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Archivi categoria : Fotografia

Francesco Bosso: Primitive Elements, Galleria delle Stelline, Milano, dal 23/10 al 14/12/2019

"Il paesaggio è in realtà una visione dove si fondono in un unicum atmosfere e stati d’animo."

Francesco Bosso

Dal 23 ottobre al 14 dicembre 2019 CREVAL presenta "Primitive Elements", mostra personale del fotografo Francesco Bosso (Barletta, 1959), a cura di Filippo Maggia, realizzata in collaborazione con l’autore negli spazi della Galleria delle Stelline.
Con una selezione di oltre quaranta fotografie di medio e grande formato e un video documentario con un’intervista a Bosso.
Primitive Elements propone una sintesi della sua ricerca fotografica condotta negli ultimi 15 anni in zone del mondo ancora incontaminate, pure e primitive come appaiono ai nostri occhi.
Il 2019 sarà ricordato come l’anno in cui il cambiamento climatico è divenuto un’emergenza globale, registrando una serie di record negativi il cui impatto sul pianeta ha provocato e continuerà a provocare “fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di bio-diversità che sostengono la nostra vita” (fonte WWF).
A partire da queste considerazioni, Primitive Elements propone un percorso di conoscenza tra scenari e paesaggi naturali fatti di ghiacciai, scogliere, oceani, isole vergini, foreste pluviali: ritratti di una terra ideale, luogo incontaminato ormai in via di sparizione che non siamo in grado di lasciare in eredità alle generazioni future. La scelta delle foto in mostra vuole stimolare nel pubblico la consapevolezza, sempre più urgente, della necessità di tutelare l’ambiente e di promuovere con convinzione un cambiamento culturale che affondi le sue radici nell'uso responsabile delle risorse naturali e in particolare dell’acqua, elemento centrale del paesaggio naturale e antropico su cui Bosso ha lavorato intensamente realizzando immagini in tutto il mondo. Particolarmente significativi, in questo senso, gli scatti realizzati dall’autore in ambiente Artico, dove il riscaldamento globale sta facendo sentire i suoi effetti in modo drammatico, a testimonianza dello stato di emergenza a cui siamo giunti.
Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, nel suo saggio “Un disastro silenzioso” sottolinea: “Sono sintomi di un disastro silenzioso, di un grave malanno del clima terrestre. Il riscaldamento globale - come previsto da decenni - ha effetti più rapidi alle alte latitudini boreali rispetto ad altre zone, un fenomeno noto come “amplificazione artica” [...] Se l'immensa quantità di ghiaccio presente sull' inlandsis groenlandese fondesse, i mari del mondo crescerebbero di circa sette metri: allora sì che tutti sarebbero costretti a prendere atto dell'importanza di quelle remote e inospitali regioni glaciali perché l'acqua irromperebbe nelle proprie vite tanto a Venezia come a Manhattan!

Francesco Bosso, fotografo di paesaggio formatosi alla scuola americana di Kim Weston - nipote del grande maestro Edward - e di John Sexton e Alan Ross - assistenti di Ansel Adams, uno dei padri fondatori della fotografia paesaggistica - Francesco Bosso lavora esclusivamente in bianco e nero, scattando su pellicola di grande formato con banco ottico e stampando personalmente tutte le opere in camera oscura, su carta baritata alla gelatina d'argento e con successivo trattamento al selenio.
Da anni, Francesco Bosso è rappresentato in Italia dalla galleria Photo & Contemporary di Valerio Tazzetti, puntodiriferimento della fotografia contemporanea.
Fotografo anomalo rispetto al panorama contemporaneo, esclusivo nella ricerca personale quanto nel metodo d’indagine e indifferente ai trend che oggi contraddistinguono l’utilizzo delle immagini, - sottolinea il curatore della mostra, Filippo Maggia - Bosso tende a spiazzare lo spettatore invitandolo al silenzio e alla contemplazione, ben distante dunque dalla necessità di colpire e aggredire che accomuna molta della produzione attuale caratterizzata da immagini che nascono per essere velocemente consumate e immediatamente rimpiazzate da altre.
Primitive Elements presenterà un allestimento in cui isole di luce si alterneranno a zone di ombra profonda, essenziale e funzionale nel voler restituire la condizione di attesa e stupore che il fotografo ha vissuto in prima persona e che vuole ora restituire allo spettatore, come se quei luoghi fossero realmente di fronte a lui.
La mostra è accompagnata da un’esaustiva pubblicazione edita da Silvana Editoriale, che comprenderà alcuni contributi critici sul lavoro di Francesco Bosso e la riproduzione di tutte le opere esposte.

Francesco Bosso, (Barletta, 1959), è uno dei maggiori interpreti italiani del paesaggio e della natura selvaggia in bianconero. La sua meticolosa ricerca mira ad isolare forme ed elementi naturali in luoghi incontaminati, dove il silenzio è signore assoluto. “Il paesaggio è in realtà una visione dove si fondono in un unicum atmosfere e statid’animo” afferma l’autore, ispirato dalla poesia di Walt Whitman e da un approccio orientale, quasi shintoista. La straordinaria padronanza della tecnica di ripresa all'aperto in grande formato e il suo virtuosismo in cameraoscura, utilizzando procedimenti esclusivamente analogici, gli consentono di ottenere pregiate stampe alla gelatina d’argento, che intensifica la pulizia dei bianchi e la profondità dei contrasti tonali. Dopo anni dedicati al reportage etnico e alla ricerca antropologica in diversi Paesi africani e in Cina - documentati nei due libri fotografici Swahili-African Portraits e China Crossing - ha deciso di iniziare un percorso di ricerca e riflessione sui paesaggi naturali elaborando una serie di teorie sulla sua diversità, cercando di trasferire allo spettatore quel qualcosa in più che vada oltre la mera immagine.Nel 2014 espone le sue opere al Museo delle Arti Visive di Spoleto, l’imponente mostra è la somma di quasi 8 annidi lavoro e rappresenta un bellissimo viaggio nell’astrattismo tra fotografia panoramica e materia pittorica.
Nel 2015 Bosso partecipa alla 56ª edizione della Biennale di Venezia dove esporrà l’imponente trittico “ARRAYS” nell’ambito della mostra Present Nearness.

Le sue opere fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, mentre i suoi progetti espositivi sono statiospitati in istituzioni nazionali e internazionali come il Museo delle Arti Visive di Spoleto, il Museo Pino Pascali di Polignano, il Museo Camera di Torino, il Centro Culturale Candiani (Venezia), il Museo Nazionale della Fotografia (Brescia) e il Cultural Centre Museum di Hong Kong, M50 Space Gallery di Shanghai, oltre ad importanti mostre personali a Monaco di Baviera, Parigi, Karlsrhue e Bruxelles.


Filippo Maggia, nato a Biella, Italia nel 1960. Vive fra Firenze e Modena. Dal 1993 al 2005, Filippo Maggia è stato curatore di fotografia alla Galleria Civica di Modena. Dal 1998, è stato curatore di fotografia italiana e direttore della storica collezione di fotografia alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Dal 2001 al 2004, ha preso parte al Comitato Scientifico della Galleria d’Arte Moderna di Bologna. E’ stato esponente della giuria per l’Hasselblad Award 2004, al quale aveva già partecipato nel 2003. E’ stato curatore della collezione Fondazione Sella di Biella, fra il 2002-2006, e curatore di fotografia alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, dal 2006 al 2008. Nel 2007, Filippo Maggia è stato nominato curatore capo della Fondazione Fotografia e delle collezioni di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Da Marzo 2013, è Direttore Capo dei Progetti della Fondazione Fotografia, Modena. Nel 2007, ha ricevuto una visiting fellowship al Royal College of Art (Londra), ed è al momento visiting tutor nel loro Dipartimento di Fotografia. Dal 2000 al 2009, ha insegnato Storia della Fotografia Contemporanea e Design all’Istituto Europeo di Design di Torino. Dal 2010, ha insegnato documentazione fotografica all’Accademia di Belle Arti di Catania. Fra il 1998 e il 2004, Filippo Maggia è stato editore a BaldiniCastoldiDalai per la serie Fotografia come Linguaggio. In seguito, fino al 2006, è stato Editore Capo a Nepente Editore. È stato editore per Skira dal 2006. Scrive regolarmente per periodici d’arte, come Il Giornale dell’Arte e collabora con RAI, e Radio3 Suite..


Francesco Bosso Primitive Elements
A cura di: Filippo Maggia

Dal 23 ottobre al 14 dicembre 2019
Inaugurazione: 22 ottobre 2019, ore 19.00
Orari: da martedì a venerdì 14.00 /19.00 - sabato 10.00 / 12.00, chiuso domenica e lunedì; 1 novembre e 7 dicembre
Ingresso: libero
Catalogo: Silvana Editoriale
Informazioni: galleriearte@creval.it - www.creval.it - www.francescobosso.com - info@francescobosso.it
Main Gallery: Photo & Contemporary di Valerio Tazzetti - via dei Mille, 36 - 10123 Torino (Italy) - T. +39 011 889 884 - info@photoandcontemporary.com - photoco@libero.it
Ufficio Stampa: Lara Facco P&C - T. +39 02 36565133 - press@larafacco.com - Lara Facco: M.+39 349 2529989 - lara@larafacco.com; Marta Pedroli: M. +39 347 4155017 - marta@larafacco.com

Galleria delle Stelline
Corso Magenta n. 59
Milano

 

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Francesco Pignatelli: Ombra, Luce, Trasparenza, Azimut, Palazzo Bocconi, Milano, dal 8/10/2019 al 3/11/2019

All’interno del Programma “Mecenatismo Finanziario” di Azimut Capital Management , lunedì 7 ottobre alle ore 18:30 a Palazzo Bocconi di Milano (Corso Venezia 48) si è inaugurata la mostra “Ombra, Luce, Trasparenza” di Francesco Pignatelli a cura di Sabino Maria Frassà.

La mostra presenta oltre 30 lavori fotografici di Francesco Pignatelli, mettendone in luce un’aspetto inedito, la ricerca del riflesso e della trasparenza.

Come spiega il curatore Sabino Maria Frassà: "Francesco Pignatelli è il fotografo della materia per antonomasia. “Ombra Luce Trasparenza” aggiunge però un inedito elemento alla sua ricerca artistica: la trasparenza. La mostra si snoda così per tutto lo spazio di Azimut, a Palazzo Bocconi, portando lo spettatore lungo un percorso di catarsi dalla materia all’immaterialità, dall’ombra alla luce e infine all’inedita trasparenza: dal buio dei grandi fiori dark in “Handle With Care” e delle città senza uomini delle Reversed Cities, all’ordine materico delle città ideali di Reserved Renaissance, alla luce e infine alla “Trasparenza” titolo dell’opera inedita che conclude la mostra all’ultimo piano”.

Francesco Pignatelli nasce a Milano nel 1971. Fin dal principio concentra la sua opera nella ricerca di punti di vista inconsueti sulla realtà, trasformando sistematicamente ciò che vediamo in ciò che non avremmo mai immaginato di vedere. Ben presto, così, la sua opera è andata oltre la fotografia pura: con gesti che artisticamente gli consentono di annullare i confini tra arti visive, assimilando pittura e scultura. Il suo linguaggio ha iniziato a distinguersi per la capacità di rinnovare senza sosta l’atto stesso del vedere, con interventi essenziali e allo stesso tempo determinanti sulla riproduzione del reale - come il rovesciamento cromatico o la manipolazione del supporto dell’opera. Ben presto supera la dimensione della pura fotografia attraverso gesti artistici che gli consentono di scardinare i confini tra le arti visive, assimilando pittura e scultura. Il suo linguaggio si distingue per la capacità di incidere con interventi essenziali - come il rovesciamento cromatico o la manipolazione del supporto dell’opera - sulla riproduzione del reale.  Nel corso della sua avventura creativa ha firmato installazioni in gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero. Nel 2014, in occasione delle Olimpiadi Invernali a Sochi, è stato uno dei 5 artisti internazionali invitati a Mosca per rappresentare con una propria opera uno dei 5 cerchi Olimpici per il centenario della bandiera olimpica.


Sabino Maria Frassà, curatore d’arte contemporanea ed esperto di Corporate Social Responsibility.
Dal 2014 è Direttore Artistico del progetto non-profit CRAMUM, per cui ha curato numerose mostre in Musei e Spazi istituzionali, tra cui il Museo del Novecento e il Grande Museo del Duomo di Milano.
Dal 2018 collabora con il marchio Gaggenau per un progetto di corporate social responsibility in ambito artistico, curando la direzione delle mostre presso il Gaggenau DesignElementi Hub a Milano.
 

Francesco Pignatelli: Ombra, Luce, Trasparenza

A cura di: Sabino Maria Frassà
Dal 8/10/2019 al 3/11/2019
Oraridal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00. 

 

AZIMUT
Palazzo Bocconi
Corso Venezia 48
Milano

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Giovanni Gastel: 12 Angeli Caduti, Atelier spazio Galleria, arch. Giovanni Ronzoni, Lissone (MB), dal 18/05 al 7/06/2019

Una selezione di 12 fotografie di Giovanni Gastel su un tema a lui particolarmente caro, gli Angeli caduti sulla terra, costituiscono il corpus della mostra allestita dal 18 maggio al 7 giugno presso Atelier Studio Galleria di Lissone. La mostra apre la rassegna di Fotografia & Poesia ideata dall’architetto Giovanni Ronzoni, con un ricco programma di incontri che vedrà coinvolti personaggi di spicco della cultura italiana.

Ad aprire la rassegna una prestigiosa firma della fotografia d’autore contemporanea, Giovanni Gastel.  Appassionato d’arte e di bellezza nelle sue forme più creative, Giovanni Gastel ha presentato al pubblico anche il suo ultimo libro di poesie “Io sono una pianta rampicante” (Silvana Editoriale). Un’opera che mette in luce l’essenza dell’autore, abile osservatore della vita che racconta in rima un vissuto eccezionale.

 

Il calendario della rassegna prevede inoltre altri due appuntamenti dedicati al legame tra poesia e fotografia e al ruolo che rivestono nel contesto sociale e culturale di oggi. Il primo, domenica 19 maggio, vedrà protagonista il poeta Rodolfo Vettorello che illustrerà le nuove tendenze della poesia, capace di emergere e trovare nuove modalità d’espressione senza essere “soffocata” dalle moderne forme di comunicazione digitale. Il secondo, domenica 2 giugno, vedrà il critico d’arte Vittorio Erlindo interrogarsi sulla vitalità e validità della fotografia oggi, in un momento in cui tutti si ritengono fotografi usando uno smartphone.


Rassegna di Fotografia & Poesia a Lissone
Mostra fotografica: “12 Angeli Caduti” di Giovanni Gastel
Info e date: dal 18/5 al 7/6 2019.
Inaugurazione: 17 maggio ore 17

Comunicazione e P.R.:  - info@arcgallery.i

Atelier Spazio Galleria
Piazzale Giotto 1
Lissone (MB)

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