SiteLock

Archivi categoria : Eventi

ARTCURIAL, omaggio ad Agostino Bonalumi, presenta Marco Vallora

Martedí 4 novembre da ARTCURIAL, corso Venezia 22, Milano "Omaggio ad Agostino Bonalumi", Marco Vallora, storico dell’arte, ha presentato il volume edito da Colophonarte, con la presenza di Gioia Sardagna Ferrari, direttrice Artcurial, di Egidio Fiorin, Colophonarte, e di Fabrizio Bonalumi, figlio dell’artista.

Agostino Bonalumi (Vimercate, 10 luglio 1935 – 18 settembre 2013), una delle figure di maggior rilievo dell'arte astratta del '900 tra il 2000.
Nel 2010 ha pubblicato sei libri di poesia: Scherzo io (Colophon, 2000); Da te ascolto tornare le cose (con un pensiero di Concetto Pozzati, Book Editore, 2001); Difficile cogliersi (Edizioni Il Bulino, 2002); Giusto provarci (Colophon, 2006); È stato un nulla (Book Editore, 2008); Difficile esserci (con un’introduzione di Leonardo Conti, Vanillaedizioni, 2010).

Gli eventi curati dalla sede italiana di Artcurial sono per gli amanti dell’arte degli appuntamenti imperdibili. Il calendario annuale prevede esposizioni in prima visione degli highlights proposti poi nelle aste di Parigi, presentazioni di libri d’artista, nonché conferenze e incontri con artisti d’eccezione. La sede si trova nella prestigiosa cornice di Palazzo Crespi, a due passi dal Duomo di Milano. In quelle che erano le scuderie dell’antica residenza nobiliare, risalente al XVII secolo, vi sono oggi gli uffici di rappresentanza della casa d’aste e un ampio spazio espositivo in cui si tengono mostre e incontri culturali.

Alcuni versi e poesie di Agostino Bonallumi:

"Un pensiero apre un pensiero, non condiziona un pensiero; il pensiero che aspetti è spesso inatteso...

Ritorno
L’in-consistere delle cose / alla soglia incerta della
mente / il fantasma del monte / nel riquadro della
/ forse finestra / sulle spalle le ombre della stan
-za / la tensione che gonfia / pesando il resistere /
di un pensiero

Nel riquadro della / forse finestra
oggetto / che mi verrà

Sul limite concesso al vedere / l’immagine
che pensa cercarsi / è ansia d’ascoltarsi sentire /
eppure pensare

Quasi toccando /il
pensiero pensarsi

Io piuttosto ricomincio
ogni giorno da capo / ogni mattino un mattino

Dove cosa perché
tentando la promessa / di un significato

mi sorprendo che mi stringo
al mio ristagno
come la mano al morso
che la inchioda
mi sorprendo
mi sorprendo che mi stringo
al mio ristagno
come la mano al morso
che la inchioda

Era un gioco innocente
era un gioco innocente
mettere alle stelle
i colletti bianchi
offerti dal sambuco
e un crescere di verose intanto
con la mia ombra
altro già non fosse
a trafficare di suo

Non eri tu
il giallo che mi figuravo
salire le scale
muore
nei passi che non salgono
dalla finestra.
alta sulla piazza grigia
avevo visto scendere
la diagonale
sopra due gambe viola
un ombrello giallo

Tramonto
Ormai da tempo osservo
la memoria
avvitarsi riportando
i giorni nei giorni.
osservo
che mette radici di morbida criniera
il passato
e nell’anima si preparano stanze alla nostalgia
ché la mente si volge
e stanchezza nel corpo fa prove
di lungo sonno

Incertezza
Essere ha un profilo di perdita
e la coniugazione al presente
che cade
tra le mani del tempo
mi trattiene irresponsabile
di un pensiero
che nemmeno nasce.
… in bilico sulla luce
di una porta che un attimo ha tagliato
il nero dell’ora
sorgendo segni dalla voglia di pioggia
nell’aria

Taciuto
La voce che non ha detto
le parole che restano
la ragione che ripiega il profilo
un incavo che si scava
il tempo che scorre fisso
la notte dei sonni tranquilli
che mette labbra
di silenzio malato

Importa che i conti tornino
oltre l’ultima monetanon c’è chi pesi un resto
già che del resto anchesi dissangua il sospetto.
importa che i conti tornino.
e poiché la disputa del sillabosi mantiene ambigua
al circolo dei santi
nessuno osserverà un arresto di bandiere
pendere da corde d’afasia
quando premura sarebbe
di un miserere

Pausa
la pioggia che bagna la strada
rasenta di essere solo un’idea
plausibile
in fondo all’odore di chiuso
parallela all’esitare del tarloche frammenta
sull’altro profilo dell’ascolto
e sottostantenel poco di luce della stanza
la pausa che trasaledi assenza-presenza
________________________

Agostino Bonalumi (Vimercate, 10 luglio 1935 – 18 settembre 2013)
Dopo studi di impostazione tecnico-meccanica Bonalumi si inserì giovanissimo nel clima artistico di Milano, frequentando lo studio di Enrico Baj dove conobbe Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani.
Riconoscendo la fine della spinta propulsiva dell'arte informale, collaborò alla rivista Azimuth che proponeva l'azzeramento totale dell'esperienza artistica precedente ed un nuovo inizio, basato su un nuovo patto con il progresso sociale.
Tale azzeramento venne realizzato da Manzoni, Castellani e Bonalumi con l'utilizzo di tele monocrome (spesso totalmente bianche), estroflesse con varie tecniche in modo da creare effetti di luci ed ombre cangianti con l'inclinazione della sorgente luminosa. Piero Manzoni scelse come materiali prediletti il caolino e il cotone per i suoi "Achromes", mentre Enrico Castellani e Bonalumi avviarono un percorso di studio ed analisi delle possibilita' fornite dall'estroflessione della tela mediante l'utilizzo di chiodi e centine (Castellani) e di sagome di legno e metallo inserite dietro la tela (Bonalumi).
L'opera di Agostino Bonalumi, pur nella costante fedeltà al mezzo artistico inizialmente scelto, è considerata da molti critici estremamente fantasiosa e sempre nuova nella creazione di giochi di luci ed ombre nuovi ed originali. Particolare attenzione va segnalata sul lavoro degli anni settanta-ottanta, con ombre prospettiche contrarie alle direzioni delle normali sorgenti di luce, creando appunto un effetto disorientante, questo approccio è da spiegarsi come elemento di rottura agli standard pittorici tradizionali, di fatto se nel corso della storia dell'arte l'uomo ha sempre studiato la prospettiva per creare un effetto pittorico realistico, Bonalumi la ribalta, o la distorce creando un suo personale "punto di vista" in linea con il movimento primiano di cui faceva parte[3].
La sua prima personale risale al 1956 presso la Galleria Totti di Milano. Nel 1958 con Castellani e Manzoni espone alla Galleria Pater di Milano, seguiranno altre mostre a Roma e Milano. A Losanna, nel 1961, alla Galleria Kasper è tra i fondatori del gruppo “Nuova Scuola Europea”.
Nel 1965 Arturo Schwarz presenta una mostra personale di Bonalumi nella sua galleria di Milano. Nel 1966 inizia un periodo di collaborazione con la Galleria del Naviglio di Milano, pubblicando nel 1973 per le Edizioni del Naviglio una monografia a cura di Gillo Dorfles. Sempre nel 1966 è invitato alla Biennale di Venezia con un gruppo di opere.
Bonalumi espose in una sala personale alla Biennale di Venezia del 1970. Partecipò alla Biennale anche negli anni 1966 e 1986). Nel 1980 le sue opere furono esposte in una grande mostra personale presso il Palazzo Te di Mantova. Nel 2001 ottenne il premio del Presidente della Repubblica. Nel 2002 ha presentato l'"opera ambiente" al Museo Gugghenheim di Venezia. Ha esposto anche, fra le numerose mostre a lui dedicate, alla Biennale di San Paolo del Brasile (1966), alla Biennale di Parigi (1968) e al Museum of Art di Fort Lauderdale (Fl) nel 1981.
Le opere di Bonalumi sono attivamente ricercate dai collezionisti di tutto il mondo ed è costantemente scambiato nelle aste più prestigiose quali le famose "Italian Sales" di Londra.

Hanno scritto di lui, tra gli altri: Gillo Dorfles, Germano Celant, Tommaso Trini, Achille Bonito Oliva, Luciano Caramel, Giulio Carlo Argan, Renato Barilli, Vittorio Sgarbi, Elena Pontiggia, Martina Corgnati, Bruno Corà, Maurizio Calvesi, Alberto Fiz, Giovanni Maria Accame, Flavio Caroli.

Print Friendly, PDF & Email

MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA, 21/9/2014, Milano

Arte da mangiare mangiare Arte XX Edizione di Arte da mangiare mangiare Arte SEMINA DI VALORI:  “NOI 100% ENERGIA PULITA” 21 SETTEMBRE 2014, IN OCCASIONE DELLA MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA P.ZZA CORDUSIO N. 2, ANGOLO VIA MERCANTI DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 12.00 Piccoli Orti d’Arte da indossare e da passeggio, valori da seminare…
Per saperne di più

Padiglione Tibet, Biblioteca Laudense, Lodi, dal 2/02 al 2/03/2013

Padiglione Tibet – il padiglione per un paese che non c’è Il Comune di Lodi, la Provincia di Lodi e NaturArte ospiteranno presso la Biblioteca Laudense dal 2 febbraio al 2 marzo 2013 “Padiglione Tibet”, progetto ideato e curato da Ruggero Maggi con la partecipazione di noti artisti contemporanei italiani, sotto l’egida del Comitato Padiglione…
Per saperne di più

Padiglione Tibet, Museo Diotti, Casalmaggiore, dal 22/09 al 4/10/2012

Uno dei simboli più significativi del Tibetè senz’altro la tipica sciarpa bianca (Khata) che i monaci offrono in segno di amicizia e saluto.
Su una doppia Khata ogni artista ha espresso il proprio sentire artistico e poetico sul Tibet
L’installazione collettiva ottenuta con queste opere (ospitata anche dal Padiglione Italia alla Biennale di Venezianella magnifica Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni di Torino) ha reso possibile attraverso l’arte, l'ufficialità al Tibet e quindi alla presenza di un suo Padiglione Nazionale.
Si è realizzato ciò che lo stesso Presidente della54° Biennale di VeneziaPaolo Baratta, dopo aver visitato il Padiglione a Venezia, aveva auspicato, affermando che Padiglione Tibet era "tra i Padiglioni Nazionali dei Paesi in cerca di un’affermazione anche geopolitica."

Più di 50 monaci hanno perso la vita quest'anno.
Il Dalai Lama non ha avuto la cittadinanza milanese, anche se promessa, per le pressioni del Governo Cinese che aveva minacciato anche la non partecipazione all' Expo 2015. Governo Cinese che ad aprile ha consegnato al Governo Italiano una nota ufficiale di protesta per ingerenza negli affari interni per l'iniziativa di Padiglione Tibet, suscitando la reazione dell'informazione italiana con estesi servizi sulle reti nazionali.

L’idea di creare un ponte sensibile che induca i visitatori di questa mostra ad una maggiore conoscenza di questo popolo che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e soprattutto spirituale, fondato su concetti di pace e non violenza, è all’origine di questo nuovo appuntamento a Casalmaggiore presso il Museo Diotti, sotto l’egida del costituendo comitato Padiglione Tibet, a cura di Ruggero Maggi.

40 Artisti partecipanti:
Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Carla Bertola, Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Franco Ballabeni, Nirvana Bussadori, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, Stefano Cerioli, Marzia Corteggiani, Teo De Palma, Albina Dealessi, Anna Maria Di Ciommo, Marcello Diotallevi, Dario Fo, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Gino Gini, Fernanda Fedi, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Oronzo Liuzzi, Gian Paolo Lucato, Ruggero Maggi, Gianni Ettore Andrea Marussi, Alessandra Finzi, Paolo Nutarelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Tiziana Priori, Angela Rapio, Sergio Sansevrino, Elena Sevi, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi.

Il Museo Diotti è museo dell’Ottocento, casa di Giuseppe Diotti (1779-1846).  
Un antico palazzo ristrutturato nel 1837 dall’architetto Fermo Zuccari e destinato dal maestro della Carrara, che vi ha trascorso gli ultimi anni di vita, ad ospitare la sua raccolta d’arte nonché l’atelier dell’ultima grande impresa, quella della versione in grande del Giuramento di Pontida, costituendo una sorta di accademia privata frequentata da pittori locali, con un sostegno alla didattica artistica. Accanto ad un nucleo di dipinti, posti a confronto con studi e bozzetti disegnativi, anche materiali didattici come i gessi e le stampe, legato a una scuola di disegno attiva per un arco di tempo di quasi due secoli.

Padiglione Tibet

foto: Gianni Marussi
 

Orari8.00-13.00 dal martedì al venerdì / 15.30-18.30 sabato, domenica e festivi 


Museo Diotti
Via Formis 17
26041 Casalmaggiore (CR) 
Tel. 037 200416 -www.museodiotti.itcel. 320.9621497 - ruggero.maggi@libero.it  www.padiglionetibet.com

 

Print Friendly, PDF & Email