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Archivi categoria : Libri

Luciano Bolzoni: Carlo Mollino, Architetto, Silvana Editoriale

Luciano Bolzoni ha presentato il suo ultimo libro "Carlo Mollino, architetto", Silvana Editoriale,  al Mondadori Megastore Milano - Piazza Duomo, con Angelo Crespi e Denis Curti.

Carlo Mollino Architetto
Autore: Luciano Bolzoni
Editore: Silvana
Collana: Architettura
Anno edizione: 2019
Pagine: 231 p., illustrato, Brossura
EAN: 9788836642687
Prezzo: € 30.00

Carlo Mollino (Torino, 6/05/1905 - Torino, 27/08/1973), fu grande architetto, designer e arredatore, ma anche fotografo, scenografo, sciatore professionista, pilota automobilistico e aviatore acrobatico, e ancora influente docente universitario e scrittore di rango. Non abbandonò mai il suo tempo, cercando di proiettarsi nel futuro che incombeva con uno sguardo sul passato. Forse troppo in anticipo sui tempi, visse la sua architettura tra i contrasti del presente e le conferme trascorse. Il libro indaga due storie, coincidenti e trasversali: quella dell'uomo che crede e tenta di fare tutto e quella dell'architetto che, navigando nel passato, si proietta nel domani.

Nato a Torino, figlio unico dell'ingegnere Eugenio Mollino, completò gli studi, dalle elementari alle superiori, presso il Collegio San Giuseppe. Nel 1925 si iscrisse alla facoltà di Ingegneria e, dopo un anno, si trasferì alla Regia Scuola Superiore di Architettura dell'Accademia Albertina di Torino, in seguito divenuta facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, dove si laureò nel luglio del 1931.
Mollino è stato, oltre che architetto e designer, anche pilota di aeroplani e di auto da corsa, scrittore, fotografo. Ottimo sciatore, nonché direttore della Coscuma (commissione delle scuole e dei maestri di sci), nel 1951 scrisse il trattato Introduzione al discesismo dalle cui pagine emerge appieno tutta la sua personalità inquieta, fantasiosa, bizzarra.
Dopo avere pubblicato nel 1948 i volumi Architettura, arte e tecnica, nel 1953 vinse il concorso a professore ordinario e ottenne la cattedra di Composizione architettonica, che conservò fino alla morte. Nel 1957 partecipò al Comitato organizzativo della XI Triennale di Milano.
Mollino morì improvvisamente nel 1973, quando ancora era in attività, nel suo studio.

 

Luciano Bolzoni, architetto milanese,  studioso e scrittore.  Vice Presidente, direttore culturale  e socio fondatore di Alpes. Fin dalla sua tesi di laurea dedicata all’emblematica figura umana e architettonica di Carlo Mollino (1987), rivolge il proprio interesse al tema dell’architettura del Novecento, in particolare all’architettura alpina, campo di cui diviene uno dei massimi esperti in Italia, con lo studio delle opere di autori quali Albini, Ponti, Muzio, Fiocchi, Portaluppi, Gellner, Cereghini e molti altri.
Nel 2012 promuove ed è tra fondatori della cooperativa Alpes, portando in seno all’organizzazione la propria esperienza di docente per la Facoltà di Architettura del Politecnico e dell’Istituto Europeo di Design diMilano. Collaboratore delle principali testate di architettura tra cui Domus, Ottagono, Costruire, Abitare, Frames di Architettura, AL, A. Relatore di numerosi convegni e conferenze di architettura.
I suoi volumi “Architettura moderna nelle Alpi italiane dal 1900 alla fine degli anni Cinquanta”, “Architettura moderna nelle Alpi italiane dagli anni Sessanta alla fine del XX secolo”,  e “Abitare molto in alto”, scritti per Priuli e Verlucca, sono diventati nel tempo un punto di partenza del dibattito corrente in tema di paesaggio, costruzioni e vita nelle Alpi.
È autore di testi che riguardano il paesaggio alpino pubblicati su molti volumi tematici tra cui “Architettura moderna alpina: i rifugi”, "Il Villaggio Morelli. Identità paesaggistica e patrimonio monumentale”, “L’invention de l’architecture alpinen-Die Erfindung der alpine Architektur-Histoire des Alpes/Storia delle Alpi”, ”Architettura dei servizi in montagna”, “Paesaggi in verticale. Storia, progetto e valorizzazione del patrimonio alpino”, “Destinazione Paradiso. Lo Sporthotel della Val Martello di Gio Ponti”.
Ha curato mostre d’arte e di architettura tra cui “I Sette Savi di Fausto Melotti”, “Idea del Cavaliere di Marino Marini” , “Oggetti Misteriosi di Gio Ponti”, “Everlasting di Helidon Xhixha”, “Folla-Ombra di Costantino Peroni”, “Views di Marco Petrus e Andrea Rovatti”. È responsabile del Patrimonio Artistico e culturale di SEA-Aeroporti di Milano.

Ricordiamo che a Torino il 3/11/2014 è stato presentato SÈANCE, il documentario su Carlo Mollino realizzato dall’artista Yuri Ancarani e prodotto da Sky Arte HD e Dugong Productions, con il sostegno della Torino Piemonte Film Commission e della Fondazione Casa Museo Carlo Mollino, in anteprima ad Artissima 2014.
Inserito all’interno della mostra Shit and Die prodotta da Artissima, che segna il ritorno come curatore di Maurizio Cattelan affiancato da Myriam Ben Salah e Marta Papini, Sèance si prefigge di raccontare la misteriosa e poliedrica figura di Carlo Mollino,  architetto, designer, fotografo, scrittore, pilota di aerei e di auto da corsa. Mollino è una delle personalità artistiche più ‘uniche’ del XX secolo.
Sèance è stato proiettato ne “La casa del riposo del guerriero”, l’abitazione - museo di Mollino a Torino, dove non ha mai abitato e alla quale ha lavorato dal ‘60 al ‘68, e che ancora oggi riecheggia di una delle sue tante passioni: l’occultismo.

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Walter Nardini: Cassino. Fino all’ultimo uomo, Ugo Mursia Editore

Pubblicato per la prima volta nel 1975, questo libro di Walter Nardini è tra i pochi testi che raccontano la battaglia di Cassino dalla parte dei combattenti, mettendo al centro dell'attenzione il "fattore umano".
Attraverso una minuziosa ricerca storica, l'autore ricostruisce nei dettagli i centodiciannove giorni tra gennaio e maggio del 1944, in cui un gruppo di divisioni tedesche a corto di viveri e munizioni e senza l'appoggio dell'aviazione tedesca tentò di resistere agli anglo-americani.
La battaglia di Cassino è vista dalla parte dei soldati, tra sofferenze, illusioni, delusioni, morte.
Tra gennaio e maggio del 1944, per 119 giorni, un gruppo di divisioni tedesche stanche, a corto di viveri e munizioni, senza l’appoggio dell’aviazione tenne testa, a Cassino, alla potente macchina da guerra degli anglo-americani. Attraverso una minuziosa ricerca sul campo, l’esame di migliaia di documenti, la raccolta di testimonianze orali, l’autore ha ricostruito nei minimi dettagli ciò che molti storici hanno dimenticato di analizzare: il fattore umano.

Walter Nardini riceve un riconoscimento per la sua opera dal Sindaco di Cassino, 2004, @ Maggiore Valentino Mattei

Cassino. Fino all'ultimo uomo
Autore: Walter Nardini
Editore: Ugo Mursia Editore
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia
1939-1945 Seconda Guerra Mondiale

Anno edizione: 2008
Pagine: 296 p., Brossura
Lingua: Italiano
Prezzo: €. 22
EAN: 9788842539674
ISBN-10: 8842539678
ISBN-13: 978-8842539674

Walter Nardini con Don Germano Salvelli, 2004, @ Maggiore Valentino Mattei

Walter Nardini (La Spazia, 1937 - Milano, 2019) ha vissuto a San Leo e poi a Rimini fino al 1970. Dopo aver conseguito la laurea a Bologna si è trasferito a Milano.

Walter Nardini con Bill Hawkins, 2004, @ Maggiore Valentino Mattei

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Max Papeschi e Max Fontana: MAX VS MAX, Mondadori Store di piazza Duomo, Milano, 4 febbraio ore 18.30

st art. L’arte per tutti

Milano, Mondadori Megastore, piazza Duomo 1

MAX VS MAX

Presentazione lunedì 4 febbraio ore 18.30


Nello spazio eventi al 3° piano del Mondadori Store di piazza Duomo, “Start L’arte per tutti”  presenta il libro MAX VS MAX (Giunti editore), che mette a confronto due personaggi estremi: Max Papeschi e Max Fontana. Il primo celebre artista reale, ma dalla biografia tanto folle da sembrare inventata; il secondo artista inventato, ma dalla storia al limite del plausibile.

Un po' catalogo d’arte, un po' pamphlet, MAX VS MAX è sicuramente un libro senza precedenti che racconta la storia di un incontro/scontro tra due artisti a dir poco elettrizzanti.
Da una parte Max Papeschi, famigerato quanto tangibile, come la sua opera più famosa, la donna nuda con testa di Topolino su sfondo di una svastica gigante che ha scandalizzato il mondo. Dall’altra l’inafferrabile Max Fontana che di fatto non esiste, se non nel romanzo, ormai di culto, “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler”, nato dalla penna e dalla mente di Massimiliano Parente.
Una sfida giocata attraverso una selezione di irriverenti e sarcastiche opere d’arte, inframezzate da citazioni a sorpresa, commenti perentori e dialoghi al limite del surreale. Una messinscena architettata in un mondo immaginario, in cui i nostri tabù sono spinti alle corde insieme alle nostre più recondite inquietudini. Pop contro Dada, realtà contro finzione, verità contro paura. Chi vincerà? L’artista vero che sembra finto o l’artista inventato che appare reale? Solo il lettore più coraggioso potrà scoprirlo!

In occasione della presentazione del libro sono esposte, per la prima volta a Milano, alcune opere di MAX FONTANA tra le quali: la macchina per tagliare il numero dei parlamentari, il bottone dell’odio e Heil Mary! ,  letteralmente “Tecnica mista con volto di politico austriaco su mezzobusto di icona religiosa di sesso femminile”.
Opere tanto geniali quanto sconvolgenti, in cui quello che è reale può apparire finto e ciò che è vero può sembrare irreale.

Intervengono lo scrittore Massimiliano Parente e l’artista Max Papeschi.
Relatore il critico e curatore d’arte Angelo Crespi


st art. L’arte per tutti
MAX VS MAX
Presentazione: Lunedì 4 febbraio ore 18.30

Ingresso mostra: libero
Ufficio Stampa st art. L’arte per tutti: Maria Grazia Vernuccio - T. +39 335.1282864 - mariagrazia.vernuccio@gmail.com
Orari Megastore: 9 – 23
Informazioni: www.mondadoristore.it - #StartInStore

Mondadori Megastore
piazza Duomo 1
Milano

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Antonio Polito: Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita, Marsilio Editore

Lunedì 5 novembre a Milano, alla Fondazione Stelline di Corso Magenta 61, Antonio Polito, vicedirettore del Corriere della Sera, ha presentato Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita (Marsilio Editore), un testo che racchiude un percorso per la ricerca della felicità, per imparare a vivere il proprio tempo, un paradossale decalogo per fare i conti con le ansie e le incertezze, le opportunità e le scoperte che ogni nuovo inizio, ogni giro di boa, porta con sé.

Antonio Polito e Vittorio Feltri, © Gianni Marussi

Nella vita di ciascuno di noi puntualmente arriva, in forma di vera e propria crisi o di semplice verifica, quello che riconosciamo come un giro di boa. Può succedere a qualsiasi età e per le più svariate ragioni, come quando guardandoci allo specchio notiamo per la prima volta qualcosa che ci sconvolge o l’immagine riflessa non corrisponde più all’essere pieno di energia che sentiamo dentro. Come uscirne senza ricorrere alla fuga dalla carriera, alle avventure mistiche, all’edonismo e a tutto il catalogo di soluzioni che immancabilmente si rivelano illusorie?
Alternando racconto autobiografico e viaggio tra le questioni del nostro tempo, Antonio Polito ci guida alla scoperta di una di quelle fasi in cui avvertiamo un improvviso bisogno di sobrietà, di «fare pulizia» e alleggerirci dai pesi inutili, applicando del sano senso pratico al nostro bagaglio di vissuti e di valori. Una metamorfosi che ha mille facce: riguarda l’essere figli e genitori, la dimensione amorosa, il rapporto con la tecnologia, l’idea della morte, la politica e la responsabilità, la riscoperta del corpo e del piacere.
Mentre rivela che cosa per lui ha superato le maglie della selezione e ciò che invece è risultato d’intralcio alla sua crescita come uomo, padre, cittadino, Polito formula una proposta estesa a tutti: avviare un percorso di «perdita» per riconquistare se stessi può essere la chiave per costruire un nuovo senso di appartenenza e rifondare così non solo le nostre vite, ma il nostro modo di essere comunità. Un invito a ridiventare padroni del proprio tempo, a mollare gli ormeggi e riprendere in mano la propria vita.


Antonio Polito (1956) è vicedirettore del Corriere della Sera.
È autore di due libri intervista (con Eric Hobsbawm e con Ralf Dahrendorf), di "Contro i papà" (2012), "In fondo a destra" (2013) e, con Marsilio, di "Riprendiamoci i nostri figli" (2017, quattro edizioni, premio Pavese).


Ufficio stampa Fondazione Stelline: Marianna Corte -marianna@bonnepresse.com - M. 347 4219001 - 
Ufficio stampa Marsilio: Ambretta Senes - senes@marsilioeditori.it - M. 3358780136

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