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Arte che incontra l’Arte: scultura, pittura, fotografia in masseria – Masseria Palombara – Oria (Brindisi) – fino al 27/09/2020

Un grande segnale artistico e culturale viene dal cuore della Puglia con la mostra dal titolo “Arte che incontra l’Arte: scultura, pittura, fotografia in masseria” accolta negli spazi della storica Masseria Palombara, a cura di Diego Viapiana, dal 31 luglio al 27 settembre; l’importante rassegna approfondisce il dialogo tra molteplici linguaggi artistici internazionali della contemporaneità e si sofferma sull’intenso rapporto fra arte e natura.
La mostra gode del Patrocinio di Pugliapromozione; l’inaugurazione di venerdì 31 luglio, ha visto la presenza di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, e di Nancy Dell’Olio, ambasciatrice della Puglia nel mondo.
Gli artisti coinvolti si confrontano sul tema della natura e le loro opere – sculture, fotografie, installazioni, pittura e video – ben si integrano nello spazio espositivo della Masseria, luogo in cui la natura ha un ruolo preponderante e privilegiato da secoli, simbolo della cultura pugliese e della sostenibilità ambientale. 
Il percorso espositivo, che vede un alternarsi di opere di alto profilo artistico, si snoda nell’area archeologica, nella tipica torre colombaia, nei prati, nei viali alberati, nel capannone agricolo in tufo dell’antica Masseria Palombara, edificata tra il 1500 e il 1700, immersa nella vegetazione pugliese.

Maria Cristina Carlini è presente con quattro sculture monumentali che confermano l’interesse dell’artista verso la natura e i suoi elementi. Le opere istituiscono un legame profondo con il luogo; Babele, torre in legno di recupero e malta bianca, richiama arcaiche costruzioni ed è in sintonia con il paesaggio che la circonda. Incontro, in acciaio corten, alta oltre 3 metri, è collocata accanto a ulivi secolari e simboleggia una sorta di grande abbraccio che allude all’unione e al rispetto dell’uomo per l’ambiente. La grande scultura in legno di recupero e foglia d’oro, La Chiusa omaggio a Leonardo, si collega al lavoro rurale e al progresso in armonia con la natura. Di forte impatto la scultura Legni dalle linee morbide proiettate verso l’alto e accolta al centro della torre colombaia caratterizzata dall’alternarsi di pieni e vuoti. Un perfetto connubio originato dall’intima attenzione e dal rispetto che l’artista ripone nei confronti della terra e di tutto ciò che ad essa è connesso.

Gli artisti presenti in mostra sono: Elizabeth Aro, Silvia Celeste Calcagno, Maria Cristina Carlini, Davide Coltro, Felix Curto, Ines Fontenla, Domenico Grenci, Maria Lai, Antonio Marchetti Lamera, Enrico Minguzzi, Alessandro Saturno, Elisabeth Scherffig, Eltjon Valle, Alec Von Bargen.
L’esposizione è inoltre un omaggio a Dino Clavica, artista pugliese prematuramente scomparso lo scorso anno.
L’evento è realizzato in collaborazione con la Nuova Galleria Morone di Milano, con il sostegno di Allianz Bank e grazie all’Architetto Alessio Carbone.

ARTE CHE INCONTRA L’ARTE. Scultura | pittura | fotografia in masseria
A cura di: Diego Viapiana

Dal 31 luglio al 27 settembre 2020
Inaugurazione: venerdì 31 luglio, ore 19
Orari: tutti i giorni dalle 18.30 alle 22.00
Ingresso:libero
Informazioni: T. +39.0831.849784 - reception@masseriapalombara.euwww.masseriapalombararesosrt.com
Ufficio Stampa Maria Cristina Carlini: IBC Irma Bianchi Communication - T. +39 02 8940 4694 - M. + 39 334 3015713 - info@irmabianchi.itwww.irmabianchi.it

Masseria Palombara
SP 57 - via per Manduria Km 3,00
72024 Oria (Brindisi)

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Al via il Festival Combin en Musique tra musica e bellezze del territorio, Doues, Ollomont, Valpelline, Valle d’Aosta, 22-23/07/2020

Dal 22 luglio torna in Val d'Aosta il Festival COMBIN EN MUSIQUE: l'apertura di questa kermesse che unisce musica e territorio quest'anno è una "Recherche" dall'Irlanda alla Scozia, dalla Francia al Nord Italia sulla cornamusa, strumento che già i padri latini chiamavano "Tibia Utricularis" unendo memoria simbolica, fotografica e spirituale. Protagonisti Fabio Rinaudo e Claudio De Angeli
Il Festival, che terminerà il prossimo 23 agosto con Flavia Barbacetto e Stefano Cabrera in "Cello Ribelle Almost3",  vede alla direzione artistica il genovese Federico Bagnasco e sono diversi i Maestri liguri che compongono il programma, come sempre inusuale e coinvolgente. Tre i "punti cardinali" della manifestazione, quest'anno arricchita dalla collaborazione con il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, cioè i Comuni di Doues, Valpelline e Ollomont
Il Festival è in coorganizzazione con Simona Oliveti, vicesindaco e Assessore alla Cultura di Ollomont. 


Con nove appuntamenti tematici in luoghi suggestivi sia dal profilo naturalistico sia storico il Festival Combin en Musique ritrova, da mercoledì 22 luglio a domenica 23 agosto, l’alto profilo che lo caratterizza e l’apertura verso un pubblico diversificato, sempre con accesso gratuito, in una dimensione “familiare” e accogliente. Nato nel 2018 dalle idee e dalla coorganizzazione del musicista Federico Bagnasco con Simona Oliveti, Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Ollomont, il Festival, arricchito dalla collaborazione con il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, giunge alla terza edizione e insiste geograficamente su tre aree ricche di fascino, di una bellezza autentica e altamente simbolica: Doues, Ollomont e Valpelline.
I concerti, realizzati secondo tutte le normative di sicurezza sanitaria di legge, copriranno generi diversi tra loro (classico, popolare, tradizionale, sperimentale…), tenendo salda la mission della manifestazione: unire la musica con l'ambiente circostante, la sensibilità alla bellezza dei luoghi con la propensione all’ascolto.  Il Festival Combin en Musique si regge sul personale volontario dell’associazione Combin en Arts, su diversi professionisti e, per la parte organizzativa, opera in sinergia con le amministrazioni comunali di Doues, Ollomont e Valpelline. Del resto il Festival è proprio lo specchio della cultura in tutte le sue accezioni e un consolidato polo di aggregazione sociale.
Tra boschi incontaminati e maestose montagne il Grand Combin è testimone solo apparentemente silenzioso con i suoi 4314 mt di altezza dell’intera vallata, ma soprattutto delle storie e delle arti che vi si sono avvicendate nel tempo.  
Il programma originario è stato necessariamente ridefinito  -spiega il direttore artistico e contrabbassista M° Federico Bagnasco - e quest’anno non prevede l’attività dei laboratori, ma siamo riusciti a mantenere intatti i principali target, a garantire una presenza convincente sia sul profilo della qualità sia dell’originalità delle proposte spaziando da solisti a ensemble, dalla classica al jazz per un ampio ventaglio di stili. Come nelle passate edizioni ogni spettacolo verrà preceduto da una breve presentazione con la descrizione dei luoghi dal punto di vista paesaggistico, storico, sociale e da un’introduzione all’ascolto. Il Festival si pone un obiettivo di continuità negli anni e di allargamento a iniziative che coinvolgano l’intera Comunità Montana del Grand Combin, anche creando una rete di collaborazione con altre consolidate iniziative artistiche. Ci auguriamo di crescere ancora il prossimo anno con il supporto di tutti”.  

Ulteriori spunti verranno affrontanti nell’appuntamento con giornalisti e appassionati online sulla pagina Facebook di Combin en Musique (https://www.facebook.com/Combin-en-Musique-644363275937173/ ) nella sintetica tavola rotonda del 21 luglio alle 11 con gli organizzatori della kermesse e alcuni musicisti.

Partenza ufficiale del Festival con il primo evento Racconti di cornamuse… Antichi suoni dell’Aria mercoledì 22 luglio alle ore 18, nella cornice del piazzale davanti al magazzino di stagionatura della fontina, precisamente presso il Centro Visitatori Fontina, Frissonière Dessus a Valpelline. Protagonisti Fabio Rinaudo con Claudio De Angeli alla chitarra in un viaggio sonoro tra Irlanda, Scozia e Nord Italia. Prevista degustazione di prodotti tipici preferibilmente su prenotazione o previa richiesta prima del concerto con la Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Centro Visitatori Fontina, Frissionière, Valpelline.In collaborazione con Cooperativa Produttori Latte e Fontina (Possibilità di degustazione di prodotti tipici su prenotazione)

Martedì 28 luglio alle 17:30:Omaggio a James Taylor di Andrea Maddalone (voce e chitarra) per rilanciare i principali successi del songwriter americano con amore per la ricercatezza espressiva e con ironia, nella cornice di Champ Mort a Doues

Venerdì 31 luglio alle 18: Quartetto Italiano di Tromboni: "Pas se-temps for 4",
Diego Di Mario, 1° trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Vincent Lepape, 1° trombone dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, Matteo De Luca, solo trombone dell’Orchestre de la Suisse Romande di Ginevra, Devid Ceste, 2° trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Verranno proposte alcune trascrizioni barocche e composizioni originali per questa formazione presso Plan Détruit, Champillon, Doues.

Giovedì 6 agosto alle 16:  La nuova vita delle Alpi con letture di Enrico Camanni su musiche di Martin Mayes (corno e corno delle Alpi) e Gigi Biolcati (percussioni) in collaborazione con il festival CHAMOISic (Web: www.chamoisic.com Facebook: www.facebook.com/chamoisicfestival Instagram: www.instagram.com/chamoisic/ Twitter: www.twitter.com/Chamoisic Pinterest: it.pinterest.com/source/chamoisic.com) presso la Conca di By di Ollomont, produzione originale CHAMOISic

Lunedì 10 agosto alle 22 il concerto a temaPromenade tra le stelle nella notte di San Lorenzodella pianista Valentina Messa offrirà un viaggio onirico, senza luci artificiali per godere dello spettacolo celeste, in un excursus tra la musica del XIX e del XX secolo presso il Prato delle Cascate, in località Barliard a Ollomont.

Giovedì 13 agosto alle 18 arriverà a Combin en Musique lo spettacolo Oltre Swing con Nunzio Barbieri alla chitarra e Francesco Barbieri al clarinetto, in una rilettura “più che swingata” di repertorio vario, spaziando dalla classica alla musica patriottistica italiana sino alla tradizione napoletana presso il Centro storico di Valpelline.

Domenica 16 agosto alle 21 si terrà Deep Conversations, e sarà l’occasione di ascoltare uno dei più grandi bassisti italiani, che ha attraversato la musica italiana degli ultimi cinquant’anni, Ares Tavolazzi, e con lui in dialogo Federico Bagnasco, presso l’ingresso delle storiche miniere di rame, a La Cou, Ollomont.

Mercoledì 19 agosto alle 21 debutterà per la Valle D’Aosta dopo diverse presentazioni “Esperanto” con l’omonimo trio composto da Luca Falomi alla chitarra, Riccardo Barbera al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria mettendo in relazione il jazz con altre correnti fino alla world music proprio come la lingua ottocentesca esperanto tentò di mettere insieme idiomi diversi per renderla comunicativa ed accessibile.
Il concerto si terrà presso l’Anfiteatro, Centro Storico di Doues.

Conclude il Festival Combin en Musique l’evento del 23 agosto alle 18:Cello Ribelle - Almost3 di Flavia Barbacetto (voce) e Stefano Cabrera (violoncello).  Il concerto si terrà presso Le Fonderie, La Fabrique, a Valpelline.


“Un criterio fondamentale per la programmazione artistica dei singoli eventi è proprio il legame tra performance musicale e suggestione del luogo prescelto - commenta l’operatrice culturale nonché Vicesindaco con delega alla Cultura di Ollomont, Simona Oliveti - ponendo attenzione al rapporto tra contesto e musica effettuata, non necessariamente in un'ottica tradizionale, ma anche evidenziando consonanze e accostamenti inediti. Arte e territorio sono inscindibilmente legati, lo abbiamo già dimostrato anche nelle passate edizioni rilevando per esempio l’importanza dell’architettura rurale con i nuclei più antichi, con i recuperi delle zone d’interesse culturale, con la tutela ambientale, con la valorizzazione della ruralità dall’agricoltura agli antichi saperi alla cucina sino alla storia del flusso turistico e all’importanza della ricettività, dei rifugi in alta quota”.

“Il Consiglio regionale sostiene con favore lo svolgimento di questa rassegna che promuove il connubio tra le note musicali e la bellezza dei paesaggi valdostani - afferma il Presidente dell’Assemblea valdostana,cEmily Rini - valorizzando luoghi non così conosciuti. Sono certa che ogni tappa di Combin en Musique, anche grazie all’introduzione mirata che precede ogni appuntamento, permetterà di riscoprire il dono di saper ascoltare, di tradurre le note musicali in emozioni e pensieri; iniziative come questa rappresentano momenti di crescita per la persona e per la collettività, a maggior ragione in un contesto non facile come quello che stiamo vivendo”.

Combin en Musique accoglierà i suoi ospiti in totale sicurezza garantendo la registrazione nel rispetto della privacy, il distanziamento fisico di legge e la disponibilità di gel disinfettante per le mani. È raccomandabile la prenotazione, anche in relazione alla corrente emergenza epidemiologica, tramite il neocostituito sito internet www.combinenmusique.com. Il Festival Combin en Musique è realizzato in collaborazione con i comuni di Doues, Ollomont, Valpelline. Si ringrazia inoltre la Presidenza del Consiglio regionale della Valle D’Aosta per il contributo finalizzato alla realizzazione del festival.
Per informazioni sul programma, sugli artisti, sui luoghi parte integrante del progetto, sulle modalità di partecipazione e in caso di variazione consultare il sito e i social, in particolare Facebook www.facebook.com/Combin-en-Musique-644363275937173/ e Instagram www.instagram.com/combin_en_musique/. Hashtag ufficiale del Festival #combinenmusique2020 per mostrare le vostre emozioni, scatti, impressioni e suggerimenti.     

La forte attinenza con il territorio, con i luoghi e con il patrimonio storico e naturalistico, potrà essere di interesse per tutti gli amanti della montagna o anche per i più curiosi. Il festival è rivolto a un pubblico eterogeneo, per tutte le età, per i residenti e per i turisti. La parola Combin nel nome, oltre alla connotazione geografica, vuole proprio rimandare a una combinazione tra la musica e l’ambiente, un nuovo contesto sonoro che possa aggiungere un’inedita prospettiva, quasi una nuova dimensione o anche semplicemente fare da pretesto per la riscoperta di un luogo, di un particolare “teatro inconsueto” dove l'arte musicale possa trarre nuova linfa. Ogni spazio utilizzato, come per le scorse edizioni, potrà essere testimonianza e opportunità per sviluppare diversi temi importanti per il territorio locale: l'economia agricola, l'architettura rurale, la storia dei mestieri tradizionali, i percorsi dell’escursionismo, gli alpeggi e la tradizione casearia, il turismo sociale nei decenni passati o, semplicemente, la storia del paese per tornare alle radici e alla bellezza dell’autenticità. Tra gli inconsueti palcoscenici naturali della manifestazione figurano l'ingresso delle antiche miniere di rame, il paesaggio imponente e la bellezza rasserenante del laghetto a Plan Détruit, la scoperta delle valli e la suggestione delle note sotto la cupola naturale delle lacrime di San Lorenzo. Poesia, natura e arte si riscoprono tutt’uno.                     

Tutti gli eventi sono  gratuiti e rispettano le normative anti Covid-19;  è preferibile la prenotazione tramite accesso al sito neocostituito: www.combinenmusique.com

Informazionicombinenarts@gmail.com  - T.+39 3474909926  - Dr.ssa Simona Oliveti M. + 39 347 490 9926; M° Federico Bagnasco (direttore artistico di Combin en Musique) M. + 39 392 195 2141 - Via Sant’Anselmo 45 - 11100 Aosta (AO)
Ufficio Stampa: Dr.ssa Giulia Cassini M. - +39 333 806 2029 - redazionegica@gmail.com

È preferibile la prenotazione tramite accesso al sito www.combinenmusique.com Sarà comunque possibile accedere agli eventi fornendo le proprie generalità, che verranno conservate per 14 giorni in ottemperanza alle vigenti norme anti Covid-19. Disponibile in loco gel per disinfezione delle mani. Le sedute, ove presenti, saranno sottoposte alle procedure di sanificazione richieste dalla normativa.
I partecipanti dovranno mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro (salvo gruppo familiari e conviventi). 
I posti a sedere saranno opportunamente distanziati e organizzati tenendo anche conto delle prenotazioni.
Per i concerti che si svolgeranno su prato (28 luglio, 31 luglio, 10 agosto) le postazioni del pubblico saranno indicate da apposite bandierine; gli spettatori potranno portarsi idoneo supporto (telo, plaid...) per la seduta.
È richiesto ai partecipanti di indossare la mascherina di protezione fino al raggiungimento del posto assegnato (salvo le esenzioni previste per i minori).
IN CASO DI MALTEMPO – Con condizioni climatiche avverse gli eventi potranno avere luogo presso i padiglioni dei comuni di Valpelline e Doues, nei quali verranno attuate tutte le procedure previste dalla normativa vigente anti Covid-19. Aggiornamenti a riguardo verranno tempestivamente pubblicati sul sito e sulle pagine social del Festival. Per informazioni si può anche fare riferimento telefonico al numero del direttore artistico di Combin en Musique: Federico Bagnasco M. +39 392 1952141

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Rassegna “I sette messaggeri”, Nuove Parole, Giardino della Triennale, Teatro Mendini, Triennale di Milano, 8/07/2020

Martedì 7 luglio, alle 20.45, negli spazi del Giardino della Triennale, presso il Teatro Mendini, Fondazione Maimeri ha proposto il terzo incontro del Ciclo I Sette Messaggeri, curato da Andrea Dusio: dialogo sulle Nuove Parole, con Oscar Farinetti, Alberto De Martini, Omar PedriniGianni Maimeri, moderatore Andrea Dusio.

Un nuovo alfabeto: l'imprenditore Oscar Farinetti, che ha appena pubblicato “Serendipity, 50 storie di successi nati per caso” e il pubblicitario Alberto De Martini, founder di Conic Agency, raccontano quali sono le parole che interpretano incognite e sfide di questo nuovo tempo. Gianni Maimeri, imprenditore, racconta ia propria storia di serendipity, che  lo ha portato a scrivere il libro “Il colore perfetto". Chiude la serata l’esibizione di Omar Pedrini, con alcune delle sue canzoni più note.

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Andrea Dusio, giornalista e saggista, milanese, classe 1970, vive tra Roma e Milano. Ha scritto per Diario, Il Nuovo, Giudizio Universale, Il Giornale, Linkiesta, Pagina 99, Rockerilla. Collabora con le testate b2b del gruppo Tespi. Per Culture si occupa di progettazione e curatela di interventi nel settore cultura. Scrive di arte, cinema, musica. Ha scritto a lungo di arte antica e contemporanea per molte testate, pubblicando per Cooper il saggio “Caravaggio White Album” e “Caravaggio Timeline” e "L'Altra Milano" (Espress Edizioni 2012), la prima guida storico/artistica dedicata alle periferie milanesi. Appassionato di musica rock e jazz, scrive recensioni e approfondimenti su magazine specializzati. Appassionato di ciclismo, atletica e sci.

In occasione dell'incontro sarà visibile la mostra Dynamiche Infinite del fotografo milanese Maurizio Gabbana.


Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un'eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell'inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l'instante e lo moltiplica all'infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown. Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt'altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell'istante, che gli
consente incidere il presente sul presente, ottenendo un'onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”, spiega Andrea Dusio.
La mostra si compone di una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Maurizio Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un'atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori può somigliare a una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

Ho guardato le sue immagini metafisiche di Milano, quelle architetture pure che diventano altro da sé, trasfigurandosi in una composizione lisergica. E poi i notturni, scattati invece con tecnica analogica, in qualche caso degli stessi luoghi, ancora una volta in assenza della figura umana, come se la città fosse ridotta a una quinta scenica”, scrive ancora Andrea Dusio nel catalogo prodotto dalla Fondazione Maimeri.

Maurizio Gabbana, classe 1956, milanese di nascita ma la famiglia è della Marca Trevigiana, autodidatta, la sua passione lo porta alla ricerca con scatti artistici ed alla camera oscura. È un fotografo di ricerca. Il suo laboratorio è la città. La sua tecnica non prevede postproduzione, solo tanto studio, altrettanta pazienza e la spinta interiore ad appostarsi per la città anche a orari improbabili, quando la ricerca diventa quasi atto sovversivo. Ispirato dal dinamismo futurista, Gabbana lo supera e si slancia nella resa degli ambienti offrendone una visione architettonica e monumentale eppure intima, calma eppure travolgente. Immagini in cui il confine tra quiete e forza dirompente si fa labile.è stato scoperto dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte a Brera Rolando Bellini, che a proposito del fotografo dice: “Maurizio si interessa e si spende in questo: un’estasi
fotografica. Ne dà conto in termini unici. Da qui il senso e il valore aggiunto della sua presenza. Estasi fotografica che si traduce, scatto dopo scatto, in una inedita percezione visiva che vibra di una peculiare istanza estetica”. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, e con puntuali riferimenti estetici al linguaggio scenografico ed illusionistico del barocco .


Maurizio Gabbana: "Dynamiche Infinite"
A cura di: Andrea Dusio
Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30
Orari: 17:00 - 21.30.

Dal 23/06 al 30/09/2020
Informazioniwww.triennale.org 
Info stampa: Silvia Basta - M. +393482253405 - Silviainfinito4@gmail.com
Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org - www.triennale.org

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Rassegna “I sette messaggeri”, Giardino della Triennale di Milano, dal 23/06/2020

La Fondazione Maimeri ha ripreso le proprie attività, collaborando alla programmazione di "Triennale Estate”,  con la rassegna ideata: “I sette messaggeri”, a cura di Andrea Dusio. La rassegna è iniziata martedì 23 giugno con l’inaugurazione della mostra “Dynamiche Infinite” di Maurizio Gabbanaseguita da un "Dialogo sui sensi" con lo chef Davide Oldani, il fotografo Maurizio Gabbana, l'artista Velasco Vitali, Barbara Biscotti di Yoga Mandir, l'attore Sebastiano Filocamo, il pianista Cesare Picco, moderati da Andrea Dusio, nel Giardino Giancarlo De Carlo, della Triennale di Milano.

Martedì 30 giugno alle 18.30 negli spazi del Giardino della Triennale, presso il Teatro Mendini, Fondazione Maimeri propone il secondo incontro del Ciclo I Sette Messaggeri, curato da Andrea Dusio.
Dialogo sulla Musica propone un confronto tra Saturnino, il bassista e polistrumentista conosciuto per le sue collaborazioni con grandi artisti, da Jovanotti a Pino Daniele sino a Franco Battiato, il designer e musicista Lorenzo Palmeri, che ha disegnato per Saturnino un basso prodotto da Noah Guitars, con cui aveva collaborato anche disegnando una chitarra per Lou Reed, e infine Eleonora Dal Pozzo, che in Italia rappresenta la grande azienda di chitarre Gibson, leader mondiale, e collabora in tal senso con  i maggiori chitarristi e musicisti italiani, gestendo i loro strumenti, ma si occupa anche da molti anni di edizioni musicali. Al termine del talk Saturnino suonerà alcuni brani del suo repertorio che spazio tra rock, funk, jazz. In occasione dell'incontro sarà visibile la mostra Dynamiche Infinite del fotografo milanese Maurizio Gabbana.
L'ingresso è libero, l'evento terminerà entro le 21.

Andrea Dusio intervistato da Gianni Marussi, © Alessandra Finzi

Un racconto di Dino Buzzati, I sette messaggeri, è il tracciante di questo ciclo di incontri che si interroga sul nostro presente, sospeso tra due universi. Sette incontri come sette messaggeri, ciascuno dei quali, in forme e linguaggi diversi, porta un dispaccio dal mondo che ci siamo lasciati alle spalle e una visione della nuova realtà che stiamo attraversando.


Maurizio Gabbana, MiDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un'eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell'inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l'instante e lo moltiplica all'infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown. Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt'altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell'istante, che gli
consente incidere il presente sul presente, ottenendo un'onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”, spiega Andrea Dusio.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

La mostra si compone di una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Maurizio Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un'atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori può somigliare a una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Ho guardato le sue immagini metafisiche di Milano, quelle architetture pure che diventano altro da sé, trasfigurandosi in una composizione lisergica. E poi i notturni, scattati invece con tecnica analogica, in qualche caso degli stessi luoghi, ancora una volta in assenza della figura umana, come se la città fosse ridotta a una quinta scenica”, scrive ancora Andrea Dusio nel catalogo prodotto dalla Fondazione Maimeri.

Maurizio Gabbana, MiDynamicPirelli; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri


Andrea Dusio, giornalista e saggista, milanese, classe 1970, vive tra Roma e Milano. Ha scritto per Diario, Il Nuovo, Giudizio Universale, Il Giornale, Linkiesta, Pagina 99, Rockerilla. Collabora con le testate b2b del gruppo Tespi. Per Culture si occupa di progettazione e curatela di interventi nel settore cultura. Scrive di arte, cinema, musica. Ha scritto a lungo di arte antica e contemporanea per molte testate, pubblicando per Cooper il saggio “Caravaggio White Album” e “Caravaggio Timeline” e "L'Altra Milano" (Espress Edizioni 2012), la prima guida storico/artistica dedicata alle periferie milanesi. Appassionato di musica rock e jazz, scrive recensioni e approfondimenti su magazine specializzati. Appassionato di ciclismo, atletica e sci.

 

Maurizio Gabbana, © Alessandra Finzi

Maurizio Gabbana, classe 1956, milanese di nascita ma la famiglia è della Marca Trevigiana, autodidatta, la sua passione lo porta alla ricerca con scatti artistici ed alla camera oscura. È un fotografo di ricerca. Il suo laboratorio è la città. La sua tecnica non prevede postproduzione, solo tanto studio, altrettanta pazienza e la spinta interiore ad appostarsi per la città anche a orari improbabili, quando la ricerca diventa quasi atto sovversivo. Ispirato dal dinamismo futurista, Gabbana lo supera e si slancia nella resa degli ambienti offrendone una visione architettonica e monumentale eppure intima, calma eppure travolgente. Immagini in cui il confine tra quiete e forza dirompente si fa labile.è stato scoperto dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte a Brera Rolando Bellini, che a proposito del fotografo dice: “Maurizio si interessa e si spende in questo: un’estasi
fotografica. Ne dà conto in termini unici. Da qui il senso e il valore aggiunto della sua presenza. Estasi fotografica che si traduce, scatto dopo scatto, in una inedita percezione visiva che vibra di una peculiare istanza estetica”. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, e con puntuali riferimenti estetici al linguaggio scenografico ed illusionistico del barocco .


Maurizio Gabbana: "Dynamiche Infinite"
A cura di: Andrea Dusio
Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30
Orari: 17:00 - 21.30.

Dal 23/06 al 30/09/2020
Informazioniwww.triennale.org 
Info stampa: Silvia Basta - M. +393482253405 - Silviainfinito4@gmail.com
Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org - www.triennale.org

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Maurizio Gabbana: “Dynamiche Infinite”, Triennale Milano, 23/06/2020

 

Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30, Triennale di Milano, negli spazi de "Giardino Incontri".


La Fondazione Maimeri riprende le proprie attività, collaborando alla programmazione di "Triennale Estate”,  con la rassegna ideata: “I sette messaggeri”, a cura di Andrea Dusio. La rassegna inizierà martedì 23 giugno: alle ore 18,30 con l’inaugurazione della mostra “Dynamiche Infinite” di Maurizio Gabbana, a seguire il primo appuntamento con la partecipazione di Davide Oldani (chef), Velasco Vitali (pittore) e Cesare Picco (pianista), moderati da Andrea Dusio. Con la partecipazione straordinaria di Sebastiano Filocamo (attore). In chiusura esibizione di Cesare Picco al pianoforte. 

Un racconto di Dino Buzzati, I sette messaggeri, è il tracciante di questo ciclo di incontri che si interroga sul nostro presente, sospeso tra due universi. Sette incontri come sette messaggeri, ciascuno dei quali, in forme e linguaggi diversi, porta un dispaccio dal mondo che ci siamo lasciati alle spalle e una visione della nuova realtà che stiamo attraversando.

Maurizio Gabbana, MiDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Nel contesto dell'Estate in Triennale verrà inaugurata il 23 giugno “Dynamiche Infinite”, la mostra del fotografo milanese Maurizio Gabbana, che raccoglie una selezione dei suoi scatti urbani, individuati dal curatore Andrea Dusio per la congruenza al filone narrativo degli incontri che la Fondazione Maimeri proporrà nel ciclo “I sette messaggeri”.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un'eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell'inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l'instante e lo moltiplica all'infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown. Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt'altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell'istante, che gli
consente incidere il presente sul presente, ottenendo un'onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”, spiega Andrea Dusio.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicDuomo; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

La mostra si compone di una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Maurizio Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un'atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori può somigliare a una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Ho guardato le sue immagini metafisiche di Milano, quelle architetture pure che diventano altro da sé, trasfigurandosi in una composizione lisergica. E poi i notturni, scattati invece con tecnica analogica, in qualche caso degli stessi luoghi, ancora una volta in assenza della figura umana, come se la città fosse ridotta a una quinta scenica”, scrive ancora Andrea Dusio nel catalogo prodotto dalla Fondazione Maimeri.

Maurizio Gabbana, MiDynamicPirelli; Foto: © Maurizio Gabbana; Courtesy Fondazione Maimeri

Maurizio Gabbana, classe 1956, milanese di nascita ma la famiglia è della Marca Trevigiana, autodidatta, la sua passione lo porta alla ricerca con scatti artistici ed alla camera oscura. È un fotografo di ricerca. Il suo laboratorio è la città. La sua tecnica non prevede postproduzione, solo tanto studio, altrettanta pazienza e la spinta interiore ad appostarsi per la città anche a orari improbabili, quando la ricerca diventa quasi atto sovversivo. Ispirato dal dinamismo futurista, Gabbana lo supera e si slancia nella resa degli ambienti offrendone una visione architettonica e monumentale eppure intima, calma eppure travolgente. Immagini in cui il confine tra quiete e forza dirompente si fa labile.è stato scoperto dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte a Brera Rolando Bellini, che a proposito del fotografo dice: “Maurizio si interessa e si spende in questo: un’estasi
fotografica. Ne dà conto in termini unici. Da qui il senso e il valore aggiunto della sua presenza. Estasi fotografica che si traduce, scatto dopo scatto, in una inedita percezione visiva che vibra di una peculiare istanza estetica”. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, e con puntuali riferimenti estetici al linguaggio scenografico ed illusionistico del barocco .

Maurizio Gabbana, Foto: @Artdirectory-Marussi

Maurizio Gabbana: "Dynamiche Infinite"
A cura di: Andrea Dusio
Inaugurazione: 23 giugno ore 18:30
Orari: 17:00 - 21.30.

Dal 23/06 al 30/09/2020
Informazioniwww.triennale.org 
Info stampa: Silvia Basta - M. +393482253405 - Silviainfinito4@gmail.com
Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

La Triennale di Milano
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 72434-1 - info@triennale.org - www.triennale.org

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