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Archivi categoria : 57ª Biennale di Venezia Arte

Padiglione Tibet, ART NIGHT VENEZIA, 22/06/2019 – ORE 21.00 – 24.00

PADIGLIONE TIBET
a cura di Ruggero Maggi
ART NIGHT VENEZIA | 22 GIUGNO 2019 | ORE 21.00 – 24.00
videoproiezione
2011.2019. STORIA DI UN PADIGLIONE PER UN PAESE CHE NON C'È

Anche quest'anno Padiglione Tibet il padiglione per un paese che non c'è sarà presente durante la biennale veneziana partecipando il 22 giugno 2019 ad Art Night Venezia, l'evento che da anni propone la magica notte dell'arte nella città.
A partire dalle ore 21 sarà presentata una proiezione sulla facciata dei Magazzini del Sale gestiti dalla Reale Società Canottieri Bucintoro, che ha anche gentilmente supportato l'iniziativa.
Padiglione Tibet, ideato nel 2010 da Ruggero Maggi, presenterà un video con i momenti salienti sia delle precedenti 4 edizioni veneziane (2011.13.15.17) sia delle mostre realizzate a Palazzo delle Esposizioni a Torino, al Museo Diotti a Casalmaggiore, alla Biblioteca Laudense di Lodi, al Palazzo Ducale di Genova, al Castello Visconteo di Pavia, durante SetUp Contemporary Art Fair all'interno di SetUp+ Centro Natura a Bologna, alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina.
Significativo sarà anche il video realizzato a bordo dell'imbarcazione Padiglione Tibet in rappresentanza dei colori del Tibet che, durante l'ultima edizione della Vogalonga, ha partecipato - con il supporto del Canoa Club Bobbio - a questa storica regata veneziana che costituisce un importante avvenimento non solo locale ma mondiale.
L'evento rappresenterà anche un momento di riflessione per ricordare la tragica data del 10 marzo 1959 in cui il Dalai Lama fu costretto ad abbandonare il Tibet. Sono ormai trascorsi sessant'anni, ma nulla è stato fatto per ridare speranza e libertà al popolo tibetano.

Padiglione Tibet un ponte di cultura e libertà vuole catalizzare l'interesse dell'opinione pubblica su tale situazione. Un momento per ricordare questo popolo che ormai, purtroppo, si può definire una minoranza etnica che rischia di perdere i più basilari diritti umani, la propria identità ed il proprio patrimonio culturale e spirituale, fondati su concetti di pace e non violenza.

Per ricordare i suoi martiri che si sono immolati per la libertà di altri, per la verità di tutti.

Padiglione Tibet “un sogno che ha lasciato il segno” ma - come diceva Kubrick - “nessun sogno è solamente un sogno”.

Artisti:
Irene Accarini, Anna Achilli, Lucio Afeltra, Roberto Aglieri, Marco Agostinelli, Lorenzo Alagio, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Federica Artuso, Gianni Audisio, Franco Ballabeni, Dario Ballantini, Pierre Ballouhey, Calogero Barba, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, BAU, Marco Bellantese, Maria Benassi, Luisa Bergamini, Viola Bergamini, Carla Bertola, Giuseppe Bertolino, Ermanno Bidone, Giorgio Biffi, Lorenzo Bluer, Rovena Bocci, Mariella Bogliacino, Giovanni Bonanno, Renzo Bortolussi, Monica Bozzo, Rossana Bucci, Rosaspina Buscarino, Nirvana Bussadori, Orsola Cacici, Davide Calvi, Jorge Canale, Silvia Capiluppi, Angela Capozzi, Paola Caramel, Paolo Carnevale, Bruno Cassaglia, Domenico Castaldi, Stefano Cerioli, Simonetta Chierici, Pino Chimenti, Gianni Chiostri, Lido Chiostri, Tamding Choephel, Circolo degli artisti di Varese, Ciriaca+Erre, Coco, Barbara Codemo, Donagh Coleman, Nicoletta Confalone, F. Romana Corradini, Marzia Corteggiani, Marisa Cortese, Giampietro Cudin, Gianluca Cupisti, Flaminio Da Deppo, Milko Dalla Battista, Sergio Dangelo, Christine Davis, Marco De Angelis, Teo De Palma, Adolfina De Stefani, Albina Dealessi, Nyima Dhondup, Anna Maria Di Ciommo, Laura Di Fazio, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma, Gillo Dorfles, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Elisa Ferri, Roberto Ficarella, Luigi Filograno, Alessandra Finzi, Dario Fo, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Roberto Franzoni, Bruno Freddi, Giglio Frigerio, Fernando Garbellotto, Ornella Garbin, Ferruccio Gard, Annamaria Gelmi, Luciano Gerini, Ivana Geviti, Riccardo Ghirardini, Ermes Giacomello, Carlos Gigena Seeber, Gino Gini, Guido Giordano, Lillo Giuliana, Antonella P. Giurleo, Robert Gligorov, Bruno Gorgone, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Satish Gupta, Giovanni Gurioli, Peter Hide 311065, Ursula Huber, Gennaro Ippolito, Benedetta Jandolo, K7, Kappa, Oriana Labruna, Paolo Lamarque, Franca Lanni, Bruno Larini, Celeste Lazo, Le Brothers (Le Ngoc Thanh e Le Duc Hai), Silvia Lepore, Lala Lharigtso, Pino Lia, Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, Franco Lippi, Oronzo Liuzzi, Livia Liverani, Francesca Lolli, Gian Paolo Lucato, Massimiliano Lupo, Ruggero Maggi, Sergio Maggi, Francesco Maglia snc, Loredana Manciati, Mandala CON-TA-CI, Antonello Mantovani, Angela Marchionni, Beatriz Margossian, Silvia Mariani, Ruggero Marrani, Fabrizio Martinelli, Gianni Ettore Andrea Marussi, Giampietro Mattolin, Michele Mele, Rita Mele, Claudio Mellana, Lorenzo Menguzzato Lome, Renato Mertens, Cristian Michelini, Fernando Montà, Dimitri Montanari, Lorenza Morandotti, Simona Morani, Giulia Niccolai, Tashi Norbu, Alessandro Novellino, Paolo Nutarelli, Laura Onofri, Orisol, Silvia Ovsejevich, Clara Paci, Lucia Paese, Claudio Pantana, Danilo Paparelli, Patrizia Pelagalli, Sandro Pellarin, Giovanni Pellegrini, Salvatore Perchinelli, Riccardo Pes, Renata Petti, Marisa Pezzoli, Giorgio Piccaia, Matteo Piccaia, Matteo Pieri, Maurizio Pizzo, Plumcake, Siro Polazzetto, Valentina Poli, Giovanni Genshō Ponzoni, Veronique Pozzi, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Alessandro Prevosto, Tiziana Priori, Mario Quadraroli, Angela Rapio, Isabella Rigamonti, Carla Rigato, Giuseppina Riggi, Monica Rizzi, Marco Rizzo, Costantino Rizzuti, Gian Paolo Roffi, Claudio Romeo, Maria Pia Fanna Roncoroni, Pietro Ronzat, Robert Rousso, Jeannette Rütsche, Virginia Ryan, Romina Salvadori, Paola Samoggia, Sergio Sansevrino, Ritu Sarin & Tenzing Sonam, Maria Savino, Roberto Scala, Giuliana Schiavone, Pino Secchi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Anne e Ludovic Segarra, Cesare Serafino, Leonardo – Lucio - Simone Serafino, Danilo Sergiampietri, Elena Sevi, Melissa Simionato, Fabio Sironi, Lucia Spagnuolo, Celina Spelta, Franco Spena, Ilaria Sperotto, Giuseppe Spinelli, Carlo Squillante, Francesco Stefanini, R. Steiner, Anna Surico, Tiziana Tacconi, Roberto Testori, Vittorio Tonon, topylabrys, Micaela Tornaghi, Rosella Vicini, Silvio Vigliaturo, Alberto Vitacchio, Andrea Vizzini, Doriana Vovola, Emanuele Wiltsch Barberio, Monika Wolf, Marcela Zelikowicz.

Testi di:
Adriano Accattino, Giosuè Allegrini, Dino Aloi, Gianluca Anselmo, Stefano Antichi, Elisabetta Bacci, Piergiorgio Baroldi, Massimo Bignardi, Fulvio Bizzarini, Boris Brollo, Lara Caccia, Claudio Cardelli, Mauro Carrera, Giorgia Cassini, Andrea Chinellato, Tamding Choephel, Stefano Dallari, Giulia Fresca, Ornella Garbin, Chiara Gatti, Lorella Giudici, Alexander Larrarte, Enzo Lo Scalzo, Ruggero Maggi, Mimma Pasqua, Roberta Reali, Cristina Romieri, Alberto Rovida, Massimo Scaringella, Giuliana Schiavone, Roberta Semeraro, Tiziana Tacconi, Claudio Tecchio, Trini Castelli, Piero Verni, Roberto Vidali, Emma Zanella, Angela Zenato.

Padiglione Tibet ringrazia Marco Dolcetti (Bucintoro), Marco Agostinelli, Piergiorgio Baroldi, Roberta Reali, Cristina Romieri, Valentina Poli.

PADIGLIONE TIBET
A cura di
: Ruggero Maggi

ART NIGHT VENEZIA | 22 GIUGNO 2019 | ORE 21.00 – 24.00
videoproiezione

2011.2019. STORIA DI UN PADIGLIONE PER UN PAESE CHE NON
C'È
Info: www.padiglionetibet.commaggiruggero@gmail.com – 320.9621497


Canale della Giudecca fermata traghetto: Santo Spirito

Reale Società Canottieri Bucintoro
Dorsoduro 263
30123 Venezia

 

 

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Padiglione Tibet, 10 AGOSTO 2017 APERTURA STRAORDINARIA, Palazzo Zenobio, Venezia

Padiglione Tibet un ponte di cultura e libertà a cura di Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio - Fondamenta del Soccorso 2596 - Venezia
dal 10 maggio al 10 agosto 2017
evento dedicato a S.S. il Dalai Lama

GIOVEDI' 10 AGOSTO 2017 APERTURA STRAORDINARIA
per condividere insieme la giornata conclusiva di questo significativo evento.
A partire dalle ORE 18.00 si potrà continuare a visitare il Padiglione attraversando la sala delle LUNG-TA (cavalli di vento) le bandiere di preghiera che enfatizzano e racchiudono in sé il desiderio innato del popolo tibetano di abbracciare l'intera razza umana in una grande preghiera collettiva. Su queste delicate strutture filiformi gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, sono intervenuti con messaggi poetici di straordinaria forza spirituale e creativa: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.

 

Soffermandosi sulle opere-video di Satish Gupta (presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The Arts), di Francesca Lolli e Marco Rizzo per poi accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell'animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.
Camminare all'interno di un'opera poetica, potente e preziosa nello scrigno a cielo aperto nel giardino di Palazzo Zenobio, in cui la natura stessa dialoga con gli elementi che la compongono: Atman (dal sanscrito “essenza” - “soffio vitale”) di Robert Gligorov curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Nessuna apologia di nazismo, anzi un messaggio di pace e solidarietà verso il popolo tibetano che con quel simbolo (la svastica) rappresentava il sole, l'infinito e l'eternità. Sulle sculture che compongono l'installazione sono incisi i nomi di monaci e di personalità che hanno avuto una rilevante importanza per quanto riguarda la sfera spirituale del mondo tibetano ed indiano, tra cui il Mahatma Gandhi.


ORE 19.00
NO CHAIN performance di danza contemporanea di K7
coreografia di Kappa | musica di Paola Samoggia | danza Giuseppe Spinelli
...ho pensato a Padiglione Tibet, al ponte tra due culture…. al collegamento… alla denuncia della situazione attuale che però volge verso una libertà raggiunta con l’aiuto delle due culture assieme, l’aiuto di tutti…. la campana a lastra è libera di muoversi nel vento…. come una bandiera di preghiera….” Paola Samoggia

ORE 19.30
RICCARDO PES musicista e compositore
Programma “Padiglione Tibet” Giovanni Sollima – Alone | Giuseppe Tartini – Adagio | Eliodoro Sollima – Sonata 1959 | Kristof Penderecky – Per Slava | Riccardo Pes – Premer e Stalir
Il programma è un mix di musica composta nel 21° secolo, periodo in cui il naturale concetto di armonia classica raggiunse il suo massimo disfacimento a favore di un serialismo di natura espressionista. La realtà frammentata dalle Guerre Mondiali e dalla povertà internazionale viene così tradotta nelle note laconiche e scure del repertorio Novecentesco. Il brano finale, invece, è un omaggio a Venezia, composto da Riccardo Pes ed ispirato al vogare “alla veneta” delle gondole: Premer e Stalir.

ORE 20.00
PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA a cura di Ruggero Maggi

Termina la mostra di Arte Postale con l'esposizione di numerosi interventi pervenuti per posta e realizzati da circa 800 artisti di tutto il mondo - tra cui Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto, Robert Gligorov - che hanno risposto all'invito dal tema: Il Dalai Lama ed il Tibet.
L'Arte Postale è un network internazionale che ha contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, un’infinita serie di progetti, riviste, libri, mostre, in cui ha valore la relazione intrinseca tra l'oggetto spedito, il mittente ed il destinatario. Il Futurismo e il Dadaismo sono da considerarsi senz'altro gli antecedenti storici di questa forma di comunicazione artistica, così come è da sottolineare l'opera di Kurt Schwitters, creatore dei primi lavori realizzati con timbri e l'avvento, alla metà degli anni '50, della ricerca Fluxus con l'opera di artisti come Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier e di alcuni artisti e teorici del Nuovo Realismo francese come Pierre Restany ed Yves Klein. Ray Johnson, artista di New York, è considerato il creatore dell'Arte Postale: nel 1962 fonda, sbeffeggiando le vere scuole per corrispondenza, la New York Correspondence School (così definita da Ed Plunkett). Questa Biennale non vuole assolutamente rendere istituzionale un fenomeno artistico come la Mail Art che ha nel proprio codice genetico un'avversione per tutto ciò che può renderla ufficiale ed istituzionale - nel 1986 scrissi: “la Mail Art usa le istituzioni nei luoghi delle istituzioni contro le istituzioni” - ma vuole fare il punto su questo network antesignano dei recenti social network. Un grande archivio aperto al pubblico.

Ospite speciale di questa Prima edizione della Biennale di Arte Postale: GAC, acronimo che indica Guglielmo Achille Cavellini, probabilmente il più controverso artista nella storia dell'arte contemporanea italiana e creatore dell'autostoricizzazione.

ORE 20.30
Sempre nella splendida corte di Palazzo Zenobio conclusione della serata con un momento conviviale coordinato con il Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" - l'Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn) - Storica Società Operaia di Mutuo e Soccorso di Pordenone - ANIOC Ass. Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Pordenone-Spilimbergo e con la fattiva collaborazione per le degustazioni di: Pasticceria Le Strane Delizie Spilimbergo, Formaggi Tosoni Spilimbergo, Vini Castelcosa San Giorgio della Richinvelda, Salumi Lovison Spilimbergo, ArteVino di Eddy Leone Spilimbergo.






Ingresso: libero
Informazioni
: www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 - chiusura: lunedì

PALAZZO ZENOBIO – FONDAMENTA DEL SOCCORSO 2596 - VENEZIA
. Dalla Stazione Ferroviaria di Venezia facilmente raggiungibile a piedi
. vaporetto 5.1 fermata S. Basilio


TIBET PAVILION a bridge made of culture and freedom by Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio – Fondamenta del Soccorso 2596 - Venice
May 10th - August 10th 2017
Art event dedicated to H. H. the Dalai Lama

THURSDAY 10th of AUGUST 2017   SPECIAL OPENING
to share the end of this significant project.

AT 6 pm It will be possible continue to visit the Pavilion passing trough the prayer flags show, LUNG-TA (literally wind horses), the true symbols that hold and emphasize the Tibetan spirituality and the natural wish of the Tibetan People to embrace the whole human race in a collective prayer. Delicate threadlike structures on which the invited artists of this edition of Tibet Pavilion, project by Ruggero Maggi, have intervened by poetical messages of extraordinary spiritual and creative strength: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala - K7, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea  Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna,, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.
Looking the significant video-works of Satish Gupta (presented by prestigious BASU Foundation For The Arts), of Francesca Lolli and Marco Rizzo and then entering in a peculiar and unique, visual and emotional journey, made of four personal exhibits with a selection of playful and fluctuating works in the case of Marcello Diotallevi and his “Fiabe al Vento” (Tales to the wind); Anna Maria Di Ciommo’s evocative photographs of Tibetan Lamas working on bright mandalas; the rigorous works of Rosaspina Buscarino that with their serried compositional rhythm can pierce the human soul and Roberto Testori’s object-artwork that in their whiteness reflect conceptual solutions rich of spiritual and artistic meaning.
Walking inside a poetic artwork, powerful and precious within the open-air treasure of Zenobio Palace’s garden, where nature matches the surrounding elements: Atman (from the Sanskrit: “vital spark”) by Robert Gligorov and curated by Luca Pietro Acquati Architect. No apology for nazism. On the contrary it's a message of peace and solidarity towards the Tibetan people who have been seeing the sun, the infinite, the eternity in that symbol.

On the sculptures composing the installation some names are engraved. They belong to monks and personalities who have been particularly relevant in the spiritual sphere of Tibetan and Indian world, including Mahatma Gandhi.

 AT 7 pm
NO CHAIN contemporary dance performance by K7
choreographed by Kappa | music by Paola Samoggia | dancer Giuseppe Spinelli
"... I thought of Tibet Pavilion, bridge between two cultures .... to the connection ... to the denunciation of the current situation that tends to a freedom achieved with the help of the two cultures together, the help of all .... The plate bell is free to move in the wind .... just like a prayer flag …” (Paola Samoggia)

AT 7.30 pm
RICCARDO PES musician and composer
Program “Tibet Pavilion” | Giovanni Sollima – Alone | Giuseppe Tartini – Adagio | Eliodoro Sollima – Sonata 1959 | Kristof Penderecky – Per Slava | Riccardo Pes – Premer e Stalir
The program is a mixture of different kind of music realized in the 21th century.
Last song is a tribute to Venice, it was composed by Riccardo Pes and it's inspired by "rowing the gondola": Premer e Stalir.
Riccardo Pes is a very creative cellist and composer. His way of playing is a perfect combination of knowledge, technical skills, natural lyricism, fluent sound and fine musical instinct.” Giovanni Sollima

AT 8 pm
1st VENICE INTERNATIONAL MAIL ART BIENNIAL by Ruggero Maggi

The Mail Art Biennial will end with the exhibition of many mail artworks of about 800 artists of all the world – among which Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto, Robert Gligorov – who have answered to the invitation:The Dalai Lama and Tibet.
Mail Art is an international network which has marked, especially at the end of past century, an infinite number of projects, shows, fanzines, books, in which the inner relation between the sent object, the sender and receiver its of value. Futurism and Dadaism can be considered the historical antecedents of this form of art communication, it's important to underline the Kurt Schwitters's rubber-stamped works, the Fluxus movement with the artists' work such as: Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier and the French New Realism with Pierre Restany and Yves Klein.Ray Johnson is considered the Mail Art's creator: at 1962 he founded, mocking the real Correspondence Schools, the New York Correspondence School (so defined by Ed Plunkett).This Biennial doesn't want make mail art institutional - at 1986 I wrote “Mail Art uses institutions in the places of institutions against institutions” - which has in the own genetic code an aversion for all can make it official, but, at the contrary, it wishes take stock on this network precursor of current social network. A great archive with thousands of works. In this first edition of the Mail Art Biennial of Venice special guest is GAC (acronym for Guglielmo Achille Cavellini, who is more than likely the most controversial artist in the history of Italian Contemporary Art and the inventor of the “self-historicization”). Furthermore, the works and photos that are being presented are also made by those artists who accepted my invitation to celebrate the New Year on 31 December 2014 (100th anniversary of GAC's birth) by wearing a mask of GAC's face that I had made in 1985 and by making their relatives and friends to do the same thing for such a special occasion.

 AT 8.30 pm
In the beautiful courtyard of Palazzo Zenobio this special day will end with a friendly moment by the collaboration of: Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" - l'Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn) - Storica Società Operaia di Mutuo e Soccorso di Pordenone - ANIOC Ass. Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Pordenone-Spilimbergo and with the tasting offered by: Pasticceria Le Strane Delizie Spilimbergo, Formaggi Tosoni Spilimbergo, Vini Castelcosa San Giorgio della Richinvelda, Salumi Lovison Spilimbergo, ArteVino di Eddy Leone Spilimbergo.

FREE ENTRANCE
info: www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
Opening hours: Tuesday through Sunday 10 am - 6 pm | Closed on Mondays
PALAZZO ZENOBIO FONDAMENTA DEL SOCCORSO 2596
VENICE
ITALY

. Walking distance from the Venice train station . Ferry 5.1 Stop San Basilio

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Continuum – Generation by Generation, Padiglione Cina, 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

La 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia ha aperto  al pubblico dal 13 maggio a domenica 26 novembre 2017. Il tema scelto per questa edizione della Biennale Arte è Viva Arte Viva, immaginando una mostra fatta dagli artisti, con gli artisti e per gli artisti. Il progetto espositivo pone gli artefici della creazione in prima linea, garantendo loro l’opportunità di esprimersi in totale libertà.
Il Padiglione Cina presenta un progetto espositivo curato da un artista per gli artisti, dal titolo Continuum - Generation by Generation. La mostra propone una riflessione incentrata sul concetto di ‘eternità’: ponendo in dialogo arte contemporanea e arte vernacolare, offre una chiave di lettura del misterioso protrarsi della tradizione cinese nella produzione artistica, nel corso dei secoli.
Qiu Zhijie, artista universalmente apprezzato per la grande versatilità espressiva e la molteplicità di interessi che lo caratterizzano, è stato chiamato a curare questa esposizione. La missione che il Padiglione Cinese si pone è quella di catturare l’energia del continuum - o del “Bu Xi” così come definito nella cultura cinese - al fine di ritrovare nella vitalità che caratterizza il fare arte ai nostri giorni quel valore di rigenerazione narrato dai testi antichi, registrando le trasformazioni e il rinnovamento nelle arti applicate tradizionali. Le immagini antitetiche ‘montagna/mare’ e ‘antico/nuovo’, che nel loro insieme rappresentano l’equilibrio perfetto dello ‘Yin/Yang’ cinesi, costituiscono la cornice entro la quale di sviluppa il percorso espositivo. Due favole cinesi molto note, Il vecchio sciocco che rimuove le montagne e Jingwei che riempie il mare, sono il serbatoio immaginifico da cui ricavare visioni corrispondenti ai concetti di ‘montagna’ e ‘mare’.
Due opere emblematiche del periodo della Dinastia Song (X – XI Sec.): Skeleton Fantasy Show di Li Song e Dodici immagini dell’acqua che cresce di Ma Yuan sono state scelte per introdurre il pubblico alla mostra in quanto entrambe riferite agli aspetti più importanti dell’universo spirituale cinese: la visione della vita, della morte e del tempo, che insieme definiscono il concetto di “Bu Xi.”
Due artisti tradizionali e due artisti che utilizzano i linguaggi contemporanei delle arti visive sono stati scelti per rappresentare il significato di questa narrazione. Artigianato e opere d’arte contemporanea si influenzano a vicenda. La maestra di ricamo ‘Suzhou’, Yao Huifen, ricrea l’immagine dello Skeleton Fantasy Show attraverso l’utilizzo di oltre un centinaio di tecniche diverse, molto ricercate, e ha partecipato poi alla realizzazione dell’opera di Tang Nannan The Forgotten Sea. Wu Jian’an e il maestro del Teatro delle Ombre Wang Tianwen, che hanno già collaborato insieme in passato, danno vita a nuovi lavori caratterizzati da motivi montani e marittimi, ispirati alla pittura acquatica di Ma Yuan.
Tang Nannan, proveniente da una famiglia di teatranti, Wang Tianwen, maestro di ombre cinesi, Wu Jian’an proveniente dal distretto di Jinshan e Yao Huifen da Suzhou collaborano per dare vita a un’opera collettiva. L’intero allestimento appare come un network di rimandi intertestuali e creazioni corali: ogni artista collabora con gli altri tre e, allo stesso modo, altri curatori e artisti partecipano al flusso creativo con performance e happening che renderanno il Padiglione Cinese uno spazio in costante evoluzione. In questa rete di scambi reciproci, le tradizioni sono accolte, reinterpretate e di nuovo tramandate.
L’arte cinese non è mai intesa come la creazione isolata di un singolo artista, ma un’opera collettiva che attraversa cinque millenni, una manifestazione colta del genio creativo, una raccolta di idee che si perpetua da secoli. Gli artisti cinesi non lavorano in solitudine, le loro opere sono sempre una sorta di risposta, una specie di illuminazione: l’anticipazione di un eco, di una rielaborazione critica, di un commento che seguirà al suo manifestarsi.
Il Padiglione presentato alla 57. Biennale porta nel cuore del percorso espositivo un archivio che ambisce a trasformare l’idea di “Bu Xi” in documenti e testimonianze concrete che dimostrino le discendenze linguistiche dei quattro artisti. Diversamente dalle precedenti edizioni, questa sezione non è un mero supplemento alla mostra, ma ne costituisce l’essenza spirituale.
Ogni artista cinese ha un suo lignaggio educativo ed è a sua volta insegnante di qualcun altro; finché continuerà a fare arte, il suo maestro non morirà mai. Questa sorta di discorso universale nel quale sono evidenti i richiami alle esperienze vernacolari, alle arti applicate, ai nuovi linguaggi e alla tradizione espressiva, creerà un campo energetico di “Bu Xi”. Un dinamismo che rende l’arte cinese un dispositivo completamente autonomo e unico rispetto alla cultura occidentale fondata piuttosto sull’intuizione individuale, ed è il segreto che la civiltà cinese tramanda da migliaia di anni, di generazione in generazione. È questa la risposta del Padiglione Cinese a Viva Arte Viva.
Il Padiglione Cina alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è supportato dalla Repubblica Popolare Cinese, commissionato dal China Arts and Entertainment Group con il contributo di Shanghai Ming Contemporary Art Museum e Beijing Times Art Museum, in collaborazione con le istituzioni Ming Yuan Group e Bloomage International Investment Group. Il supporto tecnico è offerto da Hongri Lighting, Shanghai Helu Culture Communication Co. Ltd e Shanghai Mana Network Co. Ltd. Il coordinamento artistico è affidato a Davide Quadrio in collaborazione con Arthub.
Nei sei mesi di esposizione, il Padiglione Cina non offre solo un viaggio attraverso cinque secoli di storia nelle diverse forme di espressione artistica che caratterizzano la produzione locale ma permetterà al visitatore di vivere una vera e propria esperienza multisensoriale interattiva, grazie a diverse forme di coinvolgimento studiate appositamente per il pubblico. I centottanta giorni che libereranno lo spirito dello “Bu Xi” saranno in grado di evocare la quintessenza della cultura cinese permettendole brillare sulla superfice del Mare Adriatico.


Padiglione Cina - 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia
Continuum – Generation by Generation
A cura di: Qiu Zhijie
Dal 13 maggio 2017 al 26 novembre 2017

Contatti per la stampa: PCM Studio di Paola C. Manfredi - press@paolamanfredi.com - T. +39 02 87286582; Federica Farci: federica@paolamanfredi.com - Mob. +39 342 0515787

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PADIGLIONE TIBET, PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA

Giovedì 6 luglio 2017 APERTURA STRAORDINARIA di Padiglione Tibet per celebrare l'82° compleanno d i Sua Santità il Dalai Lama.

Come di consueto Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, è felice di celebrare il compleanno di Sua Santità il Dalai Lama con un'apertura straordinaria che prolunga l'abituale orario di visita.
A partire dalle ORE 18.00 si potrà continuare a visitare il Padiglione attraversando la sala delle LUNG-TA (cavalli di vento) le bandiere di preghiera che enfatizzano e racchiudono in sé il desiderio innato del popolo tibetano di abbracciare l'intera razza umana in una grande preghiera collettiva. Su queste delicate strutture filiformi gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet, sono intervenuti con messaggi poetici di straordinaria forza spirituale e creativa: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala - K7, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna,, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.
Soffermandosi sulle opere-video di Satish Gupta (presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The Arts), di Francesca Lolli e Marco Rizzo per poi accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell'animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.
Camminare all'interno di un'opera poetica, potente e preziosa nello scrigno a cielo aperto nel giardino di Palazzo Zenobio, in cui la natura stessa dialoga con gli elementi che la compongono: Atman (dal sanscrito “essenza” - “soffio vitale”) di Robert Gligorov curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Nessuna apologia di nazismo, anzi un messaggio di pace e solidarietà verso il popolo tibetano che con quel simbolo (la svastica) rappresentava il sole, l'infinito e l'eternità. Sulle sculture che compongono l'installazione sono incisi i nomi di monaci e di personalità che hanno avuto una rilevante importanza per quanto riguarda la sfera spirituale del mondo tibetano ed indiano, tra cui il Mahatma Gandhi.

- ORE 19.00 PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA
Un grande archivio aperto al pubblico con migliaia di opere, a cura di Ruggero Maggi.
Prosegue la mostra in progress con l'esposizione di numerosi interventi pervenuti per posta e realizzati da 800 artisti di tutto il mondo - tra cui Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto - che hanno risposto all'invito dal tema: Il Dalai Lama ed il Tibet.
Ospite speciale di questa Prima edizione della Biennale di Arte Postale: GAC, acronimo che indica Guglielmo Achille Cavellini, probabilmente il più controverso artista nella storia dell'arte contemporanea italiana e creatore dell'autostoricizzazione.

L'Arte Postale è un network internazionale che ha contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, un’infinita serie di progetti, riviste, libri, mostre, in cui ha valore la relazione intrinseca tra l'oggetto spedito, il mittente ed il destinatario. Il Futurismo e il Dadaismo sono da considerarsi senz'altro gli antecedenti storici di questa forma di comunicazione artistica, così come è da sottolineare l'opera di Kurt Schwitters, creatore dei primi lavori realizzati con timbri e l'avvento, alla metà degli anni '50, della ricerca Fluxus con l'opera di artisti come Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier e di alcuni artisti e teorici del Nuovo Realismo francese come Pierre Restany ed Yves Klein. Ray Johnson, artista di New York, è considerato il creatore dell'Arte Postale: nel 1962 fonda, sbeffeggiando le vere scuole per corrispondenza, la New York Correspondence School (così definita da Ed Plunkett). Questa Biennale non vuole assolutamente rendere istituzionale un fenomeno artistico come la Mail Art che ha nel proprio codice genetico un'avversione per tutto ciò che può renderla ufficiale ed istituzionale - nel 1986 scrissi: “la Mail Art usa le istituzioni nei luoghi delle istituzioni contro le istituzioni” - ma vuole fare il punto su questo network antesignano dei recenti social network. 

1st VENICE INTERNATIONAL MAIL ART BIENNIAL
Mail Art is an international network which has marked, especially at the end of past century, an infinite number of projects, shows, fanzines, books, in which the inner relation between the sent object, the sender and receiver its of value. Futurism and Dadaism can be considered the historical antecedents of this form of art communication, it's important to underline the Kurt Schwitters's rubber-stamped works, the Fluxus movement with the artists' work such as: Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier and the French New Realism with Pierre Restany and Yves Klein.Ray Johnson is considered the Mail Art's creator: at 1962 he founded, mocking the real Correspondence Schools, the New York Correspondence School (so defined by Ed Plunkett).This Biennial doesn't want make mail art institutional - at 1986 I wrote “Mail Art uses institutions in the places of institutions against institutions” -  which has in the own genetic code an aversion for all can make it official, but, at the contrary, it wishes take stock on this network precursor of current social network. A great archive with thousands of works.

by Ruggero Maggi for Tibet Pavilion

- ORE 19.30 FESTA DI COMPLEANNO PER IL DALAI LAMA
Ritrovo nella corte di Palazzo Zenobio per festeggiare il compleanno con una torta a tema realizzata da Le Strane Delizie Pasticceria Spilimbergo (Pn) e la degustazione offerta da Vini Castelcosa Cosa di S. Giorgio della Richinvelda (Pn) e l'Azienda Agricola Avoledo di Avoledo Giuliano Spilimbergo (Pn), con la collaborazione artistica di Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" e l' Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn).
Un momento conviviale per coinvolgere il sistema Arte ed il pubblico e per non far dimenticare la realtà dell'universo tibetano, creando un luogo fisico, reale e tangibile di incontro tra le differenti anime che compongono Padiglione Tibet: artistica, sociale e culturale, religiosa.





PADIGLIONE TIBET
un ponte di cultura e libertà
Dal 10 maggio al 10 agosto 2017
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 - chiusura: lunedì
Ingresso: libero
Informazioniwww.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
Arrivo: dalla Stazione Ferroviaria di Venezia facilmente raggiungibile a piedi; vaporetto 5.1 fermata S. Basilio

PALAZZO ZENOBIO
Fondamenta del Soccorso
2596 - Venezia

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Sam Havadtoy: 18 – 17, Palazzo Bembo, Venezia

Dal 13 maggio al 26 novembre 2017, in occasione della 57ª Biennale d’Arte di VeneziaPalazzo Bembo  ospita la personale di Sam Havadtoy, 18 - 17, parte del progetto Personal Structures - Crossing Borders, organizzato da European Cultural Centre, che presenta sette opere inedite di uno degli artisti più interessanti e originali della scena newyorkese tra gli anni Settanta e Ottanta.
Nella storica residenza sul Canal Grande, a pochi passi dal ponte di Rialto, Havadtoy espone quattro porte decorate, sulle quali compaiono, per la prima volta delle scritte (Only want your body; Only want your money; Never explain; Never complain).
In questi lavori, si respira una forte evocazione sociale e politica, in particolare, Havadtoy si concentra su come il concetto di democrazia liberale sia aggressivamente sfidata in ogni parte del pianeta. Non è un caso che il fulcro ideale della rassegna siano tre busti di Iosif Stalin che, in sequenza, si trasformeranno nell’immagine del personaggio collodiano di Pinocchio.

Quello della porta, che di per se stessa, riveste un forte significato simbolico, così legato all’idea di passaggio, di collegamento tra passato e futuro, è un tema particolarmente presente nella cifra espressiva di Sam Havadtoy, perché richiama fatti della sua vicenda biografica. Lo stesso artista ricorda che, all’età di nove anni, fuggito insieme alla madre e al fratello minore dalla casa paterna, era solito dormire in una piccola stanza dove il letto era composto da una porta, colorata di verde scuro, appoggiata su dei mattoni.
Ho sempre amato l’idea di trasformare le porte in opere d’arte. Lo so, nulla di nuovo, soprattutto, in Italia dove esistono molte porte create da grandi artisti; penso alla Porta del Paradiso per il Battistero di San Giovanni a Firenze di Michelangelo. Mi sono posto con grande umiltà davanti a questi capolavori e ho prodotto porte che raccontassero diversi periodi della mia vita”.
Altra caratteristica del lavoro di Sam Havadtoy è l’utilizzo del merletto, materiale insolito per l’arte contemporanea, ma il cui impiego trova riscontro nella memoria dei popoli dell’est Europa dove proprio il merletto intrecciava associazioni complesse con classe, religione, storia e moda e che in laguna ha uno dei centri di produzione più rinomati in Italia.
Nella sua pratica artistica Havadtoy incolla frammenti di pizzo sulle sue opere; quindi, strato dopo strato li ricopre di colore, in modo che il gioco di vuoto e pieno che si crea, diventi l’elemento strutturale dell’immagine che ne risulta.


Sam Havadtoy è nato nel 1952 a Londra da una famiglia ungherese. Rientrata in Ungheria nel 1956, non le fu più concesso di ritornare in Inghilterra. Nel 1971, Sam emigrò illegalmente in Inghilterra attraverso la Yugoslavia. Un anno più tardi, nel 1972, si stabilì negli Stati Uniti.
Nel 1978 fondò il Sam Havadtoy Gallery and Interior Design Studio, e divenne amico intimo di Yoko Ono, John Lennon, David Bowie, Andy Warhol, Keith Haring, George Condo, Donald Baechler e molti altri artisti.
Winged Altarpiece, la più monumentale scultura in bronzo mai realizzata da Keith Haring, fu creata in edizione limitata con l’aiuto di Havadtoy. Qualche anno dopo, il Ludwig Museum di Budapest ricevette in dono dallo stesso Havadtoy questa rara opera per arricchire le sue collezioni permanenti.
Nel 1992 aprì la Galéria 56 a Budapest. Qui espose lavori di artisti quali Keith Haring, Andy Warhol, Agnes Martin, Cindy Sherman, Kiki Smith, Robert Mapplethorpe, Ross Bleckner, Donald Sultan, Donald Baechler, oltre alle opere del grande artista ungherese László Moholy-Nagy. (www.galeria56.hu)
Dal 2000 è tornato a vivere in Europa; a Budapest e Szentendre, in Ungheria, e in Liguria.


SAM HAVADTOY. 18 - 17
Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Orari: da mercoledì a lunedì, 10-18 (chiuso il martedì)
Ingresso: libero
Ufficio stampaCLP Relazioni PubblicheMarco Olianas - Tel. 02 36755700 - marco.olianas@clponline.it www.clponline.it

Palazzo Bembo
Riva del Carbon 4793
Venezia

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