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Archivi categoria : Aste

Fine Art & Obiects of Vertu, RUSSIAN ART, Hotel Metropol, Monte‑Carlo, Monaco, 8/07/2020

PAR LE MINISTERE DE MAITRE CLAIRE NOTARI HUISSIER DE JUSTICE A MONACO

FINE ART & OBJECTS OF VERTU

RUSSIAN ART

All'Hermitage Fine Art  arte, i gioielli, i manoscritti, i libri rari, le fotografie e la vendita di arte russa si terranno dal 7 all'8 luglio 2020 all'Hotel Metropole Monte‑Carlo.
Le collezioni presenteranno Arte Russa il primo giorno e Belle Arti, Oggetti di Vertu, Autografi, Manoscritti, Libri rari e Fotografie nel secondo giorno.

Lotto 17: Ivan Bilibin (1876-1942) Tsarevitch all'incrocio. Illustrazione del racconto popolare russo "Il racconto di Tsarevich Ivan, l'uccello di fuoco e il lupo grigio"

I cataloghi online qui.

L'asta di martedì 7 luglio alle 14:00 (CET) presenterà una varietà di lotti dell'eredità russa, spaziando da una notevole collezione di piatti in porcellana di Propaganda, una selezione di dipinti, disegni e un costume associato a Ballet Russes, eccezionali pezzi d'argento, Faberge e molto altro. Due disegni ad acquerello originali unici e rari di Ivan Bilibin - illustrazioni di racconti popolari russi.
La collezione comprende anche opere di Ivan Tyurun, Ritratto di Augusto Kotzebue di Johann Friedrich, August Tischben, Choultse, F. Sychkov, K. Korovin, J. Klever, V. Palenov, PP Vereschagin, M. Dobuzhinsky, A. Benois, D Burliuk, B. Anisfeld, N. Samokish, A. Chirkov, I.Brodsky, Baron Mikhail Petrovich Klodt e G.Artemov (un pezzo interamente in legno).

KONSTANTIN IVANOVICH GORBATOV (1876-1945), Veduta di Chioggia, Venezia Lotto 15, € 80.000-100.000

Mercoledì 8 luglio alle 17:00 (CET) l'asta di autografi, manoscritti, fotografie e libri rari conterrà lettere autografate e fotografie di personaggi storici di spicco come Mussolini, Wallenstein, Napoleone, nonché attori, cantanti e ballerini; riprese di fotografi famosi come Steve McCurry e Aldo Durazzi, edizioni di libri rari, lettere autografate di artisti famosi tra cui Signac (705), Picasso (719), Grosz (721), Matisse (722), Kandinsky (723), Mondrian (724) e manoscritti russi: 712 Tolstoi, 713 Trotsky, 727-728 Rubinstein.
Manoscritti accuratamente selezionati da poeti, scrittori e artisti dell'età dell'argento saranno di particolare interesse per i collezionisti. Un quaderno elegante con poesie scritte da Konstantin Balmont nella sua calligrafia espressiva è unico oltre che con una provenienza impeccabile: la collezione di S. Lifar.

Lotto 333. KD Balmont (1867-1942), Notebook con poesie scritte a mano di Balmont. [Parigi, 1930-1931]. 52 pagine, 16 cm 18 cm Infine, gli ammiratori delle stagioni russe di Diaghilev potranno acquistare il lotto 18 Un progetto teatrale per i balli polovtsiani di Nikolay Roerich (1874-1947) dall'opera di Prince Prince "Igor". Il pezzo proviene dalla collezione Helena Roerich (Roerich Museum, New York).

Nel 1909 Roerich si dedicò per la prima volta all'opera di AP Borodin "Prince Igor", poiché Diaghilev includeva alcuni dei suoi frammenti nelle "Russian Seasons in Paris". Non è un caso che Diaghilev abbia invitato Roerich, per l'originalità di Roerich e la rilevanza del suo lavoro storico per la produzione in corso. L'artista ha ricreato perfettamente l'atmosfera di "Polovtsy of the mill" dall'opera di Borodin. Un "programma scitico della natura" sorprendentemente brillante e una scenografia altamente originale hanno creato un senso imperdonabilmente autentico di un lontano passato, in cui lo spirito antico russo si fondeva con il colore dell'est.

THUESDAY JULY 7, 2020 - 14.00
FINE ART & OBJECTS OF VERTU
WEDNESDAY JULY 8, 2020 - 14:00
AUTOGRAPHS, MANUSCRIPTS AND PHOTOGRAPHS
WEDNESDAY JULY 8, 2020 - 17:00

Inquiries/Contact:  T. +377 97773980 - Fax: +377 97971205 -  info@hermitagefineart.com

Hotel Metropole
4 avenue de la Madone
98000 MONACO

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Sotheby’s: Mediterraneo. Lo Specchio dell’Altro, Palazzo Reale, 28/03/2018, ore 18.30

 72 ARTISTI italiani e stranieri donano le loro opere per l’Asta Benefica d’Arte contemporanea per CIPMO che, giunta alla sua VI Edizione, sosterrà lo sviluppo del progetto di educazione alla cittadinanza “Mediterraneo. Lo Specchio dell’Altro”, basato su una rete di Istituti Superiori Italiani che dialogano con Istituti della Sponda Sud del Mediterraneo (Giordania, Israele, Palestina, Marocco, Tunisia, Turchia, Iraq).

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Per saperne di più

Giacomo Balla e César Domela, Artcurial, Milano, asta Parigi 27 novembre 2017

«Artcurial accoglie un nuovo Direttore Italia. Emilie Volka è una appassionata d’ arte. Il suo entusiamo e la sua conoscenza del mercato italiano darà nuovo slancio all'ufficio milanese. Per inaugurare questo nuovo dinamismo, siamo lieti di esporre a Milano a novembre un capolavoro pre-futuristico: Agave sul mare di Giacomo Balla»  

Martin Guesnet, direttore Europa, Artcurial

L'ufficio Artcurial Milano espone due importanti opere di Giacomo Balla e César Domela, per l'asta di Arte Impressionista e Moderna che si terrà  a Parigi il lunedì 27 novembre 2017.
In occasione del quinto anniversario dall'apertura dell'ufficio italiano di Artcurial a Milano e dell'arrivo di Emilie Volka, la casa d'aste ha presentato, dal 15 al 18 novembre 2017, un importante lavoro pre-futuristico di Giacomo Balla, Agave sul mare, che verrà proposta in asta a Parigi il 27 novembre 2017, durante la prestigiosa vendita impressionista e di arte moderna della stagione.

expoballa.jpg

Giacomo Balla, Agave sul mare, il mare Anzio, 1908, huile sur toile,
estimation : 600 000 – 800 000 € / 660 000 – 880 000 $

Datata 1908, Agave sul mare di Giacomo Balla chiude la sequenza neoimpressionista del pittore e contiene il germe delle premesse del Futurismo che si manifesterà  nel suo lavoro a partire dal 1909. Una tela importante per capire l'evoluzione stilistica dell'artista e il suo inserirsi nelle temperie contemporanee, che sorgevano a quel tempo tra i pittori europei d’avanguardia (Astrazione, Cubismo, Futurismo, Raggismo, Espressionismo).
Serge Lemoine, ex direttore del Museo d'Orsay e consulente scientifico e culturale di Artcurial, spiega: "L'opera fu dipinta nel 1908 sul motivo, dalla terrazza della Villa Selle, ad Anzio. Rappresenta il punto di vista che l'artista aveva davanti a lui: una rosetta di agave in primo piano e il mare che si estende oltre l'orizzonte nuvoloso sormontato da una fascia di cielo. Semplice ed apparentemente innocuo, questo dipinto è in realtà un’opera maggiore di Giacomo Balla, realizzato in un momento fondamentale della sua evoluzione, quando lascia la figurazione dominante e il simbolismo dei suoi inizi per convertirsi alle espressioni di massima modernità che caratterizzavano il suo tempo, rappresentata dal divisionismo di Paul Signac. L’artista adotta soggetti semplici e li priva di ogni tratto aneddotico utilizzando la tecnica del pointillismo che, perfettamente distinguibile per via del notevole stato di conservazione dell'opera, è di per sè estremamente moderna ed è stata scelta da Balla l’anno successivo per dipingere Lampe à arc e nel 1912 per la sua Fillette courant sur un balcon, uno dei pilastri del Futurismo".


Cinque anni dopo l’apertura dell’ufficio italiano a Milano, ad Artcurial l’arrivo di Emilie Volka come direttrice di Artcurial Italia. Emilie Volka succede a Gioia Sardagna Ferrari.
Emilie Volka, professionista del mercato dell'arte,  ha partecipato alla fondazione dell’ufficio milanese della casa d’aste Cambi, impiantando la maison genovese nella capitale lombarda. Oggi Emilie Volka metterà le proprie capacità al servizio di Artcurial, partecipando attivamente alla sua espansione in Italia.
Da Milano, contribuirà allo sviluppo di Artcurial e ne accompagnerà la crescita, esplorando nuovi territori, specialmente a sud della penisola.
Inoltre, la vicinanza a Monte Carlo, divenuto il principale appuntamento per le aste del mondo del lusso (gioielli, orologi d'epoca, Hermès vintage), permetterà di intensificare i legami tra la clientela italiana e queste specialità altamente apprezzate dal mercato locale e non solo.
Emilie Volka ha una doppia radice culturale, francese e italiana e ha sempre vissuto tra Francia e Italia. Se a Milano è cresciuta in una famiglia di industriali, è a Parigi che è nata la sua passione per l'arte e il mercato. Giovanissima scopre il mondo delle aste a Drouot, grazie ai suoi nonni materni. Successivamente intraprende gli studi dedicati alla storia dell'arte e parallelamente nel 2008 entra in Finarte come specialista junior in arredamento italiano del XVII secolo. Per quattro anni ha stretto legami con i collezionisti e antiquari italiani, prima di prendere la guida del Dipartimento «House Sales» nel 2011, diventando membro del Collegio Lombardo dei Periti, l’ufficio degli esperti di Lombardia. L’anno successivo Emilie Volka entra in Cambi e nel 2017 in Artcurial.
"In 5 anni Artcurial ha lavorato a fondo creando un dinamismo che intendo accelerare e amplificare. Naturalmente, il titolo di capitale della moda e del lusso di Milano, proprio come Parigi, la rende un punto di partenza cruciale per gioielli, orologeria e Hermès vintage. Ma in senso più esteso, tutta la penisola è una terra d'arte, artisti e collezionisti da diversi secoli. Personalmente, si tratta di una preziosa occasione per riconnettersi con la Francia, un paese che è anche un po’ il mio.

Emilie Volka, neo Direttore Italia, Artcurial

ARTCURIAL, fondata nel 2002 è una casa d’aste multidisciplinare basata a Parigi, che ha affermato il suo ruolo dominante sul mercato artistico internazionale nel 2016.
Con sedi principali a Parigi, Monaco, la casa d’aste totalizza un volume di vendite pari a 210.1 milioni di euro nel 2016, raddoppiando il proprio giro d’affari in 5 anni (+10 % comparato al 2015).
Artcurial copre un ampio spettro di specialità: dalle belle arti alle arti decorative, automobili da collezione, gioielleria, orologi da collezione, raffinati vini e liquori… Rivoltasi con decisione verso il mercato internazionale, Artcurial si afferma con una fitta rete estera di uffici rappresentativi a Bruxelles, Milano, Monte Carlo, Monaco e Vienna come anche una rappresentanza a Pechino e Tel Aviv, e mostre biennali in New York. Nell’ottobre 2015, Artcurial ha organizzato le prime vendite a Hong Kong e in Morocco.


Esposizione a Milano
Da mercoledì 15 a sabato 18 novembre 2017 - orario: 10.00-19.00

Asta a Parigi
Lunedì 27 novembre 2017 - 20.00

Contatti StampaPaola C. Manfredi / PCM Studio, Milano - press@paolamanfredi.comTel. + 39 02 88 44 63 54

Artcurial 
Palazzo Crespi

Corso Venezia 22
20121 Milano

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Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, 450,3 milioni di dollari, Christie’s, New York

Salvator Mundi di Leonardo offerto da Christie's l'opera d'arte più costosa della storia, che con i diritti d'asta fanno lievitare il prezzo a 450.312.500 dollari. 
Il quadro raffigurante Gesù salvatore del mondo sarebbe stato stato dipinto in Francia intorno al 1500 per un committente della casa reale. La casa d'aste l'ha definito "l'ultimo Leonardo", intendendo così l'ultimo quadro del maestro della Gioconda ancora di proprietà di un privato.
"È un momento storico", ha detto il battitore, mentre uno dei potenziali acquirenti per telefono ponderava se alzare la puntata oltre i 300 milioni, partiva da una stima a richiesta di 100 milioni di dollari. L’offerta vincente è infine arrivata da Alex Rotter, un dirigente di Christie’s che rappresentava un compratore il cui nome non è stato rivelatovincendo la gara su Francois De Poortere, direttore del dipartimento di dipinti antichi.
Vittorio Sgarbi: "È costato poco. Quando si vuol esprimere l'importanza di un'opera si usa impropriamente l'aggettivo 'costoso'. Queste opere costano molto perché autori come Leonardo o van Gogh hanno un valore unitario che si deve moltiplicare per il numero di persone che conoscono quegli autori. È come se ognuno pagasse un 'obolo' moltiplicato per il numero di persone che lo conoscono. Ecco perché questi autori hanno quotazioni così alte (e un Raffaello, ad esempio, meno), perché corrispondono con la loro popolarità che coincide con la loro universalità. Una volta stabilito il moltiplicatore, però, la cifra raggiunta dall'opera ha sempre un valore relativo perché il dipinto (che in questo caso è spirito e anima di Leonardo) ha un valore assoluto, la cifra è convenzionale. Il vero tema però è un altro. Questo Leonardo è diventato Leonardo grazie al suo costo, perché fino a ieri non c'era unanimità sull'autenticità dell'opera che oggi, grazie a questo risultato, viene conclamata. Il valore di mercato in questo caso dimostra che quell'opera è un capolavoro e che è effettivamente sua. Anche io stesso, inizialmente, avevo il dubbio che ci fosse anche la mano di un suo allievo e invece oggi sono convinto che sia un capolavoro assoluto di Leonardo".

Il Salvator mundi è un dipinto a olio su tavola (66x46 cm) attribuito a Leonardo da Vinci, databile al 1499 circa e conservato in una collezione privata statunitense. L'opera è stata pubblicata solo nel 2011 in occasione di una mostra alla National Gallery di Londra in cui è stata presentata al pubblico (dopo un restauro che ha eliminato vecchie ridipinture). L'attribuzione finora è stata confermata da quattro studiosi internazionali, con pareri unanimi.
Poco prima di abbandonare Milano per la caduta degli Sforza, Leonardo avrebbe dipinto una tavola del Salvator mundi destinata a un committente privato. Dell'opera restano alcuni studi, soprattutto al castello di Windsor. La memoria dell'opera, sconosciuta fino a questa recente scoperta, era affidata all'incisione che nel 1650 circa ne aveva tratto Wenceslaus Hollar, ma del dipinto si erano perse le tracce.
Il successo dell'opera era stato infatti all'origine di numerose copie, le cui tracce si confondono con quella dell'opera principale. Alcune fonti riportano come l'opera, dopo l'occupazione francese di Milano, era finita in un convento di Nantes. Quando la copiò Hollar invece si trovava nelle collezioni di Carlo I d'Inghilterra, che molto aveva acquistato in Italia. Con la decapitazione del re le sue collezioni vennero in larga parte disperse all'asta. Un Salvator mundi di scuola leonardesca riapparve nel XIX secolo nelle raccolte di sir Francis Cook, che lo vendette poi al barone di Lairenty e successivamente al marchese de Ganay, a Parigi, che ancora lo possiede: si tratta forse di un lavoro di Francesco Melzi(attribuito anche a Boltraffio o Marco d'Oggiono), derivato dall'originale di Leonardo.
L'opera apparteneva a un consorzio di commercianti americani con Robert Simon a capofila, proprietario di una galleria d'arte a New York. Scarse finora sono le notizie sulle circostanze dell'acquisto della tavola, che sarebbe stata rilevata all'asta in una vendita immobiliare nel 2004 o 2006. Dopo l'acquisto l'opera venne portata ai curatori del Metropolitan Museum per una valutazione e poi a quelli del Museum of Fine Arts di Boston, i quali però non si pronunciarono. Nel 2010 è stato infine portato alla National Gallery dove il direttore, Nicholas Penny, ha invitato quattro studiosi per valutarlo: Carmen C. Bambach, curatrice del dipartimento di grafica del Metropolitan Museum, Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio, studiosi milanesi autori di diversi saggi su Leonardo e sul Rinascimento, e Martin Kemp, professore emerito di storia dell'arte all'Università di Oxford e noto studioso di Leonardo. I pareri sono stati tutti positivi, così si è deciso di procedere al restauro e di esporre l'opera alla grande mostra monografica su Leonardo che si è tenuta nel museo londinese dal 9 novembre 2011.
La notizia del ritrovamento è stata pubblicata dalla rivista Artnews, seguita dal Wall Street Journal, che aveva anche azzardato una valutazione sui 200 milioni di dollari. L'opera è stata poi venduta privatamente nell'estate del 2013 per 75 milioni di dollari. Nel novembre 2017 l'opera è stata venduta all'asta per 410 milioni di dollari (450 milioni con i diritti d'asta) all'asta dal presidente del Monaco Calcio Dmitri Ryobovlev che l'aveva acquistata per 108 milioni di euro.

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