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Boris Mardešić, Comiso (Vis) 1/06/1922 – 18/01/2011 Fiume (Rijeka), Croazia

Boris

Boris Mardešić era nato il a Comiso (Vis), capoluogo dell’isola di Lissa in Croazia, nel 1922. Nel 1956 le prime mostre a Fiume ( Rijeka) e nel 1958 a Roma alla Galleria La Cassapanca. Nel 1962 l'incontro con il critico d'arte Garibaldo Marussi, direttore ed editore della rivista Le Arti, diventa fondamentale per la sua carriera. Su invito di Marussi si trasferisce a Milano nel 1964.  
Prime mostre  a Biella, Novara, Torino e Milano e poi l'ingresso nella storica galleria del Milione di
Peppino Ghiringhelli
Nel 1970 Mardešić è invitato da
Mario De Micheli ad esporre alla Galleria Il Milione a Milano dove conosce Dino Buzzati che ne apprezza l’opera e scrive delle recensioni su di lui. Questo evento rappresenta una svolta decisiva per la carriera di Mardešić: “per un pittore esporre alla Galleria Il Milione di Milano era come per un cantante esibirsi alla Scala”.
I numerosi consensi ottenuti favoriscono un ciclo di mostre in Europa. A partire dalla Künstlerhaus  di Vienna in cui a una sua grande mostra rappresentativa di tutte le tecniche usate fece seguito la mostra completa di opere grafiche di Oskar Kokoschka. In seguito espone in Spagna, in Francia e in Belgio al Palais des Beaux Arts di Bruxelles. Quest’ultima esposizione, intitolata L’ordine del caos e recensita da René Berger, passerà poi negli Stati Uniti nel 1987.
Incontra, dopo la morte di 
Peppino Ghiringhelli, nei primi anni '70 Ruggiero Jannuzzelli e Leonardo Garilli (fondatori del Gruppo Camuzzi), che diventeranno i suoi più grandi mecenati.
A Washington DC e New York, St. Petersburg, trascorrerà, con la moglie Milanka, la vera musa di Boris, diversi anni riscuotendo un notevole successo tanto che gli viene chiesto di realizzare per la NASA Aurora Cosmic, un'istallazione multimediale, la prima al mondo, a Cape Canaveral al Kennedy Space Center.
Ritornato dopo la guerra in Croazia si divide tra Verudela (Pola) e Fiume (Rijeka) dove si è spento.

All'interno della materia 1962-1982
Boris Mardešić, nel 1964 arriva a Milano su invito di Garibaldo Marussi che lo introduce con grande successo nel mondo milanese e non solo. Era il periodo delle visioni aeree del carso con i suoi muretti a secco e le terre arse: dalla superficie della terra all’interno della materia. "La mia ispirazione è alimentata dalla contemplazione della natura e dei suoi elementi primari: la pietra, la terra, l’acqua. Sono partito dalla scheletro del pianeta."
L’attenzione si sposta dalla superficie alla profondità della terra e si concentra sui movimenti più intimi del nucleo primordiale. per esplorare l’oscurità e il mistero del nucleo profondo. Questa sperimentazione artistica coincide con una ricerca intimistica, con il ripiegamento dell’uomo su se stesso, nel faticoso tentativo di trovare la strada verso un’interiorità agitata da conflitti creativi. In questa fase Mardešić elabora e sperimenta una visione cosmica della superficie terrestre.

Genesi dell'Energia - L'ordine del Caos 1982-2011
Dal 1982 lo studio delle forze generatrici degli elementi si trasforma in interesse per l’energia come pulsione originaria alla vita e denominatore comune di microcosmo e macrocosmo. In questi anni viene organizzata dal Comune di Milano una sua mostra personale al Castello Sforzesco, che dopo la sua mostra e quella di Henry Moore, non ospiterà più esposizioni dei grandi maestri contemporanei. In quella occasione vengono presentate da Raffaele De Grada con lo straodinario allestimento di Agnoldomenico Pica le opere che vanno dal 1962 al 1980, realizzate con tutte le tecniche esplorate.

Nel 1987 si trasferisce per diversi anni negli Stati Uniti dove la sua opera è molto apprezzata. Esordisce allestendo l’esposizione fatta a BruxellesL’ordine del caos, seguita da un’altra: Luce, ritmo, energia. In seguito sviluppa altri cicli di dipinti intitolati: Cosmic EnergyBig Bang Painting e Genesis of Energy. Realizza inoltre un progetto per la NASAAurora Cosmic.

Traduce in pittura la teoria del Caos e dei frattali, dopo essersi mosso sulle orme democritee. Nelle sue ultime opere analizza la spirale come elemento energetico fondante dell'universo. “Penetrare nel nucleo per esplodere nel cosmo”. 
Scrive Pierre Restany: “La patria per Mardešić è ormai il dramma delle energie ctoniche in fusione, l’urlo titanico degli atomi, l’interrogazione sensuale sul divenire galattico della nostra carne”.

Boris Mardešić era capace di utilizzare tutte le tecniche possibili olio, disegno, guache, incisione, affresco, arazzo, mosaico, bassorilivo in rame, legno perforato e sculture in gabraster e a piani sovrapposti di legno intelato. Nei guache aveva sviluppato una tecnica raffinatissima che gli consentiva dimensioni oltre i 3 metri, che solo i giapponesi sono in grado di realizzare.

Tanti gli amici, tra i critici d'arte: Garibaldo MarussiDino Buzzati, Réné BergerPierre Restany, Franco SolmiMario De MicheliGuido BalloRaffaele De Grada, Marco Valsecchi, Agnoldomenico Pica, Luciano Budigna, Umberto ApollonioGiorgio Mascherpa, Luigi Lambertini, Alberico Sala, Miklos N. Varga, A. Blanco, Dragoslav Adamović, Giorgio Seveso, Emile Langui, Renzo Biasion, M. Gibson, De Knodder, D. Gillemon, Elena Florez, G. Gamulin, Tonko Maroević, Hans Mayr, Miograd B. Protić, A. M. Marger, ...; gli artisti: Giorgio De Chirico, Lucio FontanaRemo BiancoMax Ernst, Mario Bionda, Marcello Mascherini, Giuseppe ZigainaEdoardo Devetta, Renato GuttusoRYayoi Kusama, Giuseppe Capogrossi, Emilio Scanavino, Mario Rossello, Sebastian Eucharren Matta, Bruno Mascarelli, Luigi Spacal, Tomonori Toyofuku, Getulio Alviani, Aldo Schmid, Emilio Vedova, Luciano Minguzzi, Gianluigi Giovanola, Jack Clemente, Nino Perizzi, Soto, Gianni Arde...; e i galleristi: da Renato CardazzoPeppino GhiringhelliNino Pater, Peppino Palazzoli, Ettore GianferrariRenzo Cortina, Leo Castelli, Luca Palazzoli...; scrittori e poeti: Alfonso GattoGiuseppe UngarettiBranko ČopićDino Buzzati, Giovanni Pini...

I suoi quadri sono in esposizione permanente in 28 musei e collezioni private in Australia, Belgio, Croazia, Francia,  Italia, Yugoslavia, Portogallo, Stati Uniti, Spagna Svizzera. 89 mostre personali e altrettante collettive nelle più prestigiose sedi del mondo tra cui: Künstlerhaus di Vienna; Museo Stendelijk di Ostenda, Belgio; Museo d'Arte Moderna dell'Alto Aragon di Huesca, Spagna; Salon Grand Palais de Beaux-Arts di Parigi; Palais de Beaux-Arts di Bruxelles, Belgio; Museo d'Ixelles di Bruxelles, Belgio; Musée Cantonal de Beaux-Arts di Losanna, Svizzera; Castello Sforzesco di Milano; Museum of Fine Artsdi St. Petersburg, Florida; Museum of Contemporary Art Australia di Sidney; Museo di Arte Contemporanea di Belgrado, Yugoslavia; Museo San Telmo di San Sebastián, Paesi Baschi; Museo della rivoluzione popolare di Pola, Croazia; Museo de Arte Contemporáneo de Villafamés di Castellon, Spagna; Museo di Arte Moderna di Macerata; Museo di Arte Moderna di Ascoli Piceno; Museo di Arte Moderna di Segale; Berardo Museum of Modern and Contemporary Art di Lisbona, Portogallo; Contemporary Fine Art Museum Chamalieres, Chamalieres, Francia;  Museo de Arte Moderno y Contemporaneo di Santander y Cantabria, Spagna; Domiciliary Museum B. Mardešić, Komiza, Island of Vis, Croazia; Centro Astronomico di Fiume, Croazia.

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