche la collaborazione con LA CUCINA ITALIANA, il mensile di cucina e lifestyle di Condé Nast, che nel 2019 compie 90 anni. Nell'area ristorante di MIA Photo Fair si terrà una mostra con le più belle immagini della rivista che conta tra i fondatori il futurista Filippo Tommaso Marinetti.

LE NOVITÀ DI MIA PHOTO FAIR 2019
MIA Photo Fair ha sempre cercato di essere una piattaforma su cui discutere di fotografia nei suoi molteplici aspetti. Ecco perché l’edizione 2019 si arricchirà di una nuova sezione dal titolo Beyond Photography, con l’intento di sottolineare cosa vuol dire oggi ‘fotografia’ soprattutto in rapporto al mondo dell’arte contemporanea.
All’interno di Beyond Photography si troverà un gruppo di gallerie che sono solite esporre in fiere italiane e internazionali non specificatamente dedicate alla fotografia o che rappresentano artisti la cui ricerca contempla altri mezzi oltre alla fotografia; tra queste, A100 gallery con Luca Coclite, Federica De Carlo e Matteo NasiniCE Contemporary con Rania Matar; la Galleria Clivio con Julien Blaine, Sylvano Bussotti, Giuseppe Chiari, Lamberto Pignotti e SarencoMaria Livia Brunelli MLB Gallery con Anna Di Prospero e Jacopo Valentini; la Galleria Massimo Minini con Roger Ballen, Vanessa Beecroft, Elisabetta Catalano, Bertrand Lavier, Matthieu Mercier e Ariel Schlesinger; Progetto Arte elm con Ivan Falardi e Giò Pomodoro.
Tra le novità più suggestive di MIA Photo Fair 2019 vi è la collaborazione con Photo Independent, la fiera di fotografia di Los Angeles - che quest’anno ha avuto un appuntamento europeo al Carrousel du Louvre a Parigi - che sonda le nuove generazioni di fotografi indipendenti. Lo spazio di Photo Independent proporrà una selezione dei più interessanti autori, scelti tra i molti che hanno esposto nella rassegna californiana.
La Corea del Sud è il paese ospite di MIA Photo Fair 2019.
Per l’occasione, il Consolato Generale della Repubblica di Corea promuove il Focus Korea, ideato in collaborazione con la Korea Foundation, organizzazione associata al Ministero degli Affari Esteri sudcoreano, curato da Christine Enrile, fondatrice e direttrice artistica della C|E Contemporary, che presenta una serie di lavori di alcuni dei più importanti artisti coreani della nuova generazione. L’intento è quello di promuovere il talento dei giovani fotografi e condividere con il pubblico l’attuale realtà dell’arte contemporanea coreana.
L’architettura e il design saranno due argomenti che MIA Photo Fair indagherà con attenzione, attraverso una serie di appuntamenti di varia natura.
Particolarmente interessante sarà il percorso che Fabio Novembre, uno degli architetti e designer italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, nonché grande appassionato e collezionista di fotografia, comporrà selezionando alcune delle opere esposte a MIA Photo Fair.
Nasce la prima edizione del premio MIA Photo Fair Fotografia d’Architettura,in partnership con lo Studio G*AA di Attilio Giaquinto e ArtPhotò di Tiziana Bonomo, che si rivolge a quegli artisti che espongono le loro opere all'interno della sezione Gallerie.
Il Premio punta a dare risalto al dialogo costante tra fotografia e architettura, per la capacità della fotografia di documentare e interpretare i cambiamenti della realtà.
L’artista vincitore, oltre a un premio in denaro, avrà la possibilità di presentare il proprio progetto in una sezione appositamente creata all’interno della fiera.
La gallerista Rossana Orlandi promuoverà il riconoscimento a lei intitolato, premiando un artista che si presenterà nella sezione Proposta MIA, con una mostra presso la sua galleria.
Per il terzo anno consecutivo IQOS sarà presente a MIA Photo Fair con la propria lounge, che ospiterà il progetto fotografico Everyday Uniqueness, ideato e realizzato appositamente per IQOS da Paolo Pellegrin, fotoreporter italiano di fama internazionale e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui dieci edizioni del World Press Photo Award. Everyday Uniqueness, attraverso la magia della fotografia, racconta visivamente il concetto di unicità.
Il pubblico potrà essere protagonista del nuovo progetto performativo di Settimio Benedusi per HP. All’interno di MIA Photo Fair si terrà, infatti, una edizione speciale di RICORDI?, il format creato da Benedusi per riportare in auge il privilegio del ritratto fotografico stampato.
Tale progetto nasce dalla presa di coscienza che, con l’avvento delle nuove tecnologie, le immagini hanno iniziato a rivelare la loro precarietà, dimenticate sulle memorie degli smartphone o dei tablet o conservate su sopporti digitali, col rischio non troppo remoto di perdere una buona parte dei ricordi di una vita.
Con questa iniziativa Benedusi desidera recuperare la fotografia stampata su carta, nel suo essere oggetto fisico e tattile, che può essere esposto e interagire con le persone che la guardano e con l’ambiente che le accoglie. L’obiettivo dell’esperienza è quindi sottolineare l’importanza della fotografia stampata e farsi pionieri del ritorno del ritratto fotografico d’autore.
Saranno 100 le persone che potranno avere il privilegio di avere un foto-ritratto, prenotandosi (tra qualche settimana) attraverso il sito ricordistampati.it.
Gli scatti verranno realizzati durante i giorni di MIA Photo Fair su un set all’interno dello stand “Benedusi per HP”, saranno subito stampati in formato A2 con una stampante HP top di gamma per le stampe fotografiche professionali e infine incorniciati in diretta.
La fiera ospiterà inoltre, per il terzo anno anche il Premio RaM Sarteano, nato dalla collaborazione tra MIA Photo Fair e il Comune di Sarteano (SI), che inviterà alcuni artisti a esporre in una mostra collettiva nei mesi di luglio - settembre 2019, all’interno della Rocca Manenti a Sarteano.
Il comitato di selezione del Premio sarà formato da Fabio Castelli, Francesco Landi, sindaco del Comune di Sarteano.

CODICE MIA
Torna CODICE MIA- VI edizione, l'evento di riferimento per gli artisti mid-career che intendono confrontarsi direttamente con esperti del collezionismo a livello internazionale. Gli incontri avranno la forma tipica di una lettura portfolio e solo un selezionato gruppo di 30 fotografi avrà la possibilità d'incontrarsi a tu per tu con personaggi di spicco nel mondo della fotografia, tra cui collezionisti e curatori di collezioni corporate. CODICE MIA si completa anche quest’anno con il prestigioso Charles Jing Grant per il miglior portfolio, che si va ad aggiungere al consolidato Premio CODICE MIA. Al primo classificato verrà quindi riconosciuto un premio di7.000 Euro, in aggiunta alla concessione gratuita di uno stand nell’edizione 2020 di MIA Photo Fair a Milano. Al secondo,sarà assegnato un premio di 3.000 Euro.

Proposta MIA
Uno degli appuntamenti più attesi di MIA Photo Fair, fin dalla sua prima edizione, è Proposta MIA, la sezione dedicata a fotografi indipendenti selezionati dal comitato scientifico, che si presentano al mondo delle gallerie e al pubblico e che, nel tempo, si è rilevata essere una vera risorsa per gli autori, consentendo a molti di loro di entrare a fare parte della scuderia di prestigiose gallerie.

PROGRAMMA CULTURALE
All’interno del ricco programma culturale di MIA Photo Fair, un posto di riguardo lo avrà il format Arte e Scienza, volto a indagare i rapporti tra la fotografia d'arte e le diverse branche della scienza. Già molto apprezzato nella scorsa edizione, quest’anno il dialogo si concentrerà sul tema delle neuroscienze e verrà sviluppato in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nuovo partner scientifico del format. Gli incontri vedranno la partecipazione di figure accademiche dell'area umanistica e scientifica che discuteranno su arte, neuroscienze e filosofia.
Due saranno gli appuntamenti in cartellone. Nel primo (lunedì 25 marzo, ore 14), Alberto Sanna, direttore Centro di Tecnologie Avanzate per il Benessere e la Salute Ospedale San Raffaele, Massimo Cacciari, professore emerito presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Francesco Valagussa, professore Associato di Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Nicola Canessa, docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, si confronteranno sulla neuroestetica, esplorandone limiti e potenzialità, affrontando varie tematiche, dall’impatto che l’innovazione tecnica può esercitare sulle forme artistiche, particolarmente nel caso della fotografia, ai meccanismi cerebrali che sottendono l’analisi visiva e l’esperienza estetica.
Nel secondo incontro, Alberto Sanna - lunedì 25 marzo, ore 18.00 - parlerà de L’ingegneria della consapevolezza e l'arte negli ecosistemi socio-tecnologici. Si tratta di un tema innovativo e affascinante, supportato da materiale videografico, che esplorerà il mondo della scienza e dell’arte e illustrerà come queste siano strettamente interconnesse.
Tra gli appuntamenti del programma culturale sono inoltre da segnalare il focus sulla nuova collezione di fotografia contemporanea dei Musei Vaticani (lunedì 25 marzo, ore 12.00) che vedrà la partecipazione di Barbara Jatta, direttore Musei Vaticani e Micol Forti, curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, il Focus tecnologie - venerdì 22 marzo, ore 17.30 - sui Blockchain nel mondo dell’arte: dall’autenticità agli art token, con Bernabò Visconti di Modrone, fondatore e CEO di Artshell, digital partnerdi MIA Photo Fair, Marco Paracchi e Fabrizio Cancelliere, Studio Tremonti Romagnoli Piccardi & Associati Studio Legale e Fiscale e Alberto Sanna, o ancoragli incontri di Collezione per due, in cui la giornalista Sabrina Donadel intervisterà coppie di collezionisti unite, oltre che dall’amore, anche dalla passione per la fotografia.

MIA Photo Fair si è dimostrata sempre particolarmente attenta al mondo del collezionismo. In questa edizione, la fiera ospiterà un’esposizione, con il coordinamento esterno di Giuliana Picarelli, con opere di importanti nomi della fotografia italiana e internazionale, da Franco Fontana a Vera Lutter, da Mario Cresci a Larry Clark, provenienti da prestigiose collezioni private. Ogni immagine sarà corredata da una frase che ne motiva la scelta e che ne spiega il profondo attaccamento.
Da ricordare, inoltre, la conferenza Fotografia e Architettura - venerdì 22 marzo, ore 16.00 - con gli interventi di diverse personalità, quali l’artista Elena Franco, architetto e fotografa, Angelo Maggi, professore in Storia dell’architettura all’Università di Venezia, Subhash Mukerjee, architetto, docente e vicepresidente Fondazione per l’Architettura di Torino e Tom Vack, artista. Modera Tiziana Bonomo, direttore di Artphotò.

EDITORIA
L’area dedicata all’Editoria
presenterà espositori selezionati per il secondo anno dalla curatrice anglo/francese Magali Avezou, tra cui case editrici internazionali, editori indipendenti e librerie specializzate.

MIA Photo Fair rinnova la collaborazione con Musement, operatore multipiattaforma per la ricerca e prenotazione di tour e attrazioni in tutto il mondo. Il provider è infatti official booking partner della fiera. Che si tratti di estimatori, appassionati o professionisti del settore, tutti potranno unirsi ai programmi culturali, agli eventi e alle conferenze dedicate al mondo dell’arte e della fotografia attraverso il sito www.musement.com o tramite il sito www.miafair.it.


MIA Photo Fair 2019
The Mall - Milano Porta nuova
Dal
22 al 25 marzo 2019
Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair: Via San Vincenzo 22 - 20123 Milano - T. +39.02.83241412 - info@miafair.it - www.miafair.it sofia.boffardi@miafair.it marketing@miafair.it

Ufficio Stampa: CLP Relazioni Pubbliche - T. +39.02.36755700 - stefania.rusconi@clponline.it . www.clp1968.it 

The Mall - Milano Porta nuova
P.zza Lina Bo Bardi
Milano

 

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Tibet, 10/03/1959 – 10/03/2019, nulla è cambiato!

Mentre si parla de La Via della Seta ricordiamo che nell'estate del 1950 le truppe cinesi avevano occupato il Tibet, ma la politica cinese di assimilazione forzata incontrava sempre più resistenza nell'altipiano himalayano, regione con una sua identità culturale forte. Il 10 marzo 1959 corre il sessantesimo anniversario della rivolta anti-cinese che condusse Tenzin Gyatso al suo esilio in India.
Oggi il 14º Dalai Lama da Mcleod Ganj, a Dharamsala, continua a denunciare il forte clima di repressione in Tibet. Disposto a negoziare l'autonomia del Tibet con le autorità cinesi, si definisce "aperto a soluzioni politiche condivise".

Pechino, intanto, temendo le ripercussioni che potrebbe avere il sessantennio, ha chiuso i confini tibetani ai turisti stranieri fino al primo aprile. La regione è già chiusa ai diplomatici e ai giornalisti stranieri.

La resistenza raggiunse il suo apice a Lhasa il 10 marzo 1959. Per tutta risposta nei giorni successivi i moti di rivolta furono sedati con le armi. Nelle settimane e nei mesi successivi circa 80 000 tibetani - secondo le stime del Governo tibetano in esilio - fuggirono in India, Nepal, Sikkim e Bhutan. La notte tra il 17 e il 18 marzo il Dalai Lama e un piccolo gruppo di persone tra cui vi erano i suoi famigliari e alcuni ministri uscì segretamente dal Palazzo d’Estate per cercare rifugio nelle zone meridionali del Tibet ancora non del tutto controllate dai cinesi. Purtroppo le speranze del Dalai Lama che una sua partenza avrebbe potuto sistemare le cose si dimostrarono vane. La notte tra il 19 e il 20 marzo cominciò la battaglia di Lhasa. I cinesi bombardarono il Norbulinka, probabilmente sperando che la Presenza potesse morire sotto le bombe, e poi attaccarono la città. Vennero colpiti il Potala, il Jokhang, le abitazioni. La gente combatteva per le strade una lotta eroica ma impari. Le donne e gli uomini di Lhasa affrontavano un esercito moderno ed equipaggiato di tutto punto, armati con vecchi fucili, coltelli e bastoni. I soldati di Pechino furono implacabili e decine di migliaia di persone, in gran parte civili, morirono sotto i colpi di una repressione feroce. Il governo tibetano venne sciolto e tutte le autonomie riconosciute dal Trattato in Diciassette Punti abolite. Il Dalai Lama riuscì a stento a mettersi in salvo. Scortato da un pugno di uomini della resistenza raggiunse dapprima Lhuntse Dzong, una località vicina al confine indiano, dove in un primo tempo pensava di fermarsi in attesa di tornare a Lhasa.

Ma di fronte al precipitare della situazione e alle notizie terribili che giungevano dalla capitale decise che non aveva altra scelta se non riparare in India dove giunse il 31 marzo dopo un viaggio che in tutto era durato due settimane e durante il quale aveva percorso oltre un migliaio di chilometri. Il governo di Nuova Delhi concesse immediatamente asilo politico al Dalai Lama che dall’India chiese aiuto alla comunità internazionale per il suo martoriato Paese sul quale erano calate le tenebre di una lunga notte di orrori e tragedie che non è ancora terminata.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, grazie all’ospitalità ricevuta nella limitrofa India, poté dare vita a Dharamsala, nella regione dell’Himachal Pradesh, ad un governo democratico impegnandosi a fondo, senza sosta, nel disperato tentativo di salvare il salvabile, e cioè un patrimonio culturale e religioso millenario d’inestimabile valore per l’umanità. Quest’uomo che, con il suo saio giallo-amaranto e un braccio scoperto, gira instancabilmente in lungo e in largo i continenti, creando ovunque imbarazzo tra i governanti puntualmente minacciati dalla baldanzosa e sprezzante arroganza cinese. Non ha mai pronunciato una sola parola d’odio nei confronti dei persecutori suoi e della sua gente.

La sua arma, forse la più temibile e difficile da neutralizzare, è sempre stata e sta nel suo sorriso, nella caparbietà con cui persevera nella forza della non-violenza opponendo alla politica sorda e assassina perpetrata da Pechino la salda convinzione nel dialogo, in una posizione che lo ha condotto a rivendicare per il Tibet una via di mezzo costituita non dall’indipendenza ma dall’autonomia all’interno della Cina.
Ciò, anche alla luce dell’ottusità manifestata dal governo cinese, lo ha esposto, specialmente negli ultimi tempi, alle critiche di frange esasperate che, stanche di false promesse e di finti, quanto inutili, colloqui, chiedono a gran voce l’indipendenza.
Certo è che di questa Cina, incarnazione di un totalitarismo tanto tecnologicamente evoluto quanto drammaticamente rozzo per il modo con cui pretende di annientare le libertà individuali, non ci si può fidare.
La durezza con cui si è scagliata contro il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, reo di avere ricevuto il Dalai Lama, anch’egli premio Nobel per la pace, è emblematica, così come non possono essere taciuti i continui tentativi da parte del regime comunista cinese d’intromettersi persino nelle questioni religiose tibetane.
Valga, tra tutti, il caso del Panchen Lama. Riconosciuto come XI reincarnazione direttamente dal Dalai Lama nel 1995, in base ad una complessa procedura d’antichissimo retaggio, venne rapito all’età di sei anni dai cinesi, fatto sparire con tutta la famiglia e sostituito con un coetaneo, indottrinato, figlio di funzionari comunisti.
Proprio in questi giorni l’agenzia di stato cinese Xinhua ha reso noto che Gaincain Norbu, il giovane imposto da Pechino in luogo dell’effettiva reincarnazione del Panchen Lama, è stato nominato membro del Comitato Nazionale dell’Assemblea Politica del Popolo (CPPCC), il maggiore organo consultivo del paese.
Una notizia questa che si commenta da sé, come quella apparsa sul quotidiano Lhasa Evening News che comunica, con l’approssimarsi, appunto, della giornata del 10 marzo, la ripresa in Tibet da parte dei militari cinesi della campagna “Colpisci Duro”.

La dignità di un popolo può essere messa in luce anche attraverso un progetto artistico.

A Ca’ Zanardi, Venezia, dal 4/06 al 30/08/2011 viene realizzata la prima edizione di Padiglione Tibet - curatore ed ideatore Ruggero Maggi -  eventi collaterali della 54ª Biennale di Venezia.

La Biennale di Venezia ha ospitato il maggior numero di presenze nazionali mai registrate nella sua storia ormai centenaria. Una forma di riscatto culturale voluto fortemente da molti paesi e che, per Padiglione Tibet - un padiglione per un paese che non esiste - ha assunto addirittura una valenza socio-politica.
Sua Santità Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, guida spirituale del popolo tibetano ed emblema del più profondo amore per la Pace, ha festeggiato il Suo 76° compleanno proprio a Padiglione Tibet - mercoledì 6 luglio 2011 alle ore 18.00 - attraverso la presenza del suo rappresentante europeo, di monaci tibetani provenienti dal monastero di Padma Samye Choekhor ling – India, di alcuni personaggi legati al mondo dell'arte contemporanea ed alle Associazioni a sostegno del Tibet, che presenzieranno alla cerimonia: Ruggero Maggi, curatore di Padiglione Tibet, Tamding Choephel, presidente Tibet Culture House che ha supportato attivamente questa giornata celebrativa, Andrea Chinellato, responsabile Art&fortE LAB, il Rappresentante Europeo del Dalai LamaClaudio Tecchio, Campagna di Solidarietà con il popolo Tibetano.

Perché Padiglione Tibet a Ca' Zanardi? Venezia intrattiene da secoli i rapporti con l'oriente. Rapporti commerciali, rapporti di scambio e apertura. Sulle vie dei traffici e del commercio giungevano nuovi modelli di bellezza, di cultura, di arte. La via della seta fu percorsa da Marco Polo per raggiungere lontane terre ricche di fascino e fu un tramite eccezionale per la trasmissione di nuovi influssi artistici permettendo la fusione sincretica di elementi ellenistici, iraniani, indiani e cinesi. Venezia ha conservato l'apertura alle arti e allo scambio. Città cosmopolita, città che ha dato rifugio e accoglienza ad artisti e poeti, città di avventurosi navigatori, ben disposti alle nuove conoscenze e alle scoperte. Venezia durante la Biennale d'arte rinnova questa sua vocazione al mecenatismo e alla protezione e sostegno delle arti. La Biennale veneziana da sempre offre l'opportunità ad ogni Paese di presentare le proprie realtà artistiche più rappresentative con i Padiglioni Nazionali.
Poiché al Tibet il riconoscimento di paese sovrano è tuttora negato e questo ne impedisce la partecipazione ufficiale, il sogno realizzato a Ca' Zanardi è quello di creare il luogo magico in cui l'arte, la bellezza, la spiritualità siano messaggio di concretezza, rappresentando una dimensione concentrata che diventi il simbolo di questo paese che esiste, malgrado si cerchi di negargliene il diritto.

"Padiglione Tibet, un'idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno, una chimera che non potrà, almeno per ora, trovare una collocazione ufficiale all'interno della Biennale stessa per la semplice ragione che il Tibet non può essere riconosciuto come Paese sovrano.
Tutto ciò naturalmente a livello ufficiale.
Credo che il sistema arte debba opporsi a tutto questo, usando i mezzi e le possibilità che la sua stessa struttura le offre, rompendo gli schemi ed il muro di silenzio che da troppo tempo sta rendendo vano ogni tentativo di aiuto al popolo tibetano.
Mi piace definire questo progetto come un evento parallelo alla Biennale stessa in quanto entrambe le iniziative (scusate per questo abbinamento alla Davide e Golia!) viaggiano appunto su binari paralleli, senza mai potersi incontrare, naturalmente finché il Tibet non venga riconosciuto ufficialmente come nazione.
Saranno presentate installazioni multimediali site-specific dedicate al Tibet ed una grande rassegna di opere realizzate direttamente sulla KHATA, la tipica sciarpa che in Tibet i monaci usano come forma di saluto. Padiglione Tibet un grande evento in cui sarà evidenziato il connubio tra Arte Sacra Tibetana ed Arte Contemporanea Occidentale.
Un sito in perenne costruzione sia su web che nella realtà: durante i tre mesi della rassegna si alterneranno performances di teatro e di danza contemporanea ad interventi di monaci tibetani.
Non mi illudo: so benissimo che questo mio progetto sarà solo una piccola goccia che però spero possa contribuire a far traboccare il vaso colmo di indifferenza che, per ragioni inesplicabili, si è creato intorno alla tragedia di questo meraviglioso paese dalle metafisiche vette.
Ogni padiglione nazionale è per sua stessa natura un grande contenitore d'arte...mentre Padiglione Tibet è già Arte nella sua concezione!"

Ruggero Maggiideatore e curatore

Artisti che hanno aderito:
Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Rosaspina B. Canosburi, Nirvana Bussadori, Capiluppi Silvia, Angela Maria Capozzi , Tamding Choephel , F. Romana Corradini, Marzia Corteggiani, G. Luca Cupisti, Teo De Palma, Anna Maria Di Ciommo, Laura Di Fazio, Marcello Diotallevi, Luigi Filograno, Roberto Franzoni, Fernando Garbellotto, Ferruccio Gard, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Isa Gorini, Franca Lanni - Renata Petti, Bruno Larini, Pino Lia - Celina Spelta, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Fabrizio Martinelli, Gianni Ettore Andrea Marussi - Alessandra Finzi, Renato Mertens, Simona Morani, Paolo Nutarelli, Clara Paci, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori, Antonella P. Giurleo, Dorjee Sangpo, Sergio Sansevrino, Roberto Scala, Gianni Sedda, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi, Monika Wolf.

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L E O N A R D O, uno spettacolo di e con VITTORIO SGARBI, Il Teatro Manzoni, Milano, dal 19 al 24 marzo 2019

Dopo le magistrali performance su Caravaggio e Michelangelo, che ci hanno mostrato straordinari fenomeni premonitori della contemporaneità, l’inesauribile Vittorio Sgarbi tornerà ad ammaliarci proponendoci un terzo percorso su Leonardo, ingegnere, pittore, scienziato, talento universale dal Rinascimento giunto a noi, ha lasciato un corpus infinito di opere da studiare, ammirare, e su cui tornare a riflettere ed emozionarsi, ci saranno sicuramente Monna Lisa in compagnia dell’Ultima Cena, e ogni aereo ingegno che il genio di Leonardo studiò, fino a spingersi alla tensione del volare.

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Per saperne di più

Corrado Levi: “Il titolo, a voi”, Fabbrica Eos Nuova sede, Milano, dal 7/03 al 6/04/2019

Giovedì 7 marzo 2019, alle ore 18.30, Fabbrica Eos inaugura la sua seconda sede a Milano con la mostra personale di Corrado Levi, IL TITOLO, A VOI, testo critico di Luca Beatrice.


Fabbrica Eos raddoppia. A pochi passi dalla sede storica, con il suo taglio underground e sperimentale, Giancarlo Pedrazzini apre un nuovo spazio su strada, in viale Pasubio (angolo via Maroncelli) di fronte alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, dove ha annunciato un programma di mostre personali con gli artisti della galleria e nuove scoperte che da decenni ne caratterizzano l’attività di talent scout.
Non si poteva che inaugurare questa nuova fase di Fabbrica Eos con Corrado Levi. Ognuno ci troverà le ragioni che meglio crede, così come il titolo della mostra “affidato a voi”, che il titolo imposto dall’artista in fondo è un limite, una convenzione che tarpa le ali della libertà dell’arte. Contro i limiti, le convenzioni, le definizioni, i linguaggi, gli stili Corrado Levi si batte da sempre e il suo essere inafferrabile resta la dote principale tra le tante.
Artista non lo si fa, lo si è, indipendentemente dal prodotto o dall’oggetto. È un atteggiamento, un modo di vivere, una condizione permanente dello spirito e un’attitudine fisica che va implementata e mantenuta con l’allenamento. Per questo Corrado Levi è un situazionista. Per questo non riconosce il primato di alcun linguaggio né sceglie la temporalità dell’opera.
In mostra dunque, lavori nuovi, realizzati ad hoc, oppure scelti dal magazzino (delle idee)? Nessuna importanza, ogni opera è nuova nel momento in cui la si vede, dunque davanti ai nostri occhi almeno per la prima volta sarà inedita. E di cosa si tratta? Come sarà allestita? Non lo sappiamo e forse non ha neppure troppa importanza. Ci saranno oggetti, disegni, fotografie, installazioni ma ciò che conta sarà la percezione finale di quella convenzione che chiamiamo mostra e che in fondo scegliamo per rivelare uno stato d’animo, momentaneo e accidentale.
Fuori dalle convenzioni Corrado Levi ci è sempre stato. Architetto, docente, artista, curatore: molto semplicemente una figura del suo (del nostro) tempo che ha attraversato i mutamenti della storia dell’arte contemporanea. Inutile ribadirne ancora una volta l’eclettismo e l’inafferrabilità, la freschezza e il coraggio, il rigore etico e la provocazione travestita da beffa. Corrado ha fatto tante cose e tante ne ha in mente ma, per prima cosa ha restituito centralità al pubblico, primo protagonista di questa vicenda.
A cominciare dal titolo, che non c’è. O forse sì, ma sarete voi a decidere quale.


Corrado Levi, come architetto è stato allievo di Carlo Mollino e di Franco Albini.
Come scrittore ha pubblicato:
- "New Kamasutra, didattica sadomasochistica" ed. La Salamandra, Milano 1979
- "Una Diversa Tradizione" ed. CLUP Milano 1981
- "Canti spezzini" ed.Chimera Magazine, Milano 1986
- "Diari di qua e di là'" ed. Politi, Milano 1988
- “Marrakech. Teoria” ed. Cadmo 2006
- “ Mes amis! Mes amis!” ed. Corraini 2007
Ha tenuto una rubrica periodica su Flash Art sulla nuova arte italiana ed ha pubblicato scritti sugli artisti contemporanei in varie riviste.
Nel suo studio di Milano ha organizzato mostre d'arte a partire dal 1985 ed ha curato la mostra "Il Cangiante" al PAC di Milano nel 1986.
Come artista dal 1983 espone regolarmente in Italia e a New York.
Nel 1991 gli è stato conferito il premio Francesca Alinovi.
Guanto d’Argento di Boxe Francese Savate.


CORRADO LEVI. IL TITOLO, A VOI
A cura di: Luca Beatrice

Dal 7/03 al 6/04/2019
Inaugurazione: giovedì 7 Marzo 2019, ore 18.30
Orari: martedì - sabato 10.30-13.00 / 15.30 - 18.30
Ingresso: libero

FABBRICA EOS Arte Contemporanea Nuova sede
viale Pasubio, ang. Via Maroncelli

20154 Milano
T.. +39 02 6596532 - www.fabbricaeos.it - info@fabbricaeos.it

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