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Filippo Del Corno, intervista di Gianni Marussi, Milano: le riaperture, Fase IIª, al tempo del Covid 19

Abbiamo intervistato Filippo del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, (con competenze e deleghe alle Politiche della cultura, Gestione dei grandi eventi, Indirizzi e controllo sulle attività della Fondazione Milano, Rapporti con i Municipi), per fare il punto sulle riaperture, in questa seconda fase, dei Musei Civici, Biblioteche, ecc...
Quali i possibili scenari per i teatri e concerti, i cinema.
Quali problemi, quali prospettive, quale l'impegno della Città, quali le risorse, i rapporti con i privati, i punti critici e gli aiuti alla Cultura, nel rispetto del distanziamento fisico e non sociale. Come ripartire.
I musei e gli spazi espositivi del Comune di Milano stanno riaprendo pur in maniera graduale e con ingressi contingentati.
Il Piano di riapertura sperimentale dei musei civici milanesi a partire dal prossimo 19 maggio, presentato dall’assessore Filippo Del Corno e dal direttore Cultura Marco Minoja, rappresenta un’ipotesi di riapertura sperimentale, fino all'estate, dei musei civici milanesi e definisce modalità e condizioni pensate per conciliare gradualità della ripresa e sicurezza dei lavoratori e del pubblico. L’applicazione del Piano a partire dal prossimo 19 maggio è subordinata all’emanazione di un provvedimento, annunciato dal Governo, che consenta la riapertura dei musei a partire dal 18 maggio e dall’esito positivo di tutte le verifiche tecniche, tuttora in corso, relative a sanificazione e sicurezza degli ambienti e alla disponibilità dei presidi richiesti dalle autorità competenti in materia sanitaria.
Nell’elaborazione del Piano si sono seguite le indicazioni contenute nel documento “Milano 2020. Strategia di adattamento. Documento aperto al contributo della città”, pubblicato il mese scorso, che individua una prima fase di contenimento post lockdown, caratterizzata da una progressiva ripresa delle attività. Le aperture saranno quindi contingentate in base alla diversa capienza dei musei e “a scacchiera” rispetto al territorio della città, in modo da coprire nell’arco di una settimana diversi distretti urbani e, al tempo stesso, favorire i servizi culturali “di prossimità” in coerenza con gli indirizzi del documento “Milano 2020”. Un altro criterio che ha guidato nell’elaborazione del Piano è stato quello di evitare che durante il weekend la presenza di visitatori contribuisca ad aumentare l’affluenza ai parchi cittadini, pertanto i musei che affacciano su parchi pubblici resteranno chiusi nel fine settimana. All’interno di questa fase post lockdown si è dunque stabilita una prima settimana di avvio (dal 19 al 24 maggio) per testare strutture, servizi e piattaforme web necessarie all’attuazione del Piano.
In particolare:
Martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 maggio è prevista l’apertura (con le modalità che saranno successivamente dettagliate) di Musei del Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, GAM|Galleria d’Arte Moderna, Acquario Civico, Casa Museo Boschi-Di Stefano.
Venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio è invece in programma l’apertura di Museo del Novecento, Museo Civico Archeologico, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, MUDEC|Museo delle Culture.
Dal 26 maggio e fino a inizio estate (quindi fino al 21 giugno, a parità di quadro sanitario e normativo di riferimento), il Piano si consolida con il seguente calendario:
Lunedì i musei restano chiusi.
Martedì e mercoledì aperti GAM, Museo di Storia Naturale, Museo del Risorgimento, Acquario.
Giovedì aperti Musei del Castello Sforzesco, Casa Boschi-Di Stefano e Studio Museo Francesco Messina
Venerdì aperti Musei del Castello Sforzesco, Casa Boschi-Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina e MUDEC
Sabato e domenica aperti Museo del Novecento, Palazzo Morando, Museo Archeologico, MUDEC
Per l’ingresso a tutti i musei civici è prevista la prenotazione sulla piattaforma web realizzata ad hoc dal concessionario per i servizi di biglietteria con l’indicazione della fascia oraria di preferenza e l’acquisto del biglietto online. La (sola) prenotazione è necessaria anche per i musei a ingresso gratuito (Casa Museo Boschi-Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando|Costume Moda immagine).
Gli orari di apertura dei musei sono ancora allo studio ma tenderanno a essere omogenei per tutti gli istituti.
Cominciamo dal 18 maggio un percorso che conduce alla ripresa delle attività culturali, attraverso misure sperimentali che sono funzionali a un ritorno alla normalità della fruizione culturale nella nostra città, ha affermato l’assessore Del Corno. Accoglieremo quindi proposte, suggerimenti e richieste che arriveranno dai visitatori o da altri soggetti e istituzioni culturali, e utilizzeremo gli spazi dei musei nei giorni di chiusura per attività didattiche e progetti dedicati ai bambini, da vivere in sicurezza. Intendiamo cogliere questa opportunità di sperimentazione – ha concluso l’assessore – anche per offrire una prospettiva nuova sulla modalità di fruizione delle collezioni museali, lontana da criteri di valutazione basati sui numeri e più vicina al valore della scoperta o della rilettura più intima e consapevole delle opere: un nuovo approccio che può essere fattore di crescita personale e collettivo”.
Per quanto riguarda le sedi espositive, Palazzo Reale riaprirà le sue sale al pubblico a partire dal 28 maggio, dal giovedì alla domenica, con orari che saranno comunicati successivamente.
Chiuse in base alle disposizioni governative dell’8 marzo scorso, riapriranno quindi la mostra dedicata a Georges de la Tour (fino al 27 settembre), “Tuthankamon. Viaggio oltre le tenebre” (fino al 30 agosto) e “Roberto Cotroneo. Genius Loci” (fino al 26 luglio). Anche per le mostre, ingressi contingentati in base alla capienza delle sale con prenotazione obbligatoria per fasce orarie e acquisto dei biglietti online.
Il PAC|Padiglione d’Arte Contemporanea ha già riprogrammato il calendario espositivo spostando a ottobre l’inaugurazione della personale di Tania Bruguera, uno degli highlights del palinsesto “I talenti delle donne”, e durante tutta l’estate, a partire dal 25 giugno, proporrà una nuova versione di “Performing PAC. Made of Sound”, che racconterà l’interazione tra arte contemporanea e musica.
Anche l’Area Biblioteche  riapertura dal prossimo 18 maggio, della Biblioteca Sormani e di un primo contingente di rionali, con la riattivazione su prenotazione del servizio di prestito delle prenotazioni effettuate a marzo e la restituzione dei prestiti in corso. Le biblioteche interessate a questa prima fase resteranno aperte da martedì a sabato con orario ridotto. Se il quadro sanitario e giuridico di riferimento sarà confermato, dal al 13 giugno si apriranno progressivamente altre rionali e sarà regolamentato l’accesso contingentato del pubblico alle aree a scaffale aperto.

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Riapre Palazzo Reale con nuovi giorni e orari, Milano, 27/05/2020

Palazzo Reale riapre al pubblico da domani, giovedì 28 maggio, con nuovi giorni e orari, e nuove modalità di accesso volte a tutelare la sicurezza dei visitatori e del personale.

Nuovi giorni e orari
Le mostre riaprono il giovedì dalle 11.00 alle 22.30, venerdì sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Aperto anche 2 giugno e 15 agosto dalle 11 alle 19:30. Lunedì, martedì, mercoledì le mostre resteranno chiuse.
È possibile prenotarsi fino a un'ora prima della visita, nel rispetto della capienza consentita in ciascuna fascia oraria

Modalità di accesso
La prenotazione - anche per le mostre o le categorie gratuite - è obbligatoria ed è necessario preacquistare i biglietti. Le biglietterie sono chiuse. È possibile prenotarsi fino a un'ora prima della visita, purché sia rispettata la capienza consentita in ciascuna fascia oraria. Al momento non è possibile prenotare visite per gruppi o scolaresche.

Le singole mostre


Con proroga fino al 30 agosto, è nuovamente possibile immergersi nella mostra “Viaggio oltre le tenebre. Tutankhamon RealExperience”, inaugurata lo scorso 5 marzo e poi chiusa per l’emergenza sanitaria.
L'audioguida è inclusa nel biglietto e disponibile in modalità noleggio sanificato e sicuro.
Prenotazioni al link.

Riapre con proroga fino al 27 settembre la mostra “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, grazie all'assenso dei 28 musei prestatori che hanno accettato di prolungare il prestito delle opere permettendo dunque di visitarla per altri quattro mesi.
Prenotazioni al link o telefonicamente allo 02 92897755.
L’audioguida è inclusa nel biglietto in forma di app scaricabile dal weekend del 30 maggio negli store Apple e Google inserendo il titolo della mostra.




Riapre anche la mostra fotografica “Roberto Cotroneo. Nel teatro dell’arte”, visitabile fino al 26 luglio, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria. Prenotazioni al link


Si raccomanda di presentarsi a Palazzo Reale all’orario prenotato, sono consentiti non più di 5 minuti d’anticipo.
È necessario indossare la mascherina e sanificare le mani con le soluzioni igienizzanti presenti per accedere ad ogni area del Palazzo.
All'ingresso verrà rilevata la temperatura corporea. Se il valore è pari o superiore a 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso.
Prima di prenotare è indispensabile consultare tutte le regole di accesso sul sito


Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
20121 Milano
T. +39 02 88465230

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Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei

Coronavirus, linee guide Mibact per sanificare archivi, biblioteche, musei‘Quarantena’ anche per libri e opere d’arte. Testi predisposti dall’Icpal e dall’Opificio delle pietre dure.

La misura migliore per sanificare libri, documenti antichi e opere d'arte? Una quarantena di almeno dieci giorni anche per i beni culturali è la scelta più indicato piuttosto che rischiare di 'contaminare' questi oggetti con sostanze aggressive come possono essere molti disinfettanti. La Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali pubblica le linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale redatte dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro e dall’Opificio delle Pietre Dure con riferimento alle misure di contenimento per la prevenzione dal contagio da coronavirus da adottare in compatibilità con le esigenze di tutela e conservazione del patrimonio culturale. Le linee guida sono rivolte a tutti gli istituti e i luoghi della cultura e riguardano la gestione di operazioni di sanificazione degli ambienti degli istituti archivistici e delle biblioteche (linee guida ICPAL) e degli ambienti destinati a musei e laboratori dove sono presenti opere d’arte (linee guida OPD).

ICPAL
L’Istituto sottolinea come sia “necessario ricordare che non tutti i comuni disinfettanti risultano adeguati per la pulizia in ambienti ove siano esposti, conservati e stoccati beni culturali. Le procedure da utilizzare per eventuali sanificazioni non possono pertanto ritenersi univoche e applicabili nello stesso modo a qualsiasi ambiente”.

Per ambienti “storici” gli arredi e le superfici di pregio la disinfezione può avvenire: nel caso di superfici in pietra o arredi lignei nebulizzare su carta assorbente una soluzione di Alcol etilico al 70% (400 ml di alcol etilico denaturato a 90 gradi da miscelare con 100 ml di acqua) o usando, in alternativa, prodotti commerciali già pronti all’uso, sempre alla richiesta concentrazione del 70%. Per tali prodotti è sconsigliata l’applicazione in presenza di finiture superficiali (es. lacche, resine) che sono suscettibili all’interazioni con acqua e/o solventi. Nel caso di superfici metalliche o in vetro si consiglia ugualmente di utilizzare sempre l’alcol etilico al 70%.
Per quanto riguarda le collezioni, come già sottolineato, la permanenza del virus sulle superfici è di massimo nove giorni. Per questo motivo, “qualsiasi intervento di disinfezione diretta dei beni archivistici e librari è da ritenersi non necessario se tali beni sono stati isolati almeno nelle due settimane antecedenti alla riapertura. In caso contrario si ritiene sufficiente garantirne l’isolamento per almeno 10 giorni, senza ricorrere all’utilizzo di disinfettanti che potrebbero risultare dannosi. Tale isolamento dovrà essere condotto in un ambiente a tal fine predisposto, individuato all’interno di ogni istituto, possibilmente provvisto di finestre che sia possibile aprire regolarmente per permettere il ricambio d’aria”.
Per accedere alla consultazione delle collezioni poi, “gli utenti dovranno essere muniti di dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina). All’ingresso nell’istituto dovrebbero essere resi disponibili dispenser di gel disinfettati; - un addetto della biblioteca o dell'archivio (munito di dispositivi di protezione individuale) potrà prelevare il documento e darlo in consultazione in un locale possibilmente dotato di arredi "moderni" che possano essere facilmente puliti e disinfettati; - il materiale consultato dovrà essere lasciato in isolamento preventivo per almeno 10 giorni e possibilmente riponendolo in buste di contenimento all’interno del locale precedentemente individuato. Il materiale consultato non sarà quindi fruibile nei 10 giorni successivi”.

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Per l’Opificio delle pietre dure, “da un esame della letteratura esistente e dalla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 si rileva che la durata della vita del virus oscilla tra 1 giorno per i guanti in lattice ai 9 giorni delle superfici in plastica (metalli 5, legno 4, carta 5, vetro 4/5, ceramica 5, camici usa e getta 2), per cui se un ambiente è stato chiuso al pubblico ed ai dipendenti per più di 9 giorni non sarebbe necessario intervenire con la sanificazione alla sua apertura in quanto è già trascorso il periodo di quarantena necessario per l’abbattimento del pericolo e sarà sufficiente una accurata pulizia con materiale disinfettante”.
Per quanto concerne, invece, le opere d’arte, “si deve affermare con la massima chiarezza che nessuno deve applicare alcunché su di esse se non da parte di un restauratore dei beni culturali qualificato secondo le leggi vigenti”. Per i beni culturali potenzialmente soggetti al contagio “in quanto recentemente movimentati (libri in prestito nelle Biblioteche, opere d’arte in prestito a mostre o in restauro, e così via) sarà sufficiente un periodo di isolamento in un ambiente segregato per la durata dei giorni necessari per la quarantena di quella categoria di materiali, dunque in genere tra i 5 e i 9 giorni. Dunque una “segregazione” per il necessario periodo potrà togliere ogni rischio. Poiché non si possono adesso valutare gli effetti di eventuali mutazioni del virus sarà opportuno aumentare di qualche giorno le valutazioni qui indicate”.
Dunque - prosegue l’Opd - il problema anche per i musei, laboratori e luoghi della cultura “sostanzialmente riguarda soprattutto la sanificazione tramite pulitura degli ambienti e dei pavimenti con particolare riferimento alle superfici di contatto (maniglie, corrimano, porte, tastiere, pulsanti, ecc.) e dei servizi igienici”.
Nel caso di ambienti contenenti opere d’arte “bisognerà prestare la massima attenzione, evitando, per esempio l’impiego per i pavimenti dell’ipoclorito di sodio troppo ossidante, e potenzialmente pericoloso in presenza di opere in bronzo, ottone e rame come per tutti i Cloroderivati, preferendo l’impiego di soluzioni alcooliche al 70% (ottenibili con prodotti già in commercio oppure con la miscela di 400 ml di alcool denaturato al 90% e 100 ml di acqua). In occasione degli interventi di sanificazione con questi prodotti si consiglia comunque di proteggere, ove possibile, le opere d’arte con teli di TNT piuttosto fitti per evitare qualsiasi forma di deposizione (schizzi, condensa di vapori). Una grande importanza per evitare ogni possibile interazione tra il prodotto usato e le opere d’arte è rivestita dalla esistenza o meno di sistemi di ventilazione e di ricambio d’aria, in grado di evitare il formarsi di accumulo di vapori, potenzialmente nocivi. Questi ultimi impianti, tuttavia, possono essere loro stessi una fonte di rischio e dunque sarà necessario prevedere una frequente sanificazione dei filtri dei fan coil e, in caso di impianti di climatizzazione, dei filtri generali dell’impianto in entrata ed uscita”.

L'APPELLO DEI RESTAURATORI
Sanificazione e beni culturali, Restauratori Senza Frontiere: attenzione ai prodotti che si usano.
Lo scorso 29 aprile l’organizzazione Restauratori Senza Frontiere Italia aveva inviato al Mibact un documento, con l’intento di sottoporre le criticità in merito ai trattamenti di sanificazione richiesti in questo periodo a seguito dell’epidemia di Covid-19, anche per gli ambienti di interesse storico e artistico.
L’Istituto Superiore di Sanità – si legge nella missiva firmata da Marisa Laurenzi Tabasso, Presidente del Comitato Scientifico di RSF Italia - indica ‘acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%’ per pulire i diversi ambienti, materiali e arredi. Nel caso però di ambienti e materiali di rilevanza culturale queste indicazioni vanno attentamente valutate per evitare di produrre danni sui diversi manufatti trattati direttamente con i prodotti per la sanificazione o, indirettamente, a causa di vapori o gas che possono sprigionarsi dai prodotti stessi”.
Il Dott. Nazzareno Gabrielli, chimico, Socio onorario di Restauratori Senza Frontiere-Italia e già direttore dei Gabinetti Scientifici dei Musei Vaticani, ha recentemente indirizzato al MIBACT un messaggio per allertare gli uffici responsabili delle tutela e della fruizione di immobili e collezioni di interesse storico-artistico affinché si presti la massima attenzione ai prodotti che si dovranno impiegare per la loro sanificazione. Il MIBACT ha tempestivamente informato tutti gli enti periferici competenti, diffondendo il messaggio del dott. Gabrielli”.
Al di là dell’urgenza degli interventi di sanificazione richiesti dalla attuale situazione relativa alla pandemia e in vista del ritorno alla normalità, il problema della più semplice ed ordinaria igienizzazione di questi luoghi richiede analoghe cautele e attenzione ai prodotti che si usano. Musei, biblioteche, sedi di istituzioni storiche pubbliche e private, vengono il più delle volte igienizzati da normali imprese di pulizie, quelle che ancora oggi spesso usano prodotti commerciali, non idonei per le superfici storiche come pavimenti in cotto, in parquet, oppure in pietra, spesso anche infissi e/o vetrate di pregio. Inoltre, le sostanze volatili rilasciate dai prodotti impiegati (per es. ammoniaca, o cloro) possono raggiungere anche i manufatti conservati nell’ ambiente (dipinti, sculture, stoffe, manufatti cartacei, ecc.)”.
Questa situazione richiede con molta evidenza la necessità che gli organi competenti del MiBACT regolamentino con chiarezza le modalità per l’effettuazione degli interventi di pulizia di siti e monumenti sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico e archeologico, e indichino che tali interventi siano obbligatoriamente effettuati sotto il coordinamento e la Direzione Tecnica di un Restauratore qualificato di Beni Culturali. Quanto agli aspetti tecnici delle operazioni di sanificazione e igienizzazione (il tipo di prodotti da impiegare in funzione delle diverse tipologie di ambienti e manufatti), certamente gli Istituti Superiori del Ministero (ISCR, ICRCPAL) e avranno già dato o daranno tutte le indicazioni necessarie. Restauratori Senza Frontiere-Italia è comunque disponibile per contribuire, ove ce ne fosse la necessità, alla redazione di protocolli specifici”.

 
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Germano Celant (Genova, 1940 – Milano, 29/04/2020)

Nato a Genova nel 1940, da padre impiegato in una ditta di import-export e madre casalinga, Germano Celant da giovanissimo iniziò a frequentare il vivace ambiente culturale che si stava sviluppando in quegli anni nella città ligure. Conobbe il gruppo dei cantautori, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco e frequentò lo stesso Liceo di Fabrizio De Andrè. Nella metà degli anni ’60, iniziò a scrivere per riviste di cultura, nel 1964 lavorò alla progettazione di un libro sul design della Olivetti e, viaggiando tra Milano e Torino, conobbe Arturo Schwarz e Gian Enzo Sperone, qui ebbe modo di vedere la mostra di Andy Warhol, con Leo Castelli e Ileana Sonnabend, tra gli invitati, oltre al gruppo di quelli che sarebbero poi diventati gli alfieri dell’Arte Povera.
Studiò all'Università di Genova, dove fu allievo di Eugenio Battisti.

Nel 1967 coniò la definizione di Arte Povera per designare un gruppo di artisti italiani: Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini, esposti nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Sempre alla Bertesca di Genova presentò in contemporanea Im-Spazio (Bignardi, Ceroli, Icaro, Mambor, Mattiacci, Tacchi). Questi artisti, secondo la presentazione del critico nel catalogo, operavano in una "nuova dimensione progettuale che mira ad intendere lo spazio dell'immagine, non più come contenitore ma come campo di forze spazio-visuali. Le loro opere presentano una strutturazione aperta di frammenti visivi, formano imspazio a circolo aperto, a tempo reale [...] che agisce con e sullo spettatore".
Nel 1968 la mostra “Arte Povera più azioni povere”, nell’ambito della Rassegna Internazionale di Pittura agli Arsenali di Amalfi, organizzata da Marcello Rumma a cui parteciparono: Giovanni AnselmoAlighiero BoettiLuciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario MerzMarisa MerzGiulio PaoliniPino PascaliMichelangelo PistolettoEmilio PriniGilberto ZorioAbleoPaolo IcaroPietro Lista, Gino MarottaGianni PiacentinoRichard LongJan DibbetsGer van Elk
Celant delineò la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.
Dopo la mostra Off Media, svoltasi a Bari nel 1977, iniziò a collaborare con il Guggenheim Museum di New York, del quale divenne in seguito senior curator.
Sempre al Guggenheim Museum allestì nel 1994 la mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l'arte italiana alla cultura americana.
Stava progettando, come ci aveva raccontato a Palazzo Reale, di riproporre per il 2022 una mostra analoga per rilanciare l'arte italiana, oggi con una flessione molto rilevante  sul mercato americano.
Per le sue vaste conoscenze dei musei e dei galleristi americani, Celant incominciò a far conoscere in Italia il mondo della conceptual art americana ed a esportare negli Stati Uniti l’Arte Povera.
L'intendimento di internazionalizzare l'arte italiana aveva già caratterizzato le mostre al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989), diventando tra i più noti curator internazionali. 
Nel 1996 curò la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. Nel 1997 venne nominato direttore della 47ª Biennale Internazionale d'Arte di Venezia: "Futuro, Presente, Passato", alle Corderie, con la partecipazione di 67 tra artisti internazionali più noti.
"La scelta degli artisti dipende dal metro che si decide di usare. Nella mostra internazionale ho cercato di rappresentare tutte le stratificazioni dell’arte contemporanea, a partire dalla pop art e dalla minimal art. Insomma, da metà degli anni Sessanta in avanti. Prima cosa il taglio storico dunque, ma ho dovuto metterlo insieme con il presente: lavorando con la contemporaneità avevo bisogno di incontrare artisti viventi. Con questi due parametri ho cominciato una lettura per strati arrivando al concettuale, all’ arte povera… A guardare, c’è una campionatura molto forte dei vari movimenti: Lichtenstein per il pop, Jim Dine per una certa radicalità figurativa, Oldenburg per il contributo alla sensualità dell’oggetto, erano fondamentali. E poi Agnes Martin, Brice Marden sul senso della pittura, Heizer… Ho cercato un’esemplificazione dei vari movimenti, in modo che ci fosse un attraversamento sia in senso verticale sia in senso orizzontale, perché ognuno degli artisti ha contribuito con dei lavori nuovi".
Presentava opere di artisti come, tra gli altri, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Ettore Spalletti, Marina Abramovic, John Baldessari, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Cai Guo Qiang, Dinos e Jake Chapman, Francesco Clemente, Gino De Dominicis, Jan Dibbets, Jim Dine, Jan Fabre, Luciano Fabro, Rebecca Horn, Ilya e Emilia Kabakov, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Roy Lichtenstein, Mario Merz, Annette Messager, Mariko Mori, Maria Nordman, Claes Oldenburg, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Gerhard Richter, Pipilotti Rist, Edward Ruscha, Haim Steinbach, Luc Tuymans, Emilio Vedova, Franz West, Gilberto Zorio.
Collaboratore di note riviste fra le quali L'Espresso, con la rubrica Arte, dopo aver realizzato a Genova la grande mostra Arti & Architettura (2004), fu direttore della Fondazione Prada a Milano a partire dal 2015, a lui si devono la curatela diretta delle più importanti esposizioni. Dalla prima personale in Italia di Walter De Maria, nel 1999, a “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943“, grande  e straordinaria e coraggiosa collettiva, presentata nel 2018, con più di 600 lavori.

Nel 2001 è stato commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ª Biennale Internazionale d’arte di Venezia
Nel 2004 supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”: Arti & Architettura.
Dal 2005 è curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano.
Dal 2008 curatore della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia,
Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano.
In occasione di Expo 2015, organizzò la mostra Art & Food alla Triennale di Milano, un lunghissimo percorso focalizzato sulla commistione tra arte e cibo, dal 1851 (anno della prima Esposizione Universale, tenutasi a Londra) fino ai nostri giorni, con allestimenti progettati dall’architetto Italo Rota.
Nel 2016 è stato curatore della mostra di Giovanni Gastel al Palazzo della Ragione a Milano.
Nel 2016 è Project Director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo.
2016 Mostra al Museo di Santa Giulia, Brescia: "Christo and Jeanne-Claude: Water Projects".

Massimo Minini, Germano Celant,Christo, interprete, Laura Castelletti, Museo di Santa Giulia, Brescia, 6/04/2016 ©Gianni Marussi

"Le avanguardie, le neoavanguardie, i collettivi, le tendenze, lasciano il posto a nuove figure fortemente connotate a livello individuale. Ti potrei fare degli esempi: da Julian Schnabel e Jeff Koons arrivi a Damien Hirst. Sono i nuovi eroi dell’arte che gestiscono direttamente la loro produzione. Quando Hirst si inventa la sua asta da Sotheby’s si muove con questa precisa determinazione."
Nel 2019, in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia, aveva curato la splendida grande retrospettiva di Jannis Kounellis, dopo la sua scomparsa, presso il Palazzo Ca’ Corner della Regina, sede veneziana di Fondazione Prada, rendendo così omaggio a un grande artista e grande amico che per anni era stato suo compagno di viaggio. 
Alla FondazionePrada aveva curato anche l'incontro con Bernardo Bertolucci, poco prima che mancasse, con la proiezione di "Ultimo Tango a Parigi".

  

L'ultima sua curatela milanese, aperta fino al 9/02/2020, è stata quella su Emilio Vedova a Palazzo Reale, Milano, nello splendido allestimento scenografico nella Sala delle Cariatidi, promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
L’ultima mostra da lui curata è stata Richard Artschwager, la prima grande antologica europea dedicata allo scultore americano, in programma da ottobre 2019 a febbraio 2020 al Mart di Rovereto. Realizzata grazie ai prestiti di alcune delle maggiori Collezioni del mondo e alla collaborazione di alcune tra le più prestigiose gallerie internazionali, attualmente la mostra è ospitata al Guggenheim di Bilbao, attualmente chiuso per ovvi motivi.

Il primo aprile sarebbe dovuto essere a Peschici a ritirare il riconoscimento "Le donne nell’arte" per il suo contributo svolto in nome della Fondazione Prada.

Celant è stato autore di oltre cinquanta pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.
Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York.
Nel 2013, riceve il The Agnes Gund Curatorial Award, accanto a Miuccia Prada che ottiene il The Leo Award, due premi promossi dall’Independent Curators International (ICI) di New York: “per i loro contributi al mondo dell’arte contemporanea, per l’attività a livello internazionale della Fondazione Prada e per la mostra When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, svoltasi nella sede veneziana di Fondazione Prada Ca’ Corner della Regina, in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas.

"Germano Celant è stato una delle figure centrali di quel processo di apprendimento e ricerca che l’arte ha rappresentato per noi fin dall’inizio della fondazione. Le tante esperienze e gli intensi scambi che abbiamo condiviso con lui in questi anni hanno contribuito a farci ripensare il significato della cultura nel nostro presente. La curiosità intellettuale, il rispetto per il lavoro degli artisti, la serietà della sua pratica curatoriale sono insegnamenti che riteniamo essenziali per noi e le generazioni più giovani”, hanno dichiarato Maurizio Bertelli e Miuccia Prada, presidenti della Fondazione Prada.

Germano Celant è mancato il 29 aprile 2020 all'ospedale Ospedale San Raffaele di Milano, a seguito della complicanze, dovute al diabete, di COVID-19. Aveva manifestato i primi sintomi di ritorno in Europa dagli Stati Uniti, dove era stato per l’Armory Show. Lascia la moglie Paris Murray e il figlio Argento Celant.

Germano Celant, © foto Giovanni Gastel

Autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei ed istituzioni internazionali.
Dal 1977 è Contributing Editor della rivista “Artforum”, New York e dal 1991 della rivista “Interview Magazine”, New York; dal 1999 è responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L'Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano.

Pubblicazioni principali

Nevelson. Catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle esposizioni, 1994) 
Charta 1994

L' inferno dell'arte italiana. Materiali 1946-1964 
Costa & Nolan 1996 

Michael Heizer. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 1997

Man Ray. Io e Juliet. Ediz. illustrata 
Man Ray, Germano Celant
24 Ore Cultura 1998

Laurie Anderson. Dal vivo 
Progetto Prada Arte 1998

Sam Taylor-Wood 
Progetto Prada Arte 1998 

Walter De Maria. 1999 Milano 2000 
Progetto Prada Arte 1999

Laurie Anderson. Dal vivo 
Progetto Prada Arte 1999

Registro 
Carsten Höller, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2000

Marc Quinn 
Germano Celant, Darian Leader
Progetto Prada Arte 2000 

Enrico Castellani 1958-1970 
Progetto Prada Arte 2001 

Enrico Castellani 1958-1970. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2001 

Barry McGee. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2002 

Barry McGee 
Progetto Prada Arte 2002 

La sfida. Atti del Convegno (2002)
Progetto Prada Arte 2002

Pescatori di utopie 
Germano Celant, Giovanni Gastel
Skira 2002 

Madly in love. The Luigi and Peppino Agrati collection 
Skira 2002

Tom Friedman. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2002 

Prada Aoyama Tokyo. Herzog & de Meuron 
Progetto Prada Arte 2003 

Giulio Paolini 1960-1972 
Progetto Prada Arte 2003 

Giulio Paolini 1960-1972. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2003 

Tribeca talks. Film festival 
Progetto Prada Arte 2004 

Francesco Vezzoli. Trilogia della morte 
Progetto Prada Arte 2004 

Francesco Vezzoli. Death trilogy 
Progetto Prada Arte 2004 

New York, New York. Fifty Years of Art, Architecture, Photography, Film and Video 
Lisa Dennison, Germano Celant
Skira 2006 

Gastel. Catalogo della mostra (Milano, 2 ottobre-2 novembre 1997; Londra, 6 settembre-30 ottobre 2004). Ediz. italiana e inglese 
Books 2006 

Andreas Slominski. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2006 

Tom Sachs. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2006 

Thomas Demand. Ediz. inglese 
Germano Celant, Robert Storr, Carlo Bonini
Progetto Prada Arte 2007 

Tobias Rehberger. On Otto e On Solo. Ediz. illustrata 
Germano Celant, Ina Blom
Progetto Prada Arte 2007 

Unveiling the Prada Foundation 
Rem Koolhaas, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2008 

Nathalie Djurberg. Turn into me. Ediz. illustrata. Con DVD 
Progetto Prada Arte 2008 

Artmix. Flussi tra arte, architettura, cinema, design, moda, musica e televisione 
Feltrinelli 2008 

Aldo Rossi. Disegni 
Skira 2008 

John Wesley. Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2009 

Frank O. Gehry dal 1997 
Skira 2009 

Enrico Baj. Mobili animati. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2009 

Giosetta Fioroni. I dipinti. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2010 

Louise Bourgeois. Textiles 
Skira 2010 

Vedova. Scultore 
Skira 2010 

Paolo Canevari. Catalogo della mostra (Prato, 20 marzo-1 agosto 2010). Ediz. italiana e inglese 
Mondadori Electa 2010 

Register 
Carsten Höller, Germano Celant
Progetto Prada Arte 2000

Anselm Kiefer. Il sale della Terra. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2011 

Emilio Vedova ...in continuum. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2011 

Arte povera. History and stories. Ediz. inglese 
Mondadori Electa 2011 

Fondazione Prada Cà Corner della Regina. Ediz. inglese 
Progetto Prada Arte 2011 

Lucio Fontana. Ambienti spaziali. Architecture, arts, environments. Ediz. inglese 
Skira 2012 

Aldo Rossi. Teatri 
Skira 2012 

Holy works. Ediz. illustrata 
Andres Serrano, Germano Celant
Damiani 2012 

Louise Nevelson. Ediz. inglese 
Skira 2013 

Arte Povera. Ediz. illustrata 
Giunti Editore 2013 

Emilio Vedova ...Cosiddetti Carnevali.... Ediz. illustrata 
Skira 2013 

Roy Lichtenstein. Sculptor. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2013 

Marc Quinn. Memory Box. Ediz. inglese 
Skira 2013 

Su Piero Manzoni 
Abscondita 2014 

Robert Mapplethorpe. La ninfa Fotografia 
Skira 2014 

Fotografia maledetta e non 
Feltrinelli 2015 

Aldo Rossi. Opera grafica. Etchings litographs silksreen prints. Ediz. illustrata 
Germano Celant, Stijn Huijts
Silvana 2015 

Gianni Piacentino. Ediz. multilingue 
Progetto Prada Arte 2015

Frank. O. Gehry dal 1997 
Skira 2015 

Mimmo Rotella. Catalogo ragionato. Ediz. italiana e inglese. Vol. 1: 1944-1961
Skira 2016 

Po art & Warhol 
Abscondita 2016

Christo and Jeanne-Claude. Water projects. Ediz. italiana 
Silvana 2016 

Alexander Calder e Emilio Vedova. Frammenti Expo '67. Ediz. illustrata 
Skira 2016 

Arman. 1954-2005. Catalogo della mostra (Roma, 5 maggio-23 luglio 2017). Ediz. illustrata 
Silvana 2017

Preconistoria 1966-69. Ediz. illustrata 
Quodlibet 2017 

Su Piero Manzoni 
Abscondita 2017 

Mimmo Paladino. Ediz. a colori 
Skira 2017 

Nuvolo and post-war materiality 1950-1965. Ediz. a colori 
Skira 2018 

Cattedrali d'Arte. Dan Flavin per Santa Maria in Chiesa Rossa 
Progetto Prada Arte 2018 

Piero Manzoni. Catalogo generale. Ediz. italiana e inglese 
Skira 2018 

Architettura-Design 1965-2015 
Quodlibet 2018 

Post zang tumb tuum. Art life politics Italia 1918-1943. Catalogo della mostra (Milano, 18 febbraio-25 giugno 2018). Ediz. inglese e italiana 
Progetto Prada Arte 2018 

Mimmo Rotella. Manifesto. Catalogo della mostra (Roma, 30 ottobre 2018-10 febbraio 2019). Ediz. a colori 
Silvana 2018 

Mimmo Rotella. Manifesto. Catalogo della mostra (Roma, 30 ottobre 2018-10 febbraio 2019). Ediz. inglese 
Silvana 2018 

Paolo Pellegrin. Ediz. illustrata 
Silvana 2018 

Marco Bagnoli. Ediz. a colori 
Skira 2018 

Roma New York. 1948-1964-The Murray and Isabella Rayburn Foundation. Before - After. Ediz. illustrata 
Silvana 2019

Giulio Paolini. Ediz. illustrata 
Silvana 2019 

Sandy Skoglund. Catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio-24 marzo 2019). Ediz. illustrata 
Silvana 2019 

Paolo Pellegrin. Ediz. inglese 
Silvana 2019 

Richard Artschwager. Catalogo della mostra (Rovereto, 12 ottobre 2019-2 febbraio 2020; Bilbao, 27 febbraio-9 maggio 2020). Ediz. a colori 
Silvana 2019 

Emilio Vedova. De America. Ediz. a colori 
Skira 2019 

Emilio Vedova 
Marsilio 2019 

+ spazi. Le gallerie Toselli. Ediz. illustrata 
Johan & Levi 2019 

Jannis Kounellis. Catalogo della mostra (Venezia, 11 maggio-24 novembre 2019). Ediz. italiana e inglese 
Progetto Prada Arte 2019 

Emilio Vedova. Catalogo della mostra (Milano, 6 dicembre 2019-9 febbraio 2020). Ediz. inglese 
Marsilio 2019

Michele Zaza. Ediz. a colori 
Silvana 2020

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