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Archivi categoria : Critico d’arte

Lea Vergine, Lea Buoncristiano (Napoli, 5/03/1936 – Milano, 20/102020)

L’arte non è necessaria. È il superfluo. E quello che ci serve per essere un po’ felici o meno infelici è il superfluo. Non può utilizzarla, l’arte, nella vita. ‘Arte e vita’ sì, nel senso che ti ci dedichi a quella cosa, ma non è che l’arte ti possa aiutare. Costituisce un rifugio, una difesa. In questo senso è come una benzodiazepina...
L’arte ti costringe a confrontarti col tuo lato oscuro.

Lea Vergine


All'anagrafe Lea Buoncristiano, critica d'arte, curatrice, studiosa dei nuovi linguaggi visivi come la body art. Una delle figure di spicco del mondo dell’arte degli ultimi cinquant’anni.

Gillo Dorfles e Lea Vergine

Immancabile in coppia con Gillo Dorfles alle inaugurazioni delle mostre a Milano, dove si era trasferita negli anni '70. Amica di Arturo Schwartz, ha curato molte mostre alla Galleria Milano di Carla Pellegrini.

Lea Vergine e Carla Pellegrini, 1969

Ha iniziato la sua attività come critica a soli 19 anni, abbandonando la facoltà di Filosofia per scrivere su riviste e giornali locali. Sempre a 19 anni si sposa con il suo primo marito da cui il cognome Vergine che usa per firmare i suoi articoli e libri. A 23 anni organizza una mostra su Lucio Fontana, negli anni 80 organizza a Palazzo Reale di Milano una delle mostre più famose intitolata L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940, pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, per cui scrisse anche numerosi libri, ponendo in rilievo la funzione delle donne nei fenomeni artistici della prima metà del 20° sec., apportando un contributo fondamentale sia nell'approccio critico sia nella rivalutazione dell'opera artistica femminile.

Lea Vergine: Il corpo come linguaggio, Prearo Editore, 1974

Sposata con il grande designer e accademico Enzo Mari (Novara, 31/12/1932 - Milano, 19 /10/2020), mancato il giorno prima anche lui per le complicazioni dovute alla Covid-19. S’incontrarono a Napoli, dove lei viveva, su invito di Giulio Carlo Argan. "Lavorammo per un anno a Linea Struttura, una nuova rivista d’avanguardia. Venne bene, ma i giovani si sentono profeti e noi eravamo rigidissimi…così ne uscì un numero solo."

Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo: “Un giorno dopo la scomparsa del compagno di una vita, Enzo Mari, se ne va Lea Vergine. Un altro pilastro della cultura italiana viene a mancare, ma il suo lavoro nella critica d’arte e nella curatela di innumerevoli mostre lascia un segno profondo.
Leonardo Caffo:Lea Vergine, addio. Talvolta l’amore è così potente che spegne insieme la vita. Non ci sono parole per il romanticismo tragico di questa notizia: la struggente meraviglia di questo dolore.” 
Kathryn Weir, direttrice artistica del Madre. “Donna dell’avanguardia e critica straordinaria, era dotata di grande sensibilità unita ad uno spirito curioso e indomito, sempre attento alle espressioni artistiche più innovative. Napoletana di nascita e milanese di adozione, ha sempre mantenuto un costante rapporto con la sua terra d’origine; proprio per il suo impegno, la sua professionalità e il suo contributo, la attendevamo nel museo d’arte contemporanea della sua città per attribuirle il Matronato alla Carriera 2020 della Fondazione. Lascia un immenso vuoto, ma, allo stesso tempo, l’impegno a conservare e non disperdere la sua grande eredità intellettuale.”


Il corpo come linguaggio. Body art e storie simili, Prearo editore, 1974
Attraverso l'Arte. Pratica politica. Pagare il '68., Arcana, 1976
Dall'Informale alla Body Art. Dieci voci dell'Arte Contemporanea: 1960/1970. Gruppo Editoriale Forma, 1976
L'altra metà dell'avanguardia. 1910-1940, Mazzotta editore, 1980
L'Arte ritrovata, Rizzoli, 1982
Capri. Frammenti postumi con Emanuela Fermani e Sergio Lambiase, Feltrinelli, 1983
Arte programmata e cinetica 1953-1963. L'ultima avanguardia, Gabriele Mazzotta Editore, 1983
L'Arte in gioco, Garzanti, 1988
Gli ultimi eccentrici, Rizzoli, 1990
L'arte in trincea. Lessico delle tendenze artistiche 1960-1990, Skira, 1996
Body art e storie simili. Il corpo come linguaggio, Skira, 2000
Ininterrotti transiti, Rizzoli, 2001
Schegge. Ester Coen intervista Lea Vergine sull'arte e la critica contemporanea, Skira, 2001
Annette Messager. Pudique, publique, con Storr Robert, Gli Ori, 2002
L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, Il Saggiatore, 2005
Hallenbad book. Ediz. italiana e inglese, con Letizia Cariello, Charta, 2006
Parole sull'arte. 1965-2007, il Saggiatore, 2008
La vita, forse l'arte, Archinto, 2014
L’arte non è faccenda di persone perbene. Conversazione con Chiara Gatti, Rizzoli, 2016 

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Philippe Daverio (Mulhouse, 17/10/1949 – Milano, 2/09/2020)

La notte si è portata via Philippe Daverio, lo ha reso noto la regista e direttrice del Teatro Franco Parenti, Andree Ruth Shammah, avvisata dal fratello di Philippe.
Sarà aperta domani giovedì 3 settembre nella sala della Passione, a Brera, la camera ardente, dalle 9.30 alle 18.30. Il giorno dopo i funerali saranno celebrati in forma privata, per le restrizioni legate al Covid.


"Amico mio .... il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina. Grazie per quello che ci hai dato."
Andrée Ruth Shammah

L'immagine può contenere: testo

Intellettuale di straordinaria umanità, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio, un uomo di cui ho sempre apprezzato la grande intelligenza e lo spirito critico e che già manca a tutti noi”. 
Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

"Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore.
Grazie, Philippe, and “save Italy”! "
Beppe Sala, Sindaco di Milano

"L'Europa come sorgente e destino per la nostra comunità: un'idea potente che Philippe Daverio ha sempre portato avanti, con il suo lavoro di critico e di divulgatore, il suo impegno di appassionato partecipe al dibattito pubblico della società, le responsabilità civili importanti assunte come quella di Assessore alla Cultura di Milano negli anni '90."
Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura di Milano

"La critica d’arte aveva linguaggi indecifrabili e lontani ma Daverio ha avuto questo ruolo di grande narratore, portando l’arte al popolo ed è stato sicuramente il suo tratto più riconoscibile. Siamo stati come fratelli in un mondo di lupi, entrambi abbiamo fatto attività politica ma senza che questa diventasse politica dell’arte. Lui non faceva il politico ma era molto più politico di noi...” 
Vittorio Sgarbi

"Caro Philippe desidero ricordarti con le tue parole: "ad Assisi per la prima volta i sentimenti umani rappresentati nell'arte. Sorrisi e lacrime gioia e dolore".vIn cielo ti divertirai con i colori del paradiso. Ciao amico e fratello."
Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, del mensile San Francesco Patrono d'Italia e del portale sanfrancesco.org.

I tre "come" di Philippe Daverio. Omelia in occasione dei funerali nella Chiesa di Sant’Eufemia a Milano di Padre Enzo Fortunato.
"Carissimi,
vi raggiunga il saluto di san Francesco “Il Signore vi dia pace!”
Ci troviamo a vivere oggi l’incontro con Sorella Morte come san Francesco d’Assisi amava chiamare l’abbraccio con Dio. Un momento che vorrei sintetizzare con questa affermazione di Paolo VI: il mondo non crede ai maestri. Se li crede è perché sono dei testimoni.
Mai come oggi la nostra società, la nostra chiesa, la nostra umanità a diversi livelli e in ogni struttura ha l’urgenza di incontrare dei testimoni. Con te, caro Philippe, l’uomo contemporaneo ha incontrato un geniale testimone della bellezza. E credo che i diversi messaggi che sono arrivati a te, cara Elena che sei stata la sua compagna di viaggio, riassumano questa testimonianza. Una testimonianza amabile.
Si usa ripetere la frase che “La bellezza salverà il mondo” attribuita a Dostoevskij. Ma difficilmente ci dicono come la bellezza possa salvarlo. Sei stato tu, con il tuo modo geniale accessibile a tutti, che ci hai indicato questo “come”.
Il primo è stato quello del farci vivere il passaggio dall’ammirazione alla trasformazione. Quando la bellezza trafigge il cuore dell’uomo lo trasforma rendendolo capace di gesti belli, di gesti buoni, di gesti veri.
Il secondo è quando ci hai insegnato non solo guardare ma andare oltre l’arte. A saper scorgere ciò che essa comunica. Assisi, cuore di questa bellezza non dimenticherà la tua lectio quando ci narrasti per la prima volta che la Basilica, con il suo ciclo pittorico, rappresenta non solo il primo il film a colori su san Francesco ma anche i sentimenti primordiali dell’uomo. In quell’ occasione, infatti, ci facesti scorgere sorrisi e lacrime, gioia e dolore nei visi rappresentati in quel ciclo pittorico. I sentimenti primordiali dell’uomo. Ecco, l’andare oltre attraverso l’arte significa leggere ciò che accade nel cuore dell’uomo. Il suo rammarico quando sbaglia, la sua gioia quando riesce a raggiungere gli obbiettivi che si prefigge: e se affiniamo gli occhi nell’andare oltre coglieremmo la presenza di Dio in ogni cosa e con san Francesco potremmo dire “Tu sei bellezza”. Una bellezza che ora abbracci.
Infine hai evidenziato con il tuo stile l’importanza della connessione. La cultura della bellezza da te vissuta e interpretata non era un’isola, una monade ma esigeva una connessione con l’ambiente, rispettandone l’humus; la connessione con l’uomo, valorizzandone la dignità; e la connessione con la condivisione, la solidarietà. I temi cardine del pontificato di papa Francesco.
Mi avvio adesso alla conclusione ricordando quando ti chiedevo come, in qualità di critico d’arte, poter avvicinare l’uomo contemporaneo alla Chiesa e tu rispondevi che c’era solo un mezzo: attraverso la bontà, la benevolenza. Mi dicevi di cer­care uomini buoni, perché nul­la attira come la benevolenza e la bontà. Aggiungendo che di persone colte ce ne sono fin troppe, come di persone intelligenti ma non sono costoro che rendono migliore il mondo.
L’intelligenza suscita ammirazione ma solo la bontà e la benevolenza attirano le persone alla conversione.
La bontà è misericordia e la misericordia è il cuore dell’annuncio evangelico.
Ciao Philippe… caro amico e fratello."


Io ho ricordi che risalgono al 1968/69 quando Philippe era ancora studente con Paolo Baldacci alla Statale di Milano, gli anni della contestazione ed io ero appena tornato da Trieste. L'incontro alla redazione de Le Arti, dove lavorava la sua amica Fiorenza Vallino. Poi con lo zio di un mio amico triestino a Milano con due meravigliosi vetri di Emille Gallé, erano i primi passi da mercante. Poi ha conciso anche l'abitazione a Palazzo Ravizza in Piazza Bertarelli, abitazione dove la figlia del sommo scrittore Alessandro Manzoni andò ad abitare con Massimo d'Azeglio.

Gli incontri nella sua galleria milanese di via Manzoni, anche per una mostra di Piero Marussig. Poi le mostre quando era Assessore alla Cultura di Milano...
A Murano all'inaugurazione eccentrica con la presenza di Vanessa Paradis, della mostra 13x17. 1000 artisti per un'indagine eccentrica sull'arte in Italia, Biennale 2005.
Le innumerevoli scorribande con Jean Blanchaert. E molto altro ancora.
Anche a Gavi,  nel territorio del vino e della buona cucina, altra sua passione.
Alla sua Biblioteca del Daverio, in P.za Bertarelli. O a Lodi per l'inaugurazione della Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri.
L'ultima sua presentazione alla libreria Bocca del libro La Porta dell'Aldilà di Gabriele Maquignaz, il 6 febbraio di questo tremendo 2020.
Philippe è sempre stato una persona dotata di una straordinaria curiosità e cultura. Grande affabulatore e divulgatore culturale. Sornione, con un gusto del vestire personalissimo ed elegante, come i suoi papillon.
Ironico, sorridente e pungente.
Storico e critico d’arte, mai fazioso, amante del paradosso. Piacevolissimo nello scrivere e nel raccontare, vicino alla comprensione dei più. Ci siamo visti durante l'estate.
Il mondo della Cultura è sempre più povero.


Philippe Daverio, era nato a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss. È il quarto di sei figli. Dopo gli studi in collegio, dove riceve un'educazione ottocentesca, ha frequentato prima la Scuola Europea di Varese, e poi ha studiato economia e commercio, senza laurearsi (non scrive la tesi finale pur superando tutti gli esami), alla Bocconi di Milano. Daverio stesso dice: «Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all'università per studiare e non per laurearsi».
Nel 1975 ha aperto la galleria che portava il suo nome "Galleria Philippe Daverio", in via Monte Napoleone 6 a Milano, dedicata all'arte italiana del XX secolo, presso la quale nel 1984 viene anche aperta una libreria d'arte. Nel 1986 viene aperta a New York la "Philippe Daverio Gallery" rivolta all'arte del XX secolo. Nel 1989 apre a Milano in corso Italia 49 una seconda galleria di arte contemporanea.
Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre, e pubblicato una cinquantina di titoli, tra i quali ricordiamo: Catalogo ragionato dell'opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929; Catalogo generale e ragionato dell'opera di Gino Severini.
È stato, dal 1993 al 1997, nella giunta Formentini del comune di Milano, dove ricopriva l'incarico di assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all'Educazione e alle Relazioni Internazionali.
Nel 1999 è stato inviato speciale della trasmissione Art'è su Rai 3 e nel 2000 è stato autore e conduttore di Art.tù. Dal 2002 al 2012 esce la serie Passepartout su Rai 3, programma d'arte e cultura, seguito poi da Il Capitale. Ancora oggi le repliche di Passepartout hanno un notevolissimo ascolto. Nel 2011 per Rai 5 conduce Emporio Daverio, una proposta di invito al viaggio attraverso l'Italia.
Ha collaborato con riviste e quotidiani come Panorama, Vogue, Cronache di Liberal, Avvenire, Il Sole 24 Ore, National Geographic, Touring Club, L'architetto e QN Quotidiano Nazionale.
Direttore del periodico Art e Dossier e consulente per la casa editrice Skira. Ha collaborato inoltre ad una rubrica sull'arte nel mensile Style Magazine del Corriere della Sera.
Con la casa editrice Rizzoli ha pubblicato nel 2011 il libro Il museo immaginato, nel 2012 Il secolo lungo della modernità, nel 2013 Guardar lontano veder vicino e a fine 2014 Il secolo spezzato delle avanguardie. Per la stessa casa editrice sono usciti nel 2015 i volumi La buona strada, L'arte in tavola e Il gioco della pittura.
È stato coinvolto da Vittorio Sgarbi nella sua giunta del comune di Salemi come bibliotecario. Ha insegnato storia dell'arte presso la IULM di Milano, e storia del design presso il Politecnico di Milano, e fino al 2016 ha ricoperto l'incarico di professore ordinario di disegno industriale presso l'Università degli Studi di Palermo.
Nel 2008 è stato chiamato dal regista Pier Luigi Pizzi ad interpretare il narratore Njegus nell'operetta La vedova allegra di Franz Lehár, in scena al Teatro alla Scala. Nel 2009 presenta lo spettacolo Shock, balletto sulla catarsi dei vizi capitali, ideato e diretto da Andrea Forte Calatti, in scena al Teatro degli Arcimboldi.
Nelle amministrative 2009 si candida consigliere provinciale di Milano nella lista civica di Filippo Penati. Nel 2010 viene designato dal sindaco di Palermo come consulente per la Festa di Santa Rosalia: durante la celebrazione ha però un alterco verbale con alcuni contestatori e subito dopo si dimetterà dal suo ruol. Nel mese di settembre del 2010 è stato nominato Direttore del Museo del Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore, ma si dimetterà polemicamente dopo soli due mesi. Dal 2004 tiene ogni anno una conferenza estiva presso l'agriturismo Colonos di Villacaccia di Lestizza in provincia di Udine.
Nel 2011, in concomitanza dei festeggiamenti per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, fonda il movimento d'opinione Save Italy. Il movimento, privo di una struttura organizzativa, si propone di sensibilizzare intellettuali e cittadini di ogni provenienza geografica ("La denominazione inglese serve a testimoniare che il patrimonio culturale dell'Italia non appartiene solo agli italiani ma al mondo intero, anche perché il latino si studia oggi molto più a Oxford che a Pavia", ha dichiarato Daverio in una delle sue conferenze alla salvaguardia dell'immensa eredità culturale dell'Italia.) Save Italy ha organizzato, in particolare, una grande manifestazione contro la proposta di realizzazione di una discarica nelle immediate vicinanze di Villa Adriana, a Tivoli: la protesta ha ottenuto gli effetti sperati e il progetto di discarica è stato abbandonato.
Consulente artistico del progetto «Genus Bononiae» della Fondazione Carisbo di Bologna, che ha lanciato la rassegna "Bologna si rivela" con quattro mostre nel 2011 e curato l'apertura del nuovo museo Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni.
Nel 2013 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana il Cavalierato delle Arti e delle Lettere e la Medaglia d'Oro di benemerenza del Ministro per i Beni Culturali; sempre nel 2013 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Francese della Légion d'Honneur; da settembre 2014 è Direttore Artistico del Grande Museo del Duomo di Milano, e dal 2015 membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense.
Il 23 luglio 2018 viene proclamato a Marciana Marina vincitore della quattordicesima edizione del Premio letterario La Tore.
Muore il 2 settembre 2020 a Milano all'età di 71 anni all'Istituto dei Tumori di Milano.

PUBBLICAZIONI

Opera grafica e vetraria. Con uno scritto di Giò Ponti e una testimonianza di Aldo Salvadori, a cura di e con Paolo Baldacci, Milano, Galleria Philippe Daverio, 1977.
Roma tra Espressionismo Barocco e pittura tonale. 1929-1943, a cura di e con Maurizio Fagiolo dell'Arco e Netta Vespignani, Milano, Mondadori-Philippe Daverio, 1984.
Ver sacrum, Valentina Edizioni, 2004, ISBN 978-88-8844-803-9.
Arte stupefacente. Da Dada alla Cracking art, Milano, Mazzotta, 2004, ISBN 88-202-1711-2.
Il design nato a Milano. Storia di ragazzi di buona famiglia, Milano, Poli.Design, 2005, ISBN 88-87981-75-2.
Un'altra storia del design e un modesto tentativo di interpretazione, Milano, Poli.Design, 2005, ISBN 88-87981-74-4.
40.20.06. Raffaele B.-J. Ragusa, Grafiche Aurora, 2006, ISBN 978-88-8689-943-7.
13x17. 1000 artisti per un'indagine eccentrica sull'arte in Italia, a cura di e con Jean Blanchaert, Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01895-1.
L'arte è la nave, Milano, Skira-Costa, 2008, ISBN 978-88-572-0010-1.
Costellazioni. Cannavacciuolo. Jori. Massini, Bologna, Bononia University Press, 2009, ISBN 978-88-7395-424-8.
L'avventura dei Mille. La spedizione di Garibaldi attraverso i disegni ritrovati di Giuseppe Nodari, a cura di, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04567-4.
Giorgio Milani. Il libro delle lettere, Milano, Skira, 2010, ISBN 978-88-572-0837-4.
Giuseppe Antonello Leone, Milano, Skira, 2010, ISBN 978-88-572-0434-5.
Il museo immaginato, Collana Varia illustrati, Milano, Rizzoli, 2011, ISBN 978-88-17-05223-8.
L'arte di guardare l'arte, Firenze-Milano, Giunti Artedossier, 2012, ISBN 978-88-09-77425-4.
Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato, Collana I libri illustrati, Milano, Rizzoli, 2012, ISBN 978-88-17-06011-0.
Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storie dell'arte, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2013, ISBN 978-88-17-06892-5.
Calma e quiete. Progetti subliminali di Alessandro Mendini, Michele De Lucchi e Angelo Micheli, Bologna, Bononia University Press, 2013, ISBN 978-88-7395-620-4
Pensare l'arte, AlboVersorio, 2013, ISBN 978-88-97553-60-1.
Lois Anvidalfarei, Milano, Skira, 2013, ISBN 978-88-572-2017-8.
Il secolo spezzato delle avanguardie. Il museo immaginato, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2014, ISBN 978-88-17-07663-0.
Arte in tavola, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-1708-465-9.
In lieto convivio. Prodotti, produttori, territori, comunità, con foto di Luca e Pepi Merisio, Cantù, Ecra, 2015, ISBN 978-88-6558-162-9.
La buona strada. 127 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-07108-6.
Il gioco della pittura. Storie, intrecci, invenzioni, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-08370-6.
"I carabinieri e le arti". Calendario storico dell'Arma dei carabinieri, 2016. L'opera è stata realizzata con il contributo artistico editoriale di Ferruccio De Bortoli e di Philippe Daverio.
La buona strada. 150 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni (edizione ampliata con nuove mete), Milano, Rizzoli, 2016, ISBN 978-88-17-08739-1.
Il lungo viaggio del presepe, Collana Nativitas n.82, Novara, Interlinea, 2016, ISBN 978-88-6857-103-0.
Le stanze dell'armonia. Nei musei dove l'Europa era già unita, in Collana Arte, 1ª ed., Milano, Rizzoli, 2016, ISBN 978-88-17-08650-9.
A pranzo con l'arte, con Elena Maria Gregori Daverio, Collana Arte, Milano, Rizzoli, 2017, ISBN 978-88-1708-541-0.
Ho finalmente capito l'Italia. Piccolo trattato ad uso degli stranieri (e degli italiani), Milano, Rizzoli, 2017, ISBN 978-88-918-1517-0.
Patrizia Comand. La nave dei folli, Franco Maria Ricci, 2017, ISBN 978-88-9415-332-3.
Grand Tour d'Italia a piccoli passi. Oltre 80 luoghi e itinerari da scoprire, Milano, Rizzoli, 2018, ISBN 978-88-9181-970-3.
Quattro conversazioni sull'Europa, Collana illustrati, Milano, Rizzoli, 2019, ISBN 978-88-918-2113-3.
P. Daverio-Laura Leonelli, Christopher Broadbent. Quel che rimane, Peliti Associati, 2019, ISBN 978-88-894-1275-6.
Umanesimo industriale, a cura di P. Daverio e Gian Arturo Ferrari, Collana Varia saggistica italiana, Milano, Mondadori, 2019, ISBN 978-88-047-1735-5.
La mia Europa a piccoli passi, Collana illustrati, Milano, Rizzoli, 2019, ISBN 978-88-918-2562-9.
Racconto dell'arte occidentale, dai greci alla pop art,  Editore Solferino,2020,
ISBN 978-88-282-0421-3; EAN: 9788828204213

Alcuni ricordi

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Germano Celant (Genova, 1940 – Milano, 29/04/2020)

Nato a Genova nel 1940, da padre impiegato in una ditta di import-export e madre casalinga, Germano Celant da giovanissimo iniziò a frequentare il vivace ambiente culturale che si stava sviluppando in quegli anni nella città ligure. Conobbe il gruppo dei cantautori, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco e frequentò lo stesso Liceo di Fabrizio De Andrè. Nella metà degli anni ’60, iniziò a scrivere per riviste di cultura, nel 1964 lavorò alla progettazione di un libro sul design della Olivetti e, viaggiando tra Milano e Torino, conobbe Arturo Schwarz e Gian Enzo Sperone, qui ebbe modo di vedere la mostra di Andy Warhol, con Leo Castelli e Ileana Sonnabend, tra gli invitati, oltre al gruppo di quelli che sarebbero poi diventati gli alfieri dell’Arte Povera.
Studiò all'Università di Genova, dove fu allievo di Eugenio Battisti.

Nel 1967 coniò la definizione di Arte Povera per designare un gruppo di artisti italiani: Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini, esposti nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Sempre alla Bertesca di Genova presentò in contemporanea Im-Spazio (Bignardi, Ceroli, Icaro, Mambor, Mattiacci, Tacchi). Questi artisti, secondo la presentazione del critico nel catalogo, operavano in una "nuova dimensione progettuale che mira ad intendere lo spazio dell'immagine, non più come contenitore ma come campo di forze spazio-visuali. Le loro opere presentano una strutturazione aperta di frammenti visivi, formano imspazio a circolo aperto, a tempo reale [...] che agisce con e sullo spettatore".
Nel 1968 la mostra “Arte Povera più azioni povere”, nell’ambito della Rassegna Internazionale di Pittura agli Arsenali di Amalfi, organizzata da Marcello Rumma a cui parteciparono: Giovanni AnselmoAlighiero BoettiLuciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario MerzMarisa MerzGiulio PaoliniPino PascaliMichelangelo PistolettoEmilio PriniGilberto ZorioAbleoPaolo IcaroPietro Lista, Gino MarottaGianni PiacentinoRichard LongJan DibbetsGer van Elk
Celant delineò la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.
Dopo la mostra Off Media, svoltasi a Bari nel 1977, iniziò a collaborare con il Guggenheim Museum di New York, del quale divenne in seguito senior curator.
Sempre al Guggenheim Museum allestì nel 1994 la mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l'arte italiana alla cultura americana.
Stava progettando, come ci aveva raccontato a Palazzo Reale, di riproporre per il 2022 una mostra analoga per rilanciare l'arte italiana, oggi con una flessione molto rilevante  sul mercato americano.
Per le sue vaste conoscenze dei musei e dei galleristi americani, Celant incominciò a far conoscere in Italia il mondo della conceptual art americana ed a esportare negli Stati Uniti l’Arte Povera.
L'intendimento di internazionalizzare l'arte italiana aveva già caratterizzato le mostre al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989), diventando tra i più noti curator internazionali. 
Nel 1996 curò la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. Nel 1997 venne nominato direttore della 47ª Biennale Internazionale d'Arte di Venezia: "Futuro, Presente, Passato", alle Corderie, con la partecipazione di 67 tra artisti internazionali più noti.
"La scelta degli artisti dipende dal metro che si decide di usare. Nella mostra internazionale ho cercato di rappresentare tutte le stratificazioni dell’arte contemporanea, a partire dalla pop art e dalla minimal art. Insomma, da metà degli anni Sessanta in avanti. Prima cosa il taglio storico dunque, ma ho dovuto metterlo insieme con il presente: lavorando con la contemporaneità avevo bisogno di incontrare artisti viventi. Con questi due parametri ho cominciato una lettura per strati arrivando al concettuale, all’ arte povera… A guardare, c’è una campionatura molto forte dei vari movimenti: Lichtenstein per il pop, Jim Dine per una certa radicalità figurativa, Oldenburg per il contributo alla sensualità dell’oggetto, erano fondamentali. E poi Agnes Martin, Brice Marden sul senso della pittura, Heizer… Ho cercato un’esemplificazione dei vari movimenti, in modo che ci fosse un attraversamento sia in senso verticale sia in senso orizzontale, perché ognuno degli artisti ha contribuito con dei lavori nuovi".
Presentava opere di artisti come, tra gli altri, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Ettore Spalletti, Marina Abramovic, John Baldessari, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Cai Guo Qiang, Dinos e Jake Chapman, Francesco Clemente, Gino De Dominicis, Jan Dibbets, Jim Dine, Jan Fabre, Luciano Fabro, Rebecca Horn, Ilya e Emilia Kabakov, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Roy Lichtenstein, Mario Merz, Annette Messager, Mariko Mori, Maria Nordman, Claes Oldenburg, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Gerhard Richter, Pipilotti Rist, Edward Ruscha, Haim Steinbach, Luc Tuymans, Emilio Vedova, Franz West, Gilberto Zorio.
Collaboratore di note riviste fra le quali L'Espresso, con la rubrica Arte, dopo aver realizzato a Genova la grande mostra Arti & Architettura (2004), fu direttore della Fondazione Prada a Milano a partire dal 2015, a lui si devono la curatela diretta delle più importanti esposizioni. Dalla prima personale in Italia di Walter De Maria, nel 1999, a “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943“, grande  e straordinaria e coraggiosa collettiva, presentata nel 2018, con più di 600 lavori.

Nel 2001 è stato commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ª Biennale Internazionale d’arte di Venezia
Nel 2004 supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”: Arti & Architettura.
Dal 2005 è curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano.
Dal 2008 curatore della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia,
Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano.
In occasione di Expo 2015, organizzò la mostra Art & Food alla Triennale di Milano, un lunghissimo percorso focalizzato sulla commistione tra arte e cibo, dal 1851 (anno della prima Esposizione Universale, tenutasi a Londra) fino ai nostri giorni, con allestimenti progettati dall’architetto Italo Rota.
Nel 2016 è stato curatore della mostra di Giovanni Gastel al Palazzo della Ragione a Milano.
Nel 2016 è Project Director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo.

Germano Celant e Christo, Museo di Santa GiuliaBrescia, 2016 © Gianni Marussi

2016 Mostra al Museo di Santa Giulia, Brescia: "Christo and Jeanne-Claude: Water Projects".

Massimo Minini, Germano Celant,Christo, interprete, Laura Castelletti, Museo di Santa Giulia, Brescia, 6/04/2016 ©Gianni Marussi

"Le avanguardie, le neoavanguardie, i collettivi, le tendenze, lasciano il posto a nuove figure fortemente connotate a livello individuale. Ti potrei fare degli esempi: da Julian Schnabel e Jeff Koons arrivi a Damien Hirst. Sono i nuovi eroi dell’arte che gestiscono direttamente la loro produzione. Quando Hirst si inventa la sua asta da Sotheby’s si muove con questa precisa determinazione."
Nel 2019, in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia, aveva curato la splendida grande retrospettiva di Jannis Kounellis, dopo la sua scomparsa, presso il Palazzo Ca’ Corner della Regina, sede veneziana di Fondazione Prada, rendendo così omaggio a un grande artista e grande amico che per anni era stato suo compagno di viaggio. 
Alla FondazionePrada aveva curato anche l'incontro con Bernardo Bertolucci, poco prima che mancasse, con la proiezione di "Ultimo Tango a Parigi".

  

L'ultima sua curatela milanese, aperta fino al 9/02/2020, è stata quella su Emilio Vedova a Palazzo Reale, Milano, nello splendido allestimento scenografico nella Sala delle Cariatidi, promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
L’ultima mostra da lui curata è stata Richard Artschwager, la prima grande antologica europea dedicata allo scultore americano, in programma da ottobre 2019 a febbraio 2020 al Mart di Rovereto. Realizzata grazie ai prestiti di alcune delle maggiori Collezioni del mondo e alla collaborazione di alcune tra le più prestigiose gallerie internazionali, attualmente la mostra è ospitata al Guggenheim di Bilbao, attualmente chiuso per ovvi motivi.

Il primo aprile sarebbe dovuto essere a Peschici a ritirare il riconoscimento "Le donne nell’arte" per il suo contributo svolto in nome della Fondazione Prada.

Celant è stato autore di oltre cinquanta pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.
Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York.
Nel 2013, riceve il The Agnes Gund Curatorial Award, accanto a Miuccia Prada che ottiene il The Leo Award, due premi promossi dall’Independent Curators International (ICI) di New York: “per i loro contributi al mondo dell’arte contemporanea, per l’attività a livello internazionale della Fondazione Prada e per la mostra When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, svoltasi nella sede veneziana di Fondazione Prada Ca’ Corner della Regina, in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas.

"Germano Celant è stato una delle figure centrali di quel processo di apprendimento e ricerca che l’arte ha rappresentato per noi fin dall’inizio della fondazione. Le tante esperienze e gli intensi scambi che abbiamo condiviso con lui in questi anni hanno contribuito a farci ripensare il significato della cultura nel nostro presente. La curiosità intellettuale, il rispetto per il lavoro degli artisti, la serietà della sua pratica curatoriale sono insegnamenti che riteniamo essenziali per noi e le generazioni più giovani”, hanno dichiarato Maurizio Bertelli e Miuccia Prada, presidenti della Fondazione Prada.

Germano Celant è mancato il 29 aprile 2020 all'ospedale Ospedale San Raffaele di Milano, a seguito della complicanze, dovute al diabete, di COVID-19. Aveva manifestato i primi sintomi di ritorno in Europa dagli Stati Uniti, dove era stato per l’Armory Show. Lascia la moglie Paris Murray e il figlio Argento Celant.

Germano Celant, © foto Giovanni Gastel

Autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei ed istituzioni internazionali.
Dal 1977 è Contributing Editor della rivista “Artforum”, New York e dal 1991 della rivista “Interview Magazine”, New York; dal 1999 è responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L'Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano.

Pubblicazioni principali

Nevelson. Catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle esposizioni, 1994) 
Charta 1994

L' inferno dell'arte italiana. Materiali 1946-1964 
Costa & Nolan 1996 

Michael Heizer. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 1997

Man Ray. Io e Juliet. Ediz. illustrata 
Man Ray, Germano Celant
24 Ore Cultura 1998

Laurie Anderson. Dal vivo 
Progetto Prada Arte 1998

Sam Taylor-Wood 
Progetto Prada Arte 1998 

Walter De Maria. 1999 Milano 2000 
Progetto Prada Arte 1999

Laurie Anderson. Dal vivo 
Progetto Prada Arte 1999

Registro 
Carsten Höller, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2000

Marc Quinn 
Germano Celant, Darian Leader
Progetto Prada Arte 2000 

Enrico Castellani 1958-1970 
Progetto Prada Arte 2001 

Enrico Castellani 1958-1970. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2001 

Barry McGee. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2002 

Barry McGee 
Progetto Prada Arte 2002 

La sfida. Atti del Convegno (2002)
Progetto Prada Arte 2002

Pescatori di utopie 
Germano Celant, Giovanni Gastel
Skira 2002 

Madly in love. The Luigi and Peppino Agrati collection 
Skira 2002

Tom Friedman. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2002 

Prada Aoyama Tokyo. Herzog & de Meuron 
Progetto Prada Arte 2003 

Giulio Paolini 1960-1972 
Progetto Prada Arte 2003 

Giulio Paolini 1960-1972. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2003 

Tribeca talks. Film festival 
Progetto Prada Arte 2004 

Francesco Vezzoli. Trilogia della morte 
Progetto Prada Arte 2004 

Francesco Vezzoli. Death trilogy 
Progetto Prada Arte 2004 

New York, New York. Fifty Years of Art, Architecture, Photography, Film and Video 
Lisa Dennison, Germano Celant
Skira 2006 

Gastel. Catalogo della mostra (Milano, 2 ottobre-2 novembre 1997; Londra, 6 settembre-30 ottobre 2004). Ediz. italiana e inglese 
Books 2006 

Andreas Slominski. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2006 

Tom Sachs. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2006 

Thomas Demand. Ediz. inglese 
Germano Celant, Robert Storr, Carlo Bonini
Progetto Prada Arte 2007 

Tobias Rehberger. On Otto e On Solo. Ediz. illustrata 
Germano Celant, Ina Blom
Progetto Prada Arte 2007 

Unveiling the Prada Foundation 
Rem Koolhaas, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2008 

Nathalie Djurberg. Turn into me. Ediz. illustrata. Con DVD 
Progetto Prada Arte 2008 

Artmix. Flussi tra arte, architettura, cinema, design, moda, musica e televisione 
Feltrinelli 2008 

Aldo Rossi. Disegni 
Skira 2008 

John Wesley. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2009 

Frank O. Gehry dal 1997 
Skira 2009 

Enrico Baj. Mobili animati. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2009 

Giosetta Fioroni. I dipinti. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2010 

Louise Bourgeois. Textiles 
Skira 2010 

Vedova. Scultore 
Skira 2010 

Paolo Canevari. Catalogo della mostra (Prato, 20 marzo-1 agosto 2010). Ediz. italiana e inglese 
Mondadori Electa 2010 

Register 
Carsten Höller, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2000

Anselm Kiefer. Il sale della Terra. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2011 

Emilio Vedova ...in continuum. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2011 

Arte povera. History and stories. Ediz. inglese 
Mondadori Electa 2011 

Fondazione Prada Cà Corner della Regina. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2011 

Lucio Fontana. Ambienti spaziali. Architecture, arts, environments. Ediz. inglese 
Skira 2012 

Aldo Rossi. Teatri 
Skira 2012 

Holy works. Ediz. illustrata 
Andres Serrano, Germano Celant
Damiani 2012 

Louise Nevelson. Ediz. inglese 
Skira 2013 

Arte Povera. Ediz. illustrata 
Giunti Editore 2013 

Emilio Vedova ...Cosiddetti Carnevali.... Ediz. illustrata 
Skira 2013 

Roy Lichtenstein. Sculptor. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2013 

Marc Quinn. Memory Box. Ediz. inglese 
Skira 2013 

Su Piero Manzoni 
Abscondita 2014 

Robert Mapplethorpe. La ninfa Fotografia 
Skira 2014 

Fotografia maledetta e non 
Feltrinelli 2015 

Aldo Rossi. Opera grafica. Etchings litographs silksreen prints. Ediz. illustrata 
Germano Celant, Stijn Huijts
Silvana 2015 

Gianni Piacentino. Ediz. multilingue 
Progetto Prada Arte 2015

Frank. O. Gehry dal 1997 
Skira 2015 

Mimmo Rotella. Catalogo ragionato. Ediz. italiana e inglese. Vol. 1: 1944-1961
Skira 2016 

Po art & Warhol 
Abscondita 2016

Christo and Jeanne-Claude. Water projects. Ediz. italiana 
Silvana 2016 

Alexander Calder e Emilio Vedova. Frammenti Expo '67. Ediz. illustrata 
Skira 2016 

Arman. 1954-2005. Catalogo della mostra (Roma, 5 maggio-23 luglio 2017). Ediz. illustrata 
Silvana 2017

Preconistoria 1966-69. Ediz. illustrata 
Quodlibet 2017 

Su Piero Manzoni 
Abscondita 2017 

Mimmo Paladino. Ediz. a colori 
Skira 2017 

Nuvolo and post-war materiality 1950-1965. Ediz. a colori 
Skira 2018 

Cattedrali d'Arte. Dan Flavin per Santa Maria in Chiesa Rossa 
Progetto Prada Arte 2018 

Piero Manzoni. Catalogo generale. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2018 

Architettura-Design 1965-2015 
Quodlibet 2018 

Post zang tumb tuum. Art life politics Italia 1918-1943. Catalogo della mostra (Milano, 18 febbraio-25 giugno 2018). Ediz. inglese e italiana 
Progetto Prada Arte 2018 

Mimmo Rotella. Manifesto. Catalogo della mostra (Roma, 30 ottobre 2018-10 febbraio 2019). Ediz. a colori 
Silvana 2018 

Mimmo Rotella. Manifesto. Catalogo della mostra (Roma, 30 ottobre 2018-10 febbraio 2019). Ediz. inglese 
Silvana 2018 

Paolo Pellegrin. Ediz. illustrata 
Silvana 2018 

Marco Bagnoli. Ediz. a colori 
Skira 2018 

Roma New York. 1948-1964-The Murray and Isabella Rayburn Foundation. Before - After. Ediz. illustrata 
Silvana 2019

Giulio Paolini. Ediz. illustrata 
Silvana 2019 

Sandy Skoglund. Catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio-24 marzo 2019). Ediz. illustrata 
Silvana 2019 

Paolo Pellegrin. Ediz. inglese 
Silvana 2019 

Richard Artschwager. Catalogo della mostra (Rovereto, 12 ottobre 2019-2 febbraio 2020; Bilbao, 27 febbraio-9 maggio 2020). Ediz. a colori 
Silvana 2019 

Emilio Vedova. De America. Ediz. a colori 
Skira 2019 

Emilio Vedova 
Marsilio 2019 

+ spazi. Le gallerie Toselli. Ediz. illustrata 
Johan & Levi 2019 

Jannis Kounellis. Catalogo della mostra (Venezia, 11 maggio-24 novembre 2019). Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2019 

Emilio Vedova. Catalogo della mostra (Milano, 6 dicembre 2019-9 febbraio 2020). Ediz. inglese 
Marsilio 2019

Michele Zaza. Ediz. a colori 
Silvana 2020

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