SiteLock

Archivi categoria : Editoria

Chiara Dynys. Skira Special Edition – IN LIVE STREAMING – Museo Poldi Pezzoli – Milano – 1/10/2020 – 18:30

Chiara Dynys. Skira Special Edition
a cura di Giorgio Verzotti,
Skira editore

Il primo ottobre 2020, alle 18:30, sarà presentata, in diretta dal Museo Poldi Pezzoli di Milano, la nuova monografia d’artista Chiara Dynys Skira Special Edition.
Il volume, a cura di Giorgio Verzotti, ripercorre l'intera produzione dell'artista con un taglio critico inedito basato su quattro campi semantici cui può essere ricondotta la sua produzione. Il libro è in edizione speciale a tiratura limitata di 500 copie inserite in un multiplo studiato ad hoc dall'artista, concepito per vivere separatamente dal volume come una vera e propria scultura.
Ad arricchire la presentazione sarà un qualificato tavolo di relatori, da sempre attenti allo sviluppo del percorso artistico di Chiara Dynys, pronti a proporre originali letture critiche: la direttrice del Museo Poldi Pezzoli Annalisa Zanni, il curatore e gallerista Eduardo Cicelyn, la giornalista e curatrice Francesca Pini e la giornalista e curatrice Fiorella Minervino. Saranno naturalmente presenti l'artista e il curatore del volume Giorgio Verzotti.

Sarà possibile seguire la presentazione in diretta sul profilo Instagram di Skira e tramite la piattaforma Zoom al seguente link: https://us02web.zoom.us/j/7375628532

Print Friendly, PDF & Email

Franco Maria Ricci (Parma, 2/12/1937 – Fontanellato, 10/09/2020)

Il grande editore, bibliofilo, grafico, designer, collezionista raffinato, cavaliere e comandante dell’Ordre des Arts et Lettressi è spento nella sua casa di Fontanellato all'età di 82 anni. 
A Fontanellato (Parma) ha creato il percorso labirintico più grande del mondo. Una meraviglia del sapere e dell'immaginario e un polmone di ossigeno di 200.000 piante di bambù, come amava sottolineare, augurandosi che le autostrade lo adottassero.
Sognai per la prima volta di costruire il labirinto trent’anni fa, quando conobbi Jorge Luis Borges. Il Labirinto, si sa, era da sempre uno dei suoi temi preferiti. A differenza di quello di Minosse, che era una prigione, il mio labirinto vuole essere un giardino in cui perdersi senza pericolo“.

Un editore raffinato e unico. Il suo sogno di bellezza è stato antitetico alle scelte dell'arte contemporanea, spiaggia del brutto e del desolante. Molto vicino a quanto come editore de "Le arti" abbiamo sempre sostenuto, nel valore di quanto abbiamo inteso come Cultura.
Questo 2012 è un continuo rimpiangere eccellenze con cui non ci confronteremo e che hanno lasciano un vuoto assordante, già dalla fine del Novecento, che ci aveva reso orfani, e mi reputo fortunato ad averne conosciuto e frequentato tutte le massime intelligenze, nelle loro meravigliose declinazioni.


«La scomparsa di Franco Maria Ricci è un grande dolore. Con lui viene a mancare un intellettuale di straordinaria sensibilità e intelligenza, un editore colto e raffinato, un uomo che ha sempre operato per divulgare la conoscenza del nostro patrimonio culturale».
Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali

"Lo ricordo con affetto e stima. Cultore del bello e della bellezza come motori del mondo, un uomo d'altri tempi, pacato e riflessivo. Un'anima sincera e un esempio per chiunque, ha saputo portare in alto il nome di Parma, in Italia e nel mondo. La città lo ricorderà sempre, grazie Franco Maria Ricci per tutto quello che hai fatto e realizzato".
Federico Pizzarotti, sindaco di Parma.

"Perdiamo una persona di grande spessore. Nella sua vita, in ogni pensiero e iniziativa ha fatto cultura, dall’editoria al design. FMR, per molti la rivista d’arte più bella al mondo, e il Labirinto della Masone a Fontanellato, nel parmense, dicono dell’eleganza e del fascino delle sue idee e modo di essere. Il pensiero va ai familiari, al quale esprimo vicinanza e le più sentite condoglianze anche a nome della Giunta e dell’intera comunità regionale".
Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.


Graphic designer, editore, collezionista d’arte, appassionato bibliofilo, costruttore di labirinti neo-ottuagenario: Franco Maria Ricci è stato tutto questo e molto altro. Folgorato dall’incontro con l’opera di Bodoni, (1740-1813), Franco Maria Ricci ha iniziato la sua carriera di editore nel 1963, con una ristampa anastatica del Manuale Tipografico, coltivando in parallelo un forte interesse per la grafica che lo ha portato a disegnare i marchi e le pubblicità per diverse grandi aziende, italiane e straniere. Il gusto per la bellezza del corpo della scrittura, per le proporzioni e l’armonia dell’impaginazione è all’origine delle sue collane. I Segni dell’Uomo, Morgana, Quadreria, Luxe, calme et volupté, Curiosa, Iconographia, La biblioteca blu, Top Symbols and Trademarks of the World, Varia, La Biblioteca di Babele, Guide impossibili, Grand Tour, Antichi Stati, Signorie e Principati, e le Enciclopedie delle città e delle regioni d’Italia, Milano, Parma, Roma, la Sicilia: etichette sotto le quali si allineano volumi e formati di natura diversa, nella maggior parte dei casi ricchi di splendide immagini affiancate da testi di qualità. Reso celebre nel mondo dalla rivista FMR, pubblicata dal 1982 al 2004, e definita da Federico Fellinila perla nera”, ha portato avanti la sua attività editoriale fino ad oggi, contemporaneamente al progetto del Labirinto della Masone, a lungo sognato, poi costruito e realizzato.

Per festeggiare il suo ottantesimo compleanno e celebrare un percorso di vita volto sempre alla ricerca della Bellezza, il team del Labirinto della Masone, con il sostegno della Fondazione Teatro Regio e del Comune di Parma, avevano organizzano l'8 dicembre 2017 presso il Teatro Regio di Parma la proiezione in anteprima assoluta del documentario Éphémère. La Bellezza inevitabile, realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri.

Il documentario, prodotto da Catrina Producciones con il sostegno di Smeg, Fratelli Berlucchi e SCIC, e con la partnership tecnica di Fujifilm, American Airlines e OnClassical, presenta la storia di Franco Maria Ricci.
Metafora di tutta una vita e fil rouge visivo del documentario è il labirinto, (ultima) opera monumentale che Ricci ha inaugurato nel 2015 nella sua Fontanellato. Perdendosi tra corridoi e incroci di questo dedalo, circondati da alte pareti di bambù, gli spettatori percorrono simbolicamente e visivamente il sogno del labirinto fisico e metaforico, ispirato all’editore dall’amico e collaboratore Jorge Luis Borges fin dagli anni Ottanta.
La proiezione è stata preceduta dai saluti del sindaco Federico Pizzarotti e dagli auguri degli amici Vittorio Sgarbi e Mario Lanfranchi.




Ci sono persone capaci di guardare al passato, al presente e al futuro con una lucidità visionaria e una chiarezza tali da coglierne l’essenza e imprimervi la propria firma in maniera indelebile. Franco Maria Ricci, creatore ed editore dei libri d’arte più eleganti e apprezzati internazionalmente, lo ha fatto, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, risvegliando, insieme all’arte della stampa, il gusto per il bello di milioni di bibliofili in tutto il mondo. Artista grafico, collezionista appassionato e raffinato esteta, ha avuto il coraggio e l’ambizione di dettare, senza compromessi, il proprio concetto di bellezza, originale, fuori dal comune, barocco eppure essenziale, collaborando con molti tra i più grandi personaggi della cultura contemporanea e influenzando il mondo dell’arte e dell’editoria per decenni. 
È lo stesso Ricci, tra i corridoi di bambù del suo labirinto e le sale della sua collezione d’arte, a raccontare la propria storia nel documentario Éphémère - La bellezza inevitabile. Non una biografia esaustiva, ma una lunga serie di emozioni, ricordi di avventure surreali, incontri e amicizie profonde e imperiture. Alcuni di quegli amici – tra i quali il regista Bernardo Bertolucci, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, gli editori Feltrinelli, Hoepli e Taschen e il direttore del Musée d’Orsay Guy Cogeval – intervengono nel racconto, con affetto e stima palpabili, e con aneddoti capaci di dipingere il profilo unico e poliedrico di un genio italiano, ma anche di un uomo brillante, divertente e di grande umanità. Da Parma a Parigi, da New York alla Buenos Aires di Boges, il documentario percorre la vita e i sogni realizzati di uno dei più influenti maître à penser della seconda metà del XX secolo. Perdendosi tra corridoi e incroci del labirinto più grande del mondo, gli spettatori percorrono simbolicamente e visivamente il sogno della vita di Franco Maria Ricci, l’editore d’arte, designer e collezionista eclettico che ha saputo sorprendere il mondo con le sue opere e influenzare il gusto di generazioni di bibliofili e amanti del bello. Nel documentario, Éphémère - La bellezza inevitabile, i ricordi dello stesso protagonista, riportati in prima persona, raccontano, da un punto di vista evocativo e non didascalico, la storia di questo intellettuale visionario, un vero genio italiano, capace di dare il proprio contributo, originale e indelebile, nei diversi ambiti della cultura. Attraverso le sue collaborazioni e le profonde amicizie con alcuni dei personaggi più importanti del contesto internazionale, ha saputo unire in maniera inedita arte e letteratura, design e narrativa. 
Le parole di Franco Maria Ricci si alternano alle interviste ad alcuni di questi personaggi che hanno condiviso con lui parte del cammino personale e professionale – tra i quali il regista Bernardo Bertolucci, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, gli editori Feltrinelli, Hoepli e Taschen e il direttore del Musée d’Orsay Guy Cogeval – e che presentano il protagonista come un sensibile estimatore e conoscitore della bellezza in tutte le sue forme, un uomo delle grandi scommesse, un cercatore, un sognatore tenace, un visionario ambizioso, un intellettuale raffinato, ma anche, semplicemente, un caro amico. 
Il senso del documentario, come pure della storia personale di Franco Maria Ricci, si sviluppa in un movimento segnato da ossimori, dicotomie e opposti: Parma e il Jet-set internazionale; l’eleganza classica del segno e la sua collezione d’arte, eclettica e aperta all’irrazionale; il fantastico e la ragione illuminista; l’artigianato, prezioso e popolare, e l’arte, aristocratica ed elitaria. Questi contrasti, mai presentati in forma totalmente esplicita, sono individuati non già come elementi superati da una sintesi, ma come segno e cifra della personalità complessa e poliedrica del protagonista, raccontata nei diversi “capitoli” che compongono il documentario: Bodoni, Borges, La grafica, Il nero e l’oro, FMR, Il collezionista e, infine, di nuovo Il labirinto. 
E proprio il labirinto, sogno borgesiano, metafora di tutta una vita e fil rouge visivo del documentario, è l’ultima opera monumentale che Ricci ha realizzato tra il 2004 e il 2015 nella sua Fontanellato, quando, come Greta Garbo, ha lasciato le scene all’apice della fama, e, come il principe di Ligne, si è dedicato alla cura di un giardino senza uguali.
Il documentario nasce dall’incontro professionale del regista Simone Marcelli col collezionista Franco Maria Ricci, per un precedente lavoro documentale sull’artista Adolfo Wildt. Non sempre conoscere i propri miti e le icone della propria formazione culturale riserva sorprese gradite. Ma in questo caso, lungi da incontrare una delusione, il fascino della vita e del lavoro di Ricci si sono presentati con forza ancor più dirompente, ascoltandone i racconti spontanei e divertenti, osservando il sorriso emozionato, oggi come quarant’anni fa, di fronte alle avventure più ambiziose e agli incontri più incredibili. 


Il Labirinto più grande del mondo nasce a Fontanellato da un’idea di Franco Maria Ricci e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto anche visto come metafora della condizione umana.
Ci sono labirinti con Minotauri. E giardini colmi di delizie. Eden in cui è bello vagare, labirinti mentali dove perdersi e poi ritrovarsi.
Quello di Ricci, esteta di gusto eccelso e da sempre amante del bello, è un dedalo elegante e seducente. Un luogo di cultura, disteso su otto ettari di terreno, da lui progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi, che ha eseguito i sorprendenti edifici, e Davide Dutto che ha progettato la geometria del parco. Si trova a Fontanellato, Parma, borgo ricco di storia. Il Labirinto di bambù è da considerare come un lascito a quel lembo di Pianura Padana comprendente Parma, il suo contado e le città vicine, al quale Ricci è legato dalla nascita e la cui importanza per l’arte e il paesaggio italiano è spesso sottovalutata. Parma è sempre stata un luogo di delizie, culla di grandi e preziose collezioni d’arte. Fontanellato, con il suo splendido centro storico, la Rocca Sanvitale, gli affreschi di Parmigianino, racchiude in sé uno straordinario patrimonio artistico, e si è affermata anche per la buona cucina. Ad affascinare Ricci oltre alla vicinanza ad un posto così ricco di bellezza, è anche l’affetto per la natura campestre di Fontanellato, nello specifico la tenuta Masone, che appartiene alla sua famiglia da generazioni. Un luogo unico sotto ogni aspetto: Il Labirinto è un luogo multiforme e originale, a partire dall’architettura dell’intero progetto. Tre sono le forme del labirinto classico: quella cretese a sette spire; quella del labirinto romano, con angoli retti e suddivisa in quartieri (quattro labirinti intercomunicanti); quella del labirinto cristiano a undici spire, del tipo Chartres. Ricci ha scelto di ispirarsi alla seconda, tuttavia rielaborandola e introducendo qua e là delle piccole trappole: bivi e vicoli ciechi, che nei labirinti romani, rigorosamente univiari, non c’erano. Il perimetro è a forma di stella, forma che compare per la prima volta nel Trattato di architettura del Filarete, e in seguito fu adottata da Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta e dalla Repubblica Veneta a Palmanova in Friuli. Il progetto del Labirinto ha subito una lunga elaborazione insieme all’architetto Davide Dutto, che per Franco Maria Ricci aveva curato un volume con le ricostruzioni virtuali del Giardino di Polifilo. All’interno del Labirinto risiede anche una cappella a forma di piramide, a commemorazione dell’antico legame tra i labirinti e la Fede. Sul pavimento di questo edifico è raffigurato un labirinto come un continuo richiamo tra esterno ed interno e in questo luogo sarà anche possibile celebrare cerimonie. 
Franco Maria Ricci ha scoperto la sua passione per il bambù negli anni Ottanta. Ha piantato in questi anni più di 20.000 bambù e nel parco se ne possono trovare circa venti specie differenti, da quelle nane a quelle giganti.
Si tratta di una pianta straordinaria che non si ammala, non si spoglia d’inverno, assorbe grandi quantità d’anidride carbonica.
Il Labirinto è la dimostrazione vivente delle immense potenzialità di questa pianta. Persino il pavimento a parquet degli edifici è stato realizzato con lo stesso materiale, per una maggiore coerenza dell’intero progetto.
La vastissima collezione d’arte di Franco Maria Ricci è ospitata nel Museo. Ad oggi comprende oltre 500 opere fra pitture, sculture e oggetti d’arte, dal ‘500 al ‘900. La prima delle numerose mostre temporanee che si alterneranno, verrà inaugurata il 28 maggio e si intitolerà “Arte e follia”, curata da Vittorio Sgarbi. L’eclettismo di Ricci si nota anche nella varietà delle opere collezionate: da Bernini a Ligabue da Carracci alla sua preziosissima Jaguar degli anni’60. La biblioteca contiene l’intera collezione di volumi stampati da Bodoni: oltre 1.200 volumi con preziosissime legature, raccolti negli anni da Ricci. Inoltre, nel Labirinto sono esposte tutte le sue edizioni e quelle di un altro importante esponente della bibliofilia italiana, Alberto Tallone.

Print Friendly, PDF & Email

Gabriele Maquignaz, La porta dell’aldilà, Libreria Bocca, Milano, 6/02/2020

Giovedì 6 febbraio 2020 alle 18.30 alla Libreria Bocca di Milano un incontro con l'artista Gabriele Maquignaz.
Il nuovo volume edito da Skira: “Gabriele Maquignaz. La Porta dell’Aldilà” è stato presentato dallo storico dell’arte Philippe Daverio, dallo storico e critico d’arte Guido Folco (direttore del Museo MIIT e della casa editrice Italia Arte di Torino e del CDA Centro Documentazione Artistica del MIIT, Presidente Galleria Folco, Responsabile Culturale Aspim Europa), da Luigi Vigna, (già Restauratore e Conservatore MIBACT: Museo Egizio Torino, Uffizi Firenze, Docente Opificio delle Pietre Dure di Firenze e Docente universitario, da Elvira D'Amicone, (Già Responsabile Museo Egizio di Torino, Archeologa, Egittologa e Docente universitario) e da Alessandro Bonfanti di Skira Editore.

Gabriele Maquignaz. La porta dell'aldilà.
A cura di: Guido Folco e Philippe Daverio
Con testi di: Philippe Daverio, Guido Folco, Elvira D'Amicone, Luigi Vigna, Giorgia Cassini, Maurizia Tazartes, Francesco Santaniello, Paolo Turati.
Editore: Skira - Ediz. italiana, inglese e francese

Pubblicazione: gennaio 2020
EAN: 9788857240732
ISBN: 8857240738
Pagine: 176
Rilegatura: Cartonato
Dimensioni: 24 x 28 cm
Illustrazioni a colori: 65
Prezzo: € 35,00


Nella monumentale scenografia della Galleria Vittorio Emanuele di Milano  l’artista Gabriele Maquignaz ha dato vita ad una performance artistica, mistica, spirituale, concettuale, davanti al Ristorante Cracco, alla Libreria Bocca e alle più famose griffes mondialisuperando per la prima volta nella storia dell’arte le tre dimensioni dell’altezza, della profondità e della larghezza, varcando così lo spazio-tempo di questa dimensione per operare contemporaneamente anche nell’ “Altra” dimensione. Durante la performance Gabriele Maquignaz, attraverso un taglio codificato e ragionato sulla tela, ha aperto la Porta per l’Aldilà con il suo speciale taglierino, forgiato in oro, acciaio, alluminio e ceramica, autentico codice-chiave Aldilà, legando per sempre le due dimensioni nell’arte. Una performance unica ed eccezionale a cui Gabriele Maquignaz arriva dopo una vita di ricerca e sperimentazione artistica e filosofica. 
L’evento segue l’apertura della Porta dell’Aldilà, realizzata un anno e mezzo fa nella storica location di Pozzo Garitta ad Albissola Marina, davanti allo studio che fu di Lucio Fontana e apre un anno di grandi appuntamenti artistici dedicati all’arte di Gabriele Maquignaz, che sarà presto in mostra anche al Museo MIIT di Torino con una grande personale introdotta dalla performance dell’Apertura della Porta dell’Aldilà, al Ministero della Cultura dell’Emirato di Umm al Quwain negli Emirati Arabi, tra Dubai e Abu-Dhabi, a Parigi e a New York.

“Un giorno, seduto sotto il Cervino, guardando davanti a me, perso nel vuoto ho una grande intuizione: mi accorgo che lo spazio non basta più. L’arte necessita di un’evoluzione, oltre lo spazio, oltre il tempo, oltre l’universo e oltre l’infinito.
Solo con la creazione della “porta dell’Aldilà” ho messo le basi per una nuova arte.
Creo una connessione perpetua tra lo spazio-tempo e l’Aldilà attraverso un taglio codificato e ragionato nell’arte.
Per la prima volta supero il limite dello spazio e dello Spazialismo.
Devo guardare lo spazio da fuori, da un’altra dimensione, quella spirituale dell’Aldilà.
La tela e il taglio, codificato e ragionato, diventano per me il supporto e l’azione per andare nella nuova dimensione spirituale permettendomi di superare e uscire dalla dimensione spaziale e temporale.
Supero in via definitiva il limite dello spazio-tempo nell’arte. 
Apro attraverso la porta dell’Aldilà il varco tra la dimensione conosciuta spaziale-temporale e quella spirituale dell’Aldilà.
Ricerca, innovazione ed intuizione mi hanno permesso, per la prima volta nell’arte, di operare nelle tre dimensioni: SPAZIO-TEMPO-ALDILÀ”.

Gabriele Maquignaz


Gabriele Maquignaz,  pittore e scultore valdostano afferma di superare il limite dello spazio e dello spazialismo. Come? Connettendo in modo perpetuo lo spazio, il tempo e l’Aldilà mediante un taglio codificato e ragionato nell’arte. La dimensione spirituale, quella dell’Aldilà, diventa pertanto la vera finestra da cui osservare lo spazio. Questa necessità espressiva, tanto fisica quanto spirituale, si manifesta nella manualità creativa di Gabriele Maquignaz: vita e morte divengono i punti cardinali entro cui orientare la sua ricerca artistica e spirituale per ritrovare la propria essenza.


Informazioni: www.libreriabocca.com - T. +39 028646321 - libreriabocca@libreriabocca.com - www.italia-arte.it - http://gabrielemaquignaz.com/ Ufficio stampa: ITALIA ARTE - COMUNICAZIONE

Libreria Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, 12
Milano

Print Friendly, PDF & Email

Giuliano Grittini “Leonardo da Vinici – Genius” Arcadia Art Gallery, Milano, 31/01/2020

Presentato all'Arcadia Art Gallery, Ripa di Porta Ticinese, 61, Milano, il volume "Leonardo da Vinici - Genius", di Giuliano Grittini.
Alla presentazione dell’esclusivo libro “Genius” prodotto da Giuliano Grittini anche una conferenza sull'arte come bene d'investimento di Rossella De Cicco, Fideuram.
Un libro- scultura di Grittini è frutto della sinergia tra amici artisti e Incisione Arte che rivisitano in chiave contemporanea il Genio di Leonardo da Vinci.

Nel volume le opere degli artisti sono presentate come tavole che possono essere incorniciate oppure semplicemente sfogliate. Opere di: Ercole Pignatelli, Giovanna Fra, Giuliano Grittini, Linda Grittini, Luca Pignatelli, Marco Lodola, Maurizio Galimberti, Rapetti Mogol.
Scritti di: Arnoldo Mosca Mondadori, Carlo Franza, Enrico Giustacchini, Federica Morandi, Giammarco Puntelli, Roberta Barsanti, Rinaldo Denti, Valentina Neri.


Giuliano Grittini (Corbetta, 1951) è un fotografo e artista italiano. È stato il fotografo ufficiale della poetessa Alda Merini.
Nato a Corbetta nel 1951 (dove vive e lavora con numerosi artisti e poeti), ha frequentato la scuola di disegno grafico a Milano e ha iniziato a lavorare presso gli studi di numerosi artisti. Per alcuni anni ha lavorato come esperto di tecnica della stampa conseguendo il titolo di stampatore d’arte.
Collabora con alcune riviste d’Arte e di Poesia.
Ha tenuto diverse mostre personali e collettive, sia nazionali che internazionali. Legato da sincera amicizia alla Merini, è l’autore di numerosi suoi ritratti nei quali - a detta di numerosi critici - egli è rieuscito a cogliere, oltre il gesto e il volto, l’anima.
Autore di numerose pubblicazioni, tra le quali si ricordano un libretto di epigrammi e fotografie su vari artisti e poeti intitolato “44 facce d’Autore”, Grittini ha inoltre pubblicato per Stampa Alternativa, nella Collana millelire, “Fotografie e Aforismi di Alda Merini - Ringrazio sempre chi mi dà ragione”. Altri suoi lavori sono: “Aforismi di Alda Merini”, foto di Giuliano Grittini, Stampa Alternativa, Viterbo, 1997 e, per l’edizione “L’incisione”, il libro di “Fotografie e poesie di Alda Merini”.
Infine, per l'”Edizione Pulcinoelefante”, ha pubblicato in tiratura limitata “Ritratti di Poeti e Artisti”.
Nel libro “Colpe di immagini”, pubblicato dall’editore Rizzoli nel 2007 dedica ad Alda Merini numerose foto.
Attualmente opera a Corbetta (MI) ove ha una stamperia d’arte per le proprie opere.

Informazioni: www.facebook.com/giuliano.grittini - giulianoarte@libero.it


Arcadia Art Gallery
Ripa di Porta Ticinese, 61
Milano

Print Friendly, PDF & Email

Carlo Moiraghi: Siddharta e il Sutra di Diamante, Noi Editore

Quasi che la grande confusione oggi dovunque dilagata vittoriosa sotto il cielo si sia tradotta per una qualche legge del contrappasso in una maggiore partecipata capacità di comprendere argomenti e testi un tempo unicamente iniziatici, ciò che quanto al Sutra di Diamante non stupisce più di tanto dato che, proprio a noi uomini d’oggi questo Sutra è diretto... Perché da sempre, da quando l’esistenza abita tra cielo e terra, la vita scorre giusto al centro e proprio lì avrà dimora per sempre, nell’esatto giusto mezzo, naturale bilancia agli estremi.”

Carlo Moiraghi


Siddharta e il Sutra di Diamante
Autore: Carlo Moiraghi
Pagine: 239
Formato: brossura
Copertina: Flessibile

Dimensioni: 13.8 × 21.0 × 2 cm
Editore: Noi
Collana: Tratti
Pubblicazione: 2019
Prezzo: €. 25
EAN: 9788832128796
ISBN: 8832128799


NOI, Network Olistico Internazionale, Edizioni, nata nel desiderio di promuovere e diffondere in Italia e all’estero la cultura inerente la medicina tradizionale cinese, la medicina olistica e la cultura ad esse legata, presenta il libro Siddharta e il Sutra di Diamante di Carlo Moiraghi, primo volume di Tratti, collana di evoluzione personale, culturale, sociale che vuole essere uno spazio più divulgativo, che già dal nome suggerisce un fruire continuo, un modo per dare voce a differenti forme e modi di raccontare l’umanità.
Il libro racconta la nascita, la vita e l’insegnamento di Siddharta Gautama Sakyamuni Buddha e ne commenta un importante insegnamento, il Sutra di Diamante, in sanscrito: वज्रच्छेदिका प्रज्ञापारमितासूत्र  Vajrachchedica Sutra, in tibetano: འཕགས་པ་ཤེས་རབ་ཀྱི་ཕ་རོལ་ཏུ་ཕྱིན་པ་རྡོ་རྗེ་གཅོད་པ་ phags pa shes rab kyi pha rol tu phyin pa rdo rje gcod pa zhes bya ba theg pa chen po’i mdo, 金剛般若波羅蜜多經 Jingangjing in cinese, in giapponese: Kongō hannya haramitsu kyō, sommo paradigma della carità umana. Ove sia chiaro come la carità che vale non si esaurisca nel pratico sostegno di chi ha bisogno, ma si rivolga al Risveglio del nostro prossimo e lo promuova. L’esistenza vera non è infatti realtà materiale ma, come precisa il Sutra:

L’esistenza è stella, miraggio, fiamma, illusione, brina, bolla, sogno, lampo, nuvola. Così conviene meditare su di essa, così conviene osservarla.

È elevata voce buddhista, Prajaparamita, letteralmente Sapienza che conduce oltre l’altra sponda. 
L’autore suggerisce come interpretare questo antico Discorso nel mondo odierno e comprendere in che cosa queste saggezze possano venire in aiuto anche a noi, uomini di oggi. Anche per noi infatti oltre duemilacinquecento anni fa queste preziose parole di compassione furono in speciale modo dedicate. 
Al suo termine il libro si rivela strumento di un antico e alto esercizio  meditativo, oltre alla lettura del Sutra che di per sé rappresenta una pratica di raro valore.

"Il lettore che si accinge a questa lettura è invitato ad aprire mente e cuore, a permettersi un nuovo modo di leggere, che sia più come un ascolto che una lettura, più un ricevere che un capire, più un risuonare che un pensare!
L'arte dell'ascoltare le parole di un Buddha richiede assenza di opinioni e di giudizi, così che le parole possano avere un'eco, una risonanza nel cuore dell'ascoltatore-lettore...

La prima parte del libro ci porta a conoscere, in modo quasi fiabesco, la vita di Siddharta, che diverrà Gautama il Buddha, uno degli esseri più radiosi che abbia camminato sul pianeta terra.
Nella seconda parte ci addentreremo nelle profondità e nella sfida a che il nostro cuore comprenda uno dei più grandi doni all'umanità di Gautama il Buddha: il Sutra del Diamante. "

Siddho Marchesi


"È meglio ricevere un tesoro, accumulare beni, o essere un tesoro, realizzare il bene?"
dal Sutra di Diamante, VI° sec a. C.


INDICE
Prefazione di: Siddho Marchesi

Introduzione

I Parte – Siddharta
Majjhima Patipada, la Via di Mezzo

Himavat, candido tetto del mondo
Il giardino di Lumbini
Dharma, la Legge Eterna
La reggia di Kapilavastu
Le acque del Neranjara
Bodhi, il Risveglio
Il bosco di Jeta
Il fiore del Chan
Parasamgate, oltre l’Altra Sponda 81
Sangha, la Comunità dei Devoti 87
Vajra, il diamante
Jingangjing, il Sutra di Diamante in Cina
Chuanteng, il Sigillo della Trasmissione della Mente
Ai piedi dei Maestri

II Parte – Il Sutra di Diamante
Vajracchedika Prajnaparamita Sutra. Il Discorso della Perfetta Comprensione che giunge oltre l’Altra Sponda incidendo come il Diamante con commento al testo

Vajracchedika Prajnaparamita Sutra. Il Discorso della Perfetta Comprensione che giunge oltre l’Altra Sponda incidendo come il Diamante
Un’antica pratica meditativa
Note bibliografiche
Altri testi cinesi classici commentati dall’autore

Carlo Moiraghi è un medico chirurgo, agopuntore, omeopata, psicoterapeuta.
Vive e lavora a Milano.
Presidente di ALMA - Associazione Lombarda Medici Agopuntori e Direttore della Scuola ALMA di agopuntura, accreditata da Regione Lombardia, da ICMART -  International Council of Medical Acupuncture and Related Techniques, e da FISA - Federazione Italiana delle Società di Agopuntura, ed è Direttore della Scuola ALMA di qigong e taijiquan, accreditata da FISTQ - Federazione Italiana delle Scuole di Tuina e Qigong, di cui è Vicepresidente.
Delegato di FISA per la Regione Lombardia e  membro della Commissione per le Medicine non Convenzionali dell’Ordine dei Medici di Milano, è Vicepresidente di AGOM - Agopuntura nel Mondo.
Ha insegnato Medicina cinese presso le Università di Milano, Novara, Pavia, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata.
È autore di testi di numerose pubblicazioni di testi cinesi classici e oltre una dozzina di libri di saggistica, manualistica, narrativa. tra cui Qi Gong (Fabbri, 2002), Tai Ji Quan. La forma lunga e la forma breve (Armenia, 2009), Agopuntura in oncologia (CEA, 2017, con Paola Poli) e Il libro della medicina cinese (Rizzoli, 2018).


Noi Edizioni
Via De Amicis 23
20123, Milano
T. +39 02 97101614 - info@noiedizioni.com - www.noiedizioni.com 

Print Friendly, PDF & Email