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Archivi categoria : Editoria

ARTONAUTI. Le figurine dell’arte, da domani 15 marzo 2019 nelle migliori edicole italiane

Artonauti è il primo album di figurine dell'arte in Italia e nel mondo.
Un album per bambini dai 7 agli 11 anni pensato per farli divertire imparando l’arte e la storia. Da un'idea di Daniela Re e Marco Tatarella, Artonauti è edito da Wizart srl, impresa sociale no profit, che ha vinto la quarta edizione del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo.
 Artonauti è più di un semplice album di figurine, è la storia di due bambini e un cane che compiono un fantastico viaggio nel tempo alla scoperta dei tesori dell’arte.
Le figurine compongono affreschi, dipinti, sculture, svelando ognuna un particolare di un’opera. Scambiandosi le figurine - con il classico schema «ce l’ho, ce l’ho, manca» - i bambini iniziano a memorizzare e riconoscere le opere e gli artisti che le hanno prodotte. L’arte diventa così un gioco da ragazzi!
Non ci sono solo le figurine da attaccare, ma anche giochi e indovinelli, curiosità e aneddoti che faranno avvicinare i piccoli lettori agli artisti e alle loro vite: dalle grotte di Lescaux, alle piramidi degli Egizi, passando per i templi Greci e i Romani, fino ad arrivare a Leonardo, Michelangelo, Raffaello, agli Impressionisti e a tanti altri.
Seguendo le avventure di Argo, Ale e Morgana i bambini si appassionano alle avventure degli artisti come veri e propri eroi.
L’album è composto da 64 pagine che contengono un racconto introduttivo, 28 illustrazioni, 65 opere d’arte, 20 quiz e indovinelli e 2 pagine di giochi. Per completare l’album occorrono 216 figurine.
Inoltre c’è il gioco nel gioco: ogni bustina contiene 5 figurine e 1 Twin Card. Collezionando tutte le 25 coppie di Twin Card, i bambini le mischieranno coperte per divertirsi con il tipico gioco di memoria, scoprendole due a due. Ciascuna coppia di carte “gemelle” raffigura un’opera d’arte contenuta nell’album.
L’idea e il progetto di Artonauti sono stati sviluppati da Daniela Re - insegnante, mediatrice culturale ed esperta in riabilitazione cognitiva, con ampia esperienza nel mondo educativo nella scuola primaria - e Marco Tatarella, da 11 anni alla guida di una casa editrice che si occupa di libri d’arte e architettura, di periodici di musica e di servizi editoriali.
Insieme hanno fondato Wizart S.r.l., un’impresa sociale no profit, che con Artonauti ha vinto la quarta edizione del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo.
Artonauti è un neologismo: una sintesi tra le parole arte, astronauti - per identificare un viaggio avventuroso - e Argonauti - per evocare personaggi epici e i loro fantastici viaggi: una perfetta sintesi tra l’aspetto ludico e quello educativo che ogni gioco dovrebbe avere.
Il progetto Artonauti infatti si basa su tre principi fondamentali: il primo è che l’arte può essere alla portata di tutti, il secondo che il gioco, in particolare quello analogico quale è un album di figurine, rappresenta lo strumento didattico più valido ed efficace per i bambini e il terzo che arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo evolutivo dei bambini.
Numerosi studi dimostrano infatti che l’arte contribuisce a sviluppare le capacità espressive, il ragionamento logico, matematico e linguistico. Leggendo i più importanti esperti nel campo evolutivo si scopre l’importanza di avvicinare i bambini alle opere artistiche fin dalla più tenera età. Maria Montessori pensava che la cultura fosse assorbita dal bambino attraverso esperienze individuali in un ambiente ricco di occasioni, di scoperta e di lavoro. Bruno Munari sosteneva che invece di lunghe spiegazioni è preferibile far vedere come si fa attraverso “azioni-gioco”, perché con il gioco il bambino partecipa attivamente, al contrario se ascolta si distrae. Loris Malaguzzi, ideatore del metodo Reggio Emilia, elaborò la teoria secondo la quale l’apprendimento è un processo “auto-costruttivo”, cioè il frutto dell’attività dei bambini stessi.
Un gioco sociale, educativo e accessibile: il gioco delle figurine è da sempre uno dei più diffusi e apprezzati tra i bambini e, per sua stessa natura, è accessibile a tutti, riducendo le barriere di accesso e ampliando il pubblico potenziale dell’attività educativa.
Scoperta, gioco, apprendimento auto-costruttivo, accessibilità: da queste parole chiave e attingendo dal vasto patrimonio artistico italiano ed europeo è nata l’idea di Artonauti, l’album di figurine che avvicina i bambini all’arte.

https://www.artonauti.it

Press Office & Communication: Maria Chiara Salvanelli - M. + 39 3334580190 - T. +39 02 39461253 - mariachiara@salvanelli.it

 

 

 

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Monica De Mattei: L’Acquario al Contrario, Galleria Mario Giusti HQ-HEADQUARTER, Milano, fino al 2/03/2019

All'inaugurazione della personale il 13 febbraio è stato presentato il volume "L'Acquario al Contrario", Editoriale Giorgio Mondadori, con testi di Martina Degl'Innocenti e Mario Giusti, con una prefazione di Flavio Caroli.

Sono intervenuti con l'artista: Carlo Motta, responsabile libri Editoriale Giorgio Mondadori e Martina Degl'Innocenti, storico dell'arte.

Il mondo e la pittura di Monica De Mattei appartengono a quel qualcosa che è andato quasi perduto nella vita quotidiana delle città moderne: la leggerezza. Le sue vivaci policromie hanno i toni dominanti del mondo sott’acqua e sono in grado di ricordarti, di volta in volta, un passato mistico e misterioso ed un iconico presente.
Infatti il soggetto scelto, i pesci, è quanto di più antico, nobile e frequentato dall’arte, ci sia dato di vedere.
Sotteso a simbologie legate all'infinito e alla fragilità dell'esistenza, il lavoro di Monica ha la volontà di pensare solamente a “un qui e ora, senza preoccupazioni che riguardino il passato e il futuro, in una condivisione di un momento che deve poter essere sempre trasformato in accezione positiva: da qui l'energia dei colori e l'allegria di forme che desiderano solo condurre verso gioia e serenità.

Monica De Mattei (Milano, 3 ottobre 1973)
Una continua esigenza di creare è ciò che ha portato Monica De Mattei a esprimersi attraverso l'arte. Se il disegno è la colonna portante che accompagna da sempre la sua opera - a partire dagli studi scientifici e dalla laurea in architettura presso il Politecnico di Milano -, è la vigorosa energia conferita dal colore, che attrae inevitabilmente lo sguardo verso il suo lavoro.
Dopo essersi dedicata a una variegata sperimentazione di tecniche e forme, ha trovato nella pittura la sua espressione stilistica dedicandosi, in particolare, alla rappresentazione di pesci. Ha esposto i suoi dipinti in varie mostre a Milano, città dove è nata e lavora, in Italia e all'estero.
La ricerca di un'infinita riproduzione di uno stesso soggetto che, ogni volta, appare differente in forme e colori, ha dato vita ad alcune serie in cui l'artista ha approfondito tematiche diverse. Dai primi “Oblò” del 2006, in cui rappresenta squarci di mare visti dall'interno di una nave, alle sagome nere che nuotano nelle colorate acque geometriche di “Oceano 4.0”; dalle matrioske ittiche di “Maternità” alle forme astratte dettate dall'emozione in “Primordi”, Monica nuota attraverso il suo mondo fluttuante per creare “L'Acquario Infinito”, dove rompere il vetro della realtà e sconfinare verso la gioia della fantasia.
Monica De Mattei entrerà nel Catalogo dell’arte moderna e contemporanea (CAM), numero 54, in uscita a novembre 2018, come artista segnalata dalla critica.

Monica De Mattei: L'Acquario al Contrario
Dal
13/02 al  2/03/2019
Orari: lun-ven 10.30-13 /15-18.30; weekend su appuntamento
Ingresso: libero
Informazioni:  
T. +39 0272000073 - M. +39 335 6478444 Skype: Mr.Giusti - info@mariogiustihq.com - www.mariogiustihq.com - www.monicademattei.com/it/ info@monicademattei.com

Galleria Mario Giusti HQ-HEADQUARTER
Via Cesare Correnti, 14
20123 Milano

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Max Papeschi e Max Fontana: MAX VS MAX, Mondadori Store di piazza Duomo, Milano, 4 febbraio ore 18.30

st art. L’arte per tutti

Milano, Mondadori Megastore, piazza Duomo 1

MAX VS MAX

Presentazione lunedì 4 febbraio ore 18.30


Nello spazio eventi al 3° piano del Mondadori Store di piazza Duomo, “Start L’arte per tutti”  presenta il libro MAX VS MAX (Giunti editore), che mette a confronto due personaggi estremi: Max Papeschi e Max Fontana. Il primo celebre artista reale, ma dalla biografia tanto folle da sembrare inventata; il secondo artista inventato, ma dalla storia al limite del plausibile.

Un po' catalogo d’arte, un po' pamphlet, MAX VS MAX è sicuramente un libro senza precedenti che racconta la storia di un incontro/scontro tra due artisti a dir poco elettrizzanti.
Da una parte Max Papeschi, famigerato quanto tangibile, come la sua opera più famosa, la donna nuda con testa di Topolino su sfondo di una svastica gigante che ha scandalizzato il mondo. Dall’altra l’inafferrabile Max Fontana che di fatto non esiste, se non nel romanzo, ormai di culto, “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler”, nato dalla penna e dalla mente di Massimiliano Parente.
Una sfida giocata attraverso una selezione di irriverenti e sarcastiche opere d’arte, inframezzate da citazioni a sorpresa, commenti perentori e dialoghi al limite del surreale. Una messinscena architettata in un mondo immaginario, in cui i nostri tabù sono spinti alle corde insieme alle nostre più recondite inquietudini. Pop contro Dada, realtà contro finzione, verità contro paura. Chi vincerà? L’artista vero che sembra finto o l’artista inventato che appare reale? Solo il lettore più coraggioso potrà scoprirlo!

In occasione della presentazione del libro sono esposte, per la prima volta a Milano, alcune opere di MAX FONTANA tra le quali: la macchina per tagliare il numero dei parlamentari, il bottone dell’odio e Heil Mary! ,  letteralmente “Tecnica mista con volto di politico austriaco su mezzobusto di icona religiosa di sesso femminile”.
Opere tanto geniali quanto sconvolgenti, in cui quello che è reale può apparire finto e ciò che è vero può sembrare irreale.

Intervengono lo scrittore Massimiliano Parente e l’artista Max Papeschi.
Relatore il critico e curatore d’arte Angelo Crespi


st art. L’arte per tutti
MAX VS MAX
Presentazione: Lunedì 4 febbraio ore 18.30

Ingresso mostra: libero
Ufficio Stampa st art. L’arte per tutti: Maria Grazia Vernuccio - T. +39 335.1282864 - mariagrazia.vernuccio@gmail.com
Orari Megastore: 9 – 23
Informazioni: www.mondadoristore.it - #StartInStore

Mondadori Megastore
piazza Duomo 1
Milano

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Amos Oz (Gerusalemme, 4/05/1939 – 28/12/2018)

Dopo una lunga malattia si è spento il grande scrittore e saggista israeliano Amos Oz, עמוס עוז – ויקיפדיה‎, nato Amos Klausner (Gerusalemme, 4/05/1939 - 28/12/2018).
Oltre ad essere stato autore di romanzi e saggi, Oz è stato giornalista e docente di letteratura alla Università Ben Gurion del Negev, a Be'er Sheva.
Sin dal 1967 è un autorevole sostenitore della "soluzione dei due stati" del conflitto arabo-israeliano.
Nel 2008 ha ricevuto una laurea honoris causa dall'Università di Anversa.
Nel 2007 ha vinto il premio "Premio Príncipe de Asturias de las Letras" e il premio Fondazione Carical Grinzane per la cultura mediterranea.
Nel 2008 ha ricevuto il premio Dan David, nello stesso anno ha vinto anche il Premio Internazionale Primo Levi. La cerimonia di consegna è avvenuta a Genova, Palazzo Ducale.
Nel suo romanzo autobiografico Una storia di amore e di tenebra, Oz ha raccontato, attraverso la storia della sua famiglia, le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico: la guerra di indipendenza, gli attacchi terroristici dei Fedayyin, la vita nei kibbutz.

Nella vita dello scrittore è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni. L'elaborazione del dolore si sviluppa ben presto in un contrasto con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica. Il contrasto padre-figlio portò alla decisione del ragazzo di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario "Klausner" in "Oz", che in ebraico significa "forza".
Circa metà dei suoi scritti sono ambientati a Gerusalemme sua città natale e nelle zone circostanti. I suoi genitori, Yehuda Arieh Klausner (in ebraico: יהודה אריה קלוזנר) e Fania Mussman (in ebraico: פאניה מוסמן‎?), erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale.
Il padre di Amos aveva studiato storia e letteratura a Vilnius, Lituania, e a Gerusalemme era bibliotecario e scrittore.
Il nonno materno di Amos era proprietario di un mulino a Rovno, città che a quell'epoca apparteneva alla Polonia, oggi all'Ucraina. Il nonno Klausner in seguito si trasferì con la famiglia ad Haifa.
Molti membri della famiglia Klausner erano di destra, sostenitori del Partito revisionista sionista. Il prozio di Amos, Joseph Klausner, fu il candidato del partito Herut alle elezioni presidenziali vinte da Chaim Weizmann ed era docente di letteratura ebraica presso l'Università Ebraica di Gerusalemme.
Amos e la sua famiglia non erano religiosi e rifiutavano tutto ciò che nella religione percepivano come irrazionale. Ciononostante Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni, visto che la sola alternativa era la scuola socialista affiliata al Partito Laburista Israeliano e i suoi genitori l'avevano scartata per la diversità dei loro valori politici. La famosa poetessa Zelda fu una delle insegnanti di Amos. Amos poi compì gli studi secondari presso la scuola superiore ebraica di Rehavia.
La madre Fania si suicidò, in seguito a una forte depressione, quando Amos aveva dodici anni. Amos avrebbe poi elaborato le ripercussioni di questo tragico evento scrivendo il libro di memorie "Una storia di amore e di tenebra".
Amos aderì al Partito Laburista Israeliano e a 15 anni andò a vivere nel kibbutz di Hulda. Lì fu adottato dalla famiglia Huldai (il cui figlio primogenito Ron oggi è sindaco di Tel Aviv).
Amos si immerse totalmente nella vita del kibbutz e in questo periodo cambiò il suo cognome in "Oz". "Tel Aviv non era abbastanza radicale", disse Amos in seguito, "solo il kibbutz era abbastanza radicale". In ogni caso, come lui stesso racconta, Amos era "un disastro nei lavori agricoli... la barzelletta del kibbutz". Continuò a vivere e lavorare nel kibbutz fino a quando lui e sua moglie Nily si trasferirono ad Arad, nel 1986, a causa dell'asma di suo figlio Daniel. Però anche prima del trasferimento, visto il successo che aveva come scrittore, ebbe il permesso di diminuire gradatamente il tempo da dedicare al lavoro nel kibbutz: le royalties derivanti dai suoi libri erano tali da giustificarlo. Come disse lui stesso, Amos era diventato "un ramo della fattoria".
Come la maggior parte degli israeliani, Amos Oz ha prestato servizio nelle Forze di Difesa Israeliane. Alla fine degli anni cinquanta era arruolato nell'unità di fanteria Nahal e ha combattuto negli scontri al confine tra Israele e la Siria; durante la Guerra dei sei giorni (1967) era in una unità corazzata nel Sinai; durante la Guerra del Kippur (1973) ha combattuto sulle alture del Golan.
Dopo aver servito nell'unità Nahal, Oz studiò filosofia e letteratura ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme. A parte alcuni articoli nel bollettino del kibbutz e nel giornale Davar, Amos non ha pubblicato niente fino all'età di 22 anni, quando ha cominciato a pubblicare libri. La sua prima raccolta di racconti, "La terra dello sciacallo", è stata pubblicata nel 1965. Il suo primo romanzo, "Elsewhere, Perhaps", è stato pubblicato nel 1966. Ha cominciato a scrivere ininterrottamente, pubblicando in media un libro l'anno con la casa editrice del Partito Laburista, Am Oved. Oz ha lasciato Am Oved per l'editore Keter, nonostante la sua affiliazione politica, perché il contratto esclusivo con Keter gli garantiva uno stipendio mensile fisso indipendentemente dalla frequenza di pubblicazione.
La figlia maggiore di Amos Oz, Fania Oz-Salzberger, insegna storia all'Università di Haifa.
Oz ha scritto 18 libri in ebraico e circa 450 articoli e saggi. Le sue opere sono state tradotte in circa 30 lingue.
Ha ricevuto il premio più prestigioso del suo Paese: il Premio Israele per la letteratura nel 1998, anno del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza di Israele. Nel 2005 ha ricevuto dalla città di Francoforte il Premio Goethe alla carriera, un premio prestigioso assegnato in passato a Sigmund Freud e Thomas Mann. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Principe delle Asturie per la Letteratura. Nel 2008 ha ricevuto il Premio Heinrich Heine della città di Düsseldorf. Nel 2010 ha vinto la prima edizione del Premio Salone Internazionale del Libro, assegnatagli dal voto elettronico dei visitatori ed editori della manifestazione Italiana. Nel 2012 ha vinto il Premio letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa per Il monte del cattivo consiglio.


Narrativa
Terre dello sciacallo (1965)
Altrove, forse (1966)
Michael mio (1968), tr. Rosy Molari, Bompiani, Milano, 1994 ISBN 88-452-2253-5 e Feltrinelli, Milano, 2001 ISBN 88-07-81671-7 ISBN 978-88-07-81671-0
Davanti alla morte (1971)
Toccare l'acqua, toccare vento (1973)
Il monte del cattivo consiglio (1976), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2011 ISBN 978-88-07-01869-5
Soumchi (1978), tr. Glauco Arneri, Mondadori, Milano, 1997 ISBN 88-04-43319-1 ISBN 88-04-49142-6
Una pace perfetta (1982), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli 2009 ISBN 978-88-07-01777-3 ISBN 978-88-07-72286-8
La scatola nera (1987), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2002 ISBN 88-07-01606-0 ISBN 88-07-81777-2 ISBN 978-88-07-81777-9
Conoscere una donna (1989), tr. Alessandro Guetta, Guanda, Parma, 1992 ISBN 88-7746-589-1 e TEA, Milano, 1996 ISBN 88-7818-027-0 e Feltrinelli, 2000 ISBN 88-07-81624-5 ISBN 978-88-07-81624-6
Fima (1991, tr. Sarah Kaminski ed Elena Loewenthal, Bompiani, 1997 ISBN 88-452-4357-5 ISBN 88-452-3519-X e Feltrinelli 1991 ISBN 88-07-81804-3 ISBN 978-88-07-81804-2
Non dire notte (1994), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2007 ISBN 978-88-07-01715-5 ISBN 978-88-07-72000-0
Una pantera in cantina (1995), tr. Elena Loewenthal, Bompiani, 2001 ISBN 88-452-4776-7 ISBN 88-452-4144-0 e Fabbri, Milano, 2003 ISBN 88-451-8192-8
Lo stesso mare (1999), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003 ISBN 88-07-81714-4 ISBN 978-88-07-81714-4 ISBN 88-07-01578-1
Una storia di amore e di tenebra (2002, autobiografia), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003 ISBN 88-07-01643-5 ISBN 88-07-81857-4 ISBN 978-88-07-81857-8
D'un tratto nel folto del bosco (2005), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2005 ISBN 88-07-01691-5 ISBN 978-88-07-81971-1
La vita fa rima con la morte (2008), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2008 ISBN 978-88-07-01743-8
Scene dalla vita di un villaggio (2010), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2010ISBN 978-88-07-01802-2
Tra amici (2012), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2012 ISBN 978-88-07-88394-1
Giuda (2014), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2014 ISBN 978-88-07-03109-0
Altrove forse (2015), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2015 ISBN 978-88-07-03171-7
Tocca l'acqua, tocca il vento (2017), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2017 ISBN 978-88-07-03228-8

Saggistica
In terra di Israele (1983), tr. Arno Baehr, Marietti, Genova 1992 ISBN 88-211-6897-2
La letteratura israeliana: un caso di realtà che riflette la finzione (1985)
Il senso della pace (1999), intervista di Matteo Bellinelli, Casagrande, Bellinzona 2000 ISBN 88-7713-319-8
Il racconto comincia. Saggi sulla letteratura (1999)
Il silenzio del paradiso: la paura di Dio in Agnon (2000)
Una terra, due stati: interviste, Datanews, Roma 2007 ISBN 978-88-7981-333-4
Contro il fanatismo (2004), tr. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2004 ISBN 88-07-84042-1 ISBN 88-07-84045-6 ISBN 978-88-07-84042-5
Paradiso adesso: 24 ore nella testa di un kamikaze (con Christoph Reuter 2005), con un film di Hany Abu-Assad, Feltrinelli, 2006
Cari fanatici, traduzione di Elena Loewenthal, Feltrinelli, (2017) 

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Antonio Polito: Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita, Marsilio Editore

Lunedì 5 novembre a Milano, alla Fondazione Stelline di Corso Magenta 61, Antonio Polito, vicedirettore del Corriere della Sera, ha presentato Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita (Marsilio Editore), un testo che racchiude un percorso per la ricerca della felicità, per imparare a vivere il proprio tempo, un paradossale decalogo per fare i conti con le ansie e le incertezze, le opportunità e le scoperte che ogni nuovo inizio, ogni giro di boa, porta con sé.

Antonio Polito e Vittorio Feltri, © Gianni Marussi

Nella vita di ciascuno di noi puntualmente arriva, in forma di vera e propria crisi o di semplice verifica, quello che riconosciamo come un giro di boa. Può succedere a qualsiasi età e per le più svariate ragioni, come quando guardandoci allo specchio notiamo per la prima volta qualcosa che ci sconvolge o l’immagine riflessa non corrisponde più all’essere pieno di energia che sentiamo dentro. Come uscirne senza ricorrere alla fuga dalla carriera, alle avventure mistiche, all’edonismo e a tutto il catalogo di soluzioni che immancabilmente si rivelano illusorie?
Alternando racconto autobiografico e viaggio tra le questioni del nostro tempo, Antonio Polito ci guida alla scoperta di una di quelle fasi in cui avvertiamo un improvviso bisogno di sobrietà, di «fare pulizia» e alleggerirci dai pesi inutili, applicando del sano senso pratico al nostro bagaglio di vissuti e di valori. Una metamorfosi che ha mille facce: riguarda l’essere figli e genitori, la dimensione amorosa, il rapporto con la tecnologia, l’idea della morte, la politica e la responsabilità, la riscoperta del corpo e del piacere.
Mentre rivela che cosa per lui ha superato le maglie della selezione e ciò che invece è risultato d’intralcio alla sua crescita come uomo, padre, cittadino, Polito formula una proposta estesa a tutti: avviare un percorso di «perdita» per riconquistare se stessi può essere la chiave per costruire un nuovo senso di appartenenza e rifondare così non solo le nostre vite, ma il nostro modo di essere comunità. Un invito a ridiventare padroni del proprio tempo, a mollare gli ormeggi e riprendere in mano la propria vita.


Antonio Polito (1956) è vicedirettore del Corriere della Sera.
È autore di due libri intervista (con Eric Hobsbawm e con Ralf Dahrendorf), di "Contro i papà" (2012), "In fondo a destra" (2013) e, con Marsilio, di "Riprendiamoci i nostri figli" (2017, quattro edizioni, premio Pavese).


Ufficio stampa Fondazione Stelline: Marianna Corte -marianna@bonnepresse.com - M. 347 4219001 - 
Ufficio stampa Marsilio: Ambretta Senes - senes@marsilioeditori.it - M. 3358780136

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