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Archivi categoria : Editoria

#acasatuttibene – L’arte ai tempi del Coronavirus: un diario corale – Vanillaedizioni

#ACASATUTTIBENE: UN NUOVO PROGETTO EDITORIALE

Titolo: #acasatuttibene
Sottotitolo: L’arte ai tempi del Coronavirus: un diario corale
Artista: AA.VV. (100 artisti)
Testi: AA.VV. (50 personalità del mondo dell’arte e della cultura)
Lingua: italiano
Dimensione: cm 16,5×24
Formato: brossura filo ref
ISBN: 978-88-6057-466-4
Prezzo: €.30
https://www.vanillaedizioni.com/category/acasatuttibene/


Espoarte, magazine e portale editati dall’Associazione Culturale Arteam, e Vanillaedizioni, hanno collaborato ad un nuovo progetto. Con A Casa Tutti Bene. L’arte ai tempi del Coronavirus: un diario corale si vuole dar voce agli artisti in un momento, come quello che stiamo vivendo, che ha messo in discussione le nostre certezze. Dare la parola agli artisti, da sempre interpreti del nostro tempo, significa soprattutto continuare ad attribuire un giusto valore e un senso rinnovato al nostro discorso attorno ai linguaggi dell’arte, scambiare idee, pensieri e suggerimenti, non necessariamente legati alla situazione contingente della diffusione del COVID-19. Il progetto editoriale – basato su una call ad invito - si è sviluppato su due livelli: il primo, la pubblicazione su espoarte.net dell’insieme dei contributi di pensiero ricevuti da artisti e personalità del mondo della cultura, invitati a diventare parte di una narrazione collettiva in un momento così drammatico della nostra esistenza; il secondo, l’invito agli stessi a dar vita ad una pagina (una piccola opera, un disegno o uno schizzo, una fotografia, una grafica, un pensiero tradotto in testo o anche un racconto breve) che contribuirà a creare un diario corale, testimonianza delle riflessioni generate dalla quarantena e dall’isolamento sociale di questi mesi, che diventerà un libro pubblicato dall’editore Vanillaedizioni.
Il volume ha inoltre l’obiettivo di dare un contributo attivo all’editoria d’arte, mondo a cui appartiene l’associazione Arteam e l’editore Vanillaedizioni, in un momento in cui le condizioni dell’editoria, già di per sé piuttosto difficili, potrebbero complicarsi ulteriormente.

No non muovetevi
c’è un’aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo come in attesa

No non parlatemi
bisognerebbe ritrovare
le giuste solitudini
stare in silenzio ad ascoltare […]

Giorgio Gaber, L’Attesa, 1981-1982

A Casa Tutti Bene. Lo sappiamo che per molti oggi non è così. C’è chi ha bisogno di più “rumore” attorno e chi, invece, di molto più silenzio rispetto a prima.
A Casa Tutti Bene è come una radio da lasciare accesa quando ne abbiamo voglia, da alzare a tutto volume se ci va, da abbassare o silenziare del tutto quando vogliamo stare da soli.
A Casa Tutti Bene non è, quindi, IL progetto di questa quarantena ma UN progetto, IL NOSTRO, unico perché composto da una “teoria” di artisti, uomini e donne di cultura che hanno scelto di condividere con noi il loro tempo, oggi, così dilatato e così compresso.

ARTISTI: Ilaria Abbiento, Aqua Aura, Alessandra Baldoni, Maria Rebecca Ballestra, Maura Banfo, Mirko Baricchi, Matteo Basilé, Valerio Berruti, Elisa Bertaglia, Nicola Bertellotti, Andrea Bianconi, Bianco-Valente, Valentina Biasetti, Silvia Bigi, Alessio Bolognesi, Giorgio Bormida, Alessandro Bulgini, Vincenzo Cabiati, Beppe Calgaro, Alessandra Calò, Erica Campanella, Marcello Campora, Silvia Camporesi, Francesco Candeloro, Andrea Chiesi, Costantino Ciervo, Antonella Cinelli, Laura Cionci, Davide Coltro, Vittorio Corsini, Luca Coser, Giacomo Costa, Vanni Cuoghi, Gino D’Ugo, Antonella De Nisco, Davide Dormino, ELASTIC Group, Serena Fineschi, Jernej Forbici, Andrea Francolino, Giovanni Gaggia, Nadia Galbiati, Roberto Ghezzi, Silvia Giambrone, Michele Giangrande, Giuseppina Giordano, Daniele Girardi, Federica Gonnelli, Gian Luca Groppi, Ester Grossi, Elena Hamerski, Carla Iacono, Angelo Iodice, Pierluigi Lanzillotta, Pierpaolo Lista, Veronica Liuzzi e Francesco Paolo Cosola, Loredana Longo, Luca Longobardi, Paolo Maggis, Nataly Maier, Silvia Margaria, Ilaria Margutti, Angelo Marinelli, Vincenzo Marsiglia, Jacopo Mazzonelli, Nico Mingozzi, Luca Moscariello, Elisa Muliere, Andrej Mussa, Alessandro Neretti (Nero), Silvia Noferi, Nunzio Paci, Alice Padovani, Laurina Paperina, Samantha Passaniti, Tiziana Pers, Jasmine Pignatelli, Ettore Pinelli, Francesca Romana Pinzari, Lorenzo Puglisi, Eva Reguzzoni, Eleonora Roaro, Vincenzo Rusciano, Matteo Sanna, Thomas Scalco, Giorgia Severi, Lapo Simeoni, Giuseppe Stampone, Mario Sughi (nerosunero), Enrico Tealdi, Matteo Tenardi, Giorgio Tentolini, Lamberto Teotino, Mona Lisa Tina, Paolo Troilo, Ivano Troisi, Willy Verginer, Marika Vicari, Virginia Zanetti, Corrado Zeni.

CULTURA: Lorenzo Balbi, Simona Bartolena, Cesare Biasini Selvaggi, Luca Bochicchio, Camilla Boemio, Paolo Bolpagni, Enrico Carlo Bonanate, Giorgio Bonomi, Rosalba Branà, Lorenzo Bruni, Luisa Carcavale, Claudia Casali, Tiziana Casapietra, Chiara Casarin, Martina Cavallarin, Giacinto Di Pietrantonio, Luigi Fassi, Annalisa Ferraro, Alberto Fiz, Manuela Gandini, Federico Giannini, Lorella Giudici, Rocco Guglielmo, Alessia Locatelli, Elisabetta Longari, Lorenzo Madaro, Angela Madesani, Davide Mariani, Gianni Ettore Marussi, Luciano Massari, Stefano Monti, Angel Moya Garcia, Alberto Mugnaini, Claudio Musso, Cesare Orler, Giuseppina Panza di Biumo, Gabriele Perretta, Premiata Ditta S.a.s (Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini), Raffaele Quattrone, Alessandra Redaelli, Leonardo Regano, Lorenzo Respi, Roberto Sala, Carlo Sala, Maria Savarese, Marco Scotini, Marco Senaldi, Nadia Stefanel, Antonello Tolve, Marco Tonelli, Giulia Zamagni.

#acasatuttibene.
Gianni E.A. Marussi: ora in solitudine si può riflettere, studiare, organizzare…

Intervista di Matteo Galbiati

Gianni E.A. Marussi da Milano

Com’è cambiato il tuo modo di lavorare?
Prima le giornate prevedevano conferenze stampa, anteprime delle mostre e molte inaugurazioni delle gallerie private, nel pomeriggio. Ora si possono fare interviste solo via rete e la mancanza del contatto fisico le rende più difficili, quasi innaturali, oltre ai vincoli che la tecnologia impone.
Molti incontri sono proposti su Istagram, ma le connessioni non sono fluide e le immagini con i commenti non sono stimolanti. Lo stesso vale per la proposta delle mostre virtuali. Le opere sono digitali, come virtuale è lo spazio che le “ospita”. 
L’opera d’arte necessita di una comunione, di un pathos che si manifesta guardandola, toccandola come nel caso delle sculture. Si sviluppa nello spazio, nell’ambiente che le ospita. In questa sosta obbligata, si può riflettere, studiare, organizzare gli archivi e pubblicare ciò che era rimasto in sospeso per mancanza di tempo.
I musei civici milanesi, con la prossima riapertura, riproporranno le mostre che erano in corso, con accessi su prenotazione, spazi controllati di accesso e percorrenza, e quindi un numero contingentato di presenze. Le conferenze stampa saranno ancora possibili? E con quali modalità?  Come reagirà il pubblico?
Per proporre nuove esposizioni ci vorrà del tempo e bisogna trovare i finanziamenti e i prestatori d’opere. Per mettere in calendario una mostra ci vogliono almeno due anni di preparazione e, come mi diceva il dott. Piraina, per coprire un costo di un milione di euro, bisogna contare su almeno 80.000 biglietti venduti.
Cosa ti manca? La tua personale esperienza dell’“assenza” e della “mancanza”.
Per noi italiani che siamo abituati a socializzare la reclusione diventa una mancanza profonda di vita. Uscendo, l’altro è una potenziale minaccia, non un tuo simile da abbracciare o con cui ha voglia di scambiare pensieri e parole. I contatti telefonici e video sono assoggettati a questa impotenza. Ricordano le comunicazioni che avvengono tra la base e gli astronauti. A tutto ciò siamo impreparati.
Per non parlare della rivoluzione nei rapporti familiari, complicati da una frequentazione obbligata giornaliera, nei medesimi spazi, con i figli bloccati a casa, senza vedere amici, a studiare, connessi con computer o tablet con i propri insegnanti.
In più anche il rapporto con se stessi cambia, non distratto dalla operosità esterna. Ma quanti hanno normalmente tanto tempo da dedicare a se stessi, usciti dal frenetico vortice del fare?
Per certi versi è come risvegliarsi da una notte d’incubi per ritrovarsi in uno, reale, assai peggiore. Non hai punti di riferimento, storici o culturali, che al di là della dotta citazione, siano paragonabili a quanto ci troviamo ad affrontare, a livello mondiale.
Quale deve essere il ruolo dell’editoria in un momento storico come quello attuale? Un magazine o una piattaforma di informazione specialistica, quali sfide può concorrere ad affrontare?
Il media che maggiormente può svolgere un compito informativo è quello della rete, con testi, immagini, video, disponibile ovunque. L’importante è la qualità. Sbagliato pensare che la rete sia solo uno strumento veloce o peggio didascalico. Ma è anche impossibile pensare a rinunciare all’editoria “classica”, che ha bisogno della carta per comunicarti emozioni, immagini, sottolineare testi…
Come immagini il mondo, quando tutto ripartirà?
Questa esperienza, senza precedenti nella storia dell’umanità, modificherà tutto profondamente. La crisi economica sarà superiore a quella del 1929 con conseguenze inimmaginabili. L’arte non essendo un bene di prima necessità vivrà sicuramente una falcidie di spazi e di funzioni espositive. Credo che l’attuale offerta di mercato sia destinata a essere profondamente rivista a favore di opere rispecchianti valori e canoni etici. Alcuni segnali di com’è già cambiato il mercato delle opere d’arte possono rivelarlo la situazione fallimentare delle due case d’asta più importanti al mondo come Christie’s e Sotheby’s.
Il mondo poi, in questo stop totale di movimento, ha rivelato come la natura abbia ripreso i suoi spazi, regalandoci immagini di cieli, animali, piante, laghi, fiumi, mari… come forse non li avevamo mai visti. Da questo dovremmo e dobbiamo prendere insegnamento. La mobilità va sicuramente ripensata come il rispetto per l’ambiente e noi stessi. Penso che tutto ciò che è accaduto sia un segnale inequivocabile.

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8 marzo – ARTISTE in ARCHIVIO, Archivio libri d’Artista – Palazzo Galloni – Milano – dal 8/03 al 20/03/2021

Inaugurazione: 8 marzo 2021, ore 15/18


In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, aderendo al Palinsesto ‘I Talenti delle Donne’,  promosso dal Comune di Milano, l’Archivio Libri d’Artista di Milano propone libri di artiste presenti in Archivio con un occhio particolare all’area della poesia visiva, tra cui Irma Blank, Mirella Bentivoglio, Betty Danon, Fernanda Fedi, Carla Bertola, Lucia Marcucci, Tomaso Binga, Giulia Niccolai, Kiki Franceschi, Lucia Pescador, Gabriella Benedini.

Questa rassegna vuole essere un omaggio alle artiste italiane e si colloca all’interno della intensa storia dell’Archivio propulsore/promotore della diffusione e conoscenza di questo intermedia attraverso esposizioni, dibattiti, rassegne internazionali, catalogazioni, pubblicazioni.

IO particolare libro a fisarmonica stampato di Mirella Bentivoglio cm 10x10 data non dichiarata

HYPATIE, libro prezioso di Fernanda Fedi, ed. La Diane Française, 8 calcografie dell’artista, testi di R.Monticelli e M.Carrera, cm28x25x3, 2010, 110 copie

Artiste italiane: Bellini Giuliana, Benedini Gabriella, Bentivoglio Mirella, Berardi Rosetta, Bergamini Luisa, Bertola Carla, Binga Tomaso, Blank Irma, Bogliacino Mariella, Boschi Anna, Bosco Rosa, Buttinoni Piera, Caccaro Mirta, Campesan Sara, Cantamessa Maura, Cappanera Loretta, Carrano Gianna, Castano Loriana, Cataldi Francesca, Cibaldi Silvia, Colombo Angela, Danon Betty, Diamantini Chiara, Di Fazio Laura, Ebalginelli Liliana, Emmy Elsa, Fagini Virginia, Fanna Roncoroni MariaPia, Fedi Fernanda, Ferrando Mavi, Finzi Alessandra, Fonticoli Paola, Foschi Rosa, Foster Rebecca, Franceschi Kiki, Garbin Ornella, Gazzola Ombretta, Gorni Meri, Gut Elisabetta, Leonardi Silvana, Loro Mariella, Maggiora Olga, Magnabosco Nadia, Magni Marilde, Malato Paola, Manfredini Federica, Marcucci Lucia, Massinissa Anna, Milani Clara, Milici Virginia, Mitrano Annalisa, Morabia Adriana, Moro-Lin Anna, Mucci Floriana, Nenciulescu Daniela, Niccolai Giulia, Oberto Anna, Occhipinti Angela, Persiani Gloria, Pescador Lucia, Pierelli Alessandra, Pietta Alfa, Piluso Ornella, Pollidori Teresa, Prestento Giustina, Prota Giurleo Antonella, Quintini Rosella, Savoi Alba, Schatz Evelina, Secol Mariuccia, Spagnuolo Lucia,  Squatriti Fausta, Tagliente Grazia, Torelli Anna, Toti Buratti Assunta, Trentin Romolina, Vancheri Anna, Verdirame Armanda, Vitali Rosati Rita, Vitrotto Clotilde.

 

Performance introduttiva di Evelina Carrara e Giulia Poli; Musica (fisarmonica) di Nadio Marenco
Video a cura di Gianni E. A. Marussi / You Tube - Artdirectory Marussi


Il Laboratorio 66 ‘Archivio Libri d’Artista’, viene fondato nel 1983 dall’artista Gino Gini, la cui direzione viene condivisa a partire dal 1987 da Fernanda Fedi, con il proposito di formare un organismo stabile che si adoperi per la raccolta, lo sviluppo e la conoscenza del Libro d’artista contemporaneo. Con questo spirito in vent’anni d’attività sono pervenute circa 600 opere di oltre 400 artisti internazionali. Dal 1987 l’Archivio diventa operativo anche sul piano espositivo in Italia ed all’estero, seguendo percorsi e sistemazioni che si codificano di volta in volta.
In una trentina d’anni Fernanda e Gino, collezionisti e artisti essi stessi, hanno raccolto e catalogato più di un migliaio di libri in tipologie tecniche, nell’ambito della poesia visiva e della écriture plastique: libro stampato, libro stampato + intervento a mano, libro xerox,  libro xerox + interventi a mano, libro in copia unica, libro oggetto, libro a fisarmonica, libro monotipo, libro prezioso, mini-libro, libro assemblato, libro fluxus,  libro ‘potenziale’...
Una cinquantina le mostre internazionali dedicate al libro d’artista: Palazzo Sormani - Milano, Biblioteca Nazionale - Roma. Museum Mainzer, Lingotto - Torino, Museo Pessoa - Lisbona, Palazzo Bertolazzi - Trento, Palazzo Caputi - Ruvo di Puglia, Istituto Portoghese - Roma, Biblioteca de Camoes - Lisbona, Fiera del Libro - Marsiglia, Stelline - Milano, Biblioteca Alexandrina di Alessandra d’Egitto, Museo di Pietroburgo. Biblioteca Braidense - Milano, Adiutorium Mahler - Milano, Palazzo Trini di Foligno...

Naturalmente nel nostro caso la lettura e selezione delle opere segue un percorso personale che ovviamente potrà essere differente da quello dello storico, del collezionista, del bibliofilo, del critico; si è subito intuito che il temine ‘libro d’artista’ possa apparire generico assommando in esso genere, forme, intenzioni e molteplici esperienze creative. Tutto ciò ci ha indotto a formulare una catalogazione dei libri per tipologie tecniche, tenendo presente come elemento base la messa in forma del libro d’artista...
(Da Ipotesi per una metodologia del Libro d’Artista. Quaderni di grafica G1. Pubblicazione didattica AABB di Brera Milano. Testo di Fernanda Fedi e Gino Gini, 2014)

8 MARZO - ARTISTE in ARCHIVIO
Inaugurazione: 8 marzo 2021, ore 15/18
Dal
8/03 al 20/03/2021, su appuntamento
Con il Patrocinio di: Municipio 6, Comune di Milano
Informazioni: M. 348.0357695 - www.fedi-gini-artistbook.org - fernanda-fedi@tiscali.it

Archivio Libri d’Artista
Fernanda Fedi - Gino Gini
Palazzo Galloni

Alzaia Naviglio Grande, 66
20144 Milano

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Giorgia Cassini: “DMINC. Personalità multipla. L’arte di Delfina Mincarell” – Mondadori Electa

Il volume, intitolato “DMINC. Personalità multipla”, è un’edizione illustrata dell’opera dell’artista di fama internazionale Delfina Mincarelli.
La monografia, edita da Mondadori Electa (collana Progetti Speciali Rizzoli), attraverso il saggio critico di Giorgia Cassini, noto critico d’arte e conduttrice televisiva, ne viene ricostruita l’evoluzione artistica avvalendosi di un’ampia documentazione fotografica di scatti d’autore. Viene così rivelata l’arte di DMINC che parte dall’osservazione di ciò che la circonda, dai materiali agli oggetti più eterogenei sublimati poi dalla personalità dell’artista italo-svizzera dai primi esordi nel mondo dell’arte fino all’odierno eclettismo stilistico che caratterizza in ambito internazionale la sua produzione artistica con uno stilema originale, polimaterico, ultramoderno. 
Pittrice e scultrice eclettica e originale, DMINC (nome d'arte di Delfina Mincarelli) si è affermata in ambito internazionale per le sue imponenti tele e il suo stile forte e innovativo, che unisce nel linguaggio universale dell'arte l'ideale di bellezza classico alla preziosa fastosità di tradizione orientale. La monografia ripercorre le tappe della sua crescita professionale, dal debutto presso la Caelum Gallery a Chelsea (celebre art district di Manhattan a New York), alle innumerevoli esposizioni a Los Angeles, New York, San Diego, Miami, Hong Kong, Shanghai, Dubai, Montecarlo, Londra, Parigi.
Un'ampia documentazione fotografica, accompagnata dalla lettura critica di Giorgia Cassini, ne ripercorre l'evoluzione artistica e ne descrive le numerose e imponenti tele esposte in permanenza nell’elegante showroom milanese di via del Gesù, nel cuore del quadrilatero della moda, tra via Montenapoleone e via della Spiga.

Scrive Giorgia Cassini: "Quadri tridimensionali da leggersi come un insieme di suggestioni, di textures e patterns diversi rifiniti con una miriade certosina di conchiglie, di cristalli, di decori ricorrenti nel mondo della moda e nel jewellery design a creare un favoloso effetto poetico in versione deluxe".

Nei diversi capitoli il critico d’arte presenta e descrive le svariate e imponenti tele esposte in permanenza nell’elegante showroom milanese di via del Gesù, nel cuore del quadrilatero della moda, tra via Montenapoleone e via della Spiga.
L’autrice, pagina dopo pagina, commenta e analizza le opere della pittrice Italo - svizzera dai primi esordi nel mondo dell’arte fino all’odierno eclettismo stilistico che caratterizza in ambito internazionale la sua produzione artistica con uno stilema originale, polimaterico, ultramoderno.

 


DMINC. Personalità multipla. L'arte di Delfina Mincarelli
Autore: Giorgia Cassini
Editore: Mondadori Electa

Collana: Progetti Speciali Rizzoli
Formato: Rilegato
Edizione: illustrata
Pagine: 159
Lingua: Italiano
Prezzo: € 50,oo
Pubblicazione: 1 dicembre 2020
EAN: 9788891830036
ISBN: 8891830038

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Lea Vergine, Lea Buoncristiano (Napoli, 5/03/1936 – Milano, 20/102020)

L’arte non è necessaria. È il superfluo. E quello che ci serve per essere un po’ felici o meno infelici è il superfluo. Non può utilizzarla, l’arte, nella vita. ‘Arte e vita’ sì, nel senso che ti ci dedichi a quella cosa, ma non è che l’arte ti possa aiutare. Costituisce un rifugio, una difesa. In questo senso è come una benzodiazepina...
L’arte ti costringe a confrontarti col tuo lato oscuro.

Lea Vergine


All'anagrafe Lea Buoncristiano, critica d'arte, curatrice, studiosa dei nuovi linguaggi visivi come la body art. Una delle figure di spicco del mondo dell’arte degli ultimi cinquant’anni.

Gillo Dorfles e Lea Vergine

Immancabile in coppia con Gillo Dorfles alle inaugurazioni delle mostre a Milano, dove si era trasferita negli anni '70. Amica di Arturo Schwartz, ha curato molte mostre alla Galleria Milano di Carla Pellegrini.

Lea Vergine e Carla Pellegrini, 1969

Ha iniziato la sua attività come critica a soli 19 anni, abbandonando la facoltà di Filosofia per scrivere su riviste e giornali locali. Sempre a 19 anni si sposa con il suo primo marito da cui il cognome Vergine che usa per firmare i suoi articoli e libri. A 23 anni organizza una mostra su Lucio Fontana, negli anni 80 organizza a Palazzo Reale di Milano una delle mostre più famose intitolata L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940, pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, per cui scrisse anche numerosi libri, ponendo in rilievo la funzione delle donne nei fenomeni artistici della prima metà del 20° sec., apportando un contributo fondamentale sia nell'approccio critico sia nella rivalutazione dell'opera artistica femminile.

Lea Vergine: Il corpo come linguaggio, Prearo Editore, 1974

Sposata con il grande designer e accademico Enzo Mari (Novara, 31/12/1932 - Milano, 19 /10/2020), mancato il giorno prima anche lui per le complicazioni dovute alla Covid-19. S’incontrarono a Napoli, dove lei viveva, su invito di Giulio Carlo Argan. "Lavorammo per un anno a Linea Struttura, una nuova rivista d’avanguardia. Venne bene, ma i giovani si sentono profeti e noi eravamo rigidissimi…così ne uscì un numero solo."

Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo: “Un giorno dopo la scomparsa del compagno di una vita, Enzo Mari, se ne va Lea Vergine. Un altro pilastro della cultura italiana viene a mancare, ma il suo lavoro nella critica d’arte e nella curatela di innumerevoli mostre lascia un segno profondo.
Leonardo Caffo:Lea Vergine, addio. Talvolta l’amore è così potente che spegne insieme la vita. Non ci sono parole per il romanticismo tragico di questa notizia: la struggente meraviglia di questo dolore.” 
Kathryn Weir, direttrice artistica del Madre. “Donna dell’avanguardia e critica straordinaria, era dotata di grande sensibilità unita ad uno spirito curioso e indomito, sempre attento alle espressioni artistiche più innovative. Napoletana di nascita e milanese di adozione, ha sempre mantenuto un costante rapporto con la sua terra d’origine; proprio per il suo impegno, la sua professionalità e il suo contributo, la attendevamo nel museo d’arte contemporanea della sua città per attribuirle il Matronato alla Carriera 2020 della Fondazione. Lascia un immenso vuoto, ma, allo stesso tempo, l’impegno a conservare e non disperdere la sua grande eredità intellettuale.”


Il corpo come linguaggio. Body art e storie simili, Prearo editore, 1974
Attraverso l'Arte. Pratica politica. Pagare il '68., Arcana, 1976
Dall'Informale alla Body Art. Dieci voci dell'Arte Contemporanea: 1960/1970. Gruppo Editoriale Forma, 1976
L'altra metà dell'avanguardia. 1910-1940, Mazzotta editore, 1980
L'Arte ritrovata, Rizzoli, 1982
Capri. Frammenti postumi con Emanuela Fermani e Sergio Lambiase, Feltrinelli, 1983
Arte programmata e cinetica 1953-1963. L'ultima avanguardia, Gabriele Mazzotta Editore, 1983
L'Arte in gioco, Garzanti, 1988
Gli ultimi eccentrici, Rizzoli, 1990
L'arte in trincea. Lessico delle tendenze artistiche 1960-1990, Skira, 1996
Body art e storie simili. Il corpo come linguaggio, Skira, 2000
Ininterrotti transiti, Rizzoli, 2001
Schegge. Ester Coen intervista Lea Vergine sull'arte e la critica contemporanea, Skira, 2001
Annette Messager. Pudique, publique, con Storr Robert, Gli Ori, 2002
L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, Il Saggiatore, 2005
Hallenbad book. Ediz. italiana e inglese, con Letizia Cariello, Charta, 2006
Parole sull'arte. 1965-2007, il Saggiatore, 2008
La vita, forse l'arte, Archinto, 2014
L’arte non è faccenda di persone perbene. Conversazione con Chiara Gatti, Rizzoli, 2016 

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Enzo Fortunato: La tunica e la tonaca. Due vite straordinarie, due messaggi indelebili – Mondadori Editore

Enzo Fortunato: La tunica e la tonaca. Due vite straordinarie, due messaggi indelebili
Editore: Mondadori
Collana
: Varia saggistica italiana
Data di Pubblicazione
: settembre 2020
Formato
: rilegato
Pagine
144

EAN: 9788804734703
ISBN
: 8804734701

Prezzo: € 17,00

La tonaca di San Francesco, rammendata da Santa Chiara con delle toppe ricavate dal suo mantello. La tunica di Gesù, che i soldati si giocano a dadi sul Golgota.
Due abiti che simboleggiano un cambiamento e una vita nuova, quella del Santo di Assisi che indossa il saio dopo aver abbandonato i suoi beni terreni e quella del Cristo, che spogliato del suo vestito, risorge dopo la crocifissione.
La riflessione alla base del volume è quindi quella di ”ricucire”, come fece Santa Chiara, la società e l’umanità colpita dalla pandemia. “A tutti noi, dai giovani agli anziani, il compito di lavorare ogni giorno per ritessere quei lembi del mantello strappato o lacerato nelle nostre società, affinché tutti vivano in pace e in fraternità”, scrive nella prefazione il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana.
I due abiti “la tunica e la tonaca”, sono quindi il tema e il titolo del nuovo libro di padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, pubblicato da Mondadori.
Presentato il 1° ottobre presso il Protettorato San Giuseppe di Roma dal segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin e il direttore dell'ANSA Luigi Contu. Ha introdotto il presidente dell'Associazione Giovane Europa, Angelo Chiorazzo.
"Alla vigilia della firma della terza enciclica di Papa Francesco, ci rendiamo conto che per riparare, ricucire, abbiamo bisogno della fraternità e superare la contrapposizione amico nemico, bianco nero. Il nostro tempo liquido e triste, colpito dalla pandemia può sembrare un tempo per realisti, per costruttori di muri, eppure è proprio in questo nostro tempo che Francesco ha scelto il vocativo 'Fratelli tutti'. E del resto anche il mondo di San Francesco non era pacifico, era un groviglio di conflitti pieno di mura e di torrette difensive. Proprio in questo contesto emerse l'audacia di uno sparuto gruppo che volle predicare la pace". Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, anticipando così, alla presentazione del libro "La tunica e la tonaca" di padre Enzo Fortunato, i contenuti dell'enciclica che Papa Francesco firmerà ad Assisi il 3 ottobre e dal titolo "Fratelli tutti". Ricollegandosi ai francescani, "il Papa - ha continuato Parolin - ci invita a scoprire l'altro come fratello e rimarrà nella storia non solo perché sarà la prima firmata fuori Roma ma soprattutto come bussola per l'uomo smarrito". 
Luigi Contu: "Perché tanti laici sono attirati da questa cultura francescana?  Io penso perché contiene un messaggio universale, un messaggio di dialogo, di apertura, di alta spiritualità che però arriva fino alle cose terrene".
Padre Fortunato: “Abbiamo bisogno di una bussola nel nostro cammino e questa bussola, che per il cristiano è il Vangelo, è capace di sorprenderci continuamente in questa navigazione”. Al momento attuale “la bussola della società spaventata dal covid, disorientata dalla crisi economica e impoverita dalla situazione conflittuale che si sta vivendo nel mondo”, non può che essere la fraternità, “l’uno per l’altro e l’uno accanto all’altro. In fondo questo ha fatto Francesco d’Assisi ha rivoluzionato una società a forma piramidale nel Medioevo per proporre una società circolare, dove ognuna stava accanto all’altro”.

Nel corso di una normale riunione di redazione della rivista «San Francesco», il direttore, padre Enzo Fortunato, trova in archivio, a sorpresa, un vecchio articolo scritto in occasione del restauro della tonaca del Santo di Assisi.
Nell’articolo è spiegato che i rammendi del saio di san Francesco risultavano fatti da Chiara d’Assisi utilizzando delle toppe ricavate dal proprio mantello.
Per tutti è un’immagine potente, quasi uno scoop: colpisce perché parla di un’unione di fede e di spirito che va oltre l’immaginabile, ma sottolinea anche l’importanza del ricucire gli strappi, dell’imparare a recuperare, non solo le cose, ma anche i rapporti. L’abito rattoppato di Francesco getta sì luce sul ruolo di Chiara nel prendersi cura dell’altro, del «fratello», ma ci dice anche quanto sia necessario, oggi in particolare, riparare.
Nella figura e nelle proporzioni, la tonaca francescana, scelta dal Santo perché quotidiana veste da lavoro dei contadini del suo tempo, ricorda, con le due larghe maniche cucite perpendicolarmente alla linea delle spalle, il disegno della croce. Tanto da spingere il pensiero a un’altra «tonaca», anzi a una «tunica»: quella che i soldati, dopo aver crocifisso Gesù, si giocano ai dadi sul Golgota e di cui restano due reliquie illustri, l’una a Treviri e l’altra ad Argenteuil. Quella tunica, tessuta tutta d’un pezzo, è considerata un simbolo dell’unità dei cristiani.
La comparazione proposta in questo libro altro non è che il confronto tra il Maestro e il suo discepolo, ovvero tra Gesù di Nazaret e Francesco d’Assisi: un parallelismo fatto attraverso i loro indumenti e le loro spogliazioni, che sottolinea, oltre all’immensa grandezza di questi due personaggi, l’affinità elettiva esistente tra loro.
Possono due abiti essere emblema di una storia e incarnare la Parola di coloro che li indossano? È certamente così: la tunica di Gesù e la tonaca di san Francesco sono simboli di fragilità, ma al tempo stesso di dignità, di unità e di condivisione; emblemi dell’universale messaggio cristiano, che significa amore, e dello spirito francescano, precursore della cura per il pianeta.
Per questo La tunica e la tonaca è un incredibile viaggio tra Gesù e Francesco, due figure straordinarie che - l’uno deriso e spogliato a forza, l’altro spogliandosi spontaneamente - hanno cambiato il mondo.

Enzo Fortunato è frate minore conventuale di Assisi, giornalista, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile «San Francesco».
Ha collaborato con «L'Osservatore Romano» e scrive per «Avvenire», «Corriere della Sera», «Huffington Post» e «Gruppo QN».
È volto di Rai1 con la rubrica «Tg1 Dialogo» e voce di Rai Radio1 con «In viaggio con Francesco».
Tiene seminari e conferenze in Italia e all'estero. Delicate e significative le sue missioni per progetti umanitari internazionali nella ricerca della pace e del bene comune. Da Mondadori ha pubblicato Vado da Francesco (2014) e Francesco il ribelle (2018).

 

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